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Il caso Battisti. L’emergenza infinita e i fantasmi del passato

Il 10 febbraio 2004 la polizia francese arresta Cesare Battisti, scrittore italiano reduce degli “anni di piombo”, da tempo esule a Parigi. La capitale francese l’ha accolto in base alla celebre “Dottrina Mitterrand”, che da vent’anni garantisce diritto d’asilo ai fuggiaschi della lotta armata, purché rinuncino alla clandestinità e alla violenza politica. Ora, a chiedere la sua estradizione per delitti avvenuti nel 1979 è il ministro della giustizia Castelli. Il governo di centro-destra francese vorrebbe accontentarlo, ma moltissimi intellettuali si mobilitano a difesa della “Dottrina Mitterrand”. Il libro ospita tutti gli appelli diffusi in solidarietà con lo scrittore italo francese.

Casi di emergenza

Da gennaio 2018, I cercatori di ossa, uno straordinario inedito di Micheal Crichton che, riscoperto a dieci anni dalla morte dell’autore, costituisce il primo capitolo del successo di Jurassic Park proseguito poi nel Mondo Perduto.

‘*Amo qualsiasi cosa scriva Michael Crichton.*’
Stephen King

‘*Il suo vero talento consiste nel fare entrare il lettore nel suo immaginario estremo, senza che egli se ne renda conto.*’
la Repubblica

‘*Michael Crichton sa rendere credibile l’incredibile.*’
Washington Post

La realtà è piena di vicende drammatiche, a lungo in bilico tra la tragedia e la speranza.
Come le storie dei pazienti ricoverati d’urgenza in un grande ospedale come il Massachusetts General Hospital di Boston: Ralph Orlando, un lavoratore edile ferito dal crollo di un’impalcatura; John O’Connor, un uomo di mezza età che delira in preda a una febbre dall’origine sconosciuta; Peter Luchesi, un ragazzo che dopo un incidente rischia di perdere un braccio; Sylvia Thompson, che nel corso di un viaggio aereo inizia a provare un lancinante dolore al petto; Edith Murphy, madre di tre bambini, con le caviglie e le ginocchia che si gonfiano misteriosamente.

Mettendo a frutto la sua esperienza di giovane medico, Michael Crichton coglie in presa diretta la vita di un ospedale e del suo staff, i dilemmi dei medici e le conquiste della moderna medicina. Soprattutto, da autentico maestro della suspense, ci racconta cinque storie vere, umane, appassionanti.
(source: Bol.com)

Le Case Fanno La Felicita

come districarsi nella giungla normativa che riguarda gli affitti brevi, conoscere le differenze con le attivita ricettive regolamentate, sopravvivere ai rischi e trasformare un immobile in una rendita vera e garantita, in molti casi, in un vero business

Le case dell’uomo: Abitare il mondo

Soffermarsi su che cosa rappresenti oggi la casa in varie parti del mondo, su come stia cambiando, o sull’importanza di “fare casa”, ci obbliga a riflettere su noi stessi, sulle nostre radici e sul rapporto coi nostri vicini, soprattutto con quelli costretti a risiedere ai “margini”.
Intersecando le diverse e complementari prospettive dell’antropologia, dell’architettura, della psicologia e della filosofia, Le case dell’uomo. Abitare il mondo indaga molti aspetti dell’abitare umano. Ne emerge uno scenario eterogeneo, che spazia dai “nonluoghi” delle città occidentali individuati da Marc Augé, al “cosmopolitismo indigeno” dei nativi dell’Oceania descritto da Adriano Favole; dall’opposizione radicale tra la socialità e l’intimità della casa raccontata da Francesco Remotti, alle tecnologie on-line che, come mostra Daniel Miller, collegano in modo immediato l’interno delle abitazioni con il mondo esterno. Completano il quadro le “case emozionali” di Alessandro Mendini, le “case della psicoanalisi” di Giuseppe Civitarese e Sara Boffito, le tane e i rifugi animali illustrati da Felice Cimatti e gli “slum” africani, le case-baracche descritte da Renato Kizito Sesana.
Attraverso otto agili ma dense variazioni sul tema dell’abitare, questi saggi ci aiutano a definire i contorni entro cui si muove un concetto complesso come quello della casa, che da un lato implica l’innata ricerca individuale della protezione e dell’intimità, ma dall’altro fa riscoprire il bisogno umano di condividere spazi e di convivere, che è anche quello, significativo, di saper accogliere l’altro.
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### Sinossi
Soffermarsi su che cosa rappresenti oggi la casa in varie parti del mondo, su come stia cambiando, o sull’importanza di “fare casa”, ci obbliga a riflettere su noi stessi, sulle nostre radici e sul rapporto coi nostri vicini, soprattutto con quelli costretti a risiedere ai “margini”.
Intersecando le diverse e complementari prospettive dell’antropologia, dell’architettura, della psicologia e della filosofia, Le case dell’uomo. Abitare il mondo indaga molti aspetti dell’abitare umano. Ne emerge uno scenario eterogeneo, che spazia dai “nonluoghi” delle città occidentali individuati da Marc Augé, al “cosmopolitismo indigeno” dei nativi dell’Oceania descritto da Adriano Favole; dall’opposizione radicale tra la socialità e l’intimità della casa raccontata da Francesco Remotti, alle tecnologie on-line che, come mostra Daniel Miller, collegano in modo immediato l’interno delle abitazioni con il mondo esterno. Completano il quadro le “case emozionali” di Alessandro Mendini, le “case della psicoanalisi” di Giuseppe Civitarese e Sara Boffito, le tane e i rifugi animali illustrati da Felice Cimatti e gli “slum” africani, le case-baracche descritte da Renato Kizito Sesana.
Attraverso otto agili ma dense variazioni sul tema dell’abitare, questi saggi ci aiutano a definire i contorni entro cui si muove un concetto complesso come quello della casa, che da un lato implica l’innata ricerca individuale della protezione e dell’intimità, ma dall’altro fa riscoprire il bisogno umano di condividere spazi e di convivere, che è anche quello, significativo, di saper accogliere l’altro.

La Casa Sul Fiume

Greenwich, Londra. In un freddo pomeriggio di febbraio, Sonia apre la porta di casa a Jez, 15 anni, un amico del figlio. Il ragazzo vorrebbe vedere un raro disco di vinile, pensa di restare qualche minuto e andare via. Non uscirà più. Con una folle progressione geometrica, un passo dopo l’altro, Sonia fa in modo che Jez non lasci la casa sul fiume, fino a quando non scoprirà di esserne prigioniero, di non poter chiedere aiuto. La sola possibilità che gli resta è trovare un modo per convivere con lei, con quella donna che lo considera una cosa sua, un oggetto da proteggere, da custodire. Non ha altra strada se non venire a patti con la sua carceriera: del resto, chi lo cercherebbe mai in quella splendida, vecchia dimora in riva al Tamigi? Chi sospetterebbe di una moglie e madre esemplare, che non ha mai mostrato alcun segno di squilibrio? “La casa sul fiume” è la storia di un’ossessione, di uno smarrimento che affonda le sue radici nei meandri più oscuri della psiche. Ed è la storia di una donna reale e vera come solo il dolore sa esserlo: perché la sua solitudine, i suoi ricordi, i suoi moventi parlano al cuore di ognuno di noi.

La casa sopra i portici

Carlo Verdone si racconta per la prima volta in un flusso di ricordi ricco, sorprendente, tenero ed esilarante. Sospeso tra ironia e malinconia. Grande protagonista del libro è la casa paterna. La casa sopra i portici. Un luogo attraverso il quale si snodano tanti eventi: le catastrofiche feste dannunziane, gli incontri con Federico Fellini e Alberto Sordi, le incursioni destabilizzanti di geni dell’avanguardia come Gregory Markopoulos. E poi il rapporto con i genitori e i fratelli, gli scherzi (tanti, fulminanti), le prime esperienze sentimentali ma anche i drammi famigliari. Un sincero percorso di vecchie, struggenti emozioni, dove anche gli odori e i rumori diventano protagonisti. Un libro unico, imperdibile, per scoprire un “privato” inedito e i molteplici aspetti di un regista, attore, autore che ha ammaliato, divertito, fatto riflettere generazioni di italiani. Un artista che – attraverso la sua trentennale carriera – ha tracciato un formidabile, lucido, disincantato e talvolta spietato ritratto del nostro paese.

La casa segreta in fondo al bosco

Un grande thrillerLa cittadina di Dalen, in Svezia, è sconvolta da un’ondata di crimini senza precedenti. Nel giro di pochi mesi molte case vengono svaligiate, ma nessuna delle vittime immagina che il peggio debba ancora arrivare. Un vero e proprio bagno di sangue stronca infatti la vita di alcuni ragazzi. I giornali parlano di un regolamento di conti, di storie di droga, di reietti della società che sono andati incontro al proprio destino. Nessuno sa quale sia la terribile verità.Tutto ha inizio quando David Flygare torna da Stoccolma, per passare l’estate nel suo paese natio. Riprende a frequentare gli amici di un tempo, che spesso si ritrovano in una macabra casa di legno, isolata nel bosco. Una casa che sembra avere un’influenza maligna. Gli amici di David – Lukas, Martin, Rickard, Julian e Justine – si lasciano catturare dalla strana atmosfera che aleggia in quel luogo, abbandonandosi a incesti, abusi di droga e persino omicidi. Anche David è presto trascinato nella follia del gruppo, finché un giorno un bambino, che stringe tra le mani un coniglio con un solo occhio, gli rivela di sapere tutto quello che accade nel bosco… Dopo Lo strano caso di Stoccolma, in un’atmosfera opprimente che ricorda l’incubo, Carlsson ci conduce alla scoperta dei segreti di un piccolo paese, dove regnano il vuoto, la morte e un’allucinata indifferenza di fronte alla violenza.Dall’autore del bestseller Lo strano caso di Stoccolma, per settimane in classifica, una nuova macabra storia di follia e disperazione ambientata nella Svezia più oscura.Christoffer Carlssonclasse 1986, vive a Stoccolma dove studia Criminologia. Con Lo strano caso di Stoccolma, formidabile romanzo d’esordio, ha ottenuto un enorme successo di pubblico e di critica. Il suo sito internet è christoffercarlsson.wordpress.com.

La casa nell’ombra

Un settantenne ancora affascinante, Jacob Lind, viene trovato morto dopo una festa del centro ricreativo per anziani di Hamar, piccola cittadina norvegese apparentemente tranquilla. Il caso potrebbe essere archiviato sotto la voce morte naturale, se non fosse per una serie di dettagli piuttosto singolari: Jacob Lind all’anagrafe non esiste e ben due donne dichiarano di esserne le fidanzate. Sul caso indagano il commissario Valmann – vedovo di mezza età dalla vita solitaria – e la sua giovane assistente. Tutto sembra ruotare attorno a Elise Valmoe, una delle sedicenti fidanzate di Jacob e alla casa in cui vive. Che cosa si nasconde dietro l’antico quadro della deposizione di Cristo, appeso nella camera di Elise, su cui si concentrano le sue ossessive fantasie e gli ambigui interessi di chi la circonda? Titolo originale: Turneren (2004).

(source: Bol.com)

Casa di mare

È la notte del 14 febbraio del 1983. Dovrebbe essere una sera di festa, ma Albino Buticchi è da solo nella sua grande villa di Lerici. Attorno a lui tutto è silenzio, ma dentro la sua mente i pensieri si affollano, e finiscono per correre tutti verso una sola direzione: la pistola che stringe in mano. L’arma che presto si punterà alla tempia.
Ma cosa ha spinto un uomo abituato al successo a compiere quel gesto estremo?
La vita di Albino Buticchi è stata tutta all’insegna delle passioni. Quella per la velocità e per le auto da corsa, innanzitutto, che lo porta a diventare un pilota di fama, al volante di alcune tra le più titolate vetture da competizione della sua epoca. Quella per il calcio, che lo fa diventare, poco più che quarantenne, presidente del Milan. E quella, dalle conseguenze tragiche, per il gioco d’azzardo: una passione divorante che lo costringe ad accumulare perdite via via sempre più ingenti.
Una vita straordinaria la sua, costellata di avventure – dalle esperienze difficili durante la seconda guerra mondiale alla legione straniera fino alla vertiginosa ascesa economica e sociale durante gli anni del boom. Un’esistenza sempre al limite tra l’ambizione e l’eccesso e piena di accadimenti che, visti oggi, hanno quasi il sapore di un favoloso romanzo d’avventura.
Eppure, sono state persone uniche come Albino Buticchi a fare l’Italia quando dell’Italia restavano solo macerie. Perché questa è una semplice e grandissima storia italiana.
Ma soprattutto, è la vita di un padre raccontata attraverso gli occhi del figlio.
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### Recensione
**Le ambizioni di un provinciale**
*Bruno Quaranta*, Tuttolibri – La Stampa
Occorrono troppe vite per farne una, no? Albino Buticchi è tra le figure che interpretano (che interpretarono) alla lettera il verso montaliano, tra l’altro così geograficamente suo, originario com’era di una frazione spezzina, Ca’ di Mare, avvicinandosi alle Cinque Terre. Una parabola, quella del self made man concittadino di Gian Carlo Fusco (a proposito di Italia al dente) sul filo dell’azzardo, in senso stretto e in senso lato, l’infinito «sdarsi», al tavolo verde come nelle ulteriori roulette, matrimoniali, lavorative, sportive…
L’avventura di Albino Buticchi è ora ripercorsa dal figlio Marco (un signor bestseller, a cominciare da «Le pietre della luna») sotto forma, ancorché dissimulata, di lettera al padre, un hors-catégorie che non abbisogna di essere romanzescamente reso, ma semplicemente «letto», personaggio autore impeccabile, inesorabile, inimitabile di se stesso.
«Chi gioca ha giurato», sapeva un filosofo francese. E Albino Buticchi attraversò i giorni toccatigli in sorte nel segno della scommessa. Incardinato com’era in una certa Italia, l’ambiziosa provincia che nutre l’imperativo categorico di «diventare qualcuno». Impavidamente sfidando la sorte, un vis-à-vis che come può innalzare può rovesciare nella polvere.
**Marco Buticchi**, con la sua «memoria», rende omaggio a un’anima – direbbe Tommaso Landolfi, a proposito di giocatori indelebili – che «si trascina dietro il peso dei castelli di carte crollati, i resti ormai inerti dei sogni, delle speranze…». Di parola in parola le offre un porto finalmente vero, l’assicurazione di un perpetuo en plein.
### Sinossi
È la notte del 14 febbraio del 1983. Dovrebbe essere una sera di festa, ma Albino Buticchi è da solo nella sua grande villa di Lerici. Attorno a lui tutto è silenzio, ma dentro la sua mente i pensieri si affollano, e finiscono per correre tutti verso una sola direzione: la pistola che stringe in mano. L’arma che presto si punterà alla tempia.
Ma cosa ha spinto un uomo abituato al successo a compiere quel gesto estremo?
La vita di Albino Buticchi è stata tutta all’insegna delle passioni. Quella per la velocità e per le auto da corsa, innanzitutto, che lo porta a diventare un pilota di fama, al volante di alcune tra le più titolate vetture da competizione della sua epoca. Quella per il calcio, che lo fa diventare, poco più che quarantenne, presidente del Milan. E quella, dalle conseguenze tragiche, per il gioco d’azzardo: una passione divorante che lo costringe ad accumulare perdite via via sempre più ingenti.
Una vita straordinaria la sua, costellata di avventure – dalle esperienze difficili durante la seconda guerra mondiale alla legione straniera fino alla vertiginosa ascesa economica e sociale durante gli anni del boom. Un’esistenza sempre al limite tra l’ambizione e l’eccesso e piena di accadimenti che, visti oggi, hanno quasi il sapore di un favoloso romanzo d’avventura.
Eppure, sono state persone uniche come Albino Buticchi a fare l’Italia quando dell’Italia restavano solo macerie. Perché questa è una semplice e grandissima storia italiana.
Ma soprattutto, è la vita di un padre raccontata attraverso gli occhi del figlio.

La casa delle anime morte

Sembra un maledetto déjà-vu: sono passati molti anni dalla cattura di un efferato criminale che torturava sadicamente le sue vittime, ma le tracce dei suoi metodi riappaiono in una serie di nuovi aberranti crimini. Nella città scozzese di Aberdeen il sergente Logan McRae viene chiamato in piena notte per recarsi in un magazzino di alimentari. La scoperta è raccapricciante: in un freezer sono state ritrovate membra umane avvolte in carta da alimenti ed è probabile che alcuni pezzi siano già finiti sulle tavole di ignari consumatori. Tra giornalisti e fotografi accorsi sul posto, l’ispettore Insch stavolta ha perso davvero le staffe. Tutti gli indizi sembrano far pensare a Ken Wiseman, tornato da poco in libertà dopo vent’anni di carcere. Ma di lui non c’è traccia e nonostante gli sforzi la polizia non riesce a scovarlo. La narrazione incalza seguendo le prospettive dei diversi personaggi: i giornalisti a caccia di notizie, gli agenti di polizia e una donna, Heather, rapita assieme al marito Duncan e torturata da un mostro che lei nei suoi deliri chiama “il Macellaio”. Ma all’improvviso Wiseman si fa vivo con un nuovo colpo di scena: ha catturato l’ispettore Insch. Adesso per McRae, l’eroe del Collezionista di bambini, la posta in gioco è ancora più alta.

La casa del comandante

Nel paesaggio di acqua e nebbie della Bassa Padana il commissario Soneri si trova a suo agio. Insieme con gli anziani del posto è l’unico a conoscere bene quel tratto di Po, a sapersi muovere tra gli argini, le golene, i casolari sparsi in una terra che ormai sembra abitata dai fantasmi. Così, quando all’improvviso spuntano due cadaveri, è a lui che vengono affidate le indagini. La prima vittima è un giovane ungherese, rinvenuto nel fango del fiume con un foro di proiettile in testa; la seconda un ex comandante partigiano, morto forse di vecchiaia e solitudine nella sua casa isolata in mezzo ai pioppi. Due storie diverse, eppure legate da un filo. Soneri ci impiega un po’ a trovarlo, avviando un’inchiesta che lo porta a scavare nel rivolo torbido del nuovo terrorismo rosso, ma anche nel passato, al tempo dell’occupazione tedesca…

La casa dei sogni

Dalla youtuber italiana più famosa del mondo CutiePieMarzia Ametista si ritrova davanti a una bellissima casa stile neoclassico senza riuscire a ricordarsi come è arrivata fin lì e perché non le sembra di esserci mai stata. Quel luogo esercita un’attrazione magnetica su di lei, è la casa in cui avrebbe sempre voluto abitare, elegante, maestosa e circondata da giardini perfetti. Non sa cosa fare, non riesce a suonare il campanello né si decide ad andarsene, ma improvvisamente dalla porta appare una coppia di anziani che la invita a entrare. Inizia così il viaggio della protagonista nella casa del mistero, un luogo abitato da terrificanti e incredibili presenze, una discesa orrorifica verso le profondità della coscienza che potrà conoscere l’epilogo solo quando la scoperta più agghiacciante diventerà una realtà da cui è impossibile sottrarsi. Lo straordinario esordio narrativo di CutiePieMarzia, star di Youtube con milioni di iscritti al suo canale. Un romanzo dalle atmosfere rarefatte, disturbante e appassionante che tiene il lettore inchiodato alla pagina. I commenti su Youtube: ‘Ma quando esce La casa dei sogni?’ ‘Che bellissima storia. Brrr ho già paura…’ ‘Non vedo l’ora di leggerlo!’Marzia Bisogninè nata 22 anni fa in Veneto. Il suo canale youtube “CutiePieMarzia” è seguito da oltre 5 milioni di iscritti dei cinque continenti, che lei chiama marzipans. Si occupa di moda e tendenze e da qualche tempo si è trasferita a Brighton, nel Regno Unito. La casa dei sogni è il suo esordio nella narrativa.
(source: Bol.com)

La casa dei sette ponti

Sull’Appennino tosco-emiliano, non lontano dall’Abetone, c’è una valle stretta e tortuosa, e in fondo una casa, una piccola casa con il tetto coperto di plastica colorata e due comignoli che buttano fumo sempre, estate e inverno. Un industriale della seta torna ai boschi dove un tempo andava a far funghi e la vede, quella casa. Malgrado il fuoco acceso sembra disabitata. È incuriosito. Entra. E lì comincia la sua avventura, che lo strappa alla mesta quotidianità del danaro e del potere per precipitarlo dentro un vertiginoso delirio, che è prova e passaggio, alla scoperta di sé. Mauro Corona scrive una piccola grande storia che suona come un apologo ed è allegoria della condizione umana quando perde di vista la semplicità dei valori cardine.

La casa dei quattro venti

Dicono che i gemelli siano inseparabili, due corpi per un’anima sola. Pembe e Jamila sono nate a tre minuti di distanza, nel piccolo villaggio curdo della Casa dei quattro venti. Jamila ha occhi verdi come l’edera, sogna di girare il mondo come i marinai e di svegliarsi ogni giorno in un porto diverso. Pembe è seria, posata, la sua risata è il rumore di due bicchieri che si toccano e le sue mani conoscono i segreti della vita e della morte. Da grande sarà una levatrice: quasi sacra, vivrà sospesa tra il mondo invisibile e quello visibile come la trama sottile di una ragnatela. E se Pembe resterà fino all’ultimo legata al villaggio e alla sua gente, Jamila andrà a Istanbul e poi a Londra, conoscerà l’amore e il tradimento, farà tre figli e troppi sbagli e alla fine tornerà nel luogo da cui era partita. Perché i destini di Pembe e Jamila si chiamano e si intrecciano fino a confondersi in quel disegno fragile e intricato che è la vita. Dopo “La bastarda di Istanbul”, Elif Shafak ritorna con un nuovo romanzo ricco di magia e di sentimenti, d storie e di personaggi in bilico fra tradizione e modernità, tra la paura e una fortissima voglia di libertà.
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Una casa da sogno

Kate e Simon, londinesi, vivono barcamenandosi tra il difficile compito di crescere due figli in una piccola villetta a schiera e lo stress della vita quotidiana, e quando il precario equilibrio raggiunto inizia a vacillare, decidono di trasferirsi lontano dalla città, nell’Est dell’Inghilterra. Costretta a sacrificare carriera, amicizie e soprattutto la sua indipendenza, Kate lotta per migliorare le condizioni della sua famiglia, temporaneamente ospite della madre di Simon, nell’attesa vana di trovare la casa perfetta. Dopo mesi, con il marito sempre più assorbito dal lavoro e le difficoltà di stare sotto lo stesso tetto della suocera, Kate si interroga sulla bontà della loro scelta, finché un giorno, passeggiando, si imbatte nella casa dei suoi sogni, un luogo meraviglioso, ricco di storia e di ricordi. La casa però appartiene a un’anziana signora con cui Kate fa subito amicizia. Sarà proprio questa amicizia, insieme ad alcuni ricordi che non riesce a collocare nel proprio passato ma che emergono da quello di Agnes, che permetteranno, alla fine, a Kate di trovare la forza e l’ispirazione per ricostruire la sua vita.

Carvalho indaga

Ancora una volta, una intrigante manciata di storie di rara qualità con cui Manuel Vázquez Montalbán ci sorprende mediante le sue capacità di chiaroveggenza politica e la passione per le vicende umane che da sempre hanno caratterizzato e conferito un insostituibile smalto all’intera opera carvalhiana. Perché, anche qui, di Carvalho si tratta: dei libri una volta forse amati che Pepe brucerà, di spie, baccalà e vini, di violenza suicida e di luoghi in una Barcellona sempre più scomparsa, insieme a rivoluzioni sbiadite e feroci critiche, ricche di quella lucidissima ironia che contraddistingue il nostro autore, senza tralasciare un’Italia che tanti di noi hanno vissuto e che tuttora serpeggia con ben scarsi mutamenti nei sotterranei del potere. A chiudere questo prezioso, conciso volume, un monologo teatrale in cui il nostro detective affronta l’autore con rimproveri per la sfacciataggine con cui lo ha condotto sino alla fine di un millennio che, irrimediabilmente, li vorrà separare.
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### Sinossi
Ancora una volta, una intrigante manciata di storie di rara qualità con cui Manuel Vázquez Montalbán ci sorprende mediante le sue capacità di chiaroveggenza politica e la passione per le vicende umane che da sempre hanno caratterizzato e conferito un insostituibile smalto all’intera opera carvalhiana. Perché, anche qui, di Carvalho si tratta: dei libri una volta forse amati che Pepe brucerà, di spie, baccalà e vini, di violenza suicida e di luoghi in una Barcellona sempre più scomparsa, insieme a rivoluzioni sbiadite e feroci critiche, ricche di quella lucidissima ironia che contraddistingue il nostro autore, senza tralasciare un’Italia che tanti di noi hanno vissuto e che tuttora serpeggia con ben scarsi mutamenti nei sotterranei del potere. A chiudere questo prezioso, conciso volume, un monologo teatrale in cui il nostro detective affronta l’autore con rimproveri per la sfacciataggine con cui lo ha condotto sino alla fine di un millennio che, irrimediabilmente, li vorrà separare.