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Passaggi curvi. I misteri delle dimensioni nascoste dell’universo

L’universo racchiude numerosi segreti e potrebbe perfino nascondere dimensioni inimmaginabili: universi paralleli, geometrie curve e inghiottitoi tridimensionali sono alcuni degli straordinari concetti che di recente sono divenuti protagonisti della ricerca scientifica. Oggi, delle leggi del cosmo capiamo molto più di qualche anno fa, eppure abbiamo molte meno certezze sulla sua vera natura. Nel suo percorso di ricerca nel campo della cosmologia e della fisica, Lisa Randall ha dovuto abbattere alcuni paletti della scienza ufficiale e postulare l’inevitabile esistenza, nell’universo, di dimensioni che sfuggono alla nostra percezione. Muovendo dalle grandi scoperte del Novecento, in questo libro Randall spiega ai non addetti ai lavori la sua concezione dell’universo come membrana dotata di quattro dimensioni spazio-temporali immersa in uno spazio multidimensionale, e come questa sia dimostrabile dal punto di vista scientifico.
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Passa la notte con me

**Una sola notte può cambiare tutta una vita
Dall’autrice del bestseller *Chiedimi quello che vuoi***
Dennis è un attraente docente brasiliano che durante il giorno insegna in una scuola tedesca e di notte si scatena con le sue lezioni di furrò, un ballo tipico del suo Paese. Finito l’anno scolastico, un rinomato istituto britannico gli fa un’offerta di lavoro e lui accetta senza esitazione. Quello che lo aspetta a Londra è estremamente allettante per lui: un ambiente diverso, nuove conoscenze e vecchi amici che non vedono l’ora di introdurlo alla vita notturna della città. Le sue avventure vanno a gonfie vele, ma a Londra c’è anche Lola, una spagnola con un carattere di fuoco che, a differenza delle altre donne, non ha alcuna intenzione di farsi usare… Anzi, è lei che conduce il gioco. Dennis non si è mai innamorato prima e fatica a capire perché ogni volta che la vede ha i brividi. Ma trascorrere una notte con lei è tutto ciò che desidera, anche a costo di perdere il suo cuore.
**L’amore vero non è quello che scegliamo, ma quello che sceglie noi 
Le lettrici dicono dei suoi libri: **
«Il giusto mix di passione e romanticismo.»
«Spettacolare. Come tutto quello che Megan Maxwell ha scritto.»
«Una storia d’amore e passione, dalla quale non potrete che restare incantati.»
«Megan Maxwell non delude, mai.»
«Intrigante e travolgente ai massimi livelli!»
**Megan Maxwell**
è una scrittrice prolifica di successo. Di madre spagnola e padre americano, vive vicino Madrid con marito e figli. Ha vinto il Premio Seseña per il romanzo d’amore e ha ricevuto il Premio Dama. Prima di *Passa la notte con me*, la Newton Compton ha già pubblicato la trilogia composta da *Chiedimi quello che vuoi*, *Ora e per sempre* e *Lasciami andare via* – vero caso editoriale in Spagna –, *Chiedimi chi sono*, *Solo per questa notte* e *Basta Chiedere*, e il romanzo *Sorprendimi*.
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### Sinossi
**Una sola notte può cambiare tutta una vita
Dall’autrice del bestseller *Chiedimi quello che vuoi***
Dennis è un attraente docente brasiliano che durante il giorno insegna in una scuola tedesca e di notte si scatena con le sue lezioni di furrò, un ballo tipico del suo Paese. Finito l’anno scolastico, un rinomato istituto britannico gli fa un’offerta di lavoro e lui accetta senza esitazione. Quello che lo aspetta a Londra è estremamente allettante per lui: un ambiente diverso, nuove conoscenze e vecchi amici che non vedono l’ora di introdurlo alla vita notturna della città. Le sue avventure vanno a gonfie vele, ma a Londra c’è anche Lola, una spagnola con un carattere di fuoco che, a differenza delle altre donne, non ha alcuna intenzione di farsi usare… Anzi, è lei che conduce il gioco. Dennis non si è mai innamorato prima e fatica a capire perché ogni volta che la vede ha i brividi. Ma trascorrere una notte con lei è tutto ciò che desidera, anche a costo di perdere il suo cuore.
**L’amore vero non è quello che scegliamo, ma quello che sceglie noi 
Le lettrici dicono dei suoi libri: **
«Il giusto mix di passione e romanticismo.»
«Spettacolare. Come tutto quello che Megan Maxwell ha scritto.»
«Una storia d’amore e passione, dalla quale non potrete che restare incantati.»
«Megan Maxwell non delude, mai.»
«Intrigante e travolgente ai massimi livelli!»
**Megan Maxwell**
è una scrittrice prolifica di successo. Di madre spagnola e padre americano, vive vicino Madrid con marito e figli. Ha vinto il Premio Seseña per il romanzo d’amore e ha ricevuto il Premio Dama. Prima di *Passa la notte con me*, la Newton Compton ha già pubblicato la trilogia composta da *Chiedimi quello che vuoi*, *Ora e per sempre* e *Lasciami andare via* – vero caso editoriale in Spagna –, *Chiedimi chi sono*, *Solo per questa notte* e *Basta Chiedere*, e il romanzo *Sorprendimi*.

Pasolini su Pasolini

Il cinema, il rapporto col cinema e col suo mondo è l’argomento principale di queste conversazioni tra il critico inglese Jon Halliday e Pier Paolo Pasolini. Halliday ritraccia con Pasolini l’intero suo percorso di regista, illustrandone la concezione del ‘cinema d’autore’, affrontando gli aspetti tecnici, analizzando le opere, chiarendo la posizione di Pasolini di fronte alla censura. Ma la ricchezza della personalità dell’intervistato, la curiosità dell’intervistatore, la varietà d’interessi di entrambi fanno sì che la conversazione spesso si dilati, si appropri di altri temi. Si aprono rapidi, vivissimi scorci su certi momenti della vita di Pasolini: gli anni giovanili, il Friuli, Bologna, la scoperta di Roma, il formarsi delle amicizie. Ma, soprattutto, si toccano gli argomenti che hanno destato, fuori e dentro l’opera letteraria, l’interesse e la passione di Pasolini: le questioni di lingua, la religione, il rapporto fra letteratura e ideologia, fra cultura e politica e fra Chiesa e cultura in Italia. Riscoprendo così un ardore intellettuale e civile capace di mettere a fuoco problemi sempre attuali nel nostro Paese.
(source: Bol.com)

Il party

Barney Loomis, presidente dell’etichetta discografica Bison Records, organizza un grande evento mediatico su un lussuoso yacht per lanciare la sua ultima scoperta, Tamar Valparaiso, ventenne dotata di una voce d’angelo e di un fisico da top model. Quando Tamar, a bordo del River Princess, si esibisce nel singolo Bandersnatch per festeggiare il provocatorio video di esordio del suo album, due uomini con la maschera di Saddam Hussein e Yasser Arafat fanno irruzione e la rapiscono davanti alle telecamere. E quella che doveva essere la comparsa sulla scena della nuova Britney Spears si trasforma in un dramma a cui assistono milioni di spettatori. Il detective dell’87° Distretto Steve Carella inizia a investigare, ma quasi immediatamente deve fare i conti con l’ingerenza dell’FBI, intenzionato a guidare una task force congiunta, composta da pezzi grossi desiderosi di farsi pubblicità. Mentre i rapitori chiedono un riscatto per liberare la cantante, i federali cercano di tenere Steve Carella fuori dalle indagini. Ma Barney Loomis esige che i poliziotti locali restino in gioco, convinto che abbiano maggiori possibilità di salvare la futura star poiché, a differenza degli altri, non devono preoccuparsi di fare bella figura davanti ai media.

Party sotto le bombe. Gli anni inglesi

«Libro salvato» dopo un lungo lavoro filologico, questo volume conclude l’autobiografia di Canetti con gli anni dell’emigrazione in Inghilterra. Un paese che suscita in lui reazioni contrastanti: ammirazione per i suoi istituti democratici e per il coraggio mostrato contro Hitler, ma anche insofferenza per la britannica arte di escludere, per l’altezzosa condiscendenza esibita verso gli apolidi della cultura. «Ma Lei ha conosciuto Kafka?» gli chiede l’insolitamente benevolo ospite di un party. Accade così che Canetti, negli anni roventi in cui si elaborava *Massa e potere*, vivesse in una paradossale situazione di solitudine intellettuale, pur abitando in una città di alta tradizione come Londra. In compenso il mondo inglese gli permette di esercitare il proprio talento di ritrattista, in particolare con una ricca galleria di eccentrici: come il guardiano del faro che, fattosi maggiordomo in casa di un acido lord, sottrae alla moglie di questi le migliori toilette per esibirsi davanti allo specchio; o come i Milburn, padroni di casa afflitti da mania religiosa, ai quali durante le incursioni aeree tedesche Veza Canetti allunga il cibo sotto il tavolo della cucina, là dove la coppia terrorizzata va cercando scampo dalle bombe di Göring.

La partita delle regine

Un tempo traditore ricercato in tutta la Scozia, Francis Crawford di Lymond è ora un prezioso, seppur riluttante, agente della diplomazia scozzese. È a lui che Maria di Guisa, la madre di Maria regina di Scozia, si rivolge temendo per la vita di sua figlia. Sebbene sia solo una bambina, promessa in sposa al Delfino di Francia, la regina è oggetto di intrighi che dal paese natio giungono in Francia dove vive. Sotto le mentite spoglie di poeta irlandese dalla cattiva reputazione, Lymond si infiltra tra gli sfarzosi meandri della corte francese, dove ogni gentiluomo o ogni dama possono essere dei cospiratori e dove l’arte dell’assassinio è stata affinata con la stessa barocca inventiva della cucina francese.

Il partigiano Edmond

**UNO DEGLI ULTIMI GRANDI TESTIMONI DELLA SHOAH SCRIVE IL ROMANZO DELLA RESISTENZA EBRAICA**
Ucraina, ultimo anno di guerra. Sfuggito per un soffio alla deportazione, Edmond a diciassette anni è entrato in una banda di partigiani ebrei capeggiata dal carismatico Kamil. Gli addestramenti quotidiani, la vita comunitaria, le incursioni per procurarsi viveri e armi lo hanno irrobustito nella mente e nel corpo, facendo del liceale di buona famiglia, scombussolato dai primi turbamenti amorosi, un uomo pronto a fronteggiare la morte e – quel che per certi versi sembra ancora più difficile – le proprie radici e i ricordi: la fede degli avi, il distacco dai genitori e la distanza emotiva, l’indifferenza nei loro confronti nell’ultimo periodo trascorso insieme, che ora gli appare imperdonabile. Stare con i partigiani di Kamil – fra i quali spiccano per la luminosa umanità il vicecomandante Felix, nonna Tsirel, la cuoca Tsila, il gigante Danzig, che si occupa con infinita tenerezza di un trovatello, e tanti altri – significa riscattarsi, riguadagnare uno scopo che renda la vita sopportabile e degna di essere vissuta: proteggere i più deboli, salvarli, votarsi a loro con dedizione assoluta, dissipare almeno un poco la tenebra in cui il mondo sembra immerso. Dopo essersi temprato nella terra dell’acqua, una regione paludosa perfetta per la guerriglia contro gli occupanti tedeschi, il gruppo intraprende infine la lunga ascesa verso la vetta, il luogo ideale per mettersi in sicurezza e realizzare l’obiettivo più ardito: far deragliare i treni destinati ai lager, in attesa di poter tornare a casa.
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### Sinossi
**UNO DEGLI ULTIMI GRANDI TESTIMONI DELLA SHOAH SCRIVE IL ROMANZO DELLA RESISTENZA EBRAICA**
Ucraina, ultimo anno di guerra. Sfuggito per un soffio alla deportazione, Edmond a diciassette anni è entrato in una banda di partigiani ebrei capeggiata dal carismatico Kamil. Gli addestramenti quotidiani, la vita comunitaria, le incursioni per procurarsi viveri e armi lo hanno irrobustito nella mente e nel corpo, facendo del liceale di buona famiglia, scombussolato dai primi turbamenti amorosi, un uomo pronto a fronteggiare la morte e – quel che per certi versi sembra ancora più difficile – le proprie radici e i ricordi: la fede degli avi, il distacco dai genitori e la distanza emotiva, l’indifferenza nei loro confronti nell’ultimo periodo trascorso insieme, che ora gli appare imperdonabile. Stare con i partigiani di Kamil – fra i quali spiccano per la luminosa umanità il vicecomandante Felix, nonna Tsirel, la cuoca Tsila, il gigante Danzig, che si occupa con infinita tenerezza di un trovatello, e tanti altri – significa riscattarsi, riguadagnare uno scopo che renda la vita sopportabile e degna di essere vissuta: proteggere i più deboli, salvarli, votarsi a loro con dedizione assoluta, dissipare almeno un poco la tenebra in cui il mondo sembra immerso. Dopo essersi temprato nella terra dell’acqua, una regione paludosa perfetta per la guerriglia contro gli occupanti tedeschi, il gruppo intraprende infine la lunga ascesa verso la vetta, il luogo ideale per mettersi in sicurezza e realizzare l’obiettivo più ardito: far deragliare i treni destinati ai lager, in attesa di poter tornare a casa.
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Una parte di me. The inside out trilogy

Sara McMillan, giovane insegnante appassionata d’arte, dopo essersi imbattuta per caso nei diari segreti di Rebecca ed essersi messa sulle sue tracce – dato che la ragazza apparentemente è scomparsa – si ritrova in bilico tra la sua vita passata e quella presente. Nel tentativo di scoprire qualcosa in più su questo mistero, Sara ha preso il posto di Rebecca nella galleria d’arte dove la ragazza lavorava, ma da quel momento la sua esistenza è irrimediabilmente cambiata. L’incontro con l’artista Chris Merit l’ha sconvolta: si è perdutamente innamorata di quell’uomo carismatico, tormentato e pieno di segreti, il “principe oscuro” che le sta facendo scoprire una sessualità tutta nuova e conturbante, ma ancora non è sicura di potersi fidare fino in fondo di lui. Enigmatico, sfrontato e arrogante è invece Mark Compton, il proprietario della galleria e, come tale, suo nuovo datore di lavoro: spesso Mark le rende la vita impossibile, però Sara non può nascondere che c’è qualcosa in lui che la turba e insieme la intriga. Ma, soprattutto, Sara non ha ancora capito che tipo di legame c; sia tra i due uomini, e più volte ha avuto l’impressione di trovarsi al centro del loro braccio di ferro, di essere la posta in gioco nella loro lotta di potere. Anche la lettura dei diari continua a confonderla: non ha il coraggio di ammetterlo, ma le fantasie erotiche descritte da Rebecca la eccitano e contribuiscono a far emergere un lato della sua natura che finora aveva ignorato.
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Parole di giorni un po’ meno lontani

“L’esame orale della maturità fu minuzioso e lungo. Alla fine mi chiesero che cosa avevo in mente di fare poi. Dissi che volevo insegnare nelle scuole, fare il professore. Mi pareva il mestiere più bello del mondo.” Nel dicembre del 1942 un bambino di dieci anni si trasferisce con la famiglia da Napoli a Roma. La capitale vive i giorni più drammatici della guerra, ma per quel bambino è l’inizio di una nuova vita e la scoperta di una città meravigliosa, nella quale procede a grandi passi verso l’età adulta. Una singola parola, un dialogo, un discorso sono lo spunto per rievocare una stagione intera della propria vita e della nostra storia. È un racconto fatto di intimità familiare, con il ricordo tenero e ammirato del fratello Mauro; di scelte politiche, dall’adesione infantile al fascismo alla scoperta delle ragioni della parte democratica; di incontri decisivi, nel campo degli studi come in quello dell’amore.
(source: Bol.com)

Parole della filosofia

Parole e concetti. E viceversa. Questo libro è un testo di praticafilosofica. È, più esattamente, un esercizio della filosofia attraverso l’esposizionee la meditazione di alcune sue grandi parole. Il ripensarle oggi mostra come laloro vita e la loro fecondità sopravvivano all’esaurimento e alladissoluzione dei sistemi. Queste parole indicano l’inesauribilità del pensarecome corrente viva, capace di riprendere il passato per il presente e diconsegnarlo al futuro. Questo, in effetti, significa tradizione e, inparticolare, tradizione filosofica. Nel riproporre alcune grandi paroledella filosofia, il libro intende offrire materiali per pensare e soprattutto l’occasioneper rielaborare in modo libero, originale e da soli la ricchezza semantica esimbolica della tradizione. Il testo costruito grosso modo nella forma di unlessico filosofico – per coppie oppositive o complementari(filosofia/meraviglia, apparenza/realtà, intelligenza/pensiero,misura/dismisura) – lavora sulle parole: è esercizio teorico e insiemerecupero e meditazione di parole antiche di cui vale la pena accertare se èpossibile usarle ancora, reimpiantandole nel presente e dando luogo a nuovegerminazioni di pensiero. Cosa può voler dire, per esempio, “averemisura” in un’epoca in cui la regolarità della natura – il suo ritmo,le sue stagioni – non dà più norma, non obbliga, e dinanzi a noi si apre ununiverso senza confini che non siamo affatto in grado di dominare? Cercarerisposte a simili domande porta a sviluppare anche una trama: temi e variazioni,per moto dritto e inverso, parole a specchio, un rispecchiarsi di parole. È ungioco che dà spazio all’invenzione. Precisamente questo vuol dire farefilosofia con le parole della filosofia..
(source: Bol.com)

Le parole del Profeta

Prefazione del Mahatma GandhiPremessa di Franco CardiniA cura di Abdullah al-Mamun al SuhrawardyOltre un miliardo e mezzo di uomini in tutto il mondo conosce, segue, osserva fedelmente le parole del Profeta. Eppure gli insegnamenti orali di Maometto sono ‘fra i tesori dell’umanità, non soltanto di quella musulmana’: così scrive Gandhi nella prefazione a questa raccolta. Del resto, anche negli altri suoi scritti pubblicati nel volume Le grandi religioni, in questa collana, il Mahatma si batte sempre contro ogni barriera religiosa fra i popoli. Le parole del Profeta riunisce organicamente, a rappresentare una preziosissima sintesi della religione islamica, più di quattrocento detti, massime, racconti brevi. Suddivisi per argomenti, abbracciano i più diversi aspetti del vivere – la carità, la castità, il matrimonio, l’adulterio, il divorzio, la tolleranza, l’usura, la condizione della donna, Dio, il perdono, il lavoro, il progresso, la pace – e indicano ai fedeli precise e inequivocabili norme di comportamento morale, sociale, politico. Insieme al Corano, questo libro è uno strumento essenziale per comprendere l’Islam e per dissolvere i tanti fraintendimenti che spesso offuscano il messaggio del Profeta.’La vera ricchezza non deriva dall’abbondanza dei beni materiali, ma da una mente serena.’Abdullah al-Mamun al-Suhrawardynacque a Dacca nel 1882. Studiò arabo, inglese e filosofia nelle università di Londra e di Calcutta. Fondatore della Società panislamica di Londra, si dedicò all’unificazione del mondo musulmano. Morì a Calcutta nel 1953.

(source: Bol.com)

Le parole del desiderio

Paige DeMarco ha una vita tranquilla, ma una passione smodata per carta e penna.
È inevitabile che sia intrigata da una serie di misteriosi bigliettini che trova nella sua cassetta delle lettere in cui uno sconosciuto intreccia con lei un gioco sottilmente erotico. Mentre si guarda intorno per capire chi sia il mittente, accetta la sfida e comincia a dare libero sfogo alle proprie fantasie. A poco a poco scopre una nuova Paige, più libera e sicura di sé, in grado di ascoltare la voce dei propri desideri e proiettata in una spirale di equivoci, misteri e provocazioni. Alla fine dovrà fare una scelta per passare dal piano ideale a quello reale, dall’immaginazione al corpo. Darà ascolto all’istinto, al cuore o al desiderio?

Parole d’onore

Sono voci che provengono da un altro mondo. Portano sempre un messaggio. Parlano di moralità e famiglia, affari e delitti, regole, amori, amicizie tradite, di religione e Dio, soldi e potere, di vita e di morte. Questo libro è il resoconto di un viaggio fra gli uomini che popolano i territori mafiosi. Un inventario dei loro pensieri e dei loro ”ragionamenti”. Dal maxiprocesso di Palermo dell’inverno 1986 agli ultimi picciotti reclutati nelle borgate, da Tommaso Buscetta e Luciano Liggio alle scorribande di Totò Riina e dei suoi figli, dai lussi dell’Ucciardone al ritorno degli ”scappati”. Non è solo un linguaggio e non è solo un codice quello di mafia: è esercizio d’intelligenza, raffinato calcolo. Diceva Giovanni Falcone: ”Conoscendo gli uomini d’onore ho imparato che le logiche mafiose non sono mai sorpassate né incomprensibili, sono in realtà le logiche del potere e sempre funzionali a uno scopo. In certi momenti, questi mafiosi mi sembrano gli unici esseri razionali in un mondo popolato da folli. Anche Sciascia sosteneva che in Sicilia si nascondono i cartesiani peggiori”.
(source: Bol.com)

Parliamo di musica (Ingrandimenti)

“L’idea che per capire la musica si debba per forza possedere un certo bagaglio culturale è una furbata, spesso è una scusa per pigri, o una medaglia acquisita sul campo per chi crede di essere fra quelli che la ‘capiscono’. Avere gli strumenti per godere della musica non significa conoscere né l’armonia né l’epoca in cui è stata scritta né il retroterra culturale del compositore, ma riconoscere qualcosa che abbiamo dentro e che risuona.”
In questo libro Stefano Bollani ci spiega il bello della musica. E lo fa con parole semplici, con il suo spirito libero, sfatando insidiosi luoghi comuni e svelando i segreti di un laboratorio fantastico, quello dell’improvvisatore: armonia, melodia, dinamiche, ritmo, colpi a effetto, trucchi, debolezze e assi nella manica dei jazzisti, dei creatori pop e degli interpreti. *Parliamo di musica* è un viaggio affascinante nei meccanismi della creazione musicale raccontato da uno dei massimi talenti del nostro tempo. Bollani però prima di tutto è un vorace ascoltatore, dai Beatles a Frank Zappa, da Elio e le Storie Tese a Giacomo Puccini, da Bill Evans alla bossanova di Antônio Carlos Jobim e così, compilando una sorta di appassionato “taccuino di appunti”, il grande pianista ci guida nella comprensione dei suoni e delle loro diverse chiavi di lettura, fino a farci scoprire che si tratta di un percorso dentro le nostre stesse percezioni nascoste.
Perché “non solo nella musica, ma anche nella vita, il vero spettacolo è ascoltare”.
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### Recensione
“Qualsiasi porta di entrata è valida per iniziare un percorso nella musica”. E’ con questa luminosa formula, con le parole semplici e lo spirito libero che Stefano Bollani, il più talentuoso e amato pianista jazz italiano, ci guida in un affascinante viaggio nei meccanismi della creazione musicale verso il senso e verso il bello della musica. Affinare l’ascolto, nonché distinguere i suoni, infine individuare un ritmo, significa entrare in armonia con le proprie risonanze interiori. Del resto, in questo libro denso di esperienza, di sapere e di passione, Bollani tenta una piccola rivoluzione copernicana rivolta a sfatare l’insidioso luogo comune che ruota attorno all’idea che per capire la musica si debba per forza possedere un certo bagaglio culturale e non che quel “certo bagaglio” possa risuonare naturalmente dentro di noi. Il suggerimento è quantomai chiaro: allargare le maglie delle svariate teorie, delle rigide regole musicali per avvicinarci alla consapevolezza che le note, tra le mille possibili vibrazioni, altro non sono che una convenzione, “una decisione dell’uomo di dare una forma alla natura”. Ecco allora che l’armonia diventa un vero e proprio racconto,“ il modo in cui gli accordi si concatenano tra loro” in un ritmo necessario a creare una storia. Una trama con un proprio stile, “il romanzo della musica”. Ed è con la stessa naturalezza che Bollani procede svelandoci a mano a mano i segreti di un laboratorio speciale, quello dell’improvvisazione. Lasciamo che aumenti il nostro modo di percepire la musica, così permettendoci di oltrepassare i confini dettati dal nostro Orecchio Occidentale per entrare in contatto con altri suoni, altri ritmi in una esplorazione che muove dai Beatles a Frank Zappa, da Elio e le Storie Tese a Giacomo Puccini, da Bill Evans alla bossanova di Anton Carlos Jobin e arriva a toccare il jazz, “musica povera. (…) la musica di gente che scopre un nuovo mondo e ha fame”. Una fame onnivera, che si nutre di tutto ciò che trova a disposizione visto che il jazz è puro meticciato, un coacervo di linguaggi, il melting pot della musica, dove l’ascolto, l’improvvisazione e la creazione, “la trovata estemporanea che non sarebbe mai uscita se pensata a tavolino” sono epifania artistica. In fondo, anche alla fine di questa coinvolgente lettura, dalla quale si emerge rinnovati, forse la vera lezione che ci vuole trasmettere Bollani è che di musica non si dovrebbe parlare, parlandone ce ne allontaniamo. La musica va suonata, la musica va ascoltata.
recensione di “www.bookdetector.com”
### Sinossi
“L’idea che per capire la musica si debba per forza possedere un certo bagaglio culturale è una furbata, spesso è una scusa per pigri, o una medaglia acquisita sul campo per chi crede di essere fra quelli che la ‘capiscono’. Avere gli strumenti per godere della musica non significa conoscere né l’armonia né l’epoca in cui è stata scritta né il retroterra culturale del compositore, ma riconoscere qualcosa che abbiamo dentro e che risuona.”
In questo libro Stefano Bollani ci spiega il bello della musica. E lo fa con parole semplici, con il suo spirito libero, sfatando insidiosi luoghi comuni e svelando i segreti di un laboratorio fantastico, quello dell’improvvisatore: armonia, melodia, dinamiche, ritmo, colpi a effetto, trucchi, debolezze e assi nella manica dei jazzisti, dei creatori pop e degli interpreti. *Parliamo di musica* è un viaggio affascinante nei meccanismi della creazione musicale raccontato da uno dei massimi talenti del nostro tempo. Bollani però prima di tutto è un vorace ascoltatore, dai Beatles a Frank Zappa, da Elio e le Storie Tese a Giacomo Puccini, da Bill Evans alla bossanova di Antônio Carlos Jobim e così, compilando una sorta di appassionato “taccuino di appunti”, il grande pianista ci guida nella comprensione dei suoni e delle loro diverse chiavi di lettura, fino a farci scoprire che si tratta di un percorso dentro le nostre stesse percezioni nascoste.
Perché “non solo nella musica, ma anche nella vita, il vero spettacolo è ascoltare”.

Parlarsi

Nel corso della nostra vita siamo accompagnati da alcune esperienze fondamentali che ci consentono di conoscere cosa noi siamo e cosa sono gli altri; e fra queste esperienze come non ripensare alla tristezza, alla sofferenza, alla felicità, alla solitudine, alla tenerezza, al desiderio di comunità e di comunità di destino, alla speranza, alla malattia e alla morte volontaria, e ai modi con cui entrare in comunicazione con ciascuna di queste esperienze? Ma cosa è questa parola ambivalente, ‘comunicazione’, che entra in gioco in ogni forma di discorso e di vita? Comunicare vuol dire rendere comune (dal latino munus, dono): è dialogo, relazione. Significa entrare in relazione con la nostra interiorità e con quella degli altri, nella convinzione che comunicazione sia sinonimo di cura. Noi entriamo in relazione con gli altri, allora, in modo tanto piú intenso e terapeutico quanta piú passione è in noi, quante piú emozioni siamo in grado di provare e di vivere.
(source: Bol.com)

Parlando degli Etruschi

Lo scopo di questo lavoro è quello di contribuire a far conoscere alcuni temi di sicuro interesse come “Le origini”, “La donna”, La lingua” del popolo etrusco. Esso è indubbiamente il popolo più affascinante e misterioso che abbia mai calpestato la nostra penisola, ma è ancora poco conosciuto dal grande pubblico. La colpa è anche da attribuirsi al fatto che le opere che lo riguardano sono il più delle volte abbastanza costose e spesso dirette a specialisti.
Per questo ho evitato paroloni e arzigogoli. In pratica faremo quattro chiacchiere, quasi parlando alla buona, con semplicità, ma con estrema serietà: non c’è niente di inventato!
Tutto ciò che scrivo è dimostrato per lo più dalle pitture e dalle sculture, documenti che esso stesso ci ha lasciato, ed è stato trattato dagli esperti etruscologi (ai quali si rimanda per uno studio approfondito).
Io mi sono limitato a masticare l’argomento ed a renderlo digeribile.
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### Sinossi
Lo scopo di questo lavoro è quello di contribuire a far conoscere alcuni temi di sicuro interesse come “Le origini”, “La donna”, La lingua” del popolo etrusco. Esso è indubbiamente il popolo più affascinante e misterioso che abbia mai calpestato la nostra penisola, ma è ancora poco conosciuto dal grande pubblico. La colpa è anche da attribuirsi al fatto che le opere che lo riguardano sono il più delle volte abbastanza costose e spesso dirette a specialisti.
Per questo ho evitato paroloni e arzigogoli. In pratica faremo quattro chiacchiere, quasi parlando alla buona, con semplicità, ma con estrema serietà: non c’è niente di inventato!
Tutto ciò che scrivo è dimostrato per lo più dalle pitture e dalle sculture, documenti che esso stesso ci ha lasciato, ed è stato trattato dagli esperti etruscologi (ai quali si rimanda per uno studio approfondito).
Io mi sono limitato a masticare l’argomento ed a renderlo digeribile.
### L’autore
Fernando Capone è nato il 4 aprile 1958 a Olevano sul Tusciano, piccolo, ma glorioso “Feudo Ecclesiastico nell’Italia Meridionale”. Trascorre l’infanzia nella sua Borgo Valle (“trascurato dalla Storia, ai margini del benessere, inconsapevole del boom economico”), entra in un Istituto di Missionari e poi in Seminario dove compie i primi anni di Liceo Classico. Espulso, continua gli studi, ma poi abbandona l’Università, senza mai laurearsi. Spirito indipendente, contraddistinto dalla alfa privativa (a-politico, a-gnostico, a-patico, a-narchico), schiavo di molti, ma servo di nessuno, amante degli Etruschi fin da bambino, scrittore per hobby, e senza nulla a pretendere, ha pubblicato “Rasnach l’Immortale”, “Soliloqui”, “Soliloqui – Volume due” e “Parlando degli Etruschi”.