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Giovane carina molla tutto e cambia vita

A volte bisogna fare un salto nel buio, mollare tutto e seguire i pri sogni. Claire Flannery ha trovato il coraggio di farlo. E adesso Claire ha lasciato il lavoro per scoprire la sua vera vocazione, ma non sa da che parte cominciare. Correre la maratona di New York? Finire di leggere tutti i classici lasciati a metà? Di fronte a lei ci soni tantissime possibilità, forse troppe. E intanto le giornate passano tra un giro su internet, un bicchiere di vino di troppo a pranzo e gli incoraggiamenti della nonna (“Ricordo cosa significa avere la tua età. Certo, io avevo già quattro figli…”). Gli altri intorno a lei sembrano avere tutto sotto controllo, a Claire invece sta sfuggendo tutto di mano. Intenso, tenero e divertente, l’esordio di Lisa Owen è la storia di una donna in un delicato momento di cambiamento, diario di una trentenne confusa e (in)felice.

Le giostre sono per gli scemi

Chicco ha otto anni, è timido, goffo e mangia tutto ciò che trova. Ogni sera chiede a suo fratello maggiore di raccontargli la storia di quando era piccolo e lavorava alle giostre. Leonardo non è proprio suo fratello, è nato da un altro padre, che portava in giro un ottovolante colorato per le feste della provincia di Pescara. Un giorno, però, parte per non tornare più. Poi, nel 1992 anche Leonardo se ne va, lascia Chicco con una madre che rientra sempre a notte fonda e l’ottovolante chiuso in garage, smontato. Dieci anni dopo, Chicco non ha ancora smesso di cercare il fratello, ma solo quando suo padre lo porta di fronte alle macerie di una casa crollata gli sembra di capire qualcosa di lui. Lì abitava la nonna di Leonardo, una zingara che, per sentirsi normale e diventare come gli altri, si era fatta costruire una casa con fondamenta profondissime in cui rinchiudere la propria voglia di scappare. Chicco allora decide, vuole rivedere Leonardo e c’è un solo posto al mondo in cui è sicuro di trovarlo, alle giostre del luna park. Barbara Di Gregorio ha scritto un romanzo che non rispetta nessuna regola, che fa sorridere e insieme ti pugnala al cuore pagina dopo pagina; una storia che coglie un’inquietudine universale raccontandoci come, qualunque strada si prenda, sia solo il sangue a dettare le regole del destino. Le giostre sono per gli scemi è un’esplosione di stile, estro, poesia, un romanzo senza eguali in Italia.

La giostra degli scambi

La giornata comincia storta per Montalbano: intervenuto per sedare una rissa sulla spiaggia di Marinella ha colpito l’uomo sbagliato e poi, scambiato per uno degli aggressori, viene fermato dai carabinieri. Infine scopre che Adelina ha scambiato un galantuomo per ladro e gli ha sbattuto in testa una padella…
Approdato finalmente in ufficio il commissario viene informato di un anomalo sequestro: una ragazza è stata aggredita in una strada solitaria, narcotizzata e rilasciata dopo qualche ora illesa. La cosa si ripete dopo qualche giorno; questa volta la vittima del sequestro lampo è la nipote di Enzo, il proprietario della trattoria rifugio di Montalbano. L’unico filo che lega i due sequestri è l’età delle due donne, 30 anni, e il lavoro in banca. A questa indagine si affianca quella per l’incendio doloso di un negozio di elettrodomestici il cui proprietario, Marcello Di Carlo, pare essersi volatilizzato: fuga d’amore dopo un soggiorno alle Canarie, sparizione studiata per sottrarsi ai debitori o vendetta della mafia per pizzo non pagato? La vicenda all’inizio sembra banale, ma un terzo sequestro lampo – ancora una volta una ragazza che lavora in un istituto di credito – e il ritrovamento di un cadavere apre nuovi scenari. Di chi è il corpo? e dove è finita la fidanzata segreta di Di Carlo?
Sebbene il commissario si senta invecchiare, forte delle sue intuizioni e del suo agire fuori dagli schemi vede giusto e superando la soluzione a portata di mano – mai fidarsi delle apparenze – giunge alla verità. Grazie alla sua logica stringente, ma soprattutto alla sua capacità, quella sì che si avvale del peso degli anni, di comprendere moventi e sentimenti.

Un giorno, forse

Quante volte Franny Banks, passeggiando sulla Quinta Avenue con gli anfibi e l’uniforme da cameriera, si è detta: Un giorno, forse, camminerò su questa strada con i tacchi alti e il portamento da vera diva. Quando è arrivata a New York, aspirante attrice e aspirante molte altre cose, Franny aveva un piano: sfondare nel cinema nel giro di tre anni. Ora ne sono passati due e mezzo, e le cose non stanno andando esattamente come sperato. La sola parte che ha ottenuto è stata in uno spot pubblicitario di imbarazzanti maglioni natalizi, e gli unici fan sono i suoi due coinquilini. Forse è il caso di trovarsi un piano B, come le consigliano tutti: Franny già si vede mentre torna a casa da suo padre, sposa l’ex fidanzato storico e «si sistema». Eppure, dentro di sé, sa che non è ancora pronta a tradire il suo sogno e non vuole rinunciare a seguire le orme dei suoi idoli: Diane Keaton e Meryl Streep. La svolta arriverà inaspettata, come in una battuta fuori copione: un giorno, durante lo spettacolo di fine corso alla scuola di recitazione, Franny cade rovinosamente sul palco. Sembra la fine della sua carriera mai decollata, e invece sarà il vero inizio. Tra esilaranti avventure sul set, incontri bizzarri, provini assurdi e un amore inatteso, Franny scoprirà che la vita può sorprenderti molto più di un film.

Il giorno più buio

Si aggira come un’ombra e uccide in maniera rapida e fredda. Raven, un’elegante ed enigmatica assassina, ha sempre agito senza lasciare tracce dietro di sé, sfuggente e imprendibile. Ma questa volta ha commesso un errore: ha scelto il bersaglio sbagliato. Victor è il sicario più letale in circolazione, paranoico e senza pietà, abituato a camminare sulla linea sottile che divide la vita dalla morte, il carnefice dalla vittima. In una Manhattan inghiottita dalle tenebre di un black-out senza precedenti, tra negozi saccheggiati e scenari da apocalisse imminente, Raven e Victor giocano al gatto col toppo, in una spirale viziosa che non lascia comprendere chi sia a fuggire e chi a rincorrere, e che semina il terrore tra le strade di una città spaventata e sospettosa. Ma perché Raven vuole Victor morto? Chi agisce alle sue spalle? Forse qualcuno che ha un conto in sospeso con il sicario, o una mente deviata che sta tramando qualcosa di più pericoloso di una semplice vendetta? Una storia tagliente, oscura come lo scenario che le fa da sfondo, illuminata da una trama serrata, personaggi irripetibili e dal linguaggio cinematografico tipico dei grandi thriller.

Un giorno di gloria per Miss Pettigrew

È una fredda, grigia, nebbiosa giornata di novembre degli anni Trenta a Londra e Miss Pettigrew, il cappotto di un indefinibile, orrendo marrone, l’aria di una spigolosa signora di mezza età e un’espressione timida e frustrata negli occhi, è alla porta di un appartamento al 5 di Onslow Mansions, in uno dei quartieri più ele-ganti della capitale inglese. Stamani si è presentata come sempre al collocamento e l’impiegata, anziché recitarle la solita litania ‘nessuna richiesta di istitutrici, Miss Pettigrew’, le ha dato l’indirizzo di Onslow Mansions e un nome: Miss LaFosse. L’edificio in cui si trova l’appartamento è tanto esclusivo e ricercato da metterle soggezione. Miss Pettigrew coi suoi abiti logori, il suo mesto decoro e il coraggio perduto nelle settimane trascorse con lo spauracchio dell’ospizio dei poveri, suona ripetutamente prima che la porta si spalanchi e appaia sulla soglia una giovane donna. È una creatura così incantevole da richiamare subito alla mente le bellezze del cinematografo. I ric-cioli d’oro scarmigliati le incorniciano il viso, gli occhi blu le brillano come genziane e il roseo fulgore della giovinezza le accende le guance. Porta una di quelle vestaglie che indossano soltanto le attrici nei film. Miss Pettigrew sa tutto delle dive del cinematografo: ogni settimana per oltre due ore vive nel mondo fatato del cinema, popolato da donne bellissime, aitanti eroi e fascinose canaglie, e dove non ci sono genitori pre-potenti e orridi pargoli a vessarla. Miss LaFosse la fa entrare e poi scompare nella camera da letto, per ricomparire poco dopo seguita da un uomo in veste da camera, di una seta dalle tinte così abbaglianti che Miss Pettigrew deve socchiudere gli oc-chi. In preda all’ansia, stringendo la borsetta fra le dita tremanti, Miss Pettigrew si sente sconfitta e abbandonata prima ancora che la battaglia per l’assunzione cominci, ma anche stranamente elettrizzata. Gente di quel li-vello! Con quella vita… Quella sì che è un’esistenza vera, fatta di dramma e azione. Così comincia una delle più esilaranti e tenere commedie inglesi mai scritte. Un ‘capolavoro di sofisticato umorismo’, come ha scritto il Guardian, al centro oggi di una vera e propria riscoperta internazionale. ‘Un caso editoriale con i contorni di una favola’. L’Arena ‘Un romanzo che racconta un incredibile colpo di fortuna e un riscatto insperato’. Gazzetta di Mantova ‘È delizioso, delicato spiritoso e rassicurante’. Donna Moderna ‘Un’irresistibile, perfetta miscela di malinconia e gioia, serietà e frivolezza’. Tracy Chevalier ‘Un capolavoro di sofisticato umorismo’ Guardian ‘Il romanzo di Winifred Watson è un elogio alle opportunità che la vita a volte stranamente riserva. Leggendolo si finisce col credere davvero che tutto sia possibile’. The Times
(source: Bol.com)

Un giorno di fuoco

Nel 1963, a pochi mesi dalla morte di Fenoglio, esce per Garzanti Un giorno di fuoco : si tratta di un’opera composita, che aggiunge sette narrazioni ai sei «Racconti del parentado» che l’autore in un primo tempo avrebbe voluto raccogliere sotto questo titolo. Quest’edizione, fedele all’impostazione voluta da Fenoglio, pubblica esclusivamente quei sei racconti Un giorno di fuoco , La sposa bambina , Ma il mio amore è Paco , Superino , Pioggia e la sposa e La novella dell’apprendista esattore . Sono storie in cui Fenoglio coniuga il radicamento nella propria terra, le Langhe, con uno spirito epico che solleva la materia a una sorta di rustica chanson de gestes. Di qui la necessità, quasi, di raccontare le storie del parentado che aveva sentito ripetere sin da bambino; di qui l’impulso a trasformare i fatti di sangue e di follia, e l’incombere di destini già segnati, in metafore di un mondo in guerra, mai rappresentato direttamente ma colto attraverso le deformazioni (e il filtro comico) della tradizione orale. Basterebbero queste pagine a dire quale posto abbia conquistato Fenoglio nel panorama della narrativa italiana del dopoguerra. Completano il volume le schede ai singoli racconti e un profilo biografico.

Il giorno della locusta

Tod Hackett ha studiato alla scuola d’arte ed è arrivato a Hollywood col desiderio di fare il pittore, e tuttavia lavora come costumista e sceneggiatore. Tod è innamorato di Faye, una ragazza bellissima ma del tutto priva di talento che sogna di fare l’attrice. Harry, il padre di Faye, è anche lui un attore comico costretto a vendere lucido per l’argenteria pur di guadagnarsi da vivere. Da quando è malato, di lui si prende cura Homer, un uomo di mezz’età solo, depresso e spaventato, e soprattutto deluso dalla vita che non ha mai trovato il coraggio di vivere. A nessuno di questi quattro personaggi il futuro ha riservato quel che aveva promesso. Il mito di Hollywood si infrange ai loro occhi come un castello di sabbia, lasciando solo il fumo delle macerie, il disordine e la babilonia che segue ad ogni distruzione.

Il giorno del sacrificio

Prima ancora di arrivare sulla scena del crimine, il detective David Rosen sa già quello che troverà: niente. Dopo averla rapita, il killer terrà prigioniera la vittima per alcuni giorni, poi la ucciderà e lascerà il cadavere in pieno centro, a Londra. E anche allora la scientifica non rileverà né impronte digitali né tracce di DNA. Nulla. Rosen lo sa perché questo schema si è già ripetuto quattro volte e, per quattro volte, lui e la sua squadra sono stati costretti ad ammettere la propria impotenza. Se solo avessero una traccia, un’unica traccia… Rosen venderebbe l’anima al diavolo per risolvere il caso. Prima ancora di ascoltare la notizia alla radio, padre Sebastian Flint sapeva già che l’assassino avrebbe colpito di nuovo. Perché i suoi delitti seguono lo stesso schema di quelli compiuti da Alessio Capaneo, un eretico vissuto a Firenze alla fine del XIII secolo. E Capaneo uccideva per celebrare un macabro rituale, un rituale che prevedeva il sacrificio di sei donne. Per padre Flint, è giunto il momento di avvertire la polizia: David Rosen è un detective intelligente e meticoloso, capirà subito che quella è la pista giusta. E seguirà le sue indicazioni alla lettera. Quindi ben presto s’insospettirà, farà alcune indagini e scoprirà la verità. E allora il gioco potrà proseguire con nuove regole… Prima ancora di essere pubblicato, Il giorno del sacrificio è diventato un caso editoriale: lo stile incalzante, i personaggi ambigui e sfuggenti, la vicenda narrata – in cui nulla è come sembra – lo rendono un thriller innovativo e inquietante, che ha entusiasmato gli editori di tutto il mondo.

Il giorno del giuramento: Un’avventura di Cotton Malone

«*Steve Berry è il re della suspense. I suoi romanzi non si leggono, si vivono.*»
**James Rollins**
**Roma, 1982.** Quando Ronald Reagan varca la soglia degli appartamenti privati del papa, Giovanni Paolo II fa uscire tutti i presenti, comprese le guardie del corpo. Lasciare soli il pontefice e il presidente degli Stati Uniti è una grave infrazione del protocollo e un rischio per la sicurezza. Ma nessuno deve venire a conoscenza del loro segreto…
**Washington, oggi. ** Dopo due mandati, per Danny Daniels è giunto il momento di lasciare la Casa Bianca. Il suo successore ha già annunciato grandi cambiamenti. A cominciare dallo scioglimento della Sezione Magellano, considerata un’inutile voce di costo. Stephanie Nelle sarà quindi costretta a dare le dimissioni, abbandonando il suo unico agente ancora attivo: Cotton Malone…
**Siberia, oggi. ** Che cosa succederebbe se il nuovo presidente degli Stati Uniti e il suo vice venissero assassinati prima di aver prestato giuramento? Cotton Malone spera di non doverlo scoprire mai. E ha solo quarantotto ore di tempo per sventare i piani di un uomo che, da anni, si nasconde in quel deserto di ghiaccio e attende nell’ombra l’occasione giusta per vendicarsi…
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### Recensione
**Il giorno del giuramento**
*Fabio Pozzo*, Tuttolibri – La Stampa
A decenni dallo sgretolamento dell’Urss ci sono irriducibili che non si danno per vinti e vedono negli Stati Uniti ancora il glavnyj protivnik, il nemico numero uno. L’orologio di una missione dimenticata, concepita dal capo del Kgb Jurji Adropov, riprende così a funzionare. Nel mirino c’è la Casa Bianca, il tallone d’Achille è nascosto nelle fondamenta costituzionali degli Usa e nei segreti della Società dei Cincinnati, la più antica confraternita d’America. Cotton Malone, lo 007-libraio, deve fermare gli ultimi comunisti. E vincere le sue paure.
### Sinossi
«*Steve Berry è il re della suspense. I suoi romanzi non si leggono, si vivono.*»
**James Rollins**
**Roma, 1982.** Quando Ronald Reagan varca la soglia degli appartamenti privati del papa, Giovanni Paolo II fa uscire tutti i presenti, comprese le guardie del corpo. Lasciare soli il pontefice e il presidente degli Stati Uniti è una grave infrazione del protocollo e un rischio per la sicurezza. Ma nessuno deve venire a conoscenza del loro segreto…
**Washington, oggi. ** Dopo due mandati, per Danny Daniels è giunto il momento di lasciare la Casa Bianca. Il suo successore ha già annunciato grandi cambiamenti. A cominciare dallo scioglimento della Sezione Magellano, considerata un’inutile voce di costo. Stephanie Nelle sarà quindi costretta a dare le dimissioni, abbandonando il suo unico agente ancora attivo: Cotton Malone…
**Siberia, oggi. ** Che cosa succederebbe se il nuovo presidente degli Stati Uniti e il suo vice venissero assassinati prima di aver prestato giuramento? Cotton Malone spera di non doverlo scoprire mai. E ha solo quarantotto ore di tempo per sventare i piani di un uomo che, da anni, si nasconde in quel deserto di ghiaccio e attende nell’ombra l’occasione giusta per vendicarsi…

Il giorno dei colombi

L’ambiente è quello descritto così bene da Louise Erdrich ne “La casa tonda” e nei suoi romanzi precedenti: le riserve indiane degli stati settentrionali americani, quelli al confine con il Canada, in questo caso il North Dakota. Qui il romanzo si apre, all’inizio del Novecento, con la breve descrizione di una strage. Qualcuno ha sterminato una famiglia, lasciando viva, aggrappata alle sbarre del lettino, solo una bambina. Questo delitto, mai risolto nel corso degli anni, sarà soltanto la prima di una lunga serie di vicende, drammatiche e comiche in giusta proporzione, che ci verranno raccontate di volta in volta da Evelina Harp, controfigura dell’autrice tra infanzia e adolescenza; da suo nonno, il vecchissimo Mooshum, grande affabulatore di aneddoti e “tall stories” nella tradizione pellerossa; e dal giudice Antone Bazil Coutts, un sanguemisto che dopo aver diretto per anni un cimitero occupa lo scranno di magistrato delegato a dirimere piccole controversie secondo le leggi tribali in vigore.

Il giorno degli orchi

Un paese sui colli fiorentini, ai giorni nostri. Aurora è una ragazzina bella e sfrontata, consapevole fin dalla prima adolescenza del suo fascino e di come sia possibile utilizzar lo per sedurre compagni e uomini adulti aumentando il proprio potere nel gruppo, senza mai concedersi. Con due amici organizza piccoli furti nelle classi del suo liceo e nei negozi per avere denaro da spendere in feste e oggetti preziosi. Ma i soldi non le bastano mai, e Aurora ha la brillante idea di adescare, con falsi account e false foto, i pedofili in rete, per poi ricattarli. Un gioco perverso che però sembra funzionare. Aurora è avida, moltiplica gli account. Nella vita ha altre aspirazioni che fare la commercialista come suo padre. Vuole lavorare nel mondo del cinema o della tv, diventare ricca e guardare dall’alto tutto e tutti. Finché un giorno un Orco risale alla sua vera identità e comincia a minacciarla…

Il giorno che aspettiamo

**Due persone.**
**Due scelte.**
**Un destino.**
Una luminosa mattina di fine estate, un ragazzo e una ragazza s’incontrano all’università, a New York, e s’innamorano. Sembra l’inizio di una storia come tante, ma quel giorno è l’11 settembre 2001 e, mentre la città viene avvolta da un sudario di polvere e detriti, Gabe e Lucy si baciano e si scambiano una promessa. E due vite si fondono in un unico destino.
Tredici anni dopo, Lucy è a un bivio. E sente la necessità di ripercorrere con Gabe le tappe fondamentali della loro relazione, segnata da scelte che li hanno condotti lungo strade diverse, lungo vite diverse. Scelte che tuttavia non hanno mai reciso il legame profondo che li ha uniti per tutti quegli anni. Così Lucy gli parla dei loro primi mesi insieme. Del loro amore intenso, passionale, unico. In una parola: puro. E poi di come Gabe avesse infranto quella purezza, decidendo di partire, di andarsene da New York per accettare l’incarico di fotografo di guerra in Iraq. Perché lui sentiva di doverlo fare, perché ciò che accadeva nel mondo era più importante di loro. Una scelta che aveva aperto nel cuore di Lucy una ferita che lei pensava non sarebbe guarita mai. E che, invece, era stata curata da Darren, l’uomo che lei avrebbe scelto di sposare. Eppure quella ferita si riapriva ogni volta che Lucy riceveva una mail o una telefonata da Gabe, e ogni singola volta che lo aveva rivisto nel corso degli anni. Poi era arrivata *quella* volta, era arrivato *quel* giorno…
Lucy custodisce un ultimo segreto, ed è giunto il momento di rivelarlo a Gabe.
Sono state tutte le loro scelte a condurli fin lì. Adesso un’altra, ultima scelta deciderà il loro futuro.
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### Sinossi
**Due persone.**
**Due scelte.**
**Un destino.**
Una luminosa mattina di fine estate, un ragazzo e una ragazza s’incontrano all’università, a New York, e s’innamorano. Sembra l’inizio di una storia come tante, ma quel giorno è l’11 settembre 2001 e, mentre la città viene avvolta da un sudario di polvere e detriti, Gabe e Lucy si baciano e si scambiano una promessa. E due vite si fondono in un unico destino.
Tredici anni dopo, Lucy è a un bivio. E sente la necessità di ripercorrere con Gabe le tappe fondamentali della loro relazione, segnata da scelte che li hanno condotti lungo strade diverse, lungo vite diverse. Scelte che tuttavia non hanno mai reciso il legame profondo che li ha uniti per tutti quegli anni. Così Lucy gli parla dei loro primi mesi insieme. Del loro amore intenso, passionale, unico. In una parola: puro. E poi di come Gabe avesse infranto quella purezza, decidendo di partire, di andarsene da New York per accettare l’incarico di fotografo di guerra in Iraq. Perché lui sentiva di doverlo fare, perché ciò che accadeva nel mondo era più importante di loro. Una scelta che aveva aperto nel cuore di Lucy una ferita che lei pensava non sarebbe guarita mai. E che, invece, era stata curata da Darren, l’uomo che lei avrebbe scelto di sposare. Eppure quella ferita si riapriva ogni volta che Lucy riceveva una mail o una telefonata da Gabe, e ogni singola volta che lo aveva rivisto nel corso degli anni. Poi era arrivata *quella* volta, era arrivato *quel* giorno…
Lucy custodisce un ultimo segreto, ed è giunto il momento di rivelarlo a Gabe.
Sono state tutte le loro scelte a condurli fin lì. Adesso un’altra, ultima scelta deciderà il loro futuro.

Giorni selvaggi. Una vita sulle onde

Il surf è un’arte dai molti paradossi, in cui il desiderio di mostrarsi non è mai separato da quello di essere soli con le onde e sparire dietro un sipario di schiuma. “Le onde sono il campo da gioco. Il fine ultimo”. Ma sono anche l’avversario, la nemesi. William Finnegan ha subito l’incanto del mare fin da bambino, in California, vedendo i surfisti “danzare sull’acqua”. A tredici anni andrà a vivere ai piedi del cratere di Diamond Head, alle Hawaii. E quell’incanto si trasformerà a poco a poco in una devozione assoluta al dio oceano. A venticinque anni, il suo sogno è di rigenerarsi agli Antipodi e vedere il mondo prima che si trasformi tutto in Los Angeles. Inizia così “la ricerca”, il viaggio dell’inverno senza fine, la circumnavigazione del globo a caccia di onde. Prima Guam, poi le isole Samoa, il regno di Tonga, l’arcipelago delle Figi, dove scopre il magnifico break di Tavarua, davanti a un lembo di terra assente perfino dalle mappe. Al suo fianco c’è Bryan, che è andato al funerale di Kerouac e fa surf “come se non ci fosse un domani”. Ultima tappa il Sudafrica dell’apartheid, dove matura una nuova consapevolezza, poi l’inevitabile ritorno a casa. Ma la ricerca non è ancora finita.
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Giorni rappresentativi

Eccoci all’epoca della guerra civile americana: a quel tempo Whitman prestava soccorso negli ospedali da campo dell’Unione e le ristrettezze, le difficoltà, le angosce della guerra costituirono un elemento di estremo contrasto con gli ideali di libertà e gioia di vivere dell’individuo che avevano fondato il credo filosofico del grande poeta. Da questa crisi d’identità, durata più di un decennio, sono tratti appunti, lettere e riflessioni che compongono ‘Giorni rappresentativi’. Una sorta di testamento della propria singolare, passionale, tormentata esperienza di individuo: da considerazioni letterarie a digressioni politiche e religiose, dalla descrizione dei campi di battaglia alle atroce sofferenze fisiche e mentali vissute da chi stava combattendo per le sorti del proprio paese. Un vero e proprio compendio del pensiero di uno dei più influenti scrittori e pensatori americani del Diciannovesimo Secolo. All’interno – come in tutti i volumi Fermento – gli “Indicatori” per consentire al lettore un agevole viaggio dentro il libro.

Giorni perfetti

Dalla nuova narrativa brasiliana, un superbo thriller psicologico orchestrato intorno a un febbrile tormento amoroso. Gertrudes era l’unica persona che gli piaceva. Fin dal primo momento aveva saputo che i loro incontri sarebbero stati indimenticabili. Gli altri studenti non la pensavano allo stesso modo. Non appena entravano nell’aula, le ragazze si tappavano il naso; i ragazzi cercavano di contenersi, ma il loro sguardo rivelava disagio. Téo non voleva che si accorgessero di quanto lui stava bene lí. Si avvicinava a testa bassa e passi rapidi al tavolo metallico. Ad attenderlo, serena, c’era lei. Gertrudes. La sua donna ideale era Gertrudes, il cadavere su cui si esercitava alla facoltà di Medicina. Poi è apparsa Clarice. L’ha vista che baciava una donna, e ha deciso che sarebbe stata sua. Téo è sicuro che riuscirà a farsi amare. Deve solo darle il tempo di conoscerlo meglio. Deve solo fare in modo che non veda piú nessuno, a parte lui. Crudele e spericolato, Giorni perfetti è un salto senza paracadute nell’abisso dell’ossessione.