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GLI UOMINI NEI MURI

Una vita da topi, una vita da scarafaggi: così si diceva degli ebrei chiusi nei ghetti dell’Europa Centrale, dei popoli schiacciati dall’occupazione nazista. Ma qui, su questa Terra invasa da strapotenti, invincibili, torreggianti mostri, la vita da scarafaggi è, per l’uomo, una realtà letterale. Tribù nomadi ormai ridotte allo stato primitivo si aggirano in un groviglio di cunicoli, condotti, gallerie; il loro stato normale è il terrore il loro unico scopo è sopravvivere fino a domani; il loro universo e quello cieco e senza speranza degli insetti, degli infimi parassiti che infestano le crepe e i segreti passaggi dei muri di casa. Ma c’è, in questa esistenza disperata, una tenacia, un accanimento, un coraggio che gli insetti non conoscono. Non è facile liberarsi, una volta per tutte, dei fastidiosi e formicolanti terrestri…
Copertina di Karel Thole

Uomini macchine e guai

Ron Goulart, uno dei più spiritosi e pungenti scrittori americani dell’ultima leva, a una satirica predilezione per macchine, congegni, robot e loro derivati e affini. I suoi racconti parlano di un’America non lontana, dove gli uomini sono più o meno quelli di oggi, con abitudini, passioni, difetti e comportamenti nei quali possiamo agevolmente riconoscere i nostri. Ma il fatto e che devono fare i conti con macchine che oggi (ancora) non esistono, soprattutto con un antico e sempre affascinante personaggio fantascientifico: l’androide, l’uomo semiartificiale, l’ibrido parlante e ragionante che crea problemi più di quanti non ne risolva. Sono problemi d’ordine amoroso, finanziario, coniugale, poliziesco, in mezzo ai quali le povere creature di carne e ossa si muovono smarrite e allarmate, coscienti di non dominare più la situazione, di aver perso il controllo della società, del mondo, della stessa vita. Che è esattamente ciò che ciascuno di noi prova sempre più spesso, anche senza androidi. A meno che questi invasori sintetici, queste belle imitazioni di uomini e donne, non siano già, chissà da quanto tempo, in mezzo a noi.
Indice:
Il damo (Gigolo, 1972)
La cimice nella pelle (Down and Out, 1973)
L’innocenza di Padre Bangs (The Innocence of Father Bangs, 1972)
Ferrovecchio (Nutzenbolts, 1975)
Programmatore scambi sessuali (Swap, 1970)
Meglio un asino vivo (Two Days Running and Then Skip a Day, 1967)
Il grande Whistler (Whistler, 1973)
Dare e avere (Badinage, 1965)
Festival Folk (Stockyard Blues, 1975)
Finalmente libero (Free At Last, 1973)
Ding-dong (Dingbat, 1973)
Copertina di: Karel Thole

Uomini e stelle

The Outward Urge is a sf novel by John Wyndham which is a collection of linked short stories, originally published in four issues of the magazine *”New Worlds Science Fiction”*. The collection was originally published with those four chapters in 1959. A 5th chapter was included in later versions. It was originally published in the November 1960 issue of New Wolds as a separate short story, ‘The Emptiness of Space’.
The stated authorship has a peculiar history. It was published as cowritten by John Wyndham & Lucas Parkes, but they were different pen-names for the same writer. He had used the pen-name Lucas Parkes earlier in his career. Unlike most of his novels, The Outward Urge was closer to typical hard sf & his publishers decided they wanted to use the Wyndham & Parkes byline because it was “not your usual Wyndham style”.
It’s future history set from 1994 to 2194. With chapters at 50-year intervals, it tells the story of the exploration of space, with space stations in Earth orbit, then moon bases, landings on Mars in 2094, Venus in 2144, & the asteroids. This is told thru Troon family members who play an important part in the exploration of space, since they all feel “the outward urge”, the desire to travel further into space. They all “hear the thin gnat-voices cry, star to faint star across the sky”–a quote from The Jolly Company by Rupert Brooke.
In 1994 “Ticker” Troon is killed foiling a Soviet missile attack on a British space station, & is later awarded a posthumous Victoria Cross.
In 2044 a major nuclear war between the USSR & the West wipes out most of the Northern Hemisphere, leaving Brazil as the main world power, which then claims that “Space is a province of Brazil”. However Australia eventually emerges as a serious rival.

Uomini e città della Resistenza

È una testimonianza diretta, e al tempo stesso una riflessione su quella che fu l’ispirazione profonda della Resistenza, il carattere ’religioso e morale, prima che sociale e politico’ che essa ebbe, nella concezione e nell’esperienza di Piero Calamandrei; il suo essere stata, ’più che un movimento militare, un movimento civile’. Carlo Azeglio Ciampi
”Fin dal titolo il libro di Calamandrei ha il merito di individuare una fra le dimensioni fondamentali della Resistenza: la sua natura tellurica, il legame dei partigiani con una specifica terra, con un preciso paesaggio. Non si trattava semplicemente di ancorare le lotte resistenziali al loro hic et nunc politico e militare, alla mossa geografia dell’insediamento sul territorio dell’una o dell’altra brigata, alla virtuosa storiografia degli scontri tra le fragili compagini partigiane e le blindate divisioni tedesche. Si trattava, più profondamente, di ritrovare il pathos del luogo che era stato proprio della Resistenza: quella ’fusione tra paesaggio e persone’ di cui avrebbe splendidamente testimoniato la narrativa dei Fenoglio e dei Meneghello.” Dall’Introduzione di Sergio Luzzatto
Pubblicato una prima volta nel 1955, in occasione del decennale della Liberazione, Uomini e cittàdella Resistenzaè il testo fondatore della nostra epica resistenziale. Questa edizione riproduce l’originale anche nell’immagine di copertina. La disegnò Carlo Levi per l’occasione, in ricordo di un episodio che più di qualunque altro sembrava evocare lo spirito della Resistenza. Un attimo prima di soccombere ai nazisti nel rogo di Sant’Anna di Stazzema, una giovane donna, Genny Marsili, aveva scagliato contro gli aguzzini uno zoccolo: il simbolo, insieme, della sua fierezza e della loro abiezione.
(source: Bol.com)

GLI UOMINI DI VROOB

Incontrare in aperta campagna, in una notte di luna, uno scimmione alto due metri non è una esperienza piacevole. Quando poi lo scimmione dimostra di non essere affatto uno scimmione, e di avere, anzi, un cervello di prim’ordine e un’arma praticamente invincibile, la paura privata si trasforma in terrore collettivo. Ma in questo agile e movimentato romanzo non tutti gli aliene sono spietati conquistatori, e non tutti gli indigeni sono disposti a lasciarsi addormentare o disintegrare.
Copertina di Karel Thole

Gli uomini di Mussolini

Alla fine della Seconda guerra mondiale molti tra i piú alti vertici militari delle Forze armate italiane avrebbero dovuto rispondere di crimini di guerra. Nessuno venne mai processato in Italia e all’estero. A salvarli furono gli equilibri della Guerra fredda e il decisivo appoggio degli alleati occidentali grazie a cui l’Italia eluse ogni forma di sanzione per i suoi militari. Diversi di loro furono reintegrati negli apparati dello Stato come questori, prefetti, responsabili dei servizi segreti e ministri della Repubblica e coinvolti nei principali eventi del dopoguerra: il referendum del 2 giugno; la strage di Portella della Ginestra; la riorganizzazione degli apparati di forza anticomunisti e la nascita dei gruppi coinvolti nel «golpe Borghese» e nel «golpe Sogno» del 1970 e 1974. Il loro reinserimento diede corpo a quella «continuità dello Stato» che rappresentò una pesante ipoteca sulla storia repubblicana. Attraverso documenti inediti, Conti ricostruisce vicende personali, profili militari, provvedimenti di grazia e nuove carriere nell’Italia democratica di alcuni dei principali funzionari del regime di Mussolini. Nel corso degli ultimi anni la storiografia si è occupata approfonditamente dei crimini di guerra italiani all’estero durante il secondo conflitto mondiale e delle ragioni storiche e politiche che resero possibile una sostanziale impunità per i responsabili. Meno indagati sono stati i destini, le carriere e le funzioni svolte dai «presunti» (in quanto mai processati e perciò giuridicamente non ascrivibili nella categoria dei «colpevoli») criminali di guerra nella Repubblica democratica e antifascista. Le biografie pubbliche dei militari italiani qui rappresentate sono connesse da una comune provenienza: tutti operarono, con funzioni di alto profilo, in seno all’esercito o agli apparati di forza del fascismo nel quadro della disposizione della politica imperiale del regime, prima e durante la Seconda guerra mondiale. La gran parte di loro venne accusata, al termine del conflitto, da Jugoslavia, Grecia, Albania, Francia e dagli angloamericani, di crimini di guerra. Nessuno venne mai processato in Italia o epurato, nessuno fu mai estradato all’estero o giudicato da tribunali internazionali, tutti furono reinseriti negli apparati dello Stato postfascista con ruoli di primo piano. Le loro biografie dunque rappresentano esempi significativi del complessivo processo di continuità dello Stato caratterizzato dalla reimmissione nei gangli istituzionali di un personale politico e militare non solo organico al Ventennio ma il cui nome, nella maggior parte dei casi, figurava nelle liste dei criminali di guerra delle Nazioni Unite.

Gli uomini che fecero grande Roma antica

I sette re di Roma, i condottieri, gli imperatori. Nomi a noi ormai familiari, resi immortali attraverso millenni di storia e di leggendeI sette re di Roma, i condottieri, gli imperatori: nomi immortali che hanno attraversato millenni di storia e di leggende, di letteratura e di poesia. Chi erano, in realtà, i grandi personaggi della Roma antica? Scipione, Vespasiano, Marco Antonio: come hanno contribuito alla gloria della città, e come alla sua disfatta? Con quali grandi sfide si sono misurati, come e quanto hanno contribuito ad ampliare l’impero, a quali leggi hanno legato il proprio nome, come hanno cambiato l’architettura dell’antica Roma? In sostanza: come hanno modificato, ognuno a modo suo, il corso della nostra storia? Questo saggio, puntuale nei contenuti e di agile consultazione, si propone in tal senso come un contributo importante, che arricchisce la biografia ufficiale dei grandi uomini di Roma antica con aneddoti particolari che li renderanno più familiari di quanto non siano mai stati. Giuseppe Antonellistudioso del mondo antico, ha pubblicato con la Newton Compton Crasso; Lucullo (finalista al premio Strega); Roma tra Repubblica e Impero; Mitridate; Storia di Roma dalle origini alla fine della Repubblica; Gaio Mario; Clodia; Terenzia e Fulvia; Catilina; Scipione l’Africano; Roma alla conquista del mondo antico; Caligola; Silla; Pompeo; Giulio Cesare, Gli uomini che fecero grande Roma antica e Il libro nero di Roma antica. (source: Bol.com)

Universo senza fine

In un futuro lontano, in cui milioni di mondi della Galassia sono collegati dal Tresmettitore, che permette di spostarsi quasi istantaneamente da un pianeta all’altro, le uniche astronavi a solcare le vie dello spazio sono quelle degli esploratori umani adattatisi a vivere in perpetua assenza di gravità e sopportando massicce dosi di radiazioni. Lo scopo dei loro viaggi? Scoprire nuovi pianeti abitabili su cui installare altri terminali del Trasmettitore, estendendo sempre di più la Rete Galattica, in una ricerca infinita che li porterà negli angoli più remoti della Galassia.
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Universo Infinito

Gli esploratori dello spazio hanno un motto: “I pianeti sono fatti per essere abbandonati”. In una galassia sconfinata e ancora sconosciuta, non c’è tempo per restare fermi in un porto, per cedere alle lusinghe di una casa o del tempo “reale”. Meglio tuffarsi negli anni-luce, a bordo di indistruttibili navi di metallo, e aprire gli occhi sui mondi vergini che si affacciano dietro le stelle appena scoperte. Intorno al classico tema dell’avventura nel cosmo, Marion Zimmer Bradley – l’autrice delle Nebbie di Avalon e del ciclo del pianeta Darkover – ha scritto uno dei suoi romanzi più memorabili. Ricavata da un racconto già classico, “Endless Voyage”, e pubblicata in edizione rilegata nel 1996, questa inquietante space opera è finalmente a disposizione del grande pubblico.
Copertina: Jacopo BRUNO

Un Universo comprensibile (Le Stelle (closed))

‘La cosa più incomprensibile del mondo è il fatto che sia comprensibile’, ebbe a dire un giorno Albert Einstein. A ben pensarci, non è stupefacente che l’Universo abbia un’intima essenza razionale e matematica, tale da abilitare la mente umana a indagarlo e a conoscerlo? Questo libro tratta dell’evoluzione storica del concetto di razionalità, dal mondo greco classico fino ai nostri giorni, passando attraverso i contributi, spesso sottovalutati o mal compresi, dei Padri della Chiesa e dei teologi medievali. Se non si tengono nel giusto conto i risultati del costruttivo e serrato confronto tra scienza e religione sul tema della comprensibilità del mondo, non si possono cogliere le specificità delle figure di due ‘giganti’ come Galileo e Newton, della scoperta del metodo scientifico e dei conseguenti trionfi della scienza moderna. L’interazione conflittuale tra scienza e teologia attraversa i secoli e rappresenta una delle pagine più entusiasmanti della storia del pensiero umano. ** ### Recensione “Questo libro è un opera ben meditata da parte di due autori professionalmente esperti in fisica, in astronomia e in teologia. La loro preparazione sulla storia delle relazioni tra scienza, filosofia e teologia è eccellente e, nello sviluppo del loro discorso, essi mantengono un atteggiamento di rispetto per le prove empiriche e di considerazione per la razionalità. Benché io non sia d’accordo con tutte le loro conclusioni su questioni che sono di così grande complessità, mi ha favorevolmente colpito l’imparzialità delle loro argomentazioni”. ABNER SHIMONY Professore Emerito di Filosofia e Fisica, Università di Boston ### Sinossi ‘La cosa più incomprensibile del mondo è il fatto che sia comprensibile’, ebbe a dire un giorno Albert Einstein. A ben pensarci, non è stupefacente che l’Universo abbia un’intima essenza razionale e matematica, tale da abilitare la mente umana a indagarlo e a conoscerlo? Questo libro tratta dell’evoluzione storica del concetto di razionalità, dal mondo greco classico fino ai nostri giorni, passando attraverso i contributi, spesso sottovalutati o mal compresi, dei Padri della Chiesa e dei teologi medievali. Se non si tengono nel giusto conto i risultati del costruttivo e serrato confronto tra scienza e religione sul tema della comprensibilità del mondo, non si possono cogliere le specificità delle figure di due ‘giganti’ come Galileo e Newton, della scoperta del metodo scientifico e dei conseguenti trionfi della scienza moderna. L’interazione conflittuale tra scienza e teologia attraversa i secoli e rappresenta una delle pagine più entusiasmanti della storia del pensiero umano.

Università futura. Tra democrazia e bit

Abbiamo di fronte cinque sfide da cui dipende il futuro dell’umanità: ambientale, tecnologica, economica, geopolitica e democratica. Sfide a cui si aggiunge, per noi italiani, quella rappresentata dal futuro sempre più incerto del nostro paese. Su quali principi dovrebbe basarsi l’università per aiutare la società ad affrontare questi problemi? Più in generale, cosa potrebbe fare per le persone e la conoscenza? Quali metodi, quali aspetti è bene che restino invariati, e quali potrebbero invece beneficiare della rivoluzione digitale? Dopo oltre vent’anni focalizzati sugli aspetti economici della missione dell’università, è ora di riscoprirne le radici umaniste e di portarle nel ventunesimo secolo. Juan Carlos De Martin propone un’idea di università pensata per tutti coloro che hanno a cuore il futuro del nostro paese, in particolare per i ragazzi e le ragazze nati all’inizio del millennio.

L’unica figlia

2003 Rebecca Winter ha sedici anni e vive la sua estate da teenager, tra il lavoro al fast-food, la cotta per un ragazzo più grande e qualche furtarello con la sua migliore amica. Ma cose strane iniziano ad accaderle: qualcuno che si muove nella sua stanza di notte, parziali amnesie, la sensazione di essere osservata… E poi Bec scompare. 2014 Una giovane donna viene fermata per taccheggio in un supermercato. Disperata, per evitare l’arresto dichiara di chiamarsi Rebecca Winter e di essere stata rapita molto tempo prima. Le è sembrato il modo più facile per tirarsi fuori dai guai, svignarsela e ricominciare da capo, e infatti si insinua nella vita della vera Bec senza difficoltà: dorme nel suo letto, gioca con i fratelli, impara i nomi degli amici di un tempo. Ma la famiglia amorevole e gli amici entusiasti non sono esattamente quello che sembrano. Qualcosa non torna, e mentre cerca di tenersi il più lontano possibile dal detective che indaga sul caso, i panni di Bec le vanno sempre più stretti. Perché chiunque sia stato a farla sparire undici anni prima è ancora là fuori. E ora è lei a essere in pericolo.

Le undicimila verghe

Pubblicato clandestinamente nel 1906, scritto da uno dei massimi poeti francesi del Novecento, il romanzo è la storia, scatenata, di un “viaggio erotico” e, allo stesso tempo, una grottesca parodia dei romanzi erotici popolari che si svolgevano su treni, a bordo di transatlantici, in località climatiche e avevano per protagonisti principi, conti e nobili russi. Postfazione di Louis Aragon e uno scritto di Michel Décaudin.
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L’undicesima ora

Il corpo senza vita di un noto architetto romano viene ritrovato nel suo loft una settimana dopo il decesso. L’autopsia non ha ancora dato risposte certe sulle cause, ma sembra escludere l’ipotesi della morte violenta. Quasi contemporaneamente, una villetta dove l’architetto abitava fino a poco tempo prima viene distrutta da un incendio doloso. I due eventi sono in relazione tra loro? Qualcuno voleva la morte dell’uomo? Il commissario Ottavio Ponzetti – giunto alla sua ottava avventura – non sa opporre resistenza alla seduzione delle coincidenze e si appassiona al caso nonostante non sia di sua diretta competenza.
Oltre al fidato ispettore Iannotta, Ponzetti coinvolge nell’inchiesta amici e parenti, mettendosi insieme a loro sulle tracce di una misteriosa donna spagnola e incrociando, nel corso dell’indagine, la biografia e le opere di importanti personaggi del Novecento, tra cui l’architetto Antoni Gaudí: proprio a Barcellona – come già era avvenuto nelle ultime indagini, che lo avevano portato prima in Sicilia, poi addirittura in Patagonia – il commissario trascorrerà una movimentata e intrigante vacanza di lavoro.
Ma le strade battute da Ponzetti tornano sempre a Roma, dove le numerose ipotesi, i dubbi e le incertezze svaniscono portando alla luce una sola, sorprendente verità.
«Cammina, Ponzetti. Cammina per la città, incontro alla notte, in mezzo alla gente che corre dietro alla vita senza raggiungerla mai».
Maurizio De Giovanni
«Il commissario Ottavio Ponzetti è uno dei detective più bravi e rassicuranti del giallo italiano».
Fabrizio D’Esposito, «Il Fatto Quotidiano»
«Un commissario colto e un po’ all’antica precipitato nella Roma del terzo millennio».
Paolo Fallai, «Sette – Corriere della Sera»
«Rarità tra i suoi colleghi, il commissario Ponzetti non è un burbero ed è fedele alla moglie. Vizi? Il biliardo e le passeggiate per Roma».
Irene Soave, «Vanity Fair»
«Il fascino dolceamaro del commissario che dal 2008 si è conquistato un posto tra i più amati investigatori del panorama letterario italiano».
Andrea Monda, «Il Foglio»
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### Sinossi
Il corpo senza vita di un noto architetto romano viene ritrovato nel suo loft una settimana dopo il decesso. L’autopsia non ha ancora dato risposte certe sulle cause, ma sembra escludere l’ipotesi della morte violenta. Quasi contemporaneamente, una villetta dove l’architetto abitava fino a poco tempo prima viene distrutta da un incendio doloso. I due eventi sono in relazione tra loro? Qualcuno voleva la morte dell’uomo? Il commissario Ottavio Ponzetti – giunto alla sua ottava avventura – non sa opporre resistenza alla seduzione delle coincidenze e si appassiona al caso nonostante non sia di sua diretta competenza.
Oltre al fidato ispettore Iannotta, Ponzetti coinvolge nell’inchiesta amici e parenti, mettendosi insieme a loro sulle tracce di una misteriosa donna spagnola e incrociando, nel corso dell’indagine, la biografia e le opere di importanti personaggi del Novecento, tra cui l’architetto Antoni Gaudí: proprio a Barcellona – come già era avvenuto nelle ultime indagini, che lo avevano portato prima in Sicilia, poi addirittura in Patagonia – il commissario trascorrerà una movimentata e intrigante vacanza di lavoro.
Ma le strade battute da Ponzetti tornano sempre a Roma, dove le numerose ipotesi, i dubbi e le incertezze svaniscono portando alla luce una sola, sorprendente verità.
«Cammina, Ponzetti. Cammina per la città, incontro alla notte, in mezzo alla gente che corre dietro alla vita senza raggiungerla mai».
Maurizio De Giovanni
«Il commissario Ottavio Ponzetti è uno dei detective più bravi e rassicuranti del giallo italiano».
Fabrizio D’Esposito, «Il Fatto Quotidiano»
«Un commissario colto e un po’ all’antica precipitato nella Roma del terzo millennio».
Paolo Fallai, «Sette – Corriere della Sera»
«Rarità tra i suoi colleghi, il commissario Ponzetti non è un burbero ed è fedele alla moglie. Vizi? Il biliardo e le passeggiate per Roma».
Irene Soave, «Vanity Fair»
«Il fascino dolceamaro del commissario che dal 2008 si è conquistato un posto tra i più amati investigatori del panorama letterario italiano».
Andrea Monda, «Il Foglio»

Un’estate da ragazzi

Nel 1979 un terribile tornado devasta la città di Wichita Falls, in Texas. Molti morti, moltissimi senzatetto e un bambino di nove anni che lotta per riemergere dal coma. Il suo nome è Todd Willis e quando quattro anni dopo si risveglia, trova ad attenderlo un mondo diverso, simile a quello vissuto prima del tornado ma inquietante in un modo che non riesce a spiegarsi. La nuova vita di Todd diventa una lotta per separare i fatti dalla fantasia, il sonno dalle allucinazioni. Gli amici che conosce nel 1983, affascinati e incantati dalla sua esperienza, sono allo stesso tempo spaventati dal suo complesso rapporto con la realtà. Un’estate da ragazzi è la storia di cinque amici che diventano inseparabili fino all’estate cruciale in cui ognuno di loro scopre il senso dell’amore, la ferocia del tradimento e tutti insieme condividono un segreto che giurano di seppellire per sempre. Venticinque anni dopo, il buio riaggredisce Wichita Falls e i cinque amici devono tornare alle ferite del passato, ai mostri, ai tormenti, al timore di quell’estate lontana. Un thriller allucinato e metafisico. Un commovente romanzo di formazione.

Umberto Eco: Tra Ordine e Avventura

Umberto Eco ha raggiunto fama mondiale come romanziere, intellettuale pubblico, esperto di filosofia medievale, semiologo e studioso di letteratura, arte, storia. Ma, prima di tutto questo, è stato un grande maestro, all’università e fuori. Claudio Paolucci del professor Umberto Eco è stato uno degli ultimi allievi e suo collaboratore all’Università di Bologna. Ma, prima di tutto questo, è stato un ragazzo che nel 1997 si presenta al ricevimento docenti per mettere in dubbio alcune idee di “Kant e l’ornitorinco”: “Quel professore, che era incidentalmente l’intellettuale italiano più famoso del mondo, passò ore e ore a discutere con un ragazzo di ventiquattro anni con un look che lo disturbava moltissimo”. I pilastri del lavoro di Eco sono stati per decenni l’amore per i dubbi e la fiducia nella negoziazione, l’attitudine a gettare ponti tra idee, persone e istituzioni diverse, l’ironia e il riso come test dell’ordine esistente, ma anche la limpida vocazione alla didattica e alla ricerca. In questo libro, Paolucci tenta una prima ricognizione dell’eredità (filosofica, pubblica, umana e intellettuale) di Umberto Eco, mostrando le strette relazioni interne tra le sue differenti attività: la teoria semiotica e la pratica di romanziere, l’analisi dei mass media e l’amore per il Medioevo, il gusto per la barzelletta e la serietà con cui prendeva il suo lavoro di professore.