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Il club dei filosofi dilettanti: Un caso per Isabel Dalhousie, filosofa e investigatrice

«*La ricerca della verità compiuta da Isabel segue un itinerario che offre stuzzicanti scorci di un complesso personaggio edimburghese e una lunga, meravigliosa veduta della mente di una donna riflessiva.*» **The New York Times Book Review su Il Club dei filosofi dilettanti** «*Chiunque abbia amato Precious Ramotswe sarà soggiogato dal fascino di Isabel Dalhousie.*» **The Mail on Sunday su Il Club dei filosofi dilettanti** «*Un grandissimo charme.*» **The Sunday Times su Il Club dei filosofi dilettanti** Dopo aver assistito a un concerto alla Usher Hall di Edimburgo, un ragazzo muore cadendo dalla balconata del teatro. È stato soltanto un incidente? Un suicidio? O forse qualcuno l’ha spinto perché sapeva troppo? Isabel Dalhousie, direttrice della «Rivista di etica applicata», fondatrice del Club dei filosofi dilettanti e donna di grande sensibilità, se lo vede cadere letteralmente davanti agli occhi. Le indagini ufficiali liquidano subito il caso come una banale fatalità. Ma Isabel non si accontenta delle conclusioni superficiali e affrettate della polizia e, spinta da quello che sente essere un suo dovere morale, decide di andare più a fondo e scoprire la verità. Si improvvisa detective e inizia a curiosare nella vita privata e professionale del ragazzo, giovane manager di una società di gestione fondi, ritrovandosi suo malgrado in un mondo, quello della finanza, che non potrebbe essere più lontano dal proprio. Tra un bicchiere di buon vino e le irrinunciabili parole crociate, Isabel porta avanti le sue indagini un po’ sui generis, circondata dalle persone a lei più care: Cat, l’adorata nipote, Jamie, l’affascinante ex fidanzato di Cat, e Grace, la fedele governante convinta che Edimburgo sia il fulcro del mondo… Dopo la signora Ramotswe e la sua Ladies’ Detective Agency N. 1, Alexander McCall Smith ci presenta un nuovo, originalissimo personaggio: un’investigatrice per caso, una filosofa colta e raffinata che conquista subito per la grande ironia, la rettitudine morale e la capacità di affrontare i problemi con intelligenza e simpatia umana, sullo sfondo di una Scozia straordinariamente viva che diventa protagonista con i suoi paesaggi e le sue atmosfere. «*Con Il Club dei filosofi dilettanti McCall Smith compie un salto di qualità narrativa, avvicinandosi allo spessore di Agatha Christie.*» **Il Sole 24 Ore** «*Uno scrittore meraviglioso, da leggere assolutamente.*» **The Guardian** «*Un indiscusso maestro del romanzo.*» **Publishers Weekly** ** ### Sinossi «*La ricerca della verità compiuta da Isabel segue un itinerario che offre stuzzicanti scorci di un complesso personaggio edimburghese e una lunga, meravigliosa veduta della mente di una donna riflessiva.*» **The New York Times Book Review su Il Club dei filosofi dilettanti** «*Chiunque abbia amato Precious Ramotswe sarà soggiogato dal fascino di Isabel Dalhousie.*» **The Mail on Sunday su Il Club dei filosofi dilettanti** «*Un grandissimo charme.*» **The Sunday Times su Il Club dei filosofi dilettanti** Dopo aver assistito a un concerto alla Usher Hall di Edimburgo, un ragazzo muore cadendo dalla balconata del teatro. È stato soltanto un incidente? Un suicidio? O forse qualcuno l’ha spinto perché sapeva troppo? Isabel Dalhousie, direttrice della «Rivista di etica applicata», fondatrice del Club dei filosofi dilettanti e donna di grande sensibilità, se lo vede cadere letteralmente davanti agli occhi. Le indagini ufficiali liquidano subito il caso come una banale fatalità. Ma Isabel non si accontenta delle conclusioni superficiali e affrettate della polizia e, spinta da quello che sente essere un suo dovere morale, decide di andare più a fondo e scoprire la verità. Si improvvisa detective e inizia a curiosare nella vita privata e professionale del ragazzo, giovane manager di una società di gestione fondi, ritrovandosi suo malgrado in un mondo, quello della finanza, che non potrebbe essere più lontano dal proprio. Tra un bicchiere di buon vino e le irrinunciabili parole crociate, Isabel porta avanti le sue indagini un po’ sui generis, circondata dalle persone a lei più care: Cat, l’adorata nipote, Jamie, l’affascinante ex fidanzato di Cat, e Grace, la fedele governante convinta che Edimburgo sia il fulcro del mondo… Dopo la signora Ramotswe e la sua Ladies’ Detective Agency N. 1, Alexander McCall Smith ci presenta un nuovo, originalissimo personaggio: un’investigatrice per caso, una filosofa colta e raffinata che conquista subito per la grande ironia, la rettitudine morale e la capacità di affrontare i problemi con intelligenza e simpatia umana, sullo sfondo di una Scozia straordinariamente viva che diventa protagonista con i suoi paesaggi e le sue atmosfere. «*Con Il Club dei filosofi dilettanti McCall Smith compie un salto di qualità narrativa, avvicinandosi allo spessore di Agatha Christie.*» **Il Sole 24 Ore** «*Uno scrittore meraviglioso, da leggere assolutamente.*» **The Guardian** «*Un indiscusso maestro del romanzo.*» **Publishers Weekly**

Il club dei filosofi che volevano cambiare il mondo

Cambridge, 1812. Quattro brillanti studenti universitari – William Whewell, John Herschel, Charles Babbage e Richard Jones – scoprono di avere in comune l’amore per la scienza, oltre che per il buon cibo e le grandi bevute. Al loro primo incontro ne seguono altri, ogni domenica mattina, fino all’istituzione di un vero e proprio Club dei filosofi. Ispirandosi al metodo induttivo di Bacone, i quattro amici si propongono di rivoluzionare il concetto di scienza, portandola fuori dai polverosi ambienti accademici per metterla al servizio dell’umanità e delle classi sociali meno agiate. In cinquant’anni di amicizia, dibattiti, invenzioni, successi e fallimenti, questi straordinari pensatori riescono a mettere in atto una profonda trasformazione della scienza. La loro storia è quella di un grande sogno, e dell’incredibile legame umano e professionale che li unì. Il ritratto affascinante di un’epoca di importanti innovazioni e scoperte scientifiche destinate a cambiare per sempre il mondo.La storia di quattro uomini straordinari e delle loro intuizioni rivoluzionarieI membri del Club dei filosofi:William Whewell studiò la scienza delle maree. Fu lui a coniare la parola “scienziato”Charles Babbage, genio della matematica, gettò le basi per l’invenzione del computerJohn Herschel realizzò la mappa stellare dell’emisfero sud e contribuì all’invenzione della fotografiaRichard Jones ridisegnò i confini della scienza dell’economiaLaura J. Snyderè professore associato di Filosofia alla St. John’s University e presidente dell’HOPOS (International Society for the History of Philosophy of Science). Nelle sue ricerche si è dedicata principalmente alla scienza e alla filosofia del diciannovesimo secolo e per i suoi studi ha ricevuto numerosi premi (American Philosophical Society, National Endowment for the Humanities, U.S. Fulbright Commission). Ha contribuito a diversi saggi e scritto numerosi articoli, ha tenuto conferenze in tutto il mondo ed è autrice del volume Reforming Philosophy: A Victorian Debate on Science and Society.

Il club dei desideri impossibili

Un aeroporto internazionale dove passa un fiume di persone con un bagaglio non solo di valigie, ma anche delle esperienze più diverse. Facce senza identità in uno spazio che è un limbo. In questa terra di nessuno ha trascorso la sua vita lavorativa lo spazzino Salvador Fuensanta. È un cantastorie dei nostri giorni, uno che, mentre sei in attesa di imbarcarti per l’India, ti racconta di un tale, amico suo, che era andato sulle rive del Gange in cerca di pace. Ma prima di sapere come va a finire, arriva il tuo volo. Ti resta la curiosità, ma ti ha distratto dalla noia. Ed è questa la funzione del suo narrare. Il vecchio Salvador è come uno scrigno pieno di storie sedimentate, costantemente rielaborate, non importa se vere. Storie rese ancora più incredibili, o forse possibili, dall’arte di narrare. E allora anche i desideri impossibili in un aeroporto si possono realizzare. Basta trovare un venditore che ti proponga di iscriverti a un club molto esclusivo, grazie al quale puoi essere chiunque tu voglia… Perché non crederci? In fondo è una possibilità. E la realtà non è forse una possibilità fra le tante? Purtroppo, però, anche i menestrelli invecchiano, e Salvador deve andare in pensione e prendere, letteralmente, per la prima volta il volo. Ma qui… comincia un’altra storia. Un romanzo che è un inno alla potenza del narrare, capace di trasformare i passeggeri in ascoltatori attenti e curiosi e i lettori in altrettanti passeggeri.

La clinica dell’orrore

Se il vostro problema è che non potete avere bambini, adottatene uno. Ma guardatevi dalla fecondazione artificiale, soprattutto se a proporvela fosse una certa clinica dello Stato di New York. In primo luogo potreste ritrovarvi con un neonato peloso come un gorilla, e in secondo luogo una strana coppia potrebbe venire a riprendersi il bambino spaccando nel contempo la testa della madre. Prima comunque di prendere una decisione aspettate che un certo dottor Gerson sia andato a vedere di persona cosa succede alla Karyll Clinic.
Copertina di Karel Thole

La clessidra infranta. Diario di un sopravvissuto agli zombie

Il mondo è in rovina. Dell’umanità non restano che alcuni superstiti: i morti viventi hanno preso il dominio sui vivi, e sono la nuova specie dominante. “Diario di un sopravvissuto agli zombie: La Clessidra Infranta” è il nuovo episodio della saga survival horror. In esso si alternano le pagine del diario che riporta la personale lotta per la sopravvivenza di un militare, e la storia dei sopravvissuti incontrati sulla sua strada, l’ultima speranza dell’umanità nella sua ora più oscura. Prigionieri nel disastro, i personaggi si troveranno da soli e in gruppo a dover affrontare atroci decisioni che potrebbero significare sopravvivere per un giorno ancora, o vagare nell’eterna dannazione di un cammino senza fine in un’orda di zombie…

Cleopatra. L’ultima regina d’Egitto

Cleopatra ha appena diciotto anni quando succede al padre, Tolomeo XII. Ha un unico obiettivo: riportare l’Egitto alla grandezza di un tempo. Sulla sua strada ci sono mille nemici – funzionari corrotti, ufficiali spietati, consiglieri sleali e persino un fratello pronto a tutto pur di strapparle il trono – eppure il nemico più pericoloso, quello che può davvero mandare in frantumi il suo potere è Roma, con la sua furia conquistatrice e il suo esercito poderoso. Ma non c’è sfida cui Cleopatra non possa tenere testa: armata di un’ambizione senza pari e di un’ammaliante sensualità, si presenta al grande Giulio Cesare e ne diventa subito l’amante. Vuole avere un figlio da lui, un maschio che sia riconosciuto da Roma come faraone e possa quindi regnare in pace. Ma, dopo la nascita di Cesarione, Cesare viene ucciso e Cleopatra si ritrova a fronteggiare avversari ancor più decisi a sbarazzarsi di lei. Finché, contro l’orizzonte della Storia, non si staglia la figura di Marco Antonio…

Cleopatra: Una storia dell’immaginazione

Il cinema, i romanzi e persino le mostre d’arte continuano a dipingere Cleopatra come una regina volitiva e seducente, che merita di essere ricordata soltanto perché andò a letto con due degli uomini più importanti di Roma; allo stesso tempo i lettori e gli spettatori continuano ancora oggi a essere convinti che Antonio fu rovinato dall’amore devastante per Cleopatra. Ovviamente non fu così, ma qual è stato il processo che ci ha portato ad avere questa immagine di una delle donne più importanti e significative dell’antichità? Cosa è stata veramente Cleopatra? Il volume vuole fare luce sulle credenze e sugli stereotipi che hanno accompagnato l’immagine di questo personaggio nell’arco di oltre duemila anni di storia.
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Cleofonte deve morire

Così Aristofane, con l’arma del teatro, diede man forte alla liquidazione fisica dell’ultimo leader della democrazia ateniese. Siamo nel pieno della guerra del Peloponneso. Atene rischia la sconfitta. La tensione è altissima: il partito aristocratico vuole accordarsi a qualunque prezzo con Sparta e adottare il modello politico dei vincitori. I democratici vogliono resistere fino alla fine e salvare la costituzione. Cleofonte è il leader della parte democratica ed è l’uomo da abbattere. In questo tumultuoso quadro politico, un ruolo fondamentale lo giocano i drammaturghi. Alcuni di loro intrattengono un rapporto stretto con i gruppi di pressione decisi a scalzare il regime democratico. La commedia si fa, così, interprete della ‘maggioranza silenziosa’, quella che non va all’assemblea popolare, e la sobilla contro i suoi capi presentandoli come mostruosi demagoghi. Aristofane, il commediografo, si fa agitatore politico. La sua grande abilità consiste nel presentarsi come il difensore del popolo agendo, in realtà, per conto di chi intende distruggere il potere popolare. Nella commedia intitolata Rane getta la maschera, chiede e auspica la condanna di Cleofonte, accanito oppositore del potere oligarchico; rompendo la finzione scenica fa un vero e proprio comizio, e parla, questa volta apertamente, della bruciante attualità politica.
(source: Bol.com)

La classe dei misteri

«In questo libro intrigante e dal finale sconvolgente, l’autrice di Chocolat dà ancora una volta prova della sua bravura.»The Guardian«Joanne Harris è infallibile. I lettori si troveranno inevitabilmente ammaliati dalla Classe dei misteri.»The Indipendent«Una scrittura di classe, sensibile e toccante, che rivela piccoli indizi e parziali soluzioni fino a un epilogo sorprendente.»The Times«Nella Classe dei misteri Joanne Harris eccelle, come sempre.»Sunday Times«La Harris narra magnificamente ogni minuto della storia. Un libro squisitamente sinistro e assolutamente piacevole.»Daily MailI lunghi corridoi dalle finestre a bifora sono illuminati dalla fredda luce del sole d’autunno. Sta per cominciare un nuovo anno scolastico a St Oswald, un prestigioso collegio per soli ragazzi nel Nord dell’Inghilterra. E, come ogni anno, i professori si ritrovano per la riunione inaugurale del corpo insegnante. Ma stavolta l’anziano Roy Straitley, docente di lettere classiche, si rende conto che il clima è ben diverso dal solito. Durante l’anno precedente, molti eventi inquietanti hanno minato la serenità e il buon nome della scuola. Ecco perché, per contrastare la crisi, è stato scelto un nuovo Rettore. Ed è proprio questa scelta a lasciare l’anziano professore spiacevolmente stupito: a guidare la scuola sarà Johnny Harrington, una sua vecchia conoscenza. Un suo ex studente legato a una brutta storia. Tutta la scuola ne è affascinata, ma Straitley non si fida. C’è qualcosa in lui che gli sfugge. E man mano che la nuova gestione si afferma a St Oswald, il passato ritorna senza pietà con le sue violenze nascoste. Solo il professore è in grado di fermare tutto questo. Ma quando si avvicina alla verità, Straitley capisce di dover compiere una scelta. Fare giustizia o salvare la scuola a cui ha dedicato la sua intera vita? Dopo il grande successo di La scuola dei desideri, Joanne Harris ci riporta tra i corridoi popolati di segreti di St Oswald. L’acclamata autrice di Chocolat, che vanta un milioni di lettori in Italia ed è tradotta in 50 paesi, con impareggiabile maestria tratteggia un luogo dove niente è come sembra e dove in ogni angolo si nasconde un pericolo. Dove anche il tuo migliore amico può trasformarsi nel tuo peggiore incubo. Un romanzo sorprendente, capace di esplorare i nostri istinti più oscuri.

Il clandestino

Meditato e composto fin dall’immediato dopoguerra, nel 1946, ma terminato solo nel 1961 e dato alle stampe l’anno dopo, Il clandestino è frutto del lungo sforzo morale e artistico tentato da Tobino per dare un affresco della propria generazione, combattere la personale battaglia contro il fascismo, denunciare le atrocità della guerra e rievocare il momento in cui rinacquero “l’amore e la fratellanza tra gli uomini”.
Vengono qui raccontate le vicissitudini degli antifascisti viareggini nella fatale estate del 1943. Nel fitto alternarsi di vicende e di personaggi – intellettuali e popolani, borghesi, sgherri e bel mondo – Tobino fa rivivere una stagione di rischi e di fervore, con i colori della verità e l’accento, ora giudicante, ora umanamente accorato, del testimone. Riuscendo – come scrisse Vittorio Sereni – a “trasformare un episodio specifico in epos generale ed esemplare”.
Da gennaio 2014 il testo è disponibile in una nuova edizione curata da Paola Italia, che da anni supervisiona la pubblicazione delle opere di Mario Tobino nelle collane Oscar e Meridiani; questa edizione contiene una nuova introduzione e una bibliografia aggiornata.

LA CIVILTA’ DEL VENTO

Un tema caro a Ballard, che ricorre in quasi tutta la sua ormai vasta produzione, torna in questa antologia, e soprattutto nel romanzo breve che le dà il titolo. E’ il tema della rovina della nostra civiltà, non tanto descritta spettacolarmente quanto subita da pochi personaggi che si sono in qualche modo adattati alla desolazione, all’abbandono, alla decadenza. Nessuno come Ballard ha saputo creare l’atmosfera di una metropoli spopolata, dove ancora qualche albergo funziona, qualche semaforo scatta, e dove per esempio un giovane, allevato in una delle nuove Città Giardino, ritorna per una affascinante ricognizione. Nella Città Giardino non c’è smog, non ci sono motori, il vento e il sole forniscono tutta l’energia; ma quel mite e ordinato mondo pastorale è ben presto dimenticato da Halloway. In lui, e nei pochi altri superstiti che vivono tra i bui grattacieli e le rugginose carcasse di automobili, nasce un sogno grandioso, delirante: ridare la luce, il traffico, il rumore, la violenza, la vita, a quel drago addormentato che è la metropoli.

Le civiltà del disagio

‘Se la globalizzazione ha da prometterci qualcosa, qualcosa che possa spingerci ad accogliere a braccia aperte il caos che ne deriva, allora quel che ha da prometterci è questo: saremo piú liberi di inventare noi stessi’. Con tale dichiarazione di intenti si apre questa raccolta di articoli e brevi saggi di uno dei piú provocatori e stimolanti narratori del nostro tempo. Ma nel mondo globalizzato abbiamo davvero la libertà di inventare noi stessi? Tutto sembra indicare il contrario, perché ogni pretesto è buono per imprigionarci in quelle ‘illusioni dilaganti, pericolose e potenti’ che portano il nome di civiltà. Hamid lo chiama il giogo del depistaggio: ‘Ci viene detto di dimenticare le fonti del nostro disagio perché c’è in gioco qualcosa di piú importante: il destino della nostra civiltà’. E cosí finisce per sembrarci inevitabile che provare inutilmente a respingere l’immigrazione e a sigillare le frontiere sia piú importante che porre rimedio al disordine economico e alle crescenti disparità sociali. Muovendosi fra i ricordi personali e la riflessione politica, fra la letteratura e la cronaca, Hamid guarda al mondo che ci circonda con gli occhi di uno scrittore cresciuto fra il Pakistan e gli Stati Uniti, vissuto a Londra e tornato di recente ad abitare a Lahore. E leggendolo noi scopriamo che forse è possibile liberarsi dal giogo del depistaggio, e ‘mettersi insieme per inventare un mondo post-civiltà, e quindi infinitamente piú civile’.
(source: Bol.com)

Cittanova blues

“Cittanova blues” è Bologna dalla fine degli anni Cinquanta all’inizio degli anni Settanta. Guccini racconta la vita picaresca dei “musici” negli anni Sessanta e quella dei ragazzi e delle ragazze di allora, con tutti i loro luoghi, i loro miti e i loro sogni: la prima Cinquecento, la garconnière, la naia, le osterie, i primi gruppi musicali, che oggi sono le band ma una volta si chiamavano ancora complessi. È un canto, quello di Guccini, su una città, un’epoca e un mondo che non ci sono più. Ma lo spirito è tutt’altro che provinciale: il respiro è ampio, felice, liberatorio, come quello del blues dei neri d’America che evoca i grandi paesaggi della Louisiana e di New Orleans.

Il cittadino dello spazio

Avete mai sentito parlare di un interocitore? No? Ebbene, neppure Cal Meacham, abilissimo tecnico di un laboratorio di ricerche, ne aveva mai sentito parlare. Così pure ignorava che cosa fossero le valvole catherimine e mille altri congegni descritti in uno stranissimo catalogo capitatogli per le mani. Ma Cal era curioso e testardo, e tanto fece che riuscì, con la sola guida di quello stranissimo catalogo, a fabbricare lo sconosciuto apparecchio. Quel che accadde poi supera la più ardita fantasia, trasportando il lettore non solo in un mondo diverso, ma in una diversa concezione dell’universo, quale la mente fatica a comprendere. Titaniche lotte, sensazionali scoperte, una guerra cosmica e inaspettati tradimenti, tutto questo incontrò Cal sulla sua strada, insieme all’amore e alla comprensione della dolce Ruth. E’ difficile dimenticare questo libro che pone l’uomo su un piano diverso, ammonendolo che l’amore per la gente e il proprio Pianeta può abbattere barriere invincibili, con la certezza che il cuore e l’intelletto umano saranno sempre e comunque al disopra delle più perfette macchine.
Copertina di Curt Caesar

LA CITTA’ DEL LONTANISSIMO FUTURO

Questa Città di Harrison è stata giudicata negli USA il miglior romanzo di fantasy degli anni 70, destinato a restare un classico nel suo genere. URANIA, collana di fantascienza, non pubblica romanzi di pura fantasy, come non ne pubblica, evidentemente, di puramente polizieschi o di puro spionaggio, di puro horror, di puro soprannaturale, eccetera. Ma il discorso cambia quando la fantasy è per esempio Pellegrinaggio vietato di Simak (n. 685) o Molto dopo mezzanotte di Bradbury (n. 732); quando il poliziesco è Delitto alla base spaziale di Maine (n. 657), e l’horror è Il superstite di Herbert (n. 724); quando lo spionaggio è Un agente dall’aldilà di O’Toole (n. 718), e il soprannaturale è Psicospettro di Davies (n. 715). Perché in tutti questi casi la fantasy, il poliziesco, lo spionaggio, l’horror, i fantasmi, sono ANCHE fantascienza, e fantascienza di primissimo ordine. Inutile aggiungere che la remotissima, fantastica Città di Harrison rientra in questa categoria.