43553–43568 di 65579 risultati

L’Île d’Ève

A la fin du XIXème siècle, un aventurier américain met sur pied une incroyable opération visant à s’approprier un minuscule îlot perdu au milieu de l’Atlantique. Une fois parvenu à ses fins, il n’aura de cesse d’en faire un état indépendant.

Sympathique petit roman qui nous conte avec un peu d’action et beaucoup d’humour, de quelle manière un homme parvient à réaliser un rêve insensé.

L’un de ses principaux attraits réside dans son mode de narration. L’histoire nous est en effet dévoilée au travers des témoignages de plusieurs des acteurs de cette aventure, ce qui donne un peu de distance à la narration et lui apporte un vernis de réalisme.

Pour le reste, on ne sera guère surpris par une intrigue qui suit son petit bonhomme de chemin entre réceptions mondaines et détournement de navire, course hippique et chasse au trésor.

Captain Tatham of Tatham Island Traduit de l’anglais par Pierre Cobor Né en Virginie, Edward Tatham est confié à l’âge de 12 ans, après le décès de ses deux parents, à une branche irlandaise de sa famille. Très vite il les quitte pour aller à Londres où il exerce une multitude d’emplois. Doué d’un esprit extraordinairement alerte et d’une imagination prodigieuse il obtient un prix de chimie après avoir suivi des cours du soir. Engagé dans l’armée anglaise, nous retrouvons le capitaine Tatham lors de la guerre des Boërs où à la tête de ses hommes qui le vénèrent comme un dieu, il a un comportement héroïque. C’est pendant ces évènements qu’il a connaissance de l’existence de ‘l’Île de la Désolation’, rocher de l’Atlantique sud complètement inaccessible, se composant à l’intérieur d’une profonde vallée où se distinguent des cours d’eau, une végétation abondante, une abondante vie animale et paraissant prodigieusement riche en minéraux dont certainement de l’or. Nous suivons alors les extraordinaires péripéties qui vont amener Tatham à l’exploiter et à se l’approprier avec l’aide de ses hommes.

(source: Bol.com)

L’iguana

«Nessuno scrittore ha insegnato all’Ortese questa callida acredine del discorrere, quella volatile furia e insieme quella macerazione labirintica che danno, fin dalle prime pagine, una letizia aspra, inquieta, insonne e insieme allucinatoria. Il linguaggio letterario è l’ultima e definitiva forma di incantamento, di carmen, l’ultima formula che agisce e costringe l’inesistente a esistere; e l’incantesimo dell’*Iguana*, appunto, agisce. Volendo, si può chiamare ‘romanzo’ questo libro; ma forse è inutile. Ha qualcosa della fiaba, e insieme della ballata, della filastrocca, dell’incubo, del sogno, del delirio; appunto, è un incantesimo che agisce». – Giorgio Manganelli

L’Iguana

«Nessuno scrittore ha insegnato all’Ortese questa callida acredine del discorrere, quella volatile furia e insieme quella macerazione labirintica che danno, fin dalle prime pagine, una letizia aspra, inquieta, insonne e insieme allucinatoria. Il linguaggio letterario è l’ultima e definitiva forma di incantamento, di carmen, l’ultima formula che agisce e costringe l’inesistente a esistere; e l’incantesimo dell’*Iguana*, appunto, agisce. Volendo, si può chiamare ‘romanzo’ questo libro; ma forse è inutile. Ha qualcosa della fiaba, e insieme della ballata, della filastrocca, dell’incubo, del sogno, del delirio; appunto, è un incantesimo che agisce». – Giorgio Manganelli

L’ignoto davanti a noi: Sognare terre lontane (Intersezioni)

Da sempre sogno e scoperta vanno assieme. L’uno ha alimentato l’altra e viceversa.
Questo libro racconta che, a ben guardare, di ignoto e di stupore è ancora pieno il mondo
Spingersi al di là dei limiti geografici, solcare acque ignote, studiando venti e correnti, superando deserti e montagne: che ne è di quel sogno della scoperta che da sempre gli uomini hanno condiviso? Oggi che quasi tutto è stato esplorato, cartografato, mappato, cosa rimane per alimentare la nostra fantasia? Dai monaci buddhisti a Marco Polo, dal musulmano Ibn Battuta sino a Cristoforo Colombo, Hudson o James Cook: per quanto la mappa sembri infine conclusa, vi sono ancora infiniti elementi di stupore in serbo per noi, e nuovi spunti da cui ripartire per ricominciare a sognare.
**
### Sinossi
Da sempre sogno e scoperta vanno assieme. L’uno ha alimentato l’altra e viceversa.
Questo libro racconta che, a ben guardare, di ignoto e di stupore è ancora pieno il mondo
Spingersi al di là dei limiti geografici, solcare acque ignote, studiando venti e correnti, superando deserti e montagne: che ne è di quel sogno della scoperta che da sempre gli uomini hanno condiviso? Oggi che quasi tutto è stato esplorato, cartografato, mappato, cosa rimane per alimentare la nostra fantasia? Dai monaci buddhisti a Marco Polo, dal musulmano Ibn Battuta sino a Cristoforo Colombo, Hudson o James Cook: per quanto la mappa sembri infine conclusa, vi sono ancora infiniti elementi di stupore in serbo per noi, e nuovi spunti da cui ripartire per ricominciare a sognare.

L’ignoranza

Un uomo e una donna si incontrano per caso mentre tornano al loro paese natale, che hanno abbandonato vent'anni prima scegliendo la via dell'esilio. Riusciranno a riannodare i fili di una strana storia d'amore, appena iniziata e subito inghiottita dalla palude stigia della storia? Il fatto è che dopo una così lunga assenza "i loro ricordi non si assomigliano". Crediamo che i nostri ricordi coincidano con quelli di chi abbiamo amato, crediamo di avere vissuto la medesima esperienza, ma è solo un'illusione. D'altro canto, che può fare la nostra memoria, quella memoria che del passato non ricorda che una "insignificante minuscola particella"? Viviamo sprofondati in un immenso oblio e ci rifiutiamo di saperlo.

L’ignoranza delle persone colte

Non più di tre, per John Keats, erano “le cose di cui godere”: una di queste era “la profondità del gusto” di William Hazlitt. Diretto, paradossale, provocatorio: così appare Hazlitt nel suo saggio sull’ignoranza delle persone colte, un gioiellino nell’arte dell’essay, del componimento in prosa, cioè, discorsivo, di argomento filosofico, morale, letterario o legato all’esperienza quotidiana, il cui modello riconosciuto e tuttora inarrivabile è Montaigne. In questo libro dello scrittore e critico inglese, amico di Stendhal e dei maggiori poeti del suo tempo, sono raccolti sette dei numerosi saggi appartenenti a Table-Talk, la rubrica che l’autore tenne sul ‘London Magazine’ dal giugno 1820 al dicembre dell’anno successivo: tutti testi di sconcertante attualità e caratterizzati da un’alta dose di humour, specie se letti oggi, alla luce del presente. Oltre alla riflessione Sull’ignoranza delle persone colte, intervento argutamente eccentrico, che dà il titolo al volume, tanti sono gli aspetti della vita affrontati dal saggista-filosofo: dall’analisi del genio incompreso (contrapposto all’uomo d’azione e quindi di successo) al ritratto dello scrittore elegante (e perciò “effeminato”), dalla critica ai gruppi di potere (tra cui i consigli comunali e le università) agli svantaggi della superiorità intellettuale (sulla raffinatezza d’animo che si scontra puntualmente con un mondo ignorante), fino al tema universale della paura della morte e ai suoi risvolti tragicomici con i lasciti testamentari.
(source: Bol.com)

Ignited – Edizione Italiana

‘Scrittura raffinata e personaggi credibili. J. Kenner è un’autrice da tenere d’occhio.’
Publishers Weekly

‘Una storia così sensuale che catturerà la vostra immaginazione, scatenando le fantasie più proibite…’
The Reading Cafe

Il terzo episodio della Trilogia del Desiderio, la serie di romanzi sensuali, audaci e romantici firmati J. Kenner

Dal giorno in cui l’ha incontrato, Katrina Laron non ha mai smesso di pensare a Cole August, il bellissimo ed enigmatico socio in affari di Evan Black e Tyler Sharp. Adesso però ha deciso di buttarsi, approfittando del party al quale sono entrambi invitati. La risposta di Cole alle sue avances, però, la lascia completamente sconcertata: dopo un unico, appassionato bacio, Cole se ne va senza darle nessuna spiegazione. La verità è che lui è spaventato. I sentimenti che prova per Katrina vanno ben oltre la semplice attrazione fisica, e vorrebbe proteggerla da tutto, perfino da se stesso e dalle pulsioni che lo spingono a mescolare il piacere col dolore. Ciò che Cole non sa, però, è che Katrina conosce il suo lato oscuro, ed è pronta a spogliarsi di ogni inibizione in nome del loro amore. Perché il desiderio è una forza che supera ogni paura…

I bestseller di J. Kenner

La Trilogia del desiderio
Wanted
Heated
Ignited

Stark Trilogy
Liberami
Sceglimi
Amami

(source: Bol.com)

Identità e violenza

*”Il mio primo contatto con l’omicidio avvenne all’età di undici anni. Era il 1944, nel corso degli scontri tra induisti e musulmani che hanno preceduto l’indipendenza indiana. Kader Mia era un musulmano, e per gli spietati criminali indù che lo avevano aggredito quella era l’unica identità importante. La violenza settaria oggi non è meno rozza. È una grossolana brutalità che poggia su una grande confusione concettuale riguardo alle identità degli individui, capace di trasformare esseri umani multidimensionali in creature a un’unica dimensione.”*
Il cosiddetto scontro di civiltà si basa sull’idea che esistano gruppi umani – anche grandissimi – che si riconoscono in un’unica identità: nella fattispecie, essere islamici oppure occidentali. Niente di più sbagliato, dice Sen. Non è forse vero che, nella nostra vita quotidiana, noi ci consideriamo membri, contemporaneamente, di tutta una serie di gruppi diversi? La stessa persona può essere, senza la minima contraddizione, cittadina americana, di origine caraibica, con ascendenze africane, cristiana, donna, amante del teatro… Ognuna di queste collettività le conferisce una determinata identità, ma nessuna di esse può essere considerata l’unica categoria di appartenenza della persona. Partendo da queste riflessioni e attingendo alla storia, all’economia, alla scienza, alla letteratura e alle sue personali esperienze di vita, facili e difficili, vissute in tre continenti, l’autore tratteggia in questa pagine la visione illuminante di un mondo che, indirizzato dall’umanità verso la pratica dello scontro e della violenza, può ancora correggere la propria rotta per abbracciare la pace e la tolleranza globali.

Identita Criminali

A New York un serial killer sta seminando il terrore. La sua unica firma e una moneta da 1 centesimo sotto la lingua. Nat Crawley, soprannominato Red Scorpion, e un poliziotto del NYPD. Ha un carattere duro, scontroso, ma e abile nel suo lavoro. Durante le indagini, il capitano Conners gli affianca Cassie Hooker, detective di terzo grado, allegra ma pasticciona. Iniziano a lavorare fianco a fianco, giorno e notte. Ma Red Scorpion non solo deve affrontare un pazzo assetato di sangue, ma anche lottare contro un passato pieno di dolore, che gli ha procurato ferite profonde, nel corpo e nell’anima. I mesi si susseguono uno dopo l’altro, cosi pure le vittime. Fino alla svolta finale… Un racconto poliedrico, accattivante per linguaggio e intreccio. Le scene possiedono gli stili giusti; punteggiatura e sonorita facilitano l’immaginazione della scena descritta. La suspense e dosata con equilibrio, con i debiti crescendo, ma senza mai sostituire l’anima di quest’opera: una storia d’amore, tra due persone credibili e diversamente intriganti, che prende forma in un contesto di indagini e patologie criminali. Le situazioni esterne alla componente poliziesca e alla componente sentimentale, tra loro ben intrecciate, restituiscono una New York palpitante, piu viva di quella di molte serie televisive, dove i personaggi comprimari, tratteggiati con proprieta, si muovono in modo credibile.”
(source: Bol.com)

Icona

1999: la Russia post Eltsin è sull’orlo dell’anarchia, segnata da una lunga crisi economica e politica. L’inflazione è alle stelle, la corruzione dilaga, la mafia controlla ogni settore della produzione e del comercio. Mentre incombono nuove elezioni, una voce carismatica risuona per tutto il paese: è quella di Igor Komarov, leader delle destre, l’uomo che interpreta le speranze di un popolo e si presenta come l’unico in grado di ridare grandezza al suo paese: un’icona cui i russi possono guardare con fiducia. Ma un documento rubato dalla sua scrivania fa impallidire chi, in occidente ha modo di leggerlo: se è autentico, quell’uomo è un nuovo Hitler. Ufficialmente, le grandi potenze occidentali non possono fare nulla. Un’influente lobby di personalità inglesi e americane decide allora di impedire che la storia si ripeta e incarica Jason Monk, ex agente Cia che ha già battuto il KGB, di fremare Komarov: la missione che gli è stata affidata è la più difficile della sua carriera. Per portarla a termine dovrà affrontare il suo passato e sconfiggere il suo più grande nemico.

I Lievitati – Guida Pratica (In Cucina Con Passione)

I lievitati è una guida pratica che tratta le preparazioni di pasticceria che utilizzano, nel ciclo di lavorazione, il lievito di birra.Dai grandi classici come il pandoro, il panettone, la colomba, il babà e il kugelhopf, alla pasticceria da prima colazione con la tecnica della sfogliatura: croissant e cornetti, brioche e kranz. Inoltre ampio spazio è dedicato ai lievitati semplici da prima colazione: veneziane, muffins, saccottini, maritozzi e pan brioche di svariati formati.Chiude il volume una sezione di frittelle. Tutte le ricette sono state provate, dettagliatamente spiegate e corredate da svariate fasi di lavorazione.
**
### Sinossi
I lievitati è una guida pratica che tratta le preparazioni di pasticceria che utilizzano, nel ciclo di lavorazione, il lievito di birra.Dai grandi classici come il pandoro, il panettone, la colomba, il babà e il kugelhopf, alla pasticceria da prima colazione con la tecnica della sfogliatura: croissant e cornetti, brioche e kranz. Inoltre ampio spazio è dedicato ai lievitati semplici da prima colazione: veneziane, muffins, saccottini, maritozzi e pan brioche di svariati formati.Chiude il volume una sezione di frittelle. Tutte le ricette sono state provate, dettagliatamente spiegate e corredate da svariate fasi di lavorazione.

Hygge

**HYGGE**è il piacere di una cena tra amici, una cioccolata calda accoccolati nella nostra poltrona preferita, un mazzo di fiori all’ingresso e la luce morbida di una candela.
**HYGGE** è l’antica tradizione che ha reso i danesi il popolo più felice del mondo, perché hanno capito come rendere speciale ogni luogo e ogni momento. Questo meraviglioso libro regala tante idee per creare un senso di benessere intorno a voi e riscoprire i piccoli piaceri quotidiani.
**HYGGE** è l’arte di sentirsi a casa ovunque voi siate.
(source: Bol.com)

Hotel Silence

Jonas ha quarantanove anni e un talento speciale per riparare le cose. La sua vita, però, non è facile da sistemare: ha appena divorziato, la sua ex moglie gli ha rivelato che la loro amatissima figlia in realtà non è sua, e sua madre è smarrita nelle nebbie della demenza. Niente sembra avere piú senso: Jonas vuole farla finita, ma quando lascia l’Islanda (per attuare il suo progetto lontano da tutti) scoprirà che c’è sempre, sempre una seconda possibilità.

Jonas ha quarantanove anni e un talento speciale per riparare le cose. La sua vita, però, non è facile da sistemare: ha appena divorziato, la sua ex moglie gli ha rivelato che la loro amatissima figlia in realtà non è sua, e sua madre è smarrita nelle nebbie della demenza. Tutti i suoi punti di riferimento sono svaniti all’improvviso e Jonas non sa piú chi è. Nemmeno il ritrovamento dei suoi diari di gioventú, pieni di appunti su formazioni nuvolose, corpi celesti e corpi di ragazze, lo aiuta: quel giovane che era oggi gli appare come un estraneo, tutta la sua esistenza una menzogna. Comincia a pensare al suicidio, studiando attentamente tutti i possibili sistemi e tutte le variabili, da uomo pratico qual è. Non vuole però che sia sua figlia a trovare il suo corpo, e decide di andare a morire all’estero. La scelta ricade su un paese appena uscito da una terribile guerra civile e ancora disseminato di edifici distrutti e mine antiuomo. Jonas prende una stanza nel remoto Hotel Silence, dove sbarca con un solo cambio di vestiti e la sua irrinunciabile cassetta degli attrezzi. Ma l’incontro con le persone del posto e le loro ferite, in particolare con i due giovanissimi gestori dell’albergo, un fratello e una sorella sopravvissuti alla distruzione, e con il silenzioso bambino di lei, fa slittare il suo progetto giorno dopo giorno…Auður Ólafsdottir ha scritto il suo romanzo piú bello, il piú essenziale, tenero e ironico. Un libro che è un segno di pace, una stretta di mano laica che ci riavvicina a quanto di umano dentro di noi resiste agli orrori del mondo.

(source: Bol.com)

Hotel Silence

Jónas ha quarantanove anni e un talento speciale per riparare le cose. La sua vita, però, non è facile da sistemare: ha appena divorziato, la sua ex moglie gli ha rivelato che la loro amatissima figlia in realtà non è sua, e sua madre è smarrita nelle nebbie della demenza. Tutti i suoi punti di riferimento sono svaniti all’improvviso e Jónas non sa più chi è. Nemmeno il ritrovamento dei suoi diari di gioventù, pieni di appunti su formazioni nuvolose, corpi celesti e corpi di ragazze, lo aiuta: quel giovane che era oggi gli appare come un estraneo, tutta la sua esistenza una menzogna. Comincia a pensare al suicidio, studiando attentamente tutti i possibili sistemi e tutte le variabili, da uomo pratico qual è. Non vuole però che sia sua figlia a trovare il suo corpo, e decide di andare a morire all’estero. La scelta ricade su un paese appena uscito da una terribile guerra civile e ancora disseminato di edifici distrutti e mine antiuomo. Jónas prende una stanza nel remoto Hotel Silence, dove sbarca con un solo cambio di vestiti e la sua irrinunciabile cassetta degli attrezzi. Ma l’incontro con le persone del posto e le loro ferite, in particolare con i due giovanissimi gestori dell’albergo, un fratello e una sorella sopravvissuti alla distruzione, e con il silenzioso bambino di lei, fa slittare il suo progetto giorno dopo giorno…
**

L’hotel delle meraviglie

Questa sì, che è una grande idea! Kendra Westmore è sicura che anche il suo adorato nonno, che gliel’aveva lasciata in eredità, sarebbe d’accordo: la loro villa di famiglia sarebbe potuta diventare l’hotel più moderno e panoramico della regione di Lakeview. Qualcuno, però, sta cercando di…
(source: Bol.com)

L’hotel azzurro

Pubblicato per la prima volta nel 1898 in una raccolta di racconti intitolata “The Monster and Other Stories”, questo “The Blue Hotel” è forse il più celebre di tutti i racconti di Crane. Ambientato nel Nebraska rurale e sconfinato, in uno sperduto hotel dalla facciata dipinta d’azzurro, è la storia di un uomo misterioso che finisce per mettersi nei guai. Affiorano qui i diversi e complessi temi sviluppati nei romanzi e in definitiva in tutta l’opera dell’autore: paura, emarginazione e intolleranza, miseria e isolamento, povertà e gioco d’azzardo, codardia e spavalderia eccessiva, fino ad un tragico epilogo. In appendice un testo di Joseph Conrad.
**