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Fare i conti con i classici. Leggerli, studiarli, amarli

Lo spettro della fine degli studi classici si aggira fra noi da molto tempo. Ovunque, in Occidente, ci si dispera per il declino della fortuna del greco e del latino nelle scuole, per la chiusura delle facoltà di lettere antiche. Si vorrebbe addirittura che l’Unesco dichiarasse le lingue classiche «patrimonio dell’umanità», quasi fossero delle rovine preziose o una specie in via di estinzione. In questa decadenza, però, vi è qualcosa di paradossale: infatti, se da un lato i classici sono in declino «per definizione» (lo sono, cioè, da sempre), dall’altro sul loro destino il dibattito fra gli specialisti sembra non conoscere requie. E, soprattutto, sembra non lasciare alcuna speranza. Questo probabilmente perché continuiamo a guardare al mondo antico con rimpianto e nostalgia, o perché non riusciamo a liberarci dal timore di non poter preservare ciò che amiamo. Forse è la paura di veder svanire il fondamento della cultura occidentale. La nostra identità. Fare i conti con i classici ci invita a guardare alla cultura e alla storia greca e latina con occhi diversi. E a sottrarci al luogo comune secondo cui il dialogo con gli autori antichi sia un «dialogo con i morti». Innanzitutto perché studiare i classici significa confrontarsi non soltanto con la letteratura, la poesia, la filosofia, il teatro del mondo greco-romano, ma anche con tutti coloro che nel corso dei secoli li hanno affrontati, citati o ricreati. E poi perché in questo dialogo i veri interlocutori siamo noi. Noi che come ventriloqui diamo voce a ciò che gli antichi hanno ancora da dire, proiettiamo su di loro angosce e desideri, non smettiamo di interrogarli sui grandi temi-concetti-parole che da oltre duemila anni definiscono il nostro orizzonte culturale. E misuriamo senza posa la distanza che ci separa dal loro universo. Al quale, nonostante tutto, rimaniamo inevitabilmente legati. Perché la tradizione greca e latina non è qualcosa da imparare a memoria e declamare, ma è qualcosa con cui interagire e battagliare. Qualcosa che invita al confronto, all’avventura e alla sfida, nel tentativo di ritrovare quella connessione creativa capace di liberare tutta l’energia e la tensione di cui i classici sono ancora intrisi.
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Il faraone

EDIZIONE SPECIALE: CONTIENE UN ESTRATTO DEL NUOVO ROMANZO Un autore da 3 milioni di copie nel mondo Un grande thriller 1351 A.C. Il faraone Akhenaton regna sull’Egitto, in conflitto con la casta sacerdotale di cui ha ridotto i poteri imponendo il culto del dio unico Aton. Ma un giorno scompare improvvisamente nel corso di una misteriosa spedizione. 1884. In Sudan scoppia la rivolta guidata dal Mahdi, l’Eletto, che incita le folle dei suoi seguaci a liberarsi dell’invasore inglese. Il maggior generale Charles Gordon, “Gordon Pascià”, il governatore inglese di stanza a Khartum è in pericolo: presto la città sarà travolta dalla furia del Mahdi; le truppe inviate a Khartum nel disperato tentativo di salvare la città e Gordon sono accompagnate da reparti di scout indiani Mohawk, vecchi compagni di battaglia del maggiore Edward Mayne. Il soldato, esplorando il letto del Nilo, fa un’agghiacciante scoperta: i resti di un tempio sommerso dedicato a un dio sanguinario, personificato in una statua enorme dalla testa di coccodrillo, cui sono state sacrificate centinaia di persone. 2013. L’archeologo Jack Howard segue le tracce di Mayne e dei suoi compagni lungo il corso del Nilo fino alla piana delle piramidi di Giza, dove, grazie a straordinari dispositivi e macchinari elettronici, scoprirà che Akhenaton, quel giorno di migliaia di anni prima, non si era poi allontanato tanto dalla sua città, ma per ritrovarne le tracce deve sondare le profondità oscure e misteriose del luogo scelto dai potenti sovrani come sede eterna. Regnavano sui vivi e sui morti. Il segreto del loro potere è sepolto negli abissi del tempo. Erano i faraoni, i grandi signori del mondo antico. ‘Che cosa ottieni se incroci Indiana Jones con Dan Brown? David Gibbins.’ Daily Mirror ‘Un eccitante mix di fatti storici e di invenzione, con echi di Clive Cussler.’ York Evening Press ‘Una sorta di Codice da Vinci in alto mare: si legge come un thriller, ma le idee su cui poggia sono maledettamente serie.’ Daily Express ‘Le scene d’azione sono raccontate con una vera abilità… È bello trovare un autore che, quando parla di battaglie, non si allontana dalla mischia.’ Goodreads Un autore da 3 milioni di copie nel mondo Tradotto in 30 Paesi David GibbinsCanadese, è un autorevole ricercatore e archeologo. Specializzato in studi sul Mediterraneo antico, ha condotto numerose spedizioni di archeologia subacquea in tutto il mondo. È autore di diversi bestseller, che hanno venduto tre milioni di copie e sono stati tradotti in trenta Paesi.
(source: Bol.com)

Il faraone nero

Cinque secoli dopo Ramses, l’Egitto è diviso, destinato all’oblio. Un uomo solo, colui che chiamano il Vivente, si oppone con tutte le sue forze a questo destino. Con la saggezza, con la magia, con il coraggio, e dalla sua vittoria dipende la sopravvivenza di un mondo millenario… L’ultimo, straordinario romanzo della grande Saga di Ramses, l’appassionante epopea che ha fatalmente incantato i lettori di tutto il mondo.

Fantasmi: Dispacci dalla Cambogia

Testimonianza unica di un Tiziano Terzani reporter, giovane ed entusiasta, interessato ai “fatti”, che con stupore si avvicina a ogni dettaglio e crede ancora sia possibile influenzare la Storia, questo testo ricostruisce in presa diretta l’olocausto che fece della Cambogia il regno dell’orrore. I suoi reportage ci raccontano non soltanto la storia che trasformò un intero paese ma anche l’uomo che la seguì per documentarla. Da qui infatti prese corpo la svolta che lo porterà ad abbandonare ogni fiducia nell’ideologia, in cui pure aveva creduto, per iniziare un nuovo cammino di ricerca. Nella Cambogia unico paese dell’Asia che aveva continuato a visitare per 25 anni – Terzani vedeva rappresentata nella sua essenza la tragedia del pianeta intero. “Fantasmi” è dunque un testo imprescindibile per capire le ragioni che lo spinsero a voltare le spalle al mondo e a cambiare direzione. “I cambogiani lo sanno da secoli: la vita è una ruota e la Storia non è progresso “, ricordava già allora, prima che altre guerre di invasione e altre lotte fratricide conferissero un’eco per sempre attuale alle sue parole. Con un testo di Angela Terzani Staude.
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Fantasmi sotto sfratto

Alex MacBuff è orfano, ha dodici anni ed è il proprietario del Castello di Carra, antica dimora scozzese regolarmente provvista di fantasmi. Ma Alex non ha abbastanza denaro per mantenere il castello, che è ormai in rovina. All’improvviso un miliardario americano, Hiram C. Hopgood, si offre di acquistare Carra… a patto che non ci siano più fantasmi. Alex non può rifiutare l’offerta, ma riuscirà a sfrattare gli ingombranti inquilini? Età di lettura: da 8 anni.
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I fantasmi di Portopalo. Natale 1996. Storia del naufragio con trecento vittime che nessuno volle raccontare

La notte di Natale del 1996 nel canale di Sicilia avvenne quello che, all’epoca, fu il più grande naufragio della storia del Mediterraneo dalla fine della seconda guerra mondiale. Nel tentativo di raggiungere l’Italia, circa trecento giovani uomini di origine pakistana, indiana e tamil morirono in una «carretta del mare». Il fatto passò quasi completamente sotto silenzio benché un centinaio di superstiti – abbandonati dai trafficanti su una spiaggia del Peloponneso e arrestati dalla polizia greca – l’avessero raccontato nei dettagli. Secondo le autorità italiane, le loro testimonianze non erano attendibili. Se veramente un naufragio di quelle dimensioni fosse avvenuto, sarebbero stati trovati a decine i corpi delle vittime, invece non ne era stato trovato nemmeno uno. Come era possibile? Questo libro racconta, in prima persona, come cinque anni dopo Giovanni Maria Bellu incontrò un pescatore di Portopalo di Capo Passero, Salvo Lupo, che gli rivelò la verità: i cadaveri erano stati trovati, a decine. Ma i pescatori avevano deciso di lasciarli dov’erano. L’avvio di qualsiasi indagine avrebbe significato la chiusura dello spazio di pesca per un tempo indeterminato. Un danno economico enorme. Anche l’Italia ne avrebbe subito uno se si fosse arrestato il percorso del suo ingresso nel sistema di Schengen. A causa dei suoi «confini colabrodo», come li aveva definiti la stampa inglese, era guardata con sospetto. Gli altri Paesi dell’Unione europea temevano che, cadute le frontiere, i «clandestini» avrebbero usato lo Stivale come ponte per sciamare ovunque per l’Europa. Quel gigantesco naufragio, se fosse finito sulle prime pagine dei giornali, sarebbe stato una sanguinosa conferma del sospetto. Così le autorità italiane preferirono girare le spalle. “I fantasmi di Portopalo” racconta l’inchiesta giornalistica che nel 2001 ricostruì la verità del fatto, fino a individuare e filmare con un robot sottomarino il relitto della «carretta del mare». E svela che le paure di vent’anni fa sono le stesse di oggi. Nel frattempo sono morte annegate nel Mediterraneo tra le ventimila e le trentamila persone. I fantasmi di Portopalo sono diventati i fantasmi dell’Europa.
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I fantasmi della casa maledetta

Romanzo giallo ricco di atmosfera, I fantasmi della casa maledetta è ambientato nella New Orleans dell’Ottocento, città bella e misteriosa che farà da sfondo a questa affascinante storia dove il delitto si intreccia al mistero: case stregate e porte cigolanti, decrepiti palazzi nel quartiere Vieux Carré, balli in maschera di “cocotte” mulatte, giocatori d’azzardo e pistoleri a bordo di battelli che navigano il Mississippi, magia nera e magìa bianca…

I fantasmi dell’Impero

Etiopia, Africa Orientale, 1937. Da un anno Benito Mussolini ha proclamato l’Impero. Ma la propaganda tace che il popolo e il territorio sono tutt’altro che sottomessi. Più di prima infuria la guerra coloniale, anche con l’impiego dei gas, contro gli arbegnoch, i patrioti, ed è tanto più feroce quanto più incapace di successi. Dietro la brutalità degli occupanti e contro il vertice del regime coloniale serpeggia una trama oscura. Ciò che rende “I fantasmi dell’Impero” qualcosa di più di un romanzo storico è il modo in cui l’intreccio è costruito, dando la sensazione di una cronaca in presa diretta. E un miscuglio di finzione e storia che usa tutti i mezzi letterari disponibili: la narrazione immaginaria assieme al documento, le lettere e i telegrammi, il rapporto militare, l’informativa dei servizi, sigle protocolli e gerarchie, verbali di dialoghi e interrogatori. Una polifonia di testi che riproduce tutta la tensione della contemporaneità: attesa, affetto, paura, pena, rifiuto, raccapriccio. E insieme offre – attraverso crimini, sconfitte tenute nascoste, viltà e sadismi burocratici, ma anche gesti generosi e nobili persone – il quadro e il sentimento della mortificazione nazionale che fu la costruzione, irrealizzata, dell’«Impero». La storia si dipana seguendo l’inchiesta di Vincenzo Bernardi. Magistrato militare integerrimo, è lì per capire qualcosa delle azioni, da criminale di guerra, di un ufficiale, un certo Corvo. C’è stato l’attentato al viceré d’Etiopia Rodolfo Graziani, a cui gli italiani hanno risposto con una violentissima rappresaglia. Sulla scia della repressione, si è saputo di eccessi, in lontane province, che rinfocolano e rafforzano la tenace resistenza etiope. Seguendo le tracce di villaggio in villaggio, cercando i colpevoli, Bernardi entra nel cuore di tenebra del colonialismo italiano; ne conosce gli orrori, le bassezze, il conflitto sotterraneo che oppone la milizia fascista agli ufficiali dell’esercito. «Lei era dalla parte sbagliata, Bernardi». I fatti, i personaggi con i nomi cambiati, i nomi autentici, i luoghi, le battaglie, gli agguati, le esecuzioni e il resto, tutto quanto è vero, in questo romanzo; ma al centro è una finzione. Una congettura che però tracce d’archivio, coincidenze, atmosfere e certi esiti nel dopo fascismo rendono quasi plausibile.
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I fantasmi del castello

Lorenzo eredita a sorpresa un castello in una città, Tarliera, dove il tempo sembra essersi fermato al Medioevo più cupo. Anzi, il maggiordomo che lo accoglie dichiara di avere più o meno settecento anni. Il castello è popolato da centinaia di fantasmi, più o meno strani e nevrotici, accomunati dal fatto di essere stati tutte vittime di un tradimento. Quindi Lorenzo rischia di fare una brutta fine. Prima edizione nel 1997, nella collana “Le letture”, Edizioni EL. Età di lettura: da 8 anni.
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Il fantasma esce di scena

Nathan Zuckerman ritorna a New York, la città che ha lasciato undici anni prima. Durante quel lungo isolamento sui monti del New England, Zuckerman non è stato altro che uno scrittore, niente di cui occuparsi a parte il lavoro e la vecchiaia da sopportare. Vagando per le strade come un fantasma che torna da una lunga assenza, Nathan Zuckerman fa tre incontri che in breve tempo spazzano via la solitudine gelosamente custodita. Il primo è con una giovane coppia alla quale offre uno scambio case: i due lasceranno Manhattan per il suo rifugio di campagna, e lui ritornerà alla vita cittadina. Ma, dall’istante in cui li incontra, Zuckerman desidera anche un altro scambio: la sua solitudine per la sfida erotica rappresentata dalla giovane Jamie, il cui fascino lo riattrae verso tutto ciò che credeva dimenticato. Il secondo contatto lo stringe con una figura del suo passato, Amy Bellette, musa e compagna del primo eroe letterario di Zuckerman, E. I. Lonoff. Amy, un tempo irresistibile, è ormai una vecchia stremata dalla malattia. Infine il terzo incontro, quello con l’aspirante biografo di Lonoff, un giovane segugio letterario. Di colpo invischiato – come mai avrebbe voluto o previsto – nelle trame dell’amore e della perdita, del desiderio e dell’animosità, Zuckerman mette in scena un dramma interiore di vivide e intense possibilità.

Il fantasma di Manhattan

Il romanzo è il remake del “Fantasma dell’opera” di Leroux. Il mostro, dopo essere vissuto in stato selvaggio nei sotterranei di Parigi, viene aiutato da una signora e fugge su una nave. A New York organizza a poco a poco un luna park e diventa nel giro di pochi anni ricchissimo. Tormentato per il suo aspetto orribile, continua ad amare la cantante di cui si era innamorato in gioventù. Ma una lettera della sua benefattrice gli rivela un segreto: il figlio della giovane cantante che lui ama è frutto di quell’unico rapporto che i due ebbero 10 anni prima. Il desiderio di riprendersi suo figlio strazia il mostro e lo porta alla rovina.

Il Fantasma Di Canterville

Da oltre tre secoli, nelle antiche e sinistre sale del castello di Canterville si aggira inquieto lo spettro di Sir Simon. Terrificante e diabolico, non c’è efferatezza che non abbia compiuto pur di terrorizzare tutti gli abitanti del castello. Ma, all’arrivo di un’incauta famiglia di americani, il destino del povero fantasma, sopraffatto dalla stanchezza e dalla malinconia, verrà irrimediabilmente cambiato.

Il fantasma di Canterville e altri racconti

EDIZIONE REVISIONATA 10/11/2015.

Il volume è composto da cinque racconti scritti da Oscar Wilde tra il 1887 e il 1888.
Ne IL FANTASMA DI CANTERVILLE una famiglia proveniente dagli Stati Uniti acquista un castello in Inghilterra per trascorrervi le vacanze, ma il luogo è infestato dal fantasma di Sir Simon, un gentiluomo del Cinquecento… Ironico e spiritoso, il testo affronta le differenze tra la nuova cultura americana e l’antica civiltà inglese. IL PRINCIPE FELICE , splendido racconto amato da grandi e piccini, narra la storia della profonda amicizia tra una statua e una rondine, mentre ne L’USIGNOLO E LA ROSA Wilde compie una violenta critica nei confronti della mentalità dell’epoca, descrivendo l’inutile sacrificio del dolce usignolo; IL GIGANTE EGOISTA è invece una bellissima fiaba che insegna come la bontà d’animo possa riuscire a riscaldare anche il cuore più gelido. Molto diverso dagli altri racconti, IL DELITTO DI LORD ARTHUR SAVILE è dedicato alla capitale inglese e alla sua vita mondana e denuncia il vuoto e l’ottusità che si nascondono dietro la frivolezza dei salotti dell’alta società. Questo volume ripropone alcune delle più belle pagine di Oscar Wilde, in cui lo scrittore unisce all’intento educativo la critica alla morale borghese dell’Inghilterra di fine Ottocento: alla rigidità e alla severità della società vittoriana egli si oppone con narrazioni originali e fantasiose, simbolo dell’anelito alla libertà assoluta che ha caratterizzato tutta la sua vita.

(source: Bol.com)

Il fantasma dal passato (eNewton Zeroquarantanove)

Quale segreto si nasconde tra le mura della residenza del Sindaco Packard? E quale legame esiste tra la moglie di Packard e l’ambigua figura del segretario di lui? Un poliziesco ricco di atmosfera e colpi di scena, tra antichi misteri, passaggi segreti, piccoli e grandi ricatti…
**Anna K. Green**
Anna Katharine Green nacque nel 1846; figlia di un noto avvocato penalista di New York, ricavò dall’ambiente familiare una dimestichezza con il codice penale e l’ambiente giudiziario che le tornò molto utile nei suoi romanzi. Laureatasi in lettere a Pultney, nel Vermont, la Green fu la prima donna a scrivere un importante romanzo poliziesco e fu lei a coniare, per indicare un preciso genere letterario, l’espressione *detective story*, che aggiunse al titolo del suo famoso *Il mistero delle due cugine* (1878). Autrice di più di trenta opere, anche al di fuori del campo poliziesco, la Green morì a Buffalo nel 1935, un anno dopo che *Il mistero delle due cugine* era stato ristampato con l’entusiastica prefazione di S.S. Van Dine.
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### Sinossi
Quale segreto si nasconde tra le mura della residenza del Sindaco Packard? E quale legame esiste tra la moglie di Packard e l’ambigua figura del segretario di lui? Un poliziesco ricco di atmosfera e colpi di scena, tra antichi misteri, passaggi segreti, piccoli e grandi ricatti…
**Anna K. Green**
Anna Katharine Green nacque nel 1846; figlia di un noto avvocato penalista di New York, ricavò dall’ambiente familiare una dimestichezza con il codice penale e l’ambiente giudiziario che le tornò molto utile nei suoi romanzi. Laureatasi in lettere a Pultney, nel Vermont, la Green fu la prima donna a scrivere un importante romanzo poliziesco e fu lei a coniare, per indicare un preciso genere letterario, l’espressione *detective story*, che aggiunse al titolo del suo famoso *Il mistero delle due cugine* (1878). Autrice di più di trenta opere, anche al di fuori del campo poliziesco, la Green morì a Buffalo nel 1935, un anno dopo che *Il mistero delle due cugine* era stato ristampato con l’entusiastica prefazione di S.S. Van Dine.

Fang

Max, Fang, Iggy, Nudge, Gasman e Angel sono stati le cavie di un esperimento genetico che ha mutato per sempre il loro DNA, rendendoli al novantotto per cento umani e al due per cento uccelli. Fuggiti dal laboratorio in cui sono cresciuti, e costantemente braccati dai loro stessi creatori, i ragazzi sono costretti a combattere non solo per se stessi, ma anche per la salvezza del mondo intero…
Max è abituata a stare costantemente all’erta, pronta a radunare lo stormo e a volare via al minimo segnale di pericolo. Tuttavia persino lei è paralizzata dalla paura quando la piccola Angel, la più dotata del gruppo, ha un’agghiacciante premonizione: Fang sarà il primo di loro a morire. Confusa e sconvolta, Max non può nemmeno immaginare una vita senza di lui: Fang è il suo braccio destro, il suo migliore amico, la sua anima gemella… Nel disperato tentativo di proteggerlo, quindi, è costretta per qualche tempo ad abbandonare lo stormo che, istigato da Angel, inizia a mettere in dubbio il suo ruolo di capo. E tutto ciò accade proprio mentre i ragazzi devono affrontare una nuova, spaventosa minaccia. Il dottor Hans, proprietario di un avanzatissimo laboratorio di ricerca, ha infatti una terribile sorpresa in serbo per loro: Dylan, un quindicenne alato creato con l’unico scopo di diventare il consorte di Max. E, per realizzare il piano, Fang deve essere eliminato.