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Canaglia cercasi

«GUARDIA DEL CORPO cercasi. Preferibilmente ex-marine. Forte, attivo, sotto i trenta. Prospettive e salario: ottimi, purché in possesso requisiti richie*sti. Inviare domanda manoscritta, specificando dettagliatamente curriculum, occupazione attuale. Esigonsi referenze. Casella Postale 1411.»
«Se puoi strapparti per un attimo alla lettura di quel giornale, vorrei un altro gin» disse Netta.
«Non posso. Fa’ la brava e serviti. Il gin è tuo. Bevitelo anche tutto, ma non disturbarmi. Ho da fare.»
Ed era verissimo. Mi stavo chiedendo che cosa significassero quelle prospettive e quel salario «ottimi». Mi stavo chiedendo chi poteva volere una guardia del corpo e perché. Inserzioni come quella non se ne vedevano tutti i giorni, sui giornali di Londra………..

Il campo di cipolle

Los Angeles, 9 marzo 1963. Campbell e Hettinger, due agenti di pattuglia che lavorano da poco in coppia fermano un’auto sospetta. A bordo due delinquenti di piccolo cabotaggio con una lunga storia di reati e carcere alle spalle. I due criminali disarmano i poliziotti, li rapiscono e, dopo un lungo tragitto in auto sulle freeways intorno a Los Angeles, li portano in un campo di cipolle. Ed è nella polvere di una sterrata di campagna, nell’odore pungente delle cipolle, che si consuma la tragedia, tanto più atroce quanto più assurda: Campbell viene ucciso a colpi di pistola. Hettinger riesce a scappare. Nel giro di poche ore, i colpevoli vengono catturati, ma il finale della loro storia è ancora lontano e tutt’altro che consolatorio. Inizialmente condannati a morte, i due assassini affronteranno una serie di processi che, a vent’anni dall’omicidio, li porterà alla scarcerazione. Quanto a Hettinger, lascerà la polizia e trascorrerà tutta la vita in una spirale di dolore, rimorso e autodistruzione. Wambaugh racconta una vicenda vera e terribile da ex poliziotto, scrittore e profondo conoscitore della psicologia umana. Il risultato è una riflessione dolente sulle imperfezioni e i fallimenti della giustizia, e sul retaggio di sofferenze e crudeltà che accompagna ogni fatto di sangue, segnando l’esistenza dei colpevoli come delle vittime in modo irreparabile.

Il Campo Degli UFO

Gli “UFO” (“Unidentified Flyng Objects”, ovvero “Oggetti Volanti Non Identificati”) accendono passioni e scatenano polemiche. Ultimamente Urania, per aver pubblicato un articolo di Asimov che ne metteva in dubbio l’esistenza ha ricevuto innumerevoli lettere di protesta e addirittura di ingiurie. Imparziali come sempre, provvediamo a contentare i sostenitori degli UFO col presente romanzo.

Un campione per Miss Jenna

Inghilterra, 1838 – Hayden Islington ha lasciato il lavoro di investigatore in seguito a un incidente che gli è quasi costato la vita e da allora si è dedicato alle corse a cavallo su ghiaccio. L’esistenza nomade che le gare richiedono gli permette di avere numerose relazioni senza impegno e la sua fama di seduttore è pari a quella di corridore. Così, quando Miss Jenna Priess, la donna più deliziosa sulla quale abbia mai posato gli occhi, lo cerca non per le sue popolari doti ma per le sue abilità investigative, ne è stupito e intrigato. L’incarico però si mostrerà presto più pericoloso di quanto Hayden avesse immaginato… soprattutto per il suo cuore. Per la prima volta, infatti, sarà tentato di abbandonare fama e gare per rimanere per sempre accanto a un’unica, straordinaria donna.
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### Sinossi
Inghilterra, 1838 – Hayden Islington ha lasciato il lavoro di investigatore in seguito a un incidente che gli è quasi costato la vita e da allora si è dedicato alle corse a cavallo su ghiaccio. L’esistenza nomade che le gare richiedono gli permette di avere numerose relazioni senza impegno e la sua fama di seduttore è pari a quella di corridore. Così, quando Miss Jenna Priess, la donna più deliziosa sulla quale abbia mai posato gli occhi, lo cerca non per le sue popolari doti ma per le sue abilità investigative, ne è stupito e intrigato. L’incarico però si mostrerà presto più pericoloso di quanto Hayden avesse immaginato… soprattutto per il suo cuore. Per la prima volta, infatti, sarà tentato di abbandonare fama e gare per rimanere per sempre accanto a un’unica, straordinaria donna.

La campana di vetro

Brillante studentessa di provincia vincitrice del soggiorno offerto da una rivista di moda, a New York Esther si sente «come un cavallo da corsa in un mondo senza piste». Intorno a lei, l’America spietata, borghese e maccartista degli anni Cinquanta: una vera e propria campana di vetro che nel proteggerla le toglie a poco a poco l’aria. L’alternativa sarà abbandonarsi al fascino soave della morte o lasciarsi invadere la mente dalle onde azzurre dell’elettroshock. Fortemente autobiografico, La campana di vetro narra con agghiacciante semplicità le insipienze, le crudeltà incoscienti, gli assurdi tabù che spezzano un’adolescenza presa nell’ingranaggio stritolante della normalità che ignora la poesia.

La campana dell’arciprete

Ai tempi del papa-re, nella cella campanaria di una pieve non lontano da Bologna viene trovato il cadavere di una giovane contadina. Don Priamo Gasparri, il parroco che il Vaticano guarda con sospetto, non crede che Amelia – “bella anche troppo” – sia morta per disgrazia. Vuole scoprire l’assassino per salvargli l’anima e per liberare il suo gregge da quell’ombra di violenza. Nell’indagine l’aiuta Cesare Cantalupi, medico giacobino perseguitato dalle autorità perché pratica la vaccinazione contro il vaiolo. Sarà questa strana coppia a inseguire la verità, tra partite di tressette e discussioni su Napoleone e la nuova scienza.
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La Campagna Del 1796 Nel Veneto

PREMESSA Ayez les choses de première main; puisez à la source!…. (LA BRUYÈRE.—Maximes) Il presente studio non vuol essere che una prefazione intesa a far conoscere l’ambiente militare ed i personaggi che accompagnarono la Serenissima al sepolcro. Perchè, se esiste qualche opera di indubbio valore intorno all’armata della Veneta Repubblica, poco o nulla di edito si trova relativamente al suo esercito, quasi che fosse argomento trascurabile nella vasta trama delle politiche vicende dello Stato nato sul mare e per il mare. Ora questa presunzione non è equa. Qualunque ramo dell’attività pubblica merita riguardo e considerazione, e soltanto il giudizio particolare sopra ciascun ramo dell’attività medesima può mettere capo ad una sintesi illuminata e completa. Al caso concreto poi dell’attività militare veneta, cimentata nei tempi dello splendore alle tenaci e vittoriose lotte contro i Turchi in difesa della Cristianità, dei commerci e dell’incivilimento contro la barbarie, sembra argomento cospicuo di studio l’esame dell’evoluzione di questa attività giunta al termine del suo ciclo ed il coglierla quando sta per accasciarsi sopra sè stessa come una persona fatta decrepita, pavida ed intransigente
(source: Bol.com)

Il cammino verso casa

Carly e Jen camminano. Camminano perché su di loro si è abbattuta una tragedia. Camminano perché hanno solo sedici e dodici anni e in tasca non hanno che pochi dollari. Camminano per non rischiare che qualche adulto le noti, chiami i servizi sociali e le divida. Camminano perché Carly vuole provare a tornare dall’unica persona di cui si fida, Teddy, il loro patrigno, e Jen vuole dimenticare l’orribile segreto che non riesce a condividere con nessuno.
Inizia così il viaggio di Carly e Jen, centinaia di chilometri nel deserto e sotto il sole, tra animali selvatici e umani inaffidabili. Le due sorelle si imbatteranno in minacce e pericoli ma anche nella gentilezza inaspettata di alcuni sconosciuti.
Ambientato nel West americano, dal New Mexico al territorio dei nativi in Arizona, fino in California, *Il cammino verso casa* è un inno alle nuove possibilità e al ritorno alla vita.
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Il cammino dell’acqua

Cosa spinge un uomo a riempire uno zaino e percorrere a piedi quasi novecento chilometri da Milano a Roma? Sulle spalle l’essenziale, davanti nessun sentiero, nessun compagno, nessuna prenotazione, affidandosi all’antica leggerezza del viandante. Dopo anni di itinerari predefiniti, Riccardo Finelli ha deciso di uscire dalle strade battute e tracciare il proprio cammino, seguendo una via dimenticata: il corso dei fiumi, che un tempo muovevano uomini, merci e mulini, e oggi scorrono pigri e abbandonati. Dal Naviglio Pavese al Tevere, passando per il Po, il Trebbia e l’Elsa riaffiora un’Italia di piccoli centri e borghi arroccati, malinconica, generosa e accogliente. Ne fanno parte Alessio, che tiene faticosamente in piedi l’oasi di Alviano; Lino, erede di una generazione di barcaioli che parla ancora la grammatica dell’acqua; o Francesca, che ogni giorno si muove sulle sponde che uniscono Lunigiana e Garfagnana. Ma un viaggio è fatto soprattutto di osservazione lenta e minuziosa, lunghi silenzi, sospensione di giudizio. In questo spazio di solitudine e libertà, emerge la vera vocazione del camminatore: non raggiungere la meta ma esplorare la strada, riscoprire località cancellate dalle mappe, prendersi il piacere di deviare verso la bellezza insospettata dell’ordinario. In questo libro, Finelli ci invita a seguirlo e a ritrovare quell’istinto vagabondo e transumante che per millenni ha accompagnato l’umanità.

Il cammino del Cinabro

Questo libro, che inizialmente avrebbe dovuto chiamarsi ”Il sentiero del cinabro” e che poi l’autore mutò in bozza, venne completato entro la metà del 1962 e pubblicato dall’editore Vanni Scheiwiller nel marzo 1963, con lo scopo di rispondere alle polemiche suscitate dall’intellighenzia italiana all’uscita di Cavalcare la tigre nel novembre 1961, in quanto si riteneva intollerabile che fosse stato pubblicato un saggio di un autore ancora messo all’indice. Julius Evola lo aveva scritto per farlo pubblicare dopo la sua morte, ma prevalse la richiesta del giovane editore milanese. Non si tratta di un’opera autobiografica, precisa il filosofo, ma di una “guida attraverso i miei libri”, anche se trattando, più che di vicende e fatti personali, di idee e di quei valori tradizionali che hanno caratterizzato tutta la sua vita, ben gli si adatta la definizione di “autobiografia spirituale”. In quanto tale Il cammino del cinabro ha una importanza fondamentale ed è determinante non soltanto per ben comprendere il percorso delle tesi e della “visione del mondo” che mossero Julius Evola, ma soprattutto per constatare come ci sia un filo conduttore e una coerenza di fondo che legano tutte le sue opere e le posizioni che in esse vengono trasmesse.
(source: Bol.com)

Camilla e il Grande Fratello

All’improvviso, la quieta Modena diventa teatro di una serie di sequestri di persona. Prima scompare un’attrice quarantenne, poi una giovane commessa Coop con ambizioni televisive, un imprenditore, un giovane floricoltore, un’ex modella… Le cose si complicano quando alle redazioni dei giornali viene recapitata una strana videocassetta: in una casa stile Grande Fratello è iniziato un gioco terribile sulla falsariga del famoso spettacolo televisivo. La differenza sta nel fatto che i “nominati” non saranno semplicemente esclusi dal gioco, ma realmente uccisi dagli altri concorrenti. Vista la difficoltà del caso, da Roma vorrebbero che non fosse Camilla Cagliostri a indagare…
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Camicia di seta

Dea, incarnazione dell’eterno contrasto tra amore e passione. Una storia dedicata al bondage in tutte le sue forme, al feticismo per le camicie di seta con taschini chiusi dai bottoni. La risposta ad un annuncio diventa l’inizio di una nuova avventura: un padrone, una padrona, un ragazzo da amare e una crescente passione creano in Dea i turbamenti che le muteranno la vita.
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La camicia di Hanta (viaggio in Madagascar)

In fondo al viaggio c’è, forse, un lemure bianco della specie più evoluta. Sgambetta sulle zampe posteriori eretto, dignitoso come quasi tutti gli esseri umani. Durante il viaggio, cavallette fritte e mandrie di zebù forniscono la debita punteggiatura al paesaggio di immense distese di risaie, di giovani in attesa di un destino qualunque, di bambine costrette a sorrisi da donna forzata, le labbra colorate con il succo di ibisco, “e la scena è così: il rosso delle labbra nel marrone del faccino nel verde smeraldo dell’oceano dietro il dolore più scolorato del mondo”. Sempre attento alle donne quasi “per sottaciuta committenza” dei maschi che le guardano senza mai riuscire a vederle in se stesse, lo sguardo di Aldo Busi va a percorrere le false piste del Madagascar turistico e ne snida i colori più profondi. Da vero viaggiatore, il solitario con gli occhi ben aperti doppierà i tentativi delle guide locali di smarrirlo in bellezze indicibili, converserà con gechi particolarmente simpatici, o con conchiglie disposte all’ascolto, e prima di arrivare alla fine avrà trovato un miraggio d’amore e una canzonetta che fa: “Tu hai bisogno di qualcuno dentro la tua camicia e sotto la tua veste, hai bisogno di me”.
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Camici e pigiami. Le colpe dei medici nel disastro della sanità italiana

Un libro di denuncia sulla malasanità da parte di chi ha svolto da medico, per venticinque anni, numerosi compiti assistenziali e di ricerca, sempre nel settore pubblico. Gli episodi riportati hanno carattere esemplificativo e sono stati scelti dall’autore perché emblematici di un sistema che da decenni conosce un progressivo degrado culturale e morale. La vittima più comune di questo degrado è stato il comune senso di solidarietà umana, civile e sociale, radice dell’etica e della deontologia medica.