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Insieme, E Basta

Quattro solitudini, quattro destini diversi si incrociano e si intrecciano sotto il cielo frenetico di Parigi. Sono anime pure, esistenze ammaccate: Camille, angelica artista perduta; Philibert, generoso e goffo aristocratico; Franck, cuoco spavaldo ma dal cuore tenero, e sua nonna, la straordinaria Paulette, a cui gli anni e le dolorose esperienze non hanno tolto la capacità di leggere dentro gli altri. Per caso, per scelta o per fortuna, questi quattro piccoli eroi litigano, si consolano, si amano, vivono insieme. E basta. Con la sua penna lieve e il suo sguardo sensibile, Anna Gavalda racconta le incertezze, le sofferenze e le gioie quotidiane di un gruppo di personaggi indimenticabili che sembrano uscire dalle pagine del libro per tenderci la mano.
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Insieme per sempre

Una raccolta di romanzi brevi inediti nata da un’idea di Ed McBain. La collana si riferisce al fatto che si tratta di “deviazioni” dalle forme del romanzo lungo e del racconto, più comuni nel poliziesco e nel thriller. “Insieme per sempre”: Tal Simms ha pistola e distintivo, ma è un matematico: si occupa di statistica per la polizia, e i colleghi lo prendono in giro chiamandolo “Einstein”. Eppure, solo uno con la sua testa può accorgersi che la strana morte dei ricchi coniugi Benson non è un banale caso di patto suicida come tutti pensano. Quando poi nella zona viene ritrovata un’altra coppia in circostanze molto simili, Tal ha la certezza che qualcuno stia portando avanti un sofisticato piano omicida. E, per fermarlo, non basta la matematica: questa volta bisogna usare la pistola. “Il compromesso di Keller”: L’11 settembre 2001 Keller è lontano da New York per lavoro. Non un lavoro come gli altri. Perché Keller fa il sicario, da una costa all’altra degli States, con esiti sempre ineccepibili. La tragedia delle Twin Towers, però, lo colpisce profondamente, e per un po’ Keller depone le armi e si precipita ad aiutare i pompieri di Ground Zero. Ma quando i soldi finiscono e qualcuno gli offre un lavoretto chiedendogli di far fuori un riccastro che vive asserragliato in un complesso residenziale cinto da un muro alto quattro metri.
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Insieme a te

L’attesissimo capitolo finale della serie ”Crossfire”. Gideon Cross. Innamorarmi di lui è stata la cosa più semplice che mi sia mai capitata. È successo istantaneamente. Completamente. Irrevocabilmente. Sposarlo è stato un sogno. Rimanere con lui sarà la sfida della mia vita. L’amore è trasformazione. Il nostro è sia un rifugio che la più violenta delle tempeste. Due anime ferite legate insieme. Abbiamo condiviso i più profondi e inconfessabili segreti. Giden è lo specchio che riflette tutte le mie debolezze e tutta la bellezza che non riesco a vedere in me. Lui mi ha dato tutto. Ora devo essere io quella forte, devo dimostrare di essere per lui un sostegno come lui lo è stato per me. Insieme possiamo affrontare chi sta cercando di mettersi così crudelmente tra di noi. Anche se la battaglia più dura sarà quella che intraprenderemo per mantener fede alle nostre promesse. Giurarsi amore è stato solo l’inizio. Lottare per il nostro amore ci renderà liberi o ci dividerà per sempre.

(source: Bol.com)

Insidia

La visione di Kylaah sta per avverarsi. Uno dei kurann, nell’ombra, tesse malefiche trame per rovesciare il potere e ridisegnare i vertici dell’antica stirpe. Mentre i fili della sorte burattinaia si muovono fino a intrecciarsi, Cris ha un unico obiettivo: trovare e uccidere l’assassino del padre. Ma i suoi piani non possono prevedere una madre che ritorna dopo molti anni per sconvolgergli la vita; tanto meno prevedono Lory, la ragazza arrivata con lei da Edimburgo che farà vacillare ogni sua certezza. Per Cris la vendetta ora è lo scopo della vita, il resto solo un intralcio da eliminare. Neppure a Lory, giovane donna dalla sensualità dirompente, sarà concesso di distogliere un guerriero come lui dall’obiettivo primario. Impareranno presto che non c’è nulla di più incerto delle certezze. Quando l’amore è una variabile del destino, tutte le regole vanno riscritte per spezzare l’anello debole nelle infide catene dell’insidia.
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Inseguimento

Il trapestio dei passi sui ponti di Venezia, gli echi di una città che dissolve ogni ricordo, le ombre che si materializzano nelle calli: è questo lo sfondo del duello che contrappone due uomini precedentemente legati da un vincolo di parentela. Ed Coleman, pittore americano cinquantenne, e Ray Garrett, mercante d’arte ex genero di questi, si fronteggiano con la feroce intenzione di annullarsi a vicenda e di sfuggire alla realtà che li ha coinvolti in una sfida senza appello. A innescare la miccia di questo odio smisurato è il suicidio di Peggy Coleman motivato, a detta del padre, dalle distrazioni e dalle pressanti esigenze di Ray. E la perdita di quell’unico legame scatena in Ed un irrefrenabile desiderio di vendetta.

Inseguendo un’ombra

Non è, questo, un romanzo d’ambiente; di costume. Non è un romanzo storico. È una potente azione narrativa. Se nel gioco degli scacchi l’obiettivo finale è catturare il re, le modalità operative e di ricerca di questa opzione strategica forzano il silenzio e le tenebre della storia, per affrontare il mistero di un’«ombra», penetrare nelle tante maschere di un volto che si può pensare ma non conoscere, catturare la personalità artificiosa di un protagonista di eventi reali che con infame talento si evolve su se stesso e sotto più nomi si tramuta; e restituire, infine, alle necessità del racconto, il lato oscuro, la metà notturna e fosforica della civiltà dell’Umanesimo raggiante di cultura. Qui Camilleri gioca a scacchi con l’imponderabile. Le strade del suo personaggio si moltiplicano, si confondono, si scambiano l’una con l’altra. Partono dalla giudecca di Caltabellotta, in Sicilia, e lungo il Quattrocento si inoltrano nei labirinti delle capitali, delle corti piccole e grandi, degli studioli umanistici, delle Accademie e delle Università; nella geografia politica della penisola italica e delle remote contrade di là delle Alpi. Il lettore fa il possibile per recuperare il fiato. Una pagina tira l’altra, vorticosamente. Tra vari avvisi di pericolosità e d’orrore, il protagonista del romanzo sprigiona intelligenza perversa, crudeltà e spietatezza. È un ebreo convertito, poliglotta: esperto soprattutto in lingue orientali. Il mondo si arrende alla sua oratoria. E lui aizza alla persecuzione e all’aggressione degli ebrei, predatore dei correligionari di una volta. Si fa traduttore e maestro di letteratura cabbalistica. Mette a disposizione degli umanisti (e fra essi Giovanni Pico della Mirandola) la *kabbaláh* ebraica. Ha una sua maniera gelida di ricorrere al delitto. E se talvolta la sua temperatura è umana, è perché si riscalda alla fermentazione dei desideri quando si incontra con ragazzi sgarbati o consenzienti, armati sempre di bellezza. Il romanzo segue fino alla sparizione (e non si sa se chiamarla disfatta, morte, uscita di scena, o cos’altro) l’arco della vita del protagonista, che all’inizio è un adolescente chiamato Samuel ben Nissim Abul Farag; e poi una sciarada di nomi, un emblema tricefalo dell’infamia, un enigma espugnabile solo con gli strumenti di una letteratura disposta ad accettare come centro il proprio bordo di finzione, prossima a essere un «falso» d’arte che svela le «falsità» del reale: «un falso, in quanto mistificazione d’una mistificazione, equivale a una verità alla seconda potenza». La frase citata da Camilleri è di Italo Calvino. Ed è la geometrizzazione di un principio barocco passato attraverso l’illuminismo del *Consiglio d’Egitto* di Leonardo Sciascia. Salvatore Silvano Nigro

Insegnami a volare

Raggiungendo la Base aeronautica dove l’indomani avrebbe iniziato le esercitazioni di volo, l’aspirante pilota Alyssa Trayhern finisce fuori strada con l’auto , e viene soccorsa dall’affascinante Clay. Arrivata a destinazione, Alyssa scopre che Clay è… il Luogotenente Cantrell, assegnatole come istruttore personale. Ma il suo cognome Trayhern, rende impossibile ogni amicizia fra loro perchè, qualche anno prima, in Vietnam…

Insegnamenti sull’amore

Secondo il Buddha per dimorare in eterno con il Brahma, il Dio universale, bisogna praticare i Brahmavihara, vale a dire l’amore, la compassione, la gioia e l’equanimità. I Brahmavihara sono i quattro elementi costitutivi dell’amore, e sono detti «incommensurabili» poiché crescono ogni giorno all’interno di colui che li pratica, rendendolo felice.
Thich Nhat Hanh, celebre monaco vietnamita, maestro zen e poeta, illumina in questo libro la via dei Brahmavihara, attingendo a storie antiche e nuove della grande tradizione buddhista e al ricco bagaglio della sua esperienza personale. Attraverso pagine ispirate, piene di indicazioni pratiche, apprendiamo così i modi di praticare l’amore e «impariamo anche a guarire dalle malattie della rabbia, del dispiacere, della tristezza, della solitudine e degli attaccamenti insani».
«Minuto, magro, dai lineamenti aspri ma pronti a schiudersi nel più disarmante dei sorrisi, occhi neri e saettanti sotto la testa rasata, Thich Nhat Hanh è tra i maggiori maestri spirituali del nostro tempo».
Cesare Medail, Corriere della Sera
«Thich Nhat Hanh è un vero maestro Zen».
Ugo Leonzio, l’Unità
«Thich Nhat Hanh è un monaco buddhista vietnamita, esule da decenni, proposto al Nobel per la pace da Martin Luther King per l’impegno a favore della fine del conflitto in Vietnam».
Fabrizio Mastrofini, l’Avvenire
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### Sinossi
Secondo il Buddha per dimorare in eterno con il Brahma, il Dio universale, bisogna praticare i Brahmavihara, vale a dire l’amore, la compassione, la gioia e l’equanimità. I Brahmavihara sono i quattro elementi costitutivi dell’amore, e sono detti «incommensurabili» poiché crescono ogni giorno all’interno di colui che li pratica, rendendolo felice.
Thich Nhat Hanh, celebre monaco vietnamita, maestro zen e poeta, illumina in questo libro la via dei Brahmavihara, attingendo a storie antiche e nuove della grande tradizione buddhista e al ricco bagaglio della sua esperienza personale. Attraverso pagine ispirate, piene di indicazioni pratiche, apprendiamo così i modi di praticare l’amore e «impariamo anche a guarire dalle malattie della rabbia, del dispiacere, della tristezza, della solitudine e degli attaccamenti insani».
«Minuto, magro, dai lineamenti aspri ma pronti a schiudersi nel più disarmante dei sorrisi, occhi neri e saettanti sotto la testa rasata, Thich Nhat Hanh è tra i maggiori maestri spirituali del nostro tempo».
Cesare Medail, Corriere della Sera
«Thich Nhat Hanh è un vero maestro Zen».
Ugo Leonzio, l’Unità
«Thich Nhat Hanh è un monaco buddhista vietnamita, esule da decenni, proposto al Nobel per la pace da Martin Luther King per l’impegno a favore della fine del conflitto in Vietnam».
Fabrizio Mastrofini, l’Avvenire

Un insano amore

‘Lucía Etxebarría appartiene a quella schiera di autrici europee che sanno raccontare con forza e disinvoltura la vita delle loro coetanee.’
Il Venerdì di Repubblica

L’amore esiste o è solo una forma di dipendenza?
Il nuovo romanzo dell’autrice di Amore, prozac e altre curiosità

David, ex attore di successo ora disoccupato, si sente proporre un ruolo insolito: dovrà riallacciare i rapporti con Elena, una sua fiamma del passato, e alleviare la sua solitudine. Perché Elena è costretta in una stanza d’ospedale e sua cugina Alexia vuole ‘regalarle’ un’ultima storia d’amore. È Alexia infatti a ingaggiare David, l’unico uomo importante nella vita di Elena prima di un matrimonio di facciata, trascinatosi per anni nel segno delle convenzioni e delle convenienze. Malgrado i presupposti, il dialogo dapprima impacciato tra David ed Elena si trasforma rapidamente in qualcosa di più profondo, un confronto privo di reticenze tra due persone che non hanno più nulla da perdere, né da nascondere. Ma quali sono le vere motivazioni di Alexia nel fare da regista a questo incontro? E perché ha voluto iniziare un gioco che, in definitiva, potrebbe ferire tutti? In un intreccio pieno di sorprese, emergono dal passato di ciascuno tradimenti e silenzi, meschinità e slanci generosi, sentimenti vissuti a metà e scelte continuamente rimandate.
Lucía Etxebarría racconta con sincerità e spregiudicatezza una storia di donne che hanno confuso l’amore con la dipendenza, ma che hanno ancora voglia di vita e di riscatto, e di scoprire il sapore della vera libertà.

(source: Bol.com)

Un insano amore

‘Lucía Etxebarría appartiene a quella schiera di autrici europee che sanno raccontare con forza e disinvoltura la vita delle loro coetanee.’
**Il Venerdì di Repubblica**

L’amore esiste o è solo una forma di dipendenza?
Il nuovo romanzo dell’autrice di Amore, prozac e altre curiosità

David, ex attore di successo ora disoccupato, si sente proporre un ruolo insolito: dovrà riallacciare i rapporti con Elena, una sua fiamma del passato, e alleviare la sua solitudine. Perché Elena è costretta in una stanza d’ospedale e sua cugina Alexia vuole ‘regalarle’ un’ultima storia d’amore. È Alexia infatti a ingaggiare David, l’unico uomo importante nella vita di Elena prima di un matrimonio di facciata, trascinatosi per anni nel segno delle convenzioni e delle convenienze. Malgrado i presupposti, il dialogo dapprima impacciato tra David ed Elena si trasforma rapidamente in qualcosa di più profondo, un confronto privo di reticenze tra due persone che non hanno più nulla da perdere, né da nascondere. Ma quali sono le vere motivazioni di Alexia nel fare da regista a questo incontro? E perché ha voluto iniziare un gioco che, in definitiva, potrebbe ferire tutti? In un intreccio pieno di sorprese, emergono dal passato di ciascuno tradimenti e silenzi, meschinità e slanci generosi, sentimenti vissuti a metà e scelte continuamente rimandate.
Lucía Etxebarría racconta con sincerità e spregiudicatezza una storia di donne che hanno confuso l’amore con la dipendenza, ma che hanno ancora voglia di vita e di riscatto, e di scoprire il sapore della vera libertà.

(source: Bol.com)

L’inquisitore di Lagoscuro

Un romanzo in costume ambientato in un Medioevo cupo e oscuro, popolato da cavalieri malvagi e giovani intriganti, streghe, mercenari e frati inquisitori, in una storia serrata di amore, di odio, di vendetta.
XIV secolo, città di Monferrante.
Teodoro Corsignani, figlio di un notabile del governatore, viene condannato a morte dall’Inquisizione; questo doloroso evento macchia il buon nome della famiglia e, con esso, la reputazione di Erminia, sorella minore di Teodoro. Suo padre Landolfo, temendo che ormai nessuno vorrà più prendere la figlia in sposa dopo l’impiccagione del primogenito, si vede costretto ad accettare la proposta di Tancredi Malatesta: questi, zio materno della ragazza, è un uomo brutale e vizioso, ma il matrimonio è l’unica via affinché lei non sia costretta ad entrare in convento.
Erminia, terrorizzata dalla prospettiva di simili nozze, sembra non avere scampo fino al giorno in cui si profila sulla sua strada l’ombra di Fiordinando di Lagoscuro: egli, freddo e potente inquisitore, offre alla giovane donna ciò che pare essere una vita peccaminosa al suo fianco, ma in apparenza l’unico modo per evitarle di divenire schiava del violento Malatesta.

Inquietudini di cera

Un cofanetto contenente le lettere che Icaro scriveva al suo amato sulle spiagge di Brighton e i frammenti di maiolica blu dell’Amuleto dell’Essere sono il fulcro di questo romanzo. Inquietudini di Cera racconta la vita dei Poeti di Cera, geni incompresi, folli temerari capaci di vedere al di là delle cose. Viaggiatori instancabili che vivendo di passione e sogni lasciano un segno indelebile tra la gente rivoluzionando il mondo.
Una lettura che porta a riflettere paragonando inevitabilmente i pensieri dei personaggi al mondo interiore del lettore, riuscendo a mostrare punti di vista ribelli al pensiero corrente. Tribolazioni, voglia di amare e di vivere e allo stesso tempo la paura di affrontare la vita stessa, il timore che i sogni che abbiamo siano troppo grandi e troppo visionari per poter essere realizzati. Essere senza essere.
Infine, come in Khepri, la forza di rinascere, ogni volta che un ciclo di vita si conclude. Vortici di emozioni comuni a tutti gli uomini che hanno il coraggio di vivere. L’autore è riuscito, come nelle occasioni precedenti, a esprimerle con sincerità e chiarezza.
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### Sinossi
Un cofanetto contenente le lettere che Icaro scriveva al suo amato sulle spiagge di Brighton e i frammenti di maiolica blu dell’Amuleto dell’Essere sono il fulcro di questo romanzo. Inquietudini di Cera racconta la vita dei Poeti di Cera, geni incompresi, folli temerari capaci di vedere al di là delle cose. Viaggiatori instancabili che vivendo di passione e sogni lasciano un segno indelebile tra la gente rivoluzionando il mondo.
Una lettura che porta a riflettere paragonando inevitabilmente i pensieri dei personaggi al mondo interiore del lettore, riuscendo a mostrare punti di vista ribelli al pensiero corrente. Tribolazioni, voglia di amare e di vivere e allo stesso tempo la paura di affrontare la vita stessa, il timore che i sogni che abbiamo siano troppo grandi e troppo visionari per poter essere realizzati. Essere senza essere.
Infine, come in Khepri, la forza di rinascere, ogni volta che un ciclo di vita si conclude. Vortici di emozioni comuni a tutti gli uomini che hanno il coraggio di vivere. L’autore è riuscito, come nelle occasioni precedenti, a esprimerle con sincerità e chiarezza.

L’inquietante signora del piano di sopra – Prima Edizione

Sam e Jessica non avrebbero potuto desiderare .di meglio: un bell’appartamento in una villa anticotta, un tranquillo paese sdraiato sulla collina, sopra l’Hudson che scorre in fondo alla valle. Un solo inconveniente: la padrona di casa che vive al piano di sopra, anziana ma forte e vigorosa, che di notte passeggia con un bastone dal ticchettio ossessivo e di giorno è un po’ troppo invadente e noiosa, con i suoi singolari sbalzi di umore. Jessica è piena di fiducia per la nuova vita che lei, Sam e la piccola Patience stanno per iniziare. Ma ecco che accadono i primi fatti strani: un delitto misterioso in paese, voci insìstenti, sulla sfortuna che porterebbe la casa della signora Falconer a tutti i suoi inquilini, e poi le cose angoscianti che succedono a Patience: la bambola scomparsa, il suo terrore, l’apparizione di una nuova, Sinistra pupattola. L’orrore è arrivato. E Jessica si trova ad affrontarlo da sola, e il suo avversario non ha un volto, e le sue mosse sono imprevedibili…

Innocenza e passione

Londra, 1818 – Pericoloso come il diavolo e due volte più tentatore, Robin Puck Goodfellow si diverte a scandalizzare la buona società inglese. Figlio illegittimo del Marchese di Blackthorn, vive per cogliere l’attimo e il piacere del momento. E quale luogo migliore di un licenzioso ballo in maschera per dare sfogo ai propri istinti gaudenti? Qui infatti incontra una dama intrigante e misteriosa a cui riesce a rubare un ballo e un illecito abbraccio. Ma Regina Hackett è l’ultima donna che dovrebbe sedurre. Giovane e innocente, è alla disperata ricerca della cugina scomparsa. Invaghirsi del più celebrato libertino del ton non l’aiuterà certo a ritrovarla. Eppure è proprio Puck che le viene in aiuto. Insieme esploreranno i luoghi più oscuri di Londra, in un pericoloso viaggio verso scomode verità e scoperte sorprendenti.
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### Sinossi
Londra, 1818 – Pericoloso come il diavolo e due volte più tentatore, Robin Puck Goodfellow si diverte a scandalizzare la buona società inglese. Figlio illegittimo del Marchese di Blackthorn, vive per cogliere l’attimo e il piacere del momento. E quale luogo migliore di un licenzioso ballo in maschera per dare sfogo ai propri istinti gaudenti? Qui infatti incontra una dama intrigante e misteriosa a cui riesce a rubare un ballo e un illecito abbraccio. Ma Regina Hackett è l’ultima donna che dovrebbe sedurre. Giovane e innocente, è alla disperata ricerca della cugina scomparsa. Invaghirsi del più celebrato libertino del ton non l’aiuterà certo a ritrovarla. Eppure è proprio Puck che le viene in aiuto. Insieme esploreranno i luoghi più oscuri di Londra, in un pericoloso viaggio verso scomode verità e scoperte sorprendenti.

L’innocenza di Giulio

Legittimare l’ilIegalità è la sfida della politica italiana. La vicenda Andreotti è il simbolo di una storia che parte da lontano, sale su fino agli albori della Repubblica e scivola fino a oggi, alle leggi fatte apposta per fermare i processi e alla PRESCRIZIONE dei reati. Prescritto è diventato sinonimo di innocente, anche di più, come dice nella prefazione Gian Carlo Caselli: La stragrande maggioranza dei cittadini italiani è convinta che Andreotti sia vittima di una persecuzione che lo ha costretto a un doloroso calvario per l’accanimento giustizialista di un manipolo di manigoldi. Ma la realtà è ben diversa. Giulio Cavalli se ne assume il carico tirando le fila del processo Andreotti con questo libro che mette la verità davanti alla giustizia, perché la verità non va mai in prescrizione. In gioco, oggi, c’è la dignità di un paese e delle sue tante, troppe, innocenze di Giulio.
(source: Bol.com)

Gli innocenti

Jacopo e Dasha, due voci smarrite sullo spartito della vita, sono in scena per il *Doppio concerto per violino e violoncello* di Brahms che, pagina dopo pagina, è l’occasione per rivivere – in un serrato e immaginifico dialogo – i passi della loro storia d’amore.
Dopo una lunga assenza, Jacopo torna a Firenze, all’Istituto degli Innocenti, il luogo eletto che lo ha accolto quando venne abbandonato da una madre rimasta nell’ombra, la cui identità è diventata negli anni la sua claustrofobica ossessione. «Come posso scoprire la mia storia se non so da dove vengo?» si chiede. Adottato da una famiglia troppo fragile e gravato di aspettative insostenibili, Jacopo è stato privato della spensieratezza dell’infanzia. A salvarlo è stato un piccolo violino, l’àncora alla quale assicurare i desideri e i sogni. Perché, se la felicità è un talento, Jacopo riesce ad avvicinarla solo stringendo fra le braccia lo strumento.
Ma non sempre l’amore salva. Non se nell’amore pulsano, insistenti, vecchie ferite.
Dasha, nata in un piccolo paese in Albania, è cresciuta circondata da un amore che Jacopo non conosce. Grazie a un padre devoto e illuminato, ha potuto frequentare il Conservatorio di Tirana, dove ha incontrato il violoncello, destinato a diventare il suo unico amico. Fuggita dal porto di Durazzo, sola con il suo strumento, dopo la rovinosa caduta del regime, è sbarcata a Brindisi il 7 marzo del 1991, insieme a migliaia di profughi. Anche le sue radici sono state recise, ma la musica ha compiuto il miracolo di preservare dal dolore il suo animo delicato e forte. Eppure nemmeno Dasha, che ora suona di nuovo accanto a lui, è riuscita a distogliere Jacopo dalla ricerca di un passato che ha il potere di avvelenare il presente, rendendo orfani i due amanti di un futuro possibile. Dove ad aspettarli, forse, c’è un bambino.
Nel corso dell’esecuzione del *Doppio* di Brahms accadrà qualcosa di totalmente imprevisto.
La musica si fa eco dell’amore e di una sconvolgente rivelazione, cui non può seguire altro se non un silenzio colmo di incanto, lo stesso che resta nel cuore del lettore.
Paola Calvetti, giornalista, ha lavorato alla redazione milanese del quotidiano “la Repubblica” e scritto per il “Corriere della Sera” e il settimanale “Io Donna”. Ha diretto l’ufficio stampa del Teatro alla Scala e, in seguito, è stata direttore della comunicazione del Touring Club Italiano e direttore comunicazione e marketing dell’Opera di Firenze – Maggio Musicale Fiorentino. Finalista al premio Bancarella con il romanzo d’esordio, *L’amore segreto*, nel 2000 ha pubblicato *L’addio*, nel 2004 *Né con te né senza di te*, nel 2006 *Perché tu mi hai sorriso*, nel 2009 *Noi due come un romanzo* (Mondadori), seguito nel 2012 da *Olivia, ovvero la lista dei sogni possibili*, e nel 2013 da *Parlo d’amor con me*, pubblicati da Mondadori. I suoi romanzi sono tradotti in Francia, Germania, Spagna, Albania, Giappone, Olanda, Stati Uniti.
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### Sinossi
Jacopo e Dasha, due voci smarrite sullo spartito della vita, sono in scena per il *Doppio concerto per violino e violoncello* di Brahms che, pagina dopo pagina, è l’occasione per rivivere – in un serrato e immaginifico dialogo – i passi della loro storia d’amore.
Dopo una lunga assenza, Jacopo torna a Firenze, all’Istituto degli Innocenti, il luogo eletto che lo ha accolto quando venne abbandonato da una madre rimasta nell’ombra, la cui identità è diventata negli anni la sua claustrofobica ossessione. «Come posso scoprire la mia storia se non so da dove vengo?» si chiede. Adottato da una famiglia troppo fragile e gravato di aspettative insostenibili, Jacopo è stato privato della spensieratezza dell’infanzia. A salvarlo è stato un piccolo violino, l’àncora alla quale assicurare i desideri e i sogni. Perché, se la felicità è un talento, Jacopo riesce ad avvicinarla solo stringendo fra le braccia lo strumento.
Ma non sempre l’amore salva. Non se nell’amore pulsano, insistenti, vecchie ferite.
Dasha, nata in un piccolo paese in Albania, è cresciuta circondata da un amore che Jacopo non conosce. Grazie a un padre devoto e illuminato, ha potuto frequentare il Conservatorio di Tirana, dove ha incontrato il violoncello, destinato a diventare il suo unico amico. Fuggita dal porto di Durazzo, sola con il suo strumento, dopo la rovinosa caduta del regime, è sbarcata a Brindisi il 7 marzo del 1991, insieme a migliaia di profughi. Anche le sue radici sono state recise, ma la musica ha compiuto il miracolo di preservare dal dolore il suo animo delicato e forte. Eppure nemmeno Dasha, che ora suona di nuovo accanto a lui, è riuscita a distogliere Jacopo dalla ricerca di un passato che ha il potere di avvelenare il presente, rendendo orfani i due amanti di un futuro possibile. Dove ad aspettarli, forse, c’è un bambino.
Nel corso dell’esecuzione del *Doppio* di Brahms accadrà qualcosa di totalmente imprevisto.
La musica si fa eco dell’amore e di una sconvolgente rivelazione, cui non può seguire altro se non un silenzio colmo di incanto, lo stesso che resta nel cuore del lettore.
Paola Calvetti, giornalista, ha lavorato alla redazione milanese del quotidiano “la Repubblica” e scritto per il “Corriere della Sera” e il settimanale “Io Donna”. Ha diretto l’ufficio stampa del Teatro alla Scala e, in seguito, è stata direttore della comunicazione del Touring Club Italiano e direttore comunicazione e marketing dell’Opera di Firenze – Maggio Musicale Fiorentino. Finalista al premio Bancarella con il romanzo d’esordio, *L’amore segreto*, nel 2000 ha pubblicato *L’addio*, nel 2004 *Né con te né senza di te*, nel 2006 *Perché tu mi hai sorriso*, nel 2009 *Noi due come un romanzo* (Mondadori), seguito nel 2012 da *Olivia, ovvero la lista dei sogni possibili*, e nel 2013 da *Parlo d’amor con me*, pubblicati da Mondadori. I suoi romanzi sono tradotti in Francia, Germania, Spagna, Albania, Giappone, Olanda, Stati Uniti.
### Dalla seconda/terza di copertina
Jacopo e Dasha sono in scena per il Doppio concerto per violino e violoncello di Brahms che, pagina dopo pagina, è l’occasione per rivivere i passi della loro storia d’amore. Dopo una lunga assenza, Jacopo torna a Firenze, all’Istituto degli Innocenti, il luogo eletto che lo ha accolto quando venne abbandonato da una madre rimasta nell’ombra, la cui identità è diventata negli anni la sua claustrofobica ossessione. «Come posso scoprire la mia storia se non so da dove vengo?» si chiede. Adottato da una famiglia troppo fragile e gravato di aspettative insostenibili, Jacopo è stato privato della spensieratezza dell’infanzia. A salvarlo è stato un piccolo violino, l’ancora alla quale assicurare i desideri e i sogni. Perché, se la felicità è un talento, Jacopo riesce ad avvicinarla solo stringendo fra le braccia lo strumento. Ma non sempre l’amore salva. Non se nell’amore pulsano, insistenti, vecchie ferite. Dasha, nata in un piccolo paese in Albania, è cresciuta circondata da un amore che Jacopo non conosce. Grazie a un padre devoto e illuminato, ha potuto frequentare il Conservatorio di Tirana, dove ha incontrato il violoncello, destinato a diventare il suo unico amico. Fuggita dal porto di Durazzo, dopo la rovinosa caduta del regime, è sbarcata a Brindisi il 7 marzo del 1991, insieme a migliaia di profughi. Anche le sue radici sono state recise, ma la musica ha compiuto il miracolo di preservare dal dolore il suo animo delicato e forte. Eppure nemmeno Dasha, che ora suona di nuovo accanto a lui, è riuscita a distogliere Jacopo dalla ricerca di un passato che ha il potere di avvelenare il presente, rendendo orfani i due amanti di un futuro possibile. Dove ad aspettarli, forse, c’è un bambino. Nel corso dell’esecuzione del Doppio di Brahms accadrà qualcosa di totalmente imprevisto. La musica si fa eco dell’amore e di una sconvolgente rivelazione.