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Il Libro Malazan dei Caduti

Poche opere meritano la definizione di “epico” quanto Il Libro Malazan dei Caduti: epico è lo sfondo della storia, che si estende su diversi continenti in un mondo vasto quanto dettagliato, coprendo un arco complessivo di centinaia di migliaia di anni; epico è il cast, sia per il numero di personaggi che per la varietà dei ruoli; epiche sono le trame e il loro intreccio, la magnitudine di eventi che tra cataclismi apocalittici e guerre devastanti lascia fin troppo spesso il lettore a bocca aperta; epica è la capacità di narrare, con naturalezza e costante perizia, ogni genere di eventi e situazioni, strappando di volta in volta, senza sforzo, un sorriso, una lacrima, e un sincero urlo di dolore (o di trionfo – perché alla fine, tutto sommato, forse i buoni possono ancora vincere).

Libro e libertà

Censura, roghi, libri immaginari, bibliomania e criminalità: il potere del libro e la lotta tra libro e potere in un testo appassionato e sorprendente. Dalla lettura come passione morbosa alla biblioteca come specchio di chi la possiede o la inventa, dal “furor d’aver libri’ alla “dotta ignoranza’ del bibliotecario di professione.
(source: Bol.com)

Il libro delle anime

È un libro, un semplice libro antico. Ma custodisce un segreto. Un segreto che è stato scritto col sangue nel 1297, da innumerevoli scrivani coi capelli rossi e con gli occhi verdi, forse toccati dalla grazia divina, forse messaggeri del diavolo. Che è riapparso nel 1334, in una lettera vergata da un abate ormai troppo anziano per sopportare il peso di quel mistero. Che, nel corso del XVI secolo, ha illuminato la strada di un teologo, i sogni di un visionario e le parole di un genio. È un libro, un semplice libro antico. Ma sta per scatenare l’inferno. Perché quel libro è stato sottratto alla Biblioteca dei Morti, la sconfinata raccolta di volumi in cui è riportata la data di nascita e di morte di tutti gli uomini vissuti dall’VIII secolo in poi.

Il libro dell’impero

Non si conosce il luogo di nascita di Majno, sia per la mancanza di documentazioni certe sulle sue origini, sia perché egli stesso ci fornisce scarse notizie al riguardo degli anni giovanili. D’altronde il periodo storico nel quale si presume sia vissuto rappresenta uno dei momenti più confusi della storia di un Impero ormai travagliato da profondi sommovimenti interni. La leggenda di Majno ha attraversato i secoli, arricchendosi di volta in volta di elementi spesso contrastanti che offrono un’immagine ambigua, indefinibile della sua personalità poetica e letteraria e da essi deriva l’alone di fascino e di mistero che sempre lo circonda. Certo, Majno si adatta assai bene a queste interpretazioni in bilico tra la crudezza di una realtà storica priva di rasserenanti prospettive e il mito di una vita condotta al di fuori da convenzioni sociali e vincoli morali, anarchicamente libera. L’esistenza vagabonda del poeta sfiorata, più d’una volta, dall’ombra del carnefice, le sue incessanti peregrinazioni per le province settentrionali dell’Impero, l’angoscioso senso del dramma, appena stemperato dalla risata amara e beffarda, che permea le ballate a lui attribuite, hanno contribuito a suffragare l’immagine del cantore compagno di strada e di bagordi, del giullare scanzonato pronto a procurare ai compagni di ventura cibo caldo e letto, non solo per dormire. Non ci è di grande aiuto per conoscere meglio la sfuggente figura di Majno la sua incompleta, e presumibilmente apocrifa, autobiografia, ma restano gli illuminanti squarci poetici delle ballate e i frammenti della cronaca in prosa e in versi noti come Il Libro dell’Impero a dimostrare quale lucido cronista egli sia stato (pur attraverso la metafora di storie leggendarie che coprono per un vastissimo periodo l’epopea imperiale) delle tribolazioni esistenziali della gente d’ogni strato sociale dell’epoca in cui visse. I popoli dell’Impero non lo hanno mai dimenticato. Egli fu l’attore del loro dramma, la mutevole maschera dei loro molteplici volti. (Gherard Curtius, L’archetipo Majno.)

Il libro del drago

Magonza, 1452. Nel silenzio della notte, una figura avvolta in un mantello trascina un baule intarsiato per le strade coperte di neve. Contiene la pelle di un drago che si dice dimorasse un tempo nel Paradiso Terrestre, pelle che racchiude i segreti della saggezza eterna. Oxford, oggi. Mentre aspetta annoiato in una polverosa biblioteca, Blake fa scorrere le nocche sulle costole dei libri, e a un tratto uno si stacca dagli altri. Quel libro vuol essere sfogliato, ma quando Blake lo prende in mano, si accorge che le sue pagine sono… bianche! Eppure vibrano, come se fossero vive. Bibliofili, società accademiche segrete, pergamene perdute e inchiostro di sangue innocente si intrecciano tra la bottega di Gutenberg e l’Inghilterra dei nostri giorni. Hanno solo un misterioso nome in comune: Endymion Spring. Chi sarà, o cosa? Un ragazzo senza voce o un libro senza parole? Le risposte sono qui: entra a tuo rischio e pericolo. Età di lettura: da 11 anni.
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Il libro dei segreti. La lettrice

Sfuggiti per un soffio alle grinfie della Guardia, Sefia e Arciere si sono rimessi in marcia, sfruttando la protezione della foresta per curare le ferite e pianificare la prossima mossa. Arciere è perseguitato da ricordi dolorosi, frutto di un trauma del passato che si ripresenta ogni volta che chiude gli occhi. Quando vengono circondati da un gruppo di marchiatori, Arciere trova finalmente il modo di sconfiggere i suoi incubi: combattere gli aggressori e liberare i ragazzi che tengono prigionieri. Con Sefia accanto, comincia così la sua missione, attraverso il regno di Deliene. Ma più battaglie si trovano ad affrontare e più Arciere desidera combattere ancora, fino a che la sua sete di violenza non rischia di trasformarlo da ragazzo timido a spietato guerriero con un destino di sangue. Non appena Sefia comincia a collegare il destino di Arciere al passato misterioso di suo padre, la minaccia di una nuova guerra tra regni inizia a farsi pressante e i due ragazzi dovranno trovare un modo per evitarla a tutti i costi, se non vogliono che il futuro dell’intero mondo precipiti in un abisso di morte e distruzione.
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Il libro dei mille giorni

Quando Saren, figlia del signore del Giardino di Titor, viene murata viva in una torre perché si è rifiutata di sposare un uomo che disprezza, Dashti, la sua cameriera e dama di compagnia, accetta di seguirla. Convinta che quella sarà per lei una grande avventura, Dashti decide di tenere un diario della loro reclusione. Il “Libro dei Mille Giorni” è la storia di una ragazza di quindici anni abile e ingegnosa, forse più della sua nobile padroncina. Il tempo scorre lento in quell’oscurità forzata. Quando le scorte di cibo si esauriscono è Dashti a escogitare un modo per fuggire. Fuori dalla torre, intanto, il mondo è cambiato. Il pretendente respinto ha dichiarato guerra e devastato il paese: niente e nessuno attende più le due fanciulle, che sono costrette a mettersi in viaggio alla volta del regno vicino, in cerca di un futuro. Età di lettura: da 12 anni.
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Il libro degli antichi misteri

Un avvincente viaggio alla scoperta di luoghi segreti e sconosciuti del nostro pianeta, di civiltà poco note e monumenti arcani le cui origini, provenienza e significato costituiscono ancora oggi un enigma Dovunque, nel mondo, archeologi e storici e storici s’impegnano a interpretare le tracce e le testimonianze lasciate dai nostri avi. Una ad una, le tessere del mosaico si combinano tra loro, per formare il grande quadro della preistoria. È stato possibile, così, inquadrare cronologicamente e culturalmente resti di costruzioni, interpretare i più diversi manufatti, rendere leggibili simboli grafici indecifrabili e comprendere lingue insolite. Nonostante tali successi, nonostante l’intuito e l’intelligenza dei tanti esperti, l’immagine del nostro passato presenta ancora dei vuoti. Scoperte inaspettate, reperti inconsueti, tesori creduti scomparsi e tracce finora sconosciute rivelano il permanere di diverse zone d’ombra. Molti dei reperti rinvenuti non rientrano negli schemi ufficiali e mostrano che i nostri antenati erano molto più progrediti di quanto supponessimo. Bisogna riscrivere la storia dell’umanità? È necessario dubitare delle teorie esistenti? L’autore ci conduce in un avvincente viaggio alla scoperta dei luoghi misteriosi del nostro pianeta e racconta in maniera affascinante di collezioni archeologiche poco note, di pezzi da museo insoliti e di monumenti, le cui origini, provenienza e significato costituiscono ancora un enigma o, perlomeno, sono oggetto di discussione tra gli studiosi. Che senso hanno le miniature di aerei in oro e legno trovate nelle tombe preistoriche? Com’è possibile spiegare gli incomprensibili disegni sul terreno, di dimensioni così grandi da esser visibili soltanto da una prospettiva a “volo d’uccello”? Cosa ci fanno impronte e resti di ossa umane nei fossili dell’epoca dei dinosauri? Centinaia di milioni di anni ci dividono, secondo la teoria evoluzionistica, dall’epoca in cui vissero questi esseri: l’umanità, allora, è molto più antica di quanto creduto? Chi ha inventato i primi segni grafici e quando? Sorprendenti reperti provenienti dal Sudafrica e da altre località contendono il primato alla scrittura cuneiforme dei Sumeri e ai geroglifici egiziani. È stato possibile ricostruire alcune immagini dei singolari rilievi rinvenuti nel tempio egizio di Hathor, a Dendera, secondo i princìpi dell’elettrotecnica: i sacerdoti egiziani avevano già confidenza con la corrente elettrica? Quali segreti custodiscono le reliquie di cristallo, a cui vengono attribuiti poteri magici? Quale civiltà progredita li ha prodotti? Come si può spiegare la loro perfezione? Sono veramente esistiti i leggendari regni di Atlantide e Mu? Di fronte alla costa giapponese sono stati scoperti insoliti resti di culture scomparse, misteriose sculture sono state portate sulla terraferma. Questi sono soltanto alcuni dei tanti argomenti discussi in questo affascinante libro sul nostro passato ancora sconosciuto, sugli ultimi misteri del nostro mondo.
Reinhard Habeck vive in Austria e ha pubblicato diversi libri che trattano di antiche civiltà e misteri della storia.

Il libro cuore (forse)

Che sul Cuore deamicisiano ci abbiate pianto o no, di certo ora col Libro Cuore sardelliano ci potete ridere. Da pisciarvi addosso. Ché la parodia satirica raggiunge in Federico Sardelli scrittore quei vertici d’umorismo feroce e di comicità surreale fusi in ampia cultura linguistica che ne fanno uno dei più celebrati autori del mensile satirico “il Vernacoliere”, dal quale sono appunto tratti i racconti di questo libro.

Il libro che la tua chiesa non ti farebbe mai leggere

Il libro che la tua chiesa non ti farebbe mai leggere affronta con onestà e coraggio il tema più controverso di tutti i tempi: la religione. Tra le sue pagine, i contributi di teologi, storici e ricercatori indipendenti svelano mistificazioni, fanno luce su antiche credenze e affrontano il lato oscuro della fede trattando argomenti che le alte gerarchie di ogni confessione tentano di sottrarre alla conoscenza delle persone. Una lettura scioccante che, pagina dopo pagina, mette in discussione i dogmi su cui si fondano le religioni più importanti del pianeta e, come nel caso delle accuse di pedofilia piovute su numerosi esponenti del cattolicesimo, affronta gli scandali che hanno coinvolto altissimi prelati sfidando pregiudizi e luoghi comuni. Dalle origini ebraiche dell’Islam al mistero di Maria Maddalena, dai massacri effettuati dai crociati in Europa e Medio Oriente ai genocidi perpetrati dai seguaci di Maometto, Il libro che la tua chiesa non ti farebbe mai leggere è, al tempo stesso, una rigorosa controstoria delle religioni e un invito a non smettere mai di pensare con la propria testa.Tim C. Leedom e Maria Murdyhanno scritto e curato numerosi libri. Attualmente si occupano di cinema documentario, producendo filmati dedicati all’educazione degli adulti.

(source: Bol.com)

Il libro bianco dei Beatles

Questo libro si prende cura di tutte le canzoni Beatles ufficialmente edite nel corso della favolosa storia dei Favolosi, dal 1962 al 1969 (più le appendici di ”Anthology”): non solo quelle di Lennon e McCartney, proprio tutte, cover comprese – per un totale di 215. Di ogni brano si raccontano per esteso la genesi, la storia, la fortuna o sfortuna, con aneddoti poco raccontati e, soprattutto, le dichiarazioni dei protagonisti. C’è anche una lunga scheda introduttiva che racconta la ”preistoria”, cioè i Beatles giovani e ancora sconosciuti, che per sbarcare il lunario accettavano ingaggi da fame in terra tedesca: uno dei luoghi più affascinanti e meno raccontati della favola Beatles.

(source: Bol.com)

I libri che non ho scritto

Dopo aver affrontato in decine di saggi, romanzi e racconti gli argomenti più diversi, George Steiner svela in altrettanti capitoli i sette libri che non ha potuto scrivere: per discrezione, perché l’argomento era per lui troppo doloroso, perché la sfida personale o intellettuale del progetto era troppo ardua. I temi di questi ‘libri non scritti’ sfidano convenzioni e tabù: l’invidia che tormenta chi, pur dotato di talento e capacità, si trova a confronto con il genio; l’esperienza del sesso praticato in lingue diverse; l’amore per gli animali, quando supera quello per gli esseri umani. E ancora il rapporto tra l’intellettuale e l’ideologia, attraverso la figura del sinologo Joseph Needham; l’importanza dei sistemi educativi e l’opportunità di un moderno quadrivium valido per gli studenti di tutto il mondo; e naturalmente l’identità ebraica dopo la Shoà, con il costoso privilegio dell’esilio. Ad accomunare queste diverse direzioni d’indagine, che sono altrettante confessioni personali e culturali, è l’idea che nella nostra vita portiamo a compimento solo la punta dell’iceberg: dietro ogni buon libro si nasconde infatti almeno un ‘libro non scritto’, con il quale avremmo forse potuto ‘sbagliare meglio’.
(source: Bol.com)

La libreria dove tutto è possibile

Un esordio unico che ha conquistato i librai di tutto il mondo
Un omaggio alle librerie e ai tesori che nascondono

‘Una lettura irrinunciabile. Loveday è un personaggio affascinante e sfaccettato che non dimenticherete tanto facilmente ‘
Daily Mail

I libri mi conoscono meglio di chiunque altro.
Mi fido solo di loro.
Perché sanno sempre darmi le risposte che cerco.

Nel cuore di York, nel Nord dell’Inghilterra, c’è una piccola e fornitissima libreria. È il rifugio preferito della giovane Loveday Cardew. L’unico luogo che sia mai riuscita a chiamare casa. Solo qui si sente al sicuro. Solo qui può prendersi cura dei libri proprio come i libri si prendono cura di lei. Perché è attraverso le loro pagine che la giovane libraia riesce a comunicare le emozioni e i sentimenti più profondi: la solitudine di Anna Karenina; la gioia di vivere di La fiera della vanità; le passioni travolgenti di Cime tempestose.
Fino al giorno in cui comincia a ricevere misteriosi pacchi ricolmi dei libri con cui è cresciuta, e inizia a pensare che qualcuno stia cercando di mandarle un messaggio. Qualcuno che, forse, la conosce bene e che conosce anche la sua infanzia, divisa tra una madre assente e una donna che ha cercato di esserne il sostituto. Un’infanzia piena di ricordi difficili. Loveday non ha la minima idea di chi possa essere e del motivo per cui il misterioso mittente si ostini a non lasciarla in pace. Sa solo che non può più continaure a nascondersi e a fare finta di niente: se vuole costruirsi un futuro diverso, migliore, deve affrontare il passato che ha fatto di tutto per lasciarsi alle spalle. Al suo fianco, pronto ad aiutarla a raccogliere tutto il coraggio di cui ha bisogno, c’è il brillante e dolcissimo Nathan, poeta in erba, l’unico che sembra conoscere la strada per arrivare al suo cuore. A poco a poco, con i suoi versi pieni di speranza, riesce a scalfire il guscio che Loveday si è costruita intorno e a regalarle la promessa di una felicità che lei, in fondo, non vede l’ora di afferrare.

La libreria dove tutto è possibile è un esordio brillante e originale che ha saputo conquistare il cuore dei librai di tutto il mondo. Nessun’altro romanzo è riuscito a dipingere in modo altrettanto emozionante e delicato la realtà quotidiana di una libreria e la passione di un libraio che, da custode della letteratura, ne fa dono a piccoli e grandi lettori. Perché la libreria è il luogo giusto per trovare la risposta a tutte le nostre domande: basta saper ascoltare e fidarsi di quello che i libri hanno da raccontarci.

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Libera scienza in libero Stato

Non solo siamo fra gli ultimi in Europa nelle materie scientifiche, ma quando riusciamo a formare un vero genio in genere gli mettiamo in mano una valigia e lo mandiamo a far del bene all’estero. Perché in Italia la ricerca proprio non vuole funzionare? Per due motivi, entrambi ben radicati nella storia e nel costume nazionali. Da un lato scontiamo una cronica quanto inspiegabi le paura del la scienza e delle sue potenzialità, e dal caso Galilei alla battaglia contro l’analisi preimpianto degli embrioni molta responsabilità spetta alla Chiesa e al suo vizio di dettare legge in un Paese che pure si professa laico. Dall’altro lato ci si mette lo Stato che da destra a sinistra taglia i fondi al l’università, spreca le scarse risorse, ingarbuglia le carriere accademiche senza peraltro riuscire a sottrarle ai “baroni”. Così,mentre da ogni parte si decanta l’importanza dell’innovazione per la crescita del Paese, nei fatti chi dovrebbe produrla viene ostacolato con ogni mezzo: concorsi macchinosi, precariato a vita, stipendi da fame e, perché no, obiezione di coscienza. Storie di ordinaria contraddizio in un sistema che cola a picco. Margherita Hack dedica questo libro al l’analisi delle condizioni di una ricerca che non ha più né Stato né Chiesa su cui contare. Passa al vaglio le riforme che si sono succedute sotto quattro governi, denuncia gli errori ricorrenti e le troppe incongruenze, mette in luce gli esempi positivi incontrati nel corso della sua carriera e infine propone qualche idea. Per evitare che i troppi medici al capezzale dell’università malata finiscano per ammazzarla.
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### Sinossi
Non solo siamo fra gli ultimi in Europa nelle materie scientifiche, ma quando riusciamo a formare un vero genio in genere gli mettiamo in mano una valigia e lo mandiamo a far del bene all’estero. Perché in Italia la ricerca proprio non vuole funzionare? Per due motivi, entrambi ben radicati nella storia e nel costume nazionali. Da un lato scontiamo una cronica quanto inspiegabi le paura del la scienza e delle sue potenzialità, e dal caso Galilei alla battaglia contro l’analisi preimpianto degli embrioni molta responsabilità spetta alla Chiesa e al suo vizio di dettare legge in un Paese che pure si professa laico. Dall’altro lato ci si mette lo Stato che da destra a sinistra taglia i fondi al l’università, spreca le scarse risorse, ingarbuglia le carriere accademiche senza peraltro riuscire a sottrarle ai “baroni”. Così,mentre da ogni parte si decanta l’importanza dell’innovazione per la crescita del Paese, nei fatti chi dovrebbe produrla viene ostacolato con ogni mezzo: concorsi macchinosi, precariato a vita, stipendi da fame e, perché no, obiezione di coscienza. Storie di ordinaria contraddizio in un sistema che cola a picco. Margherita Hack dedica questo libro al l’analisi delle condizioni di una ricerca che non ha più né Stato né Chiesa su cui contare. Passa al vaglio le riforme che si sono succedute sotto quattro governi, denuncia gli errori ricorrenti e le troppe incongruenze, mette in luce gli esempi positivi incontrati nel corso della sua carriera e infine propone qualche idea. Per evitare che i troppi medici al capezzale dell’università malata finiscano per ammazzarla.

Libera Chiesa in libero Stato

I discorsi che Cavour tenne al primo parlamento italiano, in cui viene avanzata la formula classica “libera Chiesa in libero Stato”, sono tornati in questi ultimi anni, di estrema attualità. Il Giubileo del 2000 ha definitivamente consacrato la rivincita postuma di Pio IX? La Repubblica italiana si appresta a svolgere nell’Unione Europea il ruolo che lo stato pontificio aveva nell’Italia del XIX secolo? Il libro riporta i discorsi parlamentari e quelli tenuti alla Camera dei Deputati e al Senato da Cavour. Commento di Francesco Ruffini e prefazione di Mario Pirani.

Lezioni proibite

Due uomini sono meglio di uno…
Sembra impossibile che una ragazza ingenua voglia dedicarsi a rapporti proibiti, ma Kimber è convinta che imparare tecniche erotiche trasgressive sia l’unico modo per far trionfare il suo amore per Jesse, una rockstar dai gusti particolari…
E così, decisa a dimostrargli che è abbastanza donna per lui, chiede aiuto a Deke, uomo senza inibizioni, audace e impetuoso, esperto in triangoli amorosi. Sta giocando con il fuoco, però, perché Deke e il suo amico Luc la portano a vette indicibili di piacere, in una dimensione di sublime erotismo da cui le sarà difficile uscire.
Jesse vuole da lei l’innocenza, Deke vuole essere l’unico ad accendere il fuoco che ha dentro…