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L’ultimo teorema di Fermat

“Simon Singh racconta in modo semplice e chiaro
la storia di un teorema che ha coinvolto molti dei più grandi
matematici del passato, facendo rivivere l’affascinante
percorso della teoria dei numeri.”
La Stampa

Nel 1665 il matematico Pierre de Fermat, uno dei più geniali innovatori
della teoria dei numeri, morì portando con sé la soluzione del suo ultimo quesito aritmetico. “Dispongo di una meravigliosa dimostrazione di questo teorema, che non può essere contenuta nel margine
troppo stretto di una pagina.” Era stata lanciata una delle più alte sfide nell’ambito delle dimostrazioni matematiche, una prova nella quale innumerevoli studiosi si sarebbero cimentati invano nei secoli
successivi. Per più di trecento anni il teorema di Fermat ha resistito
ostinatamente al progresso della scienza, fino a quando, nell’estate del 1993, Andrew Wiles, un matematico inglese della Princeton University,
ha dichiarato di averlo risolto.
Simon Singh ha raccontato questa straordinaria avventura del pensiero
umano; la storia di un enigma che affonda le proprie radici nella Grecia di Pitagora e arriva fino ai giorni nostri, ai lunghi anni di ricerche e di isolamento accademico durante i quali Wiles è riuscito a far
convergere le più recenti tecniche delle teoria dei numeri verso la soluzione del problema “più difficile che sia mai esistito

L’ultimo scalo del Tramp Steamer

Si chiamano Tramp Steamer certi carghi ‘di scarso tonnellaggio, non appartenenti alle grandi compagnie di navigazione, che viaggiano di porto in porto cercando carichi occasionali da trasportare dove che sia’. Uno di questi Tramp Steamers, una sorta di vascello fantasma, l’immagine stessa dell’avventura solitaria, seguiremo affascinati nelle pagine di questo romanzo, dall’aria ghiacciata del Baltico dove ci appare per la prima volta, come un’allucinazione, sino a scali perduti del Sud America. La storia del Tramp Steamer, del suo lento naufragare, sarà intrecciata, fino quasi a coincidere, con quella del suo capitano, il basco Jon Iturri e del suo grande amore, la giovane libanese Warda. E il lettore si sentirà attratto sino alla fine da questa storia come il capitano Iturri si sente irresistibilmente attratto dal suo vecchio cargo a riprendere sempre la via del mare. In questo romanzo Álvaro Mutis, che viene oggi scoperto in tutto il mondo come uno dei maggiori scrittori viventi, sembra risalire la corrente, con il felice Tramp Steamer della sua prosa, a una delle sorgenti ultime di ogni narrazione: il racconto del marinaio. ”L’ultimo scalo del Tramp Steamer” è apparso per la prima volta nel 1988.

(source: Bol.com)

L’ultimo rifugio

Dena ritorna a Monroe, la sua città d’origine, per stare con Brian, padre del bambino che ha in grembo. Ma le cose non vanno nel verso giusto. Brian non è l’uomo gentile e premuroso di cui si era innamorata e la donna decide di lasciarlo rifugiandosi a casa di un’amica. Ed è qui che scopre un terribile segreto che lega Brian ad un efferato omicidio perso nel tempo ed avvolto nel più fitto mistero.
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L’ultimo guardiano

La sfida finale fra Artemis Fowl e l’arcinemica Opal Koboi è alle porte. Grazie all’aiuto del dottor Argon, gnomo psichiatra, e alla propria incredibile intelligenza, Fowl termina in tempo record la terapia che gli permette di lasciarsi alle spalle il complesso di Atlantide, causato da una sovraesposizione alla magia. Dimesso dalla clinica, viene immediatamente coinvolto nel riscatto di Koboi insieme ai compagni di sempre: Spinella Tappo e Leale, e con il prezioso intervento del suoi fratellini gemelli, Myles e Beckett. La versione giovane di Opal, che ha seguito il capitano della polizia elfica Spinella Tappo nel suo viaggio nel tempo con l’intenzione di liberare la se stessa del presente, rischia di essere uccisa dagli gnomi Pip e Kip, con la possibilità di stravolgere la realtà causando la morte non solo del proprio alter ego, ma anche di ogni altro essere vivente (umani e non). Età di lettura: da 10 anni.
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L’ultimo giorno di William Tucker

William Alec Tucker III, un giovane di belle speranze, ha perso la vita in un incidente. Ma qualcuno ha deciso di offrirgli una seconda possibilità grazie alla criogenica e alle tecnologie di fine secolo. Così William risorge e si trova sbalzato in un paradiso molto particolare che si chiama futuro, in un sistema solare rivoluzionato dove lo attendono pericolose avventure. Dalla fascia degli asteroidi alle colture di carne della Contea di Clarke, dai confini del sistema solare alle stelle, la via di Tucker è lastricata di gloria.. e di rischi.
Copertina: Marco PATRITO

L’ultimo dono

Fra il 1986 e il 1987 Sándor Márai, che da più di trent’anni ormai vive negli Stati Uniti, perde i due fratelli e la sorella, e anche il figlio adottivo, appena quarantaseienne. Ma soprattutto perde Lola, la donna che è stata la sua compagna per sessantadue anni: Márai, che ha coltivato il sogno impossibile di morire insieme a lei, è costretto a vederla spegnersi lentamente e, dopo averne disperso le ceneri nell’Oceano, a proseguire un’esistenza che gli appare ormai priva di senso. Il pensiero stesso della «letteratura» gli provoca ormai solo nausea e disgusto. Eppure – e fin quasi alla vigilia della morte – il vecchio «scrittore ungherese» (ché questo egli sarà sempre, afferma, ovunque egli vada) continua, nel monologo ininterrotto che è il suo diario, a registrare annotazioni di ogni genere: aforismi perfetti (la cui acida esattezza ricorda a volte Cioran); lucide riflessioni sulla letteratura (soprattutto quella ungherese, a cui non smette di interessarsi, ma anche Conrad, James, Marco Aurelio, il duca di Sully, Caterina da Siena), sul mondo contemporaneo, sul tema dell’esilio («L’esule che non fa ritorno a casa diventa un personaggio grottesco, se ne sta accoccolato su in alto, come l’anacoreta in cima a una colonna, e aspetta che arrivino i corvi a portargli da mangiare») – e naturalmente sulla prossimità della morte: «La morte è vicinissima, ne sento l’odore. Ma ho ancora qualcosa da spartire con la vita». Sono proprio le estreme, sconvolgenti pagine dell’autore delle “Braci”. Sándor Márai scrive l’ultima frase il 15 gennaio del 1989. Esattamente un anno prima si era comprato una rivoltella ed era andato più volte in un poligono di tiro per imparare a usarla. Il 21 febbraio, tredici mesi e mezzo dopo la morte di Lola, si uccide.
(source: Bol.com)

L’ultimo distretto

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La caccia al deforme e sanguinario Jean-Baptiste Chandonne, il ‘lupo mannaro’ accusato dell’omicidio di nove donne, sembra essersi conclusa con il suo arresto dopo l’aggressione in casa di Kay Scarpetta. Chandonne, però, continua a dichiararsi innocente e attribuisce la colpa a un misterioso complotto internazionale ordito ai suoi danni. E se fosse vero? Se esistesse un secondo uomo, molto vicino a Chandonne, deciso a sfruttarne la deformità fisica e trarne vantaggio per i suoi scopi criminosi? Una sottile inquietudine sembra farsi strada in Kay, anche perché Pete Marino, il capitano di polizia con cui collabora da anni, sembra avere ora con lei uno strano comportamento e il procuratore pare addirittura sospettarla dell’assassinio dell’ultima vittima..

L’ultimo cavaliere

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Sono passati cinquecento anni dalle Grandi Guerre, fomentate dai demoni, che avevano lasciato solo morte e rovina, sterminando quasi completamente il genere umano. I superstiti, un piccolo gruppo di Uomini e di Elfi, fuggiti sotto la guida del giovane Falco – una creatura magica dalle sembianze umane –, avevano trovato rifugio in una valle remota e inaccessibile che lo stesso Falco era riuscito a isolare dai pericoli esterni con la magia, esaurendo tutto il suo potere. Uomini, Elfi e mutanti avevano trovato un luogo che credevano sarebbe stato la loro patria per sempre. Ma si sbagliavano. Avviene infatti ciò che non era immaginabile: dopo cinque secoli, la barriera della nebbia magica che protegge la valle comincia ad affievolirsi e quando Sider Ament, l’unico discendente sopravvissuto dei Cavalieri del Verbo, sorprende alcune creature ostili provenienti dall’esterno che aggrediscono due cercatori di piste, teme il peggio. Il rifugio un tempo sicuro è ora diventato vulnerabile e lui solo è in grado di fronteggiare e sconfiggere i misteriosi nemici che stanno penetrando nel loro mondo. Ben pochi tra gli abitanti, però, sembrano credere al pericolo. Insieme ai due giovani cercatori di piste e a una coraggiosa principessa degli Elfi, Sider guida la difesa della patria, impresa decisamente complicata, aggravata dal tradimento di chi vuole impadronirsi del potere, mentre all’esterno un esercito di Troll si prepara all’invasione. Sider e i suoi compagni scoprono che i nemici sono molto più forti del previsto e che per avere qualche possibilità di salvezza dovranno di nuovo imparare a servirsi delle Pietre Magiche.

Gli ultimi eroi

Il Mondo Emerso sembra giunto definitivamente al tramonto. Il morbo che il re degli elfi ha insinuato nella popolazione sta contaminando ogni villaggio, e l’unico antidoto, una pozione distillata dal sangue di ninfa, non basta a curare tutti i malati. Mentre ogni speranza sembra perduta, Adhara decide di non opporsi più al proprio destino e di essere fino in fondo Sheireen, la creatura nata per combattere il Marvash, il male assoluto. Grazie al suo coraggio e all’aiuto di una guerriera ribelle, l’origine del morbo viene infine svelata, e un’innocente sottratta a un immane supplizio. Ma le voci di un’inattesa minaccia iniziano a serpeggiare tra i sopravvissuti, e un attacco di inaudita potenza sembra covare nelle riunioni segrete del re degli elfi e i suoi seguaci. L’arma che annienterà per sempre il Mondo Emerso sta per abbattersi sulla Terra del Vento, e Adhara dovrà compiere una scelta dolorosa e definitiva, sacrificando alla missione molto più di se stessa. Età di lettura: da 14 anni.

Le ultime ore di Shaleen

Tornano gli eroi di David Gerrold: il computer Harlie e la “Star Wolf”, la leggendaria astronave LS-1187. Ma una grave malattia ha colpito il comandante Hardesty, e l’ibernazione si è resa necessaria. La missione della “Star Wolf” diventa ancora più difficile: evacuare un intero pianeta! L’aiuto dei Morthan, ex-avversari della Terra, questa volta sarà indispensabile.
Copertina di Marco Patrito

Ultime notizie dalla famiglia

Ultime notizie dalla famiglia. Dalla famiglia Malaussène, si intende. Dalla tribù di Belleville che popola, felice, l’immaginazione dei lettori e continua ad accendere quella del suo autore. Daniel Pennac ci fa sapere che la famiglia fa ancora rumore, che lascia echi, scie, code. Come i due testi che mettono le ali a questo volume: “Signor Malussène a teatro”, un esilarante monologo sulla paternità, e “Cristianos y moros”, un racconto breve che fa luce sul Piccolo, sulla sua caparbia volontà di conoscere l’identità del padre naturale. A saga conclusa, insomma, Pennac riapre le pagine dei suoi romanzi per evocare nuove figure, nuovi umori, nuove situazioni, per ridare la parola al coro della sua balzana famiglia e rispondere con la sua saggezza discreta al caos abissale del nostro tempo.

L’ultima traccia

L’autrice racconta in prima persona la sua storia di donna tormentata e maltrattata da un marito psicopatico. Trova finalmente il coraggio di scappare portandosi dietro i due figli, che qualche mese dopo però vengono scovati e rapiti dal padre. Sola, disperata, Hannah giunge in uno degli immensi parchi nazionali americani e riscopre in sé i potenti istinti del cacciatore imparati dal nonno: il sapersi orientare sempre, il riconoscere le tracce e i segni lasciati da animali o persone sul terreno. Doti che Hannah trasforma in un lavoro – rintraccia le persone, solitamente anziani e bambini – ma soprattutto in una potente filosofia spirituale in cui la ricerca dell’altro diventa ricerca interiore delle proprie radici e di sé.
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