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Per amore

Lottie Gardner è una scrittrice free lance sulla quarantina e in crisi. Dopo anni di incontri clandestini ha finalmente sposato Jack, ma il matrimonio tanto sognato sembra aver spento la passione. Così l'improvviso ricovero della madre in una casa di cura offre alla donna l'occasione che cercava per tornare a Cambridge, Massachusetts, la cittadina della sua adolescenza. Quell'estate arrivano anche Cameron, l'immaturo e scapestrato fratello di Lottie, ed Elizabeth, l'amica di vent'anni prima, anche lei in fuga da un matrimonio ormai esaurito. Basta un nulla per accendere la passione, mai sopita, tra Cameron ed Elizabeth, mentre Lottie viene assalita dai ricordi. Sarà un drammatico incidente a dare una svolta alle loro vite.

Penso dunque sono: La filosofia prêt-à-porter

Per tutti quelli che pensano che la filosofia sia il tipico problema di chi ha la pancia piena; per tutti quelli che neppure sapevano cosa fosse, prima di vedere Blade Runner, per tutti quelli che ancora se lo chiedono e persino per quelli che non se lo sono mai chiesto (non immaginando neppure ciò che si sono persi): ecco il libro per ricredersi. Perché della filosofia non si può fare a meno se non vogliamo restare la mosca intrapppolata nella bottiglia. Perché è impossibile da definire ma facile da amare, purché si provi il brivido di essere al mondo. Non una faccenda barbosa ma piuttosto un luna park, sovraffollato di greci e tedeschi, dove le domande contano più delle risposte e nessuno si tira indietro di fronte a parole come ordine, caos, libertà, anima, felicità, Dio, tempo e, persino, essere. Pensiamo e dunque siamo. Il resto, gira e rigira, è chiacchiera.

Pensione Tersicore: Delitto a teatro per il commissario Martini

Delitto a teatro per il commissario Martini…
Il teatro si è sempre prestato come ambiente ideale per rappresentare il delitto, sia sulla scena sia dietro le quinte. Gianna Baltaro lo sceglie come luogo dell’omicidio di un attore dal fascino ambiguo, la sera del debutto di uno spettacolo importante. Il commissario Martini, chiamato a risolvere il mistero, riuscirà come sempre a individuare l’assassino…

Il pensionante

Élie Nagéar non sapeva neanche come si chiamasse esattamente l’uomo che aveva ucciso a colpi di chiave inglese sul treno Bruxelles-Parigi. Sapeva solo che aveva con sé dieci mazzette di banconote, e che era olandese: tant’è che la sera prima, quando quel grosso personaggio ridanciano aveva cominciato a offrire champagne alle entraîneuse del night club, Sylvie lo aveva soprannominato Van der Coso. A Bruxelles, Élie contava di vendere certi tappeti bloccati alla doga­na, ma l’affare era andato a monte, i soldi stavano per finire, e Sylvie aveva cominciato a trattarlo in modo sprezzante. Così, senza quasi rendersi conto di quel che faceva, aveva comprato la chiave inglese e aveva seguito l’olandese sul treno delle 00.33. Quando è tornato a Bruxelles, è stata Sylvie a prendere in mano la situazione e a decidere dove sarebbe andato a nascondersi: nella pensione per studenti tenuta da sua madre a Charleroi. A poco a poco, la casetta con le tendine bian­che e i mattoni anneriti dalla polvere di carbone è diventata per Élie una sorta di bozzolo caldo e protettivo, da cui vorrebbe non uscire mai più. Ma che cosa accadrà quando la sorella di Sylvie, o qualcuno dei pensionanti, o la stessa affittaca­me­re, che prova per lui una tenerezza quasi materna, comincerà a sospettare che l’assassino di cui parlano i giornali è proprio lui? O quando la polizia deciderà di interrogare Sylvie?
(source: Bol.com)

Il pensiero greco da Anassimandro agli stoici

Una straordinaria anti-storia della filosofia greca antica
«La storia della filosofia non può più essere fatta come la storia della pura e nuda filosofia. Chi dal v secolo d’Atene tolga, a mo’ d’esempio, un Eschilo, un Pericle, un Euripide, un Fidia, fa come chi da un libro tolga tutti i termini concreti per lasciarvi solo gli astratti (…).
Quando si credeva di poter dedurre tutto da un unico principio, si poteva anche credere che a tutto bastasse la filosofia; oggi questo non è più possibile».
Con queste premesse Diano, al pari di Colli, si avventurò nell’affascinante esplorazione del lato oscuro del pensiero greco, fornendo un’originale storia del pensiero dai presocratici agli stoici, passando per Platone e Aristotele, presentati in una luce del tutto nuova.

Pensieri proibiti

Vivevo per le storie che mi raccontava Joe, per potermi immaginare al posto delle donne che possedeva.
Joe ama tutte le donne, indistintamente. Le conquista, le seduce, le trascina in un vortice di passione con le sue consumate tecniche erotiche… e poi le lascia. Ogni conquista diventa un racconto che Sadie ascolta avidamente, ogni primo venerdì del mese, su una panchina del parco. Non è sicura che tutte le storie di Joe siano vere, ma non le importa, perché con le sue parole lui le provoca quei brividi erotici che un crudele scherzo del destino le ha negato. Ma quando la fantasia ha la possibilità di diventare realtà, Sadie sceglierà di entrare in una delle storie di Joe da protagonista o resterà spettatrice muta e distaccata?

Pensieri lenti e veloci (Saggi)

Siamo stati abituati a ritenere che all’uomo, in quanto essere dotato di razionalità, sia sufficiente tenere a freno l’istinto e l’emotività per essere in grado di valutare in modo obiettivo le situazioni che deve affrontare e di scegliere, tra varie alternative, quella per sé più vantaggiosa. Gli studi sul processo decisionale condotti ormai da molti anni dal premio Nobel Daniel Kahneman hanno mostrato quanto illusoria sia questa convinzione e come, in realtà, siamo sempre esposti a condizionamenti – magari da parte del nostro stesso modo di pensare – che possono insidiare la capacità di giudicare e di agire lucidamente.
Illustrando gli ultimi risultati della sua ricerca, Kahneman ci guida in un’affascinante esplorazione della mente umana e ci spiega come essa sia caratterizzata da due processi di pensiero ben distinti: uno veloce e intuitivo (sistema 1), e uno più lento ma anche più logico e riflessivo (sistema 2). Se il primo presiede all’attività cognitiva automatica e involontaria, il secondo entra in azione quando dobbiamo svolgere compiti che richiedono concentrazione e autocontrollo. Efficiente e produttiva, questa organizzazione del pensiero ci consente di sviluppare raffinate competenze e abilità e di eseguire con relativa facilità operazioni complesse. Ma può anche essere fonte di errori sistematici (bias), quando l’intuizione si lascia suggestionare dagli stereotipi e la riflessione è troppo pigra per correggerla.
L’effetto profondo dei bias cognitivi si manifesta in tutti gli ambiti della nostra vita, dai progetti per le vacanze al gioco in borsa, e le questioni poste da Kahneman si rivelano spesso spiazzanti: è vero che il successo dei trader è del tutto casuale e che l’abilità finanziaria è solo un’illusione? Perché la paura di perdere è più forte del piacere di vincere? Come mai gli ultimi anni un po’ meno felici di una vita felice abbassano di molto la felicità totale? Nel rispondere a queste e ad altre domande analoghe, affrontate in un vivace e serrato dialogo con il lettore, Kahneman compone una mappa completa della struttura e delle modalità di funzionamento del pensiero, fornendoci nel contempo preziosi suggerimenti per contrastare i meccanismi mentali «veloci », che ci portano a sbagliare, e sollecitare quelli più «lenti», che ci aiutano a ragionare.
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### Sinossi
Siamo stati abituati a ritenere che all’uomo, in quanto essere dotato di razionalità, sia sufficiente tenere a freno l’istinto e l’emotività per essere in grado di valutare in modo obiettivo le situazioni che deve affrontare e di scegliere, tra varie alternative, quella per sé più vantaggiosa. Gli studi sul processo decisionale condotti ormai da molti anni dal premio Nobel Daniel Kahneman hanno mostrato quanto illusoria sia questa convinzione e come, in realtà, siamo sempre esposti a condizionamenti – magari da parte del nostro stesso modo di pensare – che possono insidiare la capacità di giudicare e di agire lucidamente.
Illustrando gli ultimi risultati della sua ricerca, Kahneman ci guida in un’affascinante esplorazione della mente umana e ci spiega come essa sia caratterizzata da due processi di pensiero ben distinti: uno veloce e intuitivo (sistema 1), e uno più lento ma anche più logico e riflessivo (sistema 2). Se il primo presiede all’attività cognitiva automatica e involontaria, il secondo entra in azione quando dobbiamo svolgere compiti che richiedono concentrazione e autocontrollo. Efficiente e produttiva, questa organizzazione del pensiero ci consente di sviluppare raffinate competenze e abilità e di eseguire con relativa facilità operazioni complesse. Ma può anche essere fonte di errori sistematici (bias), quando l’intuizione si lascia suggestionare dagli stereotipi e la riflessione è troppo pigra per correggerla.
L’effetto profondo dei bias cognitivi si manifesta in tutti gli ambiti della nostra vita, dai progetti per le vacanze al gioco in borsa, e le questioni poste da Kahneman si rivelano spesso spiazzanti: è vero che il successo dei trader è del tutto casuale e che l’abilità finanziaria è solo un’illusione? Perché la paura di perdere è più forte del piacere di vincere? Come mai gli ultimi anni un po’ meno felici di una vita felice abbassano di molto la felicità totale? Nel rispondere a queste e ad altre domande analoghe, affrontate in un vivace e serrato dialogo con il lettore, Kahneman compone una mappa completa della struttura e delle modalità di funzionamento del pensiero, fornendoci nel contempo preziosi suggerimenti per contrastare i meccanismi mentali «veloci », che ci portano a sbagliare, e sollecitare quelli più «lenti», che ci aiutano a ragionare.

Pensieri lenti e veloci

Siamo stati abituati a ritenere che all’uomo, in quanto essere dotato di razionalità, sia sufficiente tenere a freno l’istinto e l’emotività per essere in grado di valutare in modo obiettivo le situazioni che deve affrontare e di scegliere, tra varie alternative, quella per sé più vantaggiosa. Gli studi sul processo decisionale condotti ormai da molti anni dal premio Nobel Daniel Kahneman hanno mostrato quanto illusoria sia questa convinzione e come, in realtà, siamo sempre esposti a condizionamenti – magari da parte del nostro stesso modo di pensare – che possono insidiare la capacità di giudicare e di agire lucidamente.
Illustrando gli ultimi risultati della sua ricerca, Kahneman ci guida in un’affascinante esplorazione della mente umana e ci spiega come essa sia caratterizzata da due processi di pensiero ben distinti: uno veloce e intuitivo (sistema 1), e uno più lento ma anche più logico e riflessivo (sistema 2). Se il primo presiede all’attività cognitiva automatica e involontaria, il secondo entra in azione quando dobbiamo svolgere compiti che richiedono concentrazione e autocontrollo. Efficiente e produttiva, questa organizzazione del pensiero ci consente di sviluppare raffinate competenze e abilità e di eseguire con relativa facilità operazioni complesse. Ma può anche essere fonte di errori sistematici (bias), quando l’intuizione si lascia suggestionare dagli stereotipi e la riflessione è troppo pigra per correggerla.
L’effetto profondo dei bias cognitivi si manifesta in tutti gli ambiti della nostra vita, dai progetti per le vacanze al gioco in borsa, e le questioni poste da Kahneman si rivelano spesso spiazzanti: è vero che il successo dei trader è del tutto casuale e che l’abilità finanziaria è solo un’illusione? Perché la paura di perdere è più forte del piacere di vincere? Come mai gli ultimi anni un po’ meno felici di una vita felice abbassano di molto la felicità totale? Nel rispondere a queste e ad altre domande analoghe, affrontate in un vivace e serrato dialogo con il lettore, Kahneman compone una mappa completa della struttura e delle modalità di funzionamento del pensiero, fornendoci nel contempo preziosi suggerimenti per contrastare i meccanismi mentali ‘veloci ‘, che ci portano a sbagliare, e sollecitare quelli più ‘lenti’, che ci aiutano a ragionare.
(source: Bol.com)

Il pellegrino dell’odio

Mai l’abbazia benedettina di Shrewsbury ha visto riversarsi nel suo grande chiostro e nelle sue sale così quiete una tale folla di devoti. Mai come in questo radioso giorno di giugno dell’anno del Signore 1141 la cupa ombra della guerra traq re Stefano e la regina Maud sembra lontana, dissolta dai bagliori del reliquiario d’argento in cui riposa santa Winifred, patrona dell’abbazia. La festa per il quarto anniversario della transazione del corpo della santa a Shrewsbury è infatti al culmine, e i pellegrini convenuti da ogni angolo d’Inghilterra depongono sullo sfolgorante altare le loro preghiere: per un miracolo, per la pace o, più modestamente, per una vita tranquilla. Eppure non tutte quelle suppliche sono sincere e non tutti i fedeli sono innocenti: c’è qualcuno che maschera di devozione un animo in cui alberga soltanto un crudele desiderio di vendetta. Tuttavia se le parole e i gesti possono ingannare, non altrettanto riescono a fare gli occhi, soprattutto per scrutarli è fratello Cadfael, acuto lettore del cuore umano e dei suoi arcani meandri, ma soprattutto pronto a rispondere ogni volta che il delitto bussi alla porta di quel luogo di pace e di fraternità che è la sua abbazia.

Il Peggiore

La peculiare parabola di Massimo D’Alema – biografica, psicologica, politica – disvela il senso profondo della crisi che ha colpito la sinistra italiana. Ha teorizzato il primato della politica e l’ha ridotta a puro tatticismo; voleva sbaragliare Berlusconi e lo ha fatto arricchire; idolatrava il partito e lo ha distrutto; ha partorito l’Ulivo e l’ha ammazzato in culla (“Prodi non capisce un cazzo di politica”); si proclama erede di Berlinguer ma si circonda di affaristi, coltivando passioni non certo popolari (le scarpe fatte a mano, Sankt Moritz, la barca a vela, gli chef stellati, gli abiti firmati). Ecco la storia di un uomo che spiega perché oggi la sinistra scambia la richiesta di politica per antipolitica, ritrovandosi senza più una storia e senza una nuova identità.
(source: Bol.com)

La pedina sulla scacchiera

Traduzione di Fausta Cataldi Villari Edizione integrale La pedina che si muove sulla scacchiera di un mondo devastato dalla crisi mondiale degli anni Trenta del secolo scorso è Christophe Bohun, anonimo impiegato nell’azienda dell’acciaio fondata dal padre, ma ormai finita nelle mani del socio, dopo un terribile crac finanziario. Christophe si sente “condannato a vivere”, si lascia trasportare dalla corrente, scegliendo di non avere iniziative, progetti, e neanche desideri e affetti: si fa manovrare dagli altri e dagli avvenimenti senza opporre nessuna resistenza, rimanendo indifferente a tutto e tutti. Ma il caso gioca per lui una mossa che forse potrebbe scuoterlo quando ritrova un elenco stilato dal padre, con i nomi di politici e personaggi influenti, corrotti dal vecchio cinico e spietato Bohun, perché spingessero presso il governo la corsa agli armamenti e lo salvassero dal fallimento. Questa potrebbe essere per Christophe l’occasione per reagire e riscattarsi, oppure per seguire le orme paterne, perdendosi definitivamente nelle paludi del ricatto, dell’ignominia e dell’inerzia. Irène Némirovsky tratteggia con maestria e sobrietà il ritratto di un uomo disperato sullo sfondo di una nazione in crisi, in un grande romanzo che per molti aspetti anticipa e descrive la nostra inquieta realtà. Irène NémirovskyNata a Kiev nel 1903 da una famiglia di ricchi banchieri di origini ebraiche, visse a Parigi dove, appena diciottenne, cominciò a scrivere. Nel 1929 riuscì a farsi pubblicare il romanzo David Golder, ottenendo uno straordinario successo di critica e di pubblico. Irène continuò a scrivere, ma presto fu costretta a usare un altro nome, perché gli editori, nella Francia occupata dai tedeschi, avevano paura di pubblicare i libri di un’ebrea. Nel luglio del 1942 fu arrestata e deportata ad Auschwitz, dove ad agosto, a trentanove anni, morì, lasciando incompiuto il suo ultimo capolavoro, Suite francese. La Newton Compton ha pubblicato anche Due; Come le mosche d’autunno – Il ballo; Il vino della solitudine; I cani e i lupi; Il calore del sangue – Il malinteso; Jezabel; Il signore delle anime; David Golder; I fuochi dell’autunno e la raccolta I capolavori.
(source: Bol.com)

I peccatori della notte

Morgan O’Malley è la conduttrice di un talk show incentrato sul mondo dell’eros, per cui è convinta che nulla potrà mai stupirla. Tuttavia l’incontro con l’aitante e inquietante Jack Cole, che di mestiere fa la guardia del corpo e per passione il dominatore, spalanca le porte della sua mente, in cui si celano oscuri e inconfessabili desideri segreti.
E mentre Morgan si abbandona a esplorare i meandri delle sue fantasie più proibite, qualcuno è ossessionato da lei al punto da minacciarla. E Jack Cole, che si offre come angelo custode molto particolare, è davvero la persona che dichiara di essere?

Il peccato

Sullo sfondo di un’Inghilterra altoborghese, di raggelate consuetudini e sontuose dimore, si scontrano due anime femminili, due giovani donne sorelle non di sangue ma per destino. I genitori di Elizabeth muoiono lasciandola figlia dei propri zii e sorella di Ruth. Per la quale sarà sempre e soltanto l’usurpatrice da odiare con tutta se stessa, vittima di una passione letale: l’invidia. Una passione che negli anni sfocerà in uno spietato duello per ottenere tutto ciò che Elizabeth possiede: un duello tra Bene e Male, tra amore e odio, e la cui conclusione non potrà che essere la follia o la morte. Josephine Hart conferma le sue doti di grande orchestratrice di personaggilimite, di eventi nascosti nel quieto inferno dell’esistenza.

(source: Bol.com)

I peccati di Callander Square

In una delle silenziose, esclusive piazze della Londra migliore in una giornata autunnale mite e leggermente nebbiosa due giardinieri che scavano per piantare un albero, trovano i resti di due bambini. L’ispettore Pitt innamoratissimo della bella Charlotte, conosciuta nell’inchiesta precedente, è incaricato di far luce sull’orrendo caso che ha palesemente attinenza con la bella società. Per fortuna che ad aiutarlo, nel labirinto di una Londra ottocentesca perbenista di facciata e goticamente orrenda in privato, sono sua moglie e la cognata Emily intrepide collezioniste di pettegolezzi, scandalucci, segreti e peccati veniali e magari capitali.

I peccati di Callander Square

In una delle silenziose, esclusive piazze della Londra migliore in una giornata autunnale mite e leggermente nebbiosa due giardinieri che scavano per piantare un albero, trovano i resti di due bambini. L’ispettore Pitt innamoratissimo della bella Charlotte, conosciuta nell’inchiesta precedente, è incaricato di far luce sull’orrendo caso che ha palesemente attinenza con la bella società. Per fortuna che ad aiutarlo, nel labirinto di una Londra ottocentesca perbenista di facciata e goticamente orrenda in privato, sono sua moglie e la cognata Emily intrepide collezioniste di pettegolezzi, scandalucci, segreti e peccati veniali e magari capitali.