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In articulo mortis

Un avvocato importante, una carriera brillante, un’estate caldissima. Un piccolo incidente con un ciclista, ed ecco che un passato assai scomodo emerge con forza: è stato il caso o il destino a ribaltare la sorte, a disseppellire quel che per molti anni è rimasto occultato nel cimitero dove si sotterrano le ingiustizie?
(source: Bol.com)

In alto a sinistra

“Le storie di questo libro stanno nel perimetro di quattro cantoni: un’età giovane e stretta, di preludio al fuoco; una città flegrea e meridionale; la materia di qualche libro sacro; gli anni di madrevita operaia di uno che nacque in borghesia. Il possedimento, minimo per un passante, è stato immenso per chi ci si è fermato. Esso rinchiude per attrazione un me narrato, più che un io narrante, qualche tu femminile scalzo e ben piantato per terra, un noi premessa di frantumi. I pronomi sono frutti che maturano in stagioni diverse. Qui vengono colti acerbi, prima che si carichino di succhi e di sé. Avvengono dei colpi fortunati, qualche salvataggio. Si sbatte a zonzo tra i limiti del campo come biglia di flipper. Resistere al suo piano inclinato è l’ordine del gioco, non finire in buca. L’ultima storia rammenta un’antica uscita di emergenza: in alto a sinistra.”
Erri De Luca
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### Sinossi
“Le storie di questo libro stanno nel perimetro di quattro cantoni: un’età giovane e stretta, di preludio al fuoco; una città flegrea e meridionale; la materia di qualche libro sacro; gli anni di madrevita operaia di uno che nacque in borghesia. Il possedimento, minimo per un passante, è stato immenso per chi ci si è fermato. Esso rinchiude per attrazione un me narrato, più che un io narrante, qualche tu femminile scalzo e ben piantato per terra, un noi premessa di frantumi. I pronomi sono frutti che maturano in stagioni diverse. Qui vengono colti acerbi, prima che si carichino di succhi e di sé. Avvengono dei colpi fortunati, qualche salvataggio. Si sbatte a zonzo tra i limiti del campo come biglia di flipper. Resistere al suo piano inclinato è l’ordine del gioco, non finire in buca. L’ultima storia rammenta un’antica uscita di emergenza: in alto a sinistra.”
Erri De Luca

IN

Sopprimere, ovvero recidere ogni legame con l’altro per volontà personale e annientare il suo cuore attraverso l’indifferenza, l’abbandono, la fuga e quant’altro. È il tema che ossessiona da qualche tempo la scrittrice Suzuki Tamaki, al punto tale da farne l’oggetto del romanzo che ha in animo di scrivere, intitolato L’indecenza.
L’ossessione le è sorta il fatidico giorno in cui ha aperto le pagine de L’innocenza, un romanzo degli anni Cinquanta in cui il celebre autore, Midorikawa Mikio, narra con disarmante sincerità di X, la sua amante, e la ritrae come l’origine di tutti i mali della sua famiglia, colei che ha fatto sí che Chiyoko, sua moglie, si perdesse totalmente nei meandri bui della follia a causa della sua violenta gelosia.
Quando si imbatte in alcune vecchie immagini di Midorikawa in compagnia di una ragazza, Ishikawa Motoko, credendo di poter dare un nome alla misteriosa X de L’innocenza, Tamaki si ritrova al cospetto della donna, ormai sessantaquattrenne.
Pelle luminosa, guance rosee e neanche l’ombra di una ruga intorno agli occhi, Motoko ha un volto da eterna ragazza cosí bello e irreale da sembrare un essere venuto da un altro mondo. La sua confessione sgomenta Tamaki: Midorikawa l’ha sedotta che era appena una graziosa e incantevole fanciulla, ha piantato le tende in casa sua per ben sei anni esasperando il suo desiderio, poi quando lei è cresciuta l’ha abbandonata, imprigionandola per sempre nella sua verginità.
Ishikawa Motoko non può dunque essere X. La ricerca di Suzuki Tamaki sembra a un punto morto. Chi è quella donna senza volto e senza nome diventata famosa grazie a un romanzo, ma evanescente come un fantasma? E, soprattutto, chi è davvero Midorikawa Mikio? Un essere estremamente egocentrico che annienta il cuore degli altri? Un uomo crudele e spregevole che recide i suoi legami con studiata indifferenza? Abilissima come sempre nel tratteggiare la psicologia dei suoi personaggi, Natsuo Kirino consegna con In un romanzo impeccabile, di alto valore letterario, che ne conferma il ruolo di autrice di assoluto rilievo della letteratura giapponese contemporanea.
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### Sinossi
Sopprimere, ovvero recidere ogni legame con l’altro per volontà personale e annientare il suo cuore attraverso l’indifferenza, l’abbandono, la fuga e quant’altro. È il tema che ossessiona da qualche tempo la scrittrice Suzuki Tamaki, al punto tale da farne l’oggetto del romanzo che ha in animo di scrivere, intitolato L’indecenza.
L’ossessione le è sorta il fatidico giorno in cui ha aperto le pagine de L’innocenza, un romanzo degli anni Cinquanta in cui il celebre autore, Midorikawa Mikio, narra con disarmante sincerità di X, la sua amante, e la ritrae come l’origine di tutti i mali della sua famiglia, colei che ha fatto sí che Chiyoko, sua moglie, si perdesse totalmente nei meandri bui della follia a causa della sua violenta gelosia.
Quando si imbatte in alcune vecchie immagini di Midorikawa in compagnia di una ragazza, Ishikawa Motoko, credendo di poter dare un nome alla misteriosa X de L’innocenza, Tamaki si ritrova al cospetto della donna, ormai sessantaquattrenne.
Pelle luminosa, guance rosee e neanche l’ombra di una ruga intorno agli occhi, Motoko ha un volto da eterna ragazza cosí bello e irreale da sembrare un essere venuto da un altro mondo. La sua confessione sgomenta Tamaki: Midorikawa l’ha sedotta che era appena una graziosa e incantevole fanciulla, ha piantato le tende in casa sua per ben sei anni esasperando il suo desiderio, poi quando lei è cresciuta l’ha abbandonata, imprigionandola per sempre nella sua verginità.
Ishikawa Motoko non può dunque essere X. La ricerca di Suzuki Tamaki sembra a un punto morto. Chi è quella donna senza volto e senza nome diventata famosa grazie a un romanzo, ma evanescente come un fantasma? E, soprattutto, chi è davvero Midorikawa Mikio? Un essere estremamente egocentrico che annienta il cuore degli altri? Un uomo crudele e spregevole che recide i suoi legami con studiata indifferenza? Abilissima come sempre nel tratteggiare la psicologia dei suoi personaggi, Natsuo Kirino consegna con In un romanzo impeccabile, di alto valore letterario, che ne conferma il ruolo di autrice di assoluto rilievo della letteratura giapponese contemporanea.

Un imprevisto chiamato amore

Numero 1 in classifica in Italia Il nuovo emozionante bestseller dall’autrice di Ti prego lasciati odiare Jordan ha collezionato una serie di esperienze disastrose con gli uomini. Consapevole di avere una sola caratteristica positiva dalla sua parte, ovvero una bellezza appariscente e indiscutibile, è arrivata a New York intenzionata a darsi da fare per realizzare il suo geniale piano. Il primo vero progetto della sua vita, finora disorganizzata: sposare un medico di successo. Jordan ha studiato la questione in tutte le sue possibili sfaccettature e, preoccupata per le spese da sostenere per la madre malata, si è convinta di poter essere la perfetta terza moglie di un primario benestante piuttosto avanti con gli anni. Ma nel suo piano perfetto non era previsto di svenire, il primo giorno di lavoro nella caffetteria di fronte all’ospedale, ai piedi del dottor Rory Pittman. Ancora specializzando, per niente ricco, molto esigente e tutt’altro che adatto per raggiungere il suo obiettivo… Un’autrice da mezzo milione di copie Vincitrice del Premio Bancarella Numero 1 in classifica Jordan è arrivata a New York con l’obiettivo di sposare un medico benestante, poi ha incontrato un “imprevisto” di nome Rory sulla sua strada… ‘Anna Premoli è capace di tuffare il genere del rosa nazionale in suggestioni internazionali e ben piantate nello spirito del nostro tempo.’ la Repubblica ‘Anna Premoli è uno spot vivente del self-publishing: dal web al Premio Bancarella con il suo romanzo d’esordio.’ Vanity Fair ‘Il primo vero caso italiano di self-publishing fortunato.’ La Stampa Anna PremoliÈ nata nel 1980 in Croazia e vive a Milano, dove si è laureata alla Bocconi. Ha lavorato alla J.P. Morgan nell’Asset Management e per un lungo periodo in ambito Private Banking per una banca privata, prima di accettare una nuova sfida nel campo degli investimenti finanziari per una holding di partecipazioni. La scrittura è arrivata per caso, come “metodo antistress” durante la prima gravidanza. Ti prego lasciati odiare è stato il libro fenomeno del 2013: è stato per mesi ai primi posti nella classifica, i diritti cinematografici sono stati opzionati dalla Colorado Film e ha vinto il Premio Bancarella. I suoi romanzi sono tradotti in diversi Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato anche Come inciampare nel principe azzurro, Finché amore non ci separi, Tutti i difetti che amo di te, Un giorno perfetto per innamorarsi, L’amore non è mai una cosa semplice, È solo una storia d’amore, L’importanza di chiamarti amore e Un imprevisto chiamato amore.

(source: Bol.com)

L’impresa irresponsabile

Condizioni di lavoro, prezzi, trasporti e media, ambiente, tempo libero, alimentazione, forme di risparmio e rischi connessi, organizzazione della famiglia, la possibilità stessa di progettarsi un’esistenza. Piaccia o no dipendono tutte da decisioni che provengono, piú che dal governo della nazione, dal governo delle imprese. Tuttavia queste ultime non paiono tener sempre conto delle conseguenze sulle nostre vite delle loro attività.
Da tempo si insiste, su scala internazionale, affinché le imprese agiscano in modo socialmente piú responsabile su base volontaria. Ma teoria e pratica della ‘responsabilità sociale dell’impresa’ diverranno comuni soltanto quando un’apposita riforma del governo dell’impresa le inserirá tra i suoi principî costitutivi.
(source: Bol.com)

Gli impostori

Tre uomini in viaggio per Pechino. Suárez Salcedo è un giornalista, Gilbert Klauss un filologo, Chouchén Otálora un professore di letteratura. Tutti e tre sono degli impostori che dicono di essere ciò che non sono. Tutti e tre hanno lo stesso obiettivo, ciascuno all’insaputa degli altri: ritrovare lo statuto di una società segreta che sopravvive clandestinamente da quando i suoi leader furono decimati.

Implacabile

Tre è il numero perfetto. La loro vita, invece, non lo è stata. Pericolo, avventura, missioni speciali nei luoghi più difficili del pianeta, a volte senza ritorno. Eppure loro, i tre legionari, ce l’hanno fatta. Ora hanno fama, denaro, donne, una palestra in cui insegnano arti marziali. Ma l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. Toccherà proprio a Damiano Caporali, il più implacabile dei tre, rimettersi in gioco, proteggendo una donna che è tutto l’opposto di ciò che ha sempre voluto. Si troverà così ad affrontare la missione più difficile: accogliere di nuovo sentimenti messi a tacere per tanto, troppo tempo. “Implacabile” è il primo episodio della serie Legio Patria Nostra.

L’impeto dei Drenai. Il ciclo dei Drenai: 7

Soltanto gli Occhi di Alchazzar, gioielli magici in grado di curare qualsiasi tipo di malattia o ferita, possono salvare la vita a Klay, il guerriero gothir un tempo rivale di Druss e ora suo inseparabile amico. Le gemme, custodite da secoli nel santuario di Oshikai Flagello del Demone, che prende il nome dal leggendario guerriero venerato dai nadir, sono andate perdute, ma un’oscura profezia ha preconizzato il giorno del loro ritrovamento: l’alba in cui farà la sua venuta l’Unificatore, l’eroe messianico che libererà i nadir dal giogo dell’oppressione. Ma Druss e Talismano, il giovane che lo accompagna nell’impresa, addestrato all’arte della guerra dai gothir, non sono i soli sulle tracce degli Occhi di Alchazzar. Garen-Tsen, cinico consigliere del Re-Dio che governa Gothir, sa che impadronirsi delle gemme significherebbe avere nelle proprie mani un potere inimmaginabile, in grado di soggiogare popoli e imperi. Un intero esercito è pronto a dare battaglia. Riusciranno Druss e Talismano a tenere testa ai loro nemici e a compiere la più prodigiosa delle imprese? Il settimo capitolo di un’avventura entusiasmante.
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L’impero. La spada e l’onore

Il coraggio di un soldato romano, che lotta per Roma e per la vitaMarco Valerio Aquila, giovane pretoriano, è appena sbarcato in Britannia, scampato miracolosamente all’orrenda strage di tutta la famiglia perpetrata da Commodo.L’imperatore, accecato dal potere, ha emesso contro la sua stirpe una condanna a morte senza appello. Inseguito, braccato, costretto a nascondersi, grazie al favore di un misterioso legato romano, Marco Valerio è accolto sotto falso nome in una legione di stanza presso il Vallo di Adriano, al confine settentrionale della provincia. Qui, grazie al suo valore e alla sua onestà, si procura presto amici fidati fra i soldati della Cohors Tungrorum, la leggendaria coorte dei Tungri. E altrettanti nemici, che sembrano guidati dalla stessa mano che ha sterminato i suoi familiari. Il giovane “Due spade” – così lo hanno soprannominato – diventa centurione, ed è chiamato ogni giorno a dimostrare le sue capacità mentre affronta i compiti che il grado e l’onore del soldato romano gli impongono. Nell’infuriare della sanguinosa e impari battaglia contro i Britanni, il suo coraggio, il rispetto e il sostegno incondizionato degli uomini che comanda, uniti all’amore di una donna forte e determinata come lui, gli permetteranno di salvare molte vite. E di conquistare un prezioso trofeo: la certezza che la Roma dei padri, la città e l’ideale difesi nei secoli da eserciti ineguagliabili, non è stata ancora sopraffatta dalla pazzia dei suoi imperatori.Anthony Richesè laureato in Studi militari. Ha lavorato come project manager nel Regno Unito, in Europa, negli Stati Uniti, in Medio e in Estremo Oriente e ora vive con la famiglia nello Hertfordshire. Ha sempre coltivato la passione per la letteratura: ha tenuto nel cassetto il manoscritto di La spada e l’onore per dieci anni, rielaborando, riscrivendo e approfondendo il testo, fino alla versione che è stata pubblicata con successo in Inghilterra e ha scalato le classifiche in breve tempo. La serie di romanzi storici L’impero prosegue con altri episodi, tutti seguitissimi dal pubblico inglese.

(source: Bol.com)

Impero: viaggio nell’Impero di Roma seguendo una moneta

“Come si viveva nell’Impero romano? Che tipo di persone avremmo incontrato nelle sue città? Come sono riusciti i romani a creare un Impero così grande, unendo popolazioni e luoghi così diversi? Il libro che avete in mano è, idealmente, la prosecuzione di ‘Una giornata nell’antica Roma’. Lì si raccontava la vita quotidiana nella capitale attraverso lo scandire delle ventiquattro ore. Ora immaginate di alzarvi la mattina seguente e di partire per un viaggio attraverso tutto l’Impero. Per compiere questo viaggio basterà seguire un sesterzio. Soffermandoci sulle persone che via via entrano in possesso della moneta, scopriremo i loro volti, le loro sensazioni, il loro modo di vivere, le loro abitudini, le loro case. Il viaggio è ipotetico, ma del tutto verosimile. I personaggi che incontreremo sono realmente vissuti in quel periodo e in quei luoghi. I loro nomi sono veri e svolgevano effettivamente quel mestiere. Tutto è il frutto di un lavoro di ricerca su stele tombali, iscrizioni e testi antichi. Allo stesso modo, pressoché tutte le battute che sentirete pronunciare da tali personaggi sono ‘originali’: provengono infatti dalle opere di famosi autori latini come Marziale, Ovidio o Giovenale. E tappa dopo tappa, scoprendo il ‘dietro le quinte’ dell’Impero, ci accorgeremo di quanto il mondo dei romani, la prima grande globalizzazione della storia, fosse in fondo molto simile al nostro.” Alberto Angela
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L’Impero romano. 2

«L’Impero romano, lungi dall’essere la roccaforte della conservazione, è piuttosto l’immagine della disgregazione di un mondo, la storia della classicità che si disfa e muore: il fatto sociologico più rilevante nella storia della nostra cultura.» In quest’opera, Santo Mazzarino affronta i grandi temi della civiltà occidentale, dal saecolum Augustum alla fondazione degli Stati romano-barbarici nel V secolo d.C., in una sintesi che salda la storia dell’Impero alla storia della Chiesa cristiana. Il racconto della cultura romana, dell’economia, della religione e la storia politica e militare si intrecciano in questa organica e brillante narrazione dell’apogeo e della lunga crisi del mondo romano. Questo strardinario classico della storia è firmato dal più autorevole dei suoi studiosi.
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### Sinossi
«L’Impero romano, lungi dall’essere la roccaforte della conservazione, è piuttosto l’immagine della disgregazione di un mondo, la storia della classicità che si disfa e muore: il fatto sociologico più rilevante nella storia della nostra cultura.» In quest’opera, Santo Mazzarino affronta i grandi temi della civiltà occidentale, dal saecolum Augustum alla fondazione degli Stati romano-barbarici nel V secolo d.C., in una sintesi che salda la storia dell’Impero alla storia della Chiesa cristiana. Il racconto della cultura romana, dell’economia, della religione e la storia politica e militare si intrecciano in questa organica e brillante narrazione dell’apogeo e della lunga crisi del mondo romano. Questo strardinario classico della storia è firmato dal più autorevole dei suoi studiosi.

L’Impero romano. 1

«L’Impero romano, lungi dall’essere la roccaforte della conservazione, è piuttosto l’immagine della disgregazione di un mondo, la storia della classicità che si disfa e muore: il fatto sociologico più rilevante nella storia della nostra cultura.» In quest’opera, Santo Mazzarino affronta i grandi temi della civiltà occidentale, dal *saeculum Augustum alla fondazione degli Stati romano-barbarici nel V secolo d.C., in una sintesi che salda la storia dell’Impero alla storia della Chiesa cristiana. Il racconto della cultura romana, dell’economia, della religione e la storia politica e militare si intrecciano in questa organica e brillante narrazione dell’apogeo e della lunga crisi del mondo romano. Questo straordinario classico della storia antica è firmato dal più autorevole dei suoi studiosi.*
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### Sinossi
«L’Impero romano, lungi dall’essere la roccaforte della conservazione, è piuttosto l’immagine della disgregazione di un mondo, la storia della classicità che si disfa e muore: il fatto sociologico più rilevante nella storia della nostra cultura.» In quest’opera, Santo Mazzarino affronta i grandi temi della civiltà occidentale, dal *saeculum Augustum alla fondazione degli Stati romano-barbarici nel V secolo d.C., in una sintesi che salda la storia dell’Impero alla storia della Chiesa cristiana. Il racconto della cultura romana, dell’economia, della religione e la storia politica e militare si intrecciano in questa organica e brillante narrazione dell’apogeo e della lunga crisi del mondo romano. Questo straordinario classico della storia antica è firmato dal più autorevole dei suoi studiosi.*

L’impero romano: 1

“L’impero romano, lungi dall’essere la roccaforte della conservazione, è piuttosto l’immagine della disgregazione di un mondo, la storia della classicità che si disfa e muore: il fatto sociologico più rilevante nella storia della nostra cultura.” In quest’opera, Santo Mazzarino affronta i grandi temi della civiltà occidentale, dal saeculum Augustum alla fondazione degli stati romano-barbarici nel V secolo d.C, in una sintesi che salda la storia dell’Impero alla storia della Chiesa cristiana. Il racconto della cultura romana, dell’economia, della religione e la storia politica e militare si intrecciano in questa organica e brillante narrazione dell’apogeo e della lunga crisi del mondo romano.
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L’impero della camorra. Vita violenta del boss Paolo Di Lauro

Nella Napoli soggiogata dalla violenza di Raffaele Cutolo e dalle disgrazie del terremoto del 1980 nella regione in cui un discusso politico rapito dalle Brigate rosse viene liberato, mentre è ucciso il coraggioso capo della squadra mobile che sta indagando sul patto scellerato tra Stato e camorra, un giovane decide di diventare il capo incontrastato della Cupola. Comincia così la carriera criminale di Paolo Di Lauro, “Ciruzzo ‘o milionario”: il boss che, da un’anonima stradina del quartiere di Secondigliano, dichiara guerra ai clan più potenti della Campania. Venti anni dopo, lo Stato inserirà Di Lauro nell’elenco dei trenta latitanti più pericolosi di tutti i tempi, braccandolo in tre continenti. Ma intanto “Ciruzzo” vince le sue battaglie, disseminando di morti il suo cammino e accumulando, grazie alla droga, un patrimonio che non ha eguali nel mondo della criminalità organizzata: palazzi, casinò, supermercati, aziende di abbigliamento, boutique, complessi turistici e centri commerciali disseminati ovunque. Un impero di paura, di sangue e di denaro sporco su cui “il re della camorra” regna incontrastato. Una guerra senza esclusione di colpi che oppone la criminalità organizzata napoletana a un manipolo di poliziotti coraggiosi: un’ininterrotta scia di sangue e omertà.
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L’impero dei draghi

Anatolia, 260 d.C. L’assedio dei Persiani ha stremato la resistenza della città romana di Edessa, l’imperatore Valeriano è stato catturato insieme al capo della sua guardia personale, Marco Metello Aquila, eroe dell’impero e leggenda vivente, e ad altri dieci dei suoi uomini più valorosi. Marciranno ai lavori forzati, in una miniera da cui nessuno è mai riuscito a evadere. Ma c’è chi conosce quei cunicoli bui: Metello e i suoi fuggono e trovano rifugio in un’oasi dove è atteso un misterioso personaggio braccato dai Persiani. I Romani ne diventano la milizia privata con il compito di scortarlo nel mitico regno della seta, la Cina. Ha inizio così un’epopea straordinaria attraverso le foreste dell’India, le montagne dell’Himalaya, i deserti dell’Asia centrale: un viaggio favoloso al termine del quale Marco Metello scoprirà di non essere il primo Romano ad aver raggiunto quel mondo remoto¿
(source: Bol.com)

Impero

Impero disegna una nuova geografia del potere: dal sistema di produzione fordista, meccanico e serializzato, a un’economia biopolitica, che lavora e manipola la vita sociale nei suoi meccanismi d’interazione, comunicazione e affettività; dalla centralità degli statinazione a una forma di sovranità globale, senza centro né confini, che giustifica ogni suo intervento consacrandolo in nome di una pace perpetua e universale. E contro questa forma di dominio sempre più assoluta si muovono poteri alternativi, forze di resistenza, la “moltitudine”, eco postmoderna dell’antagonismo tipico della modernità: il popolo.
(source: Bol.com)