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L’arcicorruttore

L’arcicorruttore è la storia dell’eredità che Charles Parnell Cassidy si lascia dietro alla sua morte: storia di debiti morali e peccati mortali, di intrighi pericolosi e segreti che possono costare la vita. Ma soprattutto è la storia di Martin Gregory, esecutore testamentario di Cassidy, nonché genero del defunto che si vede costretto a diventare un nuovo Cassidy e ad affrontare le stesse difficili scelte, le stesse pericolose sfide, gli stessi rischi affascinanti… (Note di copertina dell’edizione italiana)

Architettura e potere. Come i ricchi e i potenti hanno dato forma al mondo

«In ogni cultura, per poter realizzare le proprie creazioni, gli architetti hanno dovuto stabilire un rapporto con i ricchi e i potenti. Nessun altro ha infatti le risorse per costruire. E il destino geneticamente predeterminato degli architetti è fare qualsiasi cosa pur di costruire, così come quello dei salmoni migratori è di compiere l’ultimo viaggio per deporre le uova prima di morire. Gli architetti non hanno altra alternativa che scendere a compromessi con il regime al potere, qualunque esso sia. Ma quando il calcolo politico si mescola alla psicopatologia, l’architettura non è più solo un problema di politica pratica, essa diventa un’illusione, e perfino una malattia che consuma le sue vittime. Esiste un parallelo psicologico fra il marcare un territorio per mezzo di un edificio e l’esercizio del potere politico. Entrambe le cose dipendono da un atto di volontà. Vedere affermata la propria visione del mondo in un modello architettonico esercita di per sé un certo fascino e ancora più attraente è la possibilità di imporre fisicamente il proprio volere a quella stessa città rimodellandola così come Haussmann fece a Parigi. L’architettura alimenta l’ego nei soggetti predisposti. Essi ne diventano sempre più dipendenti al punto che l’architettura si trasforma in un fine in sé che attrae i fanatici e li induce a costruire sempre di più su di una scala sempre più vasta. Edificare diventa il mezzo con cui l’egotismo degli individui si esprime nella sua forma più pura, il ‘complesso edilizio’»:
Deyan Sudjic svela e indaga la relazione fra architettura e potere nel XX secolo. Dagli edifici commissionati da Imelda Marcos nelle Filippine alla moschea ‘Madre di tutte le battaglie’ voluta da Saddam Hussein, dall’architetto cinese Zhang Kaiji alle prese con le ville di Mao ai gusti architettonici di Mitterrand, fino al Millennium Dome dell’epoca di Blair.

Architettura dei calcolatori. Un approccio strutturale

Pur conservando l’ormai nota e inconfondibile metafora che vede un calcolatore come una gerarchia di livelli, questa nuova edizione presenta numerosi cambiamenti, che allineano i contenuti del manuale allo stato dell’arte dei più recenti sviluppi dell’industria. Gli esempi presentati riguardano Intel Core i7, OMAP4430 di Texas Instruments e ATmega168 di Atmel. Il Core i7 è un esempio di CPU largamente utilizzata su portatili, desktop e server, OMAP4430 è una diffusissima CPU basata su ARM, molto utilizzata su smartphone e tablet e ATmega168 è il microcontrollore della piattaforma open-source ARDUINO, presente in numerosi sistemi integrati, dalle radiosveglie digitali ai forni a microonde.

L’archeologo

Quale segreto nasconde la più sacra delle reliquie?Chi è realmente Bonaventura Ubach? Un uomo coraggioso che ha sfidato banditi e predoni del deserto o un monaco che cercava il segreto della Bibbia?Dalla tranquillità dell’abbazia di Montserrat, in Catalogna, padre Bonaventura parte nel 1910 per un lungo viaggio verso la Terra Santa. Il monaco ha intenzione di acquistare pregiati reperti per il museo del suo convento, e soprattutto desidera vedere con i propri occhi i luoghi che fin da ragazzo ha imparato a conoscere sulle pagine delle Sacre Scritture. Ma la sua avventura in Medio Oriente è destinata a trasformarsi in un’odissea piena di ostacoli: dal Sinai al Mar Rosso, da Petra alle rovine dell’antica Babilonia, lungo le tracce di Mosè e del popolo d’Israele. Ubach si trova ad affrontare la prova del deserto, le piaghe bibliche, criminali sanguinari, sette sataniche, sceicchi crudeli, eserciti corrotti, profanatori di tombe pronti a tutto pur di impedirgli di coronare il suo sogno. Riuscirà – grazie alla forza della sua fede – a tornare sano e salvo al monastero e a portare a termine la sua missione? Quale segreto nasconde la più sacra delle reliquie?Martí Gironellè nato a Besalú (Girona) nel 1971, è laureato in Letteratura inglese e lavora come giornalista. Collabora con diverse radio e giornali spagnoli, tra cui ‘El Periodico de Catalunya’. Il suo primo libro, I segreti del ponte di Besalù, è stato un grande successo in patria (100.000 copie vendute) ed è stato tradotto in Italia, in Polonia e Brasile. Anche L’archeologo ha subito raggiunto la vetta delle classifiche spagnole. Per maggiori informazioni, visitate il suo sito: martigironell.columnaedicions.cat.

(source: Bol.com)

Archeologia proibita. Storia segreta della razza umana

Le origini dell’uomo moderno sono davvero così recenti? La teoria dell’evoluzione è così scientificamente documentata e inattaccabile? Una recente interpretazione archeologica condotta da due ricercatori dimostrerebbe il contrario. Secondo Michael A. Cremo e Richard L. Thompson, a dispetto delle più consolidate teorie scientifiche, le origini dell’uomo moderno non risalirebbero a 100.000 anni fa, ma a ben tre milioni di anni fa. I siti archeologici che producono tali evidenze, non solo sotto forma di reperti paleontologici, ma anche di manufatti, vengono dettagliatamente descritti e interpretati in questo saggio affascinante e provocatorio. L’intento divulgativo di questo studio non smorza tuttavia i toni di accusa contro il mondo scientifico, che secondo gli autori avrebbe ignorato e occultato le prove più scomode, con l’obiettivo di mantenere saldo lo “status quo” della teoria evolutiva. Ciò che emerge è che con ogni probabilità non è esistita un’evoluzione del genere umano dall’Australopiteco all’Homo Sapiens, ma che al contrario uomini e ominidi hanno da sempre coesistito sulla Terra e che quindi la teoria evoluzionista della vita sul nostro pianeta, su cui si basano le odierne scienze naturali, non hanno alcun fondamento certo. Introduzione di Graham Hancock.
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Arance e angeli

”Napoli è una città che sperpera la propria bellezza.È come il tipo strambo in famiglia che turba molto più di un pazzo incontrato alla stazione, è la bella zia o la bella nipote che confonde i pensieri più di qualunque ragazza pin-up.”Cosa aspettarsi dal soggiorno italiano di uno scrittore tedesco le cui escursioni e osservazioni tra le gloriose rovine del passato e il presente di un’ordinaria quotidianità borghese avvengono all’ombra di fin troppo autorevoli predecessori? Il meglio che gli si possa chiedere è di smarcarsi da una simile onerosa eredità e svelarci il nostro paese da una prospettiva inedita e rivelatrice. Nei suoi nuovi racconti, arricchiti dalle fotografie di Matthias Hoch, Ingo Schulze riesce magistralmente in questo intento. Sullo sfondo di paesaggi mitici e città eterne, o quasi, ne nasce il ritratto di una penisola popolata di personaggi ”marginali”: immigrati, prostitute, lavavetri, anziani eccentrici e affini, figure distintive del mutamento sociale in atto. Ed è soprattutto in virtù di uno sguardo esterno, libero e ospitale, che invece di rivolgersi a quanto di più noto e stereotipato l’Italia offre di sé oltreconfine, ne restituisce attori e scorci più defilati, ma tanto più vivi e reali..
(source: Bol.com)

Arance a colazione

Non esiste corteggiamento più eccitante di quello tra due sconosciuti. Se poi il lui e la lei in questione sono entrambi accoppiati e costretti a scambiarsi SMS di nascosto, allora le attese trepidanti con il cellulare sempre a portata di mano, i brividi, gli equivoci e le emozioni a fior di pelle sono garantiti. Peccato che non tutto, e non tutti, siano ciò che appaiono in questo romanzo sorprendente e lieve, toccante e sincero. Perché quando la verità viene alla luce e la fantasia e la realtà si incontrano (anzi, si scontrano) possono accadere le cose più inaspettate. Anche di scoprire che ciò che credevamo di desiderare è nostro da sempre.
(source: Bol.com)

Gli aquiloni

È un giorno d’ombra e sole degli anni Trenta quando, dopo essersi rimpinzato e assopito sotto i rami di una capanna, Ludo scorge per la prima volta Lila, una ragazzina biondissima che lo guarda severamente da sotto il cappello di paglia. Ludo vive a Cléry, in Normandia, con suo zio Ambroise, ‘postino rurale’ tornato pacifista dalla Grande guerra e con una inusitata passione: costruire aquiloni. Non è un costruttore qualunque. Da quando la Gazette di Honfleur ha ironicamente scritto che gli aquiloni dell”eccentrico postino’ avrebbero reso famosa Cléry ‘come i pizzi hanno costituito la gloria di Valenciennes, la porcellana quella di Limoges e le caramelle alla menta quella di Cambrai’, Ambroise è divenuto una celebrità. Belle dame e bei signori accorrono in auto da Parigi per assistere alle acrobazie dei suoi aquiloni, sgargianti strizzatine d’occhio che il vecchio normanno lancia in cielo. Anche Lila vive in Normandia, benché soltanto in estate. Suo padre non è, però, un ‘postino spostato’. È Stanislas de Bronicki, esponente di una delle quattro o cinque grandi dinastie aristocratiche della Polonia, detto Stas dagli amici dei circoli di giocatori e dei campi di corse. Un finanziere che guadagna e perde fortune in Borsa con una tale rapidità che nessuno potrebbe dire con certezza se sia ricco o rovinato. L’incontro infantile con Lila diventa per Ludo una promessa d’amore che la vita deve mantenere. Il romanzo è la storia di questa promessa, o dell’ostinata fede di Ludo in quell’incontro fatale. Una fede che non viene meno nemmeno nei drammatici anni dell’invasione tedesca della Polonia, in cui Lila e la sua famiglia scompaiono, e Ludo si unisce alla Resistenza per salvare il suo villaggio dai nazisti, proteggere i suoi cari e ritrovare la ragazzina biondissima che lo guardava severamente da sotto un cappello di paglia. ‘Romain Gary ha creato una galleria di eroi che sono disposti a morire per la libertà’. Time ‘Un romanzo delizioso e straordinario’. James Laughlin ‘Che miniera d’oro!’ Jean-Paul Sartre
(source: Bol.com)

Aquile nella tempesta

**«Ben Kane è l’astro nascente del romanzo storico.»
Wilbur Smith
Un grande romanzo storico
Dall’autore del bestseller *Nel nome dell’impero***
**15 d.C. **Arminio, il comandante dei Germani, è stato sconfitto e una delle aquile perdute di Roma è stata finalmente ritrovata. Migliaia di barbari sono stati uccisi. Nonostante questi successi, il centurione Lucio Tullo è tutt’altro che soddisfatto. Non ha nessuna intenzione di fermarsi fino a che anche Arminio non sarà morto, l’antica aquila della sua legione ritrovata e le tribù nemiche completamente annientate. Ma anche Arminio – impetuoso e senza paura – vuole vendetta. Grazie al suo carisma, infatti, sta già radunando un enorme esercito, riunendo le tribù superstiti per dare la caccia in lungo e in largo ai romani che si trovano nelle sue terre. Tullo si troverà presto in un vortice di sangue, tradimenti e pericolo. La sua missione sarà la sfida più pericolosa che abbia mai affrontato.
**Bestseller del Sunday Times
L’ultimo capitolo della trilogia delle Aquile di Roma
Combatterà fino alla fine per l’onore di Roma**
«Ben Kane è un maestro della storia militare romana. Questo libro è la degna fine di una trilogia potente.»
**The Times**
«Avvincente e accurato nei dettagli storici e militari, è la conclusione della superba trilogia delle Aquile, che è stata un trionfo dall’inizio alla fine.»
**Sunday Express**
**Ben Kane**
È nato in Kenya e si è poi trasferito con la famiglia in Irlanda. Laureato in Veterinaria, è un grande appassionato di storia. È considerato uno dei massimi autori di romanzi storici contemporanei. Tra i suoi più grandi successi *La legione dimenticata*, *I figli di Roma* e la serie dedicata al gladiatore Spartacus. La Newton Compton ha già pubblicato *Le aquile della guerra* e *Nel nome dell’impero*, i primi libri della trilogia che si conclude con *Aquile nella tempesta*.
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### Sinossi
**«Ben Kane è l’astro nascente del romanzo storico.»
Wilbur Smith
Un grande romanzo storico
Dall’autore del bestseller *Nel nome dell’impero***
**15 d.C. **Arminio, il comandante dei Germani, è stato sconfitto e una delle aquile perdute di Roma è stata finalmente ritrovata. Migliaia di barbari sono stati uccisi. Nonostante questi successi, il centurione Lucio Tullo è tutt’altro che soddisfatto. Non ha nessuna intenzione di fermarsi fino a che anche Arminio non sarà morto, l’antica aquila della sua legione ritrovata e le tribù nemiche completamente annientate. Ma anche Arminio – impetuoso e senza paura – vuole vendetta. Grazie al suo carisma, infatti, sta già radunando un enorme esercito, riunendo le tribù superstiti per dare la caccia in lungo e in largo ai romani che si trovano nelle sue terre. Tullo si troverà presto in un vortice di sangue, tradimenti e pericolo. La sua missione sarà la sfida più pericolosa che abbia mai affrontato.
**Bestseller del Sunday Times
L’ultimo capitolo della trilogia delle Aquile di Roma
Combatterà fino alla fine per l’onore di Roma**
«Ben Kane è un maestro della storia militare romana. Questo libro è la degna fine di una trilogia potente.»
**The Times**
«Avvincente e accurato nei dettagli storici e militari, è la conclusione della superba trilogia delle Aquile, che è stata un trionfo dall’inizio alla fine.»
**Sunday Express**
**Ben Kane**
È nato in Kenya e si è poi trasferito con la famiglia in Irlanda. Laureato in Veterinaria, è un grande appassionato di storia. È considerato uno dei massimi autori di romanzi storici contemporanei. Tra i suoi più grandi successi *La legione dimenticata*, *I figli di Roma* e la serie dedicata al gladiatore Spartacus. La Newton Compton ha già pubblicato *Le aquile della guerra* e *Nel nome dell’impero*, i primi libri della trilogia che si conclude con *Aquile nella tempesta*.

L’appuntamento

Un ristorante di lusso. Un uomo e una donna iniziano a parlare. È la prima volta che si incontrano. Ma il loro non è un incontro normale. Lei è costretta a stare lì e a rispondere alle domande sempre più inquietanti e morbose dell’uomo. Più l’elegante sconosciuto si intrufola nella sua vita, più la donna si rende conto di avere davanti un mostro manipolatore e affamato di controllo. Dalle domande scabrose e imbarazzanti si arriva a umiliazioni sempre più crudeli, in un gioco psicologico al massacro a cui la donna non può sottrarsi. Ma quella sera una serie di rivelazioni ribalteranno drasticamente ruoli e copione, perché le apparenze ingannano e niente in quel ristorante è come sembra. Attraverso dialoghi serrati che fanno emergere tutta la tensione e la brutalità latente, l’autore ci conduce in un noir psicologico ricco di colpi di scena e suspense, esplorando i territori della perversione umana, dell’ossessione per il controllo e del pericolo che corre la nostra privacy in un mondo virtuale in cui le nostre vite sono facili prede di lupi mascherati da agnelli.
(source: Bol.com)

Appuntamento a tre

Due anni di tentativi, di grafici della temperatura basale, di corsi tantrici e credito illimitato per l’intimo di Victoria’s Secrets… ma niente. Con lo stesso entusiasmo con cui si è buttata a capofitto nel progetto di concepimento, ora tutte le sue energie sono catalizzate dall’adozione. Sarà Lara, o Jurij? Poco importa: mancano solo quattro colloqui con lo psicologo, tre incontri di coppia con l’assistente sociale, una sentenza del tribunale dei minori…
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L’apprendista delle Fiandre

Fiandre 1459. È iniziata un’epoca d’oro in Europa. Le industrie e i commerci fioriscono a Bruges, che ospita imprese di tutti i tipi, è piena di nobili e borghesi, mercanti e mercenari, artigiani e spie. Sono tempi propizi per giovani decisi a fare fortuna e Niccolò, apprendista tintore di umili origini, è uno di loro. Il giovane si mescola all’umanità sulla quale vuole emergere, gareggiando in astuzia con i mercanti e in spregiudicatezza con i mercenari e le spie. Dalla sua ha la bellezza, l’intelligenza e il potere di toccare il cuore delle donne, ma soprattutto una fortissima ambizione che lo porterà lontano.

L’apparire del bello

Bello è un concetto di inquietante complessità, un giacimento di idee e intuizioni dilatatosi nel tempo fino ai confini estremi della riflessione. Bello, bellezza, sono tra le parole più ricorrenti per definire immagini, aure, fantasie e nutrire estri letterari, indugi filosofici. Si parla di bello in riferimento all’aspetto di una persona, alla suggestione di un paesaggio, alla forza comunicativa di un’opera d’arte. Ma si usa anche per indicare la capacità argomentativa di un discorso, la qualità di un’idea, la coerenza di una legge o la configurazione di una galassia. Eppure, a dispetto di una così grande diffusione, non vi è affatto chiarezza né univocità nel modo di intendere questo concetto. Umberto Curi delinea un percorso affascinante e innovativo che, muovendo dal mondo classico greco-latino, quando il bello era ritenuto il requisito di ciò che non mancava di nulla, conduce al pensiero moderno e contemporaneo e ai ‘tremendi’ angeli rilkiani, quando ormai il bello deve lasciare spazio all’assenza. L’apparire del bello, suggerisce Curi, coincide con la manifestazione di un’ambivalenza insuperabile, con la rivelazione di uno scandalo, con l’emergenza di una contraddizione, che tuttavia scalda il cuore e ci consola.
(source: Bol.com)

Apocalisse Z. I giorni oscuri

Sono rimasti in quattro: Viktor Pritchenko, l’indomito pilota d’elicotteri ucraino; suor Cecilia, la tenace e abile infermiera; Lucia, la bellissima e impulsiva adolescente; e lui, il giovane avvocato che ha raccontato l’Apocalisse Z su Internet. Almeno fino a quando c’è stata Internet. Adesso, mentre sorvolano la Spagna e l’Africa settentrionale, hanno la prova che la civiltà, come la conoscevano, è davvero finita. Ovunque. L’unica speranza sono le Canarie che, in base alle poche notizie disponibili, sono state risparmiate dall’epidemia che ha trasformato gli uomini in zombie. Ma, quando arrivano a Tenerife, i quattro sopravvissuti scoprono che il cosiddetto “Punto Sicuro” è in realtà un inferno: l’isola è sovraffollata; mancano cibo, acqua e soprattutto medicinali, indispensabili per l’ultimo ospedale ancora operativo. Ecco perché ai due uomini viene immediatamente ordinato di partecipare a una missione rischiosissima: recuperare le scorte di farmaci dell’Hospital La Paz di Madrid, uno dei primi Punti Sicuri a cadere sotto la pressione inarrestabile degli zombie. Il gruppo è quindi costretto a dividersi e, mentre Viktor e l’avvocato si avventurano in una capitale spettrale e irriconoscibile, Lucia e suor Cecilia rimangono sull’isola, dove scopriranno che esistono creature ancora più pericolose dei morti: i vivi…
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L’Apocalisse rimandata

**NOBEL LETTERATURA 1997**
«*Maestro nel mescolare fatti e misfatti, frottole e verità, grazie a quella meravigliosa arte della comicità, dell’invenzione linguistica, giustamente premiate con il Nobel.*»
**Corriere della Sera**
«Il dramma dell’inarrestabile surriscaldamento terracqueo non sembra sollevare timori e preoccupazioni eccessivi nella gran parte della popolazione del pianeta. Esiste però un certo numero di cittadini per i quali al contrario il problema sta diventando una disperata ossessione. Io personalmente, lo devo ammettere, faccio parte da tempo di quest’ultima tormentata categoria.» Inizia così questa riflessione di Dario Fo sulla catastrofe ecologica a cui stiamo andando incontro. Ma ecco il capovolgimento del comico… E se si rivelasse in realtà una salvezza per il pianeta? Un bel mattino, le lampadine non si accendono, il frigorifero è spento; crollano banche e assicurazioni e il denaro non vale più; tornano in auge le biciclette e l’energia pulita finalmente si afferma; le guerre del petrolio non hanno più ragione di esistere. Fantasie? «Mi rendo conto solo ora che, trascinato da una specie di catarsi immaginifica, mi sono lasciato trasportare dentro una simulazione di follia» dice Fo. Ma – ed è questa la vera conclusione – l’apocalisse verrà davvero, se l’umanità non rinsavisce.
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### Sinossi
**NOBEL LETTERATURA 1997**
«*Maestro nel mescolare fatti e misfatti, frottole e verità, grazie a quella meravigliosa arte della comicità, dell’invenzione linguistica, giustamente premiate con il Nobel.*»
**Corriere della Sera**
«Il dramma dell’inarrestabile surriscaldamento terracqueo non sembra sollevare timori e preoccupazioni eccessivi nella gran parte della popolazione del pianeta. Esiste però un certo numero di cittadini per i quali al contrario il problema sta diventando una disperata ossessione. Io personalmente, lo devo ammettere, faccio parte da tempo di quest’ultima tormentata categoria.» Inizia così questa riflessione di Dario Fo sulla catastrofe ecologica a cui stiamo andando incontro. Ma ecco il capovolgimento del comico… E se si rivelasse in realtà una salvezza per il pianeta? Un bel mattino, le lampadine non si accendono, il frigorifero è spento; crollano banche e assicurazioni e il denaro non vale più; tornano in auge le biciclette e l’energia pulita finalmente si afferma; le guerre del petrolio non hanno più ragione di esistere. Fantasie? «Mi rendo conto solo ora che, trascinato da una specie di catarsi immaginifica, mi sono lasciato trasportare dentro una simulazione di follia» dice Fo. Ma – ed è questa la vera conclusione – l’apocalisse verrà davvero, se l’umanità non rinsavisce.

Apocalisse da camera

Un demone meschino attraversa, furioso, la vita e le illusioni di Ugo Cenci, assistente di Filosofia del diritto (anzi, «cultore della materia», come con una certa involontaria ironia la legge definisce oggi il suo ruolo). Donne e sesso sono il centro perenne dei suoi pensieri, avviluppati in un maschilismo devastante e disarmato. Legato ai genitori da un rapporto malato e contraddittorio, Ugo è dedito a un uso più o meno saltuario di alcol, tabacco, cocaina. È uno come tanti. Lo rende unico il suo sguardo disincantato e feroce sulle cose, che se a volte lo aiuta ad accettare i compromessi quotidiani del lavoro e degli affetti, più spesso lo blocca in una ruminante immobilità. Sostituitosi di fatto al suo professore, Ugo porta avanti da qualche anno con le studentesse più carine un fiorente mercatino del sesso. Ma oggi, proprio oggi, qualcuno comincia a sparlare, e per Ugo è l’inizio della fine…
Sulfureo, impietoso, classico, questo romanzo febbrile, scritto con superba padronanza di stile, ci parla senza censure di un mondo dove ogni spinta diversa dal puro arricchimento è considerata alla stregua di inutile romanticheria, e di un personaggio in bilico nel cui conflitto interiore emerge punto per punto il peggio – e il meglio – di un’intera generazione.