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Shooting up: Storia dell’uso militare delle droghe

Tutte le storie di guerra, dall’antichità ai giorni nostri, sono anche storie di droga. Quasi senza eccezioni, combattenti e soldati, governi e organizzazioni militari, nel corso dei secoli, hanno sfruttato il potenziale bellico di alcol e sostanze stupefacenti.
I primi furono gli opliti omerici in viaggio verso Troia, poi le truppe di Annibale, i guerrieri dell’Amazzonia e i berserker vichinghi. Nel mondo antico, oppio, funghi allucinogeni o piante con poteri energetici sono spesso parte dei riti tribali, delle cerimonie per risvegliare lo spirito guerriero. Con la nascita della “guerra moderna” e lo sviluppo degli eserciti nazionali, l’uso di droghe diventa un’abitudine diffusa. I soldati al fronte assumono calmanti per tenere a bada gli incubi e il dolore, e stimolanti per dominare la paura e trovare la forza per andare all’attacco. I vertici militari spesso fingono di ignorare o addirittura agevolano la diffusione di sostanze psicotrope tra le truppe. La droga diventa un’arma a tutti gli effetti.
Dalla diffusione della cocaina tra i piloti francesi e tedeschi durante la prima guerra mondiale, all’utilizzo del Pervitin con cui la Wehrmacht sbaragliò le resistenze di mezza Europa con incursioni lampo, dall’abuso di psicofarmaci ed eccitanti dei marines in Vietnam, agli esperimenti con l’LSD durante la guerra fredda, fino ai miscugli di polvere da sparo ed eroina sniffati dai soldati bambino in Africa, Łukasz Kamieński osserva i campi di battaglia da un’inedita prospettiva. Un punto di vista tanto eccentrico quanto imprescindibile per comprendere le dinamiche di ogni conflitto armato. Shooting Up è il primo libro che esplora gli infiniti modi in cui le droghe vengono utilizzate dagli stati e dai loro eserciti nella storia.
«Questa analisi approfondita dello “sballo” al fronte è in larga parte una storia mai raccontata. La storia del ruolo giocato dalla droga attraverso i secoli a supporto di truppe e battaglioni, e quella del ruolo che avrà nelle battaglie di domani. Shooting up è indubbiamente destinato a diventare un classico.» – Christopher Coker, professore di relazioni internazionali alla London School of Economics
«Kamieński dimostra una notevole capacità di approfondimento, riuscendo allo stesso tempo a coinvolgere il lettore… il risultato è un’indagine solida e avvincente.» – *Publishers Weekly*
«Affascinante, ricco di dettagli e sorprendentemente sobrio…uno studio accurato e completo.» – *The Sunday Times*
«In Shooting up Kamieński analizza la devastazione provocata tra i civili dall’uso militare della droga. Non ci sono espliciti messaggi pacifisti ma la sua posizione è chiara: “la guerra può essere considerata come un narcotico, e parteciparvi o avervi partecipato può portare a una dipendenza dalle vere droghe”.» – *The Guardian*
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### Sinossi
Tutte le storie di guerra, dall’antichità ai giorni nostri, sono anche storie di droga. Quasi senza eccezioni, combattenti e soldati, governi e organizzazioni militari, nel corso dei secoli, hanno sfruttato il potenziale bellico di alcol e sostanze stupefacenti.
I primi furono gli opliti omerici in viaggio verso Troia, poi le truppe di Annibale, i guerrieri dell’Amazzonia e i berserker vichinghi. Nel mondo antico, oppio, funghi allucinogeni o piante con poteri energetici sono spesso parte dei riti tribali, delle cerimonie per risvegliare lo spirito guerriero. Con la nascita della “guerra moderna” e lo sviluppo degli eserciti nazionali, l’uso di droghe diventa un’abitudine diffusa. I soldati al fronte assumono calmanti per tenere a bada gli incubi e il dolore, e stimolanti per dominare la paura e trovare la forza per andare all’attacco. I vertici militari spesso fingono di ignorare o addirittura agevolano la diffusione di sostanze psicotrope tra le truppe. La droga diventa un’arma a tutti gli effetti.
Dalla diffusione della cocaina tra i piloti francesi e tedeschi durante la prima guerra mondiale, all’utilizzo del Pervitin con cui la Wehrmacht sbaragliò le resistenze di mezza Europa con incursioni lampo, dall’abuso di psicofarmaci ed eccitanti dei marines in Vietnam, agli esperimenti con l’LSD durante la guerra fredda, fino ai miscugli di polvere da sparo ed eroina sniffati dai soldati bambino in Africa, Łukasz Kamieński osserva i campi di battaglia da un’inedita prospettiva. Un punto di vista tanto eccentrico quanto imprescindibile per comprendere le dinamiche di ogni conflitto armato. Shooting Up è il primo libro che esplora gli infiniti modi in cui le droghe vengono utilizzate dagli stati e dai loro eserciti nella storia.
«Questa analisi approfondita dello “sballo” al fronte è in larga parte una storia mai raccontata. La storia del ruolo giocato dalla droga attraverso i secoli a supporto di truppe e battaglioni, e quella del ruolo che avrà nelle battaglie di domani. Shooting up è indubbiamente destinato a diventare un classico.» – Christopher Coker, professore di relazioni internazionali alla London School of Economics
«Kamieński dimostra una notevole capacità di approfondimento, riuscendo allo stesso tempo a coinvolgere il lettore… il risultato è un’indagine solida e avvincente.» – *Publishers Weekly*
«Affascinante, ricco di dettagli e sorprendentemente sobrio…uno studio accurato e completo.» – *The Sunday Times*
«In Shooting up Kamieński analizza la devastazione provocata tra i civili dall’uso militare della droga. Non ci sono espliciti messaggi pacifisti ma la sua posizione è chiara: “la guerra può essere considerata come un narcotico, e parteciparvi o avervi partecipato può portare a una dipendenza dalle vere droghe”.» – *The Guardian*

Shirley

Traduzione di Fedora Dei Edizione integrale Pubblicato nel 1849, due anni dopo il clamoroso successo di Jane Eyre, Shirley è ambientato durante le guerre napoleoniche, nello Yorkshire del primo Ottocento, percorso dai fervori dell’industrializzazione e da profonde tensioni sociali. È la storia di due donne, Shirley Keeldar e Caroline Helstone. Ricca ereditiera la prima, orfana nullatenente la seconda: a legarle sono una profonda amicizia e un uomo, Robert Moore, spietato imprenditore tessile oberato dai debiti. Caroline lo ama, ricambiata; Shirley no, ma è a quest’ultima che Mr Moore chiede la mano, per salvarsi dalle difficoltà economiche. In uno straordinario intreccio di romanticismo e analisi delle lotte di classe, Charlotte Brontë delinea il ritratto preciso e particolareggiato di un mondo in drammatica mutazione, e lo fa attraverso gli occhi di una protagonista forte e orgogliosa: il risultato è una modernissima riflessione sulla condizione femminile, che ancora oggi non ha perso nulla della sua lucidità. Charlotte Brontë(Thornton 1816 – Haworth 1855) trascorse nello Yorkshire la propria vita funestata da malattie e disgrazie familiari. Fu autrice di romanzi che hanno per protagoniste delle drammatiche figure di donne: oltre a Villette (1853), scrisse Jane Eyre (1847), Shirley (1849) e Il professore (1857). La Newton Compton ha pubblicato Jane Eyre e Villette.
(source: Bol.com)

Shirley

Traduzione di Fedora Dei Edizione integrale Pubblicato nel 1849, due anni dopo il clamoroso successo di Jane Eyre, Shirley è ambientato durante le guerre napoleoniche, nello Yorkshire del primo Ottocento, percorso dai fervori dell’industrializzazione e da profonde tensioni sociali. È la storia di due donne, Shirley Keeldar e Caroline Helstone. Ricca ereditiera la prima, orfana nullatenente la seconda: a legarle sono una profonda amicizia e un uomo, Robert Moore, spietato imprenditore tessile oberato dai debiti. Caroline lo ama, ricambiata; Shirley no, ma è a quest’ultima che Mr Moore chiede la mano, per salvarsi dalle difficoltà economiche. In uno straordinario intreccio di romanticismo e analisi delle lotte di classe, Charlotte Brontë delinea il ritratto preciso e particolareggiato di un mondo in drammatica mutazione, e lo fa attraverso gli occhi di una protagonista forte e orgogliosa: il risultato è una modernissima riflessione sulla condizione femminile, che ancora oggi non ha perso nulla della sua lucidità. Charlotte Brontë(Thornton 1816 – Haworth 1855) trascorse nello Yorkshire la propria vita funestata da malattie e disgrazie familiari. Fu autrice di romanzi che hanno per protagoniste delle drammatiche figure di donne: oltre a Villette (1853), scrisse Jane Eyre (1847), Shirley (1849) e Il professore (1857). La Newton Compton ha pubblicato Jane Eyre e Villette.
(source: Bol.com)

Shift

Cosa faresti se fossi costretto a sopravvivere mentre tutti coloro che hai amato sono morti? E se l’unico luogo sicuro fosse sepolto metri e metri sottoterra? Siamo all’inizio del silo, prima di “Wool”. In un futuro a meno di cinquant’anni da noi, il mondo è ancora come lo conosciamo. Il tempo continua a scivolare tranquillo, ma la verità è che sta per scadere. In pochi sanno quello che il futuro ha in serbo: solo gli uomini al potere, che si stanno preparando in segreto per qualcosa di terribile. Due invenzioni fondamentali cambiano il corso della storia: una tecnologia in grado di rallentare l’invecchiamento e una pillola capace di eliminare ogni brutto ricordo. L’umanità, nello stesso momento, scopre i mezzi per causare la propria disfatta totale e il modo per dimenticarsene. È un percorso che porterà alla distruzione, un percorso che ci porterà sotto terra. La storia del silo sta per essere scritta, il nostro futuro sta per iniziare. Claustrofobico e inquietante, “Shift” si immerge sempre più nelle profondità dei silos, guidandoci fino alle loro origini. In un susseguirsi di rivelazioni, le domande di “Wool” trovano qui una risposta. O meglio, una delle tante possibili. In attesa di “Dust”, capitolo conclusivo del mondo creato da Hugh Howey.

Shadowmere

Un accordo tra Sithias e Daemionis, permette di far costruire un nuovo tempio e Kyrin ottiene il permesso di restare nella dimensione, senza dover compiere altre missioni per un po’.

Lo sguardo della tigre

In viaggio verso Londra, lady Isabella St. Just, contessa di Blakely, viene proditoriamente rapita. Rinchiusa in una baracca nella brughiera, Isabella non tarda a rendersi conto che i malviventi, una volta ottenuto il riscatto, non hanno affatto intenzione di liberarla. Il suo tentativo di fuga la porta però fra le braccia di un personaggio ancora più pericoloso: Alec Tyron, signore indiscusso dei bassifondi londinesi. Tanto temuto quanto affascinante, Alec è comunque l’unico in grado di proteggere Isabella. E di amarla davvero.

Gli sfiorati

Nel cuore di questo romanzo dorme una bomba a orologeria di nome Belinda, la ragazza bionda di 17 anni consegnata al fratellastro Mète perché la custodisca. Nello scenario di una Roma asfissiante sono loro gli ”sfiorati”, giovanissimi eroi di una generazione che ha avuto ogni cosa senza possederla veramente, che ha visto tutto senza capire nulla: lo sperpero, il ballo, il caos allo stato fluido e puro, le rincorse metropolitane, il televisore perennemente acceso che lancia i suoi riflessi azzurri in stanze piene di fumo. Sandro Veronesi mette in campo i suoi sbandati fratelli minori, ne fissa il carattere fuggevole e volubile e ne accelera il destino fino alla distruzione della loro ambigua innocenza.
(source: Bol.com)

La sfida finale

In un mondo dove per una ragione ignota gli uomini assumono nomi formati da sole tre lettere seguite dal nome dell’arma con la quale combattono (Sos della Corda – Bog della Clava – Neq la spada, etc.) un grande e imbattibile guerriero conosciuto col nome di “Sol di tutte le Armi”, sogna di fondare una sua tribù di guerrieri. Gli uomini si possono aggregare solo in un modo: sconfiggerli in un combattimento del Grande Cerchio della battaglia, così Sol, uomo dopo uomo, tribù dopo tribù, riunisce intorno a sé migliaia di guerrieri e aiutato dal suo grande amico Sos, insegna loro a combattere, a leggere, scrivere e a far di conto. Non nutre propositi di conquiste territoriali, non vuole essere il dominatore di tutto il mondo, ma non volendo getta le basi di un grande Impero che viene visto con preoccupazione da un altro genere di persone: i “pazzi”, come vengono chiamati dai guerrieri, coloro che hanno ereditato la tecnologia e le scienze della Terra e che agiscono indisturbati dispensando ai guerrieri tutto ciò di cui hanno bisogno, dal cibo alle armi, senza apparentemente chiedere niente in cambio. Quali sono le regole del gioco? Cosa si nasconde nella grande Montagna dalla quale nessuno ha mai fatto ritorno, tanto che coloro che desiderano morire la considerano l’unica via onorevole per ritirarsi dal mondo?

La sfida di Chanur

Unico superstite di un’astronave finita nelle grinfie dei perfidi Kif, Tully aveva colto al volo l’unica occasione che gli si era presentata: rifugiarsi a bordo de l’Orgoglio di Chanur, un’astronave della razza leonina degli Hani, comandata dalla coraggiosa Pyanfar. Così Pyanfar Chanur aveva conosciuto l’umano Tully e ciò significa l’inizio della più sfrenata e rischiosa avventura che Pyanfar e la sua astronave abbiano mai affrontato

La sfida della tigre

Sul finire del XVIII secolo, l’India è terreno di lotta tra francesi e inglesi che, da sempre acerrimi nemici, si disputano il favore dell’una o dell’altra fazione indigena per indebolire l’avversario, in una sorta di interminabile partita a scacchi. Nel regno del Mysore, nel sud della grande penisola, i protagonisti di questo subdolo gioco sono Tippu Sahib, il sultano che ha occupato la capitale Seringapatam rovesciandone la dinastia indù, e la “carne da cannone”, vale a dire i soldati inglesi, mercenari sottoposti a una rigida disciplina. Il giovane Richard Sharpe, arruolatosi da poco, già medita di disertare per sottrarsi alle angherie del sadico sergente Hakeswill, che si accanisce contro di lui per motivi del tutto estranei all’ambito militare, fino ad accusarlo d’insubordinazione e farlo condannare a una pena che equivale alla morte: duemila colpi di frusta. L’esecuzione viene però interrotta perché il tenente Lawford vuole proprio Sharpe, inesperto ma audace, per una missione di spionaggio dentro le mura di Seringapatam, che gli inglesi si preparano ad assediare. I due si fingono disertori per avere accesso alla reggia del sultano, che vive circondato dai crudeli servi jetti e dalle amatissime tigri mangiatrici di uomini. Ricorrendo a tutta la sua astuzia per superare le varie prove cui Tippu, sospettoso per natura, lo sottopone, Sharpe riesce a conquistarne la fiducia, ma soprattutto a scoprire che un terribile pericolo incombe sulle truppe inglesi. L’occasione del riscatto sembra dunque finalmente arrivata, ma la cattura dell’odiato sergente Hakeswill sconvolge piani e propositi di Sharpe e Lawford, lasciandoli in balia del crudele sultano, assetato di vendetta. Sarà la sfida della tigre a decidere, una volta per tutte, il loro destino…
(source: Bol.com)

La sfera di Dyson

Il capitano Kirk, Comandante dell’Enterprise, decide che per la sua astronave, per il suo equipaggio e per lui stesso, c’è una sola speranza di salvezza: dovrà parlare personalmente con Dio, con l’oscuro e tremendo Dio della sfera di Dyson. Il dottor Leonard McCoy, medico di bordo, ha i suoi dubbi. “E se fallisci?” chiede. Ma il capitano ha già riflettuto. “Se fallisco” risponde “ho paura che tutti noi dovremo sperimentare sulla nostra pelle che cosa significhi precipitare in un buco nero…” Dopo James Blish e Joe Haldeman, un altro tra i più sofisticati autori d’oggi s’ispira a una popolarissima saga spaziale per portare l’invenzione fantascientifica al di là di ogni conosciuto livello di guardia.
Copertina di Karel Thole

Sexploration I

Il matrimonio è la tomba dell’amore. Forse. Certo non dell’eros… Chi ha detto infatti che la coppia fissa debba per forza spegnere i bollenti ardori? I protagonisti di questi dodici racconti ci dimostrano che anche dopo anni di convivenza, e magari persino di fedeltà, il sesso può riservare sorprese. Molto piacevoli, per di più. Il segreto? Non smettere mai di giocare. E di guardarsi attorno: perché anche nelle pieghe della routine sono nascoste insospettabili occasioni per tenere più viva che mai la fiamma della sensualità. Visti i contenuti espliciti se ne consiglia la lettura a un pubblico adulto.

Sex friends – 3 (Versione Italiana)

Così sexy e avvincente che non potrete più farne a meno!
Imprevedibile, affascinante e carismatico, Alistair fa battere il cuore di Chloé che continua a non voler cedere… o quasi! Tra Parigi e Londra, la giovane e il suo bel miliardario giocano a un gioco inebriante e sensuale fatto di promesse e di divieti… Mentre la loro relazione evolve teneramente verso sentimenti più profondi, degli incontri inaspettati faranno ricadere Chloé nelle sue incertezze e paure. Riuscirà il loro amore nascente a scavalcare le barriere che la bella erige attorno al suo cuore?
Questa edizione è completa e non censurata, non ci sono scene tagliate.
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### Sinossi
Così sexy e avvincente che non potrete più farne a meno!
Imprevedibile, affascinante e carismatico, Alistair fa battere il cuore di Chloé che continua a non voler cedere… o quasi! Tra Parigi e Londra, la giovane e il suo bel miliardario giocano a un gioco inebriante e sensuale fatto di promesse e di divieti… Mentre la loro relazione evolve teneramente verso sentimenti più profondi, degli incontri inaspettati faranno ricadere Chloé nelle sue incertezze e paure. Riuscirà il loro amore nascente a scavalcare le barriere che la bella erige attorno al suo cuore?
Questa edizione è completa e non censurata, non ci sono scene tagliate.

Sex for one. Le gioie dell’autoerotismo

Ciascuno di noi può imparare a fare l’amore da solo, e raggiungere il massimo del piacere senza lasciarsi inibire dal senso di colpa e dalla solitudine. Anzi, la masturbazione è un’esperienza appagante dal punto di vista sessuale e spirituale sia per gli uomini che per le donne. Non si tratta solo di suggerimenti per chi sceglie il sesso sicuro, ma di un manuale destinato anche alle coppie che vogliono condividere un’esperienza da cui potranno imparare molto sulle risposte sessuali di entrambi. “Sex for one” dimostra che l’autoerotismo non è da relegare ai momenti in cui manca un partner o quando si cerca il sesso sicuro: la masturbazione è un momento di intimità e di gioia che caratterizza la nostra vita sessuale.

Sex and the country

Mollato l’amebico fidanzato a Los Angeles, incerta sul da farsi e un tantino confusa, Ree è tornata nella sperduta cittadina di provincia dei suoi: circondata da immensi ranch, e dove nemmeno il sabato sera c’è bisogno di mettersi in tiro. Doveva essere solo una pausa di riflessione prima di decidere cosa fare del suo futuro: e invece il destino si è messo in testa di intervenire. Sottoforma del proprietario di un ranch, un cowboy che sussurra ai cavalli, ara la terra, si prende amorevolmente cura delle mucche, e soprattutto indossa i Wrangler più sexy che Ree abbia mai visto. Un uomo taciturno e muscoloso, deliziosamente brizzolato, irresistibilmente ruvido, meravigliosamente maschio… E così, manco a dirlo Ree – la stessa che andava in giro per Los Angeles con tacco 12 e si nutriva esclusivamente di sushi e insalatine – si ritrova all’improvviso più che tentata da una vita tutta diversa: aria aperta, informi camicione di jeans, frequenti e fin troppo ravvicinati contatti con bestiole di vario genere, bistecche alte un dito e patate arrosto, con buona pace di qualunque dieta. Ma anche baci roventi con il cowboy dei suoi sogni, e un batticuore che non provava da troppo tempo…
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