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La Dama in Bianco

Lady Amelia, reginetta dell’alta società, sogna più di ogni altra cosa di liberarsi del proprio fratello, l’indolente lord Burnett, di potersi dedicare a se stessa e finalmente coronare il proprio sogno d’amore. Ma nulla va secondo i suoi piani e ben presto si troverà a fare i conti con una serie di avvenimenti sempre più oscuri che la condurranno verso un imprevisto matrimonio e soprattutto ad affrontare gli spettri che infestano la sua nuova dimora. Per lei è arrivato il momento di fare i conti con il passato drammatico dell’uomo che ama, ma anche con i propri fantasmi, non solo interiori.———–Il romanzo si colloca temporalmente dopo “La Dama in Grigio” ma costituisce un romanzo indipendente.

La cucina delle fate. Ricette vegetariane gustose, facili e veloci dalmondo magico degli spiriti della natura

“Il nome collettivo Fate comprende molti esseri fatati come gli elfi, gli gnomi, le ninfe. Alcuni di essi hanno il compito di aiutare la Natura a germogliare, i fiori a sbocciare, le foglie a prendere i caldi colori autunnali, proprio come nelle favole. Gli esseri fatati a detta di studiosi sono vegetariani e da qui questo libro di ricette divise in antipasti, primi piatti, secondi piatti, salse e dolci. Questi esseri furono i precursori della cucina vegetariana, infatti non si spegavano come fosse possibile uccidere degli esseri viventi che, come gli umani, hanno diritto alla vita ed alla felicità. Non concepivano come fosse possibile considerare inferiori delle creature viventi solo perché animali di razze diverse dalla razza dominante il pianeta (razza umana). Non concepivano come si potesse essere tollerata dalla Terra (intesa come Dea) una guerra fratricida fra i suoi figli.” (Merlyn Elfwood) **

La confessione

Nella penombra del confessionale, il reverendo Tom Madden accoglie il segreto di un omicida. Descrive i suoi piani nei minimi dettagli, fino a svelare anche il nome della prossima vittima. Tom viene risucchiato in un vortice di follia: l’obiettivo del serial killer è infatti sua sorella Laurant. L’agente dell’FBI Nick Buchanan sta per partire per le vacanze quando riceve la chiamata dell’amico Tom. L’uomo si precipita, senza esitare. Tuttavia la ragazza non è disposta a cambiare il suo stile di vita, né a cedere agli umori di uno psicopatico. Ma, messa alle strette, accetta suo malgrado la protezione di Nick. La vicinanza obbligata porta i due a scoprire una passione che riesce a valicare l’ostacolo del terrore, mentre il pericolo si fa sempre più tangibile e pressante. Riuscirà Nick a salvare il suo nuovo amore e a scoprire l’assassino? In questo perfetto thriller psicologico Julie Garwood si inoltra negli abissi più insondabili della mente umana, trascinandoci in una dimensione in cui l’orrore e la sensualità si fondono e accelerano i battiti del cuore delle sue lettrici.

La condizione postmoderna. Rapporto sul sapere

Uscito nel 1979, il libro di Lyotard si è imposto fin da subito, e non solo nel dibattito filosofico, come un testo di riferimento. In questo libro l’autore, con radicalità, chiude i conti con la tradizione storico-filosofica del pensiero classico. Una tradizione che aveva segnato con forza, nel bene e nel male, la storia del Novecento. Non più quindi sistemi filosofici e grandi narrazioni basate sull’eredità dell’Illuminismo e sui grandi sistemi emancipativi, in primo luogo l’hegelismo e il marxismo, ma comprensione piena e accettazione di un nuovo modello di pensiero che identifica una nuova idea di modernità, basata essenzialmente sulla rottura netta con il passato: il “postmodernismo” per l’appunto. Questa espressione del filosofo francese fu immediatamente usatissima in tutto il dibattito culturale. Nel cambiamento epocale di paradigma Lyotard identifica un fattore centrale di trasformazione: il sorgere e il mutare di senso dell’apparato di pensiero tecnoscientifico, e con esso l’avanzare impetuoso delle nuove tecnologie, in grado di diventare vere e proprie protesi di linguaggio, cioè modi del pensiero dalla struttura innovativa. Lyotard non intendeva solo valorizzare la tecnoscienza, ma anche, e soprattutto, dare pari dignità a tutti i linguaggi, senza più porre una modalità di pensiero come “superiore” alle altre.

La condanna del sangue: La primavera del commissario Ricciardi

La seconda avventura del commissario Ricciardi, l’uomo che possiede il dono (o la condanna) di sentire le ultime parole pronunciate da chi muore di morte violenta, quello che lui chiama “il Fatto”.
Napoli, aprile 1931. Il vento di primavera si annuncia nella notte di una giornata fredda e cupa e rimescola il sangue nelle vene di donne e uomini persi nei loro pensieri ma uniti dall’attesa del giorno che arriverà. Non è così per tutti: in un appartamento del popolare rione Sanità un’anziana donna, Carmela Calise, verrà trovata morta il giorno dopo, ridotta a un mucchio di ossa e sangue, barbaramente colpita a bastonate. Accorso sul luogo del delitto insieme al fedele brigadiere Maione, il commissario Ricciardi interroga la gente del palazzo e, nonostante il clima di omertà, scopre la doppia attività di Carmela, cartomante e usuraia. Al centro della vicenda è il decrepito appartamento dove la cartomante riceveva i suoi clienti, per predire in modo ingannevole il loro futuro o per garantirglielo, prestando denaro. Sono parecchi quelli che avrebbero avuto un motivo per ucciderla – strozzati dai debiti, succubi delle sue menzogne, delusi o disperati.

La chetodieta

**LA CHETODIETA MEDITERRANEA RESETTA IL TUO METABOLISMO, TI FA DIMENTICARE LA FAME E SCOLPISCE IL TUO CORPO CON UN PROGRAMMA COMPLETO DI MENU E GUSTOSE RICETTE.**
Dimagrire a vista d’occhio senza soffrire la fame, in modo sano e sicuro, agendo selettivamente sul grasso e proteggendo i muscoli sono solo alcuni degli obiettivi che potrete raggiungere leggendo questo libro. La dieta chetogenica è una delle poche diete scientificamente testate, utilizzata su centinaia di migliaia di pazienti per i suoi effetti terapeutici e un potentissimo effetto collaterale: la perdita rapida e definitiva del grasso in eccesso. È anche per questo motivo che negli Stati Uniti è la strategia alimentare che ha convinto star e celebrities e milioni di altre persone. Esistono però tanti tipi di regimi chetogenici. La chetodieta proposta dal dottor Tommasini è doppiamente efficace e rivoluzionaria perché unisce il potere bruciagrassi della chetogenica ai benefici della dieta mediterranea. È semplice da seguire, variata, l’unica basata su ingredienti della nostra tradizione, con gustose ricette facili da preparare e che soddisfano il palato. Inoltre garantisce effetti positivi su una serie di parametri ematici e di patologie come il diabete di tipo 2, le malattie cardiovascolari, le cefalee, oltre a migliorare lucidità e concentrazione. Ed è anche per questo che molti sportivi la scelgono per potenziare le loro performance. Come conferma il dottor Di Lorenzo nella sua Prefazione «la chetogenesi alimentare sta riscuotendo sempre più consensi. I motivi del successo sono molteplici e ben illustrati in questo libro. Per questo vi invito a leggerlo con grande attenzione».

La casta dei farmaci

La prima inchiesta sul mondo delle multinazionali farmaceutiche. Un business senza scrupoli, tra scandali e false malattie
Tra scandali, processi e assoluta mancanza di trasparenza, finalmente un’inchiesta sul torbido mondo delle multinazionali farmaceutiche.
Zerinol, Cefixoral, Zimox, Fitostimoline, Biochetasi, Oki, Moment, Aulin, Tachipirina, Maalox, Xanax, sono solo alcuni dei medicinali stipati negli armadietti delle nostre case. Ma ne abbiamo davvero sempre bisogno, o è il raffinato marketing dell’industria del farmaco a farcelo credere? Le menti sottili che si arricchiscono sfilandoci i soldi dalle tasche fanno leva sulle nostre paure più diffuse: ingrassare, perdere i capelli, avere problemi di erezione… Anche quando la malattia non si è manifestata assumiamo medicine, per prevenirla. Perché ingoiare una pillola è più facile che cambiare il proprio stile di vita. Questo meccanismo diabolico frutta 100 miliardi di euro all’anno a chi si prende gioco di noi, facendo leva sulla peggiore malattia che colpisce la società contemporanea: l’ossessione del farmaco…
La prima inchiesta che svela i legami tra multinazionali farmaceutiche, medici, ricerca, marketing. Con interventi di illustri esponenti del settore come Tom Jefferson, Ilaria Capua, Claudio Jommi, Silvio Garattini, Mauro Di Leo, Nello Martini, Ignazio Marino, Antonio Tomassini e Giuseppe Traversa.
Francesco Maggi
giornalista pubblicista, dal 2004 si occupa di temi di cronaca, politica e sanità, con varie esperienze nella carta stampata e per alcune televisioni private. Dal 2008 collabora con l’Adnkronos Salute. Sempre nel 2008 ha vinto il Premio Giornalistico Riccardo Tomassetti nella categoria web per un’inchiesta sui figli di donne sieropositive. Vive e lavora a Roma.
Adelisa Maio
è giornalista professionista. Si occupa di sanità, medicina e farmaceutica dal 1997, quando è approdata all’agenzia di stampa Adnkronos Salute, di cui è caposervizio dal 2007. Nel 2005 ha vinto la prima edizione dedicata ai giovani giornalisti del Premio Giovanni Maria Pace per la divulgazione scientifica.

La casa di psiche: Dalla psicoanalisi alla pratica filosofica

L’uomo soffre per “l’insensatezza” del suo lavoro, per il suo sentirsi “soltanto un mezzo” “nell’universo dei mezzi”, senza che all’orizzonte appaia una finalità prossima o una finalità ultima in grado di conferire senso. Sembra infatti che la tecnica non abbia altro scopo se non il proprio autopotenziamento. Di fronte a questa diagnosi, la psicoanalisi rivela tutta la sua impotenza, perché gli strumenti di cui dispone, se sono utilissimi per la comprensione delle dinamiche emotivo-relazionali, per i processi di simbolizzazione sono inefficaci. Qui occorre la pratica filosofica perché, fin dal suo sorgere, la filosofia si è applicata alla ricerca di senso.

La casa degli specchi

« *Cristina Caboni è un autrice bestseller.* »
**Gioia – Paola Maraone**
« *Le protagoniste della Caboni sono sempre donne coraggiose.* »
**Cosmopolitan – Adelaide Barigozzi**
**La verità è l’unica cosa che conta davvero.**
La grande villa di Positano è l’unico posto che Milena riesca a chiamare casa. È cresciuta lì, insieme al nonno Michele, e ne conosce ogni angolo, a partire dal maestoso ingresso rivestito da dodici specchi con cornici d’argento intarsiate.Specchi che sembrano capaci di mettere a nudo la sua anima. Milena li ha sfiorati mille volte alla ricerca di risposte, ma un giorno trova qualcosa di inaspettato: un gancio che apre il passaggio a una stanza segreta. All’interno le pareti sono tappezzate di locandine di vecchi film. Quando Milena legge il nome di una delle interpreti non riesce a crederci. È un nome proibito in quella casa. È il nome di sua nonna che, tanti anni prima, è fuggita in America senza lasciare traccia. Frugando tra le sue carte, Milena scopre cose che non avrebbe mai immaginato. Che era un’attrice nella Roma della dolce vita. Che ha lottato per farsi strada in un mondo affascinante, ma dominato dagli uomini.Che i loro sogni sono molto simili. Anche lei vuole calcare le scene, ma ha paura di mettersi in gioco. Fino a quando non si imbatte in alcuni indizi che suggeriscono qualcosa di misterioso e non può fare a meno di chiedersi perché nessuno le abbia mai parlato di sua nonna. C’è solo una persona che può darle spiegazioni, ma Michele è restio ad affrontare l’argomento. Milena è convinta che gli specchi luccicanti che decorano l’atrio della villa abbiano assistito a eventi terribili, che nella storia della sua famiglia ci sia un segreto che nessuno vuole riportare a galla, mentre per lei è vitale far emergere la verità per capire a fondo il presente. Anche se a volte è meglio che ciò che è stato sepolto dal passare degli anni resti tale. Cristina Caboni è la narratrice più amata dai lettori italiani. I suoi libri ricostruiscono mondi affascinanti, sempre diversi. In questo nuovo romanzo la magia di Positano incontra l’eco inesauribile dell’epoca d’oro del cinema italiano. Ed è lì che una giovane protagonista deve trovare il proprio posto nel mondo. **
### Sinossi
« *Cristina Caboni è un autrice bestseller.* »
**Gioia – Paola Maraone**
« *Le protagoniste della Caboni sono sempre donne coraggiose.* »
**Cosmopolitan – Adelaide Barigozzi**
**La verità è l’unica cosa che conta davvero.**
La grande villa di Positano è l’unico posto che Milena riesca a chiamare casa. È cresciuta lì, insieme al nonno Michele, e ne conosce ogni angolo, a partire dal maestoso ingresso rivestito da dodici specchi con cornici d’argento intarsiate.Specchi che sembrano capaci di mettere a nudo la sua anima. Milena li ha sfiorati mille volte alla ricerca di risposte, ma un giorno trova qualcosa di inaspettato: un gancio che apre il passaggio a una stanza segreta. All’interno le pareti sono tappezzate di locandine di vecchi film. Quando Milena legge il nome di una delle interpreti non riesce a crederci. È un nome proibito in quella casa. È il nome di sua nonna che, tanti anni prima, è fuggita in America senza lasciare traccia. Frugando tra le sue carte, Milena scopre cose che non avrebbe mai immaginato. Che era un’attrice nella Roma della dolce vita. Che ha lottato per farsi strada in un mondo affascinante, ma dominato dagli uomini.Che i loro sogni sono molto simili. Anche lei vuole calcare le scene, ma ha paura di mettersi in gioco. Fino a quando non si imbatte in alcuni indizi che suggeriscono qualcosa di misterioso e non può fare a meno di chiedersi perché nessuno le abbia mai parlato di sua nonna. C’è solo una persona che può darle spiegazioni, ma Michele è restio ad affrontare l’argomento. Milena è convinta che gli specchi luccicanti che decorano l’atrio della villa abbiano assistito a eventi terribili, che nella storia della sua famiglia ci sia un segreto che nessuno vuole riportare a galla, mentre per lei è vitale far emergere la verità per capire a fondo il presente. Anche se a volte è meglio che ciò che è stato sepolto dal passare degli anni resti tale. Cristina Caboni è la narratrice più amata dai lettori italiani. I suoi libri ricostruiscono mondi affascinanti, sempre diversi. In questo nuovo romanzo la magia di Positano incontra l’eco inesauribile dell’epoca d’oro del cinema italiano. Ed è lì che una giovane protagonista deve trovare il proprio posto nel mondo.

La Casa Abbandonata Di Rue Corvisart

Parigi, 1897. Che fine ha fatto Alphonse Ballu, ufficiale impiegato al ministero della Guerra, nonché cugino della portinaia del 18 di rue des Saints-Pères, sede della libreria Elzévir? E cosa ha portato Alexandrine Piote, mercante e collezionista, affezionata amica di Victor Legris, a togliersi la vita? Non si sarà trattato di omicidio? Molte domande, troppe per Legris, il libraio investigatore appassionato di indagini. Così, si lancia sulle tracce del militare scomparso che portano proprio al magazzino dove la povera Piote è stata trovata impiccata, e da lì la pista conduce diritto ai bassifondi della Butte-aux-Cailles, una delle zone più povere e malfamate di Parigi. In breve, tutti gli elementi conducono a una sontuosa dimora abbandonata all’angolo con rue Corvisart, nei cui giardini aleggia uno strano e inquietante odore di morte. Un’avventura non priva di rischi, dunque, ma resa ancor più complicata dal fatto che il nuovo ispettore della polizia locale è convinto che il libraio abbia qualcosa a che fare con la morte di Alexandrine, ragion di più, per Legris, per gettarsi nella mischia e trovare la verità, se vuole dimostrare la propria innocenza…

La Caduta Dell’orso

Una donna. Due gemelli Alfa.
Un triangolo amoroso le cui fiamme avvamperanno per l’eternità – se prima non distrugge la Terra.
La dottoressa Serafina Khouri lavora troppo, si sente sopraffatta, e non ne può più della sua vita del cavolo. Quando due grossi Guardiani Alfa entrano nel suo reparto con il loro atteggiamento da duri, le basta un’occhiata per capire che il suo mondo sta per essere stravolto. La dottoressa non aveva mai pensato di poter vivere una vita del genere, ma forse uno di questi ragazzacci potrebbe essere la sua anima gemella… a patto di riuscire a sceglierne uno.
Kieran e Kellan sono due gemelli identici, principi del mondo Fatato, rivali da millenni. Quando incontrano la bellissima Serafina, ecco che entrambi sono pronti a combattere per la loro compagna, a prescindere delle conseguenze. Ma quando si accorgono che Serafina non riesce a scegliere uno di loro, le vecchie ferite si riaprono e la fragile pace che hanno stabilito ne viene minacciata.
Nel frattempo, un nuovo male dà la caccia a Serafina. Mentre il terzo è tutto preso dai loro drammi personali, qualcuno ha grandi piani per la graziosa dottoressa – il tipo di piani che si concludono con la morte di Serafina. Quando la loro focosa connessione viene messa alla prova, riusciranno Serafina, Kieran e Kellan a salvarsi, oppure finiranno col bruciare tutti assieme?

La cacciatrice di lieto fine

Chignon spettinato, occhiali spessi e un libro sempre davanti al naso, Alba conosce pochissimo il mondo reale. Bibliotecaria veronese, lettrice da competizione e romantica disillusa, agli uomini in carne e ossa preferisce eroi come Jamie Fraser o Mr. Darcy. Quando una vacanza forzata e la prospettiva raccapricciante di passare le feste fra la madre iperprotettiva e il padre assente la mettono in fuga, Alba non sa dove rifugiarsi. Un volo last minute la fa atterrare in Irlanda. Lì nessuno la disturberà, tranne il destino, che il giorno di Natale la porta sul sentiero che sta percorrendo Bram O’Ryan, medico, surfista e testa calda dalla chioma rosso fuoco. Con lui partirà per un itinerario alla ricerca di esseri leggendari e sfide (im)possibili. Un nuovo amore può guarire dalle ferite del passato? Ci vuole un’abile cacciatrice per catturare il lieto fine perfetto.Un romanzo intenso che vi coinvolgerà, una storia d’amore in cui il lieto fine non è assicurato, ma va inseguito fino all’ultima pagina.

La ballata dell’amore salato

Genova, 1990. È una fredda domenica di fine novembre e Girolamo Moggia aspetta a pranzo il figlio che deve arrivare da Milano, dove ha fatto carriera diventando un importante manager. Girolamo Moggia è un picchettino, uno di quegli operai che scendono nelle caldaie a pulirle quando una nave si ferma nel porto, e delle scelte del figlio non è mai stato tanto convinto.
Girolamo Moggia è un uomo pratico, di poche parole, anche ruvido, ma è uno senza maschera, che dice e fa quello che pensa.
Per quel pranzo domenicale ha comprato i corzetti, una tipica pasta genovese, e non vede l’ora di cuocerli. Non tanto per la fame, quanto perché deve andare allo stadio. C’è il derby Genoa-Sampdoria, e non ha nessuna intenzione di perderselo. Ma il figlio tarda. Eppure devono discutere di questioni importanti.
Girolamo Moggia è da poco diventato vedovo di una moglie molto amata, ma adesso tutto il suo amore, nato negli anni della guerra e cresciuto nel tempo, più forte delle differenze sociali, si è trasformato in rancore. Ogni volta che ripensa alla moglie, l’odio e la rabbia lo assalgono come una mareggiata cattiva in certi giorni d’inverno.
Che cosa ha scoperto?
No, non si tratta di un tradimento, anche se, in qualche modo, è come se lo fosse.
E che cosa deve decidere adesso, così urgentemente, con il figlio?
Qualcosa è intervenuto inaspettatamente a scompaginare le sue certezze, e adesso Girolamo Moggia, volente o nolente, si trova a farci i conti, in un andirivieni di ricordi, alcuni ormai aspri, salati, altri, malgrado tutto, ancora dolcissimi.
Senza compiacimenti, con brio e acutezza pungente, Roberto Perrone mette in scena il conflitto tra l’amore e l’orgoglio, in un romanzo di amicizie e di contrasti, di slanci e di tormenti, di sentimenti e risentimenti lungo cinquant’anni. Un romanzo che ha il ritmo suadente di una ballata, che avvolge e trascina, sorprende ed emoziona, e resta in mente come uno di quei motivi che non passano e continuano a risuonare dentro di noi. **
### Sinossi
Genova, 1990. È una fredda domenica di fine novembre e Girolamo Moggia aspetta a pranzo il figlio che deve arrivare da Milano, dove ha fatto carriera diventando un importante manager. Girolamo Moggia è un picchettino, uno di quegli operai che scendono nelle caldaie a pulirle quando una nave si ferma nel porto, e delle scelte del figlio non è mai stato tanto convinto.
Girolamo Moggia è un uomo pratico, di poche parole, anche ruvido, ma è uno senza maschera, che dice e fa quello che pensa.
Per quel pranzo domenicale ha comprato i corzetti, una tipica pasta genovese, e non vede l’ora di cuocerli. Non tanto per la fame, quanto perché deve andare allo stadio. C’è il derby Genoa-Sampdoria, e non ha nessuna intenzione di perderselo. Ma il figlio tarda. Eppure devono discutere di questioni importanti.
Girolamo Moggia è da poco diventato vedovo di una moglie molto amata, ma adesso tutto il suo amore, nato negli anni della guerra e cresciuto nel tempo, più forte delle differenze sociali, si è trasformato in rancore. Ogni volta che ripensa alla moglie, l’odio e la rabbia lo assalgono come una mareggiata cattiva in certi giorni d’inverno.
Che cosa ha scoperto?
No, non si tratta di un tradimento, anche se, in qualche modo, è come se lo fosse.
E che cosa deve decidere adesso, così urgentemente, con il figlio?
Qualcosa è intervenuto inaspettatamente a scompaginare le sue certezze, e adesso Girolamo Moggia, volente o nolente, si trova a farci i conti, in un andirivieni di ricordi, alcuni ormai aspri, salati, altri, malgrado tutto, ancora dolcissimi.
Senza compiacimenti, con brio e acutezza pungente, Roberto Perrone mette in scena il conflitto tra l’amore e l’orgoglio, in un romanzo di amicizie e di contrasti, di slanci e di tormenti, di sentimenti e risentimenti lungo cinquant’anni. Un romanzo che ha il ritmo suadente di una ballata, che avvolge e trascina, sorprende ed emoziona, e resta in mente come uno di quei motivi che non passano e continuano a risuonare dentro di noi.

L’enigma Di Turing

Se volessimo trovare un esempio concreto di autentica vita vissuta all’insegna dell’art pour l’art, motto dei simbolisti e decadentisti del XIX secolo, Turing sarebbe indubbiamente un caso paradigmatico che avrebbe affascinato anche il più scettico dei poeti. Figlio di un’epoca in cui il futuro stava rapidamente trasformandosi in presente, Alan Turing è stato non solo parte integrante della grande rivoluzione scientifica che ha caratterizzato buona parte del XX secolo, ma è stato egli stesso quel “futuro” che avrebbe ridisegnato completamente i contorni del pensare e del vivere umano, elevando quel servo stupido che è la macchina ad un più alto gradino dell’essere, profetizzando un giorno in cui la macchina si sarebbe amalgamata con la vita umana emulandola in ogni suo aspetto. Dalla risoluzione dell’Entscheidungsproblem al gioco dell’imitazione, Turing ha riscritto le sorti del sapere e dell’agire umano preludendo a qualcosa che sarebbe andata insinuandosi sempre di più in ogni anfratto della nostra esistenza: l’informatica.

L’amore Predestinato

Quando arriva l’invito per una festa con caccia in Scozia, lady Charlotte, miss Penelope e lady Isabel sono emozionatissime per l’opportunità di andare a cavallo con la loro ospite, la prozia di Penelope, la famosa cavallerizza lady Adina, contessa di Rathcavan. Lady Adina vuole usare quell’evento per portare proprio quelle tre giovani a Lyden, e fare da cupido per suo nipote e i suoi amici.
Laethan Ross Gordon, conte di Rathcavan, ha bisogno di una moglie. Dopo che il suo impianto siderurgico in cui produce rotaie è esploso, la primavera precedente, sua nonna gli ha spesso ricordato che non ha eredi. Ma c’è solo una donna che Laethan vuole come moglie: l’unica figlia del duca di Caversham, lady Isabel. E lei, il fato vuole, è la migliore amica di sua cugina Penelope.
Lady Isabel Halden è stanca di fare da bersaglio per i giornali di pettegolezzi, in Inghilterra, e spera di avere qualche settimana di pace in Scozia. E poi, a ogni stagione sembra che gli uomini siano più ridicoli e disperati di catturare la sua attenzione. Vuole solo trovare un brav’uomo da amare, che la ami a sua volta, e non cerchi solo una debuttante con una grossa dote e una famiglia con collegamenti in politica. Incontrare il nuovo conte di Rathcavan alla festa di sua nonna si rivela sconvolgente: è davvero di bell’aspetto, e ne è attratta prima ancora di sapere chi sia. Scoprire la sua identità le dà una speranza che le settimane a venire possano essere piuttosto interessanti.
Nathaniel Santiago ha incontrato miss Penelope Fenwicke a cavallo al parco, una mattina presto. Hanno passato cinque settimane a innamorarsi, ma poi lui è scomparso all’improvviso, partito per una missione segreta in un altro paese. La missione si trasforma in una vera tragedia e lascia lui segnato per sempre e il suo datore di lavoro senza una gamba, ma ancora vivo. Quando Nathaniel torna, è un guscio vuoto e ha bisogno di lavorare per superare i suoi problemi, prima di poter tornare l’uomo di cui Penelope ha bisogno. Per farlo, viene mandato a Lyden da lady Adina, che ha esperienza nell’aiutare uomini nelle sue condizioni.
Miss Penelope Fenwicke si rende conto che andare a Lyden per il compleanno della sua pro-prozia Adina, e per la caccia che ne segue, vuol dire affrontare Nathaniel, l’uomo che le ha detto di amarla e di volerla sposare, ma che è scomparso senza una parola. Quando sa che era in Scozia e non ha fatto nessuno sforzo per contattarla, cerca di odiarlo, ma si rende conto che c’è qualcosa che non va. È curiosa e vuole delle risposte, ed è grata che le sue amiche siano con lei quando lo confronta per la prima volta dal suo ritorno.
Eamon Gowrey non è nato nobile, ma suo cugino sì. Eamon e Laethan sono andati all’università insieme e, finiti gli studi, hanno comprato una vecchia fonderia e l’hanno convertita per la produzione delle rotaie di ferro usate dalla ferrovia. Anche se è molto sicuro di sé negli affari, non lo è altrettanto nelle relazioni con il gentil sesso, fino alla sera che vede una ragazza tanto bella e tanto superiore di rango che sa che chiederle di ballare lo lascerebbe con il cuore spezzato. Raccoglie tutto il suo coraggio e chiede a lady Charlotte di fargli da compagna in un ballo, e la sua risposta lo sorprende.
Lady Charlotte Brightman ha sentito parlare moltissimo di lady Adina e delle sue capacità con i cavalli, ed è felicissima di essere stata invitata ad andare a caccia con lei. Dopo che ha sentito svariati giovani parlare male e dire cose terribili di lei alle sue spalle, si è dedicata in tutto e per tutto al suo amore per i cavalli. E quando incontra il cugino del conte, il signor Gowrey, pensa che sia gentile con lei perché i loro amici si sono fidanzati. Pensa che il signor Gowrey sia bellissimo, ma non si aspetta niente dal loro incontro. Quando lui la bacia, si rende conto di essere davvero nel torto.
Uno strano incidente porta i genitori delle signore a Lyden, i tre ragazzi chiedono la mano della loro amata ai padri, e le tre ragazze decidono di sposarsi lo stesso giorno, perché il loro amore è stato predestinato dal momento in cui hanno incontrato i loro mariti.

L’uovo fuori dal cavagno

Gioia è precoce, curiosa e dotata per mettersi nei guai. Le piacciono le bambine, ma non i giochi da bambina; non si spiega perché i suoi genitori, entrambi atei, l’abbiano mandata a una scuola privata cattolica, un covo di letale perbenismo urbano in cui i suoi esperimenti chirurgico-sessuali con la coetanea Veronica non sono affatto graditi. A quindici anni l’amore per Stef, bella e traditrice, scoppia come una guerra, e Gioia, colpita al cuore, esala l’ultimo respiro; dalle sue ceneri nasce Dolores, la regina dei dolori, ferita e bugiarda, oscura e fantasiosa, creatrice di mondi violenti e apocalittici che diventeranno immagini a fumetti. Debora è la sorella di Stef e la pecora nera di una famiglia che aspira, senza troppo successo, agli ideali della più splendente mediocrità. Temprata dalle asprezze della vita, Debora sopravvive alle crociate di sua madre per fare di lei una vera donna, a un primo amore con la sensuale ma poco fedele Bea e a uno spettacolare coming out televisivo. E nel frattempo, senza accorgersene, da brutto anatroccolo si trasforma in cigno. Dolores e Debora non si sono mai incontrate. Ma a vent’anni il destino vuole che le loro vite si sfiorino, e che entrambe facciano la loro comparsa nei sogni dell’altra. Cosa le aspetta, la felicità o il disastro? Un romanzo divertente e scatenato su due dei tanti modi diversi di essere diversi. ESTRATTO Tua mamma quando ti ha messa al mondo ha fatto l’uovo fuori dal cavagno, mi diceva Cecca. Cosa vuol dire? Vuol dire qualcosa di speciale. Speciale come te. Che al mondo non ce n’è un’altra. Ma fuori dal cavagno l’uovo non ha paura? E se qualcuno lo schiaccia? Tranquilla, ci penso io a covarti. Fidati di Cecca. In fondo l’eterosessualità è il copione più recitato al mondo, sentivo di conoscerne tutte le battute, volevo recitare un ruolo anch’io, far finta di essere Bette Davis o Glenn Close o Uma Thurman. Volevo travestirmi da donna. A certi uomini piace, magari ci avrei trovato gusto anch’io. **
### Recensione
**Margherita Giacobino: una vita à la garçonne**
*Bruno Quaranta* , Tuttolibri – La Stampa
«Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita…». E’ la verità interpretata, anche, da Gioia-Dolores, la pirandelliana fanciulla che **Margherita Giacobino** sapientemente cova (un’eroina involontaria: ironica, dinoccolata, trepida eppure unghiata, come deve esserlo un’anima randagia) nella nuova storia (di lei ricordiamo, fra l’altro, la prova d’esordio, *Casalinghe all’inferno* , un sapido specchio dei tempi, e la traduzione di Bouvard e Pécuchet).
*L’uovo fuori dal cavagno*  è una raffinata lente letteraria – **Margherita Giacobino** scrittrice lo è a tutto tondo, flaubertianamente «sente» attraverso la penna – posata sulla crisalide che, sia pure confusamente, sa come si evolverà: «Io amo le bambine, ma non i loro giochi; amavo i giochi dei maschi, ma non i maschi».
Allergica alle idées reçus, quali allignano negli universi etero e omo (lo stesso circolo culturale gay e lesbico è laicamente ritratto, facendone brillare una vena dickensiana, tra l’arruffato e l’assurdo), **Margherita Giacobino** «semplicemente» svela una condizione umana, così spugneggiata eppure così felicemente ricreata, smemorandola. Gioia-Dolores, dunque. E la sua famiglia comicamente sbrindellata. In una Torino vissuta e attraversata à la garçonne, dalle scuole «perbene» ai cioccolatini di Peyrano, dalle trattorie slow food («l’unico vero movimento frizzante e attuale che la sinistra italiana abbia prodotto sullo scorcio di fine millennio») al multietnico San Salvario. Di passione in passione, di tormento in smacco, in amaro stupore (chi l’avrebbe mai detto, pure lei, proprio lei, attratta da una lei…). Fino al coming out televisivo, casuale e, chissà, provvidenziale. (Considererà un’idée reçu, Gioia-Dolores, la confessione di Getrude Stein a Papa: «…l’atto commesso dagli omosessuali maschi è brutto e ripugnante… Con le donne è diverso. Non fanno niente di disgustoso né di ripugnante e dopo sono felici e possono condurre insieme una vita felice»?). 
### Sinossi
Gioia è precoce, curiosa e dotata per mettersi nei guai. Le piacciono le bambine, ma non i giochi da bambina; non si spiega perché i suoi genitori, entrambi atei, l’abbiano mandata a una scuola privata cattolica, un covo di letale perbenismo urbano in cui i suoi esperimenti chirurgico-sessuali con la coetanea Veronica non sono affatto graditi. A quindici anni l’amore per Stef, bella e traditrice, scoppia come una guerra, e Gioia, colpita al cuore, esala l’ultimo respiro; dalle sue ceneri nasce Dolores, la regina dei dolori, ferita e bugiarda, oscura e fantasiosa, creatrice di mondi violenti e apocalittici che diventeranno immagini a fumetti. Debora è la sorella di Stef e la pecora nera di una famiglia che aspira, senza troppo successo, agli ideali della più splendente mediocrità. Temprata dalle asprezze della vita, Debora sopravvive alle crociate di sua madre per fare di lei una vera donna, a un primo amore con la sensuale ma poco fedele Bea e a uno spettacolare coming out televisivo. E nel frattempo, senza accorgersene, da brutto anatroccolo si trasforma in cigno. Dolores e Debora non si sono mai incontrate. Ma a vent’anni il destino vuole che le loro vite si sfiorino, e che entrambe facciano la loro comparsa nei sogni dell’altra. Cosa le aspetta, la felicità o il disastro? Un romanzo divertente e scatenato su due dei tanti modi diversi di essere diversi. ESTRATTO Tua mamma quando ti ha messa al mondo ha fatto l’uovo fuori dal cavagno, mi diceva Cecca. Cosa vuol dire? Vuol dire qualcosa di speciale. Speciale come te. Che al mondo non ce n’è un’altra. Ma fuori dal cavagno l’uovo non ha paura? E se qualcuno lo schiaccia? Tranquilla, ci penso io a covarti. Fidati di Cecca. In fondo l’eterosessualità è il copione più recitato al mondo, sentivo di conoscerne tutte le battute, volevo recitare un ruolo anch’io, far finta di essere Bette Davis o Glenn Close o Uma Thurman. Volevo travestirmi da donna. A certi uomini piace, magari ci avrei trovato gusto anch’io.