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Il riposo della polpetta e altre storie intorno al cibo

Un godibilissimo excursus sulla storia del cibo raccontata dal punto di vista del cervello più che delle viscere. Faccio subito un esempio molto significativo: il pane. Questo alimento fondamentale, anche se un po’ trascurato nelle culture del benessere, rappresenta una vera e propria ‘invenzione’. Corrado Augias, ”il venerdì di Repubblica” Un patrimonio di sapienze tradizionali, un repertorio di consuetudini alimentari dal Medioevo in qua. Edmondo Berselli, ”la Repubblica” Massimo Montanari ragiona con sapiente buon umore di riti conviviali, ricette, sapienza filosofica, culture che si ibridano nel piacere dell’esperimento e della scoperta, nell’esperienza comunitaria ed etica della condivisione. Antonio Calabrò, ”Il Mondo” Massimo Montanari coglie nel profondo la dimensione culturale del ‘fare cucina’, la sua forza rappresentativa dei valori, dei simboli, dei significati dell’identità stessa delle comunità che di tali pratiche alimentari si sono nutrite. Angelo Varni, ”Il Sole 24 Ore”
(source: Bol.com)

Riposa, coniglio

Nella fase conclusiva dell’era reaganiana, in un’America terrorizzata dall’Aids in cui tutto pare cadere a pezzi, Harry Angstrom si è trasferito in Florida. Ha cinquantasei anni, venti chili di troppo e deve sottoporsi a un intervento al cuore. Ha la nettissima, inquietante sensazione che la fine si stia avvicinando come un aereo in atterraggio. Eppure riesce ancora a lambiccarsi sull’incomprensibile comportamento di suo figlio Nelson, un cocainomane, e di Janice, sua moglie, che si è messa in testa di ricominciare a lavorare, alla sua età. Ma a perseguitarlo come fantasmi sono soprattutto i rimorsi di una vita.

Il rinvio

Storia della drammatica settimana che si concluse con gli accordi di Monaco del 1938 con gli inutili tentativi di allontanare la minaccia del conflitto.

Ring

Quattro ragazzi muoiono nello stesso giorno e alla stessa ora, improvvisamente, stroncati da un infarto. Un avvenimento forse non particolarmente strano in una grande città come Tokyo. Ma lo zio di una delle vittime è Asakawa, un giornalista che, di cose strane, in quelle morti, ne vede parecchie. Anzitutto i quattro ragazzi si conoscevano, anzi avevano addirittura trascorso insieme un breve periodo di vacanza. Inoltre sono tutti morti con un’espressione di puro terrore stampata per sempre sul viso. In preda a una singolare frenesia, Asakawa comincia a indagare nella vita dei giovani e scopre quasi per caso che, una settimana prima di morire, i quattro avevano guardato un’inquietante videocassetta, su cui è incisa una serie d’immagini misteriose: l’eruzione di un vulcano, un neonato che piange, una quantità sterminata di volti, una vecchia che parla in un incomprensibile dialetto… E, alla fine, una scritta bianca su fondo nero: «Adesso che avete visto queste immagini, siete condannati a morire esattamente a quest’ora, tra una settimana. Se non volete morire, dovete seguire esattamente queste istruzioni…» poi più nulla. Si tratta forse di uno scherzo di pessimo gusto? Oppure è un avvertimento? Ma cosa rappresentano quelle immagini? E, soprattutto, chi ha inciso la cassetta e perché? Queste le domande che affollano la mente di Asakawa, il quale, sospeso tra incredulità e terrore, chiede aiuto a un amico, Ryuji, un professore universitario disincantato e concreto, per venire a capo del mistero. Le risposte arriveranno, ma, per ottenerle, Asakawa e Ryuji dovranno pagare un prezzo molto alto. E forse non soltanto loro…
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### Sinossi
Quattro ragazzi muoiono nello stesso giorno e alla stessa ora, improvvisamente, stroncati da un infarto. Un avvenimento forse non particolarmente strano in una grande città come Tokyo. Ma lo zio di una delle vittime è Asakawa, un giornalista che, di cose strane, in quelle morti, ne vede parecchie. Anzitutto i quattro ragazzi si conoscevano, anzi avevano addirittura trascorso insieme un breve periodo di vacanza. Inoltre sono tutti morti con un’espressione di puro terrore stampata per sempre sul viso. In preda a una singolare frenesia, Asakawa comincia a indagare nella vita dei giovani e scopre quasi per caso che, una settimana prima di morire, i quattro avevano guardato un’inquietante videocassetta, su cui è incisa una serie d’immagini misteriose: l’eruzione di un vulcano, un neonato che piange, una quantità sterminata di volti, una vecchia che parla in un incomprensibile dialetto… E, alla fine, una scritta bianca su fondo nero: «Adesso che avete visto queste immagini, siete condannati a morire esattamente a quest’ora, tra una settimana. Se non volete morire, dovete seguire esattamente queste istruzioni…» poi più nulla. Si tratta forse di uno scherzo di pessimo gusto? Oppure è un avvertimento? Ma cosa rappresentano quelle immagini? E, soprattutto, chi ha inciso la cassetta e perché? Queste le domande che affollano la mente di Asakawa, il quale, sospeso tra incredulità e terrore, chiede aiuto a un amico, Ryuji, un professore universitario disincantato e concreto, per venire a capo del mistero. Le risposte arriveranno, ma, per ottenerle, Asakawa e Ryuji dovranno pagare un prezzo molto alto. E forse non soltanto loro…

La Rinascita Delle Città-Stato: In Che Direzione Dovrebbe Andare L’Europa?

«Le elezioni presidenziali del 2016 hanno rivelato che la democrazia così come è praticata negli Stati Uniti è uno strumento in grado tanto di dividere i cittadini quanto di unirli. Due anni di campagna elettorale avvelenata hanno portato allo scoperto ampi strappi nel tessuto della nazione senza che si sia stilata un’agenda condivisa sul modo in cui ricucirli. Il difetto non sta solo nei risultati, ma anche nel modello: la democrazia da sola non basta più…
Attualmente gli Stati Uniti sono molto più un esempio di degenerazione politica che di buona governance. Molti intellettuali celebrano il teatro della politica come se fosse l’incarnazione di quella democrazia civica tanto esaltata da Tocqueville, ma in realtà la democrazia non è un fine in sé: i veri obiettivi sono una governance efficace e il miglioramento del benessere della nazione. Oggi, quello che Platone aveva già previsto nella sua articolazione della scala dei regimi politici si sta avverando: la democrazia è solo la penultima fase della loro degenerazione. Dopo di essa, la tirannia…
Il famoso detto di Churchill che la democrazia è “la peggior forma di governo eccezion fatta per tutte quelle altre” dev’essere più che mai ripensato. Una tecnocrazia diretta è il modello migliore per la governance del XXI secolo, laddove combina un esecutivo a presidenza collettiva e un Parlamento multipartitico di tipo svizzero con un’amministrazione pubblica come quella di Singapore».
Parag Khanna
Hanno detto di Connectography:
«Il libro di Parag Khanna è ideale per comprendere il grande piano cinese, e tante altre cose».
Federico Rampini, «la Repubblica»
«Il politologo indiano è sulla cresta dell’onda già da quasi 10 anni con le sue analisi geopolitiche: previsioni per alcuni convincenti, per altri controverse, e che fanno sempre discutere».
Massimo Gaggi, «la Lettura – Corriere della Sera»
«Va detto. Connectography è uno dei testi più intelligenti degli ultimi anni. Politicamente scorretto, visionario e insieme pragmatico, il messaggio che lancia è secco e semplice».
Marco Ventura, «Il Messaggero»
«Parag Khanna è un autore formidabile».
Lorenzo Castellani, «Il Foglio»

La rinascita delle città-Stato

‘Le elezioni presidenziali del 2016 hanno rivelato che la democrazia così come è praticata negli Stati Uniti è uno strumento in grado tanto di dividere i cittadini quanto di unirli. Due anni di campagna elettorale avvelenata hanno portato allo scoperto ampi strappi nel tessuto della nazione senza che si sia stilata un’agenda condivisa sul modo in cui ricucirli. Il difetto non sta solo nei risultati, ma anche nel modello: la democrazia da sola non basta più… Attualmente gli Stati Uniti sono molto più un esempio di degenerazione politica che di buona governance. Molti intellettuali celebrano il teatro della politica come se fosse l’incarnazione di quella democrazia civica tanto esaltata da Tocqueville, ma in realtà la democrazia non è un fine in sé: i veri obiettivi sono una governance efficace e il miglioramento del benessere della nazione. Oggi, quello che Platone aveva già previsto nella sua articolazione della scala dei regimi politici si sta avverando: la democrazia è solo la penultima fase della loro degenerazione. Dopo di essa, la tirannia… Il famoso detto di Churchill che la democrazia è “la peggior forma di governo eccezion fatta per tutte quelle altre” dev’essere più che mai ripensato. Una tecnocrazia diretta è il modello migliore per la governance del XXI secolo, laddove combina un esecutivo a presidenza collettiva e un Parlamento multipartitico di tipo svizzero con un’amministrazione pubblica come quella di Singapore’. Parag Khanna Hanno detto di Connectography: ‘Il libro di Parag Khanna è ideale per comprendere il grande piano cinese, e tante altre cose’. Federico Rampini, ‘la Repubblica’ ‘Il politologo indiano è sulla cresta dell’onda già da quasi 10 anni con le sue analisi geopolitiche: previsioni per alcuni convincenti, per altri controverse, e che fanno sempre discutere’. Massimo Gaggi, ‘la Lettura – Corriere della Sera’ ‘Va detto. Connectography è uno dei testi più intelligenti degli ultimi anni. Politicamente scorretto, visionario e insieme pragmatico, il messaggio che lancia è secco e semplice’. Marco Ventura, ‘Il Messaggero’ ‘Parag Khanna è un autore formidabile’. Lorenzo Castellani, ‘Il Foglio’

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La rinascita del vampiro

Potenti e notturni, i vampiri che popolano il mondo creato da Nancy Kilpatrick si nutrono di sangue e di passioni, spinti all’eccesso dalla loro natura sovrumana. La notte è il loro covo, il momento ideale per rinsaldare alleanze millenarie e allacciarne di nuove e pericolose. Proprio quando la “Guerra dei vampiri” sembrava giunta al termine, un misterioso delitto turba l’equilibrio raggiunto a fatica, E quando un vampiro muore vuoi dire che l’assassino dev’essere un suo simile. Ma chi è il traditore? Quale oscura minaccia incombe su Andre e i suoi amici?

La rinascita del duca

Londra, 1874 – Henry Stanford, Duca di Lovingdon, ha smesso di vivere una fredda mattina di due anni prima, quando il tifo gli ha portato via l’amata moglie e la loro bambina. Ha quindi mandato al diavolo l’onore e ha annegato il dolore nell’alcol, nel gioco d’azzardo e nei letti scaldati da amanti sconosciute, trascinandosi in un’esistenza inutile. Per questo, benché nutra stima e affetto per Lady Grace Mabry, sua amica d’infanzia, è con un certo disappunto che accetta di aiutarla a distinguere tra i numerosi pretendenti uno che sia interessato davvero a lei e non alla sua generosa dote. Ma più le sta accanto, più ha la sensazione che nessun uomo sia abbastanza per Grace né la possa amare come merita. Nessuno tranne lui, che però ha troppa paura di far tornare a battere il suo cuore ferito. UN PASSATO DA DIMENTICARE, UN FUTURO TUTTO DA VIVERE.

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Rinascimento

‘ Come nel Medioevo le tradizioni e le superstizioni esistenziali avevano prodotto una quasi impenetrabile e fitta rete di vincoli e remore, così oggi le nuove superstizioni – prodotto artificiale della civiltà, della modernità e della sua etica legale – si calano sulle attività produttive nella forma di una ragnatela ugualmente fitta di nuove infinite regole e inutili e sovrapposte servitù, di artificiose e forzose convenzioni ideologiche, politiche, e giuridiche… Si può evitare questa deriva, ma solo a partire dal Rinascimento, proprio perché questo è stato lotta per la libertà contro la tirannide, ma anche antitesi e rivoluzione come costruzione dell’avvenire.’ Queste parole riassumono il senso di un originale manifesto culturale e politico scritto a quattro mani, e destinato a far discutere: da una nuova idea di Europa al ruolo dell’Italia non più subalterno, dal problema dei migranti allo Ius soli, dal recupero e la valorizzazione dei beni artistici, soprattutto dopo il terremoto del 2016, all’orgogliosa rivendicazione dell’Italia come ‘potenza culturale’ i cui Beni valgono più di qualunque industria straniera. Sono questi i temi che in queste pagine con estrema forza indicano una via d’uscita dalla crisi economica e di valori del nostro Paese e del mondo occidentale in generale. Ma questa rinascita non può che partire dalla bellezza, bellezza come volano di sviluppo, bellezza come bene pubblico e forma politica più alta. Il nostro è un patrimonio di valori di civiltà che si può tradurre in valore patrimoniale, e gli esempi non mancano. Solo valorizzandolo l’Italia può tornare a dispiegare, con Dante, ‘le ali al folle volo’.
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La rilegatrice di storie perdute

«Una narratrice sorprendente.»Vanity FairIl coraggio può nascondersi tra le pagine di un libro La copertina finemente lavorata avvolge le pagine ingiallite dal tempo. Sofia con gesti delicati ed esperti sfiora la pelle e la carta per restaurare il libro e riportarlo al suo antico splendore. La legatoria è la sua passione. Solo così riesce a non pensare alla sua vita che le sta scivolando di mano giorno dopo giorno. Quando arriva il momento di lavorare sulle controguardie, il respiro di Sofia si ferma: al loro interno nascondono una sorpresa. Nascondono una pagina scritta a mano: è la storia di una donna, Clarice, appassionata di arte e di libri. Un’abile rilegatrice vissuta in nel primo Ottocento, quando alle donne era proibito esercitare quella professione. Una donna che ha lottato per la sua indipendenza. Alla luce fioca di una candela ha affidato a quel libro un messaggio lanciato nel mare del tempo, e una sfida che può condurre a uno straordinario ritrovamento chi la raccoglierà. Sofia non può credere al tesoro che ha tra le mani. Quella donna sembra parlare al suo cuore, ai suoi desideri traditi. È decisa a scoprire chi sia, e quale sia il suo segreto. Ad aiutarla a far luce su questo mistero sarà Tomaso Leoni, un famoso cacciatore di libri antichi ed esperto di grafologia. Insieme seguono gli indizi che trovano pagina dopo pagina, riga dopo riga, città dopo città. Sono i libri a sceglierci, e quel libro ha scelto Sofia. Dopo più di duecento anni, solo lei può ridare voce a Clarice. E solo la storia di Clarice può ridare a Sofia la speranza che aveva perduto. Perché la strada per la libertà di una donna è piena di ostacoli, ma non bisogna mai smettere di mirare all’orizzonte. Successo dopo successo, Cristina Caboni è diventata una delle autrici italiane più amate dalla stampa e dai lettori. Dopo Il sentiero dei profumi e Il giardino dei fiori segreti, bestseller sempre in classifica, un nuovo romanzo sul potere dei libri. Grazie a loro due donne coraggiose, così lontane nel tempo, si incontrano diventando una la forza dell’altra, nella ricerca della libertà e di un futuro migliore.

Il rilegatore di Batignolles

Parigi, giugno 1893. Victor Legris l’ha solennemente promesso a Tasa, la sua fidanzata: basta con le indagini pericolose, basta indossare i panni di Sherlock Holmes, basta correre per tutta Parigi alla ricerca di qualche spietato assassino… D’ora in poi, sarà tutto casa e libreria. Ma la pace non si trova sugli scaffali della Libreria Elzévir, al numero 18 di rue de Saints-Pères, anche perché, da qualche giorno, la città intera è irrequieta: mentre l’ombra insanguinata della Comune sembra incancellabile, viene approvata una legge che limita la libertà di stampa e al Moulin Rouge, durante una festa studentesca, un’affascinante modella improvvisa uno strip-tease, cui fanno seguito una denuncia e una serie di scontri tra gli studenti dell’Accademia di Belle Arti e la polizia. In più, la gente è turbata dall’omicidio di uno smaltatore e dalla scomparsa di un tipografo, due misteri uniti dal fatto che, su entrambe le scene dei crimini, è stato trovato un enigmatico messaggio in cui si parla di un leopardo… Victor scalpita, però ci vuole un altro delitto per fargli rompere la promessa: la morte di un caro amico, il rilegatore Pierre Andrésy, nell’incendio del suo laboratorio. La caccia allora può cominciare ma, come sempre, avrà un esito del tutto imprevedibile.
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Il rifugio magico

In una New York vicina all’11 settembre, Augustin Gora, professore romeno esule da tempo, deve confrontarsi con l’inattesa comparsa dell’ex moglie Lu e del compagno Peter Gaspar, figlio di ebrei comunisti sopravvissuti ad Auschwitz. L’incontro fa riaffiorare i ricordi delle dolorose esperienze vissute in patria, sotto il nazismo e il comunismo. Per sfuggire ai fantasmi del passato che tornano a minacciare il presente, a Gora non resta che ritirarsi tra i suoi libri, unico rifugio possibile. Norman Manea riprende in questo romanzo i temi a lui più vicini – l’Olocausto, la dittatura e l’esilio – dando vita, attraverso un raffinatissimo intreccio letterario, a una struggente meditazione sulla morte, la sofferenza e la solitudine. Un naufragio della memoria nei peggiori incubi del Novecento. Allo stesso tempo, un grande atto di fede e d’amore verso le capacità salvifiche della scrittura e della letteratura.

Il rifugio del drago

I draghi e gli emarginati degli insediamenti delle Giungle della Pioggia sono in viaggio in cerca di una città leggendaria, Kelsingra, un luogo troppo bello per essere vero e dove si racconta che draghi e Antichi un tempo vivessero fianco a fianco, in armonia e benessere, con il proprio destino saldamente sotto controllo. Esiste davvero un tale posto paradisiaco che ha dato i natali alla stirpe dei draghi, oppure è solo il frammento cristallizzato di un passato glorioso che giace sepolto nella loro memoria? Mentre i draghi e i loro custodi continuano il viaggio lungo le rive dell’inesplorato Fiume delle Giungle della Pioggia, senza una mappa che li guidi, il destino e le difficoltà ne minano la determinazione e li costringono ad affrontare pericolosi imprevisti e a scontrarsi ogni giorno con le ferree regole che scandiscono la natura selvaggia che li circonda. Le leggende che si raccontano sugli esseri chiamati Antichi fanno da sfondo alle avventure del popolo dei draghi e a un destino che li guiderà lontano dalle abituali e rassicuranti certezze quotidiane. Il secondo affascinante episodio della serie delle Cronache delle Giungle della Pioggia, un intreccio di avventura e scoperta, una potente evocazione della libertà e della magia dell’amore.

La rifondazione di Dune

Dopo la distruzione di Dune, l’equilibrio del vecchio Impero è sconvolto dalla violenza delle Matres Onorate, che hanno ormai conquistato decine di pianeti della Sorellanza, distruggendo l’unico luogo dove esisteva il melange allo stato naturale e sterminando i Tleilaxu che lo creavano artificialmente. Soltanto la Sorellanza Bene Gesserit è ancora in grado di opporsi alla distruzione. Alla Casa Capitolare si ricrea tramite la desertificazione il ciclo dei vermi della sabbia e del melange e prosegue l’addestramento del ghola bambino Teg, il vecchio Bashar, nell’ipotesi sempre più certa di un attacco. Il piano della Madre Superiora è semplice: attirare in trappola la Regina Ragno su Junction e distruggere le Matres Onorate. Il Bashar, ripristinato, organizza la forza d’attacco mentre l’ex Matre Onorata Murbella si sottopone all’Agonia diventando il primo ibrido che unisce i poteri di entrambe le Sorellanze. Il volume conclusivo del capolavoro epico di Frank Herbert: inizia lo scontro tra i due ordini, l’universo sta per cambiare una volta per sempre.

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Riduzione degli sprechi e miglioramento dei servizi nella pubblica amministrazione

Il Sistema Toyota (del miglioramento continuo e della produzione snella) offre una ricchezza di pratiche e strumenti operativi applicabili anche ai servizi della P. A. Il volume intende proporre l’applicazione del Sistema Toyota come contributo alla modernizzazione, partendo dalla consapevolezza e dall’esperienza delle tecniche lean quale volano per un cambiamento culturale profondo e radicale.

La ridda dei sospetti

La vecchia zia Alice muore cadendo dalle scale. Suo nipolte Charles è però piuttosto insospettito da quello strano incidente: da tempo la zia non si recava più ai piani superiore, a causa delle sue malandate condizioni di salute. Inoltre, poco prima di morire aveva detto a Charles di aver ritrovato tra i cimeli di famiglia un ritratto e un vecchio volume…