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L’Atelier dei miracoli

Tre vite sull’orlo del baratro: Mariette, insegnante di storia che, provocata una volta di troppo, ha superato il limite e ha scaraventato uno studente giù dalle scale; Millie, che si è gettata nel vuoto dalla sua casa in fiamme; Mike, disertore dell’esercito e homeless che viene aggredito da una banda di balordi. A salvare tutti arriva all’improvviso Jean, un benefattore, che li accoglie nel suo Atelier dei Miracoli, dove le persone semplicemente guariscono. Ma Jean è un uomo ambiguo e manipolatore e forse i motivi della sua generosità sono più oscuri: eppure la salvezza può arrivare nelle maniere e dalle persone più impensate, e il confronto con i propri fantasmi e con lo spregiudicato Jean potranno aiutare Mariette, Millie e Mike più di ogni altro miracolo. Ma quanto si mescolano, nella vita reale, il Bene e il Male? Dov’è il confine? Chi non ha mai incontrato una persona che ci aiuta ma, al tempo stesso, ci manipola? “L’Atelier dei miracoli è una favola sull’essere soli anche nel mezzo della folla, sulla complessità rapporti umani, sull’altruismo disinteressato. Ma è anche un libro su ciò che ciascuno di noi possiede, e che appare quando la nostra vita prende una direzione inaspettata.” Dalla giuria che ha premiato L’Atelier dei miracoli con il premio Nice – Baie des Anges “Difficile non pensare a Anna Gavalda o a Grégoire Delacourt”. Le Figaro magazine “Un thriller alla francese: lasciamo che Valérie Tong Cuong ci porti a scoprire la zona d’ombra che ognuno nasconde”. Livres Hebdo Valérie Tong Cuong è nata nella periferia parigina. Ha studiato letteratura e scienze politiche. Ha lavorato otto anni nel settore delle comunicazioni e della pubblicità prima di dedicarsi alla scrittura e alla musica a tempo pieno. È tradotta in 16 lingue e pubblicata in 20 paesi.

At-1 non risponde

L’autore di Colossus (Urania n. 475) ritorna con un nuovo grandioso, spettacolare romanzo, dal quale stanno già traendo il film. Il colosso è questa volta l’AT-1 (Automatic Tanker n. 1), una gigantesca petroliera comandata da un computer, che rinnova le leggende dell’olandese Volante e del Vascello Fantasma attraversando gli oceani senza equipaggio. A bordo c’è soltanto una scorta armata, composta da quattro ex militari (più una ex hostess), e tutto sembra procedere nel modo più tranquillo, quando fulmineamente… Non possiamo, beninteso, dirvi altro. Ma possiamo garantirvi che di rado dei puntini di sospensione hanno annunciato un suspense più prolungato e perfetto di questo.
Copertina di Karel Thole

Astroincendio doloso

Esplosione. Incendio. Il transatlantico spaziale è in fiamme. Sull’astroscialuppa di salvataggio duecento uomini di bassa casta e una dozzina di Nareth dell’equipaggio “vogano verso la terraferma”. Ma il punto non è di sapere se il carburante sarà sufficiente, se i viveri basteranno, se la rotta è quella giusta… Il punto è di sapere se – come pare – l’incendio che ha distrutto l’astronave è stato provocato intenzionalmente da qualcuno, e se questo “qualcuno” è tra i superstiti… Il thriller che segue porta due firme prestigiose che ci garantiscono uno scioglimento all’altezza della… catastrofe iniziale.

Assoluto e relativo

La teoria della relatività, che coinvolge il significato stesso dei concetti di spazio e tempo, non è semplicemente un pilastro della fisica, ma una chiave di comprensione della realtà. Attraverso un’esposizione chiara e circostanziata degli aspetti concettuali, delle motivazioni e della genesi della teoria, Assoluto e relativo guida alle rivoluzionarie conseguenze filosofiche della relatività e dei suoi risultati quali E=mc2 . In una panoramica sulla fisica classica, da Galilei a Newton, Maxwell, Einstein, andando oltre fino a quella particolare simmetria che è la riflessione speculare, si danno risposte a domande quotidiane sul carattere assoluto o relativo delle leggi fisiche. Qualsiasi persona curiosa che vuole capire come funziona il mondo vedrà ripagati i propri sforzi: trova qui una divulgazione di tipo nuovo che ricorre al tempo stesso al potere chiarificatore delle parole e all’illuminante sintesi delle formule.

(source: Bol.com)

L’assedio. Troppi nemici per Giovanni Falcone

A venticinque anni dall’attentato di Capaci, Giovanni Bianconi ricostruisce, attraverso i documenti e i ricordi dei protagonisti, l’ultimo periodo della vita di Giovanni Falcone. Un’indagine nella Storia, che rivela la condizione di accerchiamento in cui si è trovato il giudice palermitano, stretto tra mafiosi, avversari interni al mondo della magistrature e una classe politica nel migliore dei casi irresponsabile. E individua coloro che, nascosti dietro il paravento del “rispetto delle regole”, lo contrastarono, tentarono di delegittimarlo e lo isolarono fino a trasformarlo nel bersaglio perfetto per i corleonesi di Totò Riina.

L’assassino. La vendetta

C’è stato un tempo in cui FitzChevalier e il Matto erano in grado di cambiare il mondo con le loro imprese e garantire la stabilità del Regno dei Lungavista. Quel tempo è finito da un pezzo. Da quando i due amici inseparabili hanno preso strade opposte e Fitz, lasciatosi alle spalle un passato da assassino, si è trasformato in un gentiluomo di campagna, un marito devoto e un padre amorevole. Un uomo che aveva giurato di non uccidere mai più. Finché, dopo anni di silenzio, il Matto ricompare nel Regno dei Sei Ducati. Ferito, sfigurato, irriconoscibile. È riuscito a sfuggire ai suoi aguzzini e ad affrontare un viaggio pieno di difficoltà e pericoli pur di raggiungere il suo amico di sempre e chiedergli un’unica cosa: vendetta. Tornare a uccidere per lui. Distratto dalle condizioni precarie del Matto, che richiedono le sue cure, e coinvolto suo malgrado negli intrighi di corte, Fitz abbassa la guardia. Ed è così, in un solo, orribile istante, che il suo piccolo mondo di pace è sconvolto per sempre: sua figlia, la sua amatissima bambina, viene rapita da predoni misteriosi che vogliono usarla come un’arma in loro pugno. Ma anche FitzChevalier ha qualche arma segreta da sfoderare. Un’antica magia scorre ancora nelle sue vene. E per quanto la sua destrezza di assassino possa essersi appannata negli anni, ci sono abilità che, una volta imparate, non si dimenticano tanto facilmente. Ora, amici e nemici stanno per scoprire che non c’è niente di più pericoloso di u

L’assassino. L’ultima caccia

FitzChevalier aveva giurato a se stesso che mai più avrebbe prestato il braccio agli intrighi di corte, mai più avrebbe vestito i panni dell’assassino. Ma tutto è cambiato quando la sua bambina, la figlia più amata, Ape, è stata rapita dai Servi, che mirano a manipolare il futuro per accumulare ricchezze e potere. Credendola ormai morta, Fitz parte con l’amico più fidato, il Matto, per avere vendetta. Attraverseranno mezzo mondo, fino alle terre che lo stesso Matto si era ripromesso di non vedere mai più: l’inferno da cui era riuscito a fuggire. Ne porta ancora le ferite sul corpo, ma la sua forza non ne è stata scalfita. E Fitz non avrà più il vigore della gioventù, ma la sua destrezza con le lame, i veleni e la magia è ineguagliabile e letale. La loro missione è chiara: nessuna pietà, affinché nessun avversario possa rivedere l’alba. Sarà un viaggio di vendetta, ma anche di profonda trasformazione e rivelazioni mozzafiato. Nulla sarà più come prima, al termine di questa nuova avventura: l’atto finale della trilogia de L’assassino, un romanzo di insuperabile maestria, destinato a restare uno dei capolavori assoluti del genere fantasy.

L’assassino del Marais

Esiste forse qualcosa di più bello della primavera a Parigi? Eppure, quell’8 aprile 1892, nella libreria di rue des Saints-Pères, nessuno s’interessa alle bellezze della città in fiore, e regnano lo sconcerto e la paura. Perché, nottetempo, un ladro è penetrato nella libreria e nell’appartamento di Kenji Mori, socio e padre putativo di Victor Legris, e li ha messi a soqquadro, rubando però soltanto una coppa senza alcun valore. Victor e il suo curiosissimo commesso, Joseph, non hanno esitazioni: occorre scoprire il colpevole e recuperare la refurtiva, che ha per Kenji un grande significato affettivo. Così, seguendo le tracce di quell’oggetto, i due si avventurano nei meandri di una Parigi insolita, raggelata da una serie di attentati compiuti dagli anarchici. Inoltre, proprio mentre pare che uno dei terribili dinamitardi sia stato finalmente arrestato, una catena di inspiegabili delitti riporta il panico fra la popolazione. Nessuno parla, ma la reticenza dei parigini non è l’unico ostacolo per Victor e Joseph, poiché un uomo in sella a un modernissimo velocipede è sulle loro tracce, deciso a servirsi di qualunque mezzo pur di mettere le mani sulla coppa del mistero…
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Assassino a pagamento (eNewton Zeroquarantanove)

Per molti, Haynes, detto “il Gunner”, non è che un fuorilegge: ma per alcuni è un gentiluomo dai metodi poco ortodossi. Per Scotland Yard è uno dei ladri più abili del mondo. “II Gunner” e Luke Maddison appartengono a mondi totalmente diversi, perché Luke è un rispettabile banchiere, fidanzato con un’affascinante ragazza, Margaret Leferre. Ma Luke ha fatto un favore a “il Gunner”, e questi non la dimentica: così, quando il banchiere finisce nei guai, “il Gunner” interviene per farlo uscire dall’incubo…
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo; a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo, nonché la sceneggiatura del celeberrimo King Kong. Definito “il re del giallo”, è morto nel 1932.
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### Sinossi
Per molti, Haynes, detto “il Gunner”, non è che un fuorilegge: ma per alcuni è un gentiluomo dai metodi poco ortodossi. Per Scotland Yard è uno dei ladri più abili del mondo. “II Gunner” e Luke Maddison appartengono a mondi totalmente diversi, perché Luke è un rispettabile banchiere, fidanzato con un’affascinante ragazza, Margaret Leferre. Ma Luke ha fatto un favore a “il Gunner”, e questi non la dimentica: così, quando il banchiere finisce nei guai, “il Gunner” interviene per farlo uscire dall’incubo…
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo; a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo, nonché la sceneggiatura del celeberrimo King Kong. Definito “il re del giallo”, è morto nel 1932.

L’assassinio di via Belpoggio

Scritto dietro lo pseudonimo di Ettore Samigli (solo più tardi lo cambierà nel più noto Italo Svevo), “L’assassinio di via Belpoggio” fu pubblicato la prima volta nel 1890 sulla rivista “L’Indipendente”. Questa edizione contiene anche i racconti: “Vino generoso” e “Lo specifico del dottor Menghi”.Dall’incipit del libro:Dunque uccidere era cosa tanto facile? Si fermò per un solo istante nella sua corsa e guardò dietro a sé: Nella lunga via rischiarata da pochi fanali vide giacere a terra il corpo di quell’Antonio di cui egli neppure conosceva il nome di famiglia e lo vide con un’esattezza di cui subito si meravigliò. Come nel breve istante aveva quasi potuto percepirne la fisionomia, quel volto magro da sofferente e la posizione del corpo, una posizione naturale ma non solita. Lo vedeva in iscorcio, là sull’erta, la testa piegata su una spalla perché aveva battuto malamente il muro; in tutta la figura, solo le punte dei piedi ritte e che si proiettavano lunghe lunghe a terra nella scarsa luce dei lontani fanali, stavano come se il corpo cui appartenevano si fosse adagiato volontario; tutte le altre parti erano veramente di un morto, anzi di un assassinato. Scelse le vie più dirette; le conosceva tutte ed evitava i viottoli per i quali non direttamente si allontanava. Era una fuga smodata come se avesse avuto le guardie alla calcagna. Quasi gettò a terra una donna e passò oltre non badando alle grida d’imprecazione ch’ella gli lanciava.Nota: gli e-book editi da E-text in collaborazione con Liber Liber sono tutti privi di DRM; si possono quindi leggere su qualsiasi lettore di e-book, si possono copiare su più dispositivi e, volendo, si possono anche modificare.Questo e-book aiuta il sito di Liber Liber, una mediateca che rende disponibili gratuitamente migliaia di capolavori della letteratura e della musica.

L’assassinio di Socrate

Grecia, V secolo a.C. Un oscuro oracolo predice l’assassinio di Socrate da parte di ‘un uomo dallo sguardo più chiaro’. Tra lo sconcerto dei suoi amici e seguaci, il filosofo sembra essere l’unico a non avere paura.In che modo questo terribile vaticinio si interseca con la condanna a morte da parte del suo stesso padre di un neonato spartano, un bambino dagli occhi quasi trasparenti?Mentre la guerra tra Atene e Sparta insanguina la Grecia, i destini di uomini politici, artisti e filosofi si intrecciano a quelli delle persone comuni: soldati che combattono fino allo stremo delle forze, madri che lottano per difendere i propri figli, giovani amanti disposti a tutto per difendere il loro amore… Da un vero maestro del genere, autore dell’Assassinio di Pitagora, un grande thriller adrenalinico, ricco di storie nella Storia, che dipinge un vivido affresco della civiltà greca mescolando con abilità verità e finzione e ci regala personaggi indimenticabili.

Gli assassini

La setta degli Assassini è una della più spettacolari leggende della storia medievale. Nell’immaginario collettivo essi sono fanatici sanguinari che terrorizzavano il mondo medievale, ancor più temuti perché non avevano paura della morte. I racconti tramandati sugli Assassini sono stati arricchiti e distorti e la verità è diventata sempre più oscura. Dopo la morte di Maometto, nelle divisione tra sciiti e sunniti e nelle successive fazioni che si accusavano l’un l’altra di eresia, nell’XI secolo nacque la setta degli Ismaeliti Nizari: furono i musulmani a battezzarli Assassini, “Hashishiyyun”, colui che usa l’hashish. Il libro racconta le origini della setta, le sue vicende attraverso due secoli, fino alla caduta sotto l’avanzata dei Mongoli.

Assassin’s Creed – Unity (versione italiana)

1789: la magnifica città di Parigi vede sorgere l’alba della Rivoluzione Francese. L’acciottolato delle strade si colora di rosso: è il sangue del popolo in rivolta contro l’oppressione dell’aristocrazia. Ormai ridotti in miseria, saranno proprio i parigini, attaccando la fortezza-prigione della Bastiglia, a scatenare la più sanguinosa rivolta popolare della Storia. Ma la giustizia rivoluzionaria si paga a caro prezzo In quello stesso periodo, mentre le spaventose differenze tra ricchi e poveri spingono un’intera nazione a dilaniarsi al proprio interno, un uomo e una donna lottano per rivendicare tutto quello che hanno perduto. Lui si chiama Arno Dorian, è un Assassino di origine franco-austriaca, e si muove nelle stanze di Versailles – tra cortigiani e corrotti funzionari – come nei vicoli e sui tetti della città, tra i derelitti affamati dalla monarchia assoluta. Lei è Élise, nobildonna desiderosa di entrare nell’ordine dei Templari, che rischia la morte sulla ghigliottina. Nemici per definizione, i due giovani sono legati da un vincolo più forte della Storia. Ma saranno trascinati nella battaglia secolare tra Assassini e Templari in un mondo dove i pericoli sono più terribili di quanto possano aver mai immaginato.
(source: Bol.com)

Le assaggiatrici

La prima volta in cui Rosa Sauer entra nella stanza in cui dovrà consumare i suoi prossimi pasti è affamata. “Da anni avevamo fame e paura,” dice. Siamo nell’autunno del 1943, a Gross-Partsch, un villaggio molto vicino alla Tana del Lupo, il nascondiglio di Hitler. Ha ventisei anni, Rosa, ed è arrivata da Berlino una settimana prima, ospite dei genitori di suo marito Gregor, che combatte sul fronte russo. Le SS posano sotto ai suoi occhi un piatto squisito: “mangiate” dicono, e la fame ha la meglio sulla paura, la paura stessa diventa fame. Dopo aver terminato il pasto, però, lei e le altre assaggiatrici devono restare per un’ora sotto osservazione in caserma, cavie di cui le ss studiano le reazioni per accertarsi che il cibo da servire a Hitler non sia avvelenato.
Nell’ambiente chiuso di quella mensa forzata, sotto lo sguardo vigile dei loro carcerieri, fra le dieci giovani donne si allacciano, con lo scorrere dei mesi, alleanze, patti segreti e amicizie. Nel gruppo Rosa è subito la straniera, la “berlinese”: è difficile ottenere benevolenza, tuttavia lei si sorprende a cercarla, ad averne bisogno. Soprattutto con Elfriede, la ragazza più misteriosa e ostile, la più carismatica.
Poi, nella primavera del ’44, in caserma arriva un nuovo comandante, Albert Ziegler. Severo e ingiusto, instaura sin dal primo giorno un clima di terrore, eppure – mentre su tutti, come una sorta di divinità che non compare mai, incombe il Führer – fra lui e Rosa si crea un legame speciale, inaudito.
Con una rara capacità di dare conto dell’ambiguità dell’animo umano, Rosella Postorino, ispirandosi alla storia vera di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf), racconta la vicenda eccezionale di una donna in trappola, fragile di fronte alla violenza della Storia, forte dei desideri della giovinezza. Proprio come lei, i lettori si trovano in bilico sul crinale della collusione con il Male, della colpa accidentale, protratta per l’istinto antieroico di sopravvivere. Di sentirsi, nonostante tutto, ancora vivi.
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La prima volta in cui Rosa Sauer entra nella stanza in cui dovrà consumare i suoi prossimi pasti è affamata. “Da anni avevamo fame e paura,” dice. Siamo nell’autunno del 1943, a Gross-Partsch, un villaggio molto vicino alla Tana del Lupo, il nascondiglio di Hitler. Ha ventisei anni, Rosa, ed è arrivata da Berlino una settimana prima, ospite dei genitori di suo marito Gregor, che combatte sul fronte russo. Le SS posano sotto ai suoi occhi un piatto squisito: “mangiate” dicono, e la fame ha la meglio sulla paura, la paura stessa diventa fame. Dopo aver terminato il pasto, però, lei e le altre assaggiatrici devono restare per un’ora sotto osservazione in caserma, cavie di cui le ss studiano le reazioni per accertarsi che il cibo da servire a Hitler non sia avvelenato.
Nell’ambiente chiuso di quella mensa forzata, sotto lo sguardo vigile dei loro carcerieri, fra le dieci giovani donne si allacciano, con lo scorrere dei mesi, alleanze, patti segreti e amicizie. Nel gruppo Rosa è subito la straniera, la “berlinese”: è difficile ottenere benevolenza, tuttavia lei si sorprende a cercarla, ad averne bisogno. Soprattutto con Elfriede, la ragazza più misteriosa e ostile, la più carismatica.
Poi, nella primavera del ’44, in caserma arriva un nuovo comandante, Albert Ziegler. Severo e ingiusto, instaura sin dal primo giorno un clima di terrore, eppure – mentre su tutti, come una sorta di divinità che non compare mai, incombe il Führer – fra lui e Rosa si crea un legame speciale, inaudito.
Con una rara capacità di dare conto dell’ambiguità dell’animo umano, Rosella Postorino, ispirandosi alla storia vera di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf), racconta la vicenda eccezionale di una donna in trappola, fragile di fronte alla violenza della Storia, forte dei desideri della giovinezza. Proprio come lei, i lettori si trovano in bilico sul crinale della collusione con il Male, della colpa accidentale, protratta per l’istinto antieroico di sopravvivere. Di sentirsi, nonostante tutto, ancora vivi.