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Straniero in un mondo straniero

L’astronave da ricognizione Phoenix aveva smarrito la sua rotta ed era giunta in una regione sconosciuta del cielo, dove orbitava il pericoloso mondo degli ” atevi ” . Composto di fazioni fiere e bellicose, il popolo atevi sembrava del tutto incapace di stabilire una pacifica convivenza con i terrestri, e da qui era nato un conflitto che si era protratto per lunghi anni.Oggi, due secoli dopo la fine dei combattimenti, i superstiti umani vivono trincerati sull’isola di Mospheira, mentre a uno solo di loro – Bren Cameron, il ” palchi ” – è concesso di visitare le nazioni atevi. Ma in un mondo dove la giustizia viene amministrata mediante l’assassinio organizzato, non è facile svolgere una missione di pace fra i terrestri e i loro antagonisti. E Bren Cameron rischia subito di rimetterci la pelle in un crudele attentato.
Copertina: Oscar CHICONI

Gli strani suicidi di bartlesville

Festival Fredric Brown si potrebbe intitolare questo numero che vede il versatilissimo autore dei “racconti concentrati” alle prese con un intreccio di solida consistenza fantascientifica: un tranquillo villaggio americano sconvolto da una serie di inspiegabili “incidenti”, e la lunga brancolante lotta dei suoi abitanti impegnati a individuare e cercare l’ignota e mostruosa “mente direttiva” che sola può esserne la causa. Tra Brown romanziere e Brown umorista, al lettore decidere quale sia il più brillante.

Strani occhi

Se avete una bella faccia, o un bel paio di gambe, o un seno rifatto, potete entrare nel grande show del 2000. Se avete umiltà e pazienza potete prestare la vostra bocca – o qualunque altra parte del corpo – agli attori famosi del passato, e partecipare al remake elettronico di un capolavoro del cinema. Ma attenti! A Hollywood non interessano gli attori vivi. La loro specialità sono i fantasmi elettronici e i corpi caldi sono in pericolo…
Copertina: Massimo ROSESTOLATO

Strangers

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Dom Corvaisis, Ginger Weiss, Ernie Block ed altri: non si conoscono e vivono lontani gli uni dagli altri, ma li accomuna una paura cieca e misteriosa che trasformai loro giorni e notti in incubi. C’è un ricordo confuso di una violenza subita, di un’immagine luminosa e indecifrabile. Qualcuno però è disposto a uccidere per evitare che la loro memoria diventi più precisa. Ma non serve. Il ricordo riaffiora: tutti hanno soggiornato al Tranquility Motel di Ernie. Quale segreto si nasconde nel deserto del Nevada? Perché nessuno deve sapere?

LE STRANE NOZZE DI ROULETABILLE.

Si concludono con un lieto (ma davvero?) fine le avventure, iniziate ne Il Castello Nero, di Rouletabille e dei suoi impagabili e improbabili assistenti. Sullo sfondo di una truculenta guerra balcanica, Rouletabille riesce a sconfiggere (ma per davvero?) i suoi nemici, a ritrovare un tesoro e soprattutto a portare all’altare l’agognata Ivana. Il tutto sotto gli auspici della “russerie” e condito con l’allegro spirito della “Belle Epoque”.Seconda parte del ciclo “Rouletabille à la guerre”. La prima parte è stata pubblicata ne “Il castello Nero”

Una strana contessa

Catesby Burgoyne è un nobile eroe di guerra che, dopo aver lasciato l’esercito e aver rotto con la famiglia, si ritrova al verde. Prudence Youlgrave, orfana e costretta a vivere in povertà dall’odioso fratello, avrebbe bisogno di un buon matrimonio per sistemarsi. E Catesby non è certo l’uomo adatto allo scopo. Tuttavia, quando i giochi del destino lo spingono a salvare Prudence da una banda di malviventi, un’impetuosa attrazione li porta impulsivamente all’altare. Di fatto ancora sconosciuti l’uno all’altra, i novelli sposi dovranno imparare a fronteggiare insieme un futuro sorprendente quanto intrigante…

Strage nel cretaceo e altri racconti

Antologia senza presentazione.
Indice:
Clifford D. Simak – Strage nel cretaceo (Small Deer, 1965)
Horace Leonard Gold – Pietà per le macchine (Inside Man, 1965)
Robert Silverberg – Il fallo del monaco Robert Mondschein (The Warriors of Light, 1965)
Robert Sheckley – Mun Mun (Shall We Have a Little Talk?, 1965)
Isaac Asimov – I fondatori (Founding Father, 1965)
Copertina di Karel Thole

Strade senza uscita

Tagliare nastri sembra essere lo sport più diffuso tra amministratori pubblici e politici del Belpaese. Cantieri, cantieri e ancora cantieri. Potrebbe essere questo lo scenario che si presenterà ai nostri occhi nei prossimi anni, se andranno in porto gli oltre 2.000 km di nuove autostrade preventivate. Costo stimato: 50 miliardi di euro. La nuova colata di asfalto, spiega Roberto Cuda in questo documentatissimo libro, colpirà soprattutto le regioni del Nord e in particolare la Lombardia, dove le arterie in costruzione aumenteranno del 90 per cento l’attuale dotazione autostradale. Una bomba inesplosa che potrebbe sfigurare per sempre il paesaggio ma anche cambiare gli assetti del potere economico nel nostro Paese. Tuttavia, ci rivela l’autore, molti progetti sono al palo e la colpa non è degli ambientalisti, ma delle finanze. Le decantate «grandi opere» non hanno la copertura necessaria. I soldi a disposizione sono pochi e le banche, che si erano gettate a capofitto nella partita, ora si stanno sfilando. Che sta succedendo? Conviene davvero investire su queste strade? Un caso emblematico è quello della BreBeMi: 62 km di autostrada per 2,4 miliardi di euro complessivi, costo raddoppiato negli ultimi anni, per rientrare dal quale la concessionaria dovrà incassare 10 milioni di euro al mese per 20 anni. Intanto, la Milano-Serravalle è sull’orlo del fallimento. Una cosa è certa, spiega Cuda: grazie ai «trucchi» del project financing all’italiana, ad accollarsi i rischi non saranno i Signori del cemento ma gli italiani, sui cui ricadranno i debiti accumulati.
(source: Bol.com)

Le strade dell’invasione

Le strade dell’invasione sono infinite. Una sola delle nostre antologie non basterebbe a rispecchiare con un minimo di rappresentatività la ricchezza di questo che è sempre stato – e resta – fra i tre o quattro temi-chiave della fs. Con “Le strade dell’invasione” del presente numeroe le “Nuove strade dell’invasione” che usciranno nel prossimo, Urania presenta dunque la sua prima grande “Antologia in 2 volumi”: oltre trecento pagine di narratori anglo-americani, in una solida opera da biblioteca. Micro-invasioni e mono-invasioni; invasioni cilindriche e cupoliformi; invasioni polari e lunari. E per finire, una “invasione retrospettiva” con la partecipazione straordinaria di un personaggio che ci riporta alle origini di ogni minaccia contro il nostro precario pianeta.
Indice:
Eric Frank Russell – Il vegano (Legwork, 1956)
Walter M. Miller Jr. – La cupola nel deserto (Secret of the Death Dome, 1967)
Robert Moore Williams – Incognita lunare (Peace Corps, 1966)
Copertina di Karel Thole

Le strade dei nostri padri

Un’inchiesta di polizia è come un viaggio nella memoria: dal passato emergono gesti, volti, tasselli da raccogliere e decifrare fino a ricostruire la verità. Così, indagare su un omicidio può significare nuotare nella corrente del tempo, in una Barcellona sospesa tra la malinconia del ricordo e il cinismo del presente. Un ispettore, un giornalista, un avvocato: tre investigatori per un enigma che semina cadaveri. Decisi a sciogliere il mistero, si incammineranno lungo le strade dei loro padri, inseguendo una pista che li porterà lontano. Troppo lontano, forse.

La strada delle stelle

In mille anni di esplorazione spaziale, la razza umana ha colonizzato centinaia di pianeti senza incontrare nessun antagonista ed è convinta di regnare suprema sulla propria parte della Galassia. Ma un giorno, da una zona di spazio inesplorata ai margini dell’Impero dell’Uomo, giunge una sonda spaziale, costruita da una razza totalmente aliena, che potrebbe minacciare la supremazia dell’umanità e distruggere interi pianeti. Per conoscere questa nuova civiltà, per determinare il pericolo da essa rappresentato o – come ci si augura – per stringere rapporti commerciali e culturali, l’Impero invia una spedizione oltre i propri confini, con lo scopo di trovare il mondo da cui è partita la sonda: un mondo strano e affascinante, abitato da creature intelligenti come l’uomo, o forse di più, ma estremamente diverse da lui come civiltà, come cultura, come valori.