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Una realtà separata

L’incredibile viaggio intellettuale di Castaneda e dello sciamano messicano don Juan Matus è il resoconto di un faticoso cammino di crescita spirituale e dell’immersione in una nuova saggezza radicalmente alternativa rispetto a quella razionalista della civiltà occidentale. In Una realtà separata – seconda tappa del processo iniziatico aperto da Gli insegnamenti di don Juan – l’autore prosegue la propria esperienza rivelatrice e apprende la fondamentale differenza tra ”vedere” e ”guardare”: mentre ”guardare” si riferisce al modo consueto in cui siamo abituati a percepire la realtà, ”vedere” comporta un procedimento complesso in virtù del quale possiamo arrivare a conoscere l’essenza delle cose. Attraverso la narrazione delle avventure vissute insieme a don Juan, Castaneda accompagna il lettore in un sorprendente itinerario di trasformazione interiore e porta alla luce aspetti inediti e nascosti della realtà quotidiana in grado di sovvertire i criteri con cui siamo abituati a leggere il mondo.
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La realtà non è come ci appare: La struttura elementare delle cose

Tempo, spazio e materia appaiono generati da un pullulare di eventi quantistici elementari. Comprendere questa tessitura profonda della realtà è l’obiettivo della ricerca in gravità quantistica, la sfida della scienza contemporanea dove tutto il nostro sapere sulla natura viene rimesso in questione. Carlo Rovelli, uno dei principali protagonisti di questa avventura, conduce il lettore al cuore dell’indagine in modo semplice e avvincente. Racconta come sia cambiata la nostra immagine del mondo dall’Antichità alle scoperte più recenti: l’evaporazione dei buchi neri, l’Universo prima del big bang, la struttura granulare dello spazio, il ruolo dell’informazione e l’assenza del tempo in fisica fondamentale. L’autore disegna un vasto affresco della visione fisica del mondo, chiarisce il contenuto di teorie come la relatività generale e la meccanica quantistica, ci porta al bordo del sapere attuale e offre una versione originale e articolata delle principali questioni oggi aperte. Soprattutto, comunica il fascino di questa ricerca, la passione che la anima e la bellezza della nuova prospettiva sul mondo che la scienza svela ai nostri occhi.
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La realtà non è come ci appare

Se mettiamo insieme quanto abbiamo imparato sul mondo fisico nel corso del XX secolo, emerge una struttura elementare del mondo generata da un pullulare di eventi quantistici.La gravità quantistica è il principale problema aperto al cuore della fisicafondamentale. Lo sforzo per risolverlo è un’avventura appassionante nel corsodella quale tutto il nostro sapere è rimesso in questione.Carlo Rovelli, uno dei principali protagonisti di questa avventura, conduce il lettore nel cuore della ricerca, in modo semplice, mostrando come lentamente è cambiata la nostra immagine del mondo, a partire dall’antichità fino a quanto stiamo scoprendo oggi sull’evaporazione dei buchi neri, la fisica al di làdel big bang e la struttura granulare dello spazio.
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Realismo?: Una questione non controversa

Che cosa è il realismo? Che cosa intende dire chi si dichiara «realista» e a chi esattamente si contrappone? Siamo o dobbiamo essere davvero, in filosofia, nell’arte, in politica, più «realisti» di un tempo? In un rapido e originale percorso nei dibattiti recenti sul tema, dal postmodernismo a oggi, Franca D’Agostini risponde con risolutezza e chiarezza a queste domande, smontando un certo numero di luoghi comuni, tanto diffusi quanto infondati. La prima parte del libro è un breve pamphlet destinato a difendere il realismo dalla confusione e dalla banalità a cui lo condannano molti suoi presunti estimatori. La seconda parte ricostruisce i dibattiti più interessanti, presenta alcuni realismi «realmente nuovi» di cui si parla poco o nulla in Italia, e delinea una prospettiva originale. Associando alla perizia discussiva una profonda conoscenza del pensiero contemporaneo, D’Agostini ci ricorda che l’antirealismo non è mai esistito in filosofia: i fatti sono sempre stati, hegelianamente, «il vivente pane della ragione».

Ready Player One

*** DA QUESTO ROMANZO CULT, L’ATTESISSIMO FILM DIRETTO E PRODOTTO DA STEVEN SPIELBERG A MARZO AL CINEMA *** *** Uno straordinario romanzo cult che ha conquistato milioni di lettori nel mondo, un film diretto e prodotto da Steven Spielberg in uscita a Marzo 2018, torna il fenomeno Ready Player One: l’avvincente e immaginifica storia di un ragazzino impegnato nella più grande caccia al tesoro virtuale di tutti i tempi. *** Chiunque abbia la mia età ricorda esattamente dove si trovava e che cosa stava facendo nel preciso istante in cui, per la prima volta, sentì parlare della Caccia. È una fredda mattina di gennaio del 2045 quando la notizia destinata a sconvolgere la vita del giovane Wade rimbalza sugli schermi di tutto il mondo: il creatore di videogiochi più prolifico e geniale di sempre, James Halliday, è morto nella notte senza lasciare eredi. Che ne sarà adesso di OASIS, il formidabile contenitore di universi virtuali da lui ideato? E dei milioni di persone che, ogni giorno, scelgono di trascorrere la propria esistenza nei suoi strabilianti meandri, piuttosto che nella realtà di un pianeta devastato dalle guerre, dalle carestie e dall’ingiustizia sociale? La risposta è contenuta in un video che Halliday stesso ha diffuso poco prima di morire: una caccia al tesoro globale, una sfida virtuale ispirata ai mitici videogiochi della sua (e della nostra) adolescenza. Chiunque riuscirà a scoprire per primo la serie di indizi disseminati da Halliday, decifrandone il complesso viluppo di citazioni e rimandi, riceverà in premio la sua immensa fortuna e il controllo di OASIS. Per Wade, nerd fino al midollo e appassionato di retrogaming, è l’occasione di riscattare una vita ai margini. Ma la I.O.I., multinazionale tra le più potenti e spregiudicate, non ha alcuna intenzione di restare a guardare, e, pur di mettere le mani su OASIS, si prepara a giocare una partita che più sporca non si può. Acclamato come il primo, grande romanzo dell’Era digitale, Ready Player One è un vero e proprio trionfo dell’immaginazione. Capace di stupire ed emozionare, e di proiettarci in un futuro che è già presente. ”Willy Wonka incontra Matrix. Ernest Cline è ufficialmente il nerd più cool del pianeta”. – Usa Today ”Come in un romanzo di Dick, anche in Ready Player One vero e artificiale si confondono. Un distillato di cultura pop anni ’80, zeppo di rimandi a videogiochi, cinematografia d’epoca e altre perle”. – WIRED.IT

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Re Sole e lo Scoiattolo

Il protagonista si chiama Nicolas Fouquet, lo Scoiattolo, ed è Sovrintendente delle Finanze di Luigi XIV, il re Sole. L’epoca è il Seicento francese, “Le Grand Siécle”, e rappresenta uno spiraglio sulla modernità, sull’Europa in divenire, l’Europa che sarà. Il luogo attorno a cui ruota parte di questa vicenda è il castello di Vaux – le – Vicomte, la meravigliosa proprietà di Fouquet che susciterà le invidie del re. Temi salienti del dramma sono il potere e il denaro, l’ambizione e l’invidia, la dissimulazione e il tradimento, ma anche l’amore e la fedeltà, la lealtà e il senso dell’amicizia, il grande mecenatismo e l’amore per il bello. La Storia, certo, non è avara di episodi drammatici: alcuni sembrerebbero i classici casi in cui il meritato castigo si è abbattuto sul colpevole, altri sono meno facili da definire, anche a posteriori. Quali sono gli errori realmente commessi da Nicolas Fouquet? Quali invece quelli ingiustamente attribuitigli per chiuderlo in trappola? Dov’è il bene e dove il male? Dove la colpa, dove l’innocenza? Possono anche determinarsi circostanze dall’apparenza casuale che portano a conclusioni devastanti. Può succedere, ad esempio, che durante un temporale un fulmine colpisca un albero e prenda in pieno uno scoiattolo, abbattendolo. Anche in questa vicenda c’è un metaforico fulmine, anzi “delle folgori reali”: non casuali però, bensì accuratamente preparate, astutamente dissimulate, deliberatamente volute. Decise a tavolino per incenerire quel personaggio troppo abile e fortunato, a cui il destino aveva concesso tutto, e per tale ragione andava punito espellendolo definitivamente dal palcoscenico su cui con troppo successo aveva recitato.

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Un re senza distrazioni

‘*Con pochi, genialissimi tratti Giono evoca l’atmosfera del male che a poco a poco avvolge e penetra e si insinua nelle case: tutto non è più che delitto e ossessione del delitto.*’
Pietro Citati

È il 1843. La sparizione improvvisa di due persone a distanza di tempo sconvolge la quiete di un paesino sperduto fra le montagne dell’Alto Delfinato. Il capitano Langlois, ex combattente e reduce della campagna d’Algeria, viene mandato a indagare. In breve tempo scopre i cadaveri degli scomparsi e si mette sulle tracce dell’assassino. Ma è qui che comincia il vero ‘giallo’, il mistero che troverà soluzione soltanto nelle ultime righe del romanzo. Ed è qui che le parti si rovesciano, e oggetto dell’indagine diventa lo stesso Langlois: perché si ostina a ripetere che quell’uomo – l’assassino – non è un mostro? Come ha fatto, prima ancora di arrivare a incastrarlo, a comprenderlo così a fondo? In quella vicenda lontana, in quella storia di sangue che poteva sembrare destinata a offrire soltanto qualche ora di ‘distrazione’ a dei comuni, normali lettori, c’è qualcosa che ci tocca, che ci coinvolge profondamente. È questo il punto, il senso dell’indagine: quanto è grande la distanza che separa l’essere normale dal mostro?
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Il Re dinverno

La storia di Excalibur, di re Artù e dei suoi cavalieri, è narrata da Derfel, un vecchio monaco, un tempo guerriero di Artù. Derfel, pur essendo sassone, è stato allevato da Merlino, druido dell’antica religione celtica, ed è cresciuto con Nimue, giovane sacerdotessa di Merlino, e Morgana, profetessa e sorella di Artù, nel castello dell’Isola di Cristallo. La vicenda ha inizio nell’anno 480 d. C., allorché i popoli di razza celtica della Britannia, dopo quattro secoli di dominio romano, sono ritornati indipendenti. Con la libertà, però, la Britannia non ha ottenuto la pace: i contrasti interni, infatti, sono forti, e a questo si aggiunge l’invasione dei sassoni, tribù di origine germanica che si sono già impadronite della parte orientale dell’isola. In passato, i sassoni erano stati sconfitti dal grande re Uther, ma ora il sovrano è vecchio e ormai prossimo alla morte, e il suo unico erede legittimo è Mordred, un bambino di pochi mesi. Uther lascia a lui il suo regno, la Dumnonia, anche se l’unica persona in grado di riunire la Britannia contro i sassoni è Artù, un suo figlio illegittimo. Artù accetta di proteggere Mordred ma, sventuratamente, si innamora di Ginevra, una principessa senza più terra né oro, e fugge con lei. Sfuma così la prospettiva di un matrimonio politico tra Artù e la principessa del Powys: tra i regni della Britannia riprendono le ostilità. Nel frattempo, il castello di Merlino viene distrutto da un’incursione di soldati nemici, Derfel fugge con il piccolo Mordred, e diventa uno dei più fidati guerrieri di Artù. Più tardi, dopo il matrimonio di Artù e Ginevra, il re Ban di Benoic invita Artù, che gli aveva giurato fedeltà, a correre in suo aiuto perché il Benoic, regno del nord della Francia, sta per cadere. Artù, che non può abbandonare la Dumnonia, manda Derfel nelle Gallie. Ma il regno di Ban è ormai condannato, nonostante gli sforzi di Derfel e dei suoi uomini. Quando cade anche Trebes, la capitale, Derfel è costretto a fuggire con pochi superstiti tra cui il principe Lancillotto, figlio di Ban. Il primo volume termina con il ritorno di Derfel in Britannia, dove la situazione è grave: Artù è accerchiato da nemici su tutti i fronti, e il suo principale avversario, il regno di Powys, si prepara ad assestare alla Dumnonia il colpo finale

Il re di Norvegia

All’interno del kibbutz Yekhat, piccolo mondo autarchico e ricco di umanità come la più vasta delle metropoli, un uomo funge da giardiniere e, al contempo, da narratore di tutte le storie che vengono da fuori, dal vasto “altrove”. Specialmente quelle tragiche. Un colpo di cesoie e una scorsa al giornale, Zvi Provizor sembra avere nel cuore spazio solo per le sventure altrui. Ma una donna, Luna, inizia con lui uno scambio di sguardi, silenzi e affetti… Tratto da “Tra amici”, pubblicato da Feltrinelli. Numero caratteri: 18.702
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### Sinossi
All’interno del kibbutz Yekhat, piccolo mondo autarchico e ricco di umanità come la più vasta delle metropoli, un uomo funge da giardiniere e, al contempo, da narratore di tutte le storie che vengono da fuori, dal vasto “altrove”. Specialmente quelle tragiche. Un colpo di cesoie e una scorsa al giornale, Zvi Provizor sembra avere nel cuore spazio solo per le sventure altrui. Ma una donna, Luna, inizia con lui uno scambio di sguardi, silenzi e affetti… Tratto da “Tra amici”, pubblicato da Feltrinelli. Numero caratteri: 18.702

Il re della truffa

Solo un truffatore può incastrare un altro truffatore. Questo deve aver pensato l’FBI quando, nel 1977, ha catturato Mel Weinberg, imbroglione così raffinato da lasciarsi alle spalle l’infanzia povera a Brooklyn ed entrare nel gotha della finanza internazionale. Ma anche il criminale più furbo ha un punto debole – nel suo caso una donna bellissima, Lady Diane – e Mel, una volta scoperto, viene ‘convinto’ a passare dall’altra parte. Spetta a lui il compito di organizzare il più delicato e complesso raggiro di sempre, l’operazione Abscam, per smascherare finalmente la corruzione ad alto livello. Anzi, altissimo, perché a essere coinvolti sono senatori e deputati troppo sensibili al fascino delle mazzette e ai favori della mafia. Tra colpi di scena, fughe di notizie e scuse improbabili (ma spesso la gente è disposta a bersi anche le storie più incredibili), lentezze burocratiche e ingenuità dell’FBI, Weinberg lavora con scrupolo da maestro al colpo del secolo. Il reporter investigativo Robert W. Greene, due volte premio Pulitzer, ricostruisce con brio lo scandalo che ha messo nel sacco il fiore della politica americana grazie all’ostinata intraprendenza di una banda improvvisata di agenti e imbroglioni. Al centro di tutto la figura irresistibile di Mel Weinberg, amante del gioco e delle donne, gran conoscitore delle debolezze umane, infaticabile bugiardo, che ha saputo fare della sua unica arte, la truffa, un onesto capolavoro.
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Il re della pioggia

Premio Nobel per la letteratura nel 1976, Saul Bellow ne *Il re della pioggia*, racconta la vicenda di Eugene Henderson, un americano che, giunto a cinquantacinque anni pieno di donne, di figli e di denaro, fugge nel cuore dell’Africa alla ricerca di verità elementari sul mondo e su stesso: ne emerge un ritratto fortemente comico, ma insieme inedito e corrosivo, del tradizionale ‘innocente’ americano, a formare un classico della letteratura di tutti i tempi.

Il re della guerra

L’aquila perduta di RomaUna serie epica Oltre 50.000 copie in Italia Un grande romanzo storico Un grande condottiero Una missione suicida Un unico obiettivo: recuperare l’aquila di Roma Caligola è stato assassinato, e al suo posto i pretoriani hanno acclamato Claudio. Eppure il nuovo imperatore non gode del favore dei romani, anzi la sua posizione è sempre più incerta. I suoi liberti – Narciso, Pallante e Callisto – devono trovare un modo per rafforzare rapidamente la sua immagine di grande condottiero, ma quale? Pallante ha un’idea: recuperare il vessillo della XVII legione, un’aquila romana andata perduta quarant’anni prima nella campagna di Germania. E chi, se non Vespasiano, può portare a termine una missione così pericolosa tra le foreste teutoniche? Accompagnato da suo fratello e da un piccolo contingente di cavalleria, cercherà in tutti i modi di riportare il vessillo a Roma. Ma la spedizione è seguita passo passo da un gruppo di cacciatori, che ogni notte rapisce qualche soldato romano, lasciando l’indomani il cadavere sul loro cammino. Qualcuno sta sabotando la sua missione… Ciononostante, Vespasiano riuscirà a ritrovare l’insegna e ad arrivare fino alle coste della Britannia. A quel punto, però, dovrà affrontare un nuovo pericolo: saprà sfuggire all’ira dello stesso imperatore che lo aveva spedito tra quelle lande così lontane? La serie su Vespasiano che ha già appassionato oltre 50.000 lettori solo in Italia! Hanno scritto dei suoi libri: ‘Un nuovo e promettente personaggio dell’antica Roma.’ Thriller Magazine ‘È uno straordinario romanzo storico. Cos’altro posso dire? Aspetto il prossimo volume della serie!’ Goodreads ‘Le scene d’azione sono raccontate con grande abilità… È bello trovare un autore che, quando parla di battaglie, non si sottrae alla mischia.’ AmazonRoberto FabbriÈ nato a Ginevra e vive tra Londra e Berlino. Per venticinque anni ha lavorato in produzioni televisive e cinematografiche. La sua passione per la storia, in particolare per quella dell’antica Roma, lo ha spinto a scrivere la serie dedicata all’imperatore Vespasiano, di cui la Newton Compton ha già pubblicato: Il tribuno, Il giustiziere di Roma, Il generale di Roma e Il re della guerra.

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Il re dei murgos

Il figlio di Garion, re di Riva, è stato rapito e la sua ricerca porta il re con i propri fedeli sulle tracce del misterioso Zandramas. Bisogna infatti fermarlo nel “luogo che più non è”, altrimenti il male potrebbe governare per sempre sul mondo.
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Il re dei fantasmi

Jon Shannow è “l’Uomo di Gerusalemme”, il solitario, affascinante avventuriero che tante volte ha salvato il mondo da sconvolgimenti cosmici. Ma cosa c’era in principio? In altre parole, come è cominciata tutta la vicenda che ha reso il mondo di Shannow quello che è?
Come è potuto accadere che le Sipstrassi, le pietre del potere, sino diventare i cardini intorno a cui ruota il nostro universo?
Bisogna fare un passo indietro, all’era oscura che fece seguito all’abbandono della Britannia da parte delle legioni romane… tutta la regione è caduta in preda al caos, al
sangue, alla vendetta, alle lotte intestine fra i vari clan. Il Re di Britannia viene ucciso a tradimento da un pugno di cospiratori e la grande spada del potere scompare. Ben presto
l’ombra di poteri malvagi lambisce il trono vacante, nella persona della Regina Incantatrice e del Signore dei Nonmorti. Al loro comando migliaia di barbari provenienti dal continente, dalle regioni di là dal Reno, si stanno ammassando per impadronirsi della Britannia. Chi può fermarli?
Apparentemente solo un ragazzino e un vecchio guerriero tentano di sbarrare loro la strada, in una sfida assolutamente impari, ma il giovinetto è un principe del sangue e il vecchio guerriero è una leggenda vivente: Culain, l’invincibile Signore della Lancia. E a questo punto, tutti i giochi sono ancora aperti!

Il razzismo è una gaffe. Eccessi e virtù del «Politically correct»

Si aggira da tempo per gli Stati Uniti una strana e complessa cosa che va sotto il nome di «correttezza politica». Piccoli gruppi di intellettuali, per lo più professori e spesso abbastanza ignoranti, maltrattano la cultura storica e letteraria e il linguaggio quotidiano: la Sfinge aveva il naso negroide, e i bianchi glielo hanno abbattuto a cannonate per nascondere la gloriosa storia culturale dell'Africa nera; qualsiasi rapporto tra una femmina e un maschio è uno stupro; Shakespeare era un bianco dominatore che non trattò il problema degli indiani d'America e degli omosessuali. In Italia non c'è quasi nulla di simile, al contrario si diffonde quella che Barbara Spinelli ha chiamato «la nuova sfacciataggine». Eppure non è affatto necessario condividere gli eccessi teorici e pratici dei «politicamente corretti» per accettare un confronto sulle valenze offensive del linguaggio di tutti i giorni. Anche perché non si tratta soltanto di «non offendere», ma soprattutto di abituarsi a non percepire il mondo degli uomini (e delle donne) attraverso le categorie e i criteri di rilevanza messi assieme da millenni di guerre e sopraffazioni. La presa di coscienza dell'importanza del linguaggio è, in definitiva, un elemento non trascurabile della riflessione sulla tolleranza, e il linguaggio non offensivo è uno strumento di convivenza su cui è sciocco far sempre e soltanto del sarcasmo.

Ratti rossi

In un centro karaoke del Fujian, copertura di una casa di piacere, viene ritrovato il cadavere di un poliziotto: stava indagando sui traffici di Xing Xing, magnate a capo di un impero di contrabbando che coinvolge illustri personaggi governativi. Una lunga catena in cui rimane impigliato anche l’ispettore Chen, incaricato di fare luce su un delicato caso di corruzione. “Le storie dell’ispettore Chen Cao, ambientate a Shanghai, sono una guida perfetta a una società in pieno passaggio dal vecchio al nuovo, con le sue contraddizioni e i suoi contrasti, così difficili da capire per un occidentale” Manuela Parrino, VANITY FAIR
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