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Storie della tua vita

Se gli uomini avessero costruito una torre fino al cielo? Se un farmaco incrementasse enormemente l’intelligenza? Se i fondamenti della matematica fossero arbitrari e inconsistenti? Se l’esposizione a una scrittura aliena modificasse la nostra percezione del tempo? Se una scienza del dare nomi chiamasse alla vita la materia inanimata? Se la ricerca scientifica fosse monopolio di una casta di mutanti? Se angeli di salvezza e distruzione apparissero quotidianamente per le strade? Se ci fosse modo di rimanere indifferenti alla bellezza fisica? Ciascun racconto proietta il lettore in un mondo parallelo, descritto con implacabile rigore, partendo ogni volta da un assunto paradossale che rovescia le sue credenze sul simbolismo e la scrittura.
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Storie della guerra di Spagna – La Quinta Colonna

Coraggio e viltà, generosità e barbarie in quattro racconti e un dramma sulla guerra civile spagnola. La testimonianza diretta di un grande scrittore, che visse in prima persona quegli avvenimenti.
(source: Bol.com)

Storie d’inverno

Le battute finali della vita di un professore reso folle dalla morte del figlio, al punto da far uccidere il proprio cane, di cui non sopporta più la vista. Una nottata di bisboccia tra amici negli anni Trenta in un piccolo paese dell’Appennino tosco-emiliano. La “caduta” di una famiglia contadina e della fattoria che la ospitava. Tre storie fra la Padania e l’Appennino che sanno di stagioni, di spighe, camini, bevute, mangiate, strade e stranieri. Storie di amici e forse storie d’amicizia. Un protagonista, l’inverno, la stagione che più porta a respirare le atmosfere dell’introspezione. E personaggi, situazioni, paesaggi che hanno i colori dell’Emilia, l’odore del fuoco di legna, lo stupore delle stalle dove passavano narratori strepitosi.

Storie che contano

Meglio i giochi matematici o le intriganti biografie dei grandi geni della storia? Meglio le due cose insieme, ben mescolate! I Rudi Mathematici ci raccontano alcuni protagonisti della matematica in momenti cruciali delle loro vite (reali) mentre risolvono alcuni quesiti (immaginari) che nella realtà non hanno mai davvero affrontato. Troviamo così Isaac Newton alle prese con un caso di omicidio, oppure un crucciato John Von Neumann che ruba caramelle e discetta sulla lunghezza dell’equatore mentre la Terra rischia di saltare in aria. Per non parlare delle passioni emotive di un presidente del consiglio italiano e di quelle francesi di un ormai vecchio Leonardo da Vinci. E di come Paul Erdos, G.H. Hardy, Emmy Nöther e molti altri avrebbero potuto incantarci se mai avessimo avuto la fortuna di conoscerli.

(source: Bol.com)

Storie ancora più impreviste

“I suoi racconti sono perfette macchine narrative: la situazione di partenza sembra comune, addirittura banale, ma nel corso della vicenda subentra un piccolo incidente che rovescia in modo sinistro o grottesco i fatti… Dahl ha l’abilità di far diventare la cattiveria una qualità rivelatrice della natura umana.” (Corrado Augias)
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Una storia russa

Una storia russa racconta la storia di tre compagni di scuola che si incontrano a Mosca negli anni cinquanta: un poeta rimasto orfano, un fragile ma molto dotato pianista e un fotografo in erba con il grande talento di collezionare segreti. Tutti e tre si fanno strada verso l’età adulta in una società dove il loro eroi sono stati censurati se non esiliati. Un racconto pieno di passioni e intrighi, questo romanzo è un ritratto della vita dopo Stalin e un’indagine drammatica che scandaglia integrità individuale in una società governata dal KGB. I protagonisti cercano di trascendere l’oppressione del regime attraverso l’arte, l’amore per la letteratura russa e l’attivismo. E ciascuno di loro finisce per ritrovarsi faccia a faccia con la polizia segreta, estremamente pronta a fomentare paranoia, sospetti e tradimenti. Il romanzo di Ludmila Ulitskaya prosegue la tradizione dei grandi autori russi, da Dostoevskij a Tolstoj fino a Pasternak: un’opera che brucia di politica, amore e fede, un inno alla vita anche nei momenti più oscuri.
(source: Bol.com)

La storia proibita

Mummie egizie nel Grand Canyon. Piramidi rinvenute in Cina. Una camera segreta nella piramide di Cheope. Statuette di dinosauri che risalgono all’età della pietra. Una rampa di lancio di cinquemila anni fa. Un osservatorio preistorico. Una grotta colma di manufatti in oro e pietra che paiono opera di una civiltà sconosciuta.
Sono centinaia e centinaia i reperti archeologici e i monumenti che fanno vacillare le nostre attuali conoscenze e che inducono a conclusioni sull’origine dell’uomo diverse da quelle consolidate. Eppure di queste preziose prove non viene neppure divulgata l’esistenza. La scienza ufficiale le ignora e gli oggetti rimangono ammassati nei sotterranei di università e musei, condannati all’oblio. Gli studiosi non allineati che caparbiamente li hanno cercati e studiati formulando ipotesi sgradite vengono ostracizzati. Ma la verità urla per essere ascoltata.
**Luc Bürgin** è andato a caccia di questi reperti insoliti, li ha scovati, analizzati, catalogati, ha raccolto documenti, testimonianze, fotografie. Il risultato è un libro scomodo, che porta alla luce quel che altri nascondono e riferisce ciò che altri tacciono.
(source: Bol.com)

Storia proibita di una geisha

Una storia veraIl racconto intimo e commovente della donna che ha ispirato il romanzo di Arthur Golden Memorie di una geishaLe confessioni della geisha più ricercata e corteggiata del GiapponeMineko è una bambina schiva e solitaria quando alla tenera età di cinque anni viene allontanata dalla sua famiglia: l’anziana Madame Oima, direttrice di un’okiya, una casa per geishe di Kyoto, ha infatti deciso di farne la propria erede. Comincia così per Mineko una lunga e impegnativa formazione: estenuanti lezioni per apprendere antichi passi di danza, per imparare a suonare gli strumenti della tradizione e per acquisire tutti i segreti di quel cerimoniale rigido e severo che rende le geishe maestre di etichetta, eleganza e cultura. La ragazza s’immerge nello studio e non si concede alcuna distrazione, pur di realizzare il suo unico grande sogno: essere la migliore danzatrice del Giappone. E gli sforzi non saranno vani: Mineko Iwasaki diventa infatti la geisha più brava, ricercata e corteggiata di tutto il Paese. Testarda e fiera, si muove a proprio agio in un mondo che non ammette ribellioni, fino a quando, un giorno, decide di infrangere le regole austere sulle quali è fondata tutta la sua esistenza. Coraggiosa e intraprendente, abbandona le convenzioni che non le hanno permesso di vivere in maniera autentica e sceglie di tornare a essere semplicemente una donna. Con eleganza, ironia e leggerezza, Mineko ci accompagna attraverso le trame e i segreti di una cultura millenaria, restia a svelarsi, osando strappare il velo di pudore che da sempre avvolge un universo frainteso.Dopo Memorie di una geisha, la conturbante confessione di Mineko Iwasaki, la geisha più famosa della sua generazione Mineko Iwasakiè nata nel 1949. È considerata la più famosa geisha del suo tempo. Si è ritirata giovanissima, a 29 anni, proprio quando era giunta al culmine del successo. Vive in un quartiere periferico di Kyoto, insieme alla sua famiglia.Rande Brownè una scrittrice americana e una famosa traduttrice di opere filosofiche giapponesi. È inoltre la fondatrice di una società che si occupa di scambi culturali con l’Oriente e dirige la più nota rivista statunitense che si occupa di religione buddista. (source: Bol.com)

Storia profonda. Il cervello umano e l’origine della storia

La logica dell’«inizio della storia» basata sull’invenzione della scrittura e sulla nascita delle civiltà risente ancora oggi della temporalizzazione del mondo proveniente dal quadro concettuale religioso di matrice ebraico-cristiana. Nei manuali di scuola la storia inizia tipicamente quando l’uomo diventa «cultura», se non apertamente quando riconosce un dio. L’immenso lasso di tempo che precede quel momento viene semplicemente ignorato, o al più ridotto a un breve paragrafo iniziale. Generazioni di studenti si sono formati con questo schema narrativo e lo hanno naturalmente introiettato. In questo modo però si tralascia un’enorme quantità di dati che sono fondamentali per capire come l’uomo abbia operato nel mondo e perché lo abbia fatto così e non altrimenti. Decenni di studi sul cervello e lavori pionieristici come quello di Jared Diamond ci permettono ora, finalmente, di studiare la storia umana in una prospettiva diversa, più «profonda», tenendo conto di tutti quei fattori che hanno modellato il nostro comportamento, e permettendoci in tal modo di comprendere in un contesto molto più ampio le ragioni di molti percorsi storici. Leggendo queste pagine si troveranno molti esempi affascinanti di questo modo di procedere, come ad esempio quelli relativi alla «neurostoria», una disciplina che analizza sotto una luce completamente differente, incentrata sulle caratteristiche del cervello umano, certe vicende del nostro passato e del nostro presente. L’integrazione tra storia e biologia diventa, allora, un nuovo paradigma investigativo. La continua coevoluzione di natura e cultura nell’ultimo milione di anni è ciò che ci ha resi quel che siamo. D’altra parte la biologia è una scienza storica da tempo, sostiene Smail: è ora che anche la storia si apra all’apporto concettuale dell’evoluzionismo e delle scienze biologiche.

Una storia nera

Roma, 7 agosto 2012. Il giorno dopo la festa di compleanno della figlia minore, Vito Semeraro scompare nel nulla.Vito si è separato da qualche tempo dalla moglie Carla. Ma la piccola Mara il giorno del suo terzo compleanno si sveglia chiedendo del papà. Carla, per farla felice, lo invita a cena. In realtà, anche lei in fondo ha voglia di rivedere Vito. Sono stati insieme per tutta la vita, da quando lei era una bambina, sono stati l’uno per l’altra il grande amore, l’unico, lo saranno per sempre. Vito però era anche un marito geloso, violento, capace di picchiarla per un sorriso al tabaccaio, per un vestito troppo corto. “Può mai davvero finire un amore così? anche così tremendo, anche così triste.” A due anni dal divorzio, la famiglia per una sera è di nuovo unita: Vito, Carla, Mara e i due figli più grandi, Nicola e Rosa. I regali, la torta, lo spumante: la festa va sorprendentemente liscia. Ma, nelle ore successive, di Vito si perdono le tracce.Carla e i ragazzi lo cercano disperatamente; e non sono gli unici, perché Vito da anni ha un’altra donna e un’altra quasi figlia, una famiglia clandestina che da sempre relega in secondo piano. Ma ha anche dei colleghi che lo stimano e, soprattutto, una sorella e un padre potenti, giù a Massafra, in Puglia, i cui amici si mobilitano per scoprire la verità a modo loro.Sarà però la polizia a trovarla, una verità. E alla giustizia verrà affidato il compito di accertarla. Ma in questi casi può davvero esistere una sola, chiara, univoca verità?Antonella Lattanzi, voce unica nel panorama letterario contemporaneo, costruisce un meccanismo narrativo miracoloso – un giallo, un noir, una storia d’amore – popolato di creature splendidamente ambigue. Attraverso una macchina linguistica prodigiosa e un ritmo incalzante e cinematografico, percorre in funambolico equilibrio il crinale che separa bene e male, colpa e giustizia, amore e violenza. E rivela, uno dopo l’altro, i segreti che ruotano attorno ai suoi personaggi, fino a far luce su quello che è successo davvero la notte in cui Vito è scomparso.

La storia fantastica

Un celebre sceneggiatore è disperatamente a caccia di una copia del romanzo chiave della propria infanzia. Quel romanzo gli aveva spalancato orizzonti impensati, rivelato uno strumento strepitoso: la lettura. Darebbe un occhio pur di trovarlo, vorrebbe regalarlo al figlio viziato e annoiato, sperando che il prodigio si ripeta. Quando ne agguanta una copia, si rende conto che molti capitoli noiosi erano stati tagliati dalla sapiente lettura ad alta voce del padre. Decide di riscriverlo. Togliere lungaggini e divagazioni. Rendere scintillante la “parte buona”. La magia si realizza. Il risultato è straordinario. Si parte da una cotta clamorosa, un amore eterno tra un garzone di stalla e la sua splendida padrona, che sembra naufragare a causa di una disgrazia marittima. C’è poi il di lei fidanzamento con un principe freddo e calcolatore. Poi c’è un rapimento, un lungo inseguimento, molte sfide: il ritmo cresce, l’atmosfera si arroventa. Il trucco della riscrittura arricchito da brillanti “fuori campo” dell’autore – l’incanto di personaggi teneri o diabolici, i dialoghi perfetti, fanno crescere il romanzo a livelli stellari. Disfide, cimenti, odio e veleni, certo. Ma anche vera passione, musica, nostalgia.

Storia di una serva

Luisa de la Cueva nasce negli anni Trenta in un piccolo villaggio sull’isola caraibica di San Pedro, dove trascorre la sua infanzia. Dopo i primi anni passati nella piantagione di canna da zucchero dove sua madre è a servizio, si troverà poco più che adolescente ad abbandonare il conforto di una vita genuina per seguire i sogni di ricchezza e prosperità che New York simboleggia per la sua famiglia. Ma una volta lì i de la Cueva sono costretti ad abitare tra scantinati e squallidi appartamenti e la società americana con le sue spietate regole si rivela così lontana dall’umanità e dal senso di solidarietà che regnavano a San Pedro. I ricordi degli anni felici riaffiorano continuamente nella memoria di Luisa che accetta di lavorare come domestica con l’unico sogno di tornare presto nella sua amata isola. Lavorare a servizio nelle ricche case della borghesia newyorchese, di cui la Fox ci restituisce feroci e puntuali affreschi, le permette di guadagnare abbastanza ma anche di entrare in contatto con altri immigrati che cercheranno di coinvolgerla nel neonato movimento per i diritti civili. E, proprio nel pieno delle battaglie sociali, mentre quelli come lei cercano di affrancarsi da una condizione di inferiorità e sfruttamento, Luisa rimane estranea a qualunque forma di riscatto e vagheggia un ritorno alla purezza della sua terra. Superbo ritratto della società americana della metà del secolo scorso, questo romanzo svela tutti i tesori che si nascondono nei diseredati. Per sottrarli all’oblio, serviva l’occhio fraterno di Paula Fox, la sua tenerezza e la sua meravigliosa compassione.

Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza

«*Un grande narratore capace di cogliere i dettagli più profondi nel magistrale artigianato del raccontare.*»
**La Stampa**
«*Sepúlveda ha il senso della narrazione concisa ed efficace, il gusto delle immagini finemente cesellate, un grande dono dell’evocazione che gli permette di rendere semplici, stilizzandoli, gli esseri e gli avvenimenti più complicati.*»
**Le Monde**
**UNA FAVOLA DI LUIS SEPÚLVEDA PER I LETTORI DI TUTTE LE ETA’.**
Le lumache che vivono nel prato chiamato Paese del Dente di Leone, sotto la frondosa pianta del calicanto, sono abituate a condurre una vita lenta e silenziosa, a nascondersi dallo sguardo avido degli altri animali, e a chiamarsi tra loro semplicemente «lumaca». Una di loro, però, trova ingiusto non avere un nome, e soprattutto è curiosa di scoprire le ragioni della lentezza. Per questo, nonostante la disapprovazione delle compagne, intraprende un viaggio che la porterà a conoscere un gufo malinconico e una saggia tartaruga, a comprendere il valore della memoria e la vera natura del coraggio, e a guidare le compagne in un’avventura ardita verso la libertà. Un nuovo indimenticabile personaggio entra nella galleria del grande scrittore cileno. Un’altra storia memorabile che insegna a riscoprire il senso perduto del tempo.
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### Sinossi
«*Un grande narratore capace di cogliere i dettagli più profondi nel magistrale artigianato del raccontare.*»
**La Stampa**
«*Sepúlveda ha il senso della narrazione concisa ed efficace, il gusto delle immagini finemente cesellate, un grande dono dell’evocazione che gli permette di rendere semplici, stilizzandoli, gli esseri e gli avvenimenti più complicati.*»
**Le Monde**
**UNA FAVOLA DI LUIS SEPÚLVEDA PER I LETTORI DI TUTTE LE ETA’.**
Le lumache che vivono nel prato chiamato Paese del Dente di Leone, sotto la frondosa pianta del calicanto, sono abituate a condurre una vita lenta e silenziosa, a nascondersi dallo sguardo avido degli altri animali, e a chiamarsi tra loro semplicemente «lumaca». Una di loro, però, trova ingiusto non avere un nome, e soprattutto è curiosa di scoprire le ragioni della lentezza. Per questo, nonostante la disapprovazione delle compagne, intraprende un viaggio che la porterà a conoscere un gufo malinconico e una saggia tartaruga, a comprendere il valore della memoria e la vera natura del coraggio, e a guidare le compagne in un’avventura ardita verso la libertà. Un nuovo indimenticabile personaggio entra nella galleria del grande scrittore cileno. Un’altra storia memorabile che insegna a riscoprire il senso perduto del tempo.

Storia di una capinera

“Vorrei esser bella come ciò che sento dentro di me” Storia di una capinera è il primo, già straordinario, romanzo di Verga. Pubblicato nel 1871 e scritto due anni prima, tramite una forma epistolare dominata alla perfezione ci tuffa nel cuore pulsante di un’anima prigioniera. Maria, una ragazza costretta dalla famiglia a chiudersi in convento in assenza di qualsiasi vocazione, durante una breve permanenza in campagna avvia con l’amica Marianna una corrispondenza che diviene per lei l’unico modo di dar sfogo ai suoi molti turbamenti. Respirando finalmente un’aria non compressa all’interno delle mura del convento, Maria scopre l’esistenza di un mondo più ampio, più inebriante, più vivo. E, soprattutto, scopre l’esistenza e l’essenza dell’amore, un sentimento che, costretto a nuotare controcorrente, la sconvolgerà per sempre.

(source: Bol.com)

Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico

‘Un grande narratore capace di cogliere i dettagli più profondi nel magistrale artigianato del raccontare.’
**La Stampa**
‘Sepúlveda ha il senso della narrazione concisa ed efficace, il gusto delle immagini finemente cesellate, un grande dono dell’evocazione che gli permette di rendere semplici, stilizzandoli, gli esseri e gli avvenimenti più complicati.’
**Le Monde**
A Monaco, Max è cresciuto insieme al suo gatto Mix, con cui ha un legame molto profondo. Raggiunta l’indipendenza dai genitori, Max va a vivere da solo portandosi dietro l’amato gatto. Il suo lavoro, purtroppo, lo porta spesso fuori casa e Mix, che sta invecchiando e perdendo la vista, è costretto a passare lunghe ore in solitudine. Ma un giorno sente provenire dei rumori dalla dispensa e intuisce che dev’esserci un topo… Un’altra grande storia di amicizia nella differenza, che divertirà e commuoverà più generazioni di lettori, perché questa è la magia di Luis Sepúlveda.
(source: Bol.com)