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Io sono il Libanese

Roma, 1976. Un anno prima che tutto accada. Il Libanese freme. Il Libanese ha tre amici, Dandi, il Bufalo, Scrocchiazeppi. Passa con loro da un colpetto all’altro, tiene le armi delle altre bande. Il Terribile, che aspira a diventare il capo dei capi, tratta lui e gli altri pischelli come miserabili. Ma il Libanese non è uno dei tanti. Il Libanese ha un sogno. Un sogno ancora troppo grande per lui. Poi, una sera, il Libanese incontra Giada. Lei è bella, ricca, inquieta. Lei vuole cambiare le cose. Lei vuole fare la rivoluzione. Giada appartiene a un altro mondo. Il Libanese ne è stregato. E nello stesso tempo comincia a intuire che proprio da quel mondo potrà venire l’idea che gli permetterà di rendere il suo sogno una realtà. È grazie a lei, inconsapevole guida, che il Libanese penetra nel mondo dei ricchi, prima come pusher di un grande artista schiavo dell’eroina, e poi organizzando, con i suoi compari, un primo sequestro di persona (preludio di quello che segnerà, appena pochi mesi dopo, la nascita della Banda): il sequestro di un ricchissimo palazzinaro, padre di Sandro, l’amico del cuore di Giada…

Roma, 1976. Un anno prima che tutto accada. Il Libanese freme. Il Libanese ha tre amici, Dandi, il Bufalo, Scrocchiazeppi. Passa con loro da un colpetto all’altro, tiene le armi delle altre bande. Il Terribile, che aspira a diventare il capo dei capi, tratta lui e gli altri pischelli come miserabili. Ma il Libanese non è uno dei tanti. Il Libanese ha un sogno. Un sogno ancora troppo grande per lui. Poi, una sera, il Libanese incontra Giada. Lei è bella, ricca, inquieta. Lei vuole cambiare le cose. Lei vuole fare la rivoluzione. Giada appartiene a un altro mondo. Il Libanese ne è stregato. E nello stesso tempo comincia a intuire che proprio da quel mondo potrà venire l’idea che gli permetterà di rendere il suo sogno una realtà. È grazie a lei, inconsapevole guida, che il Libanese penetra nel mondo dei ricchi, prima come pusher di un grande artista schiavo dell’eroina, e poi organizzando, con i suoi compari, un primo sequestro di persona (preludio di quello che segnerà, appena pochi mesi dopo, la nascita della Banda): il sequestro di un ricchissimo palazzinaro, padre di Sandro, l’amico del cuore di Giada…

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Io sono Dio

Non c’è morbosità apparente dietro le azioni del serial killer che tiene in scacco la città di New York. Non sceglie le vittime seguendo complicati percorsi mentali. Non le guarda negli occhi a una a una mentre muoiono, anche perché non avrebbe abbastanza occhi per farlo. Una giovane detective che nasconde i propri drammi personali dietro a una solida immagine e un fotoreporter con un passato discutibile da farsi perdonare sono l’unica speranza di poter fermare uno psicopatico che nemmeno rivendica le proprie azioni. Un uomo che sta compiendo una vendetta terribile per un dolore che affonda le radici in una delle più grandi tragedie americane. Un uomo che dice di essere Dio.

Non c’è morbosità apparente dietro le azioni del serial killer che tiene in scacco la città di New York. Non sceglie le vittime seguendo complicati percorsi mentali. Non le guarda negli occhi a una a una mentre muoiono, anche perché non avrebbe abbastanza occhi per farlo. Una giovane detective che nasconde i propri drammi personali dietro a una solida immagine e un fotoreporter con un passato discutibile da farsi perdonare sono l’unica speranza di poter fermare uno psicopatico che nemmeno rivendica le proprie azioni. Un uomo che sta compiendo una vendetta terribile per un dolore che affonda le radici in una delle più grandi tragedie americane. Un uomo che dice di essere Dio.

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Io non sono un serial killer

John Wayne Cleaver è, per sua stessa ammissione, un ‘tipo strano’. A quindici anni, la sua occupazione preferita è aiutare la madre e la zia che gestiscono l’obitorio di una piccola cittadina a imbalsamare cadaveri ed è incapace di entrare in contatto emotivo con le persone. Ma soprattutto, a preoccuparlo è l’ossessiva attrazione che avverte nei confronti dei serial killer, delle loro storie, dei loro macabri rituali. È in grado di snocciolarne usi e strategie, e disporli in un’inquietante enciclopedia del male. Una passione che gli appare come il presagio di una volontà superiore che lo inchioda al medesimo destino. Del resto, presenta strani sintomi: incontinenza notturna, piromania, impulso alla violenza sugli animali. E ancora: può essere solo un caso il fatto che i nomi di ben due serial killer del passato rimandino al suo nome di battesimo? John Wayne s’impone perciò alcune severe regole di comportamento per allontanare l’incubo che lo minaccia, mentre il dottor Neblin, lo psicologo da cui va una volta a settimana e che gli rivela la sua sociopatia, lo aiuta a scavare in se stesso. Ma tutto si complica via via che alcuni corpi vengono ritrovati orribilmente mutilati per le strade della città. Stavolta l’ossessione del ragazzo diventa realtà appena fuori di casa e il suo demone interiore è costretto a uscire allo scoperto, sulle tracce di quel mostro che, là fuori, sta lanciando una sfida che non è più possibile respingere. L’esordio di Dan Wells è una storia ironica e graffiante, in bilico tra Dexter e Tarantino, che con grottesca lucidità affonda le mani nella grigia materia dell’incubo.
(source: Bol.com)

John Wayne Cleaver è, per sua stessa ammissione, un ‘tipo strano’. A quindici anni, la sua occupazione preferita è aiutare la madre e la zia che gestiscono l’obitorio di una piccola cittadina a imbalsamare cadaveri ed è incapace di entrare in contatto emotivo con le persone. Ma soprattutto, a preoccuparlo è l’ossessiva attrazione che avverte nei confronti dei serial killer, delle loro storie, dei loro macabri rituali. È in grado di snocciolarne usi e strategie, e disporli in un’inquietante enciclopedia del male. Una passione che gli appare come il presagio di una volontà superiore che lo inchioda al medesimo destino. Del resto, presenta strani sintomi: incontinenza notturna, piromania, impulso alla violenza sugli animali. E ancora: può essere solo un caso il fatto che i nomi di ben due serial killer del passato rimandino al suo nome di battesimo? John Wayne s’impone perciò alcune severe regole di comportamento per allontanare l’incubo che lo minaccia, mentre il dottor Neblin, lo psicologo da cui va una volta a settimana e che gli rivela la sua sociopatia, lo aiuta a scavare in se stesso. Ma tutto si complica via via che alcuni corpi vengono ritrovati orribilmente mutilati per le strade della città. Stavolta l’ossessione del ragazzo diventa realtà appena fuori di casa e il suo demone interiore è costretto a uscire allo scoperto, sulle tracce di quel mostro che, là fuori, sta lanciando una sfida che non è più possibile respingere. L’esordio di Dan Wells è una storia ironica e graffiante, in bilico tra Dexter e Tarantino, che con grottesca lucidità affonda le mani nella grigia materia dell’incubo.
(source: Bol.com)

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Io non sono Mara Dyer

Mara Dyer sa di avere commesso un omicidio. Jude voleva farle del male, e lei si è difesa, grazie al terribile potere che le permette di uccidere con la forza del pensiero. Ma ora Jude è tornato, e nessuno le crede mentre giura di averlo visto con i propri occhi. Quel ragazzo dovrebbe essere morto, e Mara rischia di finire i suoi giorni nell’ospedale psichiatrico in cui è tenuta sotto osservazione. L’unica possibilità di salvezza è assecondare i medici e fingere di avere avuto un’allucinazione. Così la sera è libera di vedere Noah, l’unico che ancora crede in lei, l’unico capace di sfidare i suoi demoni e risvegliare i suoi sensi. Ma i fatti inquietanti si moltiplicano e Mara rischia di impazzire sul serio: qualcuno entra in camera sua la notte per fotografarla nel sonno e riporta alla luce una bambola appartenuta alla nonna. Mara le dà fuoco, ma tra le sue ceneri trova un ciondolo identico a quello che Noah porta al collo… Un paranormal thriller ad altissima tensione, nella tradizione di Christopher Pike e Stephen King. Del primo volume Chi è Mara Dyer Cassandra Clare ha detto: «Ti inseguirà come un sogno. Ti trascinerà senza via di scampo.»

Mara Dyer sa di avere commesso un omicidio. Jude voleva farle del male, e lei si è difesa, grazie al terribile potere che le permette di uccidere con la forza del pensiero. Ma ora Jude è tornato, e nessuno le crede mentre giura di averlo visto con i propri occhi. Quel ragazzo dovrebbe essere morto, e Mara rischia di finire i suoi giorni nell’ospedale psichiatrico in cui è tenuta sotto osservazione. L’unica possibilità di salvezza è assecondare i medici e fingere di avere avuto un’allucinazione. Così la sera è libera di vedere Noah, l’unico che ancora crede in lei, l’unico capace di sfidare i suoi demoni e risvegliare i suoi sensi. Ma i fatti inquietanti si moltiplicano e Mara rischia di impazzire sul serio: qualcuno entra in camera sua la notte per fotografarla nel sonno e riporta alla luce una bambola appartenuta alla nonna. Mara le dà fuoco, ma tra le sue ceneri trova un ciondolo identico a quello che Noah porta al collo… Un paranormal thriller ad altissima tensione, nella tradizione di Christopher Pike e Stephen King. Del primo volume Chi è Mara Dyer Cassandra Clare ha detto: «Ti inseguirà come un sogno. Ti trascinerà senza via di scampo.»

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Io e te

Barricato in cantina per trascorrere di nascosto da tutti la sua settimana bianca, Lorenzo, un quattordicenne introverso e un po’ nevrotico, si prepara a vivere il suo sogno solipsistico di felicità: niente conflitti, niente fastidiosi compagni di scuola, niente commedie e finzioni. Il mondo con le sue regole incomprensibili fuori della porta e lui stravaccato su un divano, circondato di Coca-Cola, scatolette di tonno e romanzi horror. Sarà Olivia, che piomba all’improvviso nel bunker con la sua ruvida e cagionevole vitalità, a far varcare a Lorenzo la linea d’ombra, a fargli gettare la maschera di adolescente difficile e accettare il gioco caotico della vita là fuori. Con questo racconto di formazione Ammaniti aggiunge un nuovo, lancinante scorcio a quel paesaggio dell’adolescenza di cui è impareggiabile ritrattista. E ci dà con Olivia una figura femminile di fugace e struggente bellezza.

Barricato in cantina per trascorrere di nascosto da tutti la sua settimana bianca, Lorenzo, un quattordicenne introverso e un po’ nevrotico, si prepara a vivere il suo sogno solipsistico di felicità: niente conflitti, niente fastidiosi compagni di scuola, niente commedie e finzioni. Il mondo con le sue regole incomprensibili fuori della porta e lui stravaccato su un divano, circondato di Coca-Cola, scatolette di tonno e romanzi horror. Sarà Olivia, che piomba all’improvviso nel bunker con la sua ruvida e cagionevole vitalità, a far varcare a Lorenzo la linea d’ombra, a fargli gettare la maschera di adolescente difficile e accettare il gioco caotico della vita là fuori. Con questo racconto di formazione Ammaniti aggiunge un nuovo, lancinante scorcio a quel paesaggio dell’adolescenza di cui è impareggiabile ritrattista. E ci dà con Olivia una figura femminile di fugace e struggente bellezza.

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Io e Kostas Charitos

“Non sarei mai arrivato al romanzo se non mi si fosse presentato dinnanzi il commissario Kostas Charitos. Quale che sia il mio successo come romanziere, lo devo innanzi tutto a lui. Ci sono personaggi che ti balzano davanti all’improvviso quando non ne avevi neanche mai sospettato l’esistenza. Mi è sbucato davanti nell’autunno del 1993. Era il terzo anno della serie televisiva Anatomia di un delitto, di cui, svogliatamente, scrivevo la sceneggiatura, braccato dalle scadenze. All’improvviso, si è materializzata nel mio studio una famiglia formata da tre persone: padre, madre e figlio. Una tipica famiglia greca, di quelle che si possono incontrare in qualunque quartiere piccoloborghese di Atene. Il mio primo pensiero è stato quello di mandarli tutti al diavolo e buonanotte. Ecco come è andato il mio primo contatto con Charitos. Entravo nello studio e lo trovavo lì, pronto a martellarmi il cervello. In capo a un mese la sua presenza si era trasformata in una tortura quotidiana. Non riuscivo a concentrarmi, e ogni sforzo per farlo sloggiare – con le buone o con le cattive – falliva miseramente. Una mattina, ebbi un’illuminazione: per tormentarmi così, questo tale non poteva che essere un dentista o uno sbirro. Fu la prima volta che pensai che Charitos potesse essere un poliziotto.” Petros Markaris

“Non sarei mai arrivato al romanzo se non mi si fosse presentato dinnanzi il commissario Kostas Charitos. Quale che sia il mio successo come romanziere, lo devo innanzi tutto a lui. Ci sono personaggi che ti balzano davanti all’improvviso quando non ne avevi neanche mai sospettato l’esistenza. Mi è sbucato davanti nell’autunno del 1993. Era il terzo anno della serie televisiva Anatomia di un delitto, di cui, svogliatamente, scrivevo la sceneggiatura, braccato dalle scadenze. All’improvviso, si è materializzata nel mio studio una famiglia formata da tre persone: padre, madre e figlio. Una tipica famiglia greca, di quelle che si possono incontrare in qualunque quartiere piccoloborghese di Atene. Il mio primo pensiero è stato quello di mandarli tutti al diavolo e buonanotte. Ecco come è andato il mio primo contatto con Charitos. Entravo nello studio e lo trovavo lì, pronto a martellarmi il cervello. In capo a un mese la sua presenza si era trasformata in una tortura quotidiana. Non riuscivo a concentrarmi, e ogni sforzo per farlo sloggiare – con le buone o con le cattive – falliva miseramente. Una mattina, ebbi un’illuminazione: per tormentarmi così, questo tale non poteva che essere un dentista o uno sbirro. Fu la prima volta che pensai che Charitos potesse essere un poliziotto.” Petros Markaris

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Io credo nell’amore

«Io credo negli spiriti», disse Felicidad.«Io nell’amore», rispose Aníbal.È il 1950 e Felicidad Hidalgo trascorre le sue giornate nella panetteria della zia, avvolta dalla fragranza del pane appena sfornato e dalla soffice nuvola bianca della farina. Dolce e remissiva, la ragazza ha però un carattere forte, temprato dalle difficoltà di un’infanzia trascorsa tra le montagne di Portorico. A soli dieci anni, infatti, è stata strappata alla sua poverissima e numerosa famiglia d’origine e affidata alla zia, una donna fredda e scontrosa che la tratta quasi come una serva. Ma proprio quando Felicidad si è rassegnata a una vita infelice e senza affetti, Aníbal Acevedo, un affascinante rubacuori, oltrepassa la soglia della panetteria. Riuscirà a conquistare Felicidad, a vincere le sue resistenze e a portarla con sé in America? Io credo nell’amore è una storia intensa e romantica che vi farà innamorare di una terra lontana e seducente, dalle atmosfere indimenticabili e dallo spirito ribelle. Travolgente, romantica e sensuale: una storia d’amore, speranza e passione. E del coraggio di chi abita lontano dalla propria terra.Un romanzo che vi farà innamorare«Io credo nell’amore è più di una bella storia romantica, è un romanzo sui rapporti di classe e la discriminazione razziale. Il messaggio è potente, la scrittura magistrale. Per i lettori che amano le storie vere, la cultura latina, i diritti umani e civili, ma anche per tutti quelli che vogliono solo leggere un buon libro, un libro davvero eccezionale.»Midwest Book Review«Una storia intrigante e sensuale, la cui forza è accompagnata da descrizioni vivide e personaggi perfetti.»The Journal Network Marisel Veraè cresciuta a Chicago. La sua famiglia è d’origine portoricana. Oggi vive in Illinois con il marito e i figli. Ha vinto per due volte il premio Willow Review Literary Magazine.

«Io credo negli spiriti», disse Felicidad.«Io nell’amore», rispose Aníbal.È il 1950 e Felicidad Hidalgo trascorre le sue giornate nella panetteria della zia, avvolta dalla fragranza del pane appena sfornato e dalla soffice nuvola bianca della farina. Dolce e remissiva, la ragazza ha però un carattere forte, temprato dalle difficoltà di un’infanzia trascorsa tra le montagne di Portorico. A soli dieci anni, infatti, è stata strappata alla sua poverissima e numerosa famiglia d’origine e affidata alla zia, una donna fredda e scontrosa che la tratta quasi come una serva. Ma proprio quando Felicidad si è rassegnata a una vita infelice e senza affetti, Aníbal Acevedo, un affascinante rubacuori, oltrepassa la soglia della panetteria. Riuscirà a conquistare Felicidad, a vincere le sue resistenze e a portarla con sé in America? Io credo nell’amore è una storia intensa e romantica che vi farà innamorare di una terra lontana e seducente, dalle atmosfere indimenticabili e dallo spirito ribelle. Travolgente, romantica e sensuale: una storia d’amore, speranza e passione. E del coraggio di chi abita lontano dalla propria terra.Un romanzo che vi farà innamorare«Io credo nell’amore è più di una bella storia romantica, è un romanzo sui rapporti di classe e la discriminazione razziale. Il messaggio è potente, la scrittura magistrale. Per i lettori che amano le storie vere, la cultura latina, i diritti umani e civili, ma anche per tutti quelli che vogliono solo leggere un buon libro, un libro davvero eccezionale.»Midwest Book Review«Una storia intrigante e sensuale, la cui forza è accompagnata da descrizioni vivide e personaggi perfetti.»The Journal Network Marisel Veraè cresciuta a Chicago. La sua famiglia è d’origine portoricana. Oggi vive in Illinois con il marito e i figli. Ha vinto per due volte il premio Willow Review Literary Magazine.

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Io che amo solo te

Ninella ha cinquant’anni e un grande amore, don Mimì, con cui non si è potuta sposare. Ma il destino le fa un regalo inaspettato: sua figlia si fidanza proprio con il figlio dell’uomo che ha sempre sognato, e i due ragazzi decidono di convolare a nozze. Il matrimonio di Chiara e Damiano si trasforma così in un vero e proprio evento per Polignano a Mare, paese bianco e arroccato in uno degli angoli più magici della Puglia. Gli occhi dei 287 invitati non saranno però puntati sugli sposi, ma sui loro genitori. Ninella è la sarta più bella del paese, e da quando è rimasta vedova sta sempre in casa a cucire, cucinare e guardare il mare. In realtà è un vulcano solo temporaneamente spento. Don Mimì, dietro i baffi e i silenzi, nasconde l’inquieto desiderio di riavere quella donna solo per sé. A sorvegliare la situazione c’è sua moglie, la futura suocera di Chiara, che a Polignano chiamano la “First Lady”. È lei a controllare e a gestire una festa di matrimonio preparata da mesi e che tutti vogliono indimenticabile: dal bouquet “semicascante” della sposa al gran buffet di antipasti, dall’assegnazione dei posti alle bomboniere – passando per l’Ave Maria -, nulla è lasciato al caso. Ma è un attimo e la situazione può precipitare nel caos, grazie a un susseguirsi di colpi di scena e a una serie di personaggi esilaranti: una diciassettenne che deve perdere cinque chili e la verginità; un testimone gay che si presenta con una finta fidanzata; una zia che da quando si è trasferita in Veneto dice “voi meridionali” e un truccatore che obbliga la sposa a non commuoversi per non rovinare il make-up. Io che amo solo te è un romanzo sulle gioie segrete, sull’arte di attendere e sulle paure dell’ultimo minuto. Tra ironia e commozione, quello di Luca Bianchini è un avventuroso viaggio sull’amore, che arriva – o ritorna – quando meno te lo aspetti, ti rimette in gioco e ti porta dove decide lui. Come il maestrale, che accompagna i tre giorni di questa storia, sullo sfondo di una Puglia dove regnano ancora antichi valori e tanta bellezza.

Ninella ha cinquant’anni e un grande amore, don Mimì, con cui non si è potuta sposare. Ma il destino le fa un regalo inaspettato: sua figlia si fidanza proprio con il figlio dell’uomo che ha sempre sognato, e i due ragazzi decidono di convolare a nozze. Il matrimonio di Chiara e Damiano si trasforma così in un vero e proprio evento per Polignano a Mare, paese bianco e arroccato in uno degli angoli più magici della Puglia. Gli occhi dei 287 invitati non saranno però puntati sugli sposi, ma sui loro genitori. Ninella è la sarta più bella del paese, e da quando è rimasta vedova sta sempre in casa a cucire, cucinare e guardare il mare. In realtà è un vulcano solo temporaneamente spento. Don Mimì, dietro i baffi e i silenzi, nasconde l’inquieto desiderio di riavere quella donna solo per sé. A sorvegliare la situazione c’è sua moglie, la futura suocera di Chiara, che a Polignano chiamano la “First Lady”. È lei a controllare e a gestire una festa di matrimonio preparata da mesi e che tutti vogliono indimenticabile: dal bouquet “semicascante” della sposa al gran buffet di antipasti, dall’assegnazione dei posti alle bomboniere – passando per l’Ave Maria -, nulla è lasciato al caso. Ma è un attimo e la situazione può precipitare nel caos, grazie a un susseguirsi di colpi di scena e a una serie di personaggi esilaranti: una diciassettenne che deve perdere cinque chili e la verginità; un testimone gay che si presenta con una finta fidanzata; una zia che da quando si è trasferita in Veneto dice “voi meridionali” e un truccatore che obbliga la sposa a non commuoversi per non rovinare il make-up. Io che amo solo te è un romanzo sulle gioie segrete, sull’arte di attendere e sulle paure dell’ultimo minuto. Tra ironia e commozione, quello di Luca Bianchini è un avventuroso viaggio sull’amore, che arriva – o ritorna – quando meno te lo aspetti, ti rimette in gioco e ti porta dove decide lui. Come il maestrale, che accompagna i tre giorni di questa storia, sullo sfondo di una Puglia dove regnano ancora antichi valori e tanta bellezza.

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Io canto il corpo elettrico! Racconti

Tom e i suoi fratelli avevano perso la madre da piccoli, ma potevano vantare l’esperienza unica di aver assistito alla nascita della propria nonna. Una nonna fuori del comune, nata dalla mente di un calcolatore e programmata per educare i nipoti e parlare correntemente 12 lingue. In questo e negli altri racconti inclusi in questa antologia, Bradbury cerca di far coesistere realtà lontanissime, gli incubi visionari indotti dalla società tecnologica e le memorie di una provincia americana immobile e assopita: robot con pezzi intercambiabili chiamati a risolvere i problemi più pressanti dell’americano medio, macchine del tempo, neonati a forma di piramide e motel che ospitano strani inquilini.

Tom e i suoi fratelli avevano perso la madre da piccoli, ma potevano vantare l’esperienza unica di aver assistito alla nascita della propria nonna. Una nonna fuori del comune, nata dalla mente di un calcolatore e programmata per educare i nipoti e parlare correntemente 12 lingue. In questo e negli altri racconti inclusi in questa antologia, Bradbury cerca di far coesistere realtà lontanissime, gli incubi visionari indotti dalla società tecnologica e le memorie di una provincia americana immobile e assopita: robot con pezzi intercambiabili chiamati a risolvere i problemi più pressanti dell’americano medio, macchine del tempo, neonati a forma di piramide e motel che ospitano strani inquilini.

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Io Amo Te, Tu Ami Gli One Direction: La Vita Di Viola

Viola ha tredici anni e un solo desiderio: andare al concerto degli One Direction!
Perché i suoi genitori non la capiscono?!
Lei è pronta a fare qualsiasi cosa. Anche qualcosa di stupido, molto stupido.
Del resto Viola può contare su Arianna, la sua migliore amica, e su quell’imbranato di Domenico, sempre che la sua fidanzatina gli dia il permesso…
Quello che Viola non può sapere è che le Federtina (Federica e Martina) hanno altri crudeli programmi; e quel tipo, quel ragazzo fichissimo che l’ha soccorsa davanti alla biglietteria, in realtà è…

Viola ha tredici anni e un solo desiderio: andare al concerto degli One Direction!
Perché i suoi genitori non la capiscono?!
Lei è pronta a fare qualsiasi cosa. Anche qualcosa di stupido, molto stupido.
Del resto Viola può contare su Arianna, la sua migliore amica, e su quell’imbranato di Domenico, sempre che la sua fidanzatina gli dia il permesso…
Quello che Viola non può sapere è che le Federtina (Federica e Martina) hanno altri crudeli programmi; e quel tipo, quel ragazzo fichissimo che l’ha soccorsa davanti alla biglietteria, in realtà è…

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L’invisibile intruso

I giovani moderni hanno dei gusti alquanto particolari, e specie quando si trovano in compagnia preferiscono dedicarsi a dei divertimenti inusitati. Tuttavia non è da tutti passare il tempo dando la caccia agli spettri: un genere di sport che può essere definito, come minimo, sepolcrale. Gli amici di Nancy Drew non hanno pregiudizi, e decidono di conseguenza di dedicarsi alla caccia dei fantasmi, quali che siano e dovunque si trovino. La giovane detective parte con loro, sicura di godere di un po’ di meritato riposo, anche se lo scopo della vacanza è inconsueto. Ma le speranze di un piacevole viaggio in compagnia andranno ben presto deluse, quando risulterà che i fantasmi in questione hanno ben poco di soprannaturale, e che oltre alle classiche apparizioni si dedicano volentieri ai furti e alle rapine in grande stile. Nancy Drew avrà a che fare con spettri che di etereo hanno solo l’abilità straordinaria con cui sfuggono alle ricerche della polizia.

I giovani moderni hanno dei gusti alquanto particolari, e specie quando si trovano in compagnia preferiscono dedicarsi a dei divertimenti inusitati. Tuttavia non è da tutti passare il tempo dando la caccia agli spettri: un genere di sport che può essere definito, come minimo, sepolcrale. Gli amici di Nancy Drew non hanno pregiudizi, e decidono di conseguenza di dedicarsi alla caccia dei fantasmi, quali che siano e dovunque si trovino. La giovane detective parte con loro, sicura di godere di un po’ di meritato riposo, anche se lo scopo della vacanza è inconsueto. Ma le speranze di un piacevole viaggio in compagnia andranno ben presto deluse, quando risulterà che i fantasmi in questione hanno ben poco di soprannaturale, e che oltre alle classiche apparizioni si dedicano volentieri ai furti e alle rapine in grande stile. Nancy Drew avrà a che fare con spettri che di etereo hanno solo l’abilità straordinaria con cui sfuggono alle ricerche della polizia.

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Invisibile

Un sommergibile della Marina inglese, scompare durante un’esercitazione nelle acque dell’Atlantico. Il sommergibile è in realtà caduto preda di Ben Adnam, pericoloso terrorista, passato dalla parte di Saddam Hussein. Quale sarà il fine ultimo di Adnam?
«La sera, punteggiata di false speranze e di falsi allarmi, trascorse senza notizie concrete. A mezzanotte, sei ore dopo la mancata comunicazione dell’Unseen, il capitano Moss trasmise il fatidico messaggio: SUBMISS, sottomarino disperso. Ormai era in corso una ricerca coordinata internazionale che sarebbe proseguita fino al ritrovamento del battello scomparso. Per la Royal Navy, i sottomarini non possono ‘sparire’: continuano a risultare dispersi, perche sono affondati o esplosi o addirittura sono stati fatti saltare, però il sottomarino o il suo relitto devono essere da qualche parte. Ma dove? Dove diavolo era l’Unseen?»

Un sommergibile della Marina inglese, scompare durante un’esercitazione nelle acque dell’Atlantico. Il sommergibile è in realtà caduto preda di Ben Adnam, pericoloso terrorista, passato dalla parte di Saddam Hussein. Quale sarà il fine ultimo di Adnam?
«La sera, punteggiata di false speranze e di falsi allarmi, trascorse senza notizie concrete. A mezzanotte, sei ore dopo la mancata comunicazione dell’Unseen, il capitano Moss trasmise il fatidico messaggio: SUBMISS, sottomarino disperso. Ormai era in corso una ricerca coordinata internazionale che sarebbe proseguita fino al ritrovamento del battello scomparso. Per la Royal Navy, i sottomarini non possono ‘sparire’: continuano a risultare dispersi, perche sono affondati o esplosi o addirittura sono stati fatti saltare, però il sottomarino o il suo relitto devono essere da qualche parte. Ma dove? Dove diavolo era l’Unseen?»

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L’invincibile

Nella lontana costellazione della Lyra, ai margini della Galassia, si trova un piccolo pianeta disabitato, Regis III. Una zona tranquilla; fino a quando da quelle parti non avviene un fatto inaspettato: l’incrociatore interplanetario Condor scompare senza lasciare tracce. Alla sua ricerca viene mandata la nave gemella Invincibile, con il difficile compito di svelare il mistero e annientare, con le sue armi capaci di distruggere un intero mondo, ogni eventuale nemico. Ma Regis III è un pianeta desolato, morto ormai da milioni di anni: è davvero possibile che sia il rifugio di un temibile nemico?

Nella lontana costellazione della Lyra, ai margini della Galassia, si trova un piccolo pianeta disabitato, Regis III. Una zona tranquilla; fino a quando da quelle parti non avviene un fatto inaspettato: l’incrociatore interplanetario Condor scompare senza lasciare tracce. Alla sua ricerca viene mandata la nave gemella Invincibile, con il difficile compito di svelare il mistero e annientare, con le sue armi capaci di distruggere un intero mondo, ogni eventuale nemico. Ma Regis III è un pianeta desolato, morto ormai da milioni di anni: è davvero possibile che sia il rifugio di un temibile nemico?

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L’inverno si era sbagliato

Inghilterra, 1915. Come ogni mattina, Julia compie i rituali dell’attesa: lucida la casa alla perfezione, indossa l’abito più elegante che possiede e si acconcia i capelli, accorda il violoncello e poi si siede alla finestra. E aspetta. Aspetta che la promessa venga mantenuta, che suo marito Peter torni dal fronte. Anche Nadine aspetta, ripensando come ogni giorno a quell’amore tenero e spensierato sbocciato a Londra, sotto la neve d’inverno. Quello che nutre per Riley è un amore impossibile, contrastato aspramente dai genitori di Nadine. Ed è proprio per conquistarli che Riley è partito per il fronte, per quella guerra lampo che, dicevano tutti, sarebbe durata soltanto un inverno. Ma l’inverno si era sbagliato. Rose non ha tempo di aspettare. Infermiera in prima linea nel conflitto, ha visto troppi uomini feriti nel corpo quanto nell’anima aspettare soltanto una cosa, la morte. E c’è un filo sottile, fragile e capriccioso, fatto di messaggi dalla trincea, che Rose ha visto troppe volte spezzarsi. Julia, Nadine e Rose sanno che quella maledetta guerra è una lunga attesa, ma unite dalla medesima determinazione e dall’imprevedibilità del destino scopriranno che quest’attesa può essere interrotta solo in un modo: con il coraggio dei loro cuori. Un romanzo unico e potente. Acclamato e venduto in tutto il mondo, è già un fenomeno editoriale in Inghilterra, dove sta scalando le classifiche e riempiendo le pagine dei giornali. L’inverno si era sbagliato racconta una storia di coraggio e di resistenza, di perdita e di amore disperato, che esplora la determinazione e la forza di tre donne unite da un destino inesorabile.
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### Sinossi
Inghilterra, 1915. Come ogni mattina, Julia compie i rituali dell’attesa: lucida la casa alla perfezione, indossa l’abito più elegante che possiede e si acconcia i capelli, accorda il violoncello e poi si siede alla finestra. E aspetta. Aspetta che la promessa venga mantenuta, che suo marito Peter torni dal fronte. Anche Nadine aspetta, ripensando come ogni giorno a quell’amore tenero e spensierato sbocciato a Londra, sotto la neve d’inverno. Quello che nutre per Riley è un amore impossibile, contrastato aspramente dai genitori di Nadine. Ed è proprio per conquistarli che Riley è partito per il fronte, per quella guerra lampo che, dicevano tutti, sarebbe durata soltanto un inverno. Ma l’inverno si era sbagliato. Rose non ha tempo di aspettare. Infermiera in prima linea nel conflitto, ha visto troppi uomini feriti nel corpo quanto nell’anima aspettare soltanto una cosa, la morte. E c’è un filo sottile, fragile e capriccioso, fatto di messaggi dalla trincea, che Rose ha visto troppe volte spezzarsi. Julia, Nadine e Rose sanno che quella maledetta guerra è una lunga attesa, ma unite dalla medesima determinazione e dall’imprevedibilità del destino scopriranno che quest’attesa può essere interrotta solo in un modo: con il coraggio dei loro cuori. Un romanzo unico e potente. Acclamato e venduto in tutto il mondo, è già un fenomeno editoriale in Inghilterra, dove sta scalando le classifiche e riempiendo le pagine dei giornali. L’inverno si era sbagliato racconta una storia di coraggio e di resistenza, di perdita e di amore disperato, che esplora la determinazione e la forza di tre donne unite da un destino inesorabile.

Inghilterra, 1915. Come ogni mattina, Julia compie i rituali dell’attesa: lucida la casa alla perfezione, indossa l’abito più elegante che possiede e si acconcia i capelli, accorda il violoncello e poi si siede alla finestra. E aspetta. Aspetta che la promessa venga mantenuta, che suo marito Peter torni dal fronte. Anche Nadine aspetta, ripensando come ogni giorno a quell’amore tenero e spensierato sbocciato a Londra, sotto la neve d’inverno. Quello che nutre per Riley è un amore impossibile, contrastato aspramente dai genitori di Nadine. Ed è proprio per conquistarli che Riley è partito per il fronte, per quella guerra lampo che, dicevano tutti, sarebbe durata soltanto un inverno. Ma l’inverno si era sbagliato. Rose non ha tempo di aspettare. Infermiera in prima linea nel conflitto, ha visto troppi uomini feriti nel corpo quanto nell’anima aspettare soltanto una cosa, la morte. E c’è un filo sottile, fragile e capriccioso, fatto di messaggi dalla trincea, che Rose ha visto troppe volte spezzarsi. Julia, Nadine e Rose sanno che quella maledetta guerra è una lunga attesa, ma unite dalla medesima determinazione e dall’imprevedibilità del destino scopriranno che quest’attesa può essere interrotta solo in un modo: con il coraggio dei loro cuori. Un romanzo unico e potente. Acclamato e venduto in tutto il mondo, è già un fenomeno editoriale in Inghilterra, dove sta scalando le classifiche e riempiendo le pagine dei giornali. L’inverno si era sbagliato racconta una storia di coraggio e di resistenza, di perdita e di amore disperato, che esplora la determinazione e la forza di tre donne unite da un destino inesorabile.
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Inghilterra, 1915. Come ogni mattina, Julia compie i rituali dell’attesa: lucida la casa alla perfezione, indossa l’abito più elegante che possiede e si acconcia i capelli, accorda il violoncello e poi si siede alla finestra. E aspetta. Aspetta che la promessa venga mantenuta, che suo marito Peter torni dal fronte. Anche Nadine aspetta, ripensando come ogni giorno a quell’amore tenero e spensierato sbocciato a Londra, sotto la neve d’inverno. Quello che nutre per Riley è un amore impossibile, contrastato aspramente dai genitori di Nadine. Ed è proprio per conquistarli che Riley è partito per il fronte, per quella guerra lampo che, dicevano tutti, sarebbe durata soltanto un inverno. Ma l’inverno si era sbagliato. Rose non ha tempo di aspettare. Infermiera in prima linea nel conflitto, ha visto troppi uomini feriti nel corpo quanto nell’anima aspettare soltanto una cosa, la morte. E c’è un filo sottile, fragile e capriccioso, fatto di messaggi dalla trincea, che Rose ha visto troppe volte spezzarsi. Julia, Nadine e Rose sanno che quella maledetta guerra è una lunga attesa, ma unite dalla medesima determinazione e dall’imprevedibilità del destino scopriranno che quest’attesa può essere interrotta solo in un modo: con il coraggio dei loro cuori. Un romanzo unico e potente. Acclamato e venduto in tutto il mondo, è già un fenomeno editoriale in Inghilterra, dove sta scalando le classifiche e riempiendo le pagine dei giornali. L’inverno si era sbagliato racconta una storia di coraggio e di resistenza, di perdita e di amore disperato, che esplora la determinazione e la forza di tre donne unite da un destino inesorabile.

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