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Playboy 3-2012

Melissa Satta, Donne di Ferro, Anna Maria, Bridgette Rollins

Platone è meglio del Prozac

Nonostante quel che si pensa abitualmente, la filosofia non deve per forza essere noiosa o incomprensibile. In realtà essa risponde alle domande che tutti ci poniamo: che senso ha la vita? Perché sono qui? Perché dovrei fare la cosa giusta? E che cos’è la cosa giusta? Non sono domande facili, ma disporre di migliaia di anni di riflessione ci offre un vantaggio: alcune delle menti più brillanti della storia hanno lasciato idee e linee di condotta per il nostro benessere psicologico. Molto meglio del Prozac. Le concezioni di Platone sul bene e sul male, il consiglio di Aristotele di seguire in ogni situazione ragione e moderazione o i pensieri di Kierkegaard sulla morte, la saggezza tradizionale degli I Ching o la teoria dell’imperativo di Kant possono rivelarsi straordinariamente utili per affrontare problemi concreti. E mentre ad alcuni piacerà l’autoritarismo di Hobbes, altri si sentiranno maggiormente attratti da un atteggiamento più intuitivo, come quello di Lao Tzu. I farmaci non possono cambiare il mondo esterno, né insegnarci a vivere meglio il presente. Solo la filosofia può farlo.
(source: Bol.com)

Pizza wi-fi

Montò in macchina e partì, cercando di guidare con calma. Era solo una pizza, ma per lui era molto importante. Non vedeva Giacomo da più di un anno, e non aveva nemmeno potuto sentirlo al telefono. Aveva lasciato suo figlio in prima media, e adesso lo ritrovava in seconda. A quell’età i bambini crescono in fretta. Chissà com’era adesso, Giacomo. Di quanti centimetri era cresciuto? Era rimasto bambino o si era fatto un ometto? Si vestiva sempre come prima? Si era tagliato i capelli?
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### Sinossi
Montò in macchina e partì, cercando di guidare con calma. Era solo una pizza, ma per lui era molto importante. Non vedeva Giacomo da più di un anno, e non aveva nemmeno potuto sentirlo al telefono. Aveva lasciato suo figlio in prima media, e adesso lo ritrovava in seconda. A quell’età i bambini crescono in fretta. Chissà com’era adesso, Giacomo. Di quanti centimetri era cresciuto? Era rimasto bambino o si era fatto un ometto? Si vestiva sempre come prima? Si era tagliato i capelli?

La Pizza Napoletana

Nel libro trovate la guida di come fare un ottima pasta per la pizza, scritta in maniera semplice e comprensibile, la combinazione degli ingredienti è stata dettata da un bravissimo pizzaiolo napoletano, in più troverete le varie combinazioni di gusti. Non vi resta che gustara.Buon appetito
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### Sinossi
Nel libro trovate la guida di come fare un ottima pasta per la pizza, scritta in maniera semplice e comprensibile, la combinazione degli ingredienti è stata dettata da un bravissimo pizzaiolo napoletano, in più troverete le varie combinazioni di gusti. Non vi resta che gustara.Buon appetito

La Pizza – Tecniche e segreti dell’impasto perfetto

Era il 1600 quando per la prima volta fu inventata la pizza. Da quel periodo sino ad oggi si sono susseguite una serie di evoluzioni nella tecnica e nella realizzazione degli impasti, fino ad arrivare a raggiungere la perfezione per poter mangiare una pizza buona e digeribile. Purtroppo però è raro trovare una pizzeria che riesca a soddisfare il nostro palato o a non infastidire il nostro stomaco.
Quanti di voi possono veramente dire di aver mangiato una pizza che soddisfi i suddetti requisiti? Bhe, secondo me molto pochi. Ed è proprio per questo motivo che nasce questo libro. Un libro breve ma essenziale, che vi permetterà di imparare a fare la pizza perfetta. Poche pagine, circa 40, senza nessun dilungamento sulla storia della pizza o sulle formule chimiche degli ingredienti; tutti quei piccoli segreti che nessuno ha mai avuto il coraggio di svelarvi e che finalmente potrete conoscere.
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### Sinossi
Era il 1600 quando per la prima volta fu inventata la pizza. Da quel periodo sino ad oggi si sono susseguite una serie di evoluzioni nella tecnica e nella realizzazione degli impasti, fino ad arrivare a raggiungere la perfezione per poter mangiare una pizza buona e digeribile. Purtroppo però è raro trovare una pizzeria che riesca a soddisfare il nostro palato o a non infastidire il nostro stomaco.
Quanti di voi possono veramente dire di aver mangiato una pizza che soddisfi i suddetti requisiti? Bhe, secondo me molto pochi. Ed è proprio per questo motivo che nasce questo libro. Un libro breve ma essenziale, che vi permetterà di imparare a fare la pizza perfetta. Poche pagine, circa 40, senza nessun dilungamento sulla storia della pizza o sulle formule chimiche degli ingredienti; tutti quei piccoli segreti che nessuno ha mai avuto il coraggio di svelarvi e che finalmente potrete conoscere.

Il più grande crimine

Era la fine dell’estate 2010 quando Paolo Barnard, giornalista, denunciò per la prima volta in Italia con forza e determinazione la truffa rappresentata dal sistema dell’Euro, la moneta unica. Lo fece sul proprio sito [www.paolobarnard.info](http://www.paolobarnard.info), pubblicando proprio lì la prima versione de *Il più grande crimine* a cui seguì la stesura aggiornata (2011) e con la quale introdusse la Modern Money Theory (MMT). Questa scuola economica post-keynesiana, nata negli anni ’90 negli Stati Uniti grazie all’economista Warren Mosler, oggi viene sviluppata all’Università del Missouri a Kansas-City (UMKC).
Grazie a questo saggio e all’impegno di Paolo Barnard nell’organizzare due tra i più partecipati convegni di economia della storia d’Italia, oggi, esistono due movimenti di attivisti che divulgano e portano tra i cittadini italiani la conoscenza dell’economia, della moneta e la proposta per la piena occupazione della MMT: si tratta di ME-MMT (Mosler Economics – Modern Money Theory, [www.memmt.info](http://www.memmt.info), di cui Barnard è consulente) ed Epic ([www.epici.it](http://www.epici.it)).

Più di un desiderio

Miranda Albright ha solo diciotto anni quando assiste, casualmente e inosservata, a un ardente incontro amoroso. Lui è l’impenitente libertino Ethan Hamon, conte di Rothschild, e nel suo giardino si sta dando da fare con una delle sue amanti. Miranda li osserva incantata: anche lei vorrebbe provare una passione così intensa. Due anni dopo, quando i debiti minacciano di mandare sul lastrico la sua famiglia, la ragazza si rivolge proprio a lord Rothschild nel tentativo di assicurare un futuro alle sorelle. La richiesta è di patrocinare il loro debutto in società e Miranda in cuor suo confida che lui pretenda in cambio qualcosa… di molto passionale.

Più di così (I Romanzi Emozioni)

Hannah Nichols è follemente innamorata di Marco D’Alessandro da quando lui, a scuola, l’ha salvata da un gruppo di bulli. Marco è un ragazzo americano, schivo e taciturno, dal passato turbolento, finito in Scozia dagli zii per sfuggire alle brutte compagnie. Finalmente una sera, durante una festa, Marco cede al fascino di Hannah, ma subito dopo sparisce, lasciando la ragazza senza una spiegazione. Comincia così il tormento silenzioso di Hannah, che dovrà affrontare da sola prove per lei molto difficili, senza l’appoggio dei genitori e senza la persona più amata. Cinque anni dopo, però, Hannah e Marco s’incontrano casualmente a un matrimonio e riprendono a frequentarsi, ma il loro destino di felicità è nuovamente messo alla prova quando Marco…

Più alto del mare

“Potevano i visitatori di un carcere speciale essere accolti dalla bellezza del creato? Sì, potevano. E questo era inganno, crudeltà, stortura.”. Asinara, fine anni Settanta. C’è la guerra, in Italia. È tempo di regime duro, tolleranza zero, e l’istituto di massima sicurezza dell’Isola ne è il luogo simbolo. Luisa non lo sa e quando sale sulla nave per far visita a un marito pluriomicida è agitata, sì, ma solo perché non ha mai visto il mare. Paolo invece ne sa fin troppo e, quando torna sull’Isola, quel profumo salmastro gli riporta alla mente le estati al mare con il figlio piccolo. Molto prima che l’orrore della lotta politica irrompesse nelle loro vite. Ma c’è una cosa che Luisa e Paolo hanno in comune: sono soli nel dolore, in un Paese che non può permettersi pietà pubblica per gente come loro. Bloccati sul posto dal maestrale, accettano l’ospitalità di una guardia carceraria, Nitti. Li attende una lunga notte che sembra disegnata dal destino.
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### Sinossi
“Potevano i visitatori di un carcere speciale essere accolti dalla bellezza del creato? Sì, potevano. E questo era inganno, crudeltà, stortura.”. Asinara, fine anni Settanta. C’è la guerra, in Italia. È tempo di regime duro, tolleranza zero, e l’istituto di massima sicurezza dell’Isola ne è il luogo simbolo. Luisa non lo sa e quando sale sulla nave per far visita a un marito pluriomicida è agitata, sì, ma solo perché non ha mai visto il mare. Paolo invece ne sa fin troppo e, quando torna sull’Isola, quel profumo salmastro gli riporta alla mente le estati al mare con il figlio piccolo. Molto prima che l’orrore della lotta politica irrompesse nelle loro vite. Ma c’è una cosa che Luisa e Paolo hanno in comune: sono soli nel dolore, in un Paese che non può permettersi pietà pubblica per gente come loro. Bloccati sul posto dal maestrale, accettano l’ospitalità di una guardia carceraria, Nitti. Li attende una lunga notte che sembra disegnata dal destino.

La pittura incarnata. Saggio sull’immagine vivente

Il fine della pittura è andare oltre la pittura, afferma Honoré de Balzac, che nel “Capolavoro sconosciuto” narra il mito di quest’arte, le sue origini, i suoi mezzi, i suoi estremi. Nella scena cruciale del racconto, Poussin e Porbus sono davanti all’opera del loro maestro Frenhofer, un ritratto così perfetto agli occhi del pittore, da fargli credere che la donna raffigurata sia viva, che si muova, che respiri. Dal drammatico desiderio dell’artista di rendere viva la carne dipinta, nascono i “pensieri sparsi” di Georges Didi-Huberman sul problema estetico dell’incarnato in pittura. L’autore ripercorre e interpreta le riflessioni sviluppatesi intorno all'”esigenza della carne”, da Cennini a Diderot, Hegel, Merleau-Ponty. Richiama i miti di Pigmalione e Orfeo. Penetra nello struggimento che costringe l’artista a “scendere nell’inferno” per rendere vivo l’oggetto della pittura, per dare vita alla sua Galatea, per ridare la vita alla sua Euridice. Non solo. Didi-Huberman affronta anche il dopo, quello che avviene quando l’artista ha ormai realizzato l’opera, il senso di perdita, o la perdita di sé, che può derivarne: se l’oggetto della pittura, la carne, si perde irrimediabilmente sulla superficie piana, che cosa rimane? Un bagliore? Un dettaglio? Un lembo? O niente? In appendice “Il capolavoro sconosciuto” di Honoré de Balzac.
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La pittura incarnata: Saggio sull’immagine vivente

Il fine della pittura è andare oltre la pittura, afferma Honoré de Balzac, che nel “Capolavoro sconosciuto” narra il mito di quest’arte, le sue origini, i suoi mezzi, i suoi estremi. Nella scena cruciale del racconto, Poussin e Porbus sono davanti all’opera del loro maestro Frenhofer, un ritratto così perfetto agli occhi del pittore, da fargli credere che la donna raffigurata sia viva, che si muova, che respiri. Dal drammatico desiderio dell’artista di rendere viva la carne dipinta, nascono i “pensieri sparsi” di Georges Didi-Huberman sul problema estetico dell’incarnato in pittura. L’autore ripercorre e interpreta le riflessioni sviluppatesi intorno all'”esigenza della carne”, da Cennini a Diderot, Hegel, Merleau-Ponty. Richiama i miti di Pigmalione e Orfeo. Penetra nello struggimento che costringe l’artista a “scendere nell’inferno” per rendere vivo l’oggetto della pittura, per dare vita alla sua Galatea, per ridare la vita alla sua Euridice. Non solo. Didi-Huberman affronta anche il dopo, quello che avviene quando l’artista ha ormai realizzato l’opera, il senso di perdita, o la perdita di sé, che può derivarne: se l’oggetto della pittura, la carne, si perde irrimediabilmente sulla superficie piana, che cosa rimane? Un bagliore? Un dettaglio? Un lembo? O niente? In appendice “Il capolavoro sconosciuto” di Honoré de Balzac.

Il pittore di battaglie

In un’antica torre di guardia sul Mediterraneo, Falques, ex fotoreporter di guerra, dipinge un immenso affresco circolare: il paesaggio atemporale di una battaglia, la fotografia che non è mai riuscito a scattare, il caos del mondo dall’assedio di Troia a oggi. Dopo trent’anni in prima linea in molte guerre, infatti, ha deciso di ritirarsi in solitudine, non solo per gli orrori ai quali ha assistito ma anche per il proprio lavoro, che non sempre è stato oggettivo e innocente come avrebbe dovuto. Su questo punto è d’accordo il croato Markovic. Fotografandolo, Falques gli ha distrutto la vita. E molti anni più tardi, Markovic lo rintraccia, determinato a ucciderlo. Dal passato torna anche il ricordo di Olvido Ferrara, la donna amata, saltata su una mina in servizio nella ex Iugoslavia, da cui ha compreso come solo l’arte può dove l’occhio o la macchina fotografica falliscono.
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Pista nera

Un vicequestore nato e cresciuto a Trastevere, che odia lo sci, le montagne, la neve e il freddo viene trasferito ad Aosta. Rocco Schiavone ha combinato qualcosa di grosso per meritare un esilio come questo. È un poliziotto corrotto, ama la bella vita. È violento, sarcastico nel senso più romanesco di esserlo, saccente, infedele, maleducato con le donne, cinico con tutto e chiunque, e odia il suo lavoro. Però ha talento. Una rilettura della tradizione del giallo all’italiana, capace di coniugare lo sguardo dolente del neorealismo e la risata sfrontata di una commedia di avanspettacolo.

(source: Bol.com)