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A cosa servono gli uomini. Il piano di Maggie

New York. Anna, Isabel, Beth e Maggie sono amiche e donne in carriera. Insieme lavorano alla Red Hot Mama, una startup di successo che produce e vende biancheria sexy per signore incinte e neo mamme. Anna è sempre di corsa, ha un marito disoccupato e due figli a cui dedica troppo poco tempo. Sua sorella Isabel è incinta e in preda a una tempesta ormonale che la porta a tradire Sam, marito amorevole ma spesso in viaggio, con Christopher, una vecchia fiamma che le aveva spezzato il cuore. Beth invece, con forza, dedizione e un pizzico di leggerezza ha deciso di dedicarsi a Paul, il suo ex marito affetto da AIDS. Poi c’è Maggie, che vive con John, professore associato di storia del cinema avvolto da un’aura intellettuale; nel passaggio da amante a marito John però è diventato noioso e pigro, e a Maggie basta lo sguardo ammiccante di uno sconosciuto per capire che ha bisogno di un piano. Tutte con segreti e battaglie quotidiane da combattere e vincere, le quattro protagoniste di “A cosa servono gli uomini” si ritrovano a dover compiere scelte importanti che mettono in gioco il loro ruolo di donne, madri e mogli. La domanda che le terrà unite e le sosterrà è semplice e brutale: ma gli uomini servono ancora?
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A cosa serve la politica?

“Oggi c’è un forte risentimento contro la classe politica per i suoi troppi privilegi, per il malcostume diffuso, per i costi, l’arroganza, l’inefficienza, la corruzione. Ma in realtà esiste una questione molto più profonda, che questo libro intende affrontare, e che riguarda il ruolo stesso della politica nella società.
È radicata l’idea che sia la politica a determinare il benessere di un paese. E che, cambiando maggioranza, o cambiando leader, si possano ottenere cose che in realtà non dipendono dalla politica. E che non dipendono neppure dalla capacità di lottare per ottenerle. Questo non significa che la politica non sia importante, anzi. Ma soltanto se riesce a stimolare e a far crescere in modo prioritario quei ‘software’, quei motori dello sviluppo che sono i veri produttori di ricchezza. E anche i veri attrattori di investimenti. Ma è così che funziona la politica in Italia?”
Andando al di là delle polemiche quotidiane, Piero Angela ci offre un punto di vista diverso e illuminante per mettere a fuoco il vero problema del nostro paese. E lo fa con la lucidità, l’equilibrio e la chiarezza che lo hanno reso celebre.
(source: Bol.com)

A come Andromeda: romanzo di fantascienza

Questo libro è nato in maniera abbastanza curiosa e insolita, e val la pena di raccontarne la storia. Qualche anno fa la BBC, in Inghilterra, ebbe l’idea di mettere in programma un teleromanzo di fantascienza a puntate, sicura che sarebbe stato gradito ai telespettatori. Andarono perciò a trovare Fred Hoyle, uno dei massimi astrofisici e matematici dell’ Inghilterra e del mondo, già noto per aver scritto uno dei capolavori assoluti della fantascienza (La Nuvola Nera) e gli proposero di scrivere un soggetto originale per la televisione…

A ciascuno la sua morte

Questo libro ripresenta la figura avventurosa del commissario Proteo Laurenti, già protagonista di due storie precedenti. Per il commissario la calda estate del 1999 sembra trascorrere tranquilla, ma una mattina viene svegliato da una telefonata dei suoi uomini; uno yacht di lusso senza persone a bordo si è schiantato a folle velocità contro la costa. Il proprietario della barca, irreperibile, è una vecchia conoscenza di Laurenti quando, all’inizio della sua carriera, aveva indagato sulla morte misteriosa della moglie. Un caso mai chiarito, un’ossessione per il commissario che non era riuscito a provarne la colpevolezza, un incubo che ritorna dal passato.
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A ciascuno il suo

Il romanzo dell’oscura, crudele Sicilia. Il dramma di un investigatore lucido che, quanto più indagava, tanto più «nell’equivoco, nell’ambiguità, moralmente e sensualmente si sentiva coinvolto».

A chi vuoi bene

Che mamma speciale, Tessa Leoni. Si è rifatta una vita partendo dal fango, un gradino dopo l’altro, per amore della sua bambina, concepita chissà con chi.
Che poliziotta, Tessa Leoni, che donna: i turni di notte a pattugliare da sola le strade nere, poche ore di sonno e di corsa all’asilo a prendere Sophie.
Poi arriva Brian, l’uomo dei sogni, un amante appassionato per lei, un padre per Sophie…
Ma adesso che è domenica mattina e tira il vento freddo di marzo, Brian è steso sul pavimento della cucina con tre pallottole in corpo, la piccola Sophie è sparita e Tessa è ancora lì con la pistola in mano.
Una sergente bella e inflessibile, D.D. Warren, la incalza di domande, è certa che Tessa sia un mostro.
Perché ha sparato al marito, e dov’è finita la piccola Sophie? Come può una madre e poliziotta modello non sapere più nulla di sua figlia?
Adesso, proprio adesso, D.D. Warren non lo vorrebbe, un caso così. Un mese di ritardo, si accarezza la pancia; come può una madre far del male alla sua piccolina di sei anni?
Scava nel passato di Tessa, in fretta, più in fretta, l’allarme per la scomparsa di Sophie diffuso in tutto lo stato.
E Tessa, intanto, contusa e ferita, mente, si difende, lotta e sa una sola cosa: vuole bene a sua figlia. Più di tutto.
Benedetto da settimane di classifica nei quotidiani USA, A chi vuoi bene è uno dei thriller psicologici più tesi e sorprendenti degli ultimi anni.

A che punto è la notte

Una fredda sera di febbraio don Pezza viene ucciso da una bomba mentre sta terminando la sua predica nella chiesa gremita. Il commissario Santamaria si trova per le mani il caso più scottante della sua carriera, un mosaico confuso nel quale gli affari di un parroco visionario si intrecciano con quelli della più grande industria italiana.

A che gioco giochiamo?

È stato Patrick ad avere l’idea di invitare gli amici per un weekend di tennis e relax. Non vede l’ora di esibire la favolosa residenza di campagna acquistata grazie ai lauti guadagni della sua attività per così dire… spregiudicata di consulente finanziario. Ma alla bella moglie Caroline non ha rivelato il vero motivo di questa riunione a cui tiene così tanto. Caroline è una donna senza peli sulla lingua che conosce bene il caro maritino, quindi non si fa certo problemi a dire la sua in merito a questa iniziativa. È ben contenta di accogliere Stephen e Annie, i vecchi vicini di casa con qualche problema finanziario, un po’ meno di vedere l’arricchito Charles e la sua aristocratica moglie Cressida, ed è scontentissima di dover avere a che fare con il competitivo e pedante Don, cliente di Patrick, e la sua sciocca figlia Valerie. Quando le quattro coppie si riuniscono, sembra già chiaro chi siano i vincitori e chi i vinti nella vita. Ma nel momento in cui la prima palla viene lanciata oltre la rete l’impeccabile campo da tennis in erba diventa teatro di qualcosa di molto diverso da un piacevole torneo fra amici. Ha inizio infatti una due giorni di ripicche, scenate e rivelazioni, culminante nell’arrivo di un ospite inatteso che sovvertirà completamente gli equilibri… In A che gioco giochiamo? Madeleine Wickham racconta senza mai perdere l’usuale leggerezza il rapporto che intratteniamo con il denaro, scegliendo come bersaglio della sua tagliente ironia il mondo fatuo dei nuovi ricchi. In questa fiera di vanità e opportunismo, dietro l’ostentazione si nascondono tante piccole miserie e in nome dei soldi sembra lecito sacrificare tutto, persino l’amicizia.

A Cesare e a Dio: Guerra e violenza in controluce

“A Cesare e a Dio” è un libro che ha suscitato e continua a suscitare polemiche e discussioni in un tempo di rapidi mutamenti. Un libro che non racconta al lettore ciò che gli è familiare, ma tenta di diradare la nebbia, affinché gli baleni dinanzi ciò che è più sconvolgente per la nostra vita. Dall’anima della civiltà occidentale si sprigiona inevitabilmente la guerra, ma per ragioni che vengono alla luce solo se si scende nel sottosuolo della nostra civiltà: la nostra anima greca. La guerra, quindi anche la nascita e la morte, sono divenute qualcosa di essenzialmente diverso. Lo Stato, cioè “Cesare”, non è quindi un’istituzione cui possa capitare accidentalmente di trovarsi in guerra. “Dio” è il tentativo fallito di sottrarsi alla logica della violenza. Anche Dio, come lo Stato, è padre della guerra. “A Cesare e a Dio” significa dunque dare a ciascuno dei due ciò che gli è proprio; ma ciò che è proprio di entrambi è lo stesso: il loro aprire lo spazio della distruttività estrema.

A cena dai suoi

La felicità va assaggiata lentamenteI sogni rendono la vita più gustosaNew York Times BestsellerJulie & Julia incontra Sophie Kinsella. Dana Bate vi conquisterà con i suoi personaggi freschi e imperfetti.Hannah Sugarman vive in uno splendido appartamento con il fidanzato Adam, un uomo attraente e di successo, ed è pronta per una brillante carriera accademica. Ma la sua vera, grande passione è un’altra: cucinare. Nel tempo libero ama fare incetta di prelibatezze nei mercati rionali, e il suo sogno è quello di aprire un giorno una ditta di catering.Ma sa che nessuno approverebbe, a cominciare dai suoi genitori, due stimati professori universitari che si aspettano che la figlia segua le loro orme. Quando il suo rapporto con Adam all’improvviso implode, Hannah capisce che è arrivato il momento di prendere in mano la propria vita. Con l’aiuto della sua amica Rachel decide di dare sfogo alla sua passione culinaria e realizzare ciò che ha sempre sognato. Nasce così il Dupont Circle Supper Club: gustose cenette per palati raffinati. Le cose sembrano andare per il meglio, ma qualcosa durante una serata particolarmente importante rischia di mandare tutto all’aria…Un’affascinante e spassosa commedia romantica sul potere dei sogni e sull’importanza di essere sempre se stessiPer essere felici basta trovare la persona giustaDana BateGiornalista, scrive articoli di costume su diverse riviste, tra le quali «McSweeney’s Internet Tendency», «Culinate» e «Smithsonian». Appassionata di cucina, attualmente vive a Philadelphia. A cena dai suoi è il suo primo romanzo.

A cena con la mafia

Brillante e dinamico, vi proietterà in un’esilarante avventura alla ricerca di un tesoro nascosto tra le strade di una sempre affascinante New York , in un mondo bizzarro dove anche la parola “Mafia” potrà strapparvi un sorriso. Indovinelli, inseguimenti e malintesi avvolgeranno in un vortice di gag i protagonisti, inconsapevoli di stare al centro delle attenzioni della “Famiglia” che vuole proteggerli; di quelle di spietati gangster rivali che li minacciano per ottenere il bottino; e dell’interesse di due poliziotti confusi, che li pedinano solo per capire cosa stia succedendo.
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### Sinossi
Brillante e dinamico, vi proietterà in un’esilarante avventura alla ricerca di un tesoro nascosto tra le strade di una sempre affascinante New York , in un mondo bizzarro dove anche la parola “Mafia” potrà strapparvi un sorriso. Indovinelli, inseguimenti e malintesi avvolgeranno in un vortice di gag i protagonisti, inconsapevoli di stare al centro delle attenzioni della “Famiglia” che vuole proteggerli; di quelle di spietati gangster rivali che li minacciano per ottenere il bottino; e dell’interesse di due poliziotti confusi, che li pedinano solo per capire cosa stia succedendo.

A casa di Dio

A Black Swan Green non ci sono mai stati cigni. È una sonnolenta, piccola comunità nel Worcestershire degli anni Ottanta, un paludoso villaggio a casa di dio. Ci vive Jason Taylor, dodicenne sull’orlo dei tredici, con la famiglia, convenzionalmente borghese e sull’orlo della crisi. Sensibile e intelligente, il ragazzo sta attraversando il guado tempestoso della sua età. Per lui – mente acuta e con una segretissima vocazione poetica – ogni giorno equivale a un vero e proprio videogame. Deve sopravvivere alle angherie dei bulletti della scuola e di certi insegnanti, non fare la figura dello sciocco, non deludere i genitori – così esigenti con lui e sempre così tesi fra loro e soprattutto tenere a bada le sue voci interiori: l’impiccato (la balbuzie che gli tende agguati appena apre bocca); il Gemello mai nato (la parte di sé che lo rimprovera); il Verme (la componente più debole e timida). Mescolando la disarmante ingenuità e la freschezza dell’infanzia con le ansie e i turbamenti dell’età adulta, Jason è un personaggio straordinariamente vero. In tredici capitoli e tredici mesi, Mitchell ricostruisce abilmente tutto il mondo del ragazzino – dalla realpoIitik kissingeriana alla prima sigaretta, dalla guerra delle Falkland al primo bacio fino ai Duran Duran – e lo filtra con brillante ironia.
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A Casa Del Diavolo

Giulio Terenzi è un trentenne ambizioso e un impenitente seduttore: ma proprio quando ogni cosa sembra andare per il meglio, la sua promettente carriera di bancario viene stroncata dall’improvviso trasferimento a Castrognano, un borgo sperduto tra i monti dell’Abruzzo dove si ritrova a gestire, da solo, la piccola filiale della banca per cui lavora. L’impatto con il paese si presenta a dir poco scoraggiante. Il vecchio direttore della filiale, Rinaldi, muore in un misterioso incidente stradale subito dopo aver passato le consegne al giovane collega; esaminando i depositi e i conti correnti della filiale, Terenzi nota poi delle gravi anomalie che fanno pensare a una truffa architettata ai danni della baronessa De Santis, una ricchissima ottuagenaria che vive nel palazzo situato di fronte alla banca. Col passare del tempo, gli eventi misteriosi si moltiplicano: strani simboli appaiono all’ingresso di abitazioni i cui proprietari sono scomparsi nel nulla; un bambino inizia a seguirlo come un’ombra, mostrandogli disegni che rappresentano allucinate scene di morte; si vocifera di strani rituali celebrati nei boschi, cui Terenzi non può e non vuole dar credito…

A casa

Reduce della guerra di Corea, Frank Money si trova, a ventiquattro anni, sperduto e solo in una patria fredda e ostile. Dal fronte, Frank non ha riportato soltanto i segni fisici delle battaglie, ferite e immagini terribili: a segnarlo sono traumi ben più profondi, mentre il razzismo strisciante dell’America anni Cinquanta lo rende ancora più vulnerabile. La sua mente allora vacilla, la rabbia che si porta dentro rischia di spingerlo a compiere gesti irreparabili, e neanche l’assistenza dei premurosi medici che l’avevano curato nell’esercito sembra alleviare il dolore. Finché un giorno Frank riceve una richiesta d’aiuto dalla lontana Georgia, l’odiata terra d’origine, dove aveva giurato di non tornare mai più. A scrivergli è sua sorella, la piccola di casa, che lui ha sempre protetto e amato, da quando erano bambini. Quel richiamo lo scuote dall’apatia malata in cui si è trincerato e, vincendo i fantasmi del razzismo, dell’abbandono e della follia, Frank corre in soccorso della ragazza. Nella cittadina dove è cresciuto, Frank affronta i ricordi dell’infanzia e quelli della guerra, che ha svuotato di senso la sua esistenza, e riscopre tutto il coraggio dei suoi vent’anni, quello che pensava di aver perso per sempre. Un romanzo profondamente toccante, la storia di un uomo apparentemente sconfitto che ritrova la propria dignità – e la propria casa.
(source: Bol.com)

A caro prezzo

Miami. Chip Ganz ha inventato il delitto del secolo. Lo ha fatto inseguito dai creditori, con una madre tirannica che non gli molla un dollaro e ispirandosi a un fatto realmente accaduto a Beirut. Si tratta di rapire uno dei tanti miliardari del posto e poi domandare alla vittima quanto è disposto a pagare per la propria vita. Come primo ostaggio Chip pensa di prelevare il suo maggior creditore. Peccato per Chip che i suoi soci in affari si rivelino violenti e incapaci, che l’ostaggio si comporti in modo imprevedibile e che il detective Harry Arno sia sulle tracce dell’ostaggio per altri motivi.

A cantare fu il cane

«Il mondo di Vitali? Piacere garantito.»Oggi«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.» «Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.»la Lettura – Corriere della Sera – Antonio D’Orrico«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»Tuttolibri – Bruno QuarantaUna nottata turbolenta,ladri, fughe, amori,e un bastardino ringhioso e mordace«Un diavolo, no.Un cane piuttosto.Il bastardino di casa Panicarli della cui esistenza nessuno aveva avvisato il carabiniere Virgola.Sbucato da chissà dove, e abbaiando come se avesse ereditato i toni di tutte le razze che s’erano incrociate prima di arrivare a lui, in un battibaleno gli aveva addentato la gamba sinistra del pantalone, strappandola con una ferocia ringhiante e poi sputandola per riprendere ad abbaiare come un ossesso, e aggirandolo per attaccarsi alla gamba destra.»La quiete della notte tra il 16 e il 17 luglio 1937 viene turbata a Bellano da un grido di donna. Trattasi di Emerita Diachini in Panicarli, che urla «Al ladro! Al ladro!» perché ha visto un’ombra sospetta muoversi tra i muri di via Manzoni. E in effetti un balordo viene poi rocambolescamente acciuffato dalla guardia notturna Romeo Giudici. È Serafino Caiazzi, noto alle cronache del paese per altri piccoli reati finiti in niente soprattutto per le sue incapacità criminali. Chiaro che il ladro è lui, chi altri? Ma al maresciallo Maccadò servono prove, mica bastano le voci di contrada e la fama scalcinata del presunto reo. Ergo, scattano le indagini. Prima cosa, interrogare l’Emerita. Già, una parola, perché la donna spesso non risponde al suono del campanello di casa, mentre invece è molto attivo il suo cane, un bastardino ringhioso e aggressivo che si attacca ai polpacci di qualunque estraneo. E il Maccadò, dei cani, ha una fifa barbina.A cantare fu il cane ci offre una delle storie più riuscite di Andrea Vitali. I misteri e le tresche di paese, gli affanni dei carabinieri e le voci che si diffondono incontrollate e senza posa, come le onde del lago, inebriate e golose di ogni curiosità, come quella della principessa eritrea Omosupe, illusionista ed escapologa, principale attrazione del circo Astra per le sue performance, ma soprattutto per il suo ombelico scandalosamente messo in mostra. E per la quale, così si dice, ha perso la testa un giovanotto scomparso da casa…