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Mariani e il peso della colpa. Indagine a Coronata

Le giornate si trascinano nell’apatia, quando in un campo a Coronata, sulle alture di Cornigliano, nel ponente di Genova, viene trovato il corpo di un uomo. È Alberto Delorenzo, un manager di successo, scomparso due anni prima. Mariani dovrebbe indagare, ma sente la mancanza di qualcuno con cui confrontarsi, perché l’ispettrice Petri è chiusa in un ostinato silenzio e lui non vuole o non sa come smuoverla. Capisce che la sua collaboratrice si sente responsabile per la morte di Bareto… Come lui. Ma il caso deve essere risolto, l’omicida deve essere trovato. Poco per volta Mariani comincia a indagare, forse più interessato a ricostruire la vita di Alberto che a trovare chi l’ha ucciso.
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Mari tempestosi

Colonie inglesi d’America, 1744 – Trovatasi in difficoltà dopo la morte del padre, la giovane e bellissima Mariah West chiede al famigerato Gabriel Sparhawk di prendere il comando della Revenge, la nave che suo padre le ha lasciato in eredità e che le permetterà, con il consenso del re, di depredare i vascelli dei nemici francesi risanando così le disastrate finanze di famiglia. Benché titubante all’inizio, l’affascinante corsaro finisce per lasciarsi convincere. L’unico guaio è che anche Mariah, intraprendente e coraggiosa, vuole navigare insieme a lui nelle acque pericolose dell’oceano. Un sodalizio tanto particolare non può che concludersi in un unico modo. E infatti la passione divampa tra Mariah e Gabriel, tanto intensa da reggere l’urto di qualsiasi intrigo, persino quando il capitano francese Christian Deveraux decide di sferrare un attacco letale.
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### Sinossi
Colonie inglesi d’America, 1744 – Trovatasi in difficoltà dopo la morte del padre, la giovane e bellissima Mariah West chiede al famigerato Gabriel Sparhawk di prendere il comando della Revenge, la nave che suo padre le ha lasciato in eredità e che le permetterà, con il consenso del re, di depredare i vascelli dei nemici francesi risanando così le disastrate finanze di famiglia. Benché titubante all’inizio, l’affascinante corsaro finisce per lasciarsi convincere. L’unico guaio è che anche Mariah, intraprendente e coraggiosa, vuole navigare insieme a lui nelle acque pericolose dell’oceano. Un sodalizio tanto particolare non può che concludersi in un unico modo. E infatti la passione divampa tra Mariah e Gabriel, tanto intensa da reggere l’urto di qualsiasi intrigo, persino quando il capitano francese Christian Deveraux decide di sferrare un attacco letale.

Margherita Dolcevita

“Ho disegnato, ma non ero capace di colorare senza sbavare lungo i bordi. Ho comprato una chitarra, ma avevo paura che le corde mi tagliassero le dita. Ho scritto e qualcosa dentro di me si è mosso. Ho scritto, ho scritto, ho scritto tanto, e poi sono diventata famosa. E quella cosa che avevo liberato è ritornata indietro e mi ha invasa. Uccidendomi.” “L’odore del tuo respiro” è il nuovo libro di Melissa P., autrice di “Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire”.
“Un biglietto di sola andata”, chiede all’impiegato dell’agenzia di viaggi. Melissa è una ragazza in fuga. Dalla terra che le ha dato la vita e che ora se la vuole riprendere. Da una famiglia tenera e spietata. Da un uomo che ha gettato la maschera. Da un gioco che era impossibile vincere. Verso un futuro che promette di accoglierla senza fare troppe domande, di chiamarla col suo nome. I primi tempi Melissa sembra essere riuscita a chiudere sotto chiave quel demone dentro di sé che ha dominato le sue parole, i suoi gesti, i suoi pensieri fin da quando era una bambina. Ma ben presto si rende conto di aver vinto solamente una delle tante battaglie contro la sua metà oscura. La guerra è ancora lunga. In poco tempo, infatti, un semplice sospetto si trasforma in un’ossessione di gelosia autodistruttiva che rischia di cancellare tutto quello per cui ha combattuto così duramente. Chi è Viola? Chi sono quelle ombre che le bisbigliano all’orecchio? Come interpretare quelle terrificanti visioni notturne, quella libellula che sembra spiare ogni suo movimento? E la sua storia d’amore è veramente destinata a morire?

La marea nasconde ogni cosa

Isola di Nordkoster, 1987. Ha paura, Ove. Ha solo nove anni, eppure ha capito benissimo cosa sta succedendo laggiù, sulla spiaggia: tre persone vestite di nero hanno sepolto una donna sotto la sabbia, lasciando fuori soltanto la testa. E presto la marea salirà… Il piccolo Ove non può stare a guardare: quando gli sconosciuti lasciano la donna al suo destino, lui corre a chiamare aiuto. Ma è troppo tardi. Stoccolma, 2011. Ha coraggio, Olivia. Ha solo ventiquattro anni, eppure è pronta a tutto pur di scoprire la verità su quanto accaduto a Nordkoster. Per lei, quel vecchio caso irrisolto è molto più di un incarico affidatole dall’Accademia di polizia. Sarà perché ci aveva lavorato suo padre, ex agente morto quattro anni prima. Sarà perché la vittima – la cui identità è rimasta un mistero – aveva più o meno la sua età. Sarà perché il responsabile delle indagini, Tom Stilton, è misteriosamente scomparso nel nulla. Sarà perché, non appena Olivia inizia a fare domande sul delitto di Nordkoster, i pochi testimoni si chiudono in un silenzio ostinato. Sono passati ventiquattro anni da quella notte maledetta, tuttavia lei ha l’impressione che la marea abbia cancellato ogni cosa, tranne il desiderio di vendetta. Come se qualcuno fosse ancora in agguato, nell’ombra, e spiasse ogni sua mossa…
(source: Bol.com)

Marcisce anche il pensiero

Marcisce anche il pensiero è uno spaccato temporale – l’ultima mezz’ora della sua vita – del filosofo Immanuel Kant. Un grande evento per un’opera letteraria insolita e forte, come il suo autore. Sgalambro si misura con un linguaggio dai mille strati, memore della potenza dantesca. I suoi versi sono intrisi di citazioni letterarie, filosofiche, storiche, di frasi e vocaboli classici e stranieri, e in apparente contraddizione, terminologie sposate a un turpiloquio drammatico, per dire e ridire tragicamente il male e il bene, l’alto e il basso, il nobile e l’ignobile, che sono il luogo dell’umano, quel luogo descritto o anche solo sfiorato in cui si agisce, si sente, si vive e, troppe volte, si sopravvive. Sgalambro è poesia oggi.
(source: Bol.com)

Marcinelle, 1956. Quando la vita valeva meno del carbone

Marcinelle è comunemente riconosciuta come la catastrofe per antonomasia degli italiani all’estero. Non fu la prima né l’ultima, ma rappresenta uno dei tasselli più dolorosi del variegato mosaico della migrazione italiana nel mondo. L’incendio nella miniera di Marcinelle, avvenuto l’8 agosto 1956 – nel quale morirono 262 lavoratori di dodici nazionalità, tra cui 136 italiani -, non costituì solo l’ennesimo tributo di migranti allo sviluppo economico europeo, ma anche il momento più drammatico di un’intera epopea migratoria. Alla faticosa ricerca di un nuovo assetto istituzionale e in una condizione di incertezza totale sul proprio futuro, l’Italia, fin dal 1946, aveva gettato le basi organizzative di uno dei più imponenti sistemi di esportazione di manodopera che la recente storia occidentale ricordi. Le piazze e i bar dei paesini, da Nord a Sud, furono tappezzati di manifesti rosa che incitavano a partire per le miniere del Belgio. Parallelamente ai centri di emigrazione, si sviluppò anche la rete dei trafficanti di migranti. Regolari o irregolari, l’importante era che fossero tanti, un esercito chiamato a combattere la “battaglia del carbone”, scavando nelle viscere della terra quella risorsa necessaria al rilancio economico dell’Europa. Molti, dopo i primi mesi, rimpatriarono o furono arrestati per il rifiuto di sottostare alle condizioni disumane su cui Bruxelles e Roma si erano accordate.
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Marcia fatale

La campagna di Napoleone in Russia e la terribile ritirata del suo esercito da Mosca furono una catastrofe militare e umana senza precedenti: il primo esempio nella storia di “guerra totale”, che vide opporsi due grandi potenze, due culture diversissime, due imperi sterminati. Posta in gioco finale: la supremazia in Europa. Con l’erudizione dello storico e la penna del grande narratore, Adam Zamoyski attinge a fonti edite e inedite come i diari dei soldati di Napoleone – francesi e italiani, ma anche spagnoli e portoghesi, tedeschi e polacchi, olandesi e svizzeri – per raccontare, insieme alla sofferenza fisica e psicologica dei combattenti messi in ginocchio dal “Generale Inverno”, la lenta e inesorabile disfatta dell’esercito più potente mai messo in campo, la Grande Armata. E del suo comandante supremo.
(source: Bol.com)

Il marchio

“…non mi rendevo conto che il guinzaglio ha due capi, e chi lo tiene in mano non è meno prigioniero di chi lo porta al collo.”

Sara e Ginko non potrebbero essere più diversi: lei, figlia di ricchi borghesi, giovane, carina, educata, con un futuro assicurato, lui di professione tatuatore, musicista heavy metal, figlio di nessuno, indipendente e dal forte carattere. Niente li accomuna, niente li lega.
Eppure dal loro incontro fortuito nasce improvvisa e fortissima un’attrazione irresistibile, perché Sara è una slave, una sottomessa, e Ginko un master, il dominatore che prenderà subito in mano le redini della sua vita e darà loro il deciso strattone che Sara attende da sempre.
Per lui la brava bambina di papà rivolterà completamente la sua esistenza, seguendo i propri impulsi e la propria vera natura, legata a un guinzaglio invisibile, fatto d’amore e di erotismo travolgente, che la porteranno a esplorare territori sempre più lontani, sempre più pericolosi, fino a conoscere i propri limiti, quelli oltre i quali il suo guinzaglio non può tendersi. Perché un guinzaglio ha due estremità, e chi lo tiene in pugno non è meno prigioniero di chi ne viene guidato.
Ginko non è meno succube della sua slave di quanto lei lo sia di lui, in un rapporto di simbiosi nel quale ciascuno dei due ha bisogno dell’altro, per realizzare la propria natura segreta e reale.
E, quando questo guinzaglio finirà per spezzarsi, le conseguenze saranno imprevedibili, per entrambe le sue estremità.

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Il marchio del perdono

Ve lo ricordate Eddie Santiago? Si è fatto dieci anni di prigione per aver collezionato una bella sfilza di reati, ma adesso è fuori e vorrebbe cambiare vita. Mettere su a Miami un’etichetta discografica di musica salsa, insieme a un altro ex galeotto. In che modo? Be’, vendendo erba dietro le sbarre ha realizzato un discreto gruzzolo, quarantamila verdoni… giusto per avviare l’attività. Ma certi sogni hanno breve durata. Anche perché ai suoi buoni propositi nessuno ci crede. Né i suoi complici che contano su di lui per un colpo al casinò, né quella coppia di poliziotti che tengono un piede, o forse tutti e due, oltre il confine della legalità. Quando sei cresciuto nelle strade violente di Chicago, e ti hanno ammazzato il padre davanti agli occhi, hai la rabbia dentro. Ora però Eddie Santiago vorrebbe rigare diritto e non glielo permettono. È come un marchio, non te lo scrosti via tanto facilmente. A meno di vendere cara la pelle.

Il marchio del diavolo

Londra, 1804. Dimitri, Conte di Corvindale, non può permettersi di provare dei sentimenti. Per amore ha stretto un orrendo patto con Lucifero, un patto di cui porta il segno tangibile impresso sulla pelle e che alla fine non è servito a nulla, perché la sua donna l’ha lasciato. Da allora ha deciso di chiudere il proprio cuore e di dedicare la propria vita immortale alla ricerca di un modo per liberarsi dell’infame marchio. Ma propositi iniziano a vacillare quando incontra la bellissima e caparbia Maia Woodmore e il desiderio di “assaggiarla” si fa sempre più intenso…

Marchande Melanie – 2014 – Tutta colpa tua

Secretary Series Dall’autrice bestseller del New York Times, Wall Street Journal e USA Today Una storia piena di passione, romanticismo e un irresistibile tocco di ironia Sono passati cinque anni e due mesi, ma Meg è ancora insicura sull’amore di Adrian. Adesso, però, lui è deciso a risolvere la situazione una volta per tutte. E farà il possibile per riuscirci. Con un carattere come il suo, mostrare il lato più sensibile è molto difficile, ma Adrian non è di sicuro un uomo che si arrende facilmente e farà di tutto per sciogliersi come la neve che comincia a cadere. Melanie Marchandeè l’autrice bestseller del New York Times della serie Secretary. Ama i miliardari sarcastici e sicuri di sé, le eroine voluttuose e insolenti e la pizza. Non necessariamente in quest’ordine.

Marathon: la battaglia che ha cambiato la storia

480 a.C. La flotta greca, ancorata di fronte al Capo Artemisio, a pochi chilometri in linea d’aria dalle Termopili, spia con attenzione i movimenti delle navi persiane. La tensione è alta tra l’equipaggio: si attende con ansia l’esito dello scontro tra gli uomini del gran re Serse e quelli del sovrano spartano Leonida. Il poeta Eschilo, in servizio su una nave come oplita, riceve la visita di una donna bella e misteriosa: un’esule ateniese che gli ricorderà la storia della battaglia di Maratona, svoltasi un decennio prima. Una battaglia che il poeta conosce bene perché vi ha partecipato e perché su quel campo ha visto morire suo fratello. Così le memorie dei due interlocutori s’intrecciano, ricostruendo nei particolari il primo combattimento campale tra greci e persiani, ma soprattutto quel che accadde subito dopo, quando gli araldi dovettero correre fino ad Atene per comunicare la vittoria greca, prima che i sostenitori dei persiani aprissero le porte della città agli invasori. Andrea Frediani, con una prosa serrata e coinvolgente, ricostruisce una delle battaglie più importanti della storia, riportandone in vita i protagonisti. Un romanzo narrato in presa diretta, come la cronaca di una gara nella quale i partecipanti si contendono il premio più ambito: l’amore di una donna.

Maometto

Il Profeta, nella narrazione di uno dei maggiori storici delle religioni italianoPoche sono le personalità così umanamente suggestive e religiosamente carismatiche come il fondatore dell’Islam, Maometto. Intorno a lui nacque in Oriente una sorta di ‘legenda aurea’ che include storie di portenti annuncianti la sua nascita, di miracoli, della sua ascesa al cielo. In Occidente invece, soprattutto nel Medioevo, la figura di Maometto fil demonizzata. Il ‘profeta’ fu accusato di impostura e gli si attribuì ogni sorta di vizi. Solo la prima traduzione ‘scientifica’ del Corano (1698), fonte principale per la ricostruzione della sua vita, riuscì, sia pure parzialmente, a dissipare molte fantasiose leggende. In questo libro uno dei nostri maggiori storici delle religioni ne rivendica la statura etica e morale e, ripercorrendo il cammino della sua esistenza, ne disegna un ritratto incisivo, acuto e oggettivo.Alfonso M. Di Nolaè stato uno dei più autorevoli studiosi di Storia delle religioni, materia che ha insegnato all’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Ha insegnato, in altri atenei, Storia delle tradizioni e del folklore europeo, ha diretto l’Enciclopedia delle religioni e ne ha redatto la maggior parte delle voci. Autore di moltissimi libri di grande successo, ha diretto la collana ‘Magia e religioni’ della Newton Compton, per la quale ha pubblicato Antropologia religiosa, La preghiera dell’uomo, Gesù segreto, Il diavolo, Maometto e la saggezza dell’Islam, La nera signora. Antropologia della morte e del lutto.
(source: Bol.com)

Mao Zedong

In questo saggio l’interpretazione dell’ascesa al potere di Mao coinvolge, per la prima volta rispetto alle altre biografie già esistenti, aspetti inediti della sua vita privata, offrendo un’analisi “politicamente scorretta” della Rivoluzione Culturale. Di origini contadine, autodidatta, imprevedibile e controverso quanto si conviene a un rivoluzionario, Mao Zedong si rivela presto il leader capace di riunire intorno a sé, e al proprio dogma, un paese sconfinato, lacerato da anni di guerra, di dominazione straniera e feudalesimo. Raffinato stratega e organizzatore instancabile, negli anni universitari entra in contatto a Pechino con il nascente movimento marxista cinese e, grazie ai successi ottenuti dalla guerriglia comunista, dà vita a un vero e proprio culto della personalità. Dopo aver avviato la riforma agraria e organizzato le masse contadine, approfitta dell’aggressione giapponese in Manciuria per opporre, a fianco di Chiang Kai-shek, il temibile capo dei nazionalisti del Guomindang, un fronte comune contro gli invasori. Falliti i tentativi di mediazione, il 1o ottobre 1949 Mao proclama la nascita della Repubblica Popolare Cinese, sancendo così la sua consacrazione a Grande Timoniere. Amalgamando abilità di ricerca storica e doti narrative, Jonathan Spence tratteggia la personalità di Mao Zedong in tutte le sue contraddizioni, attraversando, grazie anche a fonti inedite, il tessuto di ombre e utopia che sostenne il suo percorso personale e politico. Questa biografia è più che mai preziosa per gettare luce su una delle figure più enigmatiche e influenti del Novecento e per comprendere il paese che si trova ancora oggi a fare i conti con la sua discussa eredità.

Mao II (versione italiana)

Che cosa unisce seimilacinquecento coppie di uno sposalizio di massa nello Yankee Stadium, un famoso scrittore ostinatamente misantropo e un funzionario svizzero ostaggio a Beirut? Dai funerali di Khomeini al massacro di Tienanmen, la realtà del mondo è che sette uomini senza nome posseggono tutto e ci muovono come trottole. La vita dello scrittore McGray di colpo s’intreccia con il terrorismo internazionale mentre una fotografa cerca di catturare le immagini della sua esistenza solitaria. Ancora una volta, DeLillo compone un affresco epocale dove le vite degli individui qualunque incontrano i grandi eventi della Storia, in uno spietato confronto fra destino personale e perpetuo movimento delle masse, incontrollabile solo all’apparenza. Come in altri suoi capolavori, DeLillo ritrae il mondo in una prospettiva planetaria la cui sorte sembra un’inevitabile, spontanea apocalisse collettiva. Lo fa con la sua solita ironia, elegante e tremenda, e con una beffarda voglia di provocazione.

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La manutenzione dei sensi

A un incrocio tra casualità e destino si incontrano Leonardo Guerrieri, vedovo cinquantenne, un passato brillante e un futuro alla deriva, e Martino Rochard, un ragazzino taciturno che affronta in solitudine le proprie instabilità. Leonardo e Martino hanno origini ed età diverse, ma lo stesso carattere appartato. Il ragazzo, in affido temporaneo, non chiede, non pretende, non racconta: se ne sta per i fatti suoi e non disturba mai. Alle medie, però, a Martino, ormai adolescente, viene diagnosticata la sindrome di Asperger. Per allontanarsi dalle sabbie mobili dell’apatia che sta per risucchiare entrambi, Guerrieri decide di lasciare Milano e traslocare in una grande casa, lontana e isolata, in mezzo ai boschi e ai prati d’alta quota, nelle Alpi piemontesi. Sarà proprio nel silenzio della montagna, osservando le nuvole in cielo e portando al pascolo gli animali, che il ragazzo troverà se stesso e il padre una nuova serenità. A contatto con le cose semplici e le persone genuine, anche grazie all’amicizia con il burbero Augusto, un anziano montanaro di antica saggezza, padre e figlio si riscopriranno più vivi, coltivando con forza le rispettive passioni e inclinazioni. Una storia positiva è al centro di questo romanzo che trabocca di umanità e sensibilità autentiche e che contiene una riflessione sul labile confine che divide la normalità dalla diversità. Un romanzo sul cambiamento, la paternità, la giovinezza, in cui padre e figlio ritroveranno la loro dimensione più vera proprio a contatto con la natura, riappropriandosi di valori irrinunciabili come la semplicità e la bellezza. ‘Ma tu, quando hai saputo che Chiara era morta, cos’hai detto?’. ‘Non scherzi stasera con le domande, eh? Vuoi proprio saperlo? Non ho detto niente. Non sono riuscito a dire una parola per giorni, avevo un dolore allo stomaco che non mi faceva stare in piedi. E la testa leggera, perché vuota. Sono andato avanti così per un bel po”. ‘E poi?’. ‘Poi qualcuno mi ha salvato’.

(source: Bol.com)