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Il trono della follia. Anharra: 1

In un’epoca di grande violenza e di grande magia, il mondo conosciuto è diviso in quattro terre. La più misteriosa e pericolosa è il Vuoto, un deserto inesplorato, popolato di miraggi e strani popoli. Qui, secoli prima, Vemerin il Re Pazzo ha eretto la città di Anharra, dove ha regnato con il suo esercito composto di esseri umani e creature terribili. Ora Vemerin è morto, sepolto in una tomba custodita da sette statue colossali, di cui nessuno conosce l’esatta ubicazione. Anche dell’antica Anharra è rimasto solo il ricordo confuso, ma si racconta di tesori favolosi nascosti tra le sue rovine, tesori che l’impero che governa le terre conosciute ha deciso di conquistare.
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Troilo e Cressida. Testo inglese a fronte

Sinossi

Opera di sorprendente modernità e complessità, “Troilo e Cressida – scrive Francesco Binni – è un capolavoro davvero caleidoscopico, insieme affresco cavalleresco e grande farsa caricaturale: tragedia che getta una luce spietata sul mondo dell’epica e che dalla scintilla provocata dal connubio shakespeariano di tragico e comico, sviluppa un discorso organicamente moderno sulle peripezie di un’identità che tuttora ci sfugge, e non solo sul piano discorsivo”.

Il tristo mietitore

Si dice che al mondo niente sia inevitabile, tranne la morte e le tasse. Ma questo forse prima che Morte venisse licenziato in tronco. L’ultima cosa di cui un universo può aver bisogno è di un Tristo Mietitore disoccupato, perché quando un importante servizio pubblico viene a mancare la conseguenza è sempre il caos. Ora Mondo Disco pullula di zombie e non-morti. Reg Scarpa, attivista per i diritti dei defunti, improvvisamente ha molto più lavoro di quanto si sia mai sognato. E il mago Windle Poons, trapassato di fresco, si risveglia nella tomba scoprendo di essere… morto e vegeto. Ma proprio a lui e a un ben poco temibile gruppo di non-morti (Arthur Winkings, per esempio, era diventato vampiro dopo essere stato morso da un avvocato. Schleppel l’uomonero farebbe meglio il suo lavoro se non venisse colto da agorafobia appena fuori dal gabinetto. E Fratello Isolile, l’unica banshee al mondo con un difetto di pronuncia, invece di starsene sui tetti a gridare quando la gente sta per morire, fa passare sotto la porta un bigliettino con scritto ‘OOOOeeOOOeecOOOeee’) spetta il compito di salvare il mondo dei vivi. Nel frattempo in una piccola fattoria molto, molto lontana, uno straniero alto, scuro e allampanato si rivela particolarmente abile a maneggiare la falce. C’è tanto grano da falciare. E una battaglia diversa da combattere.
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### Sinossi
Si dice che al mondo niente sia inevitabile, tranne la morte e le tasse. Ma questo forse prima che Morte venisse licenziato in tronco. L’ultima cosa di cui un universo può aver bisogno è di un Tristo Mietitore disoccupato, perché quando un importante servizio pubblico viene a mancare la conseguenza è sempre il caos. Ora Mondo Disco pullula di zombie e non-morti. Reg Scarpa, attivista per i diritti dei defunti, improvvisamente ha molto più lavoro di quanto si sia mai sognato. E il mago Windle Poons, trapassato di fresco, si risveglia nella tomba scoprendo di essere… morto e vegeto. Ma proprio a lui e a un ben poco temibile gruppo di non-morti (Arthur Winkings, per esempio, era diventato vampiro dopo essere stato morso da un avvocato. Schleppel l’uomonero farebbe meglio il suo lavoro se non venisse colto da agorafobia appena fuori dal gabinetto. E Fratello Isolile, l’unica banshee al mondo con un difetto di pronuncia, invece di starsene sui tetti a gridare quando la gente sta per morire, fa passare sotto la porta un bigliettino con scritto ‘OOOOeeOOOeecOOOeee’) spetta il compito di salvare il mondo dei vivi. Nel frattempo in una piccola fattoria molto, molto lontana, uno straniero alto, scuro e allampanato si rivela particolarmente abile a maneggiare la falce. C’è tanto grano da falciare. E una battaglia diversa da combattere.

Trist lo straniero

Piove sempre, fa sempre freddo. Guarnigioni stanche, sfiduciate, troppo esigue, presidiano con poche speranze i confini settentrionali dell’Impero. Dall’alto del grande Vallo i soldati guardano le lande desolate e selvagge in mano alle tribù barbare. Sanno che un attacco è imminente. Due esploratori vengono mandati, di notte, in ricognizione. Ma i barbari li catturano, li costringono a una interminabile marcia nella foresta. E qui, in una radura bruciacchiata, i due prigionieri incontrano, invece della morte, un altissimo pesce d’argento e il dio che lo abita. Ma è un dio che somiglia a un uomo, che si esprime a gesti e frasi smozzicate, che chiede con l’angoscia nella voce se è vero ciò che dicono i barbari: che i Romani sono i soli a poterlo aiutare, i soli a conoscere la tecnologia moderna, a saper riparare un’astronave precipitata sul pianeta sbagliato.
Copertina di Karel Thole

Il trionfo del sole

Khartum, la città circondata dal deserto del Sudan alla confluenza del Nilo Bianco con il Nilo Azzurro: luogo strategico per gli europei in Africa, punto nevralgico per le tribù dei dervisci che, sotto il vessillo dell’Islam, sono decise a cacciare i bianchi da quelle terre. Nel 1884, Khartum è sotto assedio, difesa solo dalle sparute truppe del generale Gordon. Dal palazzo del console inglese si odono i tamburi di guerra dei nemici echeggiare sull’altra riva del grande fiume, dove sorge Omdurman, la città indigena sede dell’enigmatico profeta che guida la rivolta islamica, il potentissimo Mahdi. Il console Benbrook e le sue tre figlie – la bella Rebecca, diciassettenne, e le più piccole gemelle Amber e Saffron – guardano in faccia una sorte orribile, cui non potranno sfuggire a meno che la Gran Bretagna non mandi subito un contingente in soccorso. O che il fato stesso non abbia in serbo le più bizzarre sorprese… Quando Ryder Courteney torna a Khartum con il suo vapore carico di merci, certo non ha intenzione di organizzare una fuga dalla città. Né immagina di avere un ruolo nel destino delle fanciulle Benbrook il coraggioso capitano degli Ussari Penrod Ballantyne, giunto dal Cairo in missione segreta per recare messaggi urgenti al console, in attesa che la spedizione britannica affronti le forze del Mahdi in una serie di sanguinose battaglie in campo aperto. Eppure tutti e due, il mercante e il soldato, esperti conoscitori di quei luoghi, del clima e delle genti, sono sull’orlo di avventure ancora più intricate e pericolose, che coinvolgeranno loro e le bionde figlie del console in una serie di peripezie cui non sarà estraneo l’amore. Ormai lontanissimi dalla madrepatria, sentiranno il respiro del continente nero sulla pelle e si daranno completamente al mistero dell’Africa, dove la potenza della natura è tale che alla fine delle vicende umane, delle loro emozioni e tragedie, l’ultimo trionfo può soltanto essere quello dell’astro che dà la vita e la toglie, che regna laggiù come in nessun altro luogo al mondo: il trionfo del sole.

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(source: Bol.com)

Il tredicesimo petalo

Dalia Rota è psicotraumatologa a Trastevere e collabora con la polizia come criminologa. Solo due persone sanno che è in cura lei stessa per un disturbo di personalità multipla: Roberta, la sua migliore amica, e il professor Cardone, loro mentore e supervisore. Dalia conosce bene alcune delle proprie alter ego. Delle altre ignora perfino il numero. Sa solo che, a volte, si risveglia dopo periodi di assenza di cui non ricorda nulla. Quando la polizia la chiama a collaborare alle indagini sul cosiddetto “killer degli occhi bucati”, Dalia scopre di avere avuto motivi di risentimento nei confronti di tutte le vittime. L’insicurezza tipica della malattia la spinge a temere di essere lei la serial killer. Mentre nella sua vita irrompe il dinamico ispettore Fabrizio Spadafora, la giovane psicoterapeuta comincia a indagare in segreto su se stessa e sulle proprie personalità nascoste. Intanto, ogni nuova vittima le è più vicina delle precedenti. Come in una spirale omicida destinata a centrarsi, infine, su di lei.
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La tredicesima notte: romanzo

Monterosso, borgo friulano di montagna. Sin da piccola Veronica rivela doti paranormali e qualità medianiche. Del resto porta il nome di un’antenata bruciata come strega sulla pubblica piazza secoli addietro. Prima che lei nasca, il padre muore in montagna: omicidio o disgrazia? Crescendo, alla fanciulla appare la Madonna delle Nevi, e lei francescanamente si libera dei pochi averi, lascia i giochi e si vota a diventare una pia donna. Ma capisce che non è la sua strada, si iscrive all’università a Venezia e si sposa con Egidio, un ambizioso studente con il quale si trasferisce in America. Ma dopo qualche anno di matrimonio il marito sembra essere interessato alla moglie solo per le sue facoltà paranormali…

Tre viaggi nello spazio-tempo

Robert Silverberg, uno dei più maturi autori della science-fiction americana, propone ai lettori di URANIA non uno, ma tre viaggi nel tempo e nello spazio: tre storie di lontananza e paura, di fascino, di mistero, che cominciano all’ombra di una città mitica (Tebe dalle cento porte), continuano con un itinerario che fin dal titolo suona bene (Viaggio verso casa) ma che può rivelare più di un’insidia, e si concludono con un’avventura sinistra, anche se non priva di una punta d’ironia: Creati per le tenebre. Tre avvincenti soluzioni ad altrettanti problemi impostati in chiave fantastica, ma plausibili fin d’ora.
Copertina: Vincent Di Fate e Oscar CHICHONI

I tre usi del coltello: Saggi e lezioni sul cinema

Questo libro, a metà strada fra l’autoritratto di un mostro sacro di Hollywood e il manuale per aspiranti cineasti, ha riunito per la prima volta in italiano i saggi del premio Pulitzer David Mamet. Sceneggiatore, regista, attore, produttore, drammaturgo, romanziere e perfino poeta, Mamet è una delle figure più complesse e affascinanti del cinema dei nostri tempi. Ha messo la firma a film che hanno fatto la storia del cinema, tra cui Il verdetto, Il postino suona sempre due volte, Gli intoccabili e Hannibal.Il libro si divide in tre sezioni: la prima, «I tre usi del coltello», si occupa della natura del lavoro dello sceneggiatore e degli obiettivi del raccontare storie; «Dirigere un film», la seconda parte, è l’appassionante trascrizione di una serie di lezioni di regia che Mamet ha tenuto alla prestigiosa Columbia University; la terza e ultima, «Vero e falso», è dedicata al ruolo dell’attore e si rivolge non solo a chi recita ma anche a chi deve dirigere gli attori sulla scena. Sorprendente, lucida, irritante, magistrale, rivoluzionaria, divertente: ecco come si rivela la voce di Mamet in questo libro composito e unico, imprescindibile per chiunque voglia scoprire cosa fa di un film un capolavoro.
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### Sinossi
Questo libro, a metà strada fra l’autoritratto di un mostro sacro di Hollywood e il manuale per aspiranti cineasti, ha riunito per la prima volta in italiano i saggi del premio Pulitzer David Mamet. Sceneggiatore, regista, attore, produttore, drammaturgo, romanziere e perfino poeta, Mamet è una delle figure più complesse e affascinanti del cinema dei nostri tempi. Ha messo la firma a film che hanno fatto la storia del cinema, tra cui Il verdetto, Il postino suona sempre due volte, Gli intoccabili e Hannibal.Il libro si divide in tre sezioni: la prima, «I tre usi del coltello», si occupa della natura del lavoro dello sceneggiatore e degli obiettivi del raccontare storie; «Dirigere un film», la seconda parte, è l’appassionante trascrizione di una serie di lezioni di regia che Mamet ha tenuto alla prestigiosa Columbia University; la terza e ultima, «Vero e falso», è dedicata al ruolo dell’attore e si rivolge non solo a chi recita ma anche a chi deve dirigere gli attori sulla scena. Sorprendente, lucida, irritante, magistrale, rivoluzionaria, divertente: ecco come si rivela la voce di Mamet in questo libro composito e unico, imprescindibile per chiunque voglia scoprire cosa fa di un film un capolavoro.

Tre storie d’amore

Il volume raccoglie tre storie con protagonista Pepe Carvalho. “Le ceneri di Laura” prende le mosse dalla morte di una vecchia fiamma di Carvalho, che davanti al cadavere della donna si chiede se in qualche modo debba sentirsi responsabile della sua morte.
In “Quel che poteva essere e non fu” si fa addirittura della teoria: hanno un senso gli amori che uccidono? È morto un vecchio musicista rock: vittima o despota dei sentimenti altrui?
“La ragazza che non sapeva dire no” racconta di una donna vittima del cinismo con cui ha condotto la sua vita amorosa e dei suoi stessi desideri.

Le Tre Stazioni

Su un treno espresso diretto a Mosca la giovanissima Maya, quindici anni, e la figlioletta di sole tre settimane viaggiano su uno squallido vagone in classe supereconomica, quando un soldato ubriaco tenta di violentare la ragazza. Soccorsa da un’amabile vecchietta, la ragazza si accorge al suo risveglio da un sonno drogato che l’anziana è scomparsa portandosi via la sua bambina. Nel frattempo, alla stazione d’arrivo, in piazza Komsomol – un’area popolata da ogni tipo di malavitosi, prostitute, bambini mendicanti e drogati – viene ritrovato il cadavere di una giovane prostituta. Incaricato delle indagini, l’ispettore Arkady Renko capisce che i due casi sono collegati e riconducono a un chiacchierato oligarca russo.