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Dictator

Andrea Frediani, uno dei più affermati autori italiani di romanzi storici, ripercorre la vita e le gesta di Cesare; ridisegna con impeccabile verosimiglianza storica, ma allo stesso tempo con una sorprendente potenza narrativa, le epiche battaglie che lo hanno reso leggenda, gli amori, le passioni… Dall’incontro d’infanzia con Labieno, che al fianco di Cesare combatterà fin dalle prime campagne militari, alla loro separazione; dal passaggio del Rubicone, con cui il dittatore prenderà possesso della penisola, alla lotta contro Pompeo; dalla grande vittoria di Farsalo alla campagna africana e infine a quella iberica; la trilogia Dictator ripercorre le tappe principali della guerra gallica e di quella civile. Sullo sfondo, intrighi, tradimenti e intrecci amorosi, nel romanzo definitivo sul più grande uomo di Roma antica.
Per la prima volta in un unico volume la straordinaria trilogia che ha come protagonista il più grande condottiero di tutti i tempi: Giulio Cesare.

Dico tutto

“Chiedo scusa” l’ha detto davvero poche volte. “Allora gioca tu…” invece è proprio da lui. Antonio Cassano, il talento più controverso del calcio italiano, era già un idolo per tutti nei vicoli di Bari Vecchia dove è nato. Perché il mondo lo conoscesse c’è voluta però una sera di dicembre del 1999 con un gol rimasto nella memoria di tutti, soprattutto se interisti. In questa nuova edizione Cassano arricchisce la sua autobiografia con curiosità e cassanate inedite. Racconta la povertà, la ricchezza improvvisa, le grandi esaltazioni e le depressioni folli, la passione per le belle donne e poi l’amore vero, con tanto di matrimonio, proprio durante quel Mondiale in Sudafrica a lungo sognato. Sincero, autoironico, sorprendente, il Peter Pan del calcio guarda dietro e dentro di sé e rivela cose che nessun altro calciatore ammetterebbe mai, anche a costo di non andare in Nazionale… ** ### Sinossi “Chiedo scusa” l’ha detto davvero poche volte. “Allora gioca tu…” invece è proprio da lui. Antonio Cassano, il talento più controverso del calcio italiano, era già un idolo per tutti nei vicoli di Bari Vecchia dove è nato. Perché il mondo lo conoscesse c’è voluta però una sera di dicembre del 1999 con un gol rimasto nella memoria di tutti, soprattutto se interisti. In questa nuova edizione Cassano arricchisce la sua autobiografia con curiosità e cassanate inedite. Racconta la povertà, la ricchezza improvvisa, le grandi esaltazioni e le depressioni folli, la passione per le belle donne e poi l’amore vero, con tanto di matrimonio, proprio durante quel Mondiale in Sudafrica a lungo sognato. Sincero, autoironico, sorprendente, il Peter Pan del calcio guarda dietro e dentro di sé e rivela cose che nessun altro calciatore ammetterebbe mai, anche a costo di non andare in Nazionale…

Diceria dell’untore

Iniziata in tempi remoti e riscritta più volte, Diceria dell’untore incontrò subito, quando fu data alle stampe nel 1981, un unanime consenso di critica e di pubblico, sanzionato dalla vittoria al Premio SuperCampiello nello stesso anno. Stupiva l’esordio tardivo e riluttante dell’autore, la sua distanza dai modelli correnti, la composita ragione narrativa tramata di estasi e pena, melodramma e ironia; non senza il contrappunto di una sotterranea inquietudine religiosa, come di chi si dibatte tra la fatalità e l’impossibilità della fede… Stupiva, l’oltranza lirica della scrittura, disposta a compromettersi con tutte le malizie della retorica senza vietarsi di accogliere con abbandono l’impeto dei sentimenti più ingenui. La vicenda racconta un amore di sanatorio, nel dopoguerra, fra due malati, un amore-duello sulla frontiera del buio. L’opera è arricchita da un’appendice di pagine inedite escluse dalla primitiva edizione.

(source: Bol.com)

Il diavolo veste Prada

Nel favoloso, sfavillante mondo della moda, Miranda Priestly è un mito assoluto. Esile ed elegante come nessuna, dirige la rivista patinata più venduta e prestigiosa del pianeta. Quando Andrea Sachs – ventitré anni, una laurea in tasca e in testa il sogno di diventare scrittrice – accetta di lavorare per lei, non sospetta di aver stretto un patto con il diavolo. Perché Miranda dietro l’aspetto impeccabile nasconde un’indole velenosa e volubile, capace di trasformare la vita di Andrea in un vero e proprio inferno. Nell’arco di un anno frenetico ed esilarante, Andrea impara a camminare su vertiginosi tacchi a spillo, a soddisfare i mille capricci del suo direttore e a parare i colpi della sua perfidia, fino a scoprire che la sua vita privata, troppo a lungo trascurata, è in caduta libera.

Il diavolo nella cattedrale

Colonia, 1260. Una magnifica cattedrale sta nascendo in città. La direzione dei lavori è affidata al celebre Gerhard Morart, che però all’improvviso muore cadendo da un’impalcatura. Non è un incidente, ma un delitto pianificato nei minimi dettagli. Testimone suo malgrado, Jacop, un ladruncolo intento a rubare mele, si avvicina a Gerhad, che gli sussurra qualcosa prima di spirare. Chi ha ucciso il grande architetto? Jacop ha intravisto solo un’ombra. Ma quell’ombra comincia a dargli la caccia per metterlo a tacere. Convinto di essere perseguitato dal diavolo in persona, il ragazzo trova un aiuto insperato in Jaspar, un brillante erudito, sicuro che nella vicenda ci sia ben poco di sovrannaturale o demoniaco. Quale misterioso disegno si cela dietro l’omicidio? Tra colpi di scena e pericoli mortali, oscuri intrighi e personaggi insospettabili, Jacop e Jaspar riusciranno a ricostruire le trame di una congiura che coinvolge alcune delle famiglie più nobili e potenti di Colonia e che mira a un obiettivo ambizioso e terribile.
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Il diavolo in corpo

”Lessi Il diavolo in corpo per la prima volta alle scuole superiori e fu un viaggio ubriacante. L’amore del protagonista per Marthe era quello che cercavo anch’io: consumato in clandestinità di fronte a un camino, dove rami d’ulivo bruciano, spargendo profumo nell’aria. Dieci anni dopo ho ripercorso lo stesso viaggio, con maggiore consapevolezza ma con uguale intensità e questa volta ho riconosciuto l’infatuazione che diviene passione erotica, la complicità mentale che sconfina nella simbiosi, la noia che si cura con la ricercatezza nei piccoli gesti, la gelosia, il tradimento. L’amore, insomma, ma tutto quanto.”

Il diavolo ha gli occhi azzurri

Hardy Cates è un uomo affascinante e ambizioso, un milionario nato in una famiglia povera, che ha costruito la propria fortuna da solo. Ed è determinato a portare avanti una sua vendetta privata contro i più ricchi petrolieri di Houston, i Travis. Haven è la figlia ribelle dei Travis, tornata a casa dopo due anni di matrimonio fallimentare con un uomo che non è mai piaciuto ai suoi, e ben decisa a non dare più retta al proprio cuore. Ma quando il suo sguardo incrocia quello di Hardy, la giovane donna si renderà conto che non si può resistere alla tentazione di un diavolo dagli occhi azzurri. Entrambi finiranno preda di un sentimento che nessuno dei due può – o vuole – contrastare. Soprattutto quando una minaccia terribile emergerà dal passato della ragazza, e solo Hardy potrà salvarla¿

Il diavolo e la signorina Prym

Chi è il misterioso Straniero che un giorno arriva a turbare la tranquillità del piccolo paese di Viscos, duecentottantuno abitanti in prevalenza anziani? E perché la vecchia Berta lo vede camminare “insieme al Diavolo”? Quale terribile proposta, in grado di spingere gli abitanti di Viscos al delitto, lo Straniero porta con sé? E perché la giovane Chantal, unica depositaria del suo segreto, non riesce più a dormire e ha il terrore di raccontare la verità ai suoi concittadini? Il racconto di una sfida estrema tra il Bene e il Male, e insieme una parabola sulla sconvolgente forza che ciascun essere umano racchiude dentro di sé: la capacità di scegliere, in ogni momento della vita, il percorso da intraprendere.

Il diavolo e la rosa

Yorkshire, Inghilterra, 1836.
La vita è stata generosa e allo stesso tempo avara con Rosalynn. Le ha donato la bellezza ma l’ha privata dell’affetto di una famiglia. Da ventun anni, infatti, vive nello stesso orfanotrofio nel quale è stata abbandonata quando era piccolissima, e la sua esistenza è tutto fuorché idilliaca. La perfida direttrice dell’istituto, che nutre verso di lei una particolare antipatia, l’ha relegata ai compiti più faticosi e miserabili. Rosalynn trascorre le sue giornate lavorando e coltivando sogni segreti alimentati dai libri che legge. Libri che si procura di nascosto: al calar della sera, mentre le ombre dilagano nella brughiera, sgattaiola dal convitto e raggiunge il castello di Harwood a poche miglia di distanza.
Il maniero è disabitato, ma lei ha scovato un’imposta rotta ed è riuscita a entrare. Ogni giorno, attraversando un dedalo di grandi sale ricoperte di polvere e detriti, raggiunge l’immensa biblioteca ancora piena di volumi. Non ha mai incontrato nessuno, muovendosi sempre indisturbata.
Una sera, tuttavia, la solitudine dei luoghi subisce una brusca interruzione. All’improvviso, Rosalynn ode dei passi umani e si scontra con un uomo che afferma d’essere Lord Beaumont Harwood, proprietario del castello e di tutto ciò che esso contiene.
Benché coraggiosa, non può fare a meno di esserne intimorita: il conte non è soltanto un uomo dai modi scortesi, ma è anche l’individuo più spaventoso sul quale abbia mai posato lo sguardo. Il suo volto è ricoperto di ustioni e cicatrici ed è privo di una gamba al posto della quale indossa un terrificante arto finto. In più, la accusa di essere una ladra e minaccia di condurla in prigione per averlo derubato.
Rosalynn si trova costretta ad andare a vivere al maniero, assunta come domestica, per ripagare il furto commesso.
La vita al castello è più dura del previsto. Se ciò non bastasse, Lord Harwood non è affatto un gentiluomo: la gente del villaggio lo ha soprannominato “la Bestia” a causa del suo aspetto e dei suoi modi.
Per forza di cose, vivendo sotto lo stesso tetto, Rosalynn comincia a conoscerlo meglio, scoprendo che dietro la sua apparenza intrattabile si cela un uomo ferito dalla vita, trafitto dal peso di tragiche colpe passate e ormai rassegnato a vivere nascosto.
Nel contempo, i segreti riguardanti le origini di Rosalynn e l’identità dei suoi genitori si rivelano non meno misteriosi e tragici, e tutto sembra precipitare verso un epilogo drammatico…
Sullo sfondo della cupa brughiera inglese, un romanzo liberamente ispirato alla favola della Bella e la Bestia. La storia di una passione tormentata e di un sentimento purissimo capace di guardare oltre l’apparenza, sgretolare i pregiudizi e dimostrare che la vera bellezza non ha a che fare con la perfezione del corpo ma con l’armonia dell’anima.
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### Sinossi
Yorkshire, Inghilterra, 1836.
La vita è stata generosa e allo stesso tempo avara con Rosalynn. Le ha donato la bellezza ma l’ha privata dell’affetto di una famiglia. Da ventun anni, infatti, vive nello stesso orfanotrofio nel quale è stata abbandonata quando era piccolissima, e la sua esistenza è tutto fuorché idilliaca. La perfida direttrice dell’istituto, che nutre verso di lei una particolare antipatia, l’ha relegata ai compiti più faticosi e miserabili. Rosalynn trascorre le sue giornate lavorando e coltivando sogni segreti alimentati dai libri che legge. Libri che si procura di nascosto: al calar della sera, mentre le ombre dilagano nella brughiera, sgattaiola dal convitto e raggiunge il castello di Harwood a poche miglia di distanza.
Il maniero è disabitato, ma lei ha scovato un’imposta rotta ed è riuscita a entrare. Ogni giorno, attraversando un dedalo di grandi sale ricoperte di polvere e detriti, raggiunge l’immensa biblioteca ancora piena di volumi. Non ha mai incontrato nessuno, muovendosi sempre indisturbata.
Una sera, tuttavia, la solitudine dei luoghi subisce una brusca interruzione. All’improvviso, Rosalynn ode dei passi umani e si scontra con un uomo che afferma d’essere Lord Beaumont Harwood, proprietario del castello e di tutto ciò che esso contiene.
Benché coraggiosa, non può fare a meno di esserne intimorita: il conte non è soltanto un uomo dai modi scortesi, ma è anche l’individuo più spaventoso sul quale abbia mai posato lo sguardo. Il suo volto è ricoperto di ustioni e cicatrici ed è privo di una gamba al posto della quale indossa un terrificante arto finto. In più, la accusa di essere una ladra e minaccia di condurla in prigione per averlo derubato.
Rosalynn si trova costretta ad andare a vivere al maniero, assunta come domestica, per ripagare il furto commesso.
La vita al castello è più dura del previsto. Se ciò non bastasse, Lord Harwood non è affatto un gentiluomo: la gente del villaggio lo ha soprannominato “la Bestia” a causa del suo aspetto e dei suoi modi.
Per forza di cose, vivendo sotto lo stesso tetto, Rosalynn comincia a conoscerlo meglio, scoprendo che dietro la sua apparenza intrattabile si cela un uomo ferito dalla vita, trafitto dal peso di tragiche colpe passate e ormai rassegnato a vivere nascosto.
Nel contempo, i segreti riguardanti le origini di Rosalynn e l’identità dei suoi genitori si rivelano non meno misteriosi e tragici, e tutto sembra precipitare verso un epilogo drammatico…
Sullo sfondo della cupa brughiera inglese, un romanzo liberamente ispirato alla favola della Bella e la Bestia. La storia di una passione tormentata e di un sentimento purissimo capace di guardare oltre l’apparenza, sgretolare i pregiudizi e dimostrare che la vera bellezza non ha a che fare con la perfezione del corpo ma con l’armonia dell’anima.

Il diavolo dagli occhi blu

Cosa c’è nella mente di un ventiseienne americano bianco che a quindici anni si è convertito all’islamismo dopo aver letto la biografia di Malcom X e a diciassette è andato a studiare a Islamabad? Di sicuro la sensazione di non sentirsi a proprio agio in nessun posto… È anche per questo che il giovane Michael decide di imbarcarsi, usando «ogni mezzo necessario», in un avventuroso viaggio sulle tracce del fondatore della Nazione dell’Islam, per risalire alle radici della sua nuova identità. Compagni di viaggio di quest’avventura senza precedenti, ecco che al fianco di Muhammad fanno la loro comparsa femministe islamiche, maestri Sufi anarchici e bizzarri membri di sette musulmane. Figure memorabili che, grazie al talento narrativo di Michael Muhammad Knight, diventano i protagonisti di un’avvincente racconto di formazione dedicato all’America musulmana e punk. «Con ogni mezzo necessario»: il viaggio di un giovane ribelle nel cuore di un’America islamica e punk Hanno scritto di Michael Muhammad Knight per Islampunk: «Una miscela esplosiva per un romanzo irriverente, blasfemo e di una irresistibile comicità. Lo consiglio a tutti coloro che sono interessati ai nuovi fermenti della scena punk statunitense. E anche a chi vuole riflettere su certi aspetti dell’estremismo religioso.» Marco Philopat, la Repubblica XL «Quando è uscito Islampunk i ragazzi hanno fatto la fila sin dal primo giorno per averlo.» l’Unità «Non è un romanzo per stomaci deboli.» il GiornaleMichael Muhammad Knightclasse 1977, si definisce scrittore americano islamico progressista. Si è convertito all’Islam all’età di quindici anni dopo aver letto l’autobiografia di Malcolm X, ma tra le sue influenze giovanili spicca anche il rap dei Public Enemy. Ha studiato l’Islam in Pakistan e ha abbandonato gli studi per partecipare alla jihad in Cecenia. In Italia sono stati pubblicati anche Il diavolo dagli occhi blu e Maometto on the road. Con Islampunk ha avuto il grande merito di portare alla ribalta un genere musicale punk-islamico, il taqwacore, che annovera band come i Kominas, gli 8-bit e i Vote Hezbollah.

I diavoli: La finanza raccontata dalla sua scatola nera

Sotto la cupola di vetro della Royal Albert Hall, nel cuore pulsante di Londra, due uomini giocano a tennis nel silenzio di una sala da cinquemila persone, vuota. Derek Morgan, trader di una grande banca americana, può avere per sé qualsiasi posto. È uno che può tutto. All’italiano che saltella dall’altra parte della rete, Massimo De Ruggero, sta per annunciare che tornerà alla casa madre di New York e che ha scelto lui come successore: significa cinquanta milioni di dollari all’anno e un potere enorme, superiore a quello di qualunque politico. Quando è partito da Roma, Massimo voleva salire in alto, fino alla cima della piramide, e vedere il futuro prima degli altri. Adesso ce l’ha fatta, la City è ai suoi piedi. È arrivato il momento di volare, ma la caduta è iniziata da tempo, e lui lo sa bene. Ha capito che la finanza non è soltanto un vertiginoso gioco di prestigio, il livello dello scontro si è alzato oltre i limiti, e quello per cui si lotta non è più un profitto con molti zeri. È la sopravvivenza dell’Occidente così come lo conosciamo. Si dice sempre che i tessitori del nostro destino non hanno volto, che il loro trucco più diabolico è farci credere che non esistano. Guido Maria Brera ce li mostra per la prima volta da vicino, portandoci esattamente al centro della zona grigia dove nascono le decisioni, dove si esercita l’unico vero potere del nostro tempo. Questo è il romanzo che vi fa vedere dall’interno il ciclone che sta arrivando e dal quale nessuno potrà ripararsi.

Diavoli di donne

Dalla sua aveva solo una gran parlantina, tutto quel che gli restava dopo una vita costellata di fallimenti. Finché un giorno non ha bussato alla porta giusta, o forse a quella sbagliata. In cambio di un servizio di posate, o di un cappotto, un’orribile vecchia è pronta a gettare la giovane nipote fra le braccia di Frank «Dolly» Dillon, commesso viaggiatore in una cittadina dell’America piú profonda. Lui non ci mette molto a capire che da tempo la ragazza viene utilizzata come merce di scambio e affittata al miglior offerente. Grazie ai suoi servigi, la vecchia ha già messo da parte un bel gruzzolo. L’occasione è imperdibile; si tratta di studiare un piano per impadronirsi dei soldi. Peccato che Dolly sia sposato e che sua moglie abbia una tendenza innata a ficcare il naso nelle sue faccende. Tanto piú quando sente odore di soldi facili.

Il diario segreto di Maria Antonietta

Parigi, ottobre 1793: Maria Antonietta, moglie di Luigi XVI e regina di Francia, è stata condannata a morte dal Tribunale rivoluzionario e attende nella prigione della Conciergerie di essere giustiziata. Prima di essere condotta al patibolo, lascia nella sua cella il quaderno in cui ha raccolto, anno dopo anno, gli episodi salienti e i piccoli fatti quotidiani della sua vita: dall’infanzia privilegiata di arciduchessa d’Austria agli anni trascorsi come affascinante signora di Versailles, ai giorni della prigionia e dell’umiliazione dopo la caduta della monarchia. Attraverso la forma coinvolgente e immediata del diario, Carolly Erickson ricostruisce l’avventura umana e sentimentale di Maria Antonietta, penetrando nella sua psicologia e cogliendone gli aspetti più intriganti e meno noti; nel contempo descrive con ricchezza di dettagli eventi e personaggi che giocarono un ruolo significativo non solo nella sua vita privata ma anche nelle vicende di quei decenni cruciali.

Il diario proibito di Maria Antonietta

Vienna nel XVIII secolo è una delle città più affascinanti e ricche d’Europa. Maria Antonietta, la giovane arciduchessa d’Austria, è cresciuta qui, nel lusso più sfrenato e nella magnifica opulenza della corte imperiale.
La sua è una vita fatta di balli, ricevimenti e feste; i suoi amici sono nobili e re, i suoi parenti decidono i destini di interi popoli. Ma l’immagine di felicità e perfezione che la circonda è destinata a dissolversi. Sua madre, la rigida imperatrice Maria Teresa, è pronta a sacrificare persino i figli alla ragion di Stato. E ben presto, per la giovane principessa, il tempo delle scintillanti serate di gala e dei magnifici banchetti finisce: le logiche del potere la obbligano a sposare un ragazzo goffo e scontroso, il futuro Luigi XVI, e a partire per la Francia. La strada per diventare regina è lunga e insidiosa: nessuno è al suo fianco per aiutarla ad affrontare intrighi, gelosie di corte, nemici interni ed esterni e la rivoluzione. Maria Antonietta è sola, e ha un compito troppo grande. Il ritratto vero e appassionato di una donna che è diventata una leggenda nera, che ha suscitato odio e invidia, ma che è stata anche una grande vittima della storia.

Diario minimo

“Dal 1959 al 1961 curavo sul Verri una rubrica, ‘Diario minimo’, che intendeva raccogliere osservazioni di costume, parodie letterarie, fantasie e dissennatezze di autori vari. Alcuni pezzi, ritagli di giornale, citazioni bizzarre et similia, erano anonimi, e per quanto ricordo i vari collaboratori della rivista me li passavano via via per alimentare la rubrica. Essendone alimentatore per mandato, vi avevo pubblicato più di ogni altro, prima piccole moralità e poi via via pastiches letterari. Verso il 1962 Vittorio Sereni mi chiese di riunire questi miei pezzi in un volume e siccome, a rubrica ormai estinta, ‘Diario minimo’ era diventato ormai quasi il nome di un genere, scelsi questo titolo per il libro che poi uscì nel 1963. La storia del libro è quella che è: so che in vari dipartimenti di architettura si insegna ancora il Paradosso di Porta Ludovica, per non dire della ‘Fenomenologia di Mike Bongiorno’, citata anche da chi non l’ha letta, tanto che mi è accaduto di vederla definita come ‘un libro su’, mentre si tratta di sei paginette. Ma la mia propensione a tentare altri diari minimi non si è esaurita; ed ecco che, nel 1992, a distanza di quasi trent’anni ho deciso di pubblicare Il secondo diario minimo, sempre fedele all’insegna palazzeschiana del ‘lasciatemi divertire’.” (dalla prefazione di Umberto Eco a II secondo diario minimo)
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