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La strada delle anime perse

La donna è accasciata sul pavimento; il volto di cera, intonso, e gli occhi chiusi danno l’impressione che dorma, di un sonno triste però, senza speranze né desideri. Solo il busto, coperto di sangue e attraversato da una profonda ferita da arma da fuoco, la rende differente dai tanti corpi stanchi che trovano riposo nella notte. Accanto a lei un biglietto con scritto «l’amore mi fa morire».Per il sergente Riker, agente della polizia di New York, il caso potrebbe essere archiviato subito come l’ennesimo suicidio, ma la vittima, Savannah Sirus, è morta nell’appartamento di Kathy Mallory, sua collega al dipartimento, di cui non si hanno notizie da giorni.Nell’appartamento non ci sono tracce di Mallory, ma pare che Savannah abbia vissuto con lei per qualche tempo. Così Riker decide di cercarla, non può che credere alla sua innocenza, ma conosce Mallory e sa che rispettare le regole non è mai stato il suo forte, e questa volta potrebbe costarle la carriera o forse qualcosa di più.A qualche centinaia di chilometri, a Chicago, Kathy si sta occupando di un’indagine personale, seguendo l’ombra di uno spietato serial killer. L’uomo che sta cercando è crudele e ripetitivo, le sue vittime sono bambini, i cui piccoli corpi vengono privati della mano destra e sepolti accuratamente sul ciglio di una strada, sempre la stessa, per tutti: la Route 66, che attraversa il paese e su cui il serial killer, da oltre vent’anni, ha deciso di spargere un’infinita scia di sangue.Per fermare la sua caccia, Mallory sarà costretta a fare i conti con un passato mai veramente dimenticato e a seppellire quei morti che hanno tormentato i suoi incubi fino a quando Savannah non ha bussato alla sua porta.

La strada del destino

Destiny è un mondo lontano, tagliato fuori dal resto della galassia. L’unico orgoglio di quest’avamposto sperduto è la Strada, immensa arteria planetaria che, secondo la tradizione, la gigantesca astronave Cavorite avrebbe scavato nella roccia viva prima di abbandonare i coloni di Destiny alla loro sorte. Ma alcuni sostengono che la missione non fu mai portata a termine, perchè una razza di alieni sconosciuti sarebbe piombata sull’astronave, massacrandone l’equipaggio. Non c’è che un modo per scoprire la verità: percorrere la Strada fino in fondo. E Jemmy Bloocher è deciso a farlo…
Copertina: Maurizio Manzieri

Le storie

Ammiano Marcellino, vissuto in pieno IV secolo, è il più importante storico romano di età tardo-imperiale. La sua opera storiografica, intitolata Rerum gestarum libri XXXI, o semplicemente Res gestae, e riguardante gli anni 353 – 378, costituisce la più affidabile fonte del periodo. L’opera, scritta interamente in latino nonostante le origini siriane dell’autore, si pone come una continuazione di Cornelio Tacito, e ha uno straordinario valore storico e documentario, per la competenza e la perizia dell’autore, e la potenza della sua retorica. Oggi le Res Gestae sono pubblicate da Utet in un’edizione critica digitale, comprensiva del testo originale fruibile in modalità ipertestuale.
(source: Bol.com)

Storie di terra e spazio

Arthur C. Clarke, l’autore che trentasette anni fa ha tenuto a battesimo Urania con l’indimenticabile Le sabbie di Marte, torna di nuovo su queste pagine per dare un’ennesima conferma del suo indiscusso ruolo di maestro della fantascienza mondiale. Lo fa con una delle sue più celebri raccolte, che ospita quattordici racconti e un romanzo breve ormai classici (e in buona parte inediti o introvabili), apparsi in origine fra il 1951 e il 1962. Muovendosi con la sicurezza dello scienziato e con il tocco magico del grande scrittore fra la Terra, i pianeti, le comete e le stelle, Clarke riesce a mostrarci ancora una volta come i misteri del mondo che ci accoglie e quelli dello spazio esterno sappiano riflettere fedelmente le più oscure profondità dell’animo umano. Indice: Ricordando Babilonia (I Remember Babylon, 1960) Estate su Icaro (Summertime on Icarus, 1962) Fuori dalla culla, su un’orbita infinita (Out of the Cradle, Endlessey Orbit, 1959) Il fantasma nella tuta (The Haunted Spacesuit, 1963) Alla fine dell’orbita (At the End of the Orbit, 1961) Seguendo la cometa (Into the Comet, 1962) La scimmia di casa (An Ape About the House, 1962) Gli anelli di Saturno (Saturn Rising, 1962) Sia fatta la luce (Let There Be Light, 1957) La morte e il senatore (Death and the Senator, 1961) Problemi di tempo (Crime on Mars, 1960) Prima dell’Eden (Before Eden, 1962) Un leggero caso di insolazione (Stroke of the Sun, 1958) Il cane lunare (Moon Dog, 1962) La strada verso il mare (The Road to the Sea, 1962) Copertina di Karel Thole

Storie di politica sospetta

Il primo racconto vede Pepe Carvalho impegnato a ritrovare uno strano personaggio scomparso: si tratta di un vecchietto squinternato che si crede l’ultimo erede della casata reale di Castilla e León, Federico III. Le indagini lo portano a investigare all’interno di un gruppo di giovani neofascisti, decisi a utilizzare il vecchio pazzo per attuare un piano criminale. Il secondo racconto è ambientato in un ricovero per vecchi bisognosi nel quale viene trovato morto soffocato un anziano ospite. Il prete del paese, amico e compagno politico di vecchia data di Carvalho, lo chiama per far luce su questa morte a partire da un libriccino rosso, il diario della vittima, che ha fatto parte di un gruppo segreto della guerriglia repubblicana. Nell’ultimo racconto la giovane e affascinante Teresa si reca da Carvalho per chiedergli di indagare sulla morte del nonno. Apparentemente tutto fa pensare a un normale attacco di cuore, ma la giovane ha trovato in un orologio che ha ereditato un bigliettino in cui il nonno dice di essere in pericolo e che questa volta l’avranno vinta loro.

Storie di padri e figli

“Nessuno può sfuggire a questa relazione. Siamo tutti figli di qualcuno, nonostante ci sia chi a sua volta si rifiuta di essere padre. Pertanto, il titolo di queste tre storie, riguarda ogni potenziale lettore. Ogni racconto, per breve o lungo che sia, è pieno di padri e figli o di figli e padri. Ma credo, e da questo nasce il titolo generico del volume, che le storie che qui si raccontano si basino soprattutto sulle caratteristiche, normali o subnormali, che talvolta presentano le relazioni tra padri e figli. In *Ne ho fatto un uomo*, il padre padrone e patriarca cerca di guidare il destino del figlio; in *Da tetti e terrazze* è il figlio a proteggere il padre. La relazione madre-figlia in *Cercasi Sherazade* è quasi comica”.
(Manuel Vázquez Montalbán)

Storie di fantasmi

Pragmatico, concreto, amante dei piaceri della carne ben più che dello spirito, Pepe Carvalho è suo malgrado coinvolto in una serie di indagini su casi misteriosi; storie, per l’appunto di fantasmi. Giovani donne che appaiono e scompaiono, navi fantasma e personaggi che sembrano essere quello che non sono, verranno però smascherati dal popolare detective. Il cinico e disincantato Pepe Carvalho, che non crede ai fantasmi, per non smentire la sua indole materialista, ne proverà l’esistenza.

Storie di Fantamore

Non si sa esattamente chi sia stato (un sociologo? un critico letterario? uno psicanalista? un parroco di paese?) il primo a osservare, qualche anno fa, che la fantascienza era debole in amore. Non che siano mai mancate dalle copertine delle riviste di f.s. fanciulle discinte strette nell’abbraccio goloso di mostruose cavallette; ma quella che contava, nella storia, era poi la cavalletta, non la fanciulla. E bisogna riconoscere che le principesse denebiane vedicaso umanoidi, le figlie degli scienziati pazzi, le procaci astronome aggregate alla spedizione su Marte, non sono mai state altro che figure di contorno. Possibile, come si affrettarono a dimostrare i teorizzatori di professione, che amore e fantascienza fossero inconciliabili? Possibile che non ci fosse modo di scrivere una storia di f.s. in cui l’amore avesse una parte, diciamo così, “funzionale”, quanto la macchina del tempo o la telepatia? Punti sul vivo, gli scrittori di f.s. si sono subito messi all’opera e il risultato è questa brillantissima antologia, dove l’amore in tutte le sue accezioni – dal piccante al patetico, dal crudo all’atroce – riceve infine un degno, anche se no proprio ortodosso, omaggio fantascientifico.
INDICE
I TERRESTRI FANNO COSI’ Playboy and the slime God (1965) ISAAC ASIMOV
PRIMO AMORE First love (1965) LLOYD BIGGLE Jr.
L’ETERNA EVA The eternal Eve (1965) JOHN WYNDHAM
JUMBO Call me Dumbo (1966) BOB SHAW
DONNA DI BORDO Eve and the twenty-three Adams (1957) ROBERT SILVERBER
L’AUTO ADDOSSO Romance in a twenty-first century used-car lot (1967) ROBERT F. YOUNG
LEZIONE DI ARCHEOLOGIA The great God Awto (1939) CLARK ASHTON SMITH

Storie del signor Keuner

‘Parabole, aneddoti, aforismi: nelle Storie del signor Keuner Brecht attinge alle forme della sapienza orientale per mettere a soqquadro le certezze di ogni pensiero troppo definito e sicuro di sé. Nei dubbi che insinua, a volte con ironia abrasiva, Keuner, alter ego di Brecht, prende le distanze da tutti i poteri e svela l’ipocrisia degli uomini suggerendo che la verità sta sempre da un’altra parte rispetto a dove la si cerca’.

Dalla Prefazione di Moni Ovadia

Storie del bene e del male

Di chi è la colpa, se un immenso ragno s’arrampica sulla tenda che ci sta di fronte? Di chi è la colpa se gli oggetti che ci circondano cercano di ucciderci, se un demonio ci spinge in una voragine di fuoco, o se i pianeti su cui abbiamo messo piede si richiudono come una porta di ferro alle nostre spalle? In uno solo di questi racconti un regolare processo ci permetterà di stabilire la nostra innocenza. Nei primi tre, la colpa è chiaramente nostra. Negli ultimi due, si potrebbe anche pensare che non sia colpa di nessuno. Ma questa non è una consolazione. Qualcosa, infatti, continua a tirarci ineluttabilmente in basso. Siamo condannati. E se siamo condannati – come nell’atroce ” Processo ” di Kafka – è sempre colpa nostra.
Theodore STURGEON – La stanza scura (The Dark Room, 1965)
Richard MATHESON – La casa folle (Mad House, 1967)
Howard LYON – Inferno (Hell, 1964)
J. T. McINTOSH – Pianeta senza arrivo (Planet of Change, 1964)
Clifford D. SIMAK – Pianeta senza ritorno (You’ll Never Go Home Again, 1965)
Thomas M. DISCH – Scendendo (Descending, 1964)
Copertina di Karel Thole

Storia universale della distruzione dei libri. Dalle tavolette sumere alla guerra in Iraq

“Dove si bruciano i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini”: queste parole di Heinrich Heine ci ricordano che in tutte le epoche e civiltà il libro, come strumento di trasmissione delle idee e della memoria, è stato vittima del fanatismo e della censura. Da quando è nata la scrittura, gli elementi della natura e la volontà distruttrice dell’uomo hanno messo in pericolo la sopravvivenza dei suoi supporti materiali. In questa edizione, rivista e ampliata rispetto all’originale, Fernando Bàez ricostruisce l’inquietante storia della distruzione dei libri, vittime delle catastrofi naturali, delle fiamme, delle guerre e soprattutto dell’intolleranza politica e religiosa. L’itinerario parte dalle tavolette sumere e giunge fino al saccheggio di Baghdad all’inizio del secolo XXI, passando per la sparizione della leggendaria biblioteca di Alessandria, i grandi classici greci perduti, i roghi dell’imperatore cinese Shi Huangdi, la rovina dei papiri di Ercolano, gli abusi degli inquisitori, l’incendio dell’Escorial, l’eliminazione dei libri durante la guerra civile spagnola, le persecuzioni degli scrittori da parte dei totalitarismi del Novecento.
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