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Il castello del terrore

Buongiorno ragazzi. Io sono Alfred Hitchcock. Ciò dovrebbe bastare a presentarmi, credo. Voi siete i prossimi lettori di questo giallo. Innanzitutto una piccola raccomandazione: non lasciatevi impressionare dal titolo. A mio modo di vedere, infatti, di terrore in questo volume ce n’è davvero poco, a meno che non si voglia definire terrificante qualche bazzecola tipo un cadavere che all’improvviso ha deciso di tornare in vita. C’è qualcuno tuttavia che non è assolutamente d’accordo con me: e si tratta proprio de I Tre Investigatori, cioè dei protagonisti di questa storia. Essi sono: Jupiter Jones, il capo; Pete Crenshaw, il suo secondo, e Bob Andrews, il ricercatore. I tre baldi giovani, fondatori di una agenzia di investigazioni, sono riusciti con inenarrabile faccia tosta a strapparmi una presentazione e anche il loro primo incarico. Così ora stanno cercando per me un castello adatto alla realizzazione di un mio film. Suppongo che riusciranno a trovarlo, almeno prima della fine di questo giallo: ma qualcosa mi dice che si tratterà di un castello fin troppo adatto allo scopo. Ah, ah, ah. Alfred Hitchcock.

Il castello del cappellaio

Un senso di oscura fatalità domina come un giudizio divino offensori e offesi, tiranni e umiliati, nella storia della famiglia Brodie. L’esaltata volontà di potenza, il gretto egoismo del cappellaio agiscono, come una forza demoniaca, sulla madre, sulla moglie, sui tre figli e li travolgono in una rovina materiale e morale. Una sola creatura, Mary, che in nome della vita ha avuto la forza di sottrarsi alla maledizione paterna, esce dalla tragedia illuminata di speranza.

La cassa aperta

Come nel miglior *Cluedo*, un’anziana scrittrice, aristocratica irlandese, invita alcuni amici e sconosciuti *–* tra cui Hercule Poirot e Edward Catchpool, ispettore di Scotland Yard *–* nell’austera dimora di Lillieoak. Ha deciso di cambiare il suo testamento in modo alquanto bizzarro e lo farà davanti ai suoi ospiti, volenti o nolenti. Ecco un perfetto incipit per il vero appassionato di libri gialli.
*”Ciò che ho intenzione di dirvi risulterà scioccante”*, così la prima frase che pronuncia Lady Athelinda Playford, lei che ha l’abitudine di scrivere i propri libri come se “fossero trombe d’aria” e il vezzo di lasciarli in ogni angolo della casa, “pagine spiegazzate con i bordi arricciati e gli angoli puntati in ogni direzione”. Insomma *intrighi* di carta che non hanno “niente di vagamente rettangolare”. E tutto questo al cospetto di Hercule Poirot, proprio lui, “l’ometto preciso” – parole di Agatha Christie *–* “con la mania dell’ordine, della simmetria e una netta propensione per le forme quadrate”.Figuriamoci la sua irritazione nei confronti dell’eccentrica scrittrice. Un acerrimo nemico del caos, Poirot, che intuisce subito che dalla lettura del testamento nascerà qualcosa di tragico. E in queste cose l’investigatore belga è infallibile, passano poche ore e il corpo senza vita di un ospite viene trovato.
Tutti sono sospettati. È un caso di omicidio che sfugge a ogni logica e in cui mille sfumature si intrecciano: la mezza frase detta da uno dei presenti, la sfrenata avidità dei cacciatori di eredità, un enigmatico verso del *Re Giovanni* di Shakespeare che racconta di un “gioiello di una vita”, di una “vita rubata”, di una “mano sacrilega”.
Ancora una volta, l’ispettore più amato della storia della letteratura dovrà spremere tutte le sue “celluline grigie” e il lettore che pronuncerà incautamente il nome del colpevole sarà costretto a ricredersi, fino alla parola fine.
L’esecuzione di questo mystery *alla maniera* *di* Agatha Christie trova in Sophie Hannah un’interprete perfetta, per il controllo del meccanismo del giallo classico e per la sua capacità nell’aver risuscitato le atmosfere di Agatha Christie e dei suoi capolavori.
**
### Sinossi
Come nel miglior *Cluedo*, un’anziana scrittrice, aristocratica irlandese, invita alcuni amici e sconosciuti *–* tra cui Hercule Poirot e Edward Catchpool, ispettore di Scotland Yard *–* nell’austera dimora di Lillieoak. Ha deciso di cambiare il suo testamento in modo alquanto bizzarro e lo farà davanti ai suoi ospiti, volenti o nolenti. Ecco un perfetto incipit per il vero appassionato di libri gialli.
*”Ciò che ho intenzione di dirvi risulterà scioccante”*, così la prima frase che pronuncia Lady Athelinda Playford, lei che ha l’abitudine di scrivere i propri libri come se “fossero trombe d’aria” e il vezzo di lasciarli in ogni angolo della casa, “pagine spiegazzate con i bordi arricciati e gli angoli puntati in ogni direzione”. Insomma *intrighi* di carta che non hanno “niente di vagamente rettangolare”. E tutto questo al cospetto di Hercule Poirot, proprio lui, “l’ometto preciso” – parole di Agatha Christie *–* “con la mania dell’ordine, della simmetria e una netta propensione per le forme quadrate”.Figuriamoci la sua irritazione nei confronti dell’eccentrica scrittrice. Un acerrimo nemico del caos, Poirot, che intuisce subito che dalla lettura del testamento nascerà qualcosa di tragico. E in queste cose l’investigatore belga è infallibile, passano poche ore e il corpo senza vita di un ospite viene trovato.
Tutti sono sospettati. È un caso di omicidio che sfugge a ogni logica e in cui mille sfumature si intrecciano: la mezza frase detta da uno dei presenti, la sfrenata avidità dei cacciatori di eredità, un enigmatico verso del *Re Giovanni* di Shakespeare che racconta di un “gioiello di una vita”, di una “vita rubata”, di una “mano sacrilega”.
Ancora una volta, l’ispettore più amato della storia della letteratura dovrà spremere tutte le sue “celluline grigie” e il lettore che pronuncerà incautamente il nome del colpevole sarà costretto a ricredersi, fino alla parola fine.
L’esecuzione di questo mystery *alla maniera* *di* Agatha Christie trova in Sophie Hannah un’interprete perfetta, per il controllo del meccanismo del giallo classico e per la sua capacità nell’aver risuscitato le atmosfere di Agatha Christie e dei suoi capolavori.
### Dalla seconda/terza di copertina
Sophie Hannah si è laureata all’università di Manchester e vive nello Yorkshire con il marito e due figli. Pubblicata in più di venti paesi nel mondo, è una delle più importanti autrici inglesi di crime novel. Il suo romanzo The Carrier ha vinto il National Book Awards Crime Thriller of the Year. È Honorary Fellow del Lucy Cavendish College (Cambridge) ed è stata nominata finalista.

Il caso Sofri: dalla condanna alla tregua civile

Questo libro rievoca la vicenda di Adriano Sofri, dagli anni della Normale di Pisa alla fondazione di Lotta continua, dal Sessantotto fino alla tragica spirale del rapimento Moro e degli anni di piombo. Ma l’analisi dell’autore si focalizza, com’è naturale, sull’omicidio Calabresi, che è all’origine della condanna di Sofri. Cazzullo esamina in particolare il contesto politico di quell’episodio, forse mai pienamente compreso, i legami con la morte di Pinelli e di Serantini, le divisioni interne a Lotta continua nella dura primavera milanese del 1972. Ricostruisce le ragioni dell’accusa e quelle della difesa, i riscontri e le ombre della confessione di Marino, e indica, infine, le ragioni per cui va concessa la grazia.
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Il caso Moro. Un dizionario italiano

Quale verità nel caso Moro? Quella degli ex brigatisti che affermano che tutto è chiaro, svelato, o quella di altri ex, capaci di vedere in ogni elemento della vicenda le infinite connessioni che rimandano ad altre strategie e interessi, sempre occulti, sempre inconfessabili? Quale verità. Quella di Moro che scrive ossessivamente dalla sua cella, quella dei suoi carnefici che nascondono dietro la verbosa prolissità dei loro comunicati la semplice, evidenza delle loro azioni, quella dei politici, che hanno perso il dono della battuta o quella degli storici che non si districano più in questo fin troppo vasto mare di documenti? Nessuna verità, solo frammenti di verità, frammenti di discorsi, ciascuno oscuro e illuminante allo stesso tempo. E allora per raccontare davvero la storia di quei giorni terribili resta solo una strada: quella del dizionario.

Il caso Maurizius-Edizione integrale

Durante uno spettacolare processo indiziario, un uomo viene giudicato colpevole dell’omicidio della moglie e condannato all’ergastolo. L’imputato però non smetterà mai di proclamarsi innocente, affermando che è stato commesso un clamoroso errore giudiziario. Diciotto anni dopo, il figlio sedicenne del pubblico ministero che all’epoca aveva rappresentato l’accusa e che su quel caso aveva fondato la sua carriera – scopre gli atti del processo e comincia ad esaminarli, giungendo a conclusioni inquietanti. Introduzione di Giorgio Manacorda.

Il caso Malaussène: Mi hanno mentito

La mia sorellina minore Verdun è nata che già urlava ne La fata carabina, mio nipote È Un Angelo è nato orfano ne La prosivendola, mio figlio Signor Malaussène è nato da due madri nel romanzo che porta il suo nome e mia nipote Maracuja è nata da due padri ne La passione secondo Thérèse. E ora li ritroviamo adulti in un mondo che più esplosivo non si può, dove si mitraglia a tutto andare, dove qualcuno rapisce l’uomo d’affari Georges Lapietà, dove Polizia e Giustizia procedono mano nella mano senza perdere un’occasione per farsi lo sgambetto, dove la Regina Zabo, editrice accorta, regna sul suo gregge di scrittori fissati con la verità vera proprio quando tutti mentono a tutti. Tutti tranne me, ovviamente. Io, tanto per cambiare, mi becco le solite mazzate. Benjamin Malaussène

Il caso Leavenworth

Everett Raymond è un giovane avvocato in uno studio legale di New York che rappresenta il ricco magnate Horatio Leavenworth. Quando l’uomo viene ritrovato morto per una ferita d’arma da fuoco nella sua biblioteca, Raymond viene incaricato di assistere le sue due affascinanti nipoti durante l’inchiesta. Escluso il suicidio e accertato che nessun estraneo sembra essere entrato in casa nella notte dell’incidente, i sospetti ricadono inevitabilmente sugli abitanti della mansion, ovvero i domestici, il segretario personale della vittima e, naturalmente, le due bellissime nipoti Mary ed Eleanore. Svolge le indagini il detective Ebenezer Gryce, implacabile e arguto poliziotto a cui Raymond decide di affiancarsi per poter aiutare Eleanore, apparsa subito come la maggiore indiziata a causa del suo comportamento ambiguo. Tra depistaggi, colpi di scena e romantiche parentesi, Il caso Leavenworth si rivela un magistrale esempio di giallo investigativo, divenuto nel tempo un modello di ispirazione per molti degli autori a venire.

Il caso Kellan

Steno Molteni, giornalista di ventisei anni, scrive per il settimanale di cronaca nera «La Notte». Vive a Milano nella stanza 301 dell’Albergo Villa Garibaldi, dove la sera lavora come barista. Guida una vecchia Maserati. L’amico Scimmia, poliziotto alla Squadra Mobile, gli fa sapere che Kellan Armstrong, figlio diciannovenne del console americano, è stato ucciso in circostanze misteriose. La scena del delitto è quella dell’ambiente gay. Steno indaga e si mette sulle tracce degli Spazzini, banda di giovani omofobici che «vogliono fare pulizia» aggredendo gli omosessuali sorpresi nei luoghi deputati agli incontri casuali. Chi ha ucciso Kellan? Perché intorno alla sua morte si accumula un ingombrante silenzio? Steno e Scimmia si muovono parallelamente al padre di Kellan e all’amico Han, un cuoco vietnamita che lavora per la Cia: due piste, due bisogni di verità. Sullo sfondo, una Milano invernale, e una grande nevicata che sembra coprire tutto: prove, percorsi, pensieri. C’è anche la Milano dei salotti, del benessere e delle apparenze da salvare. Nella sua ricerca, Steno vive il dramma di ogni giornalista: la differenza fra la verità dei fatti, che spesso si riesce solo a intuire, e la verità che invece si è in grado di raccontare.
Franco Vanni inventa un linguaggio affabile, morbido, insinuante che fa sentire uno scarto rispetto alla narrativa di genere, mette a fuoco un protagonista sensibile all’alcol e alle donne e lo circonda di comprimari memorabili, rivelando un vivo gusto del ritratto, della psicologia, dell’introspezione.
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### Sinossi
Steno Molteni, giornalista di ventisei anni, scrive per il settimanale di cronaca nera «La Notte». Vive a Milano nella stanza 301 dell’Albergo Villa Garibaldi, dove la sera lavora come barista. Guida una vecchia Maserati. L’amico Scimmia, poliziotto alla Squadra Mobile, gli fa sapere che Kellan Armstrong, figlio diciannovenne del console americano, è stato ucciso in circostanze misteriose. La scena del delitto è quella dell’ambiente gay. Steno indaga e si mette sulle tracce degli Spazzini, banda di giovani omofobici che «vogliono fare pulizia» aggredendo gli omosessuali sorpresi nei luoghi deputati agli incontri casuali. Chi ha ucciso Kellan? Perché intorno alla sua morte si accumula un ingombrante silenzio? Steno e Scimmia si muovono parallelamente al padre di Kellan e all’amico Han, un cuoco vietnamita che lavora per la Cia: due piste, due bisogni di verità. Sullo sfondo, una Milano invernale, e una grande nevicata che sembra coprire tutto: prove, percorsi, pensieri. C’è anche la Milano dei salotti, del benessere e delle apparenze da salvare. Nella sua ricerca, Steno vive il dramma di ogni giornalista: la differenza fra la verità dei fatti, che spesso si riesce solo a intuire, e la verità che invece si è in grado di raccontare.
Franco Vanni inventa un linguaggio affabile, morbido, insinuante che fa sentire uno scarto rispetto alla narrativa di genere, mette a fuoco un protagonista sensibile all’alcol e alle donne e lo circonda di comprimari memorabili, rivelando un vivo gusto del ritratto, della psicologia, dell’introspezione.

Il caso G: Un caso per il commissario Van Veeteren

«*C’è un nuovo erede di Maigret, si chiama Van Veeteren e viene dalla Svezia, come il suo autore… Le indagini, compiute personalmente dal commissario, rivelano una grande umanità, cosa che lo accomuna al suo predecessore…*»
**la Repubblica**
«*Uno stile alla Simenon. Un Maigret scorbutico e geniale, disincantato e depresso, che si trova a dipanare un groviglio di sangue, segreti e passioni proibite.*»
**l’Espresso**
«*Il personaggio creato da Håkan Nesser è già diventato un caso.*»
**Corriere della Sera**
Il caso G è l’unico caso irrisolto della lunga carriera del commissario Van Veeteren, da sempre la sua spina nel fianco. Il cadavere di una donna ritrovato sul fondo di una piscina vuota, un presunto omicida con un alibi inattaccabile… Chi ha ucciso Barbara Clarissa Hennan? Davvero è stato suo marito Jaan, detto G, unico sospettato e, tra l’altro, odiato ex compagno di scuola di Van Veeteren? E come ha fatto a farla franca? Questi interrogativi tormentano il commissario da ben quindici anni, anche se lui ormai è in pensione ed è completamente assorbito dalla sua nuova attività di libraio antiquario. Quando la figlia del detective privato che all’epoca seguiva le indagini si presenta da lui riferendogli della scomparsa del padre, che ha lasciato un messaggio criptico in cui afferma di avere le prove per incastrare Hennan, Van Veeteren ha la possibilità di chiudere definitivamente i conti con il passato…
«*Si chiama Håkan Nesser ed è, potremmo dire, il Camilleri della Svezia.*»
**Corriere della Sera**
«*Lo stile di Nesser è lineare ed esplicito,privo di fronzoli, i suoi personaggi risultano credibili perché veri e pieni di acciacchi decisamente umani.*»
**l’Unità**
«*Non è tanto la perizia con cui Nesser costruisce la trama gialla ad affascinare, quanto la sua capacità di descrivere la caparbietà e le umanissime esitazioni del commissario. E le atmosfere stemperate di grigio di una Svezia che viene voglia di andare a conoscere.*»
**Il Sole 24 Ore**
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### Sinossi
«*C’è un nuovo erede di Maigret, si chiama Van Veeteren e viene dalla Svezia, come il suo autore… Le indagini, compiute personalmente dal commissario, rivelano una grande umanità, cosa che lo accomuna al suo predecessore…*»
**la Repubblica**
«*Uno stile alla Simenon. Un Maigret scorbutico e geniale, disincantato e depresso, che si trova a dipanare un groviglio di sangue, segreti e passioni proibite.*»
**l’Espresso**
«*Il personaggio creato da Håkan Nesser è già diventato un caso.*»
**Corriere della Sera**
Il caso G è l’unico caso irrisolto della lunga carriera del commissario Van Veeteren, da sempre la sua spina nel fianco. Il cadavere di una donna ritrovato sul fondo di una piscina vuota, un presunto omicida con un alibi inattaccabile… Chi ha ucciso Barbara Clarissa Hennan? Davvero è stato suo marito Jaan, detto G, unico sospettato e, tra l’altro, odiato ex compagno di scuola di Van Veeteren? E come ha fatto a farla franca? Questi interrogativi tormentano il commissario da ben quindici anni, anche se lui ormai è in pensione ed è completamente assorbito dalla sua nuova attività di libraio antiquario. Quando la figlia del detective privato che all’epoca seguiva le indagini si presenta da lui riferendogli della scomparsa del padre, che ha lasciato un messaggio criptico in cui afferma di avere le prove per incastrare Hennan, Van Veeteren ha la possibilità di chiudere definitivamente i conti con il passato…
«*Si chiama Håkan Nesser ed è, potremmo dire, il Camilleri della Svezia.*»
**Corriere della Sera**
«*Lo stile di Nesser è lineare ed esplicito,privo di fronzoli, i suoi personaggi risultano credibili perché veri e pieni di acciacchi decisamente umani.*»
**l’Unità**
«*Non è tanto la perizia con cui Nesser costruisce la trama gialla ad affascinare, quanto la sua capacità di descrivere la caparbietà e le umanissime esitazioni del commissario. E le atmosfere stemperate di grigio di una Svezia che viene voglia di andare a conoscere.*»
**Il Sole 24 Ore**

Il caso G

“Il caso G” è l’unico caso irrisolto della lunga carriera del commissario Van Veeteren, da sempre la sua spina nel fianco. Il cadavere di una donna ritrovato sul fondo di una piscina vuota, un presunto omicida con un alibi inattaccabile… Chi ha ucciso Barbara Clarissa Herman? Davvero è stato suo marito Jaan, detto G, unico sospettato e, tra l’altro, odiato ex compagno di scuola di Van Veeteren? E come ha fatto a farla franca? Questi interrogativi tormentano il commissario da ben quindici anni, anche se lui ormai è in pensione ed è completamente assorbito dalla sua nuova attività di libraio antiquario. Quando la figlia del detective privato che all’epoca seguiva le indagini si presenta da lui riferendogli della scomparsa del padre, che ha lasciato un messaggio criptico in cui afferma di avere le prove per incastrare Hennan, Van Veeteren ha la possibilità di chiudere definitivamente i conti con il passato…
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Un caso di ricatto

Un segreto familiare gelosamente custodito, un ricattatore che non dà tregua, un pregetto e un omicidio sono gli elementi che si intrecciano in questo nuovo caso affidato ad Anastasija Kamenskaja, ispettore della polizia di Mosca. In più Anastasija ha deciso di sposarsi. Cedendo all’assiduo corteggiamento dell’uomo che da quasi quindici anni insiste per prenderla in moglie, l’investigatrice si prepare al fatidico si.
Ma la sua vita privata non riesce a distoglierla dalle indagini, anche se non le è facile trovare il bandolo della matassa che si prospetta quasi impossibile da sciogliere. La sparizione di quattro incartamenti dall’archivio della polizia segna il punto di svolta delle indagini.
Quattro casi diveri, quattro vicende che non hanno nessun punto di contatto l’una con l’altra. Anastasija capisce che qualcuno sta cercando di imbrogliare le carte e di metterla su una falsa pista.

Il caso della donna sepolta nel bosco (eNewton Narrativa)

**Un grande thriller di Unni Lindell
Un’autrice da 3 milioni di copie**
Vivian Glenne – una donna di quasi quarant’anni, madre di tre figli – viene ritrovata uccisa brutalmente in un bosco vicino casa. Il figlio maggiore Dan, di quindici anni, e un suo amico, Jonas, decidono di portare avanti un’indagine privata, convinti di sapere chi sia l’assassino. Nel frattempo, Marian Dahle e Cato Isaksen iniziano a lavorare sul caso. Scoprono che la vita della donna aveva molti aspetti oscuri, che coinvolgevano parecchie persone, come una strana coppia di vicini, Birgit e Frank Willmann, o lo stesso padre di Jonas. All’improvviso Colin – il compagno di Vivian Glenne, padre di uno dei suoi figli – scompare nei gelidi boschi circostanti la diga. La detective Dahle ha la sensazione di trovarsi di fronte a una storia malata, intricata, dove ogni personaggio gioca un ruolo di cui è all’oscuro, e cerca di districarsi in un groviglio di piste confuse come quelle delle foreste fradice di pioggia. Turbata lei stessa, cerca aiuto nel suo infallibile intuito e nel pragmatismo del collega-amico Cato. Poco a poco, i due ricostruiscono l’infernale puzzle che ha portato all’omicidio di Vivian Glenne, fino a trovare la risposta più sconvolgente alla domanda: per quale ragione la donna è stata uccisa?
**Un’autrice da 3 milioni di copie
Tradotta in 12 paesi
Emozionante come Jo Nesbø, avvincente come Stieg Larsson
Hanno detto dei suoi romanzi:**
«Unni Lindell è una delle voci più intense e raffinate del parterre scandinavo.»
**il Sole 24 ore**
«Una straordinaria capacità di rappresentare la paura e l’angoscia, al punto da trascinare il lettore nella stanza degli orrori.»
«Il punto di forza della Lindell è la capacità di creare una trama complessa, che si avvolge nelle sue spirali senza farti intravedere la fine.»
**Unni Lindell**
Nata nel 1957, è tra le più celebri scrittrici norvegesi. Ha riscosso un grande successo internazionale soprattutto con i suoi thriller, da cui è stata tratta anche una serie televisiva. La Newton Compton ha pubblicato *La trappola*, il primo libro che vede protagonisti l’ispettore Cato Isaksen e la sua giovane collega Marian Dahle, e *L’ultima casa a sinistra*, il secondo romanzo della serie, che prosegue con *Dolce come la morte* e* Il caso della donna sepolta nel bosco*.
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### Sinossi
**Un grande thriller di Unni Lindell
Un’autrice da 3 milioni di copie**
Vivian Glenne – una donna di quasi quarant’anni, madre di tre figli – viene ritrovata uccisa brutalmente in un bosco vicino casa. Il figlio maggiore Dan, di quindici anni, e un suo amico, Jonas, decidono di portare avanti un’indagine privata, convinti di sapere chi sia l’assassino. Nel frattempo, Marian Dahle e Cato Isaksen iniziano a lavorare sul caso. Scoprono che la vita della donna aveva molti aspetti oscuri, che coinvolgevano parecchie persone, come una strana coppia di vicini, Birgit e Frank Willmann, o lo stesso padre di Jonas. All’improvviso Colin – il compagno di Vivian Glenne, padre di uno dei suoi figli – scompare nei gelidi boschi circostanti la diga. La detective Dahle ha la sensazione di trovarsi di fronte a una storia malata, intricata, dove ogni personaggio gioca un ruolo di cui è all’oscuro, e cerca di districarsi in un groviglio di piste confuse come quelle delle foreste fradice di pioggia. Turbata lei stessa, cerca aiuto nel suo infallibile intuito e nel pragmatismo del collega-amico Cato. Poco a poco, i due ricostruiscono l’infernale puzzle che ha portato all’omicidio di Vivian Glenne, fino a trovare la risposta più sconvolgente alla domanda: per quale ragione la donna è stata uccisa?
**Un’autrice da 3 milioni di copie
Tradotta in 12 paesi
Emozionante come Jo Nesbø, avvincente come Stieg Larsson
Hanno detto dei suoi romanzi:**
«Unni Lindell è una delle voci più intense e raffinate del parterre scandinavo.»
**il Sole 24 ore**
«Una straordinaria capacità di rappresentare la paura e l’angoscia, al punto da trascinare il lettore nella stanza degli orrori.»
«Il punto di forza della Lindell è la capacità di creare una trama complessa, che si avvolge nelle sue spirali senza farti intravedere la fine.»
**Unni Lindell**
Nata nel 1957, è tra le più celebri scrittrici norvegesi. Ha riscosso un grande successo internazionale soprattutto con i suoi thriller, da cui è stata tratta anche una serie televisiva. La Newton Compton ha pubblicato *La trappola*, il primo libro che vede protagonisti l’ispettore Cato Isaksen e la sua giovane collega Marian Dahle, e *L’ultima casa a sinistra*, il secondo romanzo della serie, che prosegue con *Dolce come la morte* e* Il caso della donna sepolta nel bosco*.

Il caso con nove soluzioni

In una nebbiosa serata d’inverno il dottor Ringwood è costretto a mettersi in macchina per andare a visitare una donna che si è sentita male. Quando arriva faticosamente a destinazione, una casa con giardino alla periferia della città, nessuno risponde al suono del campanello anche se all’interno le luci sono accese. Dato che la porta è aperta, decide di entrare e nel salottino trova, accasciato su un divano, un giovane in un lago di sangue. Questi riesce a sussurrargli qualche parola prima di morire. Il dottore, scoprendo che nell’abitazione non c’è telefono, si reca alla casa accanto per chiamare la polizia. Qui viene accolto dalla cuoca, che lo informa di essere stata lei a convocarlo perché la cameriera non sta bene e in casa non c’è nessun altro. Dopo aver telefonato a Sir Clinton Driffield, il capo della polizia, aver prestato le prime cure alla malata e aver raccolto qualche informazione, Ringwood torna sul luogo del delitto per attendere l’arrivo degli investigatori. Più tardi, prima di rincasare, decide di passare dalla paziente insieme a Sir Clinton, ma quando suona alla porta nessuno risponde. I due riescono a entrare e salgono al primo piano.
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Un caso complicato per Emma Holden (Le indagini di Emma Holden Vol. 1)

**«Vi catturerà e vi terrà svegli la notte.»
Jeffery Deaver
Un grande giallo d’esordio**
A qualche giorno dalle nozze, durante l’addio al celibato, il futuro sposo di Emma Holden scompare. Non solo Dan è sparito senza lasciare tracce, ma suo fratello è stato picchiato a morte e ora è in coma. Non essendoci altri indizi, i sospetti ricadono tutti su Dan. Emma però si rifiuta di pensare che il suo fidanzato possa aver commesso un atto così vile, violento e inspiegabile. Quando le foto di Emma vengono pubblicate da tutti i giornali scandalistici però, la donna capisce che c’è qualcosa di familiare e terrificante in quelle immagini, l’antica eco di un terribile segreto rimasto sepolto per anni, che sembra in qualche modo collegare il suo problematico passato con il suo pericoloso presente. E man mano che passano i giorni, Emma dovrà capire di chi si può fidare davvero: della sua famiglia, dei suoi amici o di Dan?
**Il suo esordio è un thriller eccezionale
Una famiglia con un passato misterioso
Un segreto inconfessabile**
«È raro trovare un autore di thriller che spinga i lettori a seguire una trama serrata e piena di colpi di scena e, al tempo stesso, a coinvolgerli in un complesso puzzle che si sviluppa lungo tutto il libro. Pilkington lo sa fare, e *Un caso complicato per Emma Holden *vi catturerà e vi terrà svegli la notte.»
**Jeffery Deaver**
**Paul Pilkington**
È stato autore radiotelevisivo per oltre vent’anni – ha lavorato per BBC radio e ITV Television – e ha scritto il suo romanzo d’esordio, *Un caso complicato per Emma Holden*, ispirato dagli autori di thriller che ha sempre amato, come Harlan Coben e Nicci French.
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### Sinossi
**«Vi catturerà e vi terrà svegli la notte.»
Jeffery Deaver
Un grande giallo d’esordio**
A qualche giorno dalle nozze, durante l’addio al celibato, il futuro sposo di Emma Holden scompare. Non solo Dan è sparito senza lasciare tracce, ma suo fratello è stato picchiato a morte e ora è in coma. Non essendoci altri indizi, i sospetti ricadono tutti su Dan. Emma però si rifiuta di pensare che il suo fidanzato possa aver commesso un atto così vile, violento e inspiegabile. Quando le foto di Emma vengono pubblicate da tutti i giornali scandalistici però, la donna capisce che c’è qualcosa di familiare e terrificante in quelle immagini, l’antica eco di un terribile segreto rimasto sepolto per anni, che sembra in qualche modo collegare il suo problematico passato con il suo pericoloso presente. E man mano che passano i giorni, Emma dovrà capire di chi si può fidare davvero: della sua famiglia, dei suoi amici o di Dan?
**Il suo esordio è un thriller eccezionale
Una famiglia con un passato misterioso
Un segreto inconfessabile**
«È raro trovare un autore di thriller che spinga i lettori a seguire una trama serrata e piena di colpi di scena e, al tempo stesso, a coinvolgerli in un complesso puzzle che si sviluppa lungo tutto il libro. Pilkington lo sa fare, e *Un caso complicato per Emma Holden *vi catturerà e vi terrà svegli la notte.»
**Jeffery Deaver**
**Paul Pilkington**
È stato autore radiotelevisivo per oltre vent’anni – ha lavorato per BBC radio e ITV Television – e ha scritto il suo romanzo d’esordio, *Un caso complicato per Emma Holden*, ispirato dagli autori di thriller che ha sempre amato, come Harlan Coben e Nicci French.

Il caso Battisti. L’emergenza infinita e i fantasmi del passato

Il 10 febbraio 2004 la polizia francese arresta Cesare Battisti, scrittore italiano reduce degli “anni di piombo”, da tempo esule a Parigi. La capitale francese l’ha accolto in base alla celebre “Dottrina Mitterrand”, che da vent’anni garantisce diritto d’asilo ai fuggiaschi della lotta armata, purché rinuncino alla clandestinità e alla violenza politica. Ora, a chiedere la sua estradizione per delitti avvenuti nel 1979 è il ministro della giustizia Castelli. Il governo di centro-destra francese vorrebbe accontentarlo, ma moltissimi intellettuali si mobilitano a difesa della “Dottrina Mitterrand”. Il libro ospita tutti gli appelli diffusi in solidarietà con lo scrittore italo francese.
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