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Il ragazzo di buona famiglia

Scritto nell’autunno-inverno del 1927-28, il romanzo ha lo schema di più vicende parallele, le storie intrecciate di tre generazioni in forma di saga familiare, e sviluppa la stessa trama di incerteze e inettitudine esistenziale che saranno una delle costanti dell’opera narrativa di Piovene. Trovano ampio respiro anche la capacità ritrattistica e paesaggistica dell’autore e la sua felice indagine psicologica.
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Il ragazzo del fiume

Confluence: un mondo artificiale che orbita attorno a una misteriosa stella ai margini estremi della Galassia, una striscia piatta lunga ventimila chilometri, delimitata su un lato dalle Montagne dell’Orlo e sull’altro dal Grande Fiume. È il luogo dove i potentissimi discendenti dell’umanità hanno creato e allevato migliaia di razze aliene, mentre i loro antenati sono spariti dalla scena dell’universo e hanno eletto come ultimo rifugio un Buco Nero artificiale. Ma adesso questo mondo è stato abbandonato dai suoi creatori e la civiltà ristagna sotto la minaccia dalle eresie degli ultimi esseri umani, membri di una spedizione verso la galassia più vicina iniziata cinque milioni di anni prima. Il piccolo Yama era stato trovato fra le braccia di una donna senza vita, su una barca alla deriva sul Grande Fiume. Allevato da un oscuro burocrate fra le vestigia di un’antica metropoli, il suo destino sembra quello di finire risucchiato negli ingranaggi della vasta e ramificata teocrazia di Confluence. Ma qualcuno ha già scoperto la sua abilità nel controllare le macchine che governano la struttura di un mondo tanto complesso quanto misterioso. Per riconciliare la sua natura umana con i pericolosi poteri di cui si scopre dotato, Yama deve raggiungere l’antica capitale di Confluence e svelare l’enigma della sua nascita, perché solo in questo modo potrà chiarire a sé e agli altri la sua vera missione: diventare la guida suprema di Confluence… o la sua nemesi. Un’epica avventura nei meandri di una vasta, antichissima civiltà che nasconde il segreto della vita intelligente nell’universo. Un nuovo capolavoro dell’autore di Marte più e Fairyland, vincitore dei premi Philip K. Dick e Arthur C. Clarke.

Ragazzo da parete

Fra un tema su Kerouac e uno sul “Giovane Holden”, tra una citazione da “L’attimo fuggente” e una canzone degli Smiths, scorrono i giorni di un adolescente per niente ordinario. L’ingresso nelle scuole superiori lo lancia in un vortice di prime volte: la prima festa, la prima rissa, il primo amore – per la bellissima ragazza con gli occhi verdi che quando lo guarda fa tremare il mondo. Il primo bacio, e lei gli dice: per te sono troppo grande, però possiamo essere amici. Per compensare, Charlie trova una che non gli piace e parla troppo: a sedici anni fa il primo sesso, e non sa neanche perché. Allora lui, più portato alla riflessione che all’azione, affida emozioni, trasgressioni e turbamenti a una lunga serie di lettere indirizzate a un amico, al quale racconta ciò che vive, che sente, che ha intorno. Dotato di un’innata gentilezza d’animo e di un dono speciale per la poesia, il ragazzo è il confidente perfetto di tutti, quello che non dimentica mai un compleanno, quello che non tradisce mai e poi mai un segreto. Peccato che quello più grande, fosco e lontano, sia nascosto proprio dentro di lui.
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Un ragazzo d’oro

Mi dicono che sono dotato. Beh, ovviamente non intendo solo in quel senso… Ho anche un discreto cervello e un cuore grande. E mi piace usare tutti i miei doni al meglio. Sono, in pratica, un ragazzo d’oro.

La mia vita scorreva tranquilla finché mi sono ritrovato alle prese con una coinquilina provocante, in una situazione davvero complicata… Perché riuscire a scovare un appartamento a New York è più difficile che trovare il vero amore. Così, anche se adesso vivo con la sorellina del mio migliore amico, estremamente sexy e incredibilmente affascinante, so perfettamente come mi devo comportare: posso resistere a Josie, sono disciplinato e so tenere le mani a posto, anche se condividiamo solo cinquanta metri quadrati e le tentazioni sono tante. Ma io le ho sempre ignorate, almeno fino alla notte in cui lei ha insistito per infilarsi sotto le mie coperte… L’avrebbe aiutata a dormire dopo ciò che era successo quel giorno, diceva. Vi dò un indizio: nessuno dei due ha dormito…

Vi ho già detto che lei è anche la mia migliore amica? Che è brillante e stupenda sotto ogni punto di vista? Immagino che queste qualità rendano anche lei una ragazza d’oro…

(source: Bol.com)

I ragazzi della via Pal

I GRANDI CLASSICI PER RAGAZZI. Un esercito di ragazzi composto da un comandante, molti graduati e un solo soldato semplice difende il Grund, l’area della segheria, dalle mire dei ragazzi dell’Orto Botanico, le famigerate Camicie Rosse. Piccole società e grandi tradimenti sono l’ordito di una trama per cui gli adulti sono estranei e che si misura tutta sugli acerbi e intensi sentimenti dei più giovani.
(source: Bol.com)

I ragazzi della morte

I ragazzi della morte sono diciottenni, membri di una squadra di fucilieri americani. Scaraventati nella furiosa battaglia di Bastogne, devono assaltare la piccola città di Saarbach. Nelle buche scavate in fretta durante le brevi pause del combattimento in questi ultimi mesi del ’44, leggono i titoli dei giornali dove si annuncia che le reclute di diciotto anni non saranno mai mandate oltre oceano e tanto meno in combattimento. Il sergente Cooley che li comanda li chiama i bambini dell’asilo.

I ragazzi del ghetto

Varsavia, 1942. Mira è una ragazza piena di coraggio e di amore per la sua famiglia, rinchiusa nel ghetto di Varsavia sotto l’occupazione nazista. Con lei vivono la madre e la sorellina Hannah, che Mira protegge a ogni costo. Per loro, Mira sfida la feroce polizia, esplora la città in cerca di cibo decente, protetta solo dagli occhi verdi che non la fanno sembrare ebrea. Finché un giorno le ‘iene’, come ha soprannominato i gendarmi polacchi che prendono ordini dalle SS, la fermano e sembrano non lasciarsi ingannare dal suo aspetto, come se fiutassero con avidità una facile preda. Ma mentre Mira si sente spacciata, un giovane biondo la afferra improvvisamente e la bacia, facendola passare per la sua fidanzata. La ragazza è salva, e da quel momento Daniel non la perderà più di vista. Né nell’orrore, quando Mira scoprirà che tutti gli abitanti del ghetto, nessuno escluso, sono destinati allo sterminio nei campi. Né nel coraggio, quando lei deciderà di entrare nella resistenza. Né per tutti i lunghissimi 28 giorni durante i quali, insieme a un gruppo di altri ragazzi, sfiderà i nazisti nella più impensabile delle imprese: la rivolta del ghetto contro le forze di occupazione. La più lunga rivolta degli ebrei nella Seconda guerra mondiale. Ne ””I ragazzi del ghetto”” la Storia assume le sembianze di un gruppo di adolescenti con la loro incoscienza, i loro amori, le loro paure e il loro impareggiabile coraggio. E si scrolla così dalla polvere del tempo per diventare memoria viva, emozionante.
(source: Bol.com)

I ragazzi Burgess

A cinque anni di distanza dal grande successo di Olive Kitteridge, Premio Pulitzer 2009, Elizabeth Strout ci regala un grande romanzo corale sull’essere fratelli e sull’inesorabile richiamo della famiglia e delle radici.
I ragazzi Burgess, come vengono chiamati Jim, Bob e Susan, sono nati a Shirley Falls, nel Maine, e sono cresciuti in una piccola casa gialla in cima a una collina, in un angolo di continente appartato. Da adulti si sono allontanati, ognuno a scacciare il ricordo di un antico dramma familiare mai spento. Lassù è rimasta solo Susan, mentre gli altri due vivono a Brooklyn, New York. Nei Burgess si possono scorgere tre anime distinte e tanto diverse che è quasi impensabile immaginarli nella stessa foto di famiglia. Eppure, quando inizia questa storia, Susan chiama e chiede aiuto proprio a Bob e Jim: suo figlio, loro nipote, è nei guai. E allora non solo i tre fratelli sono costretti a riavvicinarsi, a dividere la preoccupazione e a tentare di ricomporre un trauma che alimenta ogni minima increspatura della loro intimità, ma sono anche travolti da una rivoluzione privata che implica, per tutti, il progetto di una nuova vita. L’ultimo romanzo di Elizabeth Strout è un’istantanea scattata nel momento esatto in cui le fragilità affettive escono allo scoperto mostrando tutta la complessità dei legami indissolubili. La sottile accortezza narrativa, che si manifesta in dettagli minuti quanto necessari, riesce a illuminare i più esili movimenti dell’animo e a scandagliare l’oscillazione perpetua della nostra emotività. Sono questi elementi a fare de I ragazzi Burgess un grande romanzo sull’essere fratelli e sull’inesorabile richiamo della famiglia. E confermano Elizabeth Strout come una delle più importanti voci della letteratura americana contemporanea.
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### Sinossi
A cinque anni di distanza dal grande successo di Olive Kitteridge, Premio Pulitzer 2009, Elizabeth Strout ci regala un grande romanzo corale sull’essere fratelli e sull’inesorabile richiamo della famiglia e delle radici.
I ragazzi Burgess, come vengono chiamati Jim, Bob e Susan, sono nati a Shirley Falls, nel Maine, e sono cresciuti in una piccola casa gialla in cima a una collina, in un angolo di continente appartato. Da adulti si sono allontanati, ognuno a scacciare il ricordo di un antico dramma familiare mai spento. Lassù è rimasta solo Susan, mentre gli altri due vivono a Brooklyn, New York. Nei Burgess si possono scorgere tre anime distinte e tanto diverse che è quasi impensabile immaginarli nella stessa foto di famiglia. Eppure, quando inizia questa storia, Susan chiama e chiede aiuto proprio a Bob e Jim: suo figlio, loro nipote, è nei guai. E allora non solo i tre fratelli sono costretti a riavvicinarsi, a dividere la preoccupazione e a tentare di ricomporre un trauma che alimenta ogni minima increspatura della loro intimità, ma sono anche travolti da una rivoluzione privata che implica, per tutti, il progetto di una nuova vita. L’ultimo romanzo di Elizabeth Strout è un’istantanea scattata nel momento esatto in cui le fragilità affettive escono allo scoperto mostrando tutta la complessità dei legami indissolubili. La sottile accortezza narrativa, che si manifesta in dettagli minuti quanto necessari, riesce a illuminare i più esili movimenti dell’animo e a scandagliare l’oscillazione perpetua della nostra emotività. Sono questi elementi a fare de I ragazzi Burgess un grande romanzo sull’essere fratelli e sull’inesorabile richiamo della famiglia. E confermano Elizabeth Strout come una delle più importanti voci della letteratura americana contemporanea.

Le ragazze single non parlano al plurale

Una single è un essere femminile molto singolare. A trent’anni è probabilmente già sopravvissuta a delusioni tali che avrebbero portato qualsiasi maschio a vegetare in casa dei genitori. Ma le ragazze hanno un’abilità speciale per trarre vantaggio dagli errori, sopravvivono sempre: all’ennesimo deludente appuntamento, al cuore spezzato, alla relazione fallita. Anche alla notizia che lo sposo ha festeggiato l’addio al celibato nel privé ricoperto di velluto nero e specchi di un locale gay.
Le altre hanno moltiplicato la loro personalità in un “noi”. Pensano, parlano e decidono per due. Ma è sempre meglio saper gestire il singolare prima di imbarcarsi nel “noi”… Ed è poi così necessario rinunciare all’identità per poter far parte di una coppia? Mettere in discussione l’indipendenza, accantonare i mille interessi e i progetti per il futuro, per adattarsi ai gusti di un uomo che oggi c’è e domani potrebbe essere chissà dove? In fondo è solo da se stessi che non ci si separa per tutta la vita.
Con tono confidenziale, stile irresistibile e ironia intelligente, acuta come un tacco a spillo, Giorgia Lovisotto ritrae le trentenni della nuova generazione. I loro sogni a occhi aperti e i desideri in precario e incantevole equilibrio tra indipendenza e femminilità, fragilità e volontà di ferro. Sostenute dalla fede nel valore dell’amicizia e dall’importanza terapeutica di una sincera risata davanti a un cocktail, le ragazze single rialzano la testa e trovano posto per la follia di una scia di brillantini rosa.

Le ragazze non hanno paura

Quattro ragazzi e un’estate che si trasforma in un’avventura imprevedibile. Come la vita, come il primo amore. Se dovesse scegliere un superpotere, Mario Brivio non avrebbe dubbi: l’invisibilità. Sarebbe il modo migliore per attraversare inosservato i corridoi del Boccaccio, lontano dagli sguardi del Bistecca e degli altri bulli della scuola. L’alternativa è quella a cui pensa sua mamma: spedirlo a trascorrere l’estate a casa della zia, a Castelnero, un paesino del Piemonte ai piedi delle montagne dove non conosce nessuno. Ma l’estate per un ragazzo di tredici anni – persino per uno apparentemente senza speranza come lui – è una stagione piena di magia, ed è proprio lì, tra boschi, torrenti e vecchi ponti di legno, che Mario incontra Tata. Tata, la ragazza più bella che abbia mai visto; Tata, la compagna di giornate trascorse a intagliare tronchi, costruire armi, e ad assaporare l’intensità di sentimenti fino ad allora sconosciuti. Insieme a lei, Mario diventa per la prima volta parte di un gruppo. O meglio, di una banda. Una banda di sole ragazze: Tata, Jo e Inca. Fino alla notte della tragedia. La notte in cui l’estate finisce e comincia un nero inverno, che ognuno di loro dovrà affrontare da solo. Un viaggio dentro un bosco fitto di paure, al termine del quale Mario e la sua banda si ritroveranno, mano nella mano, non più bambini.

(source: Bol.com)

Ragazze nella felicità coniugale

Amiche da sempre, Kate e Babà, le “ragazze di campagna” protagoniste dell’omonimo romanzo di Edna O’Brien, sono diventate donne, ormai. Lasciata Dublino, cercano a Londra quella vita emozionante che sembra loro impossibile nella sonnolenta, bigotta e repressiva Irlanda. Ma una volta arrivate, a parte qualche invito a cena e qualche incontro con personaggi mediocri, la monotonia prende il sopravvento e nel giro di poco tempo finiscono entrambe sposate con uomini non all’altezza delle loro aspettative. Intrappolata nella sua grigia casa di periferia con un marito ancor più tetro e sempre più freddo, Kate continua a inseguire il suo ideale dell’amore vero. Babà, intanto, ha i suoi problemi con un matrimonio di facciata, che si esprime attraverso la volgarità di una ricchezza esibita e priva di qualsiasi spessore. Per entrambe è arrivato il momento di fare le proprie scelte andando incontro al destino. Alternando capitoli in terza persona che seguono la parabola di Kate a capitoli in cui è Babà a raccontare la propria versione con tagliente ironia e incrollabile pragmatismo, “Ragazze nella felicità coniugale” (terzo capitolo della trilogia dopo “Ragazze di campagna” e “La ragazza dagli occhi verdi”) è il racconto lucido e commovente di cosa significhi davvero diventare adulti e scontrarsi con l’amarezza della vita.
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Ragazze mancine

Adele ha trentadue anni e non ha mai lavorato un giorno in vita sua. Una mattina si sveglia e scopre che il suo mondo non esiste piú: il marito ha dichiarato fallimento, ha prosciugato i conti in banca ed è scappato con l’amante. Come regalo d’addio le ha lasciato il gigantesco cane della sua nuova fidanzata. Ed è proprio mentre Adele tenta di liberarsene che una ragazza con una bambina in braccio le si fionda in macchina… Inizia cosí il nuovo romanzo di Stefania Bertola, con l’incontro-scontro tra due donne che non potrebbero essere piú distanti: una pare uscita da una versione biellese di Beautiful, l’altra è ecocompatibile e spontaneamente zen, generatrice automatica di guai. Costrette dal destino a dividere una casa, alcune insidie, un’accanita nemica e un affascinante bugiardo, ciascuna imparerà dall’altra a ribaltare le proprie certezze. Un romanzo che trabocca di allegria e intelligenza, capace di attraversare i generi per andare spavaldo dove vuole.

‘Restare sveglia a guardare l’uomo amato che dorme è una delle piú perniciose attività femminili’.

‘Fa un breve fischio, come una specie di richiamo per le allodole o qualcosa del genere; non so se le allodole si fanno richiamare né da chi, ma so che se fossi un’allodola e sentissi quel suono arriverei di corsa’.

(source: Bol.com)

Le ragazze di Shanghai

Nella Shanghai di fine anni Trenta, una “Parigi d’Oriente” in pieno fermento culturale, le sorelle Pearl e May vivono una vita agiata e serena. Hanno ventuno e diciotto anni e sono molto unite, pur essendo diversissime: Pearl, nata nell’anno del drago, è tenace e ha uno spiccato senso del dovere, mentre May, nata nell’anno della pecora, ha un carattere più docile. La loro famiglia, grazie alle attività del padre, gode dei privilegi della borghesia di Shanghai: una bella casa, servitori a disposizione e denaro per comprare abiti eleganti e frequentare i locali alla moda. Le due sorelle non hanno bisogno di lavorare e fanno le modelle per hobby, posando per un giovane pittore. Fino a che tutto cambia. Fino a che, un giorno infausto, il padre perde l’intero patrimonio al gioco e si vede costretto a vendere le proprie figlie, dandole in spose a due fratelli cinesi che vivono a Los Angeles. Mentre i bombardamenti giapponesi imperversano sulla loro città, Pearl e May intraprendono un viaggio lungo e travagliato che le porterà nel Sud della Cina e poi, attraversato il Pacifico, nella Città degli Angeli. Qui, nei sobborghi di Chinatown, avrà inizio per loro un nuovo capitolo: la ricerca infaticabile dell’amore in un matrimonio con uno sconosciuto, l’insidioso richiamo di Hollywood, la lotta quotidiana contro le discriminazioni e la nascita di una nuova vita in cui riporre speranze che si credevano perdute…
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La ragazza tatuata

Joshua Seigl detesta ammetterlo, ma quello che sta cercando non è un semplice assistente. Arrivato all’età di trentotto anni, Seigl, che anni prima, grazie a un romanzo ambientato nella Germania nazista, ha conosciuto una certa notorietà, non intende più vivere solo, e cerca qualcuno disposto a prendersi cura non soltanto del suo lavoro, ma soprattutto del suo carattere eccentrico e delle sue manie di scrittore solitario.
Scartando candidati coltissimi e ammiratori adoranti della sua opera letteraria, Seigl finisce per scegliere una ragazza semianalfabeta che sembra essere comparsa dal nulla in quella cittadina borghese sulla riva del lago Ontario. Quando le chiede il suo nome, la ragazza sussurra un debole ”Alma”, senza cognome e senza passato. Per tutti però è la Ragazza Tatuata, perché sul corpo porta strani disegni sbiaditi e mal abbozzati, frutto della violenza di un gruppo di amici. E proprio a partire da quei tatuaggi si svela la storia terribile di Alma: la sua adolescenza feroce e spregiudicata, le umiliazioni, il degrado familiare e il terribile, insospettabile, antisemitismo. L’alleanza tra il raffinato scrittore ebreo e la ragazza problematica sembra quanto mai difficile, eppure qualcosa nelle loro solitudini li avvicina, qualcosa nei modi rispettosi e amabili di Seigl apre una breccia nel muro di diffidenza e di aggressività di Alma, fino a trasformarli in improbabili, complici compagni. Con la consueta spregiudicatezza che l’ha fatta conoscere al grande pubblico, Joyce Carol Oates racconta una favola ipnotica e inquietante, in cui la fascinazione per il lato perverso della natura umana si accompagna al racconto struggente di un legame ingenuo e assoluto, che Seigl e Alma finiranno per pagare a caro prezzo.
(source: Bol.com)

La ragazza senza nome

Chi è la ragazzina di colore che giace inerte in un letto del reparto psichiatrico del Children’s Hospital di Buffalo? Qual è il suo nome? E perché non parla? Sono solo alcune delle domande senza risposta su cui la dottoressa Zoe Goldman deve far luce. Dal giorno in cui la polizia l’ha soccorsa mentre si aggirava in stato di alterazione mentale per le vie della città, la giovane non ha dato più segni di voler cercare un contatto con l’esterno. L’unica certezza è che né farmaci né le terapie stanno aiutando la paziente, cui il personale del reparto ha dato il nome di Jane Doe, a uscire dallo stato catatonico in cui sembra essere inspiegabilmente caduta. Zoe sa che non c’è altra via che cercare di risalire all’identità della ragazza e scoperchiare il vaso dei segreti custoditi dietro un muro invalicabile di silenzio e amnesia, anche se ciò significa andare contro le direttive dello stimato dottor Tad Berringer, nuovo psichiatra dell’ospedale, e interferire col lavoro del detective Adams, che sta indagando sul caso insieme alla polizia di Buffalo. Una storia potente, coinvolgente, sui meccanismi perversi della mente e della memoria come unico argine a un passato che ritorna con i suoi incubi.

(source: Bol.com)

La ragazza nella nebbia

IL GRANDE BESTSELLER
CHE SEGNA L’ESORDIO ALLA REGIA DI
DONATO CARRISI
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DA QUESTO ROMANZO IL FILM EVENTO 2017
con Toni Servillo, Alessio Boni e Jean Reno
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DAL 26 OTTOBRE AL CINEMA

‘La giustizia non fa ascolti. La giustizia non interessa a nessuno. La gente vuole un mostro… E io le do quello che vuole.’

La notte in cui tutto cambia per sempre è una notte di ghiaccio e nebbia ad Avechot, un paese rintanato in una valle profonda fra le ombre delle Alpi. Forse è stata proprio colpa della nebbia se l’auto dell’agente speciale Vogel è finita in un fosso. Un banale incidente.
Vogel è illeso, ma sotto shock. Non ricorda perché è lì e come ci è arrivato.
Eppure una cosa è certa: l’agente speciale Vogel dovrebbe trovarsi da tutt’altra parte, lontano da Avechot.
Infatti, sono ormai passati due mesi da quando una ragazzina del paese è scomparsa nella nebbia. Due mesi da quando Vogel si è occupato di quello che, da semplice caso di allontanamento volontario, si è trasformato prima in un caso di rapimento e, da lì, in un colossale caso mediatico.
Perché è questa la specialità di Vogel. Non gli interessa nulla del dna, non sa che farsene dei rilevamenti della scientifica, però in una cosa è insuperabile: manovrare i media. Attirare le telecamere, conquistare le prime pagine. Ottenere sempre più fondi per l’indagine grazie all’attenzione e alle pressioni del ‘pubblico a casa’. Santificare la vittima e, alla fine, scovare il mostro e sbatterlo in galera.
Questo è il suo gioco, e questa è la sua ‘firma’. Perché ci vuole uno come lui, privo di scrupoli, sicuro dei propri metodi, per far sì che un crimine riceva ciò che realmente gli spetta: non tanto una soluzione, quanto un’audience.
Sono passati due mesi da tutto questo, e l’agente speciale Vogel dovrebbe essere lontano, ormai, da quelle montagne inospitali. Ma allora, cosa ci fa ancora lì? Perché quell’incidente? Ma soprattutto, visto che è illeso, a chi appartiene il sangue che ha sui vestiti?

Breve storia di un grande successo

Gennaio 2009 Esce in Italia Il suggeritore, il romanzo d’esordio italiano che cambia le regole fissate dai grandi maestri internazionali del genere.
Autunno 2009 Dopo aver vinto il Premio Bancarella ed essere rimasto più di 30 settimane in classifica, Il suggeritore diventa un fenomeno editoriale in tutto il mondo: esce in 23 Paesi e sale ai vertici delle classifiche in Francia, Germania, Spagna e Inghilterra. Carrisi diventa l’autore italiano di thriller più venduto nel mondo.
Estate 2011 Esce Il tribunale delle anime, ambientato in una Roma misteriosa e inedita, e raggiunge immediatamente la vetta delle classifiche.
Autunno 2011Il suggeritore vince il Prix Polar e il Prix Livre de Poche, il più importante premio dei lettori in Francia. Nel frattempo il romanzo ha venduto oltre un milione di copie nel mondo.
Primavera 2013 Mila Vasquez, la protagonista del Suggeritore, torna nel romanzo bestseller L’ipotesi del male.
Autunno 2014 Esce Il cacciatore del buio, seguito del Tribunale delle anime, e in poche settimane raggiunge le 7 edizioni.
Novembre 2015 Esce l’attesissimo, nuovo romanzo, La ragazza nella nebbia. Ed è subito bestseller ad altissimo gradimento.
Dicembre 2016 Esce Il maestro delle ombre, il nuovo stupefacente romanzo dell’indiscusso re italiano del thriller.

**Autunno 2017 **Arriva nelle sale La ragazza nella nebbia, il film evento dell’anno, con Toni Servillo, Alessio Boni e Jean Reno, tratto dall’omonimo romanzo e diretto da Donato Carrisi.

Alcuni giudizi sul Suggeritore:

‘Fantastico! Un libro eccellente.’
Michael Connelly

‘Questo romanzo è stato il mio paradiso.’
Ken Follett

(source: Bol.com)