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Il sesso inutile

“Le donne non sono una fauna speciale e non capisco per quale ragione esse debbano costituire, specialmente sui giornali, un argomento a parte: come lo sport, la politica e il bollettino meteorologico.” Così Oriana Fallaci nella premessa a Il sesso inutile, il primo libro che pubblica con Rizzoli, nel 1961. L’anno precedente, inviata de “L’Europeo”, è in Oriente per un’inchiesta sulla condizione delle donne. A Karachi assiste al matrimonio di una sposa bambina; in Malesia conosce le matriarche che vivono nella giungla; a Hong Kong le cinesi non hanno più i piedi fasciati ma le Intoccabili abitano ancora sulle barche, senza mai scendere a terra; a Kyoto affronta il mistero delle geishe. Il viaggio si conclude a New York, dove il progresso ha reso più facile la vita delle donne costringendole a confrontarsi con “un mondo di uomini deboli, incatenati a una schiavitù di cui non sanno liberarsi”. Un reportage memorabile, capace di restituirci un mondo oggi non sempre avvicinabile, colto con decenni di anticipo dallo sguardo profondo, sicuro e lungimirante di una grande scrittrice.

Il sesso è amore

Quante domande inutili ci facciamo quando parliamo d’amore: ”È la persona giusta?”, ”Durerà?”, ”Sto amando in modo sbagliato?”. E soprattutto: ”Ma fra noi due è sesso o amore?”. Il sesso è amore, il vero amore. Il resto sono sentimenti più superficiali, più ragionati, meno veri: l’amore è tutto nell’evento del sesso, non c’è nient’altro da cercare o da sapere. Raffaele Morelli torna ad affascinarci e provocarci con un libro intenso e rivoluzionario sul sesso. Prendendo di petto e in contropiede la nostra morale e il nostro pensare comune, lo psichiatra ci mette faccia a faccia con una verità potente e ineludibile: ”Siamo davvero noi stessi soltanto quando facciamo l’amore”. È attraverso il sesso, infatti, che si esprime la nostra anima più genuina, perché la forza divina dell’eros travolge tutte le impalcature razionali che tengono imbrigliata la nostra natura profonda. Dunque non dobbiamo fare altro che ascoltare il desiderio che ci nasce dentro e lasciarci guidare soltanto dal piacere. Sta arrivando per aiutarci a rinascere, per fare sbocciare di nuovo il fiore che è dentro di noi.
(source: Bol.com)

Il servitore di due padroni

Composta nel 1745 su richiesta del celebre attore Antonio Sacchi, la commedia Il servitore di due padroni fu rappresentata a Milano e a Venezia nel 1746 con grande successo. Il Goldoni, che nella prima stesura si era servito di un canovaccio francese inviatogli dallo stesso Sacchi (forse Arlequin valet de deux maîtres di J. Pierre de Mandajors), la riscrisse interamente nel 1753 per l’edizione Paperini. La fortuna di questa commedia dal ’700 ad oggi è stata ininterrotta. Alla sua diffusione ai nostri giorni ha contribuito il Piccolo Teatro di Milano, sotto la regia di G. Strehler, col titolo mutato in Arlecchino servitore di due padroni. Tutta la vicenda è incentrata sul personaggio di Truffaldino. * Questo libro fa parte della collezione **QEM Classic** in formato cartaceo disponibile su Amazon. * Gli eBooks **QEM Classic** sono forniti con **INDICE NAVIGABILE** per agevolare la lettura.
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Il servitore della reliquia. I sentieri delle tenebre. Forgotten Realms

Circondato dagli elfi scuri, Artemis Entreri, l’Assassino, rafforza il suo ferreo dominio sulle strade di Calimport. Egli invoca prudenza, ma il suo oscuro mentore, Jarlaxle, si fa sempre più ambizioso. Presto l’Assassino s’imbatterà in un nemico temibile, l’avversario più pericoloso che abbia mai incontrato sulla sua strada… Jarlaxle, che ha iniziato la sua ascesa dai bassifondi di Calimport, nutre solo insani propositi. L’influenza malefica della Reliquia lo domina ogni giorno di più, tanto che persino gli agenti drow che lo seguono giungono a temerlo.

I SERPENTI SUGLI ALBERI (The snake orchards).

Il tema dell’invasione di campagne e città da parte di serpenti velenosi ha le sue radici nell’inconscio collettivo o sta ormai acquistando un valore di sinistro avvertimento ecologico? A breve distanza dal raccapricciante Albergo sulla tana dei crotali (Urania n. 967) dell’americano Gilmore, l’inglese Lamark riprende il pauroso argomento in un romanzo dove non i serpenti a sonagli, ma i più micidiali rettili africani cominciano a pullulare e a far strage nelle campagne dell’Inghilterra meridionale.

I serpenti della Cornovaglia

Groviglio di vipere? Neppure un delicato complimento per la famiglia Penhallow, il più avvelenato parentado che si sia mai visto sulle bianche scogliere della Cornovaglia. Un patriarca costretto su una sedia a rotelle ma non per questo meno tirannico e infame. Una tribù di figli, mogli, nuore e sorelle i cui sport preferiti sono la rapacità e l’odio. Proprio la ricetta perfetta per una festa di compleanno nella tenuta di Trevellin. Compleanno con omicidio, naturalmente, quello del patriarca Adam Penhallow. E con abbastanza assassini potenziali e abbastanza moventi da riempire un intero carcere…

Il serpente piumato

In questo romanzo, uno fra i più originali dello scrittore inglese, ancora una volta David H. Lawrence si rivela potente narratore di atmosfere e di avventure a forti tinte. L'ambientazione questa volta è il Messico, e la figura centrale la quarantenne irlandese Kate, che si lascia coinvolgere dalla sete di giustizia del popolo messicano, e dalla intensità con cui i due personaggi maschili che incontra in quella terra, Cipriano e Ramón, vivono e consumano su se stessi il culto del dio Quetzalcoatl, il serpente piumato. Kate finirà per sposare Cipriano e per rinunciare a tornare in Wanda, poiché avverte viva e vitale su di sé la fascinazione invincibile della presenza di Malintzi, il principio femminile della religione del dio. Sorretto da una scrittura immediata e pregnante, pur nell'intrico di una selva di simbolismi, Il serpente piumato è romanzo dal solido impianto, capace di penetrare fin nel profondo l'angoscioso mistero della vita.

Il serpente Ouroboros

Come in un sogno, “Il serpente Ouroboros” ci trasporta in una terra lontana governata dalle leggi della magia, dove due regni sono in lotta per la gloria o la distruzione totale. Il duello mortale tra Qorice, il Re stregone di Witchland, e Qoldry, Signore di Demonland, segna l’inizio di una guerra che coinvolgerà eroi, mostri, incantatori e principesse, trascinati nel vortice delle armi fino all’inaspettato finale. Pubblicato nel 1922, il romanzo fonde in una nuova forma letteraria elementi dell’epica classica, delle saghe nordiche, dei poemi cavallereschi e del romanzo gotico: è l’atto di nascita del fantasg, molti anni prima che Tolkien, amico e attento lettore di Eddison, creasse la Terra di Mezzo. L’ipnotico stile dell’autore evoca la presenza del soprannaturale e le passioni barbariche rimanendo fedele allo spirito delle antiche leggende. “Questa non è né un’allegoria né una favola”, scrive, “ma una storia da leggere per il proprio piacere”. Narrativa pura, dungue, sorretta da una prosa ricchissima e dalla fantasia di un vero creatore di mondi.

Il serpente di bronzo

Nella Bibbia è scritto: «Il Signore disse a Mosè: Fa’ un serpente di bronzo e mettilo sopra a un’asta; chi, dopo essere stato morso da un serpente, lo guarderà, resterà in vita’». Più di tremila anni dopo, un personaggio dal passato oscuro suggerisce a Michael Murphy – un archeologo che ha deciso di dedicare la vita alla dimostrazione della veridicità storica degli eventi biblici – che quel serpente di bronzo esiste davveri. Murphy inizia la sua ricerca, durante la quale dovrà affrontare mille insidie, anche perché non è l’unico che vuole quel reperto. Una setta occulta intende impossessarsi del serpente poichè la chiave per interpretare un’enigmatica profezia biblica: la profezia che Daniele fece a Nabucodonosor, che annunciava la fine del mondo.

Il serpente dell’Essex

Londra, fine Ottocento. Le campane di St-Martin- in-the-Fields suonano a morto per le esequie di Michael Seaborne e i rintocchi si diffondono in tutta Trafalgar Square. Cora Seaborne, la giovane vedova del defunto, invece di mostrarsi contrita tira un sospiro di sollievo: la morte di Michael, un uomo stimato e influente, ma anche freddo e crudele, lha resa finalmente libera, sollevandola da un ruolo, quello di moglie, che non ha mai sentito suo.
Dopo il funerale, accompagnata dal figlio undicenne Francis, un bambino taciturno e stravagante, e dalla fidata bambinaia Martha, Cora cerca rifugio a Colchester, nellEssex, dove stanno portando alla luce dei fossili lungo la costa. Da sempre appassionata naturalista, la giovane donna vuole approfittare della ritrovata libertà per dedicarsi a quelli che lei chiama «i suoi studi»: frugare tra le rocce e il fango alla ricerca delle ossa fossilizzate di animali vissuti migliaia di anni fa, sullesempio della paleontologa Mary Anning.
A Colchester Cora si imbatte in alcune bizzarre voci secondo cui un serpente mostruoso, ricoperto di scaglie ruvide e con occhi grandi come una pecora, è emerso dalle paludi salmastre del Blackwater ed è risalito fino ai boschi di betulle e ai parchi dei villaggi. Un grande essere strisciante, dicono, più simile a un drago che a un serpente, che abita la terra tanto quanto lacqua, e in una bella giornata non disdegna di mettere le ali al sole. Il primo ad averlo avvistato, su a Point Clear, ha perso il senno ed è morto in manicomio lasciandosi dietro una dozzina di disegni realizzati con frammenti di carbone. E poi cè stato quelluomo annegato il primo giorno dellanno, ritrovato nudo e con cinque graffi profondi su una coscia.
Cora sospetta di trovarsi davanti a un caso di probabile interesse per il British Museum: lanimale leggendario che terrorizza la gente del posto potrebbe essere una specie nuova non ancora scoperta che va esaminata, catalogata e spiegata.
Impaziente di indagare è anche il vicario locale, William Ransome, convinto, al contrario, che non si tratti altro che di unempia superstizione e che sia suo compito ricondurre il paese alla tranquillità e alla certezza della fede in Dio.
Cora e William guardano il mondo da punti di vista diametralmente opposti, scontrandosi su tutto. Ma allora perché, anziché sentirsi irritato, William si scopre preda di uneccitazione e di uneuforia inspiegabili ogni volta che si imbatte in Cora?
Attraverso unattenta esplorazione del cuore umano e dei suoi misteri Il serpente dellEssex è «un romanzo di straordinaria bellezza» (The Independent) che «per loriginalità, la ricchezza della prosa e la profondità nella caratterizzazione dei personaggi» (Sunday Times) si conferma «un lavoro di grande intelligenza e fascino, da unautrice di indubbio talento» (Sarah Waters).
«Se Charles Dickens e Bram Stoker si fossero riuniti per scrivere il grande romanzo vittoriano, mi chiedo se avrebbero superato Il serpente dellEssex. Sarah Perry si afferma come una delle migliori scrittrici inglesi di oggi».
John Burnside
«Per loriginalità, la ricchezza della prosa e la profondità nella caratterizzazione dei personaggi è improbabile che possa esserci un libro migliore, questanno».
Sunday Times
«Lasciatevi deliziare da questo nuovo, abbagliante talento letterario».
SundayTelegraph
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### Sinossi
Londra, fine Ottocento. Le campane di St-Martin- in-the-Fields suonano a morto per le esequie di Michael Seaborne e i rintocchi si diffondono in tutta Trafalgar Square. Cora Seaborne, la giovane vedova del defunto, invece di mostrarsi contrita tira un sospiro di sollievo: la morte di Michael, un uomo stimato e influente, ma anche freddo e crudele, lha resa finalmente libera, sollevandola da un ruolo, quello di moglie, che non ha mai sentito suo.
Dopo il funerale, accompagnata dal figlio undicenne Francis, un bambino taciturno e stravagante, e dalla fidata bambinaia Martha, Cora cerca rifugio a Colchester, nellEssex, dove stanno portando alla luce dei fossili lungo la costa. Da sempre appassionata naturalista, la giovane donna vuole approfittare della ritrovata libertà per dedicarsi a quelli che lei chiama «i suoi studi»: frugare tra le rocce e il fango alla ricerca delle ossa fossilizzate di animali vissuti migliaia di anni fa, sullesempio della paleontologa Mary Anning.
A Colchester Cora si imbatte in alcune bizzarre voci secondo cui un serpente mostruoso, ricoperto di scaglie ruvide e con occhi grandi come una pecora, è emerso dalle paludi salmastre del Blackwater ed è risalito fino ai boschi di betulle e ai parchi dei villaggi. Un grande essere strisciante, dicono, più simile a un drago che a un serpente, che abita la terra tanto quanto lacqua, e in una bella giornata non disdegna di mettere le ali al sole. Il primo ad averlo avvistato, su a Point Clear, ha perso il senno ed è morto in manicomio lasciandosi dietro una dozzina di disegni realizzati con frammenti di carbone. E poi cè stato quelluomo annegato il primo giorno dellanno, ritrovato nudo e con cinque graffi profondi su una coscia.
Cora sospetta di trovarsi davanti a un caso di probabile interesse per il British Museum: lanimale leggendario che terrorizza la gente del posto potrebbe essere una specie nuova non ancora scoperta che va esaminata, catalogata e spiegata.
Impaziente di indagare è anche il vicario locale, William Ransome, convinto, al contrario, che non si tratti altro che di unempia superstizione e che sia suo compito ricondurre il paese alla tranquillità e alla certezza della fede in Dio.
Cora e William guardano il mondo da punti di vista diametralmente opposti, scontrandosi su tutto. Ma allora perché, anziché sentirsi irritato, William si scopre preda di uneccitazione e di uneuforia inspiegabili ogni volta che si imbatte in Cora?
Attraverso unattenta esplorazione del cuore umano e dei suoi misteri Il serpente dellEssex è «un romanzo di straordinaria bellezza» (The Independent) che «per loriginalità, la ricchezza della prosa e la profondità nella caratterizzazione dei personaggi» (Sunday Times) si conferma «un lavoro di grande intelligenza e fascino, da unautrice di indubbio talento» (Sarah Waters).
«Se Charles Dickens e Bram Stoker si fossero riuniti per scrivere il grande romanzo vittoriano, mi chiedo se avrebbero superato Il serpente dellEssex. Sarah Perry si afferma come una delle migliori scrittrici inglesi di oggi».
John Burnside
«Per loriginalità, la ricchezza della prosa e la profondità nella caratterizzazione dei personaggi è improbabile che possa esserci un libro migliore, questanno».
Sunday Times
«Lasciatevi deliziare da questo nuovo, abbagliante talento letterario».
SundayTelegraph

Serenata

Un bel baritono si è rifugiato in Messico per nascondere un inconfessabile segreto. In un locale debitamente malfamato avviene l’incontro fatale con una giovane prostituta di sangue indio. La situazione si fa subito tesa, pericolosa, e li induce prima a spingersi verso l’interno, poi a rientrare clandestinamente negli Stati Uniti, dove il protagonista ridarà la scalata al successo e quell’inconfessabile segreto tornerà a offuscarne la carriera sino alla soluzione finale, tragica nella sua necessità adombrata già nelle prime scene. Come sempre in Cain, l’atmosfera è torrida e la vicenda avvolta da un velo lucido e intriso di eros, il tutto reso con scarne scene e quei dialoghi anche più scarni a cui ci ha abituati Hollywood. Ma in questo caso il cinema dell’epoca non è stato all’altezza – e occorrerà tornare a leggere questo noir esemplare.

Seppellite il mio cuore a Wounded Knee

1860 – 1890: è il trentennio della “soluzione finale” per il problema indiano, che approda alla distruzione della cultura e della civiltà dei pellerossa. In questo periodo nascono tutti i grandi miti del West, un’epopea ad esclusivo beneficio degli uomini bianchi. I racconti dei commercianti di pellicce, dei missionari, dei cercatori d’oro, delle Giacche Blu, degli avventurieri, dei costruttori di ferrovie e di città stendono una fitta coltre che nasconde la versione indiana sulla conquista del West. I pellerossa costituivano l’antistoria, l’ostacolo al trionfo della nuova civiltà; per di più non sapevano scrivere nella lingua dei bianchi. Eppure la loro fievole voce non è andata perduta del tutto: alcuni ricordi hanno resistito al tempo in virtù della tradizione orale o per mezzo delle pittografie; dai verbali degli incontri ufficiali è possibile desumere illuminanti testimonianze; nelle rarissime interviste raccolte da giornalisti sono reperibili suggestive ricostruzioni di celebri e sanguinosi avvenimenti, e da sperdute pubblicazioni dell’epoca l’opinione dei pellerossa è potuta così giungere fino a noi. Dee Brown ha fatto solo la sua parte di storico: la raccolta delle fonti, l’esame critico, la stesura della narrazione. Per la prima volta a parlare sono i pellerossa, dai grandi capi agli oscuri guerrieri; narrano come venne distrutto un popolo ed il mondo in cui viveva.

SEPOLTA VIVA

Katherine Roshak non aveva l’aria di essere pazza. Ma al detective Dominic Delaserra, uomo intelligente, con una ferrea logica, la sua storia appariva priva di senso. La ragazza era attraente, parlava con precisione dei fatti, quasi con puntiglio professionale: era docente di psicologia e disturbi del comportamento in un college. Tuttavia, il suo racconto era così incredibile che Dominic Delaserra volle sentirlo più e più volte.
“Era il giorno del mio ventottesimo compleanno. Ero nei grandi magazzini Bloomingsdale, a New York, stavo scendendo a pianterreno sulla scala mobile e all’improvviso ho visto mia madre, ai piedi della scala che guardava all’insù, verso di me”. Poi aggiunse: “Mia madre si è suicidata otto anni fa”. Una madre morta che perseguita la figlia, così inizia il terrificante racconto di un detective costretto ad assumere le indagini di un caso impossibile. Così impossibile che sembra fatto apposta per farlo cadere in disgrazia, secondo i non troppo segreti desideri del capo del suo dipartimento. Lentamente, con metodo, Dominic tesse le sue indagini… e resta intrappolato nella storia e nella situazione di Katherine quando la madre torna, aggiungendo morte e terrore ad ogni sua “visita”…