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Orizzonti

Serie Orizzonti, Libro 1

Il giocatore di football del college Clark Stevens è un wide receiver popolare con un potenziale contratto nella NFL, ma ha qualche problema: una ragazza gelosa, un padre dispotico e dalla mente ristretta, un deficit dell’attenzione e un’attrazione potente e inaspettata per l’ortopedico, maschio, che gli cura un osso rotto.

Il dottor Jody Williams sta ricevendo dei segnali davvero contraddittori. Non può ignorare quanto desidera Clark, perché è ovvio che il giocatore prova lo stesso per lui. Per il medico, gay dichiarato e orgoglioso di esserlo, la soluzione sembra molto semplice. Per Clark, invece, non lo è. Il suo mondo non è tollerante e gli ostacoli che ha affrontato lo hanno portato a negare la sua sessualità per anni.

È il Super Bowl dei disastri, non importa da che punto di vista lo si guardi. Alla fine, Clark deve decidere se continuare con l’unica vita che ha sempre conosciuto o se cogliere l’occasione di viverne una nuova con Jody.
(source: Bol.com)

Orizzonte perduto

Da questa libro, nel 1937 Frank Capra trasse un film celebre, che giunse in Italia col titolo Sbangri-La. Ma il libro conserva un autonomo messaggio, e un'ambizione, nell'avventuroso intreccio, non solo spettacolare. Shangri-La è il monastero tibetano che ospita una antichissima e segreta città di saggi, raccolti da ogni parte del mondo, di sesso, cultura, religione e temperamento diversi, che meditano, studiano, vivono estremamente longevi senza inseguire un preordinato disegno di felicità. Nessuno vi cerca l'Uomo Nuovo; ognuno vivendo coopera a conservare i differenti valori dell'umana civiltà. "Orizzonte perduto" racconta l'avventura di quattro persone che vi giunsero, quello che videro e il destino che li inseguì da quella esperienza.

Orion risorgerà

Dopo una catastrofe globale che ha distrutto gran parte della popolazione terrestre e devastato l’intero pianeta, i discendenti degli aborigeni della Nuova Zelanda, i Maurai, hanno faticosamente e lentamente ricostruito una civiltà basata su un più sicuro equilibrio ecologico, su principi più sani e più vicini alla natura. L’olocausto atomico non è stato però dimenticato e i Maurai vegliano sul destino della Terra. E così, quando i fieri americani dell’Unione del Nordovest tentano, con le loro velleità belliche e indipendentiste, di far rivivere l’antico culto del potere nucleare, i Maurai intervengono per preservare questa moderna utopia ecologica tanto faticosamente raggiunta. Nasce così un conflitto drammatico dalla cui risoluzione dipenderà la sorte dell’intera razza umana. Un romanzo di politica e di avventura, di passione e d’amore, una storia romantica che è al contempo una possente speculazione sul futuro dell’umanità

Le origini del totalitarismo

“Le origini del totalitarismo” (1951) è un classico della filosofia politica e della politologia del Novecento. Per la Arendt il totalitarismo rappresenta il luogo di cristallizzazione delle contraddizioni dell’epoca moderna e insieme la comparsa in Occidente di un fenomeno radicalmente nuovo. Le categorie tradizionali della politica, del diritto, dell’etica e della filosofia risultano inutilizzabili; quanto avviene nei regimi totalitari non si può descrivere nei termini di semplice oppressione, di tirannide, di illegalità, di immoralità o di nichilismo realizzato, ma richiede una spiegazione “innovativa”. Lungi dal presentare una struttura monolitica, l’apparato istituzionale e legale totalitario deve rimanere estremamente duttile e mobile, al fine di permettere la più assoluta discrezionalità. Per questo gli uffici vengono moltiplicati, le giurisdizioni tra loro sovrapposte e i centri di potere continuamente spostati. Soltanto il capo, e una cerchia ristrettissima di collaboratori, tiene nelle sue mani gli ingranaggi effettivi della macchina totalitaria. Nelle Origini tale macchina viene smontata e analizzata pezzo per pezzo: i metodi propagandistici, le formule organizzative, l’apparato statale, la polizia segreta, il fattore ideologico e, infine, il campo di sterminio, istituzione suprema e caratteristica di ogni regime totalitario.
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L’origine. Un accenno

«All’interno del collegio non avevo potuto constatare alcun mutamento di rilievo, se non il fatto che la stanza cosiddetta di soggiorno nella quale eravamo stati educati al nazionalsocialismo era adesso diventata una cappella, e al posto del podio su cui prima della fine della guerra era salito Grünkranz per insegnarci la dottrina della Grande Germania c’era adesso un altare, e alla parete dove prima c’era il ritratto di Hitler pendeva adesso una grande croce, e al posto del pianoforte che, suonato da Grünkranz, aveva accompagnato i nostri inni nazionalsocialisti come *Die Fahne hoch!* oppure *Es zittern die morschen Knochen* c’era adesso un harmonium. L’intero ambiente non era stato nemmeno ritinteggiato, evidentemente mancavano i soldi, sicché nel punto dove adesso era appesa la croce si poteva ancora scorgere la macchia, bianchissima e vistosa sulla superficie grigia della parete, dove per anni era stato appeso il ritratto di Hitler». In questo primo volume della sua autobiografia, Bernhard ha voluto subito raccontare un periodo della sua vita a cui risale il manifestarsi di una lesione insanabile in lui: i mesi passati durante la guerra nel Convitto nazionalsocialista di Salisburgo, fra macerie e angherie, e i mesi passati nello stesso collegio, ora chiamato Johanneum, e retto da sacerdoti cattolici, sempre fra angherie, all’inizio di una ottusa pace. Nell’intima compenetrazione salisburghese fra nazismo e cattolicità, nella vocazione della città al suicidio (una delle più alte percentuali europee) e all’Arte Universale, nella scuola come offesa permanente, nella capacità locale di cancellare la memoria e sovrapporre una nobile decorazione a un fondo putrido, Bernhard riconosce una costellazione atroce e beffarda alla quale da sempre ha tentato di sottrarsi: e qui la presenta e la ripercorre in pagine ossessive, implacate. Il piccolo Thomas Bernhard, al Convitto nazionalsocialista, suonava il violino nella «stanza delle scarpe», «piena zeppa di centinaia di scarpe dei suoi compagni intrise di sudore, accatastate su scaffali di legno marcio». Suonare il violino era per lui una preparazione al suicidio – e un modo di sfuggire al suicidio, concentrandosi nell’atto del suonare. Anni dopo sarà lo scrivere stesso, per Bernhard, una metodica esplorazione dell’orrore – e insieme l’unica mossa efficace per sfuggirgli. *L’origine* apparve per la prima volta nel 1975.

Orient

Orient, Long Island. Una comunità chiusa, l’arrivo di uno sconosciuto, una lunga catena di omicidi.

‘Un lungo racconto che sta a metà fra il thriller classico e una ricerca letteraria che abbraccia Francis Scott Fitzgerald e Jay McInerney.’
Robinson – la Repubblica – Giancarlo De Cataldo

‘Bollen ama gli scacchi e Agatha Christie: il suo libro è una partita dal meccanismo impeccabile, un puzzle esteticamente perfetto.’
TTL – La Stampa – Raffaella Silipo

‘Orient ha l’ambizione di essere un thriller, un best-seller, un’opera letteraria fine con sofisticata introspezione psicologica, oltre che il ritratto di un piccolo luogo, sineddoche di una grande nazione.’
D – la Repubblica – Wlodek Goldkorn

‘Personaggi vividi e atmosfera davvero avvolgente.’
‘The New York Times’

‘Pieno di suspense, un’ambientazione perfetta. Orient è allo stesso tempo un page turner e un libro che si vuole centellinare.’
Philipp Meyer, autore di Il figlio

Orient, sulla punta del North Fork di Long Island, affacciata sul braccio di mare che separa l’isola dal Connecticut. Meno famosa del South Fork, quella degli Hamptons, con relativi magnati dello show business newyorchese, attori e scrittori famosi. In questo paradiso marittimo dei falchi di mare, dei pescatori e delle fioriture selvagge, abitato dalle stesse famiglie da molte generazioni, arriva un giorno da New York Mills, un ‘drifter’, un vagabondo, ex tossicodipendente, ex bambino abbandonato, passato da un affido all’altro. Ospite, in cambio di lavoro, di un signore che possiede una bella casa di famiglia da sgombrare e ristrutturare dopo la morte della madre, Mills viene accolto da subito con molta diffidenza nella comunità locale, tanto più che, dopo il suo arrivo, uno per volta, si cominciano a rinvenire numerosi corpi senza vita. Episodi di violenza mai visti prima nella tranquilla cittadina. Mills, con l’aiuto di Beth, ex artista e moglie in crisi di artista famoso, tornata a Orient dopo anni trascorsi a New York, decide di indagare su una pista parallela a quella della polizia, determinato a capire chi e che cosa c’è dietro il mistero, in una corsa contro il tempo prima che la piccola cittadina finisca per distruggerlo.
Christopher Bollen costruisce una storia che, pagina dopo pagina, cattura il lettore e non lo lascia andare, descrivendo con estrema accuratezza paesaggio, personaggi e contesto, e dando spazio ai temi rilevanti della società americana oggi: ricchezza, gentrification, arte, omosessualità, matrimonio, divorzio, tutela ambientale, avidità. E giocando sulle numerose implicazioni della parola ‘Orient’: l’est americano, l’esotico, ma anche l’orientamento nello spazio e nel tempo, l’orientamento sessuale, il disorientamento delle percezioni mentali. Soffuso di tensione, Orient è insieme uno straordinario page turner, un thriller letterario e un ritratto provocatorio del lato oscuro del sogno americano: una comunità idilliaca dove nessuno è al sicuro.

(source: Bol.com)

Orgogliosa e passionale

Nell’incantevole cittadina di Charlbury St Helens, la vita di tre ragazze sta per essere capovolta da tre dei più ricchi e attraenti uomini del Vecchio Continente.
Le donne hanno sempre accettato qualunque proposta di Angelo van Zaal, per cui lui non può che rimanere scioccato quando l’orgogliosa Flora Bennet osa dirgli di no, intralciando i suoi piani. Nonostante la determinazione di Flora lo faccia letteralmente imbufalire, Angelo non può negare di sentirsi fortemente attratto da lei, ma questa consapevolezza lo lascia ancora più interdetto. Ci deve pur essere un modo per piegare la bella Flora ai suoi desideri; il problema è capire che tipo di conseguenze potrà avere tutto quello.
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### Sinossi
Nell’incantevole cittadina di Charlbury St Helens, la vita di tre ragazze sta per essere capovolta da tre dei più ricchi e attraenti uomini del Vecchio Continente.
Le donne hanno sempre accettato qualunque proposta di Angelo van Zaal, per cui lui non può che rimanere scioccato quando l’orgogliosa Flora Bennet osa dirgli di no, intralciando i suoi piani. Nonostante la determinazione di Flora lo faccia letteralmente imbufalire, Angelo non può negare di sentirsi fortemente attratto da lei, ma questa consapevolezza lo lascia ancora più interdetto. Ci deve pur essere un modo per piegare la bella Flora ai suoi desideri; il problema è capire che tipo di conseguenze potrà avere tutto quello.

Orgoglio e preveggenza

‘È cosa nota e universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie.’ Ed è una verità cui non si sottrae Mr. Frederick Parrish, ricco e affascinante gentiluomo americano, che sta per convolare a nozze con Caroline Bingley. Un’atmosfera di festa avvolge i fidanzati e il matrimonio pare suggellare la promessa di una vita serena e felice. Ma presto la gioia s’incrina e la coppia è turbata da una serie di strani episodi: fenomeni di sonnambulismo, cavalli imbizzarriti senza una ragione, uno spaventoso incendio e misteriosi incidenti. Qualcuno sta perseguitando i Parrish, ma la pericolosità della situazione pare sfuggire a tutti. A tutti tranne a Elizabeth e Darcy, amici della giovane donna e anch’essi sposi novelli, che mettono da parte i progetti per la luna di miele per aiutare Caroline. Un innamorato respinto? Un socio d’affari tradito? Un parente invidioso? O un eccentrico seguace del paranormale? Chi si cela dietro questa trama sinistra che sembra trascinare Caroline come un gorgo verso la follia? Primo di una serie di ‘mystery romantici’ dedicata a una delle coppie letterarie più amate di sempre, Orgoglio e preveggenza ci introduce a due nuovi investigatori: Elizabeth e Fitzwilliam, Mr. e Mrs. Darcy, gl’indimenticabili protagonisti di Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen. Combinando magistralmente atmosfere settecentesche e suggestioni gotiche, Carrie Bebris ci regala un romanzo di grande piacevolezza, che rende un intelligente omaggio allo stile austeniano e i cui personaggi si muovono all’interno di una società elegante e regolata da rigide convenzioni, facendoci rivivere la magia e le emozioni dei romanzi della grande scrittrice inglese.

(source: Bol.com)

Orgoglio e piacere (I Romanzi Extra Passion)

Dopo la morte del padre, Eliza Martin si ritrova a essere una delle ereditiere più ambite dai cacciatori di dote, preda di lusinghe e inganni ai quali riesce abilmente a resistere. Fino a quando una serie di imprevisti e pericolosi incidenti la spingono a cercare qualcuno che riesca a infiltrarsi nel gruppo dei suoi pretendenti per scoprire chi si cela dietro le trame di un ormai evidente complotto. Il cacciatore di taglie Jasper Bond è un uomo decisamente troppo rude, troppo bello e troppo pericoloso: chi mai potrebbe credere che la sofisticata Eliza si è lasciata sedurre da uno come lui? Ma soddisfare le esigenze della sua testarda e misteriosa cliente diventa per Jasper una questione di orgoglio. Dimostrarle che è lui l’uomo giusto per lei sarà un piacere…
(source: Bol.com)

Orgoglio e perdono

Josephine Sheehan ha 35 anni, un’avviata carriera da giornalista di necrologi, un cane che adora, una famiglia strampalata e tre compagne di passeggiate con gli amici a quattro zampe. Ma le manca l’amore, quello vero, quello che ti cambia la vita. Senza più nulla da perdere, segue il suggerimento dell’esplosiva Gloria Needleman: preparare una lista con le caratteristiche dell’uomo dei sogni e aspettare che l’Universo l’accontenti. Così accade e il destino si materializza nel bellissimo e tenebroso Rick, proprietario di una catena di negozi per animali. Quando si dice colpo di fulmine… La passione la travolge, e un lieto fine tinto di rosa si profila davanti ai suoi occhi. Ma qualcosa nel passato di Rick minaccia la loro felicità. Un incidente d’auto, provocato dal ragazzo anni prima. Un padre e un desiderio di vendetta impossibile da placare. Saranno sufficienti la voglia di andare avanti e una promessa di felicità per rimettere in ordine i tasselli della vita di Josephine? Di certo non saranno i fantasmi del passato a farla desistere, ora che tutto ciò che desidera è vicino più che mai.Una storia che fa sorridere e sognare, lasciando i lettori sospesi sul filo sottile del pericolo fino all’ultima pagina.

(source: Bol.com)

Orgoglio e passione

L’onore è tutto per Cam Anderson. Non può quindi lasciarsi sfuggire l’occasione per riscattare la vergogna della sua ultima missione quando, nonostante si fosse distinta valorosamente, aveva permesso che il suo superiore venisse catturato. Assegnata all’addestramento di un piccolo contingente in Messico, Cam scopre che istruire tre piloti non è semplice come aveva pensato: gli uomini, infatti, difficilmente accettano ordini da una donna. Se poi c’è di mezzo una forte attrazione fisica, i guai aumentano.

Le ore vuote

“Le ore vuote”: una ragazza viene trovata uccisa in un fatiscente appartamento newyorkese. I detective incaricati del caso scopriranno che, malgrado le apparenze, Claudia Davis, era molto ricca, e daranno il via a un’indagine che si rivelerà piena di sorprese. “J”: la lettera “J” viene trovata scritta sul muro di un vicolo. Ai piedi del muro c’è il cadavere di un rabbino, e qualcuno ha sentito un giovane antisemita pronunciare minacce contro di lui. Sembra un caso facile. Fin troppo facile. “Tormenta”: Nel secondo, l’agente investigativo Cotton Hawes decide di passare due giorni di vacanza in montagna ma fa una scelta sfortunata di tempo e di luogo: si trova in mezzo a una tempesta di neve e inciampa nel cadavere di una ragazza con una racchetta da sci piantata nel petto. E questo è soltanto l’inizio. E così Hawes passa i suoi giorni di vacanza a fare esattamente quello che avrebbe fatto se fosse rimasto in città, con in più il freddo.

Ore 10, Porta Nuova

Nel tranquillo borgo San Salvario, attorno all'elegante pianta ottagonale di largo Saluzzo punteggiata dalle insegne delle botteghe, la quiete è incrinata dalle ignobili lettere firmate La Voce della Verità.
Un bambino minacciato, un cadavere su un treno merci, un dongiovanni imprudente… Il commissario Andrea Martini è un avversario pericoloso per il misterioso assassino. Paziente e ostinato, aiutato da alcuni colpi di fortuna, tra un indizio colto in un bar e un'ombra scorta alla stazione di Porta Nuova, tra un interrogatorio apparentemente svagato e un dialogo serrato, Martini giunge infine alla verità.

Ordine mondiale

Un ordine mondiale veramente globale, cioè un assetto delle relazioni internazionali riconosciuto e condiviso da tutti gli Stati, non è mai esistito nella storia, perché le diverse civiltà hanno sempre considerato la propria cultura e le proprie leggi le uniche universalmente valide. Così ogni epoca è stata caratterizzata dalla supremazia di una o più potenze egemoni che hanno cercato di imporre, nelle rispettive zone d’influenza, il proprio modello di organizzazione politica e statuale, con esiti più o meno duraturi, ma comunque sempre transitori. Lo dimostra l’attuale sistema unipolare a guida statunitense, affermatosi ormai da un quarto di secolo, che dopo aver tentato di esportare su scala planetaria i principi della democrazia e del libero mercato, sembra avviato verso un inarrestabile declino. Ad affermarlo non è un politologo estremista e antioccidentale, bensì Henry Kissinger, che del potere americano e della «vittoria» sull’Unione Sovietica nella guerra fredda è stato uno dei maggiori artefici, nelle vesti di consigliere per la Sicurezza nazionale e di segretario di Stato. Per giungere a questa conclusione e per scrutare nuovi possibili scenari, Kissinger rivisita momenti cruciali della storia mondiale del secondo dopoguerra, riflette sul futuro dei rapporti tra Stati Uniti e Cina, esamina le conseguenze dei conflitti in Iraq e Afghanistan, analizza i negoziati nucleari con l’Iran, le reazioni dell’Occidente alla Primavera araba e le tensioni con la Russia sull’Ucraina. E rivolge all’Europa uno sguardo preoccupato: il processo di superamento degli Stati nazionali, infatti, non ha creato un nuovo soggetto politico, ma un vuoto di autorità interno e una debolezza ai confini, mentre nella vicina regione mediorientale le strutture governative centrali si dissolvono in una miriade di scontri su basi etniche e confessionali. E allora, quale sarà il nuovo ordine mondiale? E chi ne avrà la leadership? Certamente, sostiene Kissinger, l’America manterrà un ruolo geopolitico di primo piano, ma dovrà imparare a svolgerlo di concerto, oltre che con i tradizionali alleati, anche con i nuovi attori affacciatisi prepotentemente sulla ribalta internazionale, sviluppando insieme a tutte le nazioni protagoniste della vita internazionale «una seconda cultura globale, strutturale e giuridica» che trascenda gli interessi particolari e rispetti profondamente la storia e la cultura di ogni paese.
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### Sinossi
Un ordine mondiale veramente globale, cioè un assetto delle relazioni internazionali riconosciuto e condiviso da tutti gli Stati, non è mai esistito nella storia, perché le diverse civiltà hanno sempre considerato la propria cultura e le proprie leggi le uniche universalmente valide. Così ogni epoca è stata caratterizzata dalla supremazia di una o più potenze egemoni che hanno cercato di imporre, nelle rispettive zone d’influenza, il proprio modello di organizzazione politica e statuale, con esiti più o meno duraturi, ma comunque sempre transitori. Lo dimostra l’attuale sistema unipolare a guida statunitense, affermatosi ormai da un quarto di secolo, che dopo aver tentato di esportare su scala planetaria i principi della democrazia e del libero mercato, sembra avviato verso un inarrestabile declino. Ad affermarlo non è un politologo estremista e antioccidentale, bensì Henry Kissinger, che del potere americano e della «vittoria» sull’Unione Sovietica nella guerra fredda è stato uno dei maggiori artefici, nelle vesti di consigliere per la Sicurezza nazionale e di segretario di Stato. Per giungere a questa conclusione e per scrutare nuovi possibili scenari, Kissinger rivisita momenti cruciali della storia mondiale del secondo dopoguerra, riflette sul futuro dei rapporti tra Stati Uniti e Cina, esamina le conseguenze dei conflitti in Iraq e Afghanistan, analizza i negoziati nucleari con l’Iran, le reazioni dell’Occidente alla Primavera araba e le tensioni con la Russia sull’Ucraina. E rivolge all’Europa uno sguardo preoccupato: il processo di superamento degli Stati nazionali, infatti, non ha creato un nuovo soggetto politico, ma un vuoto di autorità interno e una debolezza ai confini, mentre nella vicina regione mediorientale le strutture governative centrali si dissolvono in una miriade di scontri su basi etniche e confessionali. E allora, quale sarà il nuovo ordine mondiale? E chi ne avrà la leadership? Certamente, sostiene Kissinger, l’America manterrà un ruolo geopolitico di primo piano, ma dovrà imparare a svolgerlo di concerto, oltre che con i tradizionali alleati, anche con i nuovi attori affacciatisi prepotentemente sulla ribalta internazionale, sviluppando insieme a tutte le nazioni protagoniste della vita internazionale «una seconda cultura globale, strutturale e giuridica» che trascenda gli interessi particolari e rispetti profondamente la storia e la cultura di ogni paese.
### Dalla quarta di copertina
Un ordine mondiale veramente globale, cioè un assetto delle relazioni internazionali riconosciuto e condiviso da tutti gli Stati, non è mai esistito nella storia, perché le diverse civiltà hanno sempre considerato la propria cultura e le proprie leggi le uniche universalmente valide. Così ogni epoca è stata caratterizzata dalla supremazia di una o più potenze egemoni che hanno cercato di imporre, nelle rispettive zone d’influenza, il proprio modello di organizzazione politica e statuale, con esiti più o meno duraturi, ma comunque sempre transitori. Lo dimostra l’attuale sistema unipolare a guida statunitense, affermatosi ormai da un quarto di secolo, che dopo aver tentato di esportare su scala planetaria i principi della democrazia e del libero mercato, sembra avviato verso un inarrestabile declino. Ad affermarlo non è un politologo estremista e antioccidentale, bensì Henry Kissinger, che del potere americano e della «vittoria» sull’Unione Sovietica nella guerra fredda è stato uno dei maggiori artefici, nelle vesti di consigliere per la Sicurezza nazionale e di segretario di Stato. Per giungere a questa conclusione e per scrutare nuovi possibili scenari, Kissinger rivisita momenti cruciali della storia mondiale del secondo dopoguerra, riflette sul futuro dei rapporti tra Stati Uniti e Cina, esamina le conseguenze dei conflitti in Iraq e Afghanistan, analizza i negoziati nucleari con l’Iran, le reazioni dell’Occidente alla Primavera araba e le tensioni con la Russia sull’Ucraina. E rivolge all’Europa uno sguardo preoccupato: il processo di superamento degli Stati nazionali, infatti, non ha creato un nuovo soggetto politico, ma un vuoto di autorità interno e una debolezza ai confini, mentre nella vicina regione mediorientale le strutture governative centrali si dissolvono in una miriade di scontri su basi etniche e confessionali. E allora, quale sarà il nuovo ordine mondiale? E chi ne avrà la leadership? Certamente, sostiene Kissinger, l’America manterrà un ruolo geopolitico di primo piano, ma dovrà imparare a svolgerlo di concerto, oltre che con i tradizionali alleati, anche con i nuovi attori affacciatisi prepotentemente sulla ribalta internazionale, sviluppando insieme a tutte le nazioni protagoniste della vita internazionale «una seconda cultura globale, strutturale e giuridica» che trascenda gli interessi particolari e rispetti profondamente la storia e la cultura di ogni paese.

L’ordine delle sette spade

Un romanzo corale, urban per quel che concerne l’ambientazione e alcune figure tipiche come vampiri e licantropi. Epico perché rappresenta l’eterna lotta fra il bene e il male. Mitologico, in quanto sono state scelte e approfondite molte figure antiche, come l’Idra o il Kraken.
Due gemelle detengono l’equilibrio fra le forze del bene e del male.
Aura, luce positiva del romanzo, è l’Eletta dell’Ordine delle Sette Spade, colei che nei secoli ha cercato i guerrieri fra le creature immortali. La sua squadra è composta da un Vampiro, un Lycan, una Drow, una Naga, un Ghoul e un uomo drago. Esseri che hanno scelto di cambiare, schierandosi dalla parte del bene. Questa giovane immortale, è in grado di concedere la propria vita ai suoi guerrieri periti in battaglia. Rinasce ogni volta ignara del suo passato.
Iluna è la vena oscura della storia. Principessa dei demoni, divenuta vampira secoli or sono. La sua dimora è l’Inferno. La sua vena magnetica ha intrappolato i cuori dei sette principi demoni, padroni di creature mitologiche potenti e devastanti. È l’unica delle due sorelle a sapere dell’esistenza dell’altra e la sua missione è distruggere Aura per dominare il mondo.
Il romanzo inizia con una nuova vita della giovane Aura. I guerrieri stanno attendendo il risveglio, mentre le creature dei Principi stanno cercando di disorientarla.
Si alterneranno capitoli su Aura e la sua antagonista, la quale ha attuato un piano per destabilizzare L’Ordine delle Sette Spade per poi rapire la sorella e imprigionarla.
Tra scontri epici e suspense non mancheranno scene d’amore. Uno spaccato umano, tra intrighi e intrecci amorosi, in chiave fantasy.
Il lume e l’oscurità
La ragione e l’istinto
Due facce della stessa medaglia
Pesi della stessa bilancia
Aura e Iluna
Due sorelle gemelle
Destinate a combattere
Una guerra antica come il mondo
Eterna lotta fra il Bene e il Male

L’ordine dei 15

Alla notizia del ritrovamento del cadavere, il detective Van Helden aveva cercato di immaginarselo. Gli era persino venuto da ridere: un corpo privo di vita con la testa infilata nell’argine della diga. Doveva esserci un errore. E invece no, la scena è proprio così: lugubre e grottesca al tempo stesso. Solo la testa è sepolta; il resto del corpo, seminudo, fuoriesce, coperto con un sacco di iuta. Mutilato dell’indice destro.
Gioco pericoloso? Macabro rituale? Di certo uno shock per il vicino paese di Petten, nell’Olanda del nord. Nella stessa zona, pochi mesi prima, era stato rinvenuto un teschio risalente al Seicento: un cranio relativamente ben conservato, come se, anche in quel caso, dell’uomo fosse stata sotterrata soltanto la testa. Non c’era traccia di altre ossa intorno; poco lontano, solo un anello con un sigillo, che portava ancora i contorni di uno stemma di famiglia.
Rob van Helden è uno dei migliori agenti investigativi sulla piazza, ma anche uno dei più difficili con cui lavorare: ingombrante come la sua stazza, non particolarmente amato dai colleghi. Con lui collabora Nicole Hessels, detta Nick, aspirante detective nonostante l’opposizione della famiglia, grande zelo e spirito di osservazione superiore alla media. A loro il compito di fare luce sul recente omicidio e sull’eventuale connessione con l’antico teschio. La tesi sembrerebbe assurda, eppure tutti gli indizi portano proprio a un delitto avvenuto nel XVII secolo e a un misterioso patto, stretto all’epoca tra alcuni ricchi mercanti per assicurarsi il controllo della maggiore risorsa del paese: l’acqua.
A distanza di quattrocento anni, la storia sembra ripetersi e l’Ordine dei 15 – la società segreta sorta da quell’oscuro accordo – è ancora disposta a tutto pur di non perdere denaro, prestigio e potere.