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La strana biblioteca

Le biblioteche contengono storie. Le storie contengono universi. E certi universi possono essere molto pericolosi.

La strana biblioteca

Le biblioteche contengono storie. Le storie contengono universi. E certi universi possono essere molto pericolosi.

(source: Bol.com)

La strage dei centauri

In una tranquilla città (ce ne sono ancora da queste parti?) di provincia, il Medagliere ai Caduti della Resistenza è cosa sacra e frantumarne il vetro, con una mazza o a sassate, è puro teppismo. Ma se c’è chi lo fa con un colpo di P38, allora è provocazione bella e buona e il gioco si fa pesante: l’opinione pubblica ne è scossa, i giornali ne scrivono, i partiti chiedono sia fatta luce, la cooperativa vetrai provvede alla sostituzione e la vita rientrerebbe nella norma se i due presunti autori dell’attentato, in completo di pelle nera e con tanto di casco integrale, non venissero fermati da precisi colpi di carabina mentre viaggiano a bordo di fiammanti Honda (o Suzuki?). È permesso allora dubitare che la città sia una tranquilla città di provincia, è permesso dubitare del comandante dei vigili urbani e dell’impianto televisivo installato nell’ufficio, dei rivoluzionari di destra e di sinistra, della tenutaria di una casa d’appuntamento e dei numerosi protettori… Insomma, si direbbe che ci siano dentro tutti, perfino Ovidio e Le Metamorfosi, a dimostrazione di come lo studio classico sia indispensabile anche in una società come l’attuale.

Strade di notte

Un tassista russo vaga per le strade buie della Parigi degli anni Trenta. È una Parigi misera e splendida, popolata da un sottobosco di personaggi ai margini: nobili decaduti, filosofi alcolizzati, emigrati afflitti da manie di persecuzione, prostitute che imparano la professione da frequentatrici del demi-monde finite in disgrazia. Sono animali notturni, le mille sfaccettature della disperazione umana. Incontri fugaci regolati dal caso, compagni di viaggio con cui condividere un pezzo di strada nell’inevitabile cammino verso la morte. Il tassista osserva, ascolta e si lascia trascinare nelle loro tragiche, insulse esistenze per sfuggire alla solitudine che lo attanaglia e all’amara consapevolezza della vacuità della propria vita, una vita priva di legami e di futuro, una vita da esule, da eterno viaggiatore in terra straniera. Sullo sfondo di questo pellegrinaggio senza meta aleggia lo spettro della grande Russia, patria perduta e rimpianta, della quale in queste pagine si respira tutto il fascino malinconico. Un romanzo cupo e toccante che ha molto di autobiografico: Gajto Gazdanov trascorse gran parte della vita in Francia, dove si guadagnava da vivere svolgendo i lavori più umili, fra cui quello di tassista notturno. Considerato una delle voci più interessanti dell’emigrazione russa, definito un Nabokov senza Lolita e paragonato a un Proust che si fa tassista, oggi è un vero e proprio classico moderno. ‘Un libro che vi porterete dietro per tutto il resto della vostra vita’. ‘The Guardian’ ‘Il narratore compone un affresco coi lembi di biografie alla deriva. Pianta i suoi poveri sui marciapiedi dai bordi di zinco, ce li mostra confusi dall’allucinazione delle burrasche della Storia, e ci lascia col desiderio di conoscere i loro destini. È lì che tocchiamo l’arte dello scrivere’. ‘Le Figaro Littéraire’ ‘Se Proust fosse stato un tassista russo a Parigi negli anni Trenta…’. ‘L’Express’

(source: Bol.com)

La strada verso est

‘*Un’impresa formidabile… un viaggio profondamente personale alle origini del genocidio e dei crimini contro l’umanità.*’
John le Carré

‘*Un libro senza precedenti. Dovrebbe essere letto ovunque.*’
Bernard-Henri Lévy

‘*Eccezionale. Ci sono l’intrigo, la verve e la densità di un thriller.*’
The Guardian

‘*Magnifico. Suscita sdegno e compassione. E non si vorrebbe mai finirlo.*’
The Times

‘*Un formidabile intreccio di memoria recuperata e storia rivisitata.*’
La Lettura – Corriere della Sera – Marcello Flores

‘*Un’impresa formidabile… un viaggio profondamente personale alle origini del genocidio e dei crimini contro l’umanità.*’
John le Carré

‘*Un libro senza precedenti. Dovrebbe essere letto ovunque.*’
Bernard-Henri Lévy

‘*Eccezionale. Ci sono l’intrigo, la verve e la densità di un thriller.*’
The Guardian

‘*Magnifico. Suscita sdegno e compassione. E non si vorrebbe mai finirlo.*’
The Times

‘*Un formidabile intreccio di memoria recuperata e storia rivisitata.*’
La Lettura – Corriere della Sera – Marcello Flores

Norimberga: il più grande processo del Novecento raccontato attraverso i suoi sconosciuti e drammatici retroscena

Nel 2010, per tenere una conferenza sui crimini di massa e sul processo di Norimberga, l’avvocato e accademico britannico Philippe Sands arriva a Leopoli, una città densa di storia che oggi in ucraino si chiama L’viv. Ai tempi dell’Impero austro­ungarico, quando la stessa città si chiamava Lemberg, vi nacque il nonno materno di Sands, Leon Buchholz, che ha sempre coperto di silenzio il suo passato di ebreo sopravvissuto alle persecuzioni naziste. Parte da qui la ricerca narrata in questo libro: dalla spinta a colmare il vuoto nella storia di famiglia e insieme dal desiderio di ripercorrere i retroscena – storici, politici, giuridici, filosofici – del processo che rinnovò il diritto internazionale e pose le basi del movimento per i diritti umani. E, se le vicende private di Leon Buchholz e della sua famiglia si fanno emblematiche della tragedia di un popolo, a queste si intrecciano la vita e il lavoro dei due giuristi che studiarono alla stessa università, quella di Leopoli, pur senza mai incontrarsi e che elaborarono i due concetti giuridici su cui costruire l’accusa a Norimberga: quello di ‘genocidio’ e quello di ‘crimini contro l’umanità’. E Norimberga, il luogo verso il quale convergono tutte le storie qui raccontate da Sands, diventerà il teatro in cui le due categorie verranno fortemente dibattute e in cui compariranno per l’ultima volta i grandi criminali nazisti. Fra questi, figura di spicco sarà un’altra straordinaria mente giuridica: Hans Frank, governatore nazista del territorio di cui Lemberg era parte, un uomo che mise le sue capacità al servizio di Hitler e dell’Olocausto e che infine fu condannato a morte.
(source: Bol.com)

La strada senza ritorno

**Il nuovo capolavoro di Andrzej Sapkowski,**
**l’autore che ha ispirato il fenomeno THE WITCHER**
Un cavaliere costretto a combattere per una congrega di maghi potenti e senza scrupoli; un manipolo di soldati finiti per sbaglio nell’inquietante città delle streghe; una giovane pronta a stringere un patto con un demone, pur di vendicarsi di chi le ha mancato di rispetto; un re trincerato nella torre più alta del suo castello, in attesa che avvenga un miracolo… I personaggi che animano gli otto racconti raccolti in questo libro si trovano loro malgrado ad affrontare sfide pericolose e scelte impossibili, battaglie sanguinose e tradimenti inaspettati. Armati solo del proprio coraggio, dovranno attingere a ogni risorsa immaginabile per sopravvivere in un mondo in cui nulla è come sembra, in cui il mostro più feroce si nasconde dietro la maschera dell’uomo comune e persino il più innocente dei sorrisi può celare una minaccia letale.

Dopo aver concluso la saga dello strigo Geralt di Rivia – considerata da pubblico e critica un capolavoro della letteratura fantasy e da cui è stata tratta la fortunatissima serie di videogiochi *The Witcher* –,* *Andrzej Sapkowski torna alla forma narrativa che ha segnato gli esordi della sua carriera: in queste storie ricche di avventure, magie e graffiante ironia, si ritrovano le atmosfere cupe e i colpi di scena spiazzanti che caratterizzano lo stile unico di un autore inimitabile.

**La saga di Geralt di Rivia**
** **
***Il guardiano degli innocenti***
***La spada del destino***
***Il Sangue degli Elfi***
***Il tempo della guerra***
***Il battesimo del fuoco***
***La Torre della Rondine***
***La Signora del Lago***
***La stagione delle tempeste***
**
### Sinossi
**Il nuovo capolavoro di Andrzej Sapkowski,**
**l’autore che ha ispirato il fenomeno THE WITCHER**
Un cavaliere costretto a combattere per una congrega di maghi potenti e senza scrupoli; un manipolo di soldati finiti per sbaglio nell’inquietante città delle streghe; una giovane pronta a stringere un patto con un demone, pur di vendicarsi di chi le ha mancato di rispetto; un re trincerato nella torre più alta del suo castello, in attesa che avvenga un miracolo… I personaggi che animano gli otto racconti raccolti in questo libro si trovano loro malgrado ad affrontare sfide pericolose e scelte impossibili, battaglie sanguinose e tradimenti inaspettati. Armati solo del proprio coraggio, dovranno attingere a ogni risorsa immaginabile per sopravvivere in un mondo in cui nulla è come sembra, in cui il mostro più feroce si nasconde dietro la maschera dell’uomo comune e persino il più innocente dei sorrisi può celare una minaccia letale.

Dopo aver concluso la saga dello strigo Geralt di Rivia – considerata da pubblico e critica un capolavoro della letteratura fantasy e da cui è stata tratta la fortunatissima serie di videogiochi *The Witcher* –,* *Andrzej Sapkowski torna alla forma narrativa che ha segnato gli esordi della sua carriera: in queste storie ricche di avventure, magie e graffiante ironia, si ritrovano le atmosfere cupe e i colpi di scena spiazzanti che caratterizzano lo stile unico di un autore inimitabile.

**La saga di Geralt di Rivia**
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***Il guardiano degli innocenti***
***La spada del destino***
***Il Sangue degli Elfi***
***Il tempo della guerra***
***Il battesimo del fuoco***
***La Torre della Rondine***
***La Signora del Lago***
***La stagione delle tempeste***

La strada per Dune

Della raccolta, La strada per Dune la Washington Post ha scritto: “I lettori scopriranno il fascino di Herbert attraverso le sue descrizioni attinenti l’ecologia, la conservazione dell’ambiente, la religione, il fanatismo, l’umanità sotto stress.” E la rivista americana Analog ha aggiunto: “Frank Herbert ha purtroppo concluso la sua più grande creazione, il ciclo di Dune. Ora, solo un libro può rappresentare il più degno monumento alla sua memoria: La strada per Dune.”

La strada fino a te

Claire vive a Londra con il padre e il fratello, e negli ultimi due decenni dei suoi ventidue anni di vita non ha mai avuto notizie di sua madre, fino al giorno in cui riceve una telefonata con il prefisso del Texas. Con un bagaglio pieno di domande e di inappropriati collant, Claire parte alla scoperta del pezzo mancante di sé, finendo in una terra affascinante e polverosa che sulle prime non riesce proprio a sopportare. Soprattutto per colpa dei parenti di sua madre che fanno di tutto per riservarle una pessima accoglienza. E dire che per fronteggiarli credeva di aver accantonato le buone maniere, certo, finché Claire non si imbatte in Evan: un ragazzo affascinante quanto introverso, maleducato e complicato, la personificazione delle cattive maniere. Il tipo che sembra avere mille motivi per comportarsi male ma nessuna valida ragione. Eppure l’intera città lo ama, i bambini lo considerano un eroe, gli anziani lo rispettano. Eppure dedica la sua vita ad aiutare il suo migliore amico come fosse un voto. Claire si arma di pazienza per scoprire cosa c’è dietro, un desiderio inconscio travestito da semplice curiosità e nient’altro, finché non si accorge che il cuore le disobbedisce già da un pezzo. E finché il destino non prende in mano le redini e decide per Claire e per Evan qualcosa di totalmente inaspettato.
Una storia d’amore e di passione, di dolore e di rinascita. Un viaggio alla scoperta di tutti quei legami capaci di germogliare su terreni inaspettati e di stravolgere la realtà con una forza misteriosa e incredibilmente potente.
CONTATTI:
[email protected]
**
### Sinossi
Claire vive a Londra con il padre e il fratello, e negli ultimi due decenni dei suoi ventidue anni di vita non ha mai avuto notizie di sua madre, fino al giorno in cui riceve una telefonata con il prefisso del Texas. Con un bagaglio pieno di domande e di inappropriati collant, Claire parte alla scoperta del pezzo mancante di sé, finendo in una terra affascinante e polverosa che sulle prime non riesce proprio a sopportare. Soprattutto per colpa dei parenti di sua madre che fanno di tutto per riservarle una pessima accoglienza. E dire che per fronteggiarli credeva di aver accantonato le buone maniere, certo, finché Claire non si imbatte in Evan: un ragazzo affascinante quanto introverso, maleducato e complicato, la personificazione delle cattive maniere. Il tipo che sembra avere mille motivi per comportarsi male ma nessuna valida ragione. Eppure l’intera città lo ama, i bambini lo considerano un eroe, gli anziani lo rispettano. Eppure dedica la sua vita ad aiutare il suo migliore amico come fosse un voto. Claire si arma di pazienza per scoprire cosa c’è dietro, un desiderio inconscio travestito da semplice curiosità e nient’altro, finché non si accorge che il cuore le disobbedisce già da un pezzo. E finché il destino non prende in mano le redini e decide per Claire e per Evan qualcosa di totalmente inaspettato.
Una storia d’amore e di passione, di dolore e di rinascita. Un viaggio alla scoperta di tutti quei legami capaci di germogliare su terreni inaspettati e di stravolgere la realtà con una forza misteriosa e incredibilmente potente.
CONTATTI:
[email protected]

La strada dell’eternità

Jay Corcoran e Tom Boone sono amici da anni e in certe occasioni formano una coppia perfetta. Jay è un esperto nel raccogliere informazioni su chiunque, e Tom sa girare dietro gli angoli anche quando non ci sono. La scoperta di una stanza che non esiste sarà solo il punto di partenza ideale per un viaggio destinato a scaraventare i due amici in un’avventura ambientata nel più lontano passato e nel più remoto futuro. Incontreranno così una strana famiglia di esiliati che include il bizzarro Henry, detto anche Fantasma (ma non fatevi sentire a chiamarlo in questo modo dagli altri membri della famiglia), il Popolo dell’arcobaleno, che possiede oscure risposte ad ancora più oscure domande, I’ambigua figura nota come Cappello, messaggero di forze sconosciute e al tempo stesso giocattolo di un lupo preistorico, e soprattutto gli Infiniti, che vogliono tramutare l’uomo in una intelligenza priva di corpo. Il tutto, fra robot che vogliono essere utili all’uomo, e lungo quella che è chiamata la Strada dell’eternità.
Copertina di Karel Thole

La strada degli americani

La strada degli americani è lunga circa 40 km e unisce il centro della città all’hinterland napoletano. Martina e Giulia la stanno percorrendo per caso e all’altezza di Villaricca una Fiat Tipo grigia comincia a lampeggiare insistentemente. Da quel momento parte un inseguimento senza un apparente motivo, fatto di tamponamenti, speronamenti, tentativi di mandarle fuori strada, vetri spaccati e fiancate distrutte dall’impatto con il guardrail. Un inseguimento che dura per 14 km di terrore puro. Ma chi c’è in quella Fiat Tipo grigia? Ciruzzo Buttigliella è un tossico che si guadagna i soldi per il crack facendo lavori di bassa manovalanza criminale per il boss Centogrammi, un camorrista che come animale domestico ha un cucciolo di leone. Carmine Scognamiglio, invece, è un operaio della Petrone Porte. Un ragazzo semplice che finisce nella lista nera del suo capo e viene licenziato. Per la prima volta in un’esistenza da succube, Carmine ha un moto di reazione. In cerca d’aiuto si affida a suo fratello Sasà. È così che si ritrova sulla strada degli americani, nella macchina di Ciruzzo, all’inseguimento insensato di una Citroën con due ragazze dentro. Ma la strada degli americani non è una semplice strada. È anche un crocevia di destini, e sulla strada si compirà il destino di tutti i protagonisti del romanzo, i nodi del degrado, della follia da droga, della disperazione e della violenza verranno al pettine tutti insieme. E costringeranno Carmine, per la prima volta nella sua vita, a prendere una decisione. A scegliere. La strada degli americani è un’opera di fiction che trae spunto da una vicenda realmente accaduta. A fare da sfondo una Napoli inedita, quella dei piccoli criminali che vivono ai margini della camorra, senza mai arrivare a farne parte, e di quei ragazzi che potremmo considerare normali se solo non fossero nati nella parte sbagliata della città, quella che tuo malgrado ti mette a contatto con un inferno fatto di violenza insensata e soprusi, ma dove forse, nonostante tutto, riesce ancora a sopravvivere e a resistere la speranza della normalità.

La strada alla fine del mondo

Sarebbe difficile, prima di aver letto questo splendido resoconto di viaggio, immaginare la bellezza delle foreste pluviali della Columbia Britannica, dei picchi innevati dei vulcani della penisola dell’Alaska, o dei poderosi ghiacciai che scendono dalle catene montuose della costa nord-occidentale del Canada fino a lambire l’oceano Pacifico, senza chiedersi perché una coppia di giovani e determinati ambientalisti abbia voluto percorrere, lungo l’arco di un intero anno e per di più a piedi, territori tanto aspri e ostili. Quattro stagioni trascorse nella natura selvaggia, da soli, in luoghi inviolati, dove il tempo ha una dimensione sconosciuta e ogni giorno è in gioco la sopravvivenza. La risposta si delinea pagina dopo pagina nel minuzioso racconto di questa avventura estrema: il desiderio di ritrovare nella natura l’essenza più pura della propria anima, prima che l’intervento dell’uomo distrugga il meraviglioso ma precario equilibrio di quei luoghi. E ogni luogo descritto nel libro lascia nella nostra memoria immagini indelebili di rara vividezza: il vento feroce della Lost Coast, gli iceberg di Icy Bay, il freddo intenso del bacino del Copper River, i colori struggenti di un tramonto sul mare di Bering, ma anche le zone devastate dalla deforestazione nella Great Bear Rainforest, le aree già sottoposte allo sfruttamento minerario, e senza dimenticare gli incontri con le popolazioni locali e quelli, meno occasionali, con balene, orsi, alci o leoni marini. Per i lettori che amano la cosiddetta narrativa di viaggio, il libro di Erin McKittrick è destinato a diventare una sorta di breviario, non fosse altro che per la portentosa impresa che Erin e suo marito Hig hanno compiuto percorrendo, da Seattle alle isole Aleutine, 6400 chilometri a piedi, in canotto o sugli sci. Ma, trekking estremo a parte, il viaggio raccontato in queste pagine è soprattutto un viaggio nello spirito della natura e alla ricerca di sé stessi, un percorso che l’uomo sembra avere dimenticato o abbandonato, come quei sentieri battuti dal vento su cui cresce lo sparto. (source: Bol.com)

Storie ribelli

**Il Cile, le battaglie e l’esilio, i sogni e le disillusioni, **
**gli amici perduti e quelli ritrovati, gli incontri e i ricordi**
**in una raccolta di storie che restituisce una straordinaria vocazione narrativa, **
**un impegno per la libertà e per la difesa degli ultimi, **
**un’insaziabile voglia di viaggio e di avventura.**
«Solo sognando e restando fedeli ai sogni riusciremo a essere migliori, e se noi saremo migliori, sarà migliore il mondo.»
I racconti di una lunga vicenda umana, politica e civile che ripercorrono oltre quarant’anni di storia personale e corale. Pagine in cui affiora di continuo il narratore di razza. Si affacciano in questo libro temi come l’amicizia – con Saramago, Soriano, Neruda e altri –, il ricordo dei maestri, l’impegno per l’ambiente, la lotta per la libertà e per la difesa degli ultimi. *Storie* *ribelli *si apre con il racconto dedicato alla memoria di Óscar Lagos Ríos, il più giovane della scorta che quel tragico giorno restò fino alla fine accanto al presidente Allende nel palazzo della Moneda, e si chiude con il testo scritto a caldo in occasione della morte di Pinochet. Nella prefazione Luis Sepúlveda rievoca il momento emozionante in cui gli viene finalmente restituita, dopo tanto tempo, la nazionalità cilena.
**
### Sinossi
**Il Cile, le battaglie e l’esilio, i sogni e le disillusioni, **
**gli amici perduti e quelli ritrovati, gli incontri e i ricordi**
**in una raccolta di storie che restituisce una straordinaria vocazione narrativa, **
**un impegno per la libertà e per la difesa degli ultimi, **
**un’insaziabile voglia di viaggio e di avventura.**
«Solo sognando e restando fedeli ai sogni riusciremo a essere migliori, e se noi saremo migliori, sarà migliore il mondo.»
I racconti di una lunga vicenda umana, politica e civile che ripercorrono oltre quarant’anni di storia personale e corale. Pagine in cui affiora di continuo il narratore di razza. Si affacciano in questo libro temi come l’amicizia – con Saramago, Soriano, Neruda e altri –, il ricordo dei maestri, l’impegno per l’ambiente, la lotta per la libertà e per la difesa degli ultimi. *Storie* *ribelli *si apre con il racconto dedicato alla memoria di Óscar Lagos Ríos, il più giovane della scorta che quel tragico giorno restò fino alla fine accanto al presidente Allende nel palazzo della Moneda, e si chiude con il testo scritto a caldo in occasione della morte di Pinochet. Nella prefazione Luis Sepúlveda rievoca il momento emozionante in cui gli viene finalmente restituita, dopo tanto tempo, la nazionalità cilena.

Storie di vampiri

Sangue, passione, morte. Nancy Kilpatrick ci invita nello spaventoso quanto affascinante universo delle creature della notte, specchio di quel lato oscuro della natura umana fatto di desiderio di possesso e di longevità. Dai racconti erotici a quelli umoristici, spaziando dal mito alla storia, l’acclamata scrittrice ci offre una galleria di personaggi dal fascino oscuro e inquietante – morti viventi pallidi e trasognati, creature feroci dagli occhi gelidi, splendide fanciulle sanguinarie – lasciando che un brivido ci scorra lungo la schiena. Anche i più esperti scopriranno quante sorprese può ancora riservare la notte e quante forme, straordinarie e sfuggenti, possono assumere le inquiete creature che la popolano.

Storie di sangue, amici e fantasmi: Ricordi di mafia

“Caro Giovanni, scriverti non è facile, mettere ordine nei tanti pensieri e nelle innumerevoli cose che ho da dirti. C’è quel lieve imbarazzo tipico di quando due vecchi amici, abituati a condividere la quotidianità, fatta di cose grandi e piccole, si rincontrano dopo che per qualche anno si sono persi di vista: basta un saluto, uno sguardo, un abbraccio per ritrovare subito l’antica confidenza.” Una lettera a Giovanni Falcone e una a Paolo Borsellino aprono e chiudono questo libro. L’album di una vita passata a lottare contro la mafia accanto ad amici carissimi, che sono anche simboli di impegno civile, e a contatto con boss sanguinari, che possono diventare preziosi collaboratori per la ricerca della verità. Venticinque anni dopo le stragi di Capaci e di via D’Amelio, Pietro Grasso – oggi presidente del Senato, allora magistrato in prima linea nella lotta alla mafia – torna a percorrere le strade di Palermo, l’aula del Maxiprocesso, le campagne rifugio dei latitanti e le tante, troppe scene del crimine in cui ha dovuto scorgere il cadavere di uomini dello Stato trucidati dalla mafia, di amici portati via troppo presto. La prefazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, conosciuto da Grasso durante le sue indagini sull’assassinio del fratello Piersanti, e ritrovato trentacinque anni dopo ai vertici delle istituzioni repubblicane, suggella questo straordinario libro, che non rinuncia all’emozione personale, ma vi affianca sempre l’analisi del magistrato e la prospettiva storica di chi ha molto riflettuto sul fenomeno mafioso.

Storie di ordinaria follia. Erezioni, eiaculazioni, esibizioni

La biografia di Bukowski include due tentativi di lavorare come impiegato, dimissioni dal “posto fisso” a cinquant’anni suonati, “per non uscire di senno del tutto” e vari divorzi. Questi scarsi elementi ricorrono con insistenza nella narrativa di Bukowski, più un romanzo a disordinate puntate che non racconti a sé, dove si alternano e si mischiano a personaggi ed eventi di fantasia. “Rispetto alla tradizione letteraria americana si sente che Bukowski realizza uno scarto, ed è uno scarto significativo”, ha scritto Beniamino Placido su “La Repubblica”, aggiungendo: “in questa scrittura molto “letteraria”, ripetitiva, sostanzialmente prevedibile, Bukowski fa irruzione con una cosa nuova. La cosa nuova è lui stesso, Charles Bukowski. Lui che ha cinquant’anni, le tasche vuote, lo stomaco devastato, il sesso perennemente in furore; lui che soffre di emorragie e di insonnia; lui che ama il vecchio Hemingway; lui che passa le giornate cercando di racimolare qualche vincita alle corse dei cavalli; lui che ci sta per salutare adesso perché ha visto una gonna sollevarsi sulle gambe di una donna, lì su quella panchina del parco. Lui, Charles Bukowski, “forse un genio, forse un barbone”. “Charles Bukowski, detto gambe d’elefante, il fallito”, perché questi racconti sono sempre, rigorosamente in prima persona. E in presa diretta”. Un pazzo innamorato beffardo, tenero, cinico, i cui racconti scaturiscono da esperienze dure, pagate tutte di persona, senza comodi alibi sociali e senza falsi pudori.
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Storie dello spazio profondo

In “Storie dello spazio profondo” Bonvi e Francesco Guccini narrano le vicende di un avventuriero spaziale e del suo amico robot in 7 irresistibili episodi realizzati tra il 1969 e il 1970. **