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Stanze nascoste

Robin Cook, più noto come Derek Raymond, uno dei più grandi scrittori di noir di tutti i tempi, era in grado di far respirare tra le pagine l’odore vero del sangue e cantare della follia quanto dell’amore. Denso come un liquore, come la paura, come la colpa, come Raymond Chandler, Jim Thompson, David Goodis, Chester Himes, ha regalato al noir un’anima metafisica. Era nato, come un piccolo principe, tra le lusinghe e i privilegi delle classi alte, il 12 giugno 1931, a Baker Street, a qualche passo dalla casa di Sherlock Holmes. Cresciuto tra Eton e il castello di famiglia nel Kent, avrebbe potuto vedere esaudito ogni suo capriccio. Ma la Seconda guerra mondiale portò via la possibilità di essere al contempo innocenti e fortunati. Sotto le bombe la morte era troppo vicina, l’iniquità del classismo troppo nuda. Raymond decise di abbandonare la comodità e di cercare una nuova casa tra i bordelli, i quartieri maledetti, i bar malfamati e le prigioni dell’Europa. Della Spagna di Franco, dell’Italia liberata, della Francia dei piccoli borghi, abitò i marciapiedi sporchi di sangue e di malavita, e la terra fertile dei contadini, godendo il piacere del vino e della stanchezza nelle braccia. Ha fatto ogni lavoro possibile, ha lasciato che la fatica e il bere solcassero il suo viso in un reticolo di rughe aspre come ferite, è ritornato a Londra per immergersi nel sottobosco della criminalità degli anni ’60; la sua stessa vita è stata un noir. Non ha mai avuto un soldo in tasca, nemmeno quando per strada veniva riconosciuto come il grande autore de Il mio nome era Dora Suarez, e ha sempre saputo che la sua essenza era nella scrittura, il noir era il suo modo di tenere la vita nel palmo, come un cuore pulsante, sofferente, disperato.

Le stanze di lavanda

“Sono nata ricca, ma ho visto la mia fortuna involarsi come uno stormo d’uccelli. Soltanto i miei ricordi mi appartengono, sono tante fragili tracce impresse dentro di me. Certi giorni, il sole le illumina; certe notti, rimangono intrappolate in una tempesta di ghiaccio. Vivevamo a Marache, in Turchia, al confine con la Siria. E lì che sono venuta al mondo nel 1901. Mio nonno, Joseph Kerkorian, era armeno. Un uomo importante e saggio, solido come una roccia. Se, dopo l’inferno che ho conosciuto, dentro di me è rimasta una particella di fiducia nell’umanità, è grazie a lui. Avevamo una casa magnifica, e un immenso giardino dai fiori di mille colori. Sono stata amata da mio padre, dalla mamma dai baci di lavanda, dalla sorellina Marie, dal mio impetuoso fratello Pierre e da Prescott, il nostro gatto armeno con un nome da lord inglese. E da Gii, il piccolo orfano ribelle che un giorno, sotto il salice piangente, mi ha dato il mio primo bacio. Erano giorni immensi, eppure non potevano contenerci tutti. Nell’aprile 1915, il governo turco ha preso la decisione che ha precipitato le nostre vite nell’orrore: gli armeni dovevano sparire. Può un cuore dilaniato continuare a battere? E un giardino devastato dare nuovi fiori? Come posso donare ancora, proprio io, a cui hanno tolto tutto? Ascolta Joraya, mia adorata nipote, il racconto di una vita mille volte dispersa.”

Stanze di Gloria

Dallo stesso autore di “Attraverso la notte” e “Buio” un’altra raccolta che sviscera, con un linguaggio assolutamente non “politically correct”, il malessere e il vuoto esistenziale. I temi trattati spaziano tra droga e sesso, tra il rapporto con se stessi e quello con gli altri.

Le stanze dei fantasmi

Cosa fa di un libro un libro di successo? Nemmeno i più geniali matematici sapranno scovare un’equazione che descriva in modo assoluto il perfetto bestseller. Di certo, col senno di poi, sappiamo cosa fece di queste storie assemblate magistralmente un grande successo: otto grandissimi scrittori idolatrati dai lettori, un concept molto originale per l’epoca, una casa infestata, il Natale, la perfetta regia di Charles Dickens.In una vecchia casa di campagna Joe e Patty decidono di invitare un gruppo di amici per vivacizzare le loro giornate. Una coppia affiatata, un giovanotto brillante, una femminista convinta, un ex marinaio col suo compagno di avventure e un avvocato di successo rispondono all’invito, e finiscono per partecipare a un singolare “ritiro” in una classica location alla Poe: una villa isolata e popolata di presenze dall’oltretomba. Vivranno per tre mesi insieme, lontani dal mondo, avendo la possibilità di scoprire quale fantasma abita la loro stanza (e la loro vita), senza mai farne parola. Soltanto alla fine, in quella che sarà chiamata la Dodicesima Notte, si riuniranno per raccontarsi ciò che hanno visto e udito, come in un inquietante Decameron. Regista dell’esperimento, un gradino di consapevolezza più in alto degli altri, è Joe, alter–ego dello stesso Dickens. Le stanze dei fantasmi è un modernissimo romanzo a cornice, che inanella una serie di storie pubblicate su ‘All the Year Round’ nel 1859, a cura di Charles Dickens. Con la sua consueta ironia ai limiti della satira e con il pretesto degli spettri, il più famoso scrittore vittoriano compone un nutrito campionario delle fobie e delle nevrosi dei suoi contemporanei. Scorrono sulle pagine le composizioni di otto tra i più famosi e abili scrittori dell’epoca, ciascuno impegnato nello stile che gli è più congeniale, a tracciare armonicamente le linee di contorno degli ambienti in cui i personaggi e i loro fantasmi prendono vita.

(source: Bol.com)

Stanza, letto, armadio, specchio

Jack ha cinque anni e la Stanza è l’unico mondo che conosce. È in quel luogo chiuso all’esterno che è nato e cresciuto, è lì che vive con Ma’, senza esserne mai uscito. Con Ma’ impara, legge, mangia, dorme, gioca. I suoi compagni sono gli oggetti contenuti nella Stanza, si chiamano Letto, Specchio, Piumone, Labirinto. Di notte a volte Ma’ lo chiude dentro Armadio e spera che lui dorma quando Old Nick viene a farle visita. La Stanza è la casa di Jack, ma per Ma’ è la prigione dove Old Nick la tiene rinchiusa da sette anni. Grazie al suo amore e alla sua determinazione, Ma’ ha creato per Jack una straordinaria possibilità di vita, gli ha costruito intorno un mondo forse migliore del nostro. Per lui non esiste altra realtà, e quella che filtra dalla Tv non esiste davvero. Però Ma’ sa che non potrà mai essere abbastanza, né per lei né per Jack. E così escogita un piano per fuggire, contando sul coraggio di quel bambino un po’ speciale, e su una buona dose di fortuna. Ma non sa quanto sarà difficile il passaggio da quell’universo chiuso al mondo là fuori…

Una stanza piena di sogni

*«Una scrittura intensa per una storia indimenticabile.»*
**The New York Times**
*«Una stanza piena di sogni è un romanzo ricco di atmosfera sul potere della speranza.»*
**The Wall Street Journal**
New Orleans. Josie ha diciassette anni, ma non sa cosa sia un abbraccio. Non ha mai conosciuto l’affetto di una carezza, non ha mai ascoltato il suono di una voce dolce. Sua madre è una prostituta e l’ha sempre trattata come un’estranea. Eppure, da sempre, Josie custodisce un segreto, un luogo speciale tutto suo: la stanza sopra la libreria del quartiere, dove lavora. Lì si rifugia nei pochi momenti liberi delle sue giornate. Lì, tra le pagine di Charles Dickens, Jane Austen e Francis Scott Fitzgerald, immagina un futuro lontano. Quando, un giorno, nel negozio entra Hearne, un uomo misterioso con la passione per le poesie di Keats, Josie per la prima volta crede che il sogno di una nuova vita potrebbe diventare realtà. Hearne è diverso da tutti. Hearne si preoccupa per lei, le chiede come sta, le offre parole di conforto. È come il padre che non ha mai avuto. Ma, quando tutto sembra possibile, anche scappare da New Orleans, Hearne viene ucciso. La vita ha deciso di mettere ancora una volta alla prova Josie. Non solo Hearne non c’è più, ma a venire accusata della sua scomparsa è la madre della ragazza. Adesso Josie deve scegliere. Scegliere tra la donna che non le ha mai dato amore, e la fuga. Scegliere tra il cuore e la speranza. Gettare la paura alle spalle e spiccare il volo. Perché a volte si può volare anche con un’ala ferita. Dopo il grande successo di Avevano spento anche la luna, bestseller mondiale tradotto in quaranta lingue e ancora in classifica in Italia ad un anno e mezzo dall’uscita, Ruta Sepetys torna con un romanzo intenso sul potere dei desideri. Una stanza piena di sogni è una storia unica che racconta di scelte difficili e svolte coraggiose, di fughe e speranze, di bisogno di amore e voglia di sognare.
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### Sinossi
*«Una scrittura intensa per una storia indimenticabile.»*
**The New York Times**
*«Una stanza piena di sogni è un romanzo ricco di atmosfera sul potere della speranza.»*
**The Wall Street Journal**
New Orleans. Josie ha diciassette anni, ma non sa cosa sia un abbraccio. Non ha mai conosciuto l’affetto di una carezza, non ha mai ascoltato il suono di una voce dolce. Sua madre è una prostituta e l’ha sempre trattata come un’estranea. Eppure, da sempre, Josie custodisce un segreto, un luogo speciale tutto suo: la stanza sopra la libreria del quartiere, dove lavora. Lì si rifugia nei pochi momenti liberi delle sue giornate. Lì, tra le pagine di Charles Dickens, Jane Austen e Francis Scott Fitzgerald, immagina un futuro lontano. Quando, un giorno, nel negozio entra Hearne, un uomo misterioso con la passione per le poesie di Keats, Josie per la prima volta crede che il sogno di una nuova vita potrebbe diventare realtà. Hearne è diverso da tutti. Hearne si preoccupa per lei, le chiede come sta, le offre parole di conforto. È come il padre che non ha mai avuto. Ma, quando tutto sembra possibile, anche scappare da New Orleans, Hearne viene ucciso. La vita ha deciso di mettere ancora una volta alla prova Josie. Non solo Hearne non c’è più, ma a venire accusata della sua scomparsa è la madre della ragazza. Adesso Josie deve scegliere. Scegliere tra la donna che non le ha mai dato amore, e la fuga. Scegliere tra il cuore e la speranza. Gettare la paura alle spalle e spiccare il volo. Perché a volte si può volare anche con un’ala ferita. Dopo il grande successo di Avevano spento anche la luna, bestseller mondiale tradotto in quaranta lingue e ancora in classifica in Italia ad un anno e mezzo dall’uscita, Ruta Sepetys torna con un romanzo intenso sul potere dei desideri. Una stanza piena di sogni è una storia unica che racconta di scelte difficili e svolte coraggiose, di fughe e speranze, di bisogno di amore e voglia di sognare.

Una stanza nel buio

Una giovane donna, Abigail – Abbie – Devereux, si risveglia in una stanza buia: è legata, imbavagliata e non riesce a ricordare nulla del suo recente passato. L’uomo che la tiene prigioniera, e di cui Abbie sente solo la voce, la tormenta elencandole i nomi delle altre sue vittime e assicurandole che alla fine la ucciderà. Ma Abbie riesce a liberarsi e a chiedere aiuto, salvo scoprire che nessuno – né gli amici né la polizia – crede alla sua storia. Solo colmando il buco nero nella sua memoria Abbie riuscirà a scoprire la verità; una verità che la getterà di nuovo nelle mani del suo persecutore.
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La stanza degli orrori

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New York, oggi. In un cantiere vengono scoperti trentasei cadaveri sepolti in un tunnel oltre un secolo prima: le vittime di un misterioso serial killer che uccideva seguendo un oscuro e agghiacciante rituale. L’agente Pendergast dell’FBI, l’archeologa Nora Kelly e il giornalista Smithback ne ripercorrono le tracce fino a un’antica “stanza degli orrori”, un museo del XIX secolo che ospitava il laboratorio dell’imbalsamatore Enoch Leng. Ma improvvisamente un moderno assassino soprannominato “il Chirurgo” comincia a colpire, seguendo lo stesso modus operandi, nelle sale del Museo di Storia Naturale e nelle strade della metropoli. L’interrogativo è se si tratti di un imitatore contemporaneo o dello stesso serial killer di allora, tornato incredibilmente in azione.
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Stanotte il cielo cadrà

Il sole può spegnersi da un momento all’altro, il cielo rovinare sulla Terra, le stelle raffreddarsi e sprofondare nell’oscurità, ma Tarl Brent può impedirlo. Come? Dichiarando chiusa l’Operazione Preventiva e impedendo che vada in porto il terrificante progetto di interruzione dell’esistenza, messo in atto da qualcosa che si annida nelle pieghe stesse della realtà.
Un classico della fantascienza metafisica, ricavato dalla fusione di due celebri romanzi brevi: Tonight the Sky Will Fall (1952) e The Day the Sun Died (1955).
Copertina di Franco Brambilla

Gli Stanislaski: Nick

GLI STANISLASKI 5 Chiamarsi Stanislaski, appartenere a quella prestigiosa famiglia di origine russa è motivo di orgoglio e comporta regole precise da rispettare.Per Nick Stanislaski la musica è vita. Valente compositore dall’animo ricco e sensibile, dopo anni di studi e sacrifici è pronto ad agguantare il successo. Le melodie che crea toccano il cuore della gente con naturalezza, ora che ha trovato la propria via, ma la sua vita non è ancora completa, non è ancora all’altezza dell’orgoglio degli Stanislaski. Quel che gli serve per raggiungere la perfezione è una moglie… e l’amore.

Le stagioni di Virgin River

VIRGIN RIVER 4
La vita a Virgin River scorre quasi in un’altra dimensione, avvolta nell’abbraccio protettivo dei boschi che la circondano. Il luogo ideale per trovare rifugio e rigenerarsi.
Non è certo la determinazione che manca a Marcie Sullivan, decisa a incontrare Ian Buchanan, migliore amico del marito da poco scomparso. Ha bisogno di un confidente, di qualcuno che possa capirla davvero e starle accanto, ora che si avvicina il Natale. Ma Ian si è trasformato in lupo solitario e non reagisce bene quando si trova Marcie alla porta. L’aggressività e le cattive maniere non riescono però a scoraggiarla e lei si apposta in macchina, nonostante l’inverno rigido. Sarà proprio il freddo a farla svenire e ammalare e, paradossalmente, a sciogliere il ghiaccio intorno al cuore di Ian, che davanti a una donna priva di sensi non può certo rifiutare il proprio aiuto.
Una storia intensa e coinvolgente, che ci fa capire come, spesso, il dolore è solo la chiave verso una nuova felicità.
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### Sinossi
VIRGIN RIVER 4
La vita a Virgin River scorre quasi in un’altra dimensione, avvolta nell’abbraccio protettivo dei boschi che la circondano. Il luogo ideale per trovare rifugio e rigenerarsi.
Non è certo la determinazione che manca a Marcie Sullivan, decisa a incontrare Ian Buchanan, migliore amico del marito da poco scomparso. Ha bisogno di un confidente, di qualcuno che possa capirla davvero e starle accanto, ora che si avvicina il Natale. Ma Ian si è trasformato in lupo solitario e non reagisce bene quando si trova Marcie alla porta. L’aggressività e le cattive maniere non riescono però a scoraggiarla e lei si apposta in macchina, nonostante l’inverno rigido. Sarà proprio il freddo a farla svenire e ammalare e, paradossalmente, a sciogliere il ghiaccio intorno al cuore di Ian, che davanti a una donna priva di sensi non può certo rifiutare il proprio aiuto.
Una storia intensa e coinvolgente, che ci fa capire come, spesso, il dolore è solo la chiave verso una nuova felicità.

Stagioni

Questo libro è il percorso di una vita. Nato da un profondo rispetto della natura, del suo equilibrio e della sua grazia, rievoca grandi avvenimenti della Storia e piccole vicende personali, in un flusso scandito dall’alternarsi delle stagioni.
Accanto alla campagna di Russia e alla drammatica esperienza del Lager riemergono nella memoria di Rigoni episodi apparentemente marginali, che tuttavia danno il senso di un’esistenza vissuta fino in fondo: dai suoi giochi di ragazzo alle prime battute di caccia, da una visita alla Reggia di Versailles al ‘bel gallo’ regalato all’amico Vittorini, che però, a mangiarlo, si rivela ‘selvatico e coriaceo’…
E poi ancora antichi riti e vecchie tradizioni, uomini e affetti di altre epoche, alberi e animali destinati ad annunciare il nuovo clima e la nuova stagione, luoghi e paesaggi forse dimenticati ma sempre carichi di storia e di ricordi: su tutto lo sguardo, a volte divertito a volte malinconico, dell’autore, testimone del suo tempo e di un passato che continua a riaffiorare.

(source: Bol.com)

Stagione di passione

Da quando un colpo di pistola ha distrutto la sua felicità, Kate – un tempo splendida modella – si è rinchiusa con il suo bambino in un esilio volontario. Finché un giorno, quasi per gioco, comincia a scrivere un romanzo e… improvvisamente, arrivano il successo, la fama, il denaro. A poco a poco, il muro di solitudine che lei si era costruita attorno comincia a sgretolarsi, soprattutto grazie alla presenza affettuosa di un uomo, che le fa rivivere una nuova stagione di passione.

Stagione di caccia

Robert Sheckley ritorna al mondo della Caccia per ampliare i connotati di quella che rimane la sua creazione più graffiante. Come in “Vittime a premio” (Urania 1041), l’ecologia mondiale è ormai a un punto critico, ma per una normale coppia americana una vacanza a Parigi è sempre un evento notevole. Quando però la moglie di Frank Blackwell rimane uccisa durante un attacco terroristico a un bar, la vacanza diventa tragedia. Frank giura che qualcuno la pagherà. E quello che dicono sempre le vittime, ma Frank è veramente deciso a vendicarsi, e il modo migliore per riuscirci è la Caccia, l’organizzazione segreta che da anni insanguina con le sue battute le strade di molte città americane, spesso sotto lo sguardo della polizia. Corre voce che il Congresso possa rendere legale l’associazione, perché i Cacciatori non sono soltanto cacciatori di uomini per puro divertimento: come ” servizio sociale ” ospitano una Squadra della Morte che si incarica di eliminare killer e terroristi con amicizie politiche influenti. Quello che Frank ignora è che anche i Cacciatori sono molto interessati ad averlo nei loro ranghi ma per scopi che lui, e il mondo dovranno ignorare fino al momento giusto.
Copertina di Vicente Segrelles

La stagione della caccia

In un libretto su una strage di stato a ridosso della rivoluzione siciliana del 1848, pubblicato qualche anno fa (monografia storica, ma scritta con la grazia e l’umorismo del narratore), Camilleri ripeteva un’idea a lui evidentemente molto cara. Che i siciliani sono «tragediatori», sono paghi cioè soltanto quando possono finalmente fondere insieme la vita e la scena, recitare, appunto sulla scena della vita, ciò che succede loro veramente tornando in illusione a comandare sulla sorte e mutandola in sogno. Di questo teatro della vita Camilleri mostra di amare soprattutto il lato di commedia; e commedia – racconto della commedia che un paese siciliano di fine Ottocento inscena vivendo una catena di morti e un amore cocciuto – è *La stagione della caccia*. Ma non commedia dell’arte, farsa di macchiette; al contrario, genere alto, in cui ciascuna delle parti in gioco è un personaggio scolpito – con un brio che dà tenace divertimento – nell’atto in cui svolge il suo gioco delle parti. Camilleri spiega di aver tratto l’idea del romanzo (che avrebbe potuto essere piegato linearmente a intrigo giallo, e lo è invece a sorpresa, tortuosamente) da una battuta registrata nella famosa *Inchiesta sulle condizioni della Sicilia* del 1876. All’interrogante, che chiedeva se si fossero verificati fatti di sangue in un paesino, veniva risposto: “No. Fatta eccezione del farmacista che per amore ha ammazzato sette persone”. Come a dire: non è successo nient’altro che un sogno. Il sogno che questo libro viene a raccontare.