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Cuore di ferro

Seguito di Cuore di Carne. ROMANZO DI 676 PAGINE!!!
Where is my mind? Dov’è la mia mente? Cantano i Pixies.
Andrea non ha i piedi in aria e la testa spaccata in terra, ma si domanda spesso dove sia la sua mente in questo secondo capitolo della saga “Oltre la carne”.
Dopo il tragico finale con Susanna a Capodanno, Andrea ha seguito il consiglio di Ian e ha posto un lucchetto sul cuore per difesa, per non soffrire ancora. Ha proseguito la sua vita dividendosi tra l’università e il lavoro come modello per l’Agenzia Conte Dorian. Key è sempre più popolare, tanto che una fotografa di fama internazionale lo invita a Londra per un servizio per Vanity Fair.
Scoprirà che la carne è la prima a guarire e brucia, anche se il cuore non batte; come con Sara, una ragazza bellissima che lo travolgerà in una non-relazione basata sul sesso. Ma anche quando crederà che possa esserci qualcosa di più con lei, ecco tornare Susanna portandolo in un nuovo casino cui non potrà sottrarsi.
Per fortuna c’è Ian, diventato ormai il suo punto di riferimento nella vita e suo più caro amico oltre che mentore. In un crescendo di situazioni confuse che a stento riesce a gestire, si vedrà catapultato nel mondo dell’eccellenza di Ian fatto di ville lussuose come in Morcote (Canton Ticino) e di viaggi in hotel principeschi come il Mandarin Oriental di Tokyo fino al Picco (The Peak) in Hong Kong, dove le nuvole sono così basse che sembra di poterci camminare sopra.
Andrea dovrà scegliere che vita vuole vivere, perché la maschera di Key pesa sempre di più e la confusione aumenterà quando comprenderà che il cuore batte comunque, anche se chiuso con un lucchetto… “perché il cuore è di carne e batte quando l’emozione è forte”.
“Cuore di ferro” vi sorprenderà con un susseguirsi di colpi di scena tragicomici che non mancheranno di avvolgervi nell’abbraccio di un’emozione crescente cui non riuscirete a sottrarvi. Sentirete il tum-tum dentro di voi; quel battito inaspettato che ci ricorda di essere vivi.
A quel punto, saprete dov’è la vostra mente. E così, sarà per Andrea.
AVVISO: per i contenuti e le scene di sesso esplicite NON è una lettura adatta ai bambini.
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Il cuore di Derfel. Excalibur

Torna l’attesa voce di Derfel Cadarn, il guerriero fattosi monaco, un tempo protetto di Merlino e paladino fedele di Artù, per accompagnarci lungo un nuovo capitolo delle sue memorie, che lo vede impegnato a lottare su due fronti ugualmente insidiosi: l’amore e la guerra. Dopo aver affrontato i demoni dell’Isola dei Morti per liberare la sacerdotessa Nimue, Derfel è accanto al suo signore, Artù, nella sanguinosa battaglia contro il regno del Powys. Il re di quelle terre vuole infatti vendicare a caro prezzo l’offesa subita da sua figlia Ceinwyn, ripudiata da Artù che le ha preferito Ginevra. Artù e i suoi cavalieri riescono a vincere solo grazie ai poteri di Merlino, e si decide di sancire la ristabilita unità dei britanni celebrando l’unione tra Ceinwyn e Lancillotto. Neanche questa volta però è destino che il matrimonio della nobile fanciulla abbia luogo: durante la cerimonia di fidanzamento, Ceinwyn abbandona il promesso sposo e fugge con Derfel, di cui si è innamorata. Un amore che rischia di mettere a repentaglio il fragile equilibrio politico raggiunto a costo di molte, troppe vite umane…
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Cuore di ciccia

Michele è un bambino grasso, che ha come unico amico il frigo Frig. La mamma di Michele è una donna molto bella, magra e in perfetta forma e non accetta il corpo di suo figlio, non riesce a capire per quale motivo sia così grasso: più fa ginnastica, più Michele ha fame. Lei non può sapere che Frig racconta delle bellissime storie e che la solitudine di Michele sembra meno brutta quando lo apre. Frig, un giorno, decide che anche Michele è un eroe e lo nomina cavaliere con il nome di Cuore di Ciccia. La mamma decide di rinchiudere Michele all’Istituto Acciughini, un luogo dove i bambini diventano magri come grissini, e da quel momento… Una tematica attualissima, quella dell’obesità infantile vissuta come uno scudo protettivo contro la solitudine, raccontata con estrema ironia, fantasia, profondità.
(source: Bol.com)

Cuore depravato

Cambridge, Massachusetts. Kay Scarperta riceve sul cellulare un messaggio che sembra arrivare dal numero di emergenza di sua nipote Lucy, con un link a un video girato da un apparecchio di sorveglianza che riprende la stessa Lucy e risale a quasi vent’anni prima. Ma come è possibile? La famosa anatomopatologa si ritrova così al centro di un vero e proprio incubo dai risvolti molto personali. Comincia a scoprire oscuri e terribili segreti che riguardano la nipote che lei tanto ama e che ha cresciuto come una figlia. A questo primo video ne seguono altri, con chiare e pericolose implicazioni legali, che lasciano Kay in uno stato di isolamento, prcoccupazione e confusione. Non sa cosa fare né con chi confidarsi, non può nemmeno rivolgersi al marito Benton Wesley, né a Pete Marino e ovviamente non a Lucy. Il suo universo e quello di tutti coloro che lei ama viene messo a repentaglio da un piano diabolico, mentre lei stessa è alle prese con il caso della morte solo apparentemente accidentale della figlia di una ricca e famosa produttrice di Hollvwood.

Il cuore della terra

“Il cuore della terra” è un romanzo basato dall’inizio alla fine su falsi storici e falsi letterari. Il falso storico è quello del ritrovamento a Cipro di un manoscritto nel quale un anonimo scrittore racconta i giorni del soggiorno di Friedrich Nietzsche nell’autunno del 1892 nell’isola, dove il filosofo si era rifugiato nel tentativo di liberarsi dall’influenza malvagia di Richard Wagner. In questa saga della finzione Nietzsche appare come un uomo mite, ossessionato da un demoniaco Wagner. Da questa invenzione letteraria prende le mosse Svetislav Basara per scrivere un romanzo dove il vero e il falso si mescolano, i documenti reali sono contraddetti da documenti apocrifi, inserti filosofici tratti dalle opere di Nietzsche sono piegati a supporto di tesi insostenibili. L’ironia devastante di questo romanzo satirico non si placa mai, Basara procede a colpi d’ascia, chiudendo l’opera con una serie di testimonianze (finte, naturalmente) di uomini eminenti su Nietzsche: Gillo Dorfles, Günter Grass, Salvador Dalí, Sigmund Freud, Andy Warhol, Emil Cioran, fino a un fulminante John Wayne.
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Il cuore dell’inverno. La ruota del tempo

Rand al’Thor, il Drago Rinato, non sembra in grado di compiere il proprio destino, quello di riunire tutti i popoli sotto il suo potere per combattere contro il Tenebroso. I bellicosi Seanchan si stanno riversando in Ebou Dar, e le Aes Sedai si dividono tra Elaida, pretendente al titolo di Amyrlin Seat, ed Egwene al’Vere, alleata di Elayne, regina di Andor. Quest’ultima, amata da Rand, sfugge a un agguato, e anche il Drago Rinato, scampato a sua volta a un micidiale attacco, si trova costretto ad attraversare i territori nemici per recarsi in un luogo in cui nessuno si aspetterebbe mai di trovarlo.

Cuore d’eroe. La storia di Enea

Roberto Piumini racconta fedelmente l'”Eneide”, scrivendo per i ragazzi un libro da leggere come un romanzo storico. In una prosa che nasconde, ma fa sentire, il suo continuo ritmo ottonario, attraverso vicende meno note di quelle dell'”Odissea”, è presentato Enea.

Un cuore così bianco

Juan si è appena sposato con Luisa, ma fin dal viaggio di nozze viene assalito da brutti presentimenti, da uno strano malessere. Capisce che la causa delle sue inquietudini va ricercata nei punti oscuri del suo passato, della sua famiglia, ma non può e non vuole scavare nelle sue origini. Sarà un suo amico d’infanzia a raccontargli del suicidio di Teresa, la giovane moglie di suo padre che lui credeva morta di qualche malattia. E sarà Luisa a fare luce sui segreti del passato, a dare una spiegazione a ciò che Juan non avrebbe voluto sapere.
Un cuore cosí bianco è un romanzo sull’amore e sulla morte e su ciò che non si dovrebbe dire e su ciò che non si vorrebbe sapere, strutturato con grande abilità, in cui tutti i personaggi, con i loro dubbi e la loro possibile intercambiabilità, trasmettono un senso di profonda inquietudine e lasciano nel lettore una sensazione di realtà ineffabile e scomoda, precaria, impossibile da definire e difficile da accettare. «Un cuore cosí bianco» è una citazione dal Macbeth. Lady Macbeth, saputo dell’assassinio del re Duncan da parte del marito, gli si rivolge con queste parole: «Le mie mani sono come le tue, ma ho vergogna di avere un cuore cosí bianco». E un cuore bianco lo possiede non chi è senza colpe, ma chi non è stato contagiato dalle parole e dalle colpe degli altri.

Cuore contro cuore

Un ragazzo e due sorelle. Tre anime affini legate da un incontro che cambierà per sempre la loro vita.
Quando Cj varca la soglia di quel luogo di dolore non si aspetta di certo di trovarci l’amore. Eppure, mentre prega che sua sorella non gli venga strappata via, conoscerà una persona che entrerà a far parte della sua quotidianità, portando con sé felicità, sofferenza e una sorella gemella.
Una diventerà il suo coraggio e la sua àncora di salvezza.
L’altra diventerà il suo tormento.
Il piccolo principe e la sua rosa.
Gemelle all’infinito+1.
Sky e Cj.
Amicizia, amore, dolore, bugie e coraggio segneranno le loro esistenze portandosi via un pezzo di cuore per sempre.
Questa è la storia di Cj James, di Tiara e Sky Carson: tre cuori, un solo destino.

Un cuore arido

Ragazza di provincia, l’indimenticabile Anna di “Un cuore arido” (1961) lavora come sarta da una zia, con la sorella Bice, a Marina di Cecina, dove vive a modo suo, tra le coetanee, la comune attesa dell’amore e cresce nella consapevolezza di sé. Corteggiata da Enrico, che respinge, scopre l’intimità con il soldato Mario, fidanzato di Bice, e, quando il padre lo chiama in America, si dà a lui. Per lenire il dolore del distacco, finisce per sporcarne il ricordo con Marcello, che poi lascia. Ma se alla fine Bice sposa Enrico, Anna rifiuta la richiesta che Mario le fa da Chicago di diventare sua moglie. Glielo vieta un’istintiva coerenza, non l’epiteto di svergognata cucitole addosso dalle voci di paese. Con la rinuncia, Anna non abdica a se stessa, ma ai cliché della rispettabilità. In asimmetria con la sorella, il suo cuore, non arido ma libero, opta per la fedeltà a sé e ai suoi luoghi, ossia per la misteriosa bellezza della vita: come fa Cassola, che in Anna svela gli ideali poetici del suo narrare.
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Cuore Amore Vita

Sinossi Le foglie quel giorno svolazzavano…come svolazziamo noi ogni giorno. Nel mezzo di tante foglie, come piccole farfalle. Cosi si muove anche Ellie, una ragazza sempre sorridente e pronta a dare conforto a tutti. Vede la felicita nelle piccole cose: in un mattino qualunque, in un pomeriggio diverso e in una pozzanghera di fango. E insieme a lei si muovono tante altre foglie e tante altre farfalle, pronte a crollare di fronte ad un mondo che non hanno mai capito. Marco, Sophie, Matteo, una nonna come tante e una famiglia; tutti con una storia da raccontare. Ellie non sa ancora cosa diventera, cerca di viversi ogni attimo. Nel frattempo scoprira gioie in contrasto con dolori, sorrisi in risalto nelle lacrime. Storie d’amore, amicizie, fallimenti, lacrime e brividi. Siete pronti a scoprire Ellie e poi lasciarla andare nel vento insieme a tante altre farfalle?

La cultura si mangia!

La cultura è un bene di lusso? La nostra classe dirigente non ha dubbi: non si mangia e quindi non serve. O, secondo altri, è bella e utile ma non possiamo permettercela. Risultato bipartisan: tagli su tagli, dal 2,1 per cento della spesa pubblica nel 2000 allo 0,2 di oggi, e un’Italia avvitata nella più infelice delle decrescite. E invece si dà il caso che la cultura sia, ovunque, il motore dello sviluppo, come dimostra questo pamphlet documentato, battagliero, propositivo. Gli autori sfatano miti tossici: non è vero che il nostro Paese può vivere di passato e di «patrimonio artistico». Forniscono coordinate utili: dal 2007, in piena crisi, l’occupazione nelle industrie culturali italiane è cresciuta in media dello 0,8 per cento l’anno. Analizzano esempi virtuosi, dal New Deal alla rinascita di Bilbao, dal miracolo artistico della Ruhr alla riscoperta scientifica di Trieste. E offrono idee concrete per una rivoluzione della struttura produttiva del Paese, un progetto di sviluppo fondato sulla conoscenza. Spunti indispensabili per la classe politica, che ha il compito di guidare fuori dalla crisi un Paese sempre più confuso, ignorante e (quindi) povero. Riusciranno, i nostri eroi?

Cultura di destra: con tre inediti e un’intervista

“Che cosa vuol dire cultura di destra?” chiede un intervistatore a Furio Jesi nel 1979. È “la cultura entro la quale il passato è una sorta di pappa omogeneizzata che si può modellare nel modo più utile, in cui si dichiara che esistono valori non discutibili, indicati da parole con l’iniziale maiuscola”. Originale mitologo della modernità, Jesi dedica gli studi qui raccolti a individuare le matrici sotterranee, il linguaggio e le manifestazioni delle “idee senza parole” della cultura di destra otto-novecentesca; e lo fa smascherandone i luoghi comuni, le formule e le parole d’ordine che alludono a un nucleo mitico profondo e inconoscibile, ma fondante e modellante, cui fanno riferimento i principi ricorrenti di Tradizione, Passato, Razza, Origine, Sacro. Un “vuoto” da riempire di materiali mitologici, manipolati dalla propaganda politica di destra per legittimare il suo potere e gli ordinamenti sociali dominanti. Da questa prospettiva, Jesi indaga gli apparati linguistici e iconici sottesi al fascismo e al neofascismo, al nazismo e al razzismo, penetra nelle pieghe dell’esoterismo di Julius Evola e del lusso retorico dannunziano, attraversa le pagine di Liala e Pirandello. Questa nuova edizione di un libro ancora attualissimo è corredata da tre inediti e un’intervista.

La cultura del piagnisteo

«La cultura del piagnisteo è il cadavere del liberalismo degli anni Sessanta, è il frutto dell’ossessione per i diritti civili e dell’esaltazione vittimistica delle minoranze. Ma, a ben guardare, le origini di questa cultura sono più antiche. L’America è una nazione fondata sull’emigrazione e da sempre i diversi gruppi di emigranti sono entrati in collisione tra loro … Nel contempo però questi emigranti volevano costruire una società utopica, parlavano di missione, pensavano a un nuovo mondo che doveva convertire l’Europa degenerata». Della voga del politicamente corretto non poteva esserci miglior evocatore, narratore e interprete di Robert Hughes, polemista formidabile e testimone lucidissimo. Dietro l’occasione, che appartiene ormai alla storia – spesso esilarante – del costume quotidiano, Hughes lascia intravedere una prospettiva non lieta su ciò che la cultura in genere cerca di diventare nel prossimo futuro.
(source: Bol.com)

La cugina americana

Hampstead Garden, nordovest di Londra, è il quartiere della buona borghesia ebraica, ricca, istruita, liberal, solidale: tutti conoscono tutti, tutti frequentano tutti, tutti sono pronti a soccorrere chiunque si trovi in difficoltà. Adam e Rachel si conoscono da sempre, si amano dall’adolescenza, e stanno per fidanzarsi. La comunità segue l’evolversi della relazione da quando è nata, tutti aspettano il matrimonio, i figli. Tutto va come dovrebbe andare fino a quando, da New York, città di liberi costumi e strane usanze, arriva Ellie, la cugina di Rachel: bellissima, fragile, dolce, infelice, anticonformista. Ellie è una sopravvissuta, come tanti dei membri anziani della comunità: non ai campi di concentramento, ma alla morte della madre in un attentato terroristico in Israele, e alla conseguente decisione del padre di vagare per il mondo portando la piccola con sé. Tra Adam ed Ellie è amore al primo sguardo. Entrambi resistono, si evitano, si cercano, irresistibilmente attratti e irrimediabilmente divisi. Fino a quando Adam, avvocato nello studio del padre di Rachel, viene incaricato di risolvere la situazione incresciosa, pericolosa, che Ellie si è lasciata alle spalle a New York. I due sono costretti a incontrarsi, per lavoro, fino a quando una malattia di Ziva, la nonna di Ellie e Rachel, fornisce ai due innamorati impossibili l’occasione di infrangere le regole.