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Il sole nudo

Dopo “Abissi d’acciaio”, nel “Sole nudo” tornano il detective “umano” Lije Baley e quello “positronico” R. Daneel Olivaw, una delle coppie di investigatori più riuscite della narrativa fantascientifica. Questa volta essi sono alle prese con il primo delitto mai avvenuto sul pianeta Solaria, un mondo considerato perfetto dove convivono uomini e robot. Il terribile dubbio é che l’assassino possa non essere un uomo di carne e sangue ma di metallo… Un giallo d’azione del futuro, l’indimenticabile descrizione di un’utopia “con omicidio”.
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Dopo “Abissi d’acciaio”, nel “Sole nudo” tornano il detective “umano” Lije Baley e quello “positronico” R. Daneel Olivaw, una delle coppie di investigatori più riuscite della narrativa fantascientifica. Questa volta essi sono alle prese con il primo delitto mai avvenuto sul pianeta Solaria, un mondo considerato perfetto dove convivono uomini e robot. Il terribile dubbio é che l’assassino possa non essere un uomo di carne e sangue ma di metallo… Un giallo d’azione del futuro, l’indimenticabile descrizione di un’utopia “con omicidio”.
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Il sole non è per noi

Quando si arriva a Parigi troppo giovani bisogna fare attenzione: è facile finire nei guai. André Arnal, aspirante artista giunto dalla provincia, ne fa esperienza sulla propria pelle finendo in prigione per vagabondaggio. È il 1926, «l’epoca della gioia di vivere», come annota con sarcasmo Léo Malet. Rilasciato dopo qualche mese, André inizia una vita di espedienti e truffe legandosi a un gruppo di ragazzi giovanissimi e, come lui, senza un lavoro e senza un tetto. Quando incontra Gina, André vi riconosce la ragazza che stava aspettando da tanto; insieme cercheranno di cominciare da capo, ma le cose andranno in modo ben diverso…
Travolgente, lirico, durissimo, straziante: è difficile limitare gli aggettivi per questo romanzo, secondo della Trilogie noire dopo La vita è uno schifo; quello che è certo è che Il sole non è per noi conferma tutto lo straordinario talento narrativo di uno dei più grandi scrittori francesi del Novecento.
«Malet ha un’indubbia capacità di avvincere il lettore, di colpirlo allo stomaco, magari di farlo sentire in colpa. E il romanzo si legge d’un fiato. Non è certamente per caso che gli autori del nuovo “noir” considerino Malet il loro maestro».
Felice Piemontese, «l’Unità»
«Un maestro del genere “nero”».
Corrado Augias, «La Repubblica»

Quando si arriva a Parigi troppo giovani bisogna fare attenzione: è facile finire nei guai. André Arnal, aspirante artista giunto dalla provincia, ne fa esperienza sulla propria pelle finendo in prigione per vagabondaggio. È il 1926, «l’epoca della gioia di vivere», come annota con sarcasmo Léo Malet. Rilasciato dopo qualche mese, André inizia una vita di espedienti e truffe legandosi a un gruppo di ragazzi giovanissimi e, come lui, senza un lavoro e senza un tetto. Quando incontra Gina, André vi riconosce la ragazza che stava aspettando da tanto; insieme cercheranno di cominciare da capo, ma le cose andranno in modo ben diverso…
Travolgente, lirico, durissimo, straziante: è difficile limitare gli aggettivi per questo romanzo, secondo della Trilogie noire dopo La vita è uno schifo; quello che è certo è che Il sole non è per noi conferma tutto lo straordinario talento narrativo di uno dei più grandi scrittori francesi del Novecento.
«Malet ha un’indubbia capacità di avvincere il lettore, di colpirlo allo stomaco, magari di farlo sentire in colpa. E il romanzo si legge d’un fiato. Non è certamente per caso che gli autori del nuovo “noir” considerino Malet il loro maestro».
Felice Piemontese, «l’Unità»
«Un maestro del genere “nero”».
Corrado Augias, «La Repubblica»

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Il sole dolce dei ricordi

"Si guardavano e capivano che adesso dovevano vivere entrambe, furiose com'erano, in quello stesso appartamento. Naso contro naso". Katja, scampata all'assedio di Leningrado, ma irrimediabilmente segnata dalla guerra, cresce a Taskent dove sopravvive grazie alla sua rapace voglia di vivere, dedicandosi al contrabbando. Vera, sua figlia, è una bambina dallo sguardo torvo e beffardo, dotata di un precoce talento artistico e destinata a un futuro successo come pittrice. Sullo sfondo della Taskent multicolore del dopoguerra, crogiolo di culture e Babele di lingue, le due eroine, due personalità forti e complesse, intrecciano le proprie vite in un romanzo ricco di colori e di suoni, in cui la vita, l'arte e la bellezza avranno il sopravvento sulle mostruosità della guerra.

"Si guardavano e capivano che adesso dovevano vivere entrambe, furiose com'erano, in quello stesso appartamento. Naso contro naso". Katja, scampata all'assedio di Leningrado, ma irrimediabilmente segnata dalla guerra, cresce a Taskent dove sopravvive grazie alla sua rapace voglia di vivere, dedicandosi al contrabbando. Vera, sua figlia, è una bambina dallo sguardo torvo e beffardo, dotata di un precoce talento artistico e destinata a un futuro successo come pittrice. Sullo sfondo della Taskent multicolore del dopoguerra, crogiolo di culture e Babele di lingue, le due eroine, due personalità forti e complesse, intrecciano le proprie vite in un romanzo ricco di colori e di suoni, in cui la vita, l'arte e la bellezza avranno il sopravvento sulle mostruosità della guerra.

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Sol levante

Da gennaio 2018, I cercatori di ossa, uno straordinario inedito di Micheal Crichton che, riscoperto a dieci anni dalla morte dell’autore, costituisce il primo capitolo del successo di Jurassic Park proseguito poi nel Mondo Perduto.

‘*Amo qualsiasi cosa scriva Michael Crichton.*’
Stephen King

‘*Il suo vero talento consiste nel fare entrare il lettore nel suo immaginario estremo, senza che egli se ne renda conto.*’
la Repubblica

‘*Michael Crichton sa rendere credibile l’incredibile.*’
Washington Post

Los Angeles, grattacielo Nakamoto: mentre si festeggia l’inaugurazione dell’avveniristica sede della multinazionale giapponese, nella sala riunioni viene scoperto il cadavere di una giovane donna. Un delitto a sfondo sessuale o rituale?
Il caso viene affidato all’anziano capitano Connor, esperto conoscitore del mondo nipponico, e al giovane e coriaceo tenente Smith, che in un vertiginoso susseguirsi di colpi di scena sveleranno un oscuro intreccio di connivenze tra malavita e alta finanza.
(source: Bol.com)

Da gennaio 2018, I cercatori di ossa, uno straordinario inedito di Micheal Crichton che, riscoperto a dieci anni dalla morte dell’autore, costituisce il primo capitolo del successo di Jurassic Park proseguito poi nel Mondo Perduto.

‘*Amo qualsiasi cosa scriva Michael Crichton.*’
Stephen King

‘*Il suo vero talento consiste nel fare entrare il lettore nel suo immaginario estremo, senza che egli se ne renda conto.*’
la Repubblica

‘*Michael Crichton sa rendere credibile l’incredibile.*’
Washington Post

Los Angeles, grattacielo Nakamoto: mentre si festeggia l’inaugurazione dell’avveniristica sede della multinazionale giapponese, nella sala riunioni viene scoperto il cadavere di una giovane donna. Un delitto a sfondo sessuale o rituale?
Il caso viene affidato all’anziano capitano Connor, esperto conoscitore del mondo nipponico, e al giovane e coriaceo tenente Smith, che in un vertiginoso susseguirsi di colpi di scena sveleranno un oscuro intreccio di connivenze tra malavita e alta finanza.
(source: Bol.com)

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Un sogno in rosso

Terrifica la profezia pronunciata in un salotto di Mosca alla vigilia della Grande Guerra da un certo Ananchin: ciascuno dei presenti, aveva detto il mediocre scrittore, avrebbe assistito alla propria rovina e a quella della Russia intera, ciascuno avrebbe trovato una morte atroce – e la bella Wera Grocholska avrebbe partorito il Demonio. Vent’anni dopo, il conte Chlodowski, l’uomo che allora stava per sposarla, ha ormai visto realizzarsi ogni cosa: il vecchio mondo è stato travolto, lui stesso è ridotto in miseria, e a nulla è valso che Wera rinunciasse alle nozze e prendesse i voti. La guerra e la Rivoluzione l’hanno strappata al convento e sospinta, fra mille peripezie, nelle steppe dell’Asia – e là, dalla monaca violata da un assassino, è nato quel figlio che Chlodowski cerca in ogni maniera di tenere lontano da sé. Ma tutto sarà vano: come gli spiega Ananchin, che è ora al suo servizio, «il mondo intero è una trama sottile che il Diavolo continua diabolicamente a scompigliare e Dio, invece, con indicibile fatica – così almeno vogliamo sperare a sua gloria – si sforza senza posa di sbrogliare. Al momento, però, il più forte è certo il Diavolo». Per di più, «il Diavolo non ha affatto bisogno di avere corna e artigli, può anche avere charme, addirittura uno charme straordinario, e nutrire le migliori intenzioni, come un vero angelo, quale in realtà egli sarebbe». E sotto spoglie angeliche, infatti, si presenterà nella tenuta del conte, in Polonia, un bellissimo, dolente Anticristo, suscitatore di sventura… “Un sogno in rosso” è un intreccio inesorabile, dove il racconto di una divinazione passata (sulla Rivoluzione Russa) diventa divinazione dell’immediato futuro, dell’Anticristo hitleriano che avanza.

Terrifica la profezia pronunciata in un salotto di Mosca alla vigilia della Grande Guerra da un certo Ananchin: ciascuno dei presenti, aveva detto il mediocre scrittore, avrebbe assistito alla propria rovina e a quella della Russia intera, ciascuno avrebbe trovato una morte atroce – e la bella Wera Grocholska avrebbe partorito il Demonio. Vent’anni dopo, il conte Chlodowski, l’uomo che allora stava per sposarla, ha ormai visto realizzarsi ogni cosa: il vecchio mondo è stato travolto, lui stesso è ridotto in miseria, e a nulla è valso che Wera rinunciasse alle nozze e prendesse i voti. La guerra e la Rivoluzione l’hanno strappata al convento e sospinta, fra mille peripezie, nelle steppe dell’Asia – e là, dalla monaca violata da un assassino, è nato quel figlio che Chlodowski cerca in ogni maniera di tenere lontano da sé. Ma tutto sarà vano: come gli spiega Ananchin, che è ora al suo servizio, «il mondo intero è una trama sottile che il Diavolo continua diabolicamente a scompigliare e Dio, invece, con indicibile fatica – così almeno vogliamo sperare a sua gloria – si sforza senza posa di sbrogliare. Al momento, però, il più forte è certo il Diavolo». Per di più, «il Diavolo non ha affatto bisogno di avere corna e artigli, può anche avere charme, addirittura uno charme straordinario, e nutrire le migliori intenzioni, come un vero angelo, quale in realtà egli sarebbe». E sotto spoglie angeliche, infatti, si presenterà nella tenuta del conte, in Polonia, un bellissimo, dolente Anticristo, suscitatore di sventura… “Un sogno in rosso” è un intreccio inesorabile, dove il racconto di una divinazione passata (sulla Rivoluzione Russa) diventa divinazione dell’immediato futuro, dell’Anticristo hitleriano che avanza.

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Il sogno di volare

Grazia Negro, poliziotto cacciatrice di killer, è diventata madre. Ragazza madre. È più sola di prima. Intorno a lei tutto è cambiato. A cominciare da Bologna. Che non è più la stessa di dieci anni fa. Per le strade, sui cantieri, facce di tutti i colori. Le organizzazioni criminali infiltrate ovunque. Nuove solitudini, nuovi crimini. Alcuni molto strani, che fanno più paura. Perché è arrivato un killer nuovo. Pieno di una rabbia senza nome. E Grazia Negro non capisce. Perché, certe volte, sarebbe tentata di dargli ragione. Come altre storie con Grazia Negro, anche questo nuovo romanzo di Lucarelli segue un filo musicale: Il sogno di volare di Anfrea Buffa, canzone-culto che racconta di extracomunitari e di morti sul lavoro. Qualcosa agisce nel killer quando la ascolta. Una rabbia estrema e lucida lo porta, inconsapevole, a una vendetta cieca contro tutti quelli che lui ritiene responsabili…

Grazia Negro, poliziotto cacciatrice di killer, è diventata madre. Ragazza madre. È più sola di prima. Intorno a lei tutto è cambiato. A cominciare da Bologna. Che non è più la stessa di dieci anni fa. Per le strade, sui cantieri, facce di tutti i colori. Le organizzazioni criminali infiltrate ovunque. Nuove solitudini, nuovi crimini. Alcuni molto strani, che fanno più paura. Perché è arrivato un killer nuovo. Pieno di una rabbia senza nome. E Grazia Negro non capisce. Perché, certe volte, sarebbe tentata di dargli ragione. Come altre storie con Grazia Negro, anche questo nuovo romanzo di Lucarelli segue un filo musicale: Il sogno di volare di Anfrea Buffa, canzone-culto che racconta di extracomunitari e di morti sul lavoro. Qualcosa agisce nel killer quando la ascolta. Una rabbia estrema e lucida lo porta, inconsapevole, a una vendetta cieca contro tutti quelli che lui ritiene responsabili…

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Il sogno del celta

La vita vera di Roger Casement è materia da romanzo. Irlandese, nato nel 1864, si trovò a indagare sugli orrori del colonialismo («L’orrore! L’orrore!» di Kurtz, in *Cuore di tenebra* di Conrad, che pure fu amico di Casement), seguendo la scia di sangue e denaro proveniente dall’affare planetario tra Otto e Novecento, la raccolta del lattice per la produzione del caucciù. Il Congo belga di Leopoldo II e la foresta amazzonica tra Perù, Colombia e Brasile sono i due scenari in cui Casement esercita il suo ruolo di osservatore, su incarico del governo inglese, e le condizioni d’incredibile sfruttamento in cui vede costrette le popolazioni indigene lo convincono della necessità di una lotta senza quartiere contro i massacri dei colonialisti, contro le prevaricazioni dell’uomo sull’uomo. L’esperienza di quello che fu il primo olocausto della storia moderna inciderà sulla coscienza del protagonista, contribuendo al radicalizzarsi della sua passione per la terra d’origine, l’Irlanda, nella lotta contro l’Inghilterra (di cui peraltro Casement fu console, e dove fu nominato Sir). Mentre tentava di trovare il sostegno della Germania in chiave anti-inglese per gli insorti irlandesi, sarà arrestato nel 1916 e, sfruttando le fantasticherie omosessuali scritte nei suoi *Black Diaries* – forse un falso dell’Intelligence, forse no -, sarà oggetto di una campagna di discredito che lo condurrà al patibolo, malgrado fossero dalla sua parte Arthur Conan-Doyle, William Butler Yeats e Gorge Bernard Shaw. Ha detto Mario Vargas Llosa: «Gli eroi non sono statue, non sono esseri perfetti». E il personaggio Casement è certo un eroe – per il contributo immenso dato alla lotta contro il colonialismo – ma è altresì uomo di contraddizioni, comprese la sua vena nazionalista e la sua incapacità di accettare e praticare la propria condizione sessuale. Per questo, e per la splendida scrittura dell’autore, *Il sogno del celta* schiude con forza le porte sull’oscurità dell’animo umano, e ci consente di sapere di più sul mondo, sulla storia, su di noi.

La vita vera di Roger Casement è materia da romanzo. Irlandese, nato nel 1864, si trovò a indagare sugli orrori del colonialismo («L’orrore! L’orrore!» di Kurtz, in *Cuore di tenebra* di Conrad, che pure fu amico di Casement), seguendo la scia di sangue e denaro proveniente dall’affare planetario tra Otto e Novecento, la raccolta del lattice per la produzione del caucciù. Il Congo belga di Leopoldo II e la foresta amazzonica tra Perù, Colombia e Brasile sono i due scenari in cui Casement esercita il suo ruolo di osservatore, su incarico del governo inglese, e le condizioni d’incredibile sfruttamento in cui vede costrette le popolazioni indigene lo convincono della necessità di una lotta senza quartiere contro i massacri dei colonialisti, contro le prevaricazioni dell’uomo sull’uomo. L’esperienza di quello che fu il primo olocausto della storia moderna inciderà sulla coscienza del protagonista, contribuendo al radicalizzarsi della sua passione per la terra d’origine, l’Irlanda, nella lotta contro l’Inghilterra (di cui peraltro Casement fu console, e dove fu nominato Sir). Mentre tentava di trovare il sostegno della Germania in chiave anti-inglese per gli insorti irlandesi, sarà arrestato nel 1916 e, sfruttando le fantasticherie omosessuali scritte nei suoi *Black Diaries* – forse un falso dell’Intelligence, forse no -, sarà oggetto di una campagna di discredito che lo condurrà al patibolo, malgrado fossero dalla sua parte Arthur Conan-Doyle, William Butler Yeats e Gorge Bernard Shaw. Ha detto Mario Vargas Llosa: «Gli eroi non sono statue, non sono esseri perfetti». E il personaggio Casement è certo un eroe – per il contributo immenso dato alla lotta contro il colonialismo – ma è altresì uomo di contraddizioni, comprese la sua vena nazionalista e la sua incapacità di accettare e praticare la propria condizione sessuale. Per questo, e per la splendida scrittura dell’autore, *Il sogno del celta* schiude con forza le porte sull’oscurità dell’animo umano, e ci consente di sapere di più sul mondo, sulla storia, su di noi.

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Sogni perduti

Biagi ci racconta altre storie della nostra vita quotidiana che hanno per soggetto la gioia, il dolore, l’illusione, la speranza, la rassegnazione, la forza di combattere ancora.

Biagi ci racconta altre storie della nostra vita quotidiana che hanno per soggetto la gioia, il dolore, l’illusione, la speranza, la rassegnazione, la forza di combattere ancora.

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I sogni cattivi di Firenze

Gli incubi peggiori nascono dal buio, come flash improvvisi, per spegnersi alle prime luci dell’alba. Alcuni però non svaniscono al risveglio e diventano ossessioni che ci seguono ovunque. Il commissario Ferrara con quel buio profondo è abituato a convivere. All’inizio dell’estate del 2004 Firenze è soffocata dal terrore suscitato dagli agghiaccianti omicidi del serial killer Leonardo Berghoff. Ma la sua morte sembra portare una ventata d’aria fresca in una città che ormai tutti credevano maledetta. Quando vengono trovati i corpi del senatore Enrico Costanza e del suo maggiordomo, barbaramente trucidati, Ferrara capisce che la partita non è chiusa. La mano ora è un’altra, le modalità sembrano diverse, ma il sangue riprende a scorrere sull’Arno mentre, dagli inferi della città, la misteriosa loggia massonica della Rosa Nera continua a tessere la propria terribile ragnatela. Le ricerche si complicano, abbandonando la polizia in un labirinto di ipotesi senza uscita. Non solo perché chi muove i fili da dietro le quinte non ha intenzione di fermarsi. Ma soprattutto perché Ferrara, seguendo le tracce di Angelica, una donna misteriosa che ha troppo da nascondere, si è ritrovato faccia a faccia con una realtà al di là della sua immaginazione.

Gli incubi peggiori nascono dal buio, come flash improvvisi, per spegnersi alle prime luci dell’alba. Alcuni però non svaniscono al risveglio e diventano ossessioni che ci seguono ovunque. Il commissario Ferrara con quel buio profondo è abituato a convivere. All’inizio dell’estate del 2004 Firenze è soffocata dal terrore suscitato dagli agghiaccianti omicidi del serial killer Leonardo Berghoff. Ma la sua morte sembra portare una ventata d’aria fresca in una città che ormai tutti credevano maledetta. Quando vengono trovati i corpi del senatore Enrico Costanza e del suo maggiordomo, barbaramente trucidati, Ferrara capisce che la partita non è chiusa. La mano ora è un’altra, le modalità sembrano diverse, ma il sangue riprende a scorrere sull’Arno mentre, dagli inferi della città, la misteriosa loggia massonica della Rosa Nera continua a tessere la propria terribile ragnatela. Le ricerche si complicano, abbandonando la polizia in un labirinto di ipotesi senza uscita. Non solo perché chi muove i fili da dietro le quinte non ha intenzione di fermarsi. Ma soprattutto perché Ferrara, seguendo le tracce di Angelica, una donna misteriosa che ha troppo da nascondere, si è ritrovato faccia a faccia con una realtà al di là della sua immaginazione.

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Sognavo l’Africa

Da bambina, la veneziana Kuki Gallmann sognava l’Africa. A venticinque anni, divorziata e sconvolta da un terribile incidente, decide di stabilirsi in Kenya con il futuro secondo marito, Paolo. È un periodo di continue scoperte e meraviglie nel grande ranch in mezzo alla pianura di Laikipia, ma la felicità è offuscata dalla morte di Paolo e in seguito del figlio adolescente Emanuele. Kuki rimane sola con la figlia Sveva e 90000 acri di terra africana a cui badare. In ricordo del marito e del figlio, fonda la Gallman Memorial Foundation, una organizzazione che studia nuovi metodi per la conservazione della meravigliosa natura africana.

Da bambina, la veneziana Kuki Gallmann sognava l’Africa. A venticinque anni, divorziata e sconvolta da un terribile incidente, decide di stabilirsi in Kenya con il futuro secondo marito, Paolo. È un periodo di continue scoperte e meraviglie nel grande ranch in mezzo alla pianura di Laikipia, ma la felicità è offuscata dalla morte di Paolo e in seguito del figlio adolescente Emanuele. Kuki rimane sola con la figlia Sveva e 90000 acri di terra africana a cui badare. In ricordo del marito e del figlio, fonda la Gallman Memorial Foundation, una organizzazione che studia nuovi metodi per la conservazione della meravigliosa natura africana.

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La sognatrice bugiarda

Jim non aveva mai notato una donna prima di quel momento, troppo concentrato sulla fuga dalla miseria della casa in Irlanda in cui era nato, sul lavoro da apprendista cuoco nella cittadina inglese di Stockport che aveva appena trovato. Ma quella che stava di fronte a lui era diversa da tutte le altre. Dall’aspetto si sarebbe detta una gran signora, i modi raffinati e la pelliccia di visone adagiata sulle spalle. Gli occhi, però, erano inconfondibili: quella donna aveva fame. Jim aveva deciso di non fare domande, le aveva preparato il suo piatto migliore e l’aveva lasciata andare via, senza saldare il conto e senza una parola. Rose era fatta così. Amava fingersi una persona che non era, costruirsi ogni giorno una vita diversa. Fin da bambina raccoglieva dalla strada cartoni laceri e li portava a casa come se fossero gli eleganti arredi del suo palazzo. Oppure si recava nei giardini delle zone altolocate raccontando bugie a chiunque volesse ascoltarla. Quando, però, anni dopo il loro primo incontro, Rose e Jim si ritrovano per caso in una strada di New York, lei sarta in un magazzino putrido e malfrequentato e lui venditore ambulante di hot-dog, tutto quello che sono stati costretti ad affrontare e le menzogne che hanno accompagnato il loro primo incontro sembrano scomparire. Per Rose, lui potrebbe rappresentare l’occasione per amare finalmente la propria vita e per smettere di inventarne una migliore. Un omaggio dedicato dall’autore a sua sorella Rose, l’elemento più ribelle e audace della famiglia Bernstein. Una storia toccante sulla sottile linea che divide i sogni dalla realtà.

Jim non aveva mai notato una donna prima di quel momento, troppo concentrato sulla fuga dalla miseria della casa in Irlanda in cui era nato, sul lavoro da apprendista cuoco nella cittadina inglese di Stockport che aveva appena trovato. Ma quella che stava di fronte a lui era diversa da tutte le altre. Dall’aspetto si sarebbe detta una gran signora, i modi raffinati e la pelliccia di visone adagiata sulle spalle. Gli occhi, però, erano inconfondibili: quella donna aveva fame. Jim aveva deciso di non fare domande, le aveva preparato il suo piatto migliore e l’aveva lasciata andare via, senza saldare il conto e senza una parola. Rose era fatta così. Amava fingersi una persona che non era, costruirsi ogni giorno una vita diversa. Fin da bambina raccoglieva dalla strada cartoni laceri e li portava a casa come se fossero gli eleganti arredi del suo palazzo. Oppure si recava nei giardini delle zone altolocate raccontando bugie a chiunque volesse ascoltarla. Quando, però, anni dopo il loro primo incontro, Rose e Jim si ritrovano per caso in una strada di New York, lei sarta in un magazzino putrido e malfrequentato e lui venditore ambulante di hot-dog, tutto quello che sono stati costretti ad affrontare e le menzogne che hanno accompagnato il loro primo incontro sembrano scomparire. Per Rose, lui potrebbe rappresentare l’occasione per amare finalmente la propria vita e per smettere di inventarne una migliore. Un omaggio dedicato dall’autore a sua sorella Rose, l’elemento più ribelle e audace della famiglia Bernstein. Una storia toccante sulla sottile linea che divide i sogni dalla realtà.

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Il sognatore

È una notte pigra e un po’ annoiata per tre adolescenti bianchi che percorrono le strade di Washington su una Gran Torino. Dentro, l’aria è inebriante di fumo, alcol, musica alla radio. Fuori, ogni curva è una promessa, una porta spalancata su un mondo di possibilità. Come la vita davanti a loro: tutto può essere, tutto deve ancora succedere.Heathrow Heights è a pochi chilometri dal loro quartiere, ma non ci sono mai stati. Là, non conoscono nessuno. Là, vivono solo i neri. Il posto giusto per andare a fare un po’ di casino, per dimostrare che non hai paura di niente: cosa fondamentale, quando hai sedici anni. E anche se hai una fifa terribile, te la tieni e stai zitto, per non fare la figura dello sfigato. Anche quando sai benissimo che, se sei fuori dal tuo territorio e non conosci le vie di fuga, rischi grosso. E infatti, quando il gruppo provoca tre coetanei di colore e poi finisce in una strada senza uscita, scatta la rissa. Parte un proiettile, uno dei bianchi muore, un altro resta sfigurato. Ma a cambiare è la vita di tutti.A più di trent’anni di distanza, i destini dei protagonisti torneranno a intrecciarsi. Perché uno dei sopravvissuti, che vuole chiudere i conti con quella notte, sceglierà la via della riconciliazione. E perché un altro, che ritiene invece di aver pagato troppo, deciderà di farsi giustizia. Con qualunque mezzo possibile.

È una notte pigra e un po’ annoiata per tre adolescenti bianchi che percorrono le strade di Washington su una Gran Torino. Dentro, l’aria è inebriante di fumo, alcol, musica alla radio. Fuori, ogni curva è una promessa, una porta spalancata su un mondo di possibilità. Come la vita davanti a loro: tutto può essere, tutto deve ancora succedere.Heathrow Heights è a pochi chilometri dal loro quartiere, ma non ci sono mai stati. Là, non conoscono nessuno. Là, vivono solo i neri. Il posto giusto per andare a fare un po’ di casino, per dimostrare che non hai paura di niente: cosa fondamentale, quando hai sedici anni. E anche se hai una fifa terribile, te la tieni e stai zitto, per non fare la figura dello sfigato. Anche quando sai benissimo che, se sei fuori dal tuo territorio e non conosci le vie di fuga, rischi grosso. E infatti, quando il gruppo provoca tre coetanei di colore e poi finisce in una strada senza uscita, scatta la rissa. Parte un proiettile, uno dei bianchi muore, un altro resta sfigurato. Ma a cambiare è la vita di tutti.A più di trent’anni di distanza, i destini dei protagonisti torneranno a intrecciarsi. Perché uno dei sopravvissuti, che vuole chiudere i conti con quella notte, sceglierà la via della riconciliazione. E perché un altro, che ritiene invece di aver pagato troppo, deciderà di farsi giustizia. Con qualunque mezzo possibile.

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Un soffio di vaniglia tra le dita

Nessuno meglio di Annie conosce la magia di certi ingredienti. Nessuno meglio di lei sa che mescolando un pizzico di vaniglia, una spolverata di cioccolato, qualche fragola e la giusta quantità di zucchero si può cambiare una vita, far nascere un’amicizia, colmare un vuoto del cuore. È stata sua madre a insegnarglielo, è stata lei a passarle la ricetta segreta delle cupcakes. Annie era solo una bambina, e si ricorda ancora di quelle sere passate a cucinare nella grande casa dei St. Claire, a San Francisco, dove sua madre faceva la domestica. Quei dolci sono l’unico ricordo che le rimanga della madre, morta troppo presto. E di Julie, primogenita dei St. Claire, quasi una sorella per lei. Ma la loro amicizia è finita a causa di un tradimento imperdonabile. Sono passati anni da allora. Annie ha lottato per affermarsi, si è ribellata alle convenzioni, ha studiato per fare della sua passione e del suo talento un lavoro. E ce l’ha fatta. Adesso è tornata a San Francisco e vuole realizzare il suo sogno: aprire una pasticceria. C’è una sola persona in grado di aiutarla: Julie. La ragazza, ormai avviata a una brillante carriera di donna d’affari, sta per sposarsi, ma non ci pensa due volte. Aiuterà l’amica, e forse questa sarà la chance per farsi perdonare. Ma funesti e inspiegabili incidenti cominciano ad accadere, uno dopo l’altro. Qualcuno sta cercando di sabotare in tutti i modi il loro progetto. Perché i conti con il passato non sono affatto chiusi. E c’è un segreto che non è stato ancora svelato. Meg Donohue conosce gli ingredienti segreti per un romanzo indimenticabile. Venduto in tutto il mondo, dagli Stati Uniti fino alla Polonia, Olanda e Germania, ha scalato in pochissimi giorni tutte le classifiche dei bestseller americane. La stampa l’ha coronato come la grande scommessa dell’anno. Un soffio di vaniglia tra le dita è un vero gioiello. Una storia di amicizia e tradimenti, redenzione e famiglia, colpa e amore che mostra la magia sottile e speciale di un dolce fatto con il cuore.
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### Sinossi
Nessuno meglio di Annie conosce la magia di certi ingredienti. Nessuno meglio di lei sa che mescolando un pizzico di vaniglia, una spolverata di cioccolato, qualche fragola e la giusta quantità di zucchero si può cambiare una vita, far nascere un’amicizia, colmare un vuoto del cuore. È stata sua madre a insegnarglielo, è stata lei a passarle la ricetta segreta delle cupcakes. Annie era solo una bambina, e si ricorda ancora di quelle sere passate a cucinare nella grande casa dei St. Claire, a San Francisco, dove sua madre faceva la domestica. Quei dolci sono l’unico ricordo che le rimanga della madre, morta troppo presto. E di Julie, primogenita dei St. Claire, quasi una sorella per lei. Ma la loro amicizia è finita a causa di un tradimento imperdonabile. Sono passati anni da allora. Annie ha lottato per affermarsi, si è ribellata alle convenzioni, ha studiato per fare della sua passione e del suo talento un lavoro. E ce l’ha fatta. Adesso è tornata a San Francisco e vuole realizzare il suo sogno: aprire una pasticceria. C’è una sola persona in grado di aiutarla: Julie. La ragazza, ormai avviata a una brillante carriera di donna d’affari, sta per sposarsi, ma non ci pensa due volte. Aiuterà l’amica, e forse questa sarà la chance per farsi perdonare. Ma funesti e inspiegabili incidenti cominciano ad accadere, uno dopo l’altro. Qualcuno sta cercando di sabotare in tutti i modi il loro progetto. Perché i conti con il passato non sono affatto chiusi. E c’è un segreto che non è stato ancora svelato. Meg Donohue conosce gli ingredienti segreti per un romanzo indimenticabile. Venduto in tutto il mondo, dagli Stati Uniti fino alla Polonia, Olanda e Germania, ha scalato in pochissimi giorni tutte le classifiche dei bestseller americane. La stampa l’ha coronato come la grande scommessa dell’anno. Un soffio di vaniglia tra le dita è un vero gioiello. Una storia di amicizia e tradimenti, redenzione e famiglia, colpa e amore che mostra la magia sottile e speciale di un dolce fatto con il cuore.

Nessuno meglio di Annie conosce la magia di certi ingredienti. Nessuno meglio di lei sa che mescolando un pizzico di vaniglia, una spolverata di cioccolato, qualche fragola e la giusta quantità di zucchero si può cambiare una vita, far nascere un’amicizia, colmare un vuoto del cuore. È stata sua madre a insegnarglielo, è stata lei a passarle la ricetta segreta delle cupcakes. Annie era solo una bambina, e si ricorda ancora di quelle sere passate a cucinare nella grande casa dei St. Claire, a San Francisco, dove sua madre faceva la domestica. Quei dolci sono l’unico ricordo che le rimanga della madre, morta troppo presto. E di Julie, primogenita dei St. Claire, quasi una sorella per lei. Ma la loro amicizia è finita a causa di un tradimento imperdonabile. Sono passati anni da allora. Annie ha lottato per affermarsi, si è ribellata alle convenzioni, ha studiato per fare della sua passione e del suo talento un lavoro. E ce l’ha fatta. Adesso è tornata a San Francisco e vuole realizzare il suo sogno: aprire una pasticceria. C’è una sola persona in grado di aiutarla: Julie. La ragazza, ormai avviata a una brillante carriera di donna d’affari, sta per sposarsi, ma non ci pensa due volte. Aiuterà l’amica, e forse questa sarà la chance per farsi perdonare. Ma funesti e inspiegabili incidenti cominciano ad accadere, uno dopo l’altro. Qualcuno sta cercando di sabotare in tutti i modi il loro progetto. Perché i conti con il passato non sono affatto chiusi. E c’è un segreto che non è stato ancora svelato. Meg Donohue conosce gli ingredienti segreti per un romanzo indimenticabile. Venduto in tutto il mondo, dagli Stati Uniti fino alla Polonia, Olanda e Germania, ha scalato in pochissimi giorni tutte le classifiche dei bestseller americane. La stampa l’ha coronato come la grande scommessa dell’anno. Un soffio di vaniglia tra le dita è un vero gioiello. Una storia di amicizia e tradimenti, redenzione e famiglia, colpa e amore che mostra la magia sottile e speciale di un dolce fatto con il cuore.
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### Sinossi
Nessuno meglio di Annie conosce la magia di certi ingredienti. Nessuno meglio di lei sa che mescolando un pizzico di vaniglia, una spolverata di cioccolato, qualche fragola e la giusta quantità di zucchero si può cambiare una vita, far nascere un’amicizia, colmare un vuoto del cuore. È stata sua madre a insegnarglielo, è stata lei a passarle la ricetta segreta delle cupcakes. Annie era solo una bambina, e si ricorda ancora di quelle sere passate a cucinare nella grande casa dei St. Claire, a San Francisco, dove sua madre faceva la domestica. Quei dolci sono l’unico ricordo che le rimanga della madre, morta troppo presto. E di Julie, primogenita dei St. Claire, quasi una sorella per lei. Ma la loro amicizia è finita a causa di un tradimento imperdonabile. Sono passati anni da allora. Annie ha lottato per affermarsi, si è ribellata alle convenzioni, ha studiato per fare della sua passione e del suo talento un lavoro. E ce l’ha fatta. Adesso è tornata a San Francisco e vuole realizzare il suo sogno: aprire una pasticceria. C’è una sola persona in grado di aiutarla: Julie. La ragazza, ormai avviata a una brillante carriera di donna d’affari, sta per sposarsi, ma non ci pensa due volte. Aiuterà l’amica, e forse questa sarà la chance per farsi perdonare. Ma funesti e inspiegabili incidenti cominciano ad accadere, uno dopo l’altro. Qualcuno sta cercando di sabotare in tutti i modi il loro progetto. Perché i conti con il passato non sono affatto chiusi. E c’è un segreto che non è stato ancora svelato. Meg Donohue conosce gli ingredienti segreti per un romanzo indimenticabile. Venduto in tutto il mondo, dagli Stati Uniti fino alla Polonia, Olanda e Germania, ha scalato in pochissimi giorni tutte le classifiche dei bestseller americane. La stampa l’ha coronato come la grande scommessa dell’anno. Un soffio di vaniglia tra le dita è un vero gioiello. Una storia di amicizia e tradimenti, redenzione e famiglia, colpa e amore che mostra la magia sottile e speciale di un dolce fatto con il cuore.

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Socrate

### Language Notes
Text: Italian

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La società sparente

La società sparente è il racconto di una fuga dalla terra d’origine. Dolorosa, necessaria. È un’indagine sul binomio politica-‘ndrangheta come causa della nuova e tragica emigrazione dalla Calabria. Nasce dall’esperienza sul campo di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio; un impegno per l’emancipazione della Calabria, avviato con la realizzazione del sito emigrati.it e del giornale «la Voce di Fiore», oltre che con la creazione, nel 2005, del movimento «Vattimo per la città». Quasi una missione, intrapresa al prezzo di minacce di morte, persecuzioni ed emarginazione che hanno costretto gli autori a fuggire. Questo lavoro propone una rilettura dell’emigrazione calabrese e meridionale. L’emigrazione produce il vuoto politico: la società calabrese sta sparendo. La ‘ndrangheta impone la sua legge nella gestione dei rapporti fra Stato e cittadino. L’«onorata società», in stretto legame con la politica, domina ovunque. Morrone e Alessio rendono ragione della sua espansione non solo come struttura, «la struttura criminale più potente al mondo», come l’hanno definita i giudici Luigi De Magistris e Nicola Gratteri, ma come forma mentis propria del calabrese. I morti reclamano giustizia. Francesco Fortugno, Federica Monteleone, Gianluca Congiusta, Antonio Silletta. Oltre a quelli celebri, cui tocca l’onore della comparsa in televisione, ce ne sono innumerevoli altri. “La società sparente” documenta irregolarità, indagati e reati eccellenti della Calabria, terra di nessuno.

La società sparente è il racconto di una fuga dalla terra d’origine. Dolorosa, necessaria. È un’indagine sul binomio politica-‘ndrangheta come causa della nuova e tragica emigrazione dalla Calabria. Nasce dall’esperienza sul campo di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio; un impegno per l’emancipazione della Calabria, avviato con la realizzazione del sito emigrati.it e del giornale «la Voce di Fiore», oltre che con la creazione, nel 2005, del movimento «Vattimo per la città». Quasi una missione, intrapresa al prezzo di minacce di morte, persecuzioni ed emarginazione che hanno costretto gli autori a fuggire. Questo lavoro propone una rilettura dell’emigrazione calabrese e meridionale. L’emigrazione produce il vuoto politico: la società calabrese sta sparendo. La ‘ndrangheta impone la sua legge nella gestione dei rapporti fra Stato e cittadino. L’«onorata società», in stretto legame con la politica, domina ovunque. Morrone e Alessio rendono ragione della sua espansione non solo come struttura, «la struttura criminale più potente al mondo», come l’hanno definita i giudici Luigi De Magistris e Nicola Gratteri, ma come forma mentis propria del calabrese. I morti reclamano giustizia. Francesco Fortugno, Federica Monteleone, Gianluca Congiusta, Antonio Silletta. Oltre a quelli celebri, cui tocca l’onore della comparsa in televisione, ce ne sono innumerevoli altri. “La società sparente” documenta irregolarità, indagati e reati eccellenti della Calabria, terra di nessuno.

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La società degli immortali

Base Militare di White Sands, New Mexico.
Da anni il Nobel Peter Jance lavora con geniale accanimento alla messa a punto di un’arma dal devastante potere distruttivo. Ma un male incurabile minaccia di ucciderlo prima che Peter possa apportare le ultime, fondamentali modifiche alla sua terrificante “creatura”. C’è una sola via d’uscita: accettare l’inquietante proposta dell’amico e collega Freddy Wolfe, che promette di regalargli l’immortalità…

Base Militare di White Sands, New Mexico.
Da anni il Nobel Peter Jance lavora con geniale accanimento alla messa a punto di un’arma dal devastante potere distruttivo. Ma un male incurabile minaccia di ucciderlo prima che Peter possa apportare le ultime, fondamentali modifiche alla sua terrificante “creatura”. C’è una sola via d’uscita: accettare l’inquietante proposta dell’amico e collega Freddy Wolfe, che promette di regalargli l’immortalità…

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