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Reykjavík Café

Una commedia brillante che mescola sapientemente l’esotismo del grande nord con gli amori scombinati di quattro giovani simpatiche donne. Per una donna i trent’anni sono un’età meravigliosa, si comincia a fare sul serio e ad assaporare il bello della vita. Peccato che non sia quasi mai veramente così. Hervör, Karen, Silja e Mía, ad esempio, sono tutte alle prese con situazioni sentimentali caotiche e insoddisfacenti. C’è quella che si accontenta di saltuarie notti di sesso con l’ex professore di università, chi vive dai nonni, trascorrendo i weekend in discoteca e svegliandosi ogni volta in un letto diverso. Oppure quella che, essendo medico, è spesso costretta a turni fuori casa e, guarda un po’, la volta che rientra senza avvisare sorprende il neo marito con una biondina. E poi c’è la più scombinata di tutte: è stata lasciata dal fidanzato, un avvocato benestante, e ora vive in una mansarda in mezzo agli scatoloni del trasloco, faticando a trovare un lavoro e una direzione nella vita. Le quattro giovani donne non si conoscono né sembrano avere molti punti in comune. A unirle è la pausa obbligata al Reykjavík Café dove, nel buio gennaio islandese, vanno a cercare un po’ di calore e dove le loro storie finiranno per intrecciarsi. Finché, fra un latte macchiato e un cocktail di troppo, rovesci del destino e risate condite da improbabili consigli, ognuna troverà il modo di raggiungere la propria felicità, o qualcosa di molto vicino.

(source: Bol.com)

Il revisionismo storico

Più volte ristampata e tradotta in un numero crescente di paesi, quest’opera è una rilettura originale della storia contemporanea, dove l’analisi critica del revisionismo storico – a cominciare dalle tesi di Nolte sull’Olocausto e di Furet sulla rivoluzione francese – si intreccia con quella di una serie di fondamentali categorie filosofiche e politiche come guerra civile internazionale, rivoluzione, totalitarismo, genocidio, filosofia della storia. Questa edizione ampliata analizza le prospettive del nuovo secolo. Da un lato il revisionismo storico continua a riabilitare la tradizione coloniale, com’è confermato dall’omaggio che uno storico di successo (Niall Ferguson) rende al tramontato Impero britannico e al suo erede americano, dall’altro vede il ritorno sulla scena internazionale di un paese (la Cina) che si lascia alle spalle il ‘secolo delle umiliazioni’. Sarà in grado l’Occidente di tracciare un bilancio autocritico o la sua pretesa di essere l’incarnazione di valori universali è da interpretare come una nuova ideologia della guerra?
(source: Bol.com)

Le Retour de Rocambole

Sur des notes laissées par Ponson du Terrail.
Rocambole qui s’est un peu ‘rangé’, est poussé à reprendre de l’activité par deux malfaiteurs, Sir Ralph et Mac-Field, qui cherchent à s’approprier la fortune d’une famille en se faisant passer pour Rocambole. Sous l’identité de M. Portal, il déjouera tous les pièges de ces infâmes assassins, à la tête d’une bande qui ne recule devant rien. On retrouve ici tous les ingrédients du roman-feuilleton. Constant Guéroult a écrit cet ouvrage après la mort de Ponson du Terrail, sur des notes laissées par celui-ci. Il se révèle à la hauteur de son illustre prédécesseur.
(source: Bol.com)

La retorica. Storia e teoria. L’arte della persuasione da Aristotele ai giorni nostri

La retorica è una vecchia signora che per secoli ha fatto parte di ogni enciclopedia delle arti e scienze redatte nella cultura dell’Occidente, ma poi, quando dall’Illuminismo in avanti è sembrato che la sola scienza sicura fosse quella affidata ai procedimenti rigorosi della ragione analitica, se ne è decisa la rottamazione. Finché, nel secolo scorso, un giurista belga, Charles Perelman, è venuto a ricordarci che ci sono settori di fondamentale importanza per l’uomo, quali i processi nei tribunali, i dibattiti politici, le valutazioni critiche delle opere d’arte, in cui non si può pretendere di raggiungere il vero, ma soltanto un qualche grado di probabilità, e comunque bisogna lottare per imporre le proprie tesi, appoggiandole a una argomentazione non solo sicura nei passaggi, ma anche condita con i piaceri dell’eloquenza e con una calda onda emotiva. Così, il busto di Cicerone è stato tolto dal solaio e rimesso in bella vista. Questo anche perché, come McLuhan ci ha insegnato, oggi grazie al web e alla rete le parole non volano più via ma restano allo stesso modo della scrittura. Tutta questa trama secolare viene qui seguita e ricostruita punto per punto, un occhio alla filologia, un altro all’attualità.
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Reti domestiche

Grazie alla discesa dei prezzi dell’elettronica e all’aumento della potenza dei PC le reti locali LAN, o domestiche, sono oggi alla portata di tutti. Circoscritte a uno spazio limitato (una casa, un ufficio…), le reti LAN non sono utili solo nel mondo del lavoro: trovano applicazione nei campi più svariati come l’Home Entertainment o la telefonia VoIP. Questo libro infatti si rivolge sia alle aziende e ai liberi professionisti sia a tutti coloro che vogliono creare connessioni in rete per motivi di svago e intrattenimento. In circa 300 pagine viene illustrato il mondo delle reti domestiche, spiegandone la struttura e le tipologie: cablate o wireless, server-client o peer to peer, con indirizzi IP pubblici o privati con modalità di condivisione delle risorse diverse per singolo utente. Passo dopo passo il lettore scopre come realizzare i vari tipi di reti locali, con ampi riferimenti all’hardware necessario (schede di rete Ethernet, switch, router, modem, server) che lo guidano nella costruzione della propria rete su misura. Cos’è e perchè una rete LAN?; cablata, wireless o mista? reti server-client e peer-to-peer: indirizzi IP pubblici o privati; i dispositivi di rete; realizzare una rete essenziale: due PC; realizzare una rete LAN cablataa; realizzare una rete wireless; la condivisione delle risorse; collegare la rete a Internet; applicazioni speciali delle reti LAN:Home Entertainment e VoIP; sicurezza.
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Rete Globale (Codice 4GH)

L’umanità è davvero in grado di affrontare e vivere il futuro, come richiede uno sviluppo tecnologico sempre più vertiginoso? Per tener testa a una società così freneticamente organizzata non c’è che un enorme computer nel quale vengo-no immagazzinati giornalmente i dati riguardanti qualsiasi cittadino. Il computer è in grado di ricordare le identità, le transazioni commerciali, i mutamenti di qualsiasi genere della vita di ogni persona. Chiunque ha libero accesso alle informazioni contenute nel computer; chiunque può sapere istantaneamente qualsiasi notizia riguardante le altre persone. In pratica ogni uomo è ridotto a un semplice bit nei terminali del gigantesco mostro elettronico, smarrito in una labirintica rete d’informazioni. Una drammatica spersonalizzazione che è diventata regola di vita. Sullo sfondo di questo quadro impressionante si inserisce la storia di Nick Haflinger, un giovane allevato a Tarnover, la località segreta dove il governo addestra i soggetti con quoziente intellettivo superiore alla media a diventare le menti che guideranno il futuro governo della nazione. Un piccolo classico scritto sull’onda dello “shock del futuro” che ripropone con grande vigore i temi di un presente risucchiato nel vortice della tecnologia, il tassello finale di un mosaico narrativo compatto e inimitabile, che ha entusiasmato Philip K. Dick e tutti coloro che sanno riconoscere la vera fantascienza.

Il retaggio

Basta aprire questo libro per sentire subito che, anche in pieno Novecento, il romanzo familiare, con tutti i suoi apparati cigolanti di intrecci e vicissitudini, poteva raggiungere la felicità della perfezione – e di una specie così improbabile da suscitare nel lettore una preziosa e irragionevole euforia (un po’ come accadde, negli stessi anni Cinquanta, ai primi lettori del “Gattopardo”). A Sybille Bedford, di fatto, come agli archeologi più fortunati, è accaduto di partire alla ricerca di un mondo – e di ritrovarlo, oltre una certa porta, miracolosamente intatto. La porta che varchiamo nel “Retaggio” si apre su una scena ormai sorprendentemente esotica: la Germania di fine Ottocento, con la sua opulenza terriera e finanziaria, le aspre tensioni sociali, il presagio di una catastrofe lontana ma già palpabile – e in particolare su tre famiglie, unite da divergenti tradizioni aristocratiche e separate da irreali visioni del futuro. La prima è costituita da solidi rentiers ebrei di Berlino, nel cuore del Nord prussiano e protestante; le altre due appartengono «a realtà discordi del Sud cattolico: l’una sonnolenta, rurale, volta al passato; l’altra ossessionata da sogni ecumenici di dimensioni europee». A unirle provvederanno due matrimoni e uno scandalo. Ma, come gli archeologi sanno bene, i mondi sottratti all’ingiuria del tempo, per non sgretolarsi, vanno sigillati. In queste pagine accade invece che su tutto – sulla galleria di personaggi di incantevole eccentricità, sullo sconvolgente segreto che ne suggella la sorte, sui dialoghi incalzanti e magnificamente orchestrati – passi il vento ilare e turbinoso dello stile di Sybille Bedford, che accompagna e accelera la dissoluzione del mondo appena rivelato, fissandolo al tempo stesso, per sempre, nella memoria del lettore.
“Il retaggio” è uscito per la prima volta nel 1956.
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### Sinossi
Basta aprire questo libro per sentire subito che, anche in pieno Novecento, il romanzo familiare, con tutti i suoi apparati cigolanti di intrecci e vicissitudini, poteva raggiungere la felicità della perfezione – e di una specie così improbabile da suscitare nel lettore una preziosa e irragionevole euforia (un po’ come accadde, negli stessi anni Cinquanta, ai primi lettori del “Gattopardo”). A Sybille Bedford, di fatto, come agli archeologi più fortunati, è accaduto di partire alla ricerca di un mondo – e di ritrovarlo, oltre una certa porta, miracolosamente intatto. La porta che varchiamo nel “Retaggio” si apre su una scena ormai sorprendentemente esotica: la Germania di fine Ottocento, con la sua opulenza terriera e finanziaria, le aspre tensioni sociali, il presagio di una catastrofe lontana ma già palpabile – e in particolare su tre famiglie, unite da divergenti tradizioni aristocratiche e separate da irreali visioni del futuro. La prima è costituita da solidi rentiers ebrei di Berlino, nel cuore del Nord prussiano e protestante; le altre due appartengono «a realtà discordi del Sud cattolico: l’una sonnolenta, rurale, volta al passato; l’altra ossessionata da sogni ecumenici di dimensioni europee». A unirle provvederanno due matrimoni e uno scandalo. Ma, come gli archeologi sanno bene, i mondi sottratti all’ingiuria del tempo, per non sgretolarsi, vanno sigillati. In queste pagine accade invece che su tutto – sulla galleria di personaggi di incantevole eccentricità, sullo sconvolgente segreto che ne suggella la sorte, sui dialoghi incalzanti e magnificamente orchestrati – passi il vento ilare e turbinoso dello stile di Sybille Bedford, che accompagna e accelera la dissoluzione del mondo appena rivelato, fissandolo al tempo stesso, per sempre, nella memoria del lettore.
“Il retaggio” è uscito per la prima volta nel 1956.

Il resto della settimana

Il bar di Peppe è un minuscolo porto di mare nel ventre di Napoli. Uno di quei bar accoglienti e familiari, sempre uguali a se stessi, dove sfogliatelle e caffè sono una scusa per chiacchierare, sfogarsi, litigare e fare pace. Inferno o paradiso, dipende dal momento. Ma più di ogni altra cosa è il luogo ideale dove prepararsi all’Evento, quello che la domenica pomeriggio mette tutti d’accordo intorno a un’unica incontrollata passione. Alla cassa del bar c’è Deborah – rigorosamente con l’acca, ostentata come un titolo nobiliare – che parla al cellulare sempre incastrato tra spalla e testa, mentre Ciccillo, il tuttofare di origine asiatica, è ovunque perché non si ferma mai. A uno dei tavolini siede invece il Professore, attento osservatore dei sentimenti umani, che a un passo dalla pensione ha deciso di scrivere un libro facile facile, che sappia parlare a tutti. Già, ma quale argomento può raggiungere il cuore e l’anima della gente? La risposta è sotto i suoi occhi, nella trepida attesa dell’Evento. Il resto della settimana è un vero romanzo sudamericano: è gioia e nostalgia, è la poesia di un sogno, è la celebrazione di un gioco. È un diario dell’emozione che uomini e donne vivono giorno dopo giorno, e che calamita ricordi, ossessioni e amori. È come il caffè napoletano, una sintesi perfetta di gusto ed energia: ti colpisce forte e ti dà il coraggio per affrontare le avversità della vita, fuori dal bar.
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### Sinossi
Il bar di Peppe è un minuscolo porto di mare nel ventre di Napoli. Uno di quei bar accoglienti e familiari, sempre uguali a se stessi, dove sfogliatelle e caffè sono una scusa per chiacchierare, sfogarsi, litigare e fare pace. Inferno o paradiso, dipende dal momento. Ma più di ogni altra cosa è il luogo ideale dove prepararsi all’Evento, quello che la domenica pomeriggio mette tutti d’accordo intorno a un’unica incontrollata passione. Alla cassa del bar c’è Deborah – rigorosamente con l’acca, ostentata come un titolo nobiliare – che parla al cellulare sempre incastrato tra spalla e testa, mentre Ciccillo, il tuttofare di origine asiatica, è ovunque perché non si ferma mai. A uno dei tavolini siede invece il Professore, attento osservatore dei sentimenti umani, che a un passo dalla pensione ha deciso di scrivere un libro facile facile, che sappia parlare a tutti. Già, ma quale argomento può raggiungere il cuore e l’anima della gente? La risposta è sotto i suoi occhi, nella trepida attesa dell’Evento. Il resto della settimana è un vero romanzo sudamericano: è gioia e nostalgia, è la poesia di un sogno, è la celebrazione di un gioco. È un diario dell’emozione che uomini e donne vivono giorno dopo giorno, e che calamita ricordi, ossessioni e amori. È come il caffè napoletano, una sintesi perfetta di gusto ed energia: ti colpisce forte e ti dà il coraggio per affrontare le avversità della vita, fuori dal bar.

Resta con me

Tyler Caskey è una presenza insolita per la comunità di West Arinett. È giovane e i suoi sermoni sono brillanti, frutto di una preparazione e di una sensibilità fuori dal comune. Ed è diverso dalle precedenti guide spirituali che i fedeli hanno conosciuto perché ha carisma, e una moglie di grande bellezza e sensualità accanto. Quasi uno schiaffo di vitalità per tutta la cittadina. Eppure un giorno tutto può cambiare, l’attrazione trasformarsi in sospetto e maldicenza. La giovane signora Caskey muore. Una morte che travolgerà il marito e le loro bambine in modo irreversibile. La figlia maggiore, Katherine, di appena cinque anni, smette di parlare chiudendosi in un silenzio impenetrabile; Tyler non trova più le parole adatte in chiesa, né alcuna misericordia per chi si rivela ottuso, arido, distante. Cosa resta, quindi, del conforto religioso? È vero, sono i conformisti anni Cinquanta, e West Annett è nel Maine, una terra di antichi pionieri rigidamente protestanti. Ma Resta con me si dilata oltre ogni confine e ci conduce nelle pieghe più oscure dei rapporti affettivi, lì dove ogni perdita può rivoluzionare una vita. Scendere, per risalire più in alto: questa è Elizabeth Strout, nella sua scrittura puntuale, nei chiaroscuri emozionali, e in quello sguardo sul mondo nel quale dilaga ancora, inaspettata e dunque più preziosa, l’eco di un’imperscrutabile salvezza.

Responsabilità e speranza

Noi non siamo mondi isolati, ma mondi aperti all’ascolto in una circolarità di esperienze che ci rendono consapevoli di quanta sia la nostra responsabilità nel determinare i modi di essere e di comportarsi degli altri. Sentiamo tale responsabilità nello scorrere delle giornate in cui siamo continuamente chiamati ad ascoltare gli altri, a rispondere alle loro angosce e alle loro speranze. Conoscere se stessi e gli altri è il modo piú intenso di essere responsabili. Nessuno si conosce del resto fino a quando è soltanto se stesso, e non, al medesimo tempo, anche un altro. Quale rapporto lega la responsabilità alla speranza? Quest’ultima è apertura al futuro, ci obbliga a pensare non solo alle conseguenze presenti e passate delle nostre azioni e delle nostre parole, ma anche a quelle future. Non lasciamo morire in noi la speranza se vogliamo aiutare chi la sta perdendo. Lo dice Walter Benjamin: ‘Solo per chi non ha piú speranza ci è data la speranza’.
(source: Bol.com)

Il respiro delle montagne

Una sola volta, nella storia del Continente, gli eserciti di tutte le razze si erano uniti e avevano combattuto fianco a fianco per liberarsi della presenza delle malefica forza di Kaal. Da allora sono passati centinaia di anni, e il ricordo dell’Alleanza è ormai lontano. Ma qualcosa sta succedendo nelle remote Terre di Nemer: le Montagne Gemelle, i picchi in cui il potere di Kaal era stato rinchiuso, hanno ricominciato a respirare e, a ogni respiro, il loro cuore di ghiaccio e fuoco si spinge attraverso fiumi e laghi, sempre più lontano, distruggendo ogni forma di vita sul suo cammino. Nelle lontane regioni dell’Est vengono avvistate tracce dei Morik, i servitori di Kaal nati dal Respiro delle Montagne, il cui numero cresce immensamente. Kaal non è stato sconfitto per sempre, e presto attaccherà tutte le razze che popolano il Continente, e per loro sarà la fine. Il vecchio Mago Toran conosce il pericolo che incombe; lui sa anche che nessun’arma può sconfiggere Kaal, né può farlo alcun tipo di magia, perché Kaal può essere distrutto soltanto dal suo stesso potere.

Il respiro della laguna

Damiano Zaguri, capo della squadra Anticrimine di Venezia, viene svegliato in piena notte: in fondamenta San Trovaso un uomo è stato ucciso, un neonato – suo figlio – rapito dalla culla. All’apparenza non vi è alcun movente: la famiglia è abbiente ma non ricca, impensabile un riscatto, né si può immaginare un regolamento di conti. Il padre del bambino è stato ammazzato per sbaglio: se non avesse sorpreso il rapitore, ne sarebbe uscito incolume.
Indagando fra gli informatori della malavita nella Baia del Re, Zaguri segue le tracce del criminale e dei suoi mandanti: è una corsa contro il tempo, e una personalissima sfida con un suo lontano antenato, Signore di Notte nella Venezia del Seicento, che si lasciò sfuggire i colpevoli della sparizione del piccolo erede di una contessa. A mettere Zaguri sulla giusta strada sarà un talismano, non unico elemento magico in una Venezia nebbiosa e palpitante, la cui laguna, secondo un’antica leggenda, sembra in grado di esprimere funesti presagi ingrossando le sue acque.
(source: Bol.com)

Il respiro del deserto

Mongolia, 1227. Qutula, scrivano di Gengis Khan, solo per caso riesce a scampare alla morte E ora deve fuggire. Solo cambiando vita potrà nascondersi, pur rimanendo sotto gli occhi di tutti. Perché la bellissima Arqai – questo diventa il suo nome – è a conoscenza di un segreto: sa dove si trova la tomba dell’imperatore. E il suo favoloso tesoro.
Aprile 1919, sul piroscafo Zeppelin. L’incontro ha il sapore della storia, ma i due ancora non lo sanno. Double Skinner ha solcato ogni mare sospinto dai venti oceanici, prima di combattere la Grande Guerra al solo scopo di saldare il conto con i demoni che gli hanno divorato l’esistenza. Rimpatriando a bordo del piroscafo Zeppelin, incontra Harry Truman, futuro presidente degli Stati Uniti d’America. Tra i due nasce un’amicizia profonda, tanto che Skinner affida proprio a Truman non solo l’appassionante storia della sua vita, ma anche la custodia di un potente segreto, causa di morte e corruzione. Un segreto che risale a molti secoli prima, in Mongolia.
Italia, 2008. Oswald Breil se ne innamora subito, non appena lo vede in disarmo nel porto della Spezia. Lo yacht Williamsburg un tempo era definito ”Casa Bianca galleggiante”, perché dimora prediletta del trentatreesimo presidente americano: Harry Truman. Breil l’acquista, procurandosi così l’ostilità di un avversario spietato, pronto a tutto pur di impossessarsi del segreto che, forse, è nascosto fra le paratie della nave. Un segreto dalle origini lontane, perse nel soffio impetuoso del vento che spira sul deserto.
Basato su un’accurata ricostruzione storica, Il respiro del desertoè un romanzo dai toni epici, che pagina dopo pagina seduce il lettore e, con l’incalzante susseguirsi dei colpi di scena, lo fa trepidare per ogni avventura vissuta dai suoi indimenticabili protagonisti.
(source: Bol.com)

Respiro corto

«”Marsiglia, – pensò. – Non ci sono mai stato”. Gli venne in mente un vecchio film americano sul traffico di droga che aveva visto in un cineclub di Leeds. Frugò nella memoria a caccia di immagini. Gangster e zuppa di pesce».
Massimo Carlotto, Respiro corto
Sullo sfondo di una Marsiglia mai così affascinante, difesa da inguaribili romantici come il commissario Bourdet e il boss Armand Grisoni, una generazione di criminali del tutto nuovi scende in campo. Hanno studiato. Sono giovani, spregiudicati, e corrono terribilmente veloci. Potranno mai fallire?
Dopo averci raccontato come nessun altro i misfatti del Nordest italiano, e averci appassionato con le indagini dell’Alligatore, Massimo Carlotto ha deciso di allargare lo sguardo, e andare al cuore del crimine dei nostri tempi, globale e senza frontiere. Con i pregi che l’hanno fatto amare da tanti lettori: lo stile essenziale, la perfetta padronanza dell’intreccio, i personaggi che nella loro amoralità e crudeltà riescono ad affascinare, perché li sentiamo veri, umani nella loro disumanità. O nelle loro ossessioni, come la straordinaria coppia della poliziotta B.B. e del boss Grisoni, unici a contrastare l’avvento della Dromos Gang.
Come una danza leggera e sapiente, ma implacabile, uno tra i più amati scrittori italiani ci conduce nella orgogliosa arroganza del nuovo crimine. E racconta da par suo una grande storia, che spazia dai boschi radioattivi di Cernobyl ai caveau delle banche svizzere. Con una irresistibile gang di privilegiati.
Zosim, Sunil, Giuseppe, Inez. La Dromos Gang. Si sono conosciuti studiando Economia a Leeds. Brillanti, impeccabilmente vestiti, del tutto amorali ma tra loro fraterni, quattro giovanissimi con pesanti famiglie alle spalle piombano su Marsiglia da ogni parte del globo, per prendersela tutta. Sono convinti che il mondo è di chi corre veloce come il denaro, di chi corre più veloce di tutti, e il resto non merita di vivere. È subito guerra con i vecchi arnesi: un tenace boss corso di lunga carriera, e una poliziotta in disgrazia che ha un’idea tutta sua della giustizia. Mentre un narcotrafficante allo sbaraglio, che porta il nome fatale di un grande calciatore, proverà a giocare la sua esilarante, tragica partita.
E Marsiglia, il luogo oggi dello scontro criminale per eccellenza, dove i conflitti si risolvono a colpi di kalashnikov, diventa l’epicentro di un sisma vastissimo, dalle conseguenze del tutto imprevedibili.

Resident Evil. Zero hour

L’ultimo attesissimo romanzo della saga di Resident Evil. Inviati ad investigare su una serie di macabri omicidi a Raccoon City, la squadra S.T.A.R. Bravo entra in azione! Lungo la via per la missione l’elicottero si schianta al suolo. Tutti riescono fortunatamente a sopravvivere ma quello che scoprono è raccapricciante. Poco lontano scrutano un trasporto militare fuori strada pieno di cadaveri, ma questo è solo l’inizio del loro incubo! La squadra Bravo presto scoprirà il male che si sta espandendo intorno ad essi, e il nuovo membro Rebecca Chambers sta cominciando a chiedersi quale scherzo del destino l’ha spinta a partecipare alla missione!

La resa dei sensi

Tre sorelle, un unico impero. Chi tra loro si dimostrerà più abile negli affari erediterà tutto. L’impero finanziario, la casa e soprattutto l’affetto del padre. Una sfida destinata a dividere o a unire per sempre.
Le tre sorelle Titan hanno tutte trovato l’amore, ma la loro felicità non potrà dirsi completa finché non sarà risolta al questione con il fratellastro Garth Duncan, che trama per rovinare l’intera famiglia. Spetta a questo punto all’amica Dana Birch, affascinante e indomabile poliziotta, provvedere alla loro sicurezza, così decide di tenere d’occhio Garth da vicino. Insieme verranno a conoscenza di una verità dolorosa, ma non sarà l’unica cosa che scopriranno. Il loro forte antagonismo nasconde infatti una profonda attrazione. Che Dana abbia finalmente trovato pane per i propri denti?
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### Sinossi
Tre sorelle, un unico impero. Chi tra loro si dimostrerà più abile negli affari erediterà tutto. L’impero finanziario, la casa e soprattutto l’affetto del padre. Una sfida destinata a dividere o a unire per sempre.
Le tre sorelle Titan hanno tutte trovato l’amore, ma la loro felicità non potrà dirsi completa finché non sarà risolta al questione con il fratellastro Garth Duncan, che trama per rovinare l’intera famiglia. Spetta a questo punto all’amica Dana Birch, affascinante e indomabile poliziotta, provvedere alla loro sicurezza, così decide di tenere d’occhio Garth da vicino. Insieme verranno a conoscenza di una verità dolorosa, ma non sarà l’unica cosa che scopriranno. Il loro forte antagonismo nasconde infatti una profonda attrazione. Che Dana abbia finalmente trovato pane per i propri denti?