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Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

Questo è un giallo diverso da tutti gli altri. L’investigatore è Christopher Boone, ha quindici anni e soffre della sindrome di Asperger, una forma di autismo. Christopher ha un rapporto molto problematico con il mondo. Capisce tutto di matematica e pochissimo degli esseri umani. Odia il giallo e il marrone, ama il rosso e detesta essere toccato. Non mangia se cibi diversi entrano in contatto l’uno con l’altro, si arrabbia se i mobili di casa vengono spostati, non riesce a interpretare l’espressione del viso degli altri, non sorride mai.
Christopher non è mai andato più in là del negozio dietro l’angolo, ma quando scopre il cadavere di Wellington, il cane della vicina trafitto da un forcone, capisce di trovarsi davanti a uno di quei misteri che il suo eroe, Sherlock Holmes, era così bravo a risolvere.
E inizia così un viaggio straordinario che gli cambierà la vita.
(source: Bol.com)

Strani universi

Il volume presenta i cinque romanzi brevi che i lettori hanno giudicato tra i migliori della fantascienza contemporanea, tutte in gara per il Premio Hugo 1999.
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La strana vita di sophie

Londra, 1814 – Rimasta sola e senza un soldo dopo aver trascorso diversi anni all’estero, Sophie non ha altra scelta se non chiedere aiuto a un parente della madre, il ricco Duca di Belfont, libertino impenitente e affascinante. James l’accoglie in casa propria contando sull’appoggio della sorella, ma si trova ben presto in difficoltà. Sophie infatti è ben diversa dalle docili fanciulle della sua età: ha condotto una vita insolita e avventurosa al seguito dei genitori, non esita a dire la sua e per mantenersi sta scrivendo un libro piccante sui propri viaggi, opera che una volta pubblicata sfocerebbe in un grosso scandalo. Perché allora James la trova tanto attraente? Forse perché è l’unica donna a mettere in pericolo la sua tranquillità?
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### Sinossi
Londra, 1814 – Rimasta sola e senza un soldo dopo aver trascorso diversi anni all’estero, Sophie non ha altra scelta se non chiedere aiuto a un parente della madre, il ricco Duca di Belfont, libertino impenitente e affascinante. James l’accoglie in casa propria contando sull’appoggio della sorella, ma si trova ben presto in difficoltà. Sophie infatti è ben diversa dalle docili fanciulle della sua età: ha condotto una vita insolita e avventurosa al seguito dei genitori, non esita a dire la sua e per mantenersi sta scrivendo un libro piccante sui propri viaggi, opera che una volta pubblicata sfocerebbe in un grosso scandalo. Perché allora James la trova tanto attraente? Forse perché è l’unica donna a mettere in pericolo la sua tranquillità?

La strage

Il romanzo di piazza FontanaMilano, 12 dicembre 1969. Una bomba de flagra con violenza inaudita, uccidendo sul colpo dodici persone e ferendone quasi novanta. Un mistero ancora irrisolto.Milano, piazza Fontana, 12 dicembre 1969. Nella sede centrale della Banca dell’Agricoltura, gremita di gente, una bomba deflagra con violenza inaudita, uccidendo sul colpo dodici persone e ferendone quasi novanta. Sono passati oltre quarant’anni dalla strage, eppure di quell ‘attentato, che segnò una frattura insanabile nella storia recente dell ‘Italia dando il via alla terribile stagione della “strategia della tensione”, si continua a parlare. Molti interrogativi non hanno ancora trovato una risposta: perché, fin dalle prime ore, furono accusati gli anarchici? Chi aveva interesse nell’attentato? Quale fu il ruolo dei servizi segreti in questa storia? Esisteva un patto scellerato tra politici italiani e intelligence straniera? Quante bombe scoppiarono alla Banca dell’Agricoltura?La strage vuole raccontare, da un punto di vista ravvicinato, quasi “dall’ interno”, non solo i fatti di quel triste giorno, ma un intera fase cruciale per il nostro Paese, iniziata prima del 12 dicembre e proseguita per tanti anni a venire. Grazie al suo accurato lavoro di documentazione, Vito Bruschini riesce a rievocare l ‘atmosfera cupa e tesa che avvolse un ‘Italia annichilita dalla paura, ma non ancora sconfitta, in un grande romanzo su uno dei misteri più drammatici della storia repubblicana.Un mistero che dura da quarant’anniVito Bruschinigiornalista professionista, dirige l’agenzia stampa per gli italiani nel mondo ‘Globalpress Italia’. Con Giorgio Bocca ha scritto il documentario televisivo Storia degli Italiani – Dall’Unità al Terrorismo; per il teatro è autore di Sotto un cielo di bombe, una rievocazione del primo bombardamento di Roma. Con la Newton Compton ha pubblicato The Father. Il padrino dei padrini – che uscirà in Spagna, Olanda, Francia, Serbia, Russia, Brasile, Repubblica Ceca, Australia e Stati Uniti – e Vallanzasca. Il romanzo non autorizzato del nemico pubblico numero uno, che sarà tradotto in Olanda. Entrambi hanno ottenuto un notevole successo di critica e pubblico.

(source: Bol.com)

Una Strage Semplice

La verità rimossa che portò a morte Falcone e BorsellinoCapaci. E la sua continuazione, via D’Amelio. Una strage si può raccontare in tanti modi. Inseguendo i dettagli, i misteri insoluti. Con l’idea che dietro di essi possa alla fine comparire la “vera verità” che altri non hanno scoperto. Ma con il risultato di non fare emergere la verità nella sua potenza. Visibile a tutti e infinitamente più scandalosa di quel che si può trovare frugando e rifrugando nei cassetti. Quella che portò a morte Giovanni Falcone è una strage semplice. Che non fermò la sua logica a Capaci, ma la spinse fino a via D’Amelio, portando a morte anche Paolo Borsellino. I misteri successivi, l’agenda rossa, gli incontri tra esponenti dello Stato e ambasciatori di Cosa Nostra, fanno parte di uno scenario secondario: che riguarda il “chi specificamente” e il “come precisamente”. Ma il contesto, il perché, il chi “grande”, sono a nostra disposizione. Questo libro-pamphlet, snodandosi tra memoria personale e documenti, vuole ricordarlo. E cerca di tirar fuori la doppia strage del 1992 sia dalla retorica sia dal mistero. Nella convinzione che ce ne sia bisogno.

Strade di notte

Un tassista russo vaga per le strade buie della Parigi degli anni Trenta. È una Parigi misera e splendida, popolata da un sottobosco di personaggi ai margini: nobili decaduti, filosofi alcolizzati, emigrati afflitti da manie di persecuzione, prostitute che imparano la professione da frequentatrici del demi-monde finite in disgrazia. Sono animali notturni, le mille sfaccettature della disperazione umana. Incontri fugaci regolati dal caso, compagni di viaggio con cui condividere un pezzo di strada nell’inevitabile cammino verso la morte. Il tassista osserva, ascolta e si lascia trascinare nelle loro tragiche, insulse esistenze per sfuggire alla solitudine che lo attanaglia e all’amara consapevolezza della vacuità della propria vita, una vita priva di legami e di futuro, una vita da esule, da eterno viaggiatore in terra straniera. Sullo sfondo di questo pellegrinaggio senza meta aleggia lo spettro della grande Russia, patria perduta e rimpianta, della quale in queste pagine si respira tutto il fascino malinconico. Un romanzo cupo e toccante che ha molto di autobiografico: Gajto Gazdanov trascorse gran parte della vita in Francia, dove si guadagnava da vivere svolgendo i lavori più umili, fra cui quello di tassista notturno. Considerato una delle voci più interessanti dell’emigrazione russa, definito un Nabokov senza Lolita e paragonato a un Proust che si fa tassista, oggi è un vero e proprio classico moderno. ‘Un libro che vi porterete dietro per tutto il resto della vostra vita’. ‘The Guardian’ ‘Il narratore compone un affresco coi lembi di biografie alla deriva. Pianta i suoi poveri sui marciapiedi dai bordi di zinco, ce li mostra confusi dall’allucinazione delle burrasche della Storia, e ci lascia col desiderio di conoscere i loro destini. È lì che tocchiamo l’arte dello scrivere’. ‘Le Figaro Littéraire’ ‘Se Proust fosse stato un tassista russo a Parigi negli anni Trenta…’. ‘L’Express’

(source: Bol.com)

Strade bianche

Quando gli viene offerto un posto da sostituto orchestrale a Bari, Vittorio, violoncellista in preda ad “astratti furori”, decide di partire. Francesca, sua compagna, e Manu, inquieta amica della coppia, si propongono di accompagnarlo, ciascuna con almeno un segreto da rivelare. È l’inizio di un’avventurosa traversata da Torino alla Puglia, sulla vecchia macchina da autoscuola di Manu. Così, lungo le statali di un’Italia magica e invernale, tra fughe improvvise e incontri surreali, notti all’addiaccio e piogge così lievi da sembrare invisibili, il viaggio diventerà per ciascuno dei protagonisti un’occasione per cercarsi e smarrirsi. Strade bianche è un romanzo picaresco e intimista a un tempo, pieno di sorprese e cambi di strada inattesi: un viaggio raccontato a tre voci con un quarto passeggero, il lettore, che, in prossimità della meta, si accorgerà del colore indecifrabile di una strada al calare del sole o di un accordo nell’aria a cui non aveva mai prestato attenzione.

(source: Bol.com)

La strada

Dopo A Cesare e a Dio, Emanuele Severino prosegue la sua analisi della civiltà occidentale allargando in modo decisivo l’orizzonte. Nell’apparente contrapposizione tra ”Cesare” e ”Dio” si esprime solo una delle due anime che abitano il nostro petto, quella della follia estrema. L’altra anima nostra è la ”gioia”, intesa non come semplice stato psicologico ma come la gioia del tutto, che è insieme la ”verità” del tutto, e che sta già da sempre al di là dell’anima dell’Occidente. L’uomo è il luogo della loro contesa, dove forse si prepara il tramonto della follia. Ma che cos’è la follia? Uno dei suoi tratti emergenti è la persuasione che le cose (e quindi l’uomo) nascono e muoiono. Potentemente al di fuori di ogni nichilismo, di ogni sfiducia e lamento sulla miseria della vita, Severino mostra in queste pagine che al di sotto della sua disperazione l’uomo è l’eternità della verità e della gioia. E che la gioia nascosta può diventare manifesta lungo una ”strada” che differisce essenzialmente da tutto ciò che la nostra cultura ha inteso con questa parola.
(source: Bol.com)

La strada per Los Angeles

Immigrato, attaccabrighe, megalomane, sprezzante e perennemente in lite con tutti. E’ Arturo Gabriel Bandini, protagonista di questo primo, indimenticabile romanzo di John Fante.
«Attenzione: colui che entrerà in scena all’inizio di questo romanzo, in qualità di umile spalatore di fossi, è uno dei personaggi piú leggendari prodotti dalla letteratura moderna. Attenzione ad Arturo Bandini, il possente scrittore, lo spietato condottiero, l’invincibile mezzofondista, l’amante irresistibile, il tenero figlio che dà sangue e sudore per mantenere una famiglia di femmine parassite. Bandini l’immortale, orgoglio d’Italia e d’America; l’astuto Bandini che nessuno mette nel sacco; egli sta per fare la propria comparsa e conquisterà il mondo…
Che romanzo formidabile è questo». (Sandro Veronesi)

Una strada oscura (Fanucci Editore)

Joseph King, già noto alla comunità amish per il temperamento aggressivo e violento e per essere un abituale consumatore di droghe, è stato condannato all’ergastolo per aver brutalmente assassinato la moglie. Ma a due anni dalla condanna, King è evaso ed ora è minacciosamente diretto verso Painters Mill. Sarà il capo della polizia, Kate Burkholder, a occuparsi di questo caso, complicato dal sequestro dei cinque figli da parte di King che, armato e disperato, non ha nulla da perdere e potrebbe ucciderli. Per Kate, oltre tutto, l’indagine ha dei risvolti personali. Cresciuta insieme a Joseph King di cui si era perdutamente innamorata, non avrebbe mai potuto immaginare il terribile scenario a cui sta assistendo. Il lavoro, però, le impone di andare a fondo, e le sue ricerche faranno emergere un segreto inimmaginabile che la porterà faccia a faccia con qualcuno pronto a tutto pur di tenerlo nascosto… anche a toglierle la vita. Un nuovo, elettrizzante thriller dell’autrice bestseller per il New York Times. Un brutale delitto, un nuovo tassello per una serie che ha riscritto le regole del crime.
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### Sinossi
Joseph King, già noto alla comunità amish per il temperamento aggressivo e violento e per essere un abituale consumatore di droghe, è stato condannato all’ergastolo per aver brutalmente assassinato la moglie. Ma a due anni dalla condanna, King è evaso ed ora è minacciosamente diretto verso Painters Mill. Sarà il capo della polizia, Kate Burkholder, a occuparsi di questo caso, complicato dal sequestro dei cinque figli da parte di King che, armato e disperato, non ha nulla da perdere e potrebbe ucciderli. Per Kate, oltre tutto, l’indagine ha dei risvolti personali. Cresciuta insieme a Joseph King di cui si era perdutamente innamorata, non avrebbe mai potuto immaginare il terribile scenario a cui sta assistendo. Il lavoro, però, le impone di andare a fondo, e le sue ricerche faranno emergere un segreto inimmaginabile che la porterà faccia a faccia con qualcuno pronto a tutto pur di tenerlo nascosto… anche a toglierle la vita. Un nuovo, elettrizzante thriller dell’autrice bestseller per il New York Times. Un brutale delitto, un nuovo tassello per una serie che ha riscritto le regole del crime.

La strada di casa

A ventisei anni, Chris Flynn sa di essersi già bruciato le migliori chance. Dopo un’adolescenza turbolenta, è finito in un carcere minorile per una sfilza di reati, proprio nel momento in cui i suoi coetanei sceglievano l’università da frequentare. Ma ha imparato la lezione: riconoscere i guai e starne alla larga. E così, quando lui e un ex compagno di prigione trovano una borsa piena di soldi sotto il pavimento che stanno ristrutturando, ordina all’amico e a se stesso di non toccarla. E togliersela dalla testa.È suo padre Thomas, ex poliziotto, a gestire la ditta per cui lavorano. L’uomo ha deciso di dimenticare le delusioni e i conflitti del passato e ridare fiducia al figlio: gli sembra che sia maturato, che si sia rimesso in riga. Il giorno in cui Chris non si presenta al lavoro, però, Thomas sa con certezza che il ragazzo è di nuovo in pericolo. Ma capisce anche che non potrà sempre proteggerlo da ogni male. Stavolta, dovrà lasciare che Chris trovi da solo la strada di casa.Ancora una volta, Pelecanos usa le tinte del noir per parlare dell’America della gente comune, in un romanzo che scava nella complessa dinamica di aspettative e rimpianti, perdono e redenzione che costella il percorso compiuto da un padre e un figlio prima di ritrovarsi.

La strada dei delitti

Dal finalista Premio Strega Oltre 200.000 copie Una nuova indagine del cronista Marco Corvino Una giovane vittima di cui si ignora l’identità. Un’organizzazione criminale potente e senza scrupoli. La verità è negli occhi di chi non può parlare. Sta accadendo qualcosa di inspiegabile e nessuno sembra in grado di venirne a capo. Bambini che vivono nel sottosuolo, ragazzini rapiti o venduti, smistati da un giro di spietati aguzzini e portati in Italia, costretti a mendicare, a prostituirsi, a rubare, a recuperare metallo, vetri o indumenti usati dai cassonetti. Adolescenti sfruttati e ceduti a grandi organizzazioni criminali per un giro di trapianti di organi in Italia e all’estero: è questo l’orrore nascosto su cui il cronista/investigatore Marco Corvino, ormai alle soglie della pensione, si trova a indagare quasi per caso, dopo il ritrovamento del corpo di un bambino senza nome. La sua vita e quella di suo figlio Paolo si intrecceranno con i disperati vagabondaggi di un tredicenne in fuga dai suoi carcerieri, deciso a tornare nel suo Paese per vendicarsi di chi lo ha fatto soffrire in modo indicibile. E per Marco Corvino, a quel punto, scoprire la verità diventa una scommessa che non può perdere. Risolvere il caso è una scommessa da non perdere. Un nuovo thriller dal finalista Premio Strega Hanno scritto di Massimo Lugli: ‘Lugli è uno dei migliori cronisti-segugi al lavoro a Roma.’ Corrado Augias ‘Lugli ha fiato narrativo, ha tenuta, appassiona.’ Giovanni Pacchiano, Il Sole 24 ore ‘Marco Corvino, un personaggio che, fossi nel mondo delle fiction, terrei d’occhio.’ Stefano Clerici, la RepubblicaMassimo LugliÈ inviato speciale di ‘la Repubblica’ per la cronaca nera da quasi 40 anni. Ha scritto Roma Maledetta e per la Newton Compton La legge di Lupo solitario, L’Istinto del Lupo, finalista al Premio Strega, Il Carezzevole, L’adepto, Il guardiano, Gioco perverso, Ossessione Proibita e, nella collana LIVE, La lama del rasoio. Suoi racconti sono contenuti nelle antologie Estate in giallo e Giallo Natale. Cintura nera di karate e istruttore di tai ki kung, pratica fin da bambino le arti marziali di cui parla nei suoi romanzi.

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Storm front

Tokyo, Londra, Johannesburg: uno dopo l’altro alcuni banchieri dell’alta finanza sono stati brutalmente torturati e uccisi. L’assassino, colto in un istante fugace da una telecamera di sorveglianza, è stato descritto come uno psicopatico con una benda sull’occhio. E questo significa che Gregor Volkov, la vecchia nemesi di Derrick Storm, è tornato. Incapace di capire per chi lavora e con quale scopo, la CIA chiama l’unico uomo che può contrastare la forza e l’astuzia di Volkov, Derrick Storm. Con l’aiuto di una bella e misteriosa agente straniera, alla quale Storm si sta legando sentimentalmente e professionalmente, il detective scopre che il tradimento di Volkov coinvolge un facoltoso manager della finanza e un senatore del governo americano. In una corsa contro il tempo, Storm insegue l’ombra di Volkov da Parigi fino al nascondiglio di un genio informatico nell’Iowa, passando dalle strade di Manhattan a un inseguimento sotto i colpi di una sparatoria nel New Jersey. Con il procedere della trama Storm svela un intrigo che potrebbe distruggere l’economia e provocare un caos indicibile, un disastro di fronte al quale lui è l’unico che può davvero agire per salvare il mondo. Dalla penna di Richard Castle prosegue la serie dedicata a Derrick Storm, un James Bond dell’era globale, un eroe in grado di penetrare le più intangibili strategie di potere del XXI secolo.
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Storie naturali

Presentati per la prima volta sotto lo pseudonimo di Damiano Malabaila, questi quindici “divertimenti” di Primo Levi ci invitano a trasferirci in un futuro sempre più sospinto dalla molla frenetica del progresso tecnologico, e quindi teatro di esperimenti inquietanti o utopistici, in cui agiscono macchine straordinarie e imprevedibili. Eppure non è sufficiente classificare queste pagine sotto l’etichetta della fantascienza. Vi si possono trovare satira e poesia, nostalgia del passato e anticipazione dell’avvenire, epica e realtà quotidiana, impostazione scientifica e attrazione dell’assurdo, amore dell’ordine naturale e gusto di sovvertirlo con giochi combinatori, umanesimo ed educata malvagità. Ci pare tuttavia che il miglior modo di presentarle sia riportare uno stralcio di una lettera dell’autore: “Parlare dei miei racconti mi mette in un certo imbarazzo; ma forse la stessa descrizione ed analisi di questo imbarazzo potrà servire a rispondere alle sue domande. Ho scritto una ventina di racconti e non so se ne scriverò altri. Li ho scritti per lo più di getto, cercando di dare forma narrativa ad una intuizione puntiforme, cercando di raccontare in altri termini (se sono simbolici lo sono inconsapevolmente) una intuizione oggi non rara: la percezione di una smagliatura nel mondo in cui viviamo, di una falla piccola o grossa, di un “vizio di forma” che vanifica uno od un altro aspetto della nostra civiltà o del nostro universo morale. Certo, nell’atto in cui li scrivo provo un vago senso di colpevolezza, come di chi commette consapevolmente una piccola trasgressione. Quale trasgressione? Vediamo. Forse è questa: chi ha coscienza di un “vizio”, di qualcosa che non va, dovrebbe approfondirne l’esame e lo studio, dedicarcisi, magari con sofferenza e con errori, e non liberarsene scrivendo un racconto. O forse ancora: io sono entrato (inopinatamente) nel mondo dello scrivere con due libri sui campi di concentramento; non sta a me giudicarne il valore, ma erano […]
(source: Bol.com)