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L’isola dell’infanzia

“La memoria non mette la verità al primo posto. La memoria è pragmatica, è subdola e astuta” Una famiglia di quattro – madre, padre e i due figli – si trasferisce sull’isola di Tromøya, al largo della costa meridionale della Norvegia, in una casa nuova. Sono i primi anni settanta, i bambini sono piccoli, i genitori giovani e il futuro aperto. Dagli immensi boschi carichi di promesse e misteri, meta prediletta delle scorribande del piccolo Karl Ove, si apre l’appassionato racconto delle sue esperienze e scoperte. La felicità della scuola e lo sforzo per trovarvi un proprio posto; le gratificazioni e le frizioni dell’amicizia; l’eccitazione della vita all’aria aperta con le sue avventure; l’incontro con l’amore, le sue gioie, le sue amarezze; i vestiti, la lettura, la musica, lo sport; e, soprattutto, la famiglia, con le sue due figure antagoniste, l’una più sfumata, l’altra onnipresente: confortevole e serena la madre, autoritario e terrificante il padre, sempre pronto a esaminare e sanzionare con violenza qualsiasi scivolone. L’isola dell’infanzia – terzo volume de La mia battaglia – è un romanzo sulla famiglia, la memoria e su come non possiamo mai veramente diventare quel che vorremmo.

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L’isola del Tonal

L’isola del Tonal è il racconto dell’incontro di un uomo della nostra civiltà della scienza, della tecnica e della ragione con il mistero e il fascino della magia degli stregoni Indios. Con umiltà, Castaneda – studioso di etnologia – ha incominciato, e portato a termine, il suo apprendistato, fatto più con il corpo che con la mente. E in questo libro ci racconta quello che ha visto, imparato e anche quello che, forse, sarebbe stato meglio non dire…
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L’isola del caos

Dopo un’interminabile fuga in luoghi strani e totalmente sconosciuti, braccati da misteriosi inseguitori, Gene e Stacy si ritrovano infine su di un’isola dalla forma singolare, assai simile a quella di una sfinge. Ed è in effetti un luogo enigmatico che riserva loro mille sorprese, perché ad un tratto l’isola comincia a subire strane trasformazioni, coinvolgendo i due protagonisti nei suoi imprevedibili mutamenti. Infatti, ad ogni nuovo risveglio, essi si ritrovano a vivere una vita diversa in un’epoca diversa, in una folle, disperata e inarrestabile regressione nei meandri dei tempo, e più lontano si spingono nel passato, più svanisce il loro legame con il mondo dal quale sono venuti. Ma chi sono veramente i loro inseguitori, da quale dimensione o epoca essi provengono, e quale ragione li spinge a modificare la realtà in cui vivono Gene e Stacy? Ma, soprattutto, quale potrà essere il destino dei protagonisti, proiettati in una interminabile odissea che li vede come successive incarnazioni di se stessi? Ormai irrimediabilmente smarriti nel tempo e vittime di una terribile volontà che li ha scelti come cavie di chissà quale mostruoso e insondabile esperimento, essi attendono solo di sapere quando questa drammatica avventura avrà termine. Ma anche in quel momento, che cosa saranno realmente diventati Gene e Stacy? Un’intensa e avvincente speculazione sui segreti del tempo ad opera di un maestro della fantascienza contemporanea.

L’isola dei piaceri (Romanzi Hot Secrets)

Kara North è in fuga. Da un fidanzato con la mania del controllo e da un matrimonio che non ha mai voluto davvero. Così quando il fratello le chiede di occuparsi della sua nuova proprietà a Liddell Island, lei coglie l’occasione al volo.
Appena arrivata, il padrone dell’isola, il fotografo erotico Ric Liddell, non può fare a meno di notarla. Ric è un uomo abituato a ottenere sempre ciò che vuole, a dominare gli altri, e presto Kara cede ai suoi desideri.
La passione, però, non è di un gusto solo, come ben sa Zachary Blackwater, l’affascinante venditore di gelati dell’isola, che mostra alla ragazza un nuovo modo di vivere il piacere.
Quando Kara scopre che i due uomini sono amanti da diversi anni, l’idea di possederli entrambi comincia a ossessionarla. Zach all’inizio sembra riluttante, finché non si rende conto dell’effetto che Kara ha su Ric… E se fosse il modo di conquistarlo per sempre?
Visti i contenuti espliciti se ne consiglia la lettura a un pubblico adulto.
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L’isola dei monaci senza nome

EDIZIONE SPECIALE: CONTIENE UN ESTRATTO DI L’ABBAZIA DEI CENTO PECCATI DI MARCELLO SIMONI Un autore da oltre un milione di copie nel mondo Rex Deus Saga Vincitore del Premio Bancarella Il 2 luglio 1544 l’armata del corsaro ottomano Khayr al-Din Barbarossa mette sotto assedio le coste dell’isola d’Elba. Lo scopo è liberare il figlio di Sinan il Giudeo, suo generale delle galee, tenuto in ostaggio dal principe di Piombino. Il vero interesse del corsaro non è però il giovane, bensì il terribile segreto che egli custodisce. Il figlio di Sinan è infatti l’ultimo depositario di un mistero risalente ai tempi di Gesù e in grado di minare le basi della fede cattolica. Ma il Rex Deus è stato occultato per oltre quindici secoli ed entrarne in possesso sarà tutt’altro che semplice. Il giovane dovrà seguire un’antica pista di indizi lasciata da un monaco templare, destreggiandosi tra rivalità di corsari, intrighi di corte e battaglie navali. E dovrà anche sventare il complotto della Loggia dei Nascosti, intenzionata a mettere le mani su quell’antico segreto… Che cos’è il Rex Deus e perché il suo segreto è nascosto da oltre quindici secoli? ‘Lo strano caso del giovane bibliotecario da centomila copie.’ la Repubblica ‘Marcello Simoni ha fatto il botto.’ Sette – Corriere della Sera ‘Il bestseller venuto dal passaparola.’ La Stampa ‘Un ritorno al Medioevo fantastico e misterioso.’ Il Sole 24 Ore ‘Immaginate un’atmosfera tipo Il nome della rosa: questo è il favoloso mondo di Marcello Simoni.’ Vanity Fair La reliquia più ricercata della storia sta per essere ritrovata…Marcello SimoniÈ nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato La biblioteca perduta dell’alchimista, Il labirinto ai confini del mondo, secondo e terzo capitolo della trilogia del famoso mercante, L’isola dei monaci senza nome, con il quale ha vinto il Premio Lizza d’Oro 2013, e L’abbazia dei cento peccati. Nella collana Live è uscito I sotterranei della cattedrale.
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Isola con fantasmi

In un’isola aspra nel mare d’Irlanda, lontana dai circuiti turistici e popolata da gente solitaria, approda una strana comitiva di naufraghi. I sette – una fotografa, un anziano attore, la bella governante Flora, tre ragazzini e il lascivo Felix -trovano riparo, fradici e infreddoliti, in una grande casa piena di echi e oggetti d’altri tempi, in cui abita l’enigmatico professor Kreutznaer, esperto di storia dell’arte, con i suoi due assistenti, il bislacco Licht e un uomo senza nome, uscito di prigione da poco, che è la voce narrante del romanzo. L’oggetto del loro studio è l’opera di Vaublin, pittore olandese del primo Settecento. I nuovi arrivati innescano nei tre, che vivono in una sorta di esilio, il meccanismo perverso dei ricordi e scatenano un continuo gioco di rimandi tra realtà e finzione, tra vita e suggestioni letterarie. È vero o falso il capolavoro di Vaublin, “Le monde d’or”? Sono reali i naufraghi, così simili ai personaggi ritratti nel dipinto? Perché il professor Kreutznaer ha paura di Felix? E il narratore non sembra forse uscito dalla “Tempesta” di Shakespeare, lui che si propone di muovere, come Prospero con le sue arti magiche, i fili del destino dei sette naufraghi? In un’atmosfera misteriosa e fosca, in cui si presagisce una minaccia incombente, si risvegliano per i protagonisti i fantasmi sopiti di azioni commesse in passato, vergognose o inconfessabili: l’autenticazione di un dipinto falso, il debole per giovani prezzolati, un omicidio…
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Isola

Una giovane ragazza danese ha nostalgia di un’isola verde e impervia battuta dai venti del Nord, un’isola delle Faroe dove non ha mai vissuto ma che ha sempre sentito chiamare ‘casa’, perché da lì emigrò la sua famiglia negli anni Trenta. Comincia così, dall’urgenza di riappropriarsi delle sue origini e di una cultura che ha ereditato ma non le appartiene, il suo viaggio di ritorno a Suðuroy, da cui nonno Fritz, pescatore dell’Artico, partì alla ricerca di un destino migliore, e nonna Marita, sognatrice irrequieta, fuggì verso il mondo e la modernità. Un viaggio nella storia di una famiglia e di questo piccolo arcipelago sperduto nell’Atlantico, che è stato coinvolto nel secondo conflitto mondiale e nella guerra fredda e che ha lottato fieramente per una sua autonomia dalla Danimarca. Un viaggio nella memoria e nel mito che perdura in queste terre sospese nel tempo, tra le asprezze di una natura primigenia, dove ogni racconto di vita si colora di leggenda, dall’amore segreto tra Marita e Ragnar il Rosso, falegname filosofo e ribelle che chiama i gabbiani ‘i proletari del mare’, alla roccia incantata nel giardino di zia Beate, che attira sciagure su chi prova a rimuoverla. Romanzo d’ispirazione autobiografica, scritto in una prosa poetica audace e distillata in immagini di rara forza evocativa, Isola è un canto d’amore alle Faroe e un racconto sulle ripercussioni intime dell’emigrazione, sul ruolo degli affetti e dei legami di sangue nell’identità di una persona, sul bisogno di radici o almeno di un’Itaca dell’anima, un posto che si possa chiamare casa.

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Ischia

“Dai, torna a letto. Non è che t’ammazzano qualcuno il primo giorno di vacanza.” Torna l’ineffabile commissario Jules Magrite, con i baffi, le maglie a righe, la passione per i cibi di qualità e i vini d’annata. Torna in Italia come turista. Al suo fianco il giudice Michelle Lapierre, conosciuta durante le indagini su un caso sanguinoso. Con lei vive una relazione di abbandono e pudore, di tenerezza e disincanto, che in questa vacanza potrebbe consumarsi o, chissà, diventare una vera storia d’amore. La loro permanenza a Ischia − o, come dicono i francesi, “Iscià” − è appena cominciata, quando l’omicidio di un giovane romeno scuote la quiete dell’isola. Magrite non tarda a farsi coinvolgere, anche perché dal giorno del suo arrivo Peppe ‘o Francese − meglio noto ai flic come Pépé le Couteau − lo riempie di racconti e confidenze, su di sé e i suoi compaesani, come se davvero non avesse aspettato altro. E oltre il sipario delle buganvillee, delle scogliere e dell’acqua verde-azzurra il commissario scopre ben presto corruzione, degrado, criminalità. Pépé le Couteau accompagna Magrite dentro l’inferno di uno dei più celebrati paradisi mediterranei. Fino a dove? E a che prezzo? Dopo Giallo su giallo, Gianni Mura scrive un noir civile intenso e appassionato.
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Isabella per sempre (Romanzi Classic)

Andrea Castigli è un potente nobile vicino ai Gonzaga, signori di Mantova. Uomo affascinante e dal carattere molto forte, niente lo può fermare se vuole qualcosa. Nemmeno quando i suoi occhi bramosi si posano su di lei, una piccola aristocratica decaduta, dai capelli fulvi e dagli occhi come gemme di acquamarina. Abbandonata senza mezzi in una locanda di infimo ordine, quella donna accetterebbe l’offerta del bel barone che vuole scortarla fino a Mantova, perché direbbe di sì a tutto ciò che lui le volesse proporre. Se solo potesse…

L’irritante questione delle camere a gas

Milioni di ebrei sono morti nei lager nazisti: un fatto inconfutabile.Ma c’è chi lo mette in questione. Sono i negazionisti, secondo i quali i crimini nazisti non sono diversi da quelli degli altri totalitarismi del Novecento. Persino le camere a gas, sostengono, non sono mai davvero esistite, e sono piuttosto un’invenzione della propaganda: ad Auschwitz “sono state gassate soltanto le pulci”. Si può reagire in più modi di fronte a questa offensiva della menzogna. Si può denunciare lo scandalo, invocare la sacralità della memoria violata. Oppure si può scegliere, come fa Valentina Pisanty in questo libro, di smontare pazientemente le pseudo-argomentazioni, le false prove e gli artifici logici e stilistici con cui gli “Eichmann di carta” diffondono le loro tesi.Pubblicato per la prima volta nel 1998, L’irritante questione delle camere a gas esce in una edizione riveduta e arricchita con un nuovo capitolo che ricostruisce i circuiti comunicativi in cui il negazionismo si è inserito, raccontando le dinamiche culturali che ha innescato dalla fine degli anni settanta a oggi, con particolare attenzione al fenomeno del negazionismo sul web.Nuova edizione ampliata
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Irresistibile tentazione (I Romanzi Extra Passion)

Simon Quinn può avere qualsiasi donna, ma preferisce quelle scaltre e senza illusioni. La sua vita è fatta di pericolo e piaceri passeggeri, nulla da offrire al di fuori della propria esperienza di amante e di mercenario. Lysette Rousseau è una spia bellissima e letale, proprio il tipo di donna adatta a lui, se non fosse che Simon prova per lei solo una tenace avversione. Finché una notte si ritrova improvvisamente ammaliato dalla sua dolce seduzione e travolto dalla passione. Al punto da non sapersi spiegare come sia possibile provare per Lysette sentimenti così contrastanti, quasi che vi siano due donne in una sola…

Irresistibile tentazione

Simon Quinn può avere qualsiasi donna, ma preferisce quelle scaltre e senza illusioni. La sua vita è fatta di pericolo e piaceri passeggeri. Non ha titoli da sfoggiare o proprietà di cui vantarsi, non ha nulla da offrire al di fuori della propria esperienza di amante e di mercenario.

Lysette Rousseau è una spia bellissima e letale, proprio il tipo di donna adatto a lui, se non fosse che Simon prova per lei solo una tenace avversione. Finché una notte si ritrova improvvisamente ammaliato dalla sua dolce seduzione e travolto dalla passione. Al punto da non sapersi spiegare come sia possibile provare per Lysette sentimenti così contrastanti, quasi che vi siano due donne in una sola

Prepariamoci quindi a lasciarci stupire da una serie di colpi di scena, perché sono moltissimi i misteri che avvolgono le vite di Simon e Lysette, e a gustarci le diverse storie d’amore che Sylvia Day riesce abilmente a intrecciare in questo romanzo.

Irresistibile tentazione è il quarto e ultimo libro della serie ”Georgiana”.
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L’irlandese

Dopo anni di carcere, ancora braccato dall’fbi e ormai costretto su una sedia a rotelle, Frank Sheeran confessa, per la prima volta al suo avvocato Charles Brandt, il mistero che ha ossessionato l’opinione pubblica statunitense per quasi trent’anni a partire dall’estate del 1975: la sparizione di Jimmy Hoffa, mitico protagonista del sindacalismo americano tra gli anni Cinquanta e Settanta, un caso rimasto irrisolto poiché nessuno è stato mai condannato né il corpo di Hoffa ritrovato. Per certo, è stato un personaggio scomodo a molti uomini, politici e criminali, e che il caso non sia mai stato chiuso fa pensare alla responsabilità di poteri molto in alto. Ma perché Sheeran ha scelto di parlare a trent’anni dai fatti, fuori da un’aula di tribunale? Frank “l’Irlandese” Sheeran a metà degli anni Cinquanta è stato dirigente della più grande unione sindacale americana, l’International Brotherhood of Teamsters (che rappresenta la categoria degli autotrasportatori), al fianco del suo fondatore e leader, Jimmy Hoffa. Ma Frank è stato anche l’uomo delle “commissioni” che la Mafia gli affidava in nome della sua leggendaria freddezza. Com’è riuscito questo gigante dai capelli rossi e dal pugno di ferro a diventare il braccio armato del padrino Russell “McGee” Bufalino e insieme la spalla del sindacalista più potente degli Stati Uniti? L’Irlandese. Ho ucciso Jimmy Hoffa risponde a questa e a molte altre domande, raccontando l’America proibizionista degli sbirri corrotti, dei locali clandestini e dell’alcol di contrabbando, svelando al contempo gli intrighi politici e le relazioni scomode della famiglia Kennedy. Da questo straordinario libro-inchiesta sarà tratto il film che Martin Scorsese sta girando con Robert de Niro, Al Pacino e Joe Pesci.
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L’Irlandese

Parigi 1940. Mentre il pugno nazista si stringe intorno alla città, nella vita di un uomo di pensiero, scrittore semisconosciuto, irrompe l’azione. Negli anni della guerra, tra le file della Resistenza, l’uomo imparerà a formulare messaggi in codice e a maneggiare bombe a mano, sfuggirà di un soffio alla Gestapo e percorrerà centinaia di chilometri dentro scarpe logore accanto alla donna amata. Si meriterà perfino un nome di battaglia: L’Irlandese. Ne uscirà vivo e saprà trasformare tutto questo in arte. Ne uscirà grande. La storia lo ricorderà come Samuel Beckett.
Quando nel settembre del 1939 Samuel Beckett, a dispetto del conflitto appena dichiarato, ritorna a Parigi dalla sua compagna Suzanne Dechevaux-Dumesnil, preferendo i minacciosi venti di guerra francesi all’aria placida ma soffocante della nativa Irlanda, è un uomo apatico e sfiduciato. La scrittura non procede, la traduzione in francese di Murphy neppure. E l’ombra del grande e pomposo James Joyce, al cui servizio ha trovato impiego come segretario, incombe sulla sua creatività. A Parigi, sostenuto dalla dinamica Suzanne, stimolato dalla compagnia di intellettuali e artisti, da Francis Picabia a Marcel Duchamp, forse riuscirà a trovare la sua voce e a dare risposta al terribile quesito di sua madre: ‘Di quale utilità penseresti mai di essere, tu?’. Ma l’occupazione tedesca della città spariglia le priorità. Ora quel che conta è sopravvivere, al minimo grado. E tuttavia Beckett ha in mente la stessa paralizzante domanda materna quando decide di abbracciare la Resistenza, con l’incarico di raccogliere e confrontare i messaggi in codice dei compagni – per poi nasconderli fra le pagine del manoscritto su cui sta arrancando, ‘di gran lunga il posto piú sicuro in cui tenere qualcosa che non vuol far leggere a nessuno’. E quando la sua cellula viene scoperta e cominciano gli arresti – cui l”Irlandese’ riesce a sfuggire solo grazie a una buona dose di imprevedibile intraprendenza – la sola opzione per lui e Suzanne resta la fuga. Il lungo, estenuante viaggio verso il Sud della Francia, affrontato a piedi e con mezzi di fortuna, è una vivida rappresentazione scenica della tirannia del corpo, fra piedi dolenti, denti malfermi e morsi della fame, e dell’inanità di ogni aspettativa. ‘Domani monsieur verrà senz’altro’, propone Samuel per addolcire l’attesa di un aiuto salvifico, e Suzanne, anticipando il Vladimir di Aspettando Godot, sentenzia: ‘Oggi è già domani’. Sembra la fine di tutto. Quale spazio può conservare l’arte in un mondo attanagliato dall’orrore della guerra? Eppure la scrittura si rivela essere un bisogno piú primario di quel che lo stesso Beckett avesse immaginato. ‘È come la bava delle lumache – gli suggerisce un’amica. – Non si riesce a fare un passo, se non si scrive’. E quella che sembrava la fine diventa l’inizio: di una nuova estetica, se non altro. Avvicinandosi al venerato autore di Aspettando Godot, Jo Baker ripete il miracolo già compiuto con l’acclamato Longbourn House: frugare nel dietrole- quinte di una biografia arcinota e illuminarne elementi inediti. Ne emerge un’opera che è insieme storia d’avventura, romanzo di formazione e narrazione storica, e che sorprende a ogni pagina.
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Ira e tempo. Saggio politico-psicologico

Se si dovesse esprimere in una frase la grande caratteristica dell’attuale situazione psicopolitica mondiale, dovrebbe suonare così: siamo entrati in un’era con una prospettiva del mondo senza punti di raccolta dell’ira: per Peter Sloterdijk l’ira è la chiave per comprendere e descrivere psico-politicamente il mondo dopo la fine del comunismo e dell’era bipolare. A partire dall’ira di Achille, Sloterdijk ripercorre le modalità di raccolta delle energie dell’ira nella storia. Con il termine “thymós” i greci intendevano la volontà, il desiderio, la brama, e l’ira. Il thymós è il motore delle azioni dell’eroe omerico. Più tardi, diviene la sede dell’aspirazione al riconoscimento, e il mancato riconoscimento suscita ira. Con le religioni monoteistiche il patrimonio dell’ira viene spostato nell’Aldilà, dove si compierà la giustizia divina. Il risentimento terrestre verrà soddisfatto alla fine dei tempi. La situazione cambia completamente con la rivoluzione francese. La possibilità dell’uguaglianza, spostata in un mondo a venire, costituisce la base della thymotica degli oppressi. Partito, leader e militanza rivoluzionaria segneranno l’accumularsi dell’ira fino al crollo dell’Unione Sovietica. Il mondo attuale è un sistema post-storico in cui sono scomparsi i punti tradizionali di raccolta dell’ira e delle energie thymotiche.
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