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Magia proibita

Devote al colore bianco della magia, le streghe della congrega di D’Anu si trovano costrette a compiere una scelta epocale: abbandonare la dimensione positiva dei loro sortilegi per imbracciare segreti e incantesimi in grado di metterle sullo stesso piano delle forze del male. Ma a San Fransisco nel cuore pulsante della California, un evento terribile giunge a mettere in discussione l’ordine naturale delle cose: i demoni dell’oltremondo sono evasi dalle loro prigioni ancestrali e ora rischiano non solo di distuggere le streghe della California ma, addirittura, di impadronirsi delle sorti del genere umano.
In questo scenario inquietante, la splendida Silver Ashcroft, la più coraggiosa tra le streghe
D’Anu troverà alleati preziosi tra i guerrieri della millenaria confraternita di Tuatha D’Danann e, tra le braccia del valoroso Hawk scoprirà come nemmeno la più spaventosa delle guerre può nulla contro la forza dell’amore.

La maga di Darshiva

Nonostante i mille, insidiosi ostacoli, prosegue il coraggioso cammino di Garion, Belgarath e Polgara verso il misterioso “luogo che più non è”, per strappare il mondo ai malefici poteri della Maga di Darshiva.
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La mafia non lascia tempo

“Mi dissocio formalmente dall’organizzazione Cosa Nostra.” Dopo aver pronunciato queste parole, la vita di Gaspare Mutolo non fu più la stessa. Era il 26 giugno del 1992 e l’Italia era nel pieno di una delle stagioni più buie della storia repubblicana, un biennio di sangue segnato dagli attentati a Falcone e Borsellino e dalle bombe a Roma, Milano e Firenze. La mafia, messa alle corde dal maxiprocesso, sferrava il suo attacco allo Stato. Mutolo è cresciuto all’ombra della cupola. Ragazzetto della Kalsa, quartiere popolare nel cuore di Palermo, ha cominciato come ladro di automobili, rubando pezzi di ricambio per un’officina che era punto di ritrovo di tanti uomini d’onore. Il giovane Gaspare subisce il fascino di questi signori dai modi eleganti, cerca la loro approvazione, porta loro informazioni, sigarette e caffé. Entra ufficialmente in Cosa Nostra nel 1973, dopo una lunga gavetta da affiliato. Ruba, si dà al narcotraffico, uccide. “Ammazzare gente del mio ambiente non mi è mai pesato più di tanto,” racconta Mutolo “eravamo soldati, conoscevamo le regole.” Rispettando questa inquietante “etica” mafiosa, diventa marito e padre: sua moglie e i suoi figli sanno quel che c’è da sapere, ma non fanno troppe domande. In queste pagine, Anna Vinci ci offre un ritratto intimo del mondo criminale di Mutolo – le sue leggi non scritte, il suo galateo familiare, la routine del carcere e della latitanza –, lasciandoci pericolosamente avvicinare alla banalità di un ambiente in cui la violenza non è mai un imprevisto, ma il prezzo da pagare per un affare andato storto. Poi l’ascesa di Riina, del quale Mutolo è stato a lungo uomo di fiducia, sovverte ogni equilibrio: la guerra per il potere fa sempre più vittime innocenti, donne, ragazzini, semplici passanti. Questa escalation costringe Mutolo a un profondo esame di coscienza che lo porterà a schierarsi al fianco dell’antimafia. Un viaggio senza ritorno, alla fine del quale ci si ritrova soli, ma finalmente liberi.
(source: Bol.com)

La mafia mi rende nervoso

C’era un ragazzetto seduto tutti i pomeriggi a un tavolino d’angolo del bar Trinacria con gli occhi bassi su una granita di limone.
Ogni volta che passavo lui alzava la testa e mi fissava, come se avesse qualcosa da dirmi.
Scoprii che era muto quando decisi di chiederlo anche a lui: ‘Ma secondo te la mafia esiste?’, e lui mi rispose col linguaggio dei segni.
Per fortuna ho imparato l’alfabeto manuale svolgendo il servizio civile presso un istituto per sordomuti gestito da religiosi, un gran bel posto pieno di mafia e di muffa.
Mi chiamo Vittorio Mazzola, e la mafia mi si è appiccicata addosso come un fungo.
Così, continuai la conversazione: ‘Secondo te la mafia esiste?’
(Gesti da muti traducibili in ‘Sì’.)
‘Provamelo.’
E lui ha cominciato.
Vittorio Mazzola, voce narrante di questo romanzo, racconta la storia di Tommaso Traina, il figlio muto di un mafioso ucciso dai compari, i quali per compensare la famiglia della perdita, lo assumono come portapizzini.
Con un fratello spacciatore e campione di PlayStation, che al contrario di Tommaso è considerato da tutti un giovane fenomeno, e una pseudo fidanzata tossicodipendente e psicotica, Tommaso si ritrova a vivere un’esistenza popolata di personaggi improbabili e scandita da messaggi enigmatici e tragitti insensati, che hanno il solo scopo di sprofondare nella confusione sbirri e rivali.
Chi non va in confusione è proprio Tommaso, da tutti ritenuto analfabeta e tonto, oltre che muto, e che invece tonto non è, e nemmeno analfabeta.
**Un romanzo d’esordio spiazzante, farsesco, rutilante, sboccato.
Uno stile originale, risolto e convincente.
La mafia come non ve l’hanno mai raccontata.**
(source: Bol.com)

Mafia export: come ‘Ndrangheta, Cosa nostra e Camorra hanno colonizzato il mondo

Quasi ogni giorno, giornali e tv danno notizia di operazioni antimafia con arresti in diversi Paesi. Brevi servizi che non lasciano traccia nell’opinione pubblica, assuefatta e indifferente. In fondo, si pensa, sono storie che non toccano la nostra vita. Eppure, se si raccontasse che dietro queste operazioni c’è una realtà in cui narcotrafficanti della ‘ndrangheta movimentano tonnellate di cocaina dal Sud America e comprano mercantili come fossero auto usate; che mafiosi condannati in Italia e ricercati vivono come imprenditori “coccolati” in Sudafrica; che la camorra ha creato una multinazionale del falso di marchi prestigiosi con filiali in tutto il mondo; che in Germania il traffico di droga degli ultimi vent’anni è passato per le pizzerie calabresi; che la Spagna è terra di conquista per i boss nostrani, che ne cementificano le coste e le usano come approdi per le loro partite di droga. Di fronte a questo scenario – in cui il fatturato annuo di ‘ndrangheta, Cosa Nostra e camorra, circa 130 miliardi di euro, è superiore al Pil di tre piccoli Stati europei, e quasi il 10% della popolazione attiva nel Mezzogiorno lavora nell'”industria mafiosa” – si resta sgomenti. Qual è il confine fra economia pulita e criminale? Di cosa parliamo quando ci riferiamo alle mafie italiane nel mondo? E fin dove sono arrivate? A tali interrogativi, Francesco Forgione risponde raccontando i principali progetti di “colonizzazione” economica mafiosa, chi li ha portati avanti e come sono andati a finire.
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Il Maestro e Margherita

“Il Diavolo è il più appariscente personaggio del grande romanzo postumo di Bulgakov. Appare un mattino dinanzi a due cittadini, uno dei quali sta enumerando le prove dell’inesistenza di Dio. Il neovenuto non è di questo parere. […] Ma c’è ben altro: era anche presente al secondo interrogatorio di Gesù da parte di Ponzio Pilato e ne dà ampia relazione in un capitolo che è forse il più stupefacente del libro. […] Poco dopo, il demonio, in veste del professore di magia nera Woland, si esibisce al Teatro di varietà di fronte a un pubblico enorme. I fatti che accadono sono così fenomenali che alcuni spettatori devono essere ricoverati in una clinica psichiatrica. […] Un romanzo-poema o, se volete, uno show in cui intervengono numerosissimi personaggi, un libro in cui un realismo quasi crudele si fonde o si mescola col più alto dei possibili temi: quello della Passione, non poteva essere concepito e svolto che da un cervello poeticamente allucinato. È qui che […] Bulgakov si congiunge con la più profonda tradizione letteraria della sua terra: la vena messianica, quella che troviamo in certe figure di Gogol’ e di Dostoevskij e in quel pazzo di Dio che è il quasi immancabile comprimario di ogni grande melodramma russo.” Eugenio Montale

Il maestro di scherma

A Madrid, nel 1868, è nell’aria un complotto. Corre voce che il generale Prim, esiliato da Isabella II di Spagna, stia radunando altri esiliati dalle maggiori città europee per fomentare una rivoluzione e portare una ventata di novità nell’angolo più conservatore d’Europa. Intanto, nella capitale iberica, un maestro di scherma tenacemente legato agli antichi valori di onore e rispetto è impegnato nel perfezionare la sua arte di spadaccino per innalzarla a un livello mai raggiunto da nessuno. Per potersi dedicare anima e corpo al suo intento, il maestro cerca di tenersi al riparo da ogni mutamento che, ai suoi occhi, significa solo disonorevole decadenza. Ma basterà che un’affascinante sconosciuta bussi alla sua porta, implorandolo di allenarla e di insegnarle un colpo segreto, perché il maestro Jaime Astarloa si trovi improvvisamente proiettato nella burrasca che precede la nascita di una nuova epoca.

Maestro di piacere

Mancano quattro settimane al trentesimo compleanno di Kate, e quindi al momento fatidico in cui, dopo tre anni di vita indipendente, dovrà lasciare Londra per tornare alla sua cittadina di provincia e alla piccola azienda dei genitori. Ancora solo quattro settimane di libertà nella metropoli per vivere i sogni più proibiti: il suo migliore amico, Milow, le consiglia di stilare una lista dei suoi più intimi desideri erotici, e poi la porta con sé nei luoghi adatti a esaudirli. È proprio in una di queste occasioni che Kate incontra Ronan, un vero e proprio signore dell’arte del piacere. Sarà lui a condurla negli abissi inebrianti del dominio e della sottomissione. Ma ecco che, all’improvviso, una strana serie di episodi e di coincidenze comincia a segnare la caldissima storia d’amore della coppia, e una domanda comincia a farsi strada: chi è, davvero, il maestro del piacere?
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Il maestro della notte

Censurato a lungo dal regime, “Il maestro della notte” è il romanzo della gioventù bruciata cinese, della sua ansia di vita, di emancipazione sessuale, di libertà: un libro letto e amato da migliaia di lettori e impostosi infine come un classico. Sospeso fra epica e malinconia, il romanzo cattura il sentimento profondo della perdita, dell’esclusione, della solitudine, del bisogno di amicizia della gioventù cinese. Nato in Cina nel 1937, Bai Xinyong si trasferisce a Taiwan nel 1952, e della Taiwan degli anni Settanta questo romanzo ricostruisce l’atmosfera.
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I maestri oscuri

Inghilterra, 1321. Il gufo è stato gettato sulla soglia di casa sua, morto; gli occhi sbarrati sembrano accusarlo. Giles conosce il significato di quel macabro dono, sa che è ben più di un avvertimento: i Maestri Oscuri stanno per venire a prenderlo, per assalirlo nella foresta o nel suo letto. Lo puniranno per i suoi peccati. Dopo qualche settimana di terrore, infatti, un gruppo di uomini con i mantelli scuri lo accerchia, i visi nascosti da maschere da gufo. Lo agguantano, lo feriscono e lo portano via, per sempre. Giles viene sacrificato agli dei, il giorno della fiera del primo maggio, perché non è stato in grado di resistere alle tentazioni. Nessuno nel villaggio ha mai osato opporsi agli atroci soprusi perpetrati dall’antica setta. Da qualche anno, però, è giunto dal nord della Francia un gruppo di donne, le seguaci di Marta, con l’intento di stabilirsi a Ulewic e di portarvi un messaggio di pace. Sono loro le prime a sollevarsi in difesa dei deboli. Quando i Maestri si accorgono dell’influenza che le straniere cominciano ad avere sulla gente, capiscono che quelle che erano sembrate delle innocue religiose potrebbero trasformarsi in una minaccia al loro potere. C’è un unico modo per eliminarle: farle diventare agli occhi del popolo l’incarnazione di ciò che più teme. Saranno accusate di essere delle streghe, di aver ucciso gli animali e distrutto i raccolti, uniche ricchezze dei contadini, di aver portato il più terribile dei mali: la peste. E forse neppure la sacra reliquia che nascondono sarà in grado di proteggerle dall’ira funesta degli Oscuri.

I maestri dell’orrore. Danza di morte

Nel 1988 con questo secondo volume, Etchinson continua la sfida iniziata nel 1986 con “I maestri dell’orrore. Danza di morte”. Anche in questo volume, accanto a nomi comunemente associati alla letteratura dell’orrore (come Tanith Lee, Frank Belknap Long, Whitley Strieber e Joseph Payne Brennan) troviamo autori che si destreggiano con eleganza tra i vari generi (come Charles L. Grant, Manley Wade Wellman, Richard McKenna, George Alec Effinger, Lisa Tuttle e Kate Wilhelm): quindici autori per quindici racconti provocatori.
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Madri, mostri e macchine

Gli straordinari mutamenti indotti dalle bio-tecnologie stanno radicalmente modificando il discorso e le pratiche della riproduzione e la relazione degli umani con la materia corporea. In un orizzonte che si nutre di un immaginario di catastrofe imminente, si moltiplicano gli interrogativi sull’origine della vita e i poteri della scienza. Occorre dunque ripensare alla relazione antica, complessa e multiforme che c’è tra le madri, i mostri e le macchine, relazione che passa per il corpo ma anche per la sua rappresentazione simbolica. Il corpo gravido e quello mostruoso si mischiano da sempre nell’immaginario maschile come qualcosa di orribile e meraviglioso, affascinante e mortalmente temibile.
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La madre

La Madre è un romanzo, pubblicato nel 1920, della scrittrice e premio Nobel Grazia Deledda. Protagonisti sono una madre e il suo unico amatissimo figlio Paulo, parroco del paesino sardo di Aar, visto dai compaesani come esempio di rettitudine e di fede. Ma il giovane nasconde un segreto, che ogni notte lo porta a uscire di casa di nascosto. Unica ad accorgersene è la madre, disorientata dal non capire cosa stia accadendo al figlio e tormentata dall’angoscia e dal sospetto. E proprio per porre fine ai suoi sospetti, e con la disperata speranza di vederli smentiti, la donna decide di seguire il figlio: scopre così che Paulo ha una relazione con Agnese, giovane donna che vive sola e isolata nella tenuta di famiglia. L’inevitabile confronto tra il figlio e la madre è denso di dolore: da una parte c’è Paulo, assalito dal senso di colpa e scisso tra il suo amore terreno e i suoi obblighi di uomo di Dio, rabbioso nei confronti di una madre che ritiene colpevole di aver scelto, in vece sua, una vita a lui inadatta; e dall’altra c’è Maria Maddalena, che per lui e per il suo futuro ha vissuto una vita di privazione e di devozione. Il sollievo provato da entrambi, dopo la decisione di Paulo di sciogliere il legame con l’amata, è solo temporaneo, e solleva più sofferenza di quanta non ne abbia sopita. Un romanzo intimo, che indaga i sentimenti e i pensieri più profondi, e spesso contrastanti, dei protagonisti; una storia che fa sentire vicini i loro tormenti e vivi i loro dubbi, e che suggerisce una riflessione su temi più ampi, come il contrasto doloroso tra la vita sacerdotale e la passione terrena, la liceità del matrimonio per i preti, l’amore materno, l’intimità non scevra dall’incomunicabilità.
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Madre della tenerezza. Maria di Nazareth nelle parole del papa

La figura della Madre di Dio nelle parole di papa Francesco. All’interno dei Vangeli, rifulge la presenza discreta e silenziosa di Maria di Nazaret, che accoglie e accompagna la vita del Figlio con la forza della sua tenerezza e la profondità della sua fede. Il Pontefice, commentando i pochi passi biblici a lei dedicati, presenta il delicato ritratto di una madre capace di parlare al cuore degli uomini e delle donne di oggi. Madre del silenzio, che custodisce il mistero di Dio e ci libera dall’idolatria del presente; Madre della bellezza, che ci permette di tornare alla freschezza delle origini; Madre della tenerezza, avvolta di amore e pazienza, che ci fa riscoprire la gioia di una Chiesa umile e fraterna.
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Madame Strauss

Sembrava un omicidio come tanti: una maestra di pianoforte colpita alla tempia da una bottiglia di cristallo, il corpo riverso sul pavimento del salotto di casa sua, nel centro di Milano, dietro l’Università Statale. Eppure, in quella ventosa mattina di marzo, tra i lampi del fotografo e le rilevazioni della scientifica, il commissario Ambrosio ha la sensazione che quel delitto gli darà del filo da torcere. E, in queste faccende, raramente sbaglia. Alma Luraghi, la vittima, era una donna dalla personalità complessa: mite e sensibile, ma anche cocciuta e sospettosa. Soprannominata Madame Strauss, divorziata e poi vedova, era stata da giovane una vera bellezza e ora si divideva tra i nipoti, i tre allievi e i ricordi. Ma negli ultimi tempi viveva barricata nel suo appartamento, cui era visceralmente legata, per paura dello sfratto. E chi l’ha uccisa, a quanto pare, lo sapeva bene…
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### Sinossi
Sembrava un omicidio come tanti: una maestra di pianoforte colpita alla tempia da una bottiglia di cristallo, il corpo riverso sul pavimento del salotto di casa sua, nel centro di Milano, dietro l’Università Statale. Eppure, in quella ventosa mattina di marzo, tra i lampi del fotografo e le rilevazioni della scientifica, il commissario Ambrosio ha la sensazione che quel delitto gli darà del filo da torcere. E, in queste faccende, raramente sbaglia. Alma Luraghi, la vittima, era una donna dalla personalità complessa: mite e sensibile, ma anche cocciuta e sospettosa. Soprannominata Madame Strauss, divorziata e poi vedova, era stata da giovane una vera bellezza e ora si divideva tra i nipoti, i tre allievi e i ricordi. Ma negli ultimi tempi viveva barricata nel suo appartamento, cui era visceralmente legata, per paura dello sfratto. E chi l’ha uccisa, a quanto pare, lo sapeva bene…

Mad: Nessun limite (Italian Edition)

Alvina Knightly non è una donna come le altre. È nata col cuore a destra, nel posto sbagliato. È per questo che tutto, nella sua vita, è andato storto? Forse. Ma ora il destino le ha offerto l’occasione di prendere il posto della sua gemella, Elizabeth. La sorella che ha il cuore al posto giusto. Che è sposata con un uomo affascinante e ha un bellissimo bambino. Che è buona, ricca, altruista. Perfetta.
Ma prendere il suo posto significa entrare completamente nella sua vita. Significa che Elizabeth non ci deve essere più… Significa che deve morire.
Per vivere l’esistenza che ha sempre desiderato, per vendicarsi di tutto il male che ha subito, Alvina è disposta a uccidere. Ma sbarazzarsi della sorella è soltanto il primo passo. Il secondo è mantenere il segreto. Ed è molto, molto più difficile…
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