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Contro ogni nemico

Un feroce ammutinamento scoppia su uno dei pianeti controllati dalle Famiglie. Esmay Suiza decide di approfittare della confusione generale per sposare, contro ogni regola, Barin Serrano. Ora si tratta di affrontare le conseguenze del suo gesto temerario e farsi riammettere nella Flotta, da cui è stata sospesa. Per riabilitarsi e poter tornare a combattere, Esmay parte quindi alla ricerca di Brun Meager, l’ambiziosa politicante cui ha salvato la vita. Perché Esmay Suiza ha una missione: spazzare via dalla galassia i sanguinari membri della rivolta.
Copertina: Franco Brambilla
* supplemento a Urania # 1521

Contro ogni evidenza – lucchesi 4

Milano. Una mattina, in un affollato ufficio postale del centro, entrano due uomini armati di pistola e a volto coperto: doveva essere una banale rapina, ma ci scappa il morto. Il commissariato competente, quello di piazza San Sepolcro, chiama la Omicidi, che manda il suo elemento migliore, il commissario Andrea Lucchesi. Ma a questi è sufficiente porre qualche domanda ai testimoni per fiutare odore di marcio: quella della rapina, secondo lui, è stata solo una copertura, per nascondere un vero e proprio assassinio. Così, contro ogni evidenza, decide di intraprendere un'indagine per omicidio premeditato. Un'indagine ostacolata però dai colleghi, desiderosi di chiudere in fretta il caso, dai testimoni, che in troppi hanno motivo di mentire, e dallo stesso Lucchesi che, col suo carattere impossibile e il suo pericoloso attaccamento all'alcol, ancora una volta riesce a finire in pasto alla Disciplinare. Sarà la bravissima ispettrice Lucia Anticoli a portare avanti l'indagine in sua vece, e a salvarlo da se stesso…

Contro natura: Una lettera al Papa

Remotti indirizza questo libro esplicitamente al papa. Spiega e argomenta perché il relativismo culturale, presente nello stesso cristianesimo, sia preferibile a ogni tipo di approccio dogmatico. In particolar modo quando sono in ballo i cosiddetti temi etici, dai quali dipende la qualità della convivenza ma anche della nostra stessa vita.
Corrado Augias, “il Venerdì di Repubblica”
Non so quante lettere ricevano il Papa e i suoi collaboratori. Di certo, non molte coraggiose e decise come questa che Francesco Remotti indirizza al Pontefice. L’antropologo propone una profonda riflessione sull’idea di natura che caratterizza molti discorsi di Benedetto XVI, ma soprattutto sulla quantità di cultura che impregna le nostre umane esistenze. Marco Aime, “La Stampa”
Per la Chiesa cattolica la natura umana è una, stabile e permanente. Ma esiste una norma e chi la stabilisce? Francesco Remotti affronta e discute una concezione univoca, rocciosa, imperiosa dell’essere uomini.

Contro la pena di morte

Il patibolo è un delitto permanente; è il più insolente degli oltraggi alla dignità umana, alla civiltà, al progresso, e tutte le volte che il patibolo viene alzato, noi riceviamo uno schiaffo. Questo delitto è commesso in nostro nome”: tenace oppositore della pena di morte, Victor Hugo si batté per tutta la vita contro di essa, e a questa battaglia dedicò alcune delle parole più potenti che siano mai state scritte sulla giustizia, la pietà e il rispetto dell’uomo. E mentre la pena di morte continua a essere tragicamente diffusa anche nel mondo di oggi, gli scritti di Hugo costituiscono un monito di assoluta attualità che interroga le nostre coscienze, esortando tutti noi a difendere l’inviolabilità della vita umana.

Contro L’identità

«Cento pagine divulgative di uno scrittore affascinante e antropologo di qualità, per smontare un valore forte della nostra cultura: la rivendicazione di sé etnica, politica, religiosa, localistica che fissa il confine tra noi e gli altri.» Ferdinando Albertazzi, Tuttolibri«Oggi che la psicologia e la psicoanalisi ci hanno resi avvertiti della natura plurale dellIo e dunque del carattere problematico della sua identità, è urgente che anche al livello del noi dei gruppi, dei popoli, forse persino della specie umana questa coscienza si imponga e contribuisca a gettare una luce critica sulla nozione stessa di identità. È questa la tesi di Francesco Remotti che documenta con numerosi (e spesso gustosi) richiami a esperienze sul campo i paradossi e le contraddizioni dellidentità.» Gianni Vattimo, LEspresso
### Language Notes
Text: Italian 

Contro l’antimafia

Matteo Messina Denaro, l’invisibile, è il più potente boss di Cosa nostra ancora in libertà. È a lui che dalla radio della sua città, Marsala, si rivolge ogni giorno Giacomo Di Girolamo nella trasmissione Dove sei, Matteo?, ed è a lui che si rivolge in questo libro: stavolta, però, con un’agguerrita lettera di resa.
Di Girolamo non ha mai avuto paura di schierarsi dalla parte di chi si oppone alla mafia. Ma adesso è proprio quella parte che gli fa paura. Ha ancora senso l’antimafia, per come è oggi? Ha avuto grandi meriti, ma a un certo punto è accaduto qualcosa. Si è ridotta alla reiterazione di riti e mitologie, di gesti e simboli svuotati di significato. In questo circuito autoreferenziale, che mette in mostra le sue icone – il prete coraggioso, il giornalista minacciato, il magistrato scortato – e non aiuta a cogliere le complesse trasformazioni del fenomeno mafioso, si insinuano impostori e speculatori. Intorno all’antimafia ci sono piccoli e grandi affari, dai finanziamenti pubblici ai «progetti per la legalità» alla gestione dei beni confiscati, e accanto ai tanti in buona fede c’è chi ne approfitta per arricchirsi, per fare carriera o per consolidare il proprio potere, in nome di un bene supremo che assolve tutto e tutti.
Non è più questione di «professionisti dell’antimafia»: oggi comanda un’oligarchia dell’antimafia, e chiunque osi metterla in discussione viene accusato di complicità. Di Girolamo scrive allora a Matteo Messina Denaro. Scrivere al grande antagonista, al più cattivo dei cattivi, è come guardarsi allo specchio: ne emerge, riflessa, l’immagine di una generazione disorientata, che assiste inerme alla sconfitta di un intero movimento, alla banalità seriosa e inconcludente delle lezioni di legalità a scuola, alle derive di un giornalismo più impegnato a frequentare le stanze del potere, politico o giudiziario, che a raccontare il territorio.
Contro l’antimafia è un libro iconoclasta, amaro, che coltiva l’atrocità del dubbio e giunge a una conclusione: per resistere alle mafie serve ripartire da zero, abbandonando la militanza settaria per abbracciare gli strumenti della cultura, della complessità, dell’onestà intellettuale, dell’impegno e della fatica.
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### Sinossi
Matteo Messina Denaro, l’invisibile, è il più potente boss di Cosa nostra ancora in libertà. È a lui che dalla radio della sua città, Marsala, si rivolge ogni giorno Giacomo Di Girolamo nella trasmissione Dove sei, Matteo?, ed è a lui che si rivolge in questo libro: stavolta, però, con un’agguerrita lettera di resa.
Di Girolamo non ha mai avuto paura di schierarsi dalla parte di chi si oppone alla mafia. Ma adesso è proprio quella parte che gli fa paura. Ha ancora senso l’antimafia, per come è oggi? Ha avuto grandi meriti, ma a un certo punto è accaduto qualcosa. Si è ridotta alla reiterazione di riti e mitologie, di gesti e simboli svuotati di significato. In questo circuito autoreferenziale, che mette in mostra le sue icone – il prete coraggioso, il giornalista minacciato, il magistrato scortato – e non aiuta a cogliere le complesse trasformazioni del fenomeno mafioso, si insinuano impostori e speculatori. Intorno all’antimafia ci sono piccoli e grandi affari, dai finanziamenti pubblici ai «progetti per la legalità» alla gestione dei beni confiscati, e accanto ai tanti in buona fede c’è chi ne approfitta per arricchirsi, per fare carriera o per consolidare il proprio potere, in nome di un bene supremo che assolve tutto e tutti.
Non è più questione di «professionisti dell’antimafia»: oggi comanda un’oligarchia dell’antimafia, e chiunque osi metterla in discussione viene accusato di complicità. Di Girolamo scrive allora a Matteo Messina Denaro. Scrivere al grande antagonista, al più cattivo dei cattivi, è come guardarsi allo specchio: ne emerge, riflessa, l’immagine di una generazione disorientata, che assiste inerme alla sconfitta di un intero movimento, alla banalità seriosa e inconcludente delle lezioni di legalità a scuola, alle derive di un giornalismo più impegnato a frequentare le stanze del potere, politico o giudiziario, che a raccontare il territorio.
Contro l’antimafia è un libro iconoclasta, amaro, che coltiva l’atrocità del dubbio e giunge a una conclusione: per resistere alle mafie serve ripartire da zero, abbandonando la militanza settaria per abbracciare gli strumenti della cultura, della complessità, dell’onestà intellettuale, dell’impegno e della fatica.

Contro il mercato della salute

«Le persone sane sono persone malate che semplicemente non sanno di esserlo». La battuta di una vecchia commedia è uscita dai teatri per inverarsi negli attuali sistemi sanitari. Quel paradosso va sotto il nome, in apparenza confortante, di medicina preventiva: screening di massa attuati con sofisticate apparecchiature di misurazione biometrica rilevano minime anormalità spesso indolenti e non progressive, su cui agisce poi un trattamento farmacologico di correzione della «devianza». Sollecitudine per la salute pubblica o affare colossale per il complesso medico-industriale? Iona Heath non ha esitazioni. Assimila le politiche neoliberiste in materia di rischio epidemiologico a una «licenza a stampare denaro». Ma nella sua accorata accusa contro la «combinazione tossica di interesse personale e buone intenzioni» la dottoressa Heath, tra i medici più esperti e stimati del Regno Unito, non è sola. Ricerche scientifiche pluridecennali hanno ormai dimostrato che l’illusione statistica dell’efficacia della prevenzione dipende soltanto dall’ampliamento della nozione di malattia e dall’abbassamento della soglia dei protocolli di intervento. Il risultato di questo regime di sovradiagnosi e sovratrattamento è una medicalizzazione della vita che ci fa sentire tutti un po’ malati, mentre storna ingenti risorse dalla cura di chi ne ha davvero bisogno, ossia le fasce soccombenti della popolazione. Quando ci ripeteranno che «prevenire è meglio che curare», chiediamoci almeno quali costi sociali abbia un’ossessione per il benessere del corpo che allontana sempre più l’idea stessa della sofferenza dall’orizzonte umano a cui inevitabilmente appartiene. Proprio su questo prospera il lucroso mercato della salute.

Contro gli incappucciati della finanza

Per la prima volta un volume raccoglie tutti gli articoli di Federico Caffè apparsi su «Il Messaggero» di Roma e «L’Ora» di Palermo nel periodo che va da metà degli anni Settanta sino alla vigilia della sua scomparsa, nell’aprile del 1987. Una raccolta unica, in cui è possibile cogliere la straordinaria lungimiranza e capacità di analisi economica e finanziaria di Caffè, oggi tra i più riscoperti studiosi del secolo scorso. Gli scritti proposti in questo volume rappresentano la collaborazione più duratura che Federico Caffè ebbe nel campo pubblicistico, nella funzione di «consigliere del cittadino», come lui stesso amava definirsi. Questa raccolta si avvale inoltre di alcuni saggi critici relativi alla mancata ricostruzione del secondo dopoguerra: un disegno di programmazione democratica e partecipata dal basso a cui il professore dette un importante contributo come capo di gabinetto di Meuccio Ruini, ministro nel governo Parri. Una straordinaria intuizione che fu però messa da parte per far spazio al disegno neoliberista e conservatore di «liberalizzazione senza programmazione », un modello di sviluppo economico di cui oggi l’Italia paga le conseguenze

Contro di te (Blind Love Saga Vol. 3)

Cinque anni sono un tempo lunghissimo. Ed è quello che è trascorso dalla fuga di Viola e Andrea verso la Francia. Gli intrecci della vita sono imprevedibili e azzardati, e neanche il loro amore è sopravvissuto agli scherzi del destino. Viola ha quasi ventiquattro anni, sta con un altro uomo, conduce una vita ordinaria, tranquilla, senza scossoni, concentrata solo sullo studio e sulla laurea ormai prossima. Andrea, da sempre inquieto e talentuoso, ha rivoluzionato il suo percorso: è diventato un campione sportivo famoso in tutto il mondo, si è trasferito a Miami, ha lasciato la sua vecchia vita senza rimpianti. Vive nel lusso, circondato da fotografi, giornalisti e fan adoranti. E sta con un’altra donna.
Andrea e Viola sono entrambi convinti di aver dimenticato tutto, di essersi lasciati alle spalle la loro burrascosa relazione. Vivono in due continenti diversi, non si vedono da anni. Ma basta una scintilla per riaccendere un fuoco che sembrava spento. Basta che Andrea torni a casa e che la veda. E che capisca, lui prima di lei, che niente è finito. E allora si attraggono e si respingono, si rincorrono e si sfidano incatenati in un legame oscuro fatto di bugie e di compromessi, di tradimenti e di mezze verità.
Perché due come loro si sfuggiranno per sempre. E per sempre si cercheranno.
L’ultimo capitolo della trilogia Blind Love, che comprende:
Tornerò da te (Vol. 1)
Senza di te (Vol. 2)
Contro di te (Vol. 3)
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### Sinossi
Cinque anni sono un tempo lunghissimo. Ed è quello che è trascorso dalla fuga di Viola e Andrea verso la Francia. Gli intrecci della vita sono imprevedibili e azzardati, e neanche il loro amore è sopravvissuto agli scherzi del destino. Viola ha quasi ventiquattro anni, sta con un altro uomo, conduce una vita ordinaria, tranquilla, senza scossoni, concentrata solo sullo studio e sulla laurea ormai prossima. Andrea, da sempre inquieto e talentuoso, ha rivoluzionato il suo percorso: è diventato un campione sportivo famoso in tutto il mondo, si è trasferito a Miami, ha lasciato la sua vecchia vita senza rimpianti. Vive nel lusso, circondato da fotografi, giornalisti e fan adoranti. E sta con un’altra donna.
Andrea e Viola sono entrambi convinti di aver dimenticato tutto, di essersi lasciati alle spalle la loro burrascosa relazione. Vivono in due continenti diversi, non si vedono da anni. Ma basta una scintilla per riaccendere un fuoco che sembrava spento. Basta che Andrea torni a casa e che la veda. E che capisca, lui prima di lei, che niente è finito. E allora si attraggono e si respingono, si rincorrono e si sfidano incatenati in un legame oscuro fatto di bugie e di compromessi, di tradimenti e di mezze verità.
Perché due come loro si sfuggiranno per sempre. E per sempre si cercheranno.
L’ultimo capitolo della trilogia Blind Love, che comprende:
Tornerò da te (Vol. 1)
Senza di te (Vol. 2)
Contro di te (Vol. 3)

Il contratto

Cosa si è disposti a fare pur di conquistare la fama e il successo? Qual è il confine oltre il quale si perde, insieme alla dignità, anche se stessi? Un aspirante scrittore si troverà inaspettatamente di fronte a un bivio di fausti memoria.
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Contratto indecente

Un contratto matrimoniale… Per salvare la villa di famiglia, l’impulsiva Alexa Maria McKenzie, ventisettenne proprietaria di una piccola libreria, sarebbe disposta addirittura a far bere un filtro d’amore a un rospo, possibilmente ricchissimo. Ma mai avrebbe immaginato di incappare nel fratello maggiore della sua migliore amica, uno degli uomini più ricchi, potenti e… appetibili di cui parlano le cronache mondane e di cui, da teenager, Alexa si era perdutamente innamorata senza speranza alcuna.
Il miliardario Nicholas Ryan da parte sua non crede per nulla nel matrimonio, ma per ereditare l’azienda dai suoi che lui stesso ha convertito in un business di successo nell’ambito delle nuove tecnologie, è costretto da un patto di famiglia a trovare una moglie. E in fretta. Così, quando scopre che quella scocciatrice della migliore amica d’infanzia di sua sorella è in ristrettezze economiche, le offre un contratto di un anno: matrimonio, nessun coinvolgimento emotivo, proibito innamorarsi. Ma almeno il sesso, no quello non è proibito… E come Alexa scopre che Nicholas supera ogni suo ricordo di ragazzina, Nicholas andrà ben oltre l’immagine che aveva di lei e dovrà venire a patti con le sue stesse convinzioni…

Contraccolpo: Una missione per l’ex comandante SAS Nick Stone

L’ex agente del SAS britannico Nick Stone si è ritirato in Svizzera e sta meditando di sposare Silky, che ignora la sua vera identità. Ma anche lui non sa molte cose di lei. All’improvviso, Silky scompare. Qualche ricerca, e Nick scopre che è andata in Congo al seguito di un’organizzazione umanitaria per aiutare le vittime dei massacri che avvengono in quel Paese. Nick c’è già stato nel 1985 per addestrare le truppe di Mobutu contro i ribelli e conosce la ferocia di cui quegli uomini sono capaci. Adesso la situazione è ancora più drammatica: da un anno l’Esercito di resistenza del Signore (LRA), in cui sono stati arruolati anche dei bambini, terrorizza e uccide la popolazione per impadronirsi delle miniere e nessuno sembra riuscire a fermare l’eccidio. Nick non può far finta di niente: parte per raggiungere Silky. E questa volta non dovrà affrontare soltanto i pericoli e le insidie di una nuova missione: dovrà fare i conti con il proprio passato, con gli innocenti che molti anni prima non è riuscito a salvare e il cui ricordo, come un tormento, bussa alla porta della sua coscienza. Ma perché Silky è andata proprio in Congo? Chi si nasconde dietro questa realtà che impedisce ai bambini di restare bambini? Chi vuole mettere le mani sul metallo più quotato alla Borsa di Londra? Purtroppo nulla è come sembra, e Nick scoprirà gente spietata e corrotta, disposta a tutto per il dio Denaro.

Il conto dell’ultima cena

In questo nuovo romanzo di Andrea Pinketts ritroviamo Lazzaro Santandrea, alter ego dell’autore, e il suo seguito di personaggi. Il protagonista (trentatreenne folgorato dalla constatazione che tutti i giusti, da Ges&ugrave Cristo a John Belushi, sono morti alla sua et&agrave) &egrave un profano che lotta contro il sacro pur subendone il fascino. Un giorno gli appare la Madonna, il che lo stupisce molto, perch&eacute la Signora di solito si presenta alle pastorelle ignoranti. Da questo incontro nasce una serie di eventi tra il tragico e il grottesco che conducono Lazzaro a rendersi conto che l’Apparizione &egrave tutt’altro che un buon segno. In una fine secolo che ha bisogno di valori, forse persino di apparizioni vere e false, Lazzaro, pur non essendo uno stinco di santo, si trova a fronteggiare baci di Giuda, personalissime vie crucis, miracoli, efferati delitti. In pratica, se &egrave vero che Ges&ugrave Cristo morendo ha pagato per tutti noi, Lazzaro si chiede chi, alla fine dell’Ultima Cena abbia dimenticato di pagare il conto. Fra i tanti miracoli veri e falsi raccontati in questa storia, l’unico certo &egrave il talento di Pinketts, che si &egrave imposto all’attenzione con la sua creativit&agrave irresistibile, le sue metafore imprevedibili, i giochi di parole sofisticati, i personaggi bizzarri, nani, giganti, orchi e principesse, sempre usate per insistere su quanto sia sottile la linea di confine tra metafora e realt&agrave. Queste pagine che si svolgono in un fuoco d’artificio di idee, di trovate, di virtuosismi, di humour, di ironia, di paradossi, in azioni sempre fuori di qualsiasi logica, da qualsiasi legge di tempo e di spazio, fanno di lui un vero scrittore postmoderno.

Un conto aperto con la morte

Per il famoso scrittore di libri gialli Gian Claudio Vasco, il nuovo romanzo si rivela un’impresa quasi impossibile. Perché questa volta non c’è finzione, deve scrivere di un’indagine vera. Anzi, di una vita intera passata a seguire tracce, a smascherare intrighi criminali. La vita di Bacci Pagano. L’investigatore dei carruggi ha un conto aperto con la morte. L’ultima indagine l’ha messo in pericolo al punto che ora è costretto a casa in una convalescenza forzata e complicata. Ma i suoi amici, il senatore Almansi e l’avvocato Gina Aliprandi, non si sono dimenticati di lui e hanno pensato fosse arrivato il momento di rendere onore a un’esistenza trascorsa a cercare la verità a ogni costo. E Vasco è l’uomo giusto per raccontarla. Eppure il giallista deve faticare non poco per convincerlo. Bacci Pagano non ha nessuna intenzione di finire in un libro. Fino a quando il suo intuito infallibile non gli dice di fidarsi di quello scrittore che fa poche domande e con cui trova un’intesa inaspettata. I due scavano nel passato di Bacci Pagano, tra rimpianti, rimorsi e donne a cui ha spezzato il cuore. E piano piano arrivano a ricostruire quel fatidico giorno in cui qualcuno ha tentato di ucciderlo, per toglierlo di mezzo. Bacci Pagano deve sapere. E se non può indagare di persona, in Vasco ha trovato un valido alleato. Un alleato che a sue spese scopre che il male esiste davvero, che gli incubi peggiori a volte si avverano.
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Conto alla rovescia

Per il detective Michael Bennett doveva essere una tranquilla e rilassante vacanza al mare insieme alla sua numerosa famiglia, ma una telefonata sconvolge i suoi piani, costringendolo a tornare in servizio: qualcuno ha piazzato una bomba nella sede centrale della New York Public Library, accompagnata da un messaggio tanto criptico quanto inquietante. Quando Bennett, profondamente scosso, arriva sul posto, scopre che la faccenda è persino più intricata di quanto pensava: l’ordigno è opera di una mente sofisticata e il messaggio lascia intendere che quella bomba non sarà l’unica. A distanza di qualche giorno vengono rinvenuti due cadaveri all’interno di un’auto, nel Queens. E anche in questo caso viene trovato un biglietto, indirizzato proprio a Michael Bennett. Il killer dice di essere il “Figlio di Sam”, l’assassino che ha sconvolto l’America negli anni Settanta. Ma com’è possibile, se è detenuto in un carcere di massima sicurezza? Bennett è sempre più convinto che ci sia un collegamento tra gli omicidi e gli attentati dinamitardi che stanno terrorizzando New York, ma il tempo non dà scampo e il detective dovrà agire più in fretta del killer se vuole evitare altri sanguinosi delitti…
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