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La stoffa dell’Italia. Storia e cultura della moda dal 1945 a oggi

Nel corso del Novecento l’Italia è riuscita ad affermarsi come punto di riferimento mondiale della moda, nonostante il predominio secolare di Parigi e di Londra. Il libro ripercorre la storia di questo successo che ha contribuito a diffondere una nuova e positiva identità del nostro paese a livello internazionale. Per capire la peculiarità del ‘modello italiano’ è necessario soffermarsi non solo sugli aspetti della produzione artigianale e industriale o sull’evoluzione degli stili. Bisogna prendere in considerazione anche i mutamenti economici e culturali che hanno trasformato radicalmente l’Italia nel giro di pochi decenni: dal miracolo economico alla rivoluzione giovanile e politica, dal consumismo degli anni Ottanta alla globalizzazione, dall’ecologismo degli anni Duemila fino al difficile scenario odierno. Scritte con uno stile brillante, ricche di riferimenti al cinema, alla letteratura, all’arte e al mondo dei media, queste pagine offrono un bilancio complessivo su un fenomeno che ha segnato profondamente la nostra storia recente.
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Stocaxxo che ti amo

Mangia troppo e parla troppo. È ostinata, testarda, indisciplinata, sboccata, esuberante e un po’ pazzerella. Miria, 26 anni, è un disastro di ragazza. Come se non bastasse, ha perso il lavoro e sta nascondendo alla famiglia i suoi problemi economici per non ammettere ai loro occhi che è una buona a nulla come l’hanno sempre fatta sentire. Vorrebbe solo essere amata per quella che è, difetti compresi, e realizzare i suoi sogni con le proprie forze. Cristian, sexy e bastardo, odia molte cose, prime fra tutte le donne sboccate. Vive un’esistenza apparentemente tranquilla fatta di avventure di una notte e giornate vuote prive di sentimenti e punti stabili oltre al suo lavoro e alla sua passione per il calcio. E se il destino, in mezzo a tanta gente, ci facesse incontrare sempre la stessa persona che fa uscire il peggio o forse il meglio di noi? Tra due caratteri così opposti non potranno che esserci scintille…
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Stirpe di lupo

Quando questa serie apparve su Weird Tales all’inizio degli anni Trenta, riscosse immediatamente un enorme successo. Un alieno proveniente da una lontana galassia, atterrato in prossimità di Babilonia, viene raggirato da una strega locale che, con un incantesimo, lo racchiude nel corpo di un essere umano. Uccisa la strega in un impeto di furia irrazionale, egli non ha più la possibilità di fare ritorno al natio pianeta di Nitrhys e, da questo momento, sfoga la sua rabbia e il suo odio contro tutto il genere umano, in partlcolare contro i discendenti della strega che lo ha incatenato alla Terra. La narrazione copre un vastissimo arco di tempo, e ci porta attraverso tutta una serie di grandi avvenimenti storici quali la disfatta della Grande Armada, la Guerra dei Trent’Anni, l’Inquisizione e la scoperta del Nuovo Mondo, per arrivare a concludersi ai giorni nostri con un finale veramente singolare. Harold W. MunnHarold Warner Munn nacque nel 1903, nell’Indiana. Scrittore fantastico di razza esordì nel 1925 sulla rivista Weird Tales ed è proprio di quell’anno il suo primo racconto basato sui lupi mannari. È opinione comune che a spronarlo a scrivere su questa tematica sia stato H.P. Lovecraft, e studi recenti accreditano la tesli che il «Solitario di Providence» abbia addirittura partecipato alla stesura di alcuni suoi scritti. Dal 1931 al 1966, Warner Munn rimase totalmente inattivo, riprendendo poi a scrivere ma non solo in campo fantastico: al suo attivo annovera tra l’altro un robusto poema sulla figura di Giovanna d’Arco.

Stirpe di alieno

Lo avevano chiamato Thorn, e ancora neonato lo avevano affidato al più grande giudice-guerriero di quel mondo, Duun, perché lo allevasse come un membro della loro razza. Ma ben presto Thorn si rende conto di essere diverso; la sua pelle è chiara e priva di morbida pelliccia argentea, le sue mani mancano di artigli, e in tutto quel mondo non esiste un’altra creatura simile a lui. Quando poi gli attentati alla sua vita si moltiplicano, fino a condurre l’intero pianeta a una strenua guerra civile, Thorn capisce che deve cercare nello spazio la risposta all’enigma della sua origine, ben sapendo che da lui può dipendere il futuro di due lontane civiltà. L’ultimo affascinante romanzo di una grande scrittrice, secondo classificato al premio Hugo 1986.
Copertina di Karel Thole

La stirpe dei fedeli. La spada della verità

Richard ha deciso di raggiungere l’amata Kahlan, regina della Galea, che sta tornando verso Ebinissia con l’intenzione di ricostruirla per poi governare la sua nuova patria. I piani di Richard vengono però sconvolti dall’entrata in scena di due temibili nemici, alleati tra loro: si tratta dell’Ordine imperiale, l’esercito guidato dal misterioso Jagang, che vuole sottomettere il mondo intero, e della stirpe dei fedeli condotta dal generale Tobias Brogan, un uomo che odia la magia al punto di volerla estirpare per sempre, poiché la considera il mezzo con il quale il Guardiano del mondo sotterraneo influenza il mondo dei vivi…

Steve Jobs. La storia continua

“Un mago. Un leader, temuto e ammirato. Un inventore. Un artista della tecnologia. Un uomo poco diplomatico. Figlio adottivo, studente curioso ma inadatto a ¬ finire l’università, pioniere dell’elettronica, seguace dello zen, imprenditore di successo cacciato dall’azienda che ha fondato, creatore di uno degli studios di animazione più acclamati della storia, rigeneratore di un’azienda decotta, magni¬fico narratore dell’innovazione, eterno s¬fidante dei colossi dell’informatica, della musica, delle telecomunicazioni, dell’editoria, autore della storia aziendale fra le più ricche di ogni tempo… Ma se ammettiamo che Steve Jobs sia un caso praticamente unico nella storia dei leader aziendali, ha senso cercare di imparare dalla sua biografia per migliorare un’impresa o immaginarne una nuova? […] Jay Elliot ne è convinto. È un testimone dell’energia innovativa generata da Steve Jobs. E avverte l’urgenza di condividere quello che ha visto. Anche perché tra il suo primo libro e quello che avete in mano in questo momento è intervenuta la morte del suo amico, collega e maestro. […] Per Elliot, Steve Jobs è stato prima di tutto un leader e un ispiratore. Tutto, in lui, comincia dalla visione. E la prima prova che la visione deve superare è la sua comunicazione. Elliot ricorda che per Jobs comunicare la visione alla squadra è importante quanto creare un nuovo prodotto. Una visione è una storia che non si è ancora realizzata, che riesce a mettere insieme molte osservazioni e le interpreta in modo originale. […] Al centro della visione di Jobs c’era la convinzione di poter disegnare e migliorare lo spazio che c’è tra la persona e la tecnologia… E ha cominciato lanciando il Macintosh nel 1984. Quella macchina sarebbe diventata un oggetto di culto ma non un immediato successo commerciale… Steve Jobs avrebbe dovuto affrontare l’inferno della cacciata dall’azienda che aveva fondato, avrebbe dovuto imparare a superare se stesso e a condurre i suoi collaboratori a compiere un’analoga impresa, per portare a compimento, molti anni dopo, il suo progetto: che non sarebbe stato un computer ma un insieme di tecnologie, dal Mac all’iPod-iTunes, dall’iPhone all’iPad e all’App Store, che moltiplicano e trasformano prima di tutto le interfacce per accedere alla potenza del digitale.

Uno sterminio di stelle

“Bologna non è più la stessa, la gente non sorride più.” È da qualche tempo, precisamente dall’anno del terremoto in Emilia, che Sarti Antonio, sergente, va ripetendo con tristezza questa frase. A dargli ragione ancora una volta arrivano i fatti.Si sta occupando della scomparsa di Nanni Rolandina, una bella ragazza di anni diciannove e occhi turchini, quando viene chiamato d’urgenza dal cantiere del nuovo stadio del Bologna che sorgerà nella località archeologica di Villanova, dove Rosas ha fatto una scoperta interessante. Dagli scavi – per la gioia del capocantiere e dell’impresa costruttrice che dovranno sospendere i lavori – sono emerse, una dopo l’altra, tredici mummie di epoca etrusca, perfettamente conservate. Alcuni particolari risultano subito inquietanti. Intanto i corpi superano i due metri di altezza, hanno il cranio enorme e dodici di loro hanno i femori spezzati come se fossero stati sottoposti a un antico rito funebre. Ai piedi di una delle mummie c’è un omphalos, una pietra con l’incisione di un demone che impugna una mazza.Il mattino dopo Sarti Antonio è convocato di nuovo al cantiere per una macabra novità: nella notte i cadaveri sono diventati quattordici. Accanto alle mummie c’è il corpo dell’architetto Bonanno, progettista dello stadio e direttore dei lavori. Anche lui ha i femori spezzati. E anche ai suoi piedi c’è una pietra ricoperta di segni enigmatici.Chi odiava così tanto l’architetto da inscenare una cerimonia ancestrale? E Rolandina, la ragazza che ha fatto perdere le sue tracce, ha qualcosa a che fare con il mistero? In soccorso di Sarti giungono il talpone Rosas e le sue conoscenze archeologiche. I due avranno modo di rifletterci, come al solito, davanti a un buon caffè sotto i portici, ma per l’occasione proseguiranno le ricerche anche di fronte a un bel cestino di tigelle e crescentine sull’Appennino. È qui, attorno all’antico centro oracolare di Montovolo, che affondano le radici il mistero del demone etrusco e quello, ancora più intricato, di una portantina che viene da un passato di stragi e delitti.Dopo cinque anni di assenza, Uno sterminio di stelle segna il grande ritorno di Sarti Antonio, il personaggio più longevo e amato di Loriano Macchiavelli, alle prese con un caso nuovo e al tempo stesso antichissimo.Loriano Macchiavelli è il creatore di Sarti Antonio, uno dei più popolari poliziotti della narrativa italiana. Tra le sue opere: Sarti Antonio, un diavolo per capello, Sarti Antonio, caccia tragica, Sarti Antonio, un poliziotto, una città, I sotterranei di Bologna, Delitti di gente qualunque e L’ironia della scimmia. Assieme a Francesco Guccini ha scritto: Macaronì, Un disco dei Platters, Questo sangue che impasta la terra, Lo spirito e altri briganti, Tango e gli altri, Malastagione e La pioggia fa sul serio, tutti pubblicati per Mondadori.

Stephen Hawking: Una vita alla ricerca della teoria del tutto

Questa è l’incredibile storia vera di un uomo che ha dedicato la sua vita a scrivere il libretto di istruzioni per l’universo. Dalla nascita sotto le bombe all’infanzia nella grande casa che risuonava di musica e di bizzarro lessico familiare. Dai giorni di scuola, leader naturale tra i compagni che lo soprannominarono “Einstein” nonostante i voti scarsi, alla terribile scoperta dei primi sintomi di una malattia degenerativa incurabile, la sclerosi laterale amiotrofica. È il 1963 e Stephen Hawking ha ventun anni. Secondo i dottori gliene restano da vivere al massimo altri due. Con la minaccia di una morte prematura che incombe sulla sua testa, questo svogliato studente di fisica di Oxford si lancia nel campo delle ricerche cosmologiche, rendendosi conto che c’è “una quantità di cose importanti che avrei potuto fare se la mia condanna fosse stata sospesa”. Oggi, sta per festeggiare il settantesimo compleanno, è un genio riconosciuto del nostro tempo, e la radiazione che porta il suo nome potrebbe trovare una conferma definitiva.
Questa è anche la storia di una grande avventura del pensiero. Kitty Ferguson, che da oltre vent’anni collabora con Hawking, intreccia con sapienza al racconto della sua vita quello della sua ricerca: la conciliazione fra la relatività generale e la meccanica quantistica, la Teoria M e la prospettiva di una “Teoria del Tutto”, il paradosso dell’informazione, l’espansione dell’universo e la possibile esistenza di un multiverso iperdimensionale. Guidandoci alla scoperta di una vita che ha superato e sconfitto ogni previsione, Ferguson illumina per noi i meandri di una mente straordinaria. Quella di un uomo che ha trasformato un limite fisico in una rampa di lancio da cui esplorare gli angoli più remoti del cosmo, guidandoci “con gioia dove dovrebbero trovarsi — ma non ci sono — i confini del tempo e dello spazio”.
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### Sinossi
Questa è l’incredibile storia vera di un uomo che ha dedicato la sua vita a scrivere il libretto di istruzioni per l’universo. Dalla nascita sotto le bombe all’infanzia nella grande casa che risuonava di musica e di bizzarro lessico familiare. Dai giorni di scuola, leader naturale tra i compagni che lo soprannominarono “Einstein” nonostante i voti scarsi, alla terribile scoperta dei primi sintomi di una malattia degenerativa incurabile, la sclerosi laterale amiotrofica. È il 1963 e Stephen Hawking ha ventun anni. Secondo i dottori gliene restano da vivere al massimo altri due. Con la minaccia di una morte prematura che incombe sulla sua testa, questo svogliato studente di fisica di Oxford si lancia nel campo delle ricerche cosmologiche, rendendosi conto che c’è “una quantità di cose importanti che avrei potuto fare se la mia condanna fosse stata sospesa”. Oggi, sta per festeggiare il settantesimo compleanno, è un genio riconosciuto del nostro tempo, e la radiazione che porta il suo nome potrebbe trovare una conferma definitiva.
Questa è anche la storia di una grande avventura del pensiero. Kitty Ferguson, che da oltre vent’anni collabora con Hawking, intreccia con sapienza al racconto della sua vita quello della sua ricerca: la conciliazione fra la relatività generale e la meccanica quantistica, la Teoria M e la prospettiva di una “Teoria del Tutto”, il paradosso dell’informazione, l’espansione dell’universo e la possibile esistenza di un multiverso iperdimensionale. Guidandoci alla scoperta di una vita che ha superato e sconfitto ogni previsione, Ferguson illumina per noi i meandri di una mente straordinaria. Quella di un uomo che ha trasformato un limite fisico in una rampa di lancio da cui esplorare gli angoli più remoti del cosmo, guidandoci “con gioia dove dovrebbero trovarsi — ma non ci sono — i confini del tempo e dello spazio”.

Le stelle si guardano da lontano

Crans-Montana è l’amore. Anzi no, è l’innamoramento. È il regno di una gioventù occupata solo dai propri desideri e dal fascino che naturalmente irradia la giovinezza. Era l’inverno del 1965? L’estate del 1966? Non ha nessuna importanza.Un gruppo di ragazzi ebrei di buona famiglia si ritrova due volte all’anno per le vacanze nella località svizzera che dovrebbe simboleggiare aria limpida e tranquillità. Ma per i ragazzi, che a Parigi conducono vite ordinarie, Crans-Montana è il luogo dove la luce è forte, il cielo tagliente, le foreste cupe e inquietanti. È il luogo selvaggio dove poter finalmente godere della libertà – dove i cuori battono troppo forte.Loro fremono e osservano la banda delle tre C. Chris, Charlie e Claudia. Sempre insieme, con l’aria di divertirsi e infischiarsene del mondo attorno. Una costellazione perfetta e luminosa fatta di capelli sciolti sulle spalle, sorrisi maliziosi e gambe lunghe, sguardi spavaldi. Un gruppetto di divinità che sembra essere lì, a pattinare sul ghiaccio o bere una Coca-Cola con la cannuccia, solo per farsi ammirare, per turbare i cuori dei ragazzi. E loro le spiano come investigatori che conoscono il sospettato, sulle piste da sci, a bordo piscina, fuori dai night club. Raccolgono indizi, prove della loro esistenza: sigarette al mentolo, chewing gum Hollywood al limone, caramelle alla violetta, e un anello con un teschio di onice dimenticato sul bordo di un lavandino e infilato febbrilmente in una tasca – la prova lampante del grande mistero femminile.Gli anni passano. I ragazzi diventano adulti, i destini si separano e le vite fanno il loro corso lontano dalle montagne svizzere. Eppure il ricordo delle tre ragazze continua a perseguitarli come il fantasma di una giovinezza dorata eppure piena di segreti. In fondo “erano i nostri primi amori, e in seguito tutte le altre donne della nostra vita sarebbero state paragonate a loro, e nessuna avrebbe mai potuto cancellare i loro fantasmi, che riemergevano più reali delle nostre mogli, delle amanti, delle madri dei nostri figli”. E nei trent’anni che seguiranno ognuno di loro cercherà di raggiungere qualcosa di grande, l’amore, la verità o semplicemente il senso di esistere e che la propria esistenza non sia vana. Finendo per tornare sempre a Crans-Montana.

Le stelle nelle mani

Esiste oggi, per uno scienziato, la possibilità di controllare l’uso delle sue scoperte? L’uomo che scompare dal suo laboratorio di Tel Aviv all’inizio di questo romanzo, non si fa molte illusioni al riguardo. Tenta ugualmente, con uno dei paesi più pacifici e democratici che l’Europa conosca: la piccola Danimarca. E subito tutti i servizi segreti delle grandi potenze sono in allarme. La quieta Copenhagen si trova da un giorno all’altro nell’occhio del ciclone. Ciò che le spie, gli agenti, gli informatori riescono a ricostruire non è molto e non ha molto senso: un’esplosione, una nave danneggiata in porto, un certo numero di alte personalità danesi ferite. Non si vede bene quale nesso ci sia tra questo fiasco e le stelle. Eppure, sott’acqua, si sta preparando qualcosa di fantastico.
Copertina di Karel Thole

Le stelle fredde

Abbandonato dalla sua donna, il protagonista di questo romanzo lascia la città per trasferirsi in campagna. Qui viene sospettato dell’omicidio di un abitante del luogo che nutriva per lui antichi rancori. Ha così inizio la sua lunga fuga per sottrarsi agli interrogatori; ma soprattutto ha inizio il distacco dallo “stolto gioco della vita”, un ritiro durante il quale incontrerà Fëdor Dostoevskij tornato dall’aldilà – uno dei personaggi più memorabili della narrativa di Piovene – per portargli la sua sconvolgente verità: se il mondo dei vivi trabocca di esseri più simili ad astrazioni che a realtà, il mondo dei morti non è che la sua immagine speculare. All’uomo non resta che cercare dentro di sé le ragioni del suo rifiuto della realtà e l’unica via di salvezza è, forse, legare la propria esistenza ai dati oggettivi del mondo, catalogare in un archivio tutte le cose quasi che una soluzione si trovi nel passaggio dalla vita all’impassibile aldilà della scrittura.

Stella Manhattan

New York. Fine anni Sessanta. Arriva nella città di Andy Warhol e della trasgressione il gay brasiliano Eduardo da Costa, esiliato dal padre che non accetta la sua omosessualità. Qui Eduardo, che ama travestirsi come Stella Manhattan, trova lavoro al Consolato brasiliano grazie a un amico paterno, il colonnello Valdevinos Vianna. Anche il militare ha un lato nascosto e cerca in Eduardo aiuto per portare alla luce il proprio alter ego sadomasochista: la Vedova Nera. Il giovane Eduardo/Stella si ritrova al centro di un intrigo rocambolesco, in cui un gruppo di guerriglieri brasiliani dell’opposizione comunista tenta di «arruolarlo» per mettere in trappola il colonnello. Santiago mette in scena rivoluzionari cubani, Pantere Nere e immigrati brasiliani, mescola tragedia e farsa, la verve della New York latina, la vita di strada della comunità gay e la raffinatezza del mondo della diplomazia internazionale. Quando uscì per la prima volta, nel 1985, il romanzo destò grande scandalo. Nel tempo ha acquisito una forza documentaria eccezionale ed è letto, tuttora, come un’importante testimonianza dell’identità di un Brasile storicamente diviso fra liberazione e repressione, fra americanizzazione e tradizione. Vivace e coloratissima, la storia di Stella Manhattan è anche un inno alla vitalità e alla magia di un perpetuo trasformismo.

Stella doppia 61 Cygni

Il vero protagonista di questo celebre romanzo è Mesklin, il pianeta scoperto già nel 1942 dall’astronomo americano K.A. Strand: “Un mondo la cui atmosfera è prevalentemente composta d’idrogeno, metano e ammoniaca e dove la forza di attrazione gravitazionale all’equatore è circa tre volte quella della Terra, ma per l’enorme schiacciamento dei poli sale a quasi settecento volte nelle regioni polari; dove infuriano tempeste e cicloni apocalittici; e dove una spedizione di scienziati terrestri aiuta e si fa aiutare da un popolo di strane creature: bizzarri crostacei anfibi, intelligentissimi, incredibilmente forti e tenaci, che hanno la passione della meccanica e della matematica”.
Copertina di Franco Brambilla

La Stella di Giada

Giamaica, 1720 Fuggire, lasciarsi alle spalle tutto il dolore, i giudizi di una vita piena di errori e trovare un nuovo lavoro come domestica. Con questi unici desideri in tasca, Scarlett Baker decide di imbarcarsi per Londra, ma l’oceano sa essere spietato tanto quanto il destino. Giovane e indomita, perderà ogni speranza quando verrà catturata dalla ciurma della Stella di Giada. Finita in un inferno di lame e crudeltà comandato dal capitano Shiver, un pirata considerato il diavolo in terra, Scarlett sarà costretta a prendere decisioni difficili e inaspettate che la trascineranno su una rotta carica di passione, pericoli e combattimenti sanguinosi. Un romanzo d’amore e d’avventura, sullo sfondo dei Caraibi del XVIII secolo, dove libertà, giustizia e odio si confondono all’orizzonte, tra i profumi dei tropici e i colpi delle sciabole.

La stella del diavolo

Oslo è nella morsa di una delle estati piú torride che la storia ricordi. In un appartamento del centro una giovane donna giace in una pozza di sangue, assassinata. Un dito è stato reciso dalla sua mano sinistra e dietro la sua palpebra è stato nascosto un minuscolo diamante a cinque punte, la stella del diavolo. Nello stesso momento, in un altro punto della città, Harry Hole giace nel suo appartamento, completamente ubriaco. Tuttavia, è proprio il capo della polizia, Bjarne Møller, che lo costringe a riemergere dal suo isolamento. È a corto di uomini ma, soprattutto, vuole dare a Hole un’ultima chance.

(source: Bol.com)