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Il cuore selvatico del ginepro (Italian Edition)

È notte. Il cielo è nero come inchiostro, e solo a tratti i fulmini illuminano l’orizzonte. È una notte di riti e credenze antiche, in cui la paura ha la forma della superstizione. In questa notte il rumore del tuono è di colpo spezzato da quello di un vagito: è nata una bambina. Ma non è innocente come lo sono tutti i piccoli alla nascita. Perché questa bambina ha una colpa non sua, che la segnerà come un marchio indelebile per tutta la vita. La sua colpa è di essere la settima figlia di sette figlie, e per questo è maledetta. E qui nel suo paese, in Sardegna, c’è un nome preciso per le bambine maledette, si chiamano cogas, che significa streghe. Liberarsene quella stessa notte, senza pensarci più. Così ha deciso la famiglia Zara. Ma qualcuno non ci sta. Lucia, la primogenita, compie il primo atto ribelle dei suoi dieci anni di vita. Scappa fuori di casa, sotto la pioggia battente, per raccogliere quella sorella che non ha ancora un nome. La salva e la riporta a casa, e decide di chiamarla Ianetta. Non c’è alternativa ora, per gli Zara. È sopravvissuta alla notte, devono tenerla. Eppure il suo destino è già scritto. Giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, sarà una reietta. Emarginata. Odiata. Da tutti, tranne che da Lucia. È lei l’unica a non averne paura. Lei l’unica a frapporsi tra la cieca superstizione e l’innocenza di Ianetta. Contro tutto e tutti. Lei l’unica a capire chi si nasconde dietro quegli occhi spaventati e selvatici: una bambina in cerca di amore, che farebbe qualsiasi cosa pur di ricevere uno sguardo e una carezza. Solo una bambina, solo una ragazza, con un cuore forte e selvatico come il ginepro. Le sue radici non si possono estinguere così facilmente; la loro fibra è fatta di ferro e se fuori bruciano, dentro il cuore rimane vivo. Questa è la storia di una bambina e di una colpa non sua. È la storia di una sopravvivenza e della lotta contro le superstizioni. È la storia di due sorelle, quella maledetta dall’ignoranza e colei che sa vedere oltre. È la storia di una terra e delle sue tradizioni più arcaiche e oscure. Una storia che trabocca in modo dirompente di passioni: amore, rabbia, disperazione e speranza.
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Cuore selvaggio

Dato per morto in una battaglia contro i pellerossa, dopo sette anni di prigionia il capitano Reynaud St Aubyn fa ritorno in Inghilterra e reclama il titolo di conte che gli spetta. Delirante per la febbre e colmo di rabbia verso chi ha tradito il suo reggimento, non sembra affatto chi pretende di essere. Beatrice Corning, nipote dell’attuale conte, è sempre stata affascinata dal ritratto del giovane, e quando se lo trova davanti in carne e ossa riesce a vedere oltre le apparenze. Nonostante i modi rozzi e le parole taglienti di quell’uomo, cerca infatti di riportare alla luce la nobiltà d’animo che sente nel suo cuore e la passione più autentica…

Cuore ribelle

“L’amore è soprattutto immaginazione”, aveva dichiarato Diego. Ma Kathryn Hart sapeva già che il raffinato Diego Alvarez era un uomo senza cuore. Dopo tutto lui era tornato nella sua vita come una tigre, esigente e arrogante. Intanto lei non sarebbe voluta venire in Spagna, e non aveva intenzione di rimanere con la famiglia adottiva di sua madre molto più a lungo. Questa volta, Kathryn era decisa a non cadere vittima delle manipolazioni oltraggiose di Diego. Eppure, nonostante la loro reciproca antipatia, Diego era sempre nei suoi pensieri. E quando lui era con lei, per la prima volta nella sua vita, Kate si sentiva insicura di sé ….

Cuore primitivo

Mara Abbiati, scultrice di grandi gatti in pietra, e suo marito Craig Nolan, famoso antropologo inglese, hanno una piccola casa di vacanza vicino a Canciale, paesino ligure arrampicato tra il mare e l’Appennino. Un mattino d’estate Craig sale sul tetto per controllare da dove sia entrata la pioggia di un temporale estivo, e ci cade attraverso, quasi spezzandosi una gamba. Alla disperata ricerca di qualcuno che gli aggiusti la casa, vengono in contatto con Ivo Zanovelli, un costruttore con molte ombre nella vita. Nel corso di pochi giorni di un luglio incandescente l’equilibrio già precario di ognuno dei tre si rompe, e fa emergere con violenza dubbi, contraddizioni, desideri fino a quel momento dormienti. In “Cuore primitivo”, il suo diciottesimo romanzo, Andrea De Carlo utilizza le tecniche di spostamento della prospettiva sviluppate in “Giro di vento”, “Leielui” e “Villa Metaphora, per raccontare a capitoli alterni le ragioni dei tre protagonisti in tutta la loro complessa, incontrollabile verità.
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Un cuore nell’oscurità (Nora Cooper)

**Chi salverà Emily, se tutti la credono morta?**
Emily ha solo dieci anni ed è scappata di casa per vedere la Parata del 4 luglio. Vuole punire suo padre, il produttore cinematografico David Parker, per non aver mantenuto la promessa di accompagnarla ai festeggiamenti e allo spettacolo dei fuochi artificiali.
Quando la polizia trova tracce del suo sangue sulla scogliera di Aquinnah, tutti pensano che, a causa del buio, Emily sia scivolata sulle rocce e caduta in mare.
Nessuno sa che la bambina è prigioniera in uno squallido scantinato, non troppo distante da Promises House, la casa della sua famiglia.
Un nuovo, emozionante mistero da risolvere per Nora Cooper, agente immobiliare con il sorprendente dono di comunicare con l’aldilà.
**Una protagonista che ha conquistato il cuore dei lettori. Una serie Bestseller della Rete.**
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### Sinossi
**Chi salverà Emily, se tutti la credono morta?**
Emily ha solo dieci anni ed è scappata di casa per vedere la Parata del 4 luglio. Vuole punire suo padre, il produttore cinematografico David Parker, per non aver mantenuto la promessa di accompagnarla ai festeggiamenti e allo spettacolo dei fuochi artificiali.
Quando la polizia trova tracce del suo sangue sulla scogliera di Aquinnah, tutti pensano che, a causa del buio, Emily sia scivolata sulle rocce e caduta in mare.
Nessuno sa che la bambina è prigioniera in uno squallido scantinato, non troppo distante da Promises House, la casa della sua famiglia.
Un nuovo, emozionante mistero da risolvere per Nora Cooper, agente immobiliare con il sorprendente dono di comunicare con l’aldilà.
**Una protagonista che ha conquistato il cuore dei lettori. Una serie Bestseller della Rete.**

Un cuore in fuga

C’è un uomo solo «al comando di se stesso» che pedala lungo la via per Assisi. Non è un pellegrino, benché abbia fede. Non è un semplice ciclista, perché il suo «naso triste come una salita» è stato per anni l’incarnazione stessa del ciclismo. Ma questa volta Gino Bartali non corre per nessuna coppa, per nessun titolo. Siamo nell’inverno del 1943 e combatte la sua guerra. Corre per salvare vite umane. Dopo i fasti del Giro e del Tour, conquistati contro il Regime, è iniziata tutta un’altra storia anche per lui. Una storia di coraggio e orrore, di eroismo e follia.
Mentre le leggi razziali vengono applicate con brutalità in Europa, circa quindicimila ebrei raggiungono l’Italia per trovare rifugio. È allora che il campione diventa una sorta di staffetta al servizio della rete clandestina Delasem. «Se ti scoprono, ti fucilano», gli dice il Cardinale Dalla Costa nell’affidargli l’incarico. Ma Gino non si ferma. Finge di allenarsi, e in realtà trasporta documenti falsi, celati nei tubi del sellino e del manubrio. Migliaia di chilometri percorsi avanti e indietro da Firenze, per consegnare nuove identità alle famiglie ricercate con feroce determinazione dai fascisti della Rsi e dai nazisti. Sono più di ottocento gli ebrei che hanno avuta salva la vita grazie al valore silenzioso di un grande del novecento.
Passano gli anni, la guerra finisce e di nuovo, in una torrida estate che si fa di ghiaccio sul leggendario Izoard, c’è un uomo solo che pedala. Per vincere il suo secondo Tour, dieci anni dopo il primo, ma anche questa volta per qualcosa d’altro, per molto di più: per scacciare un fantasma che si chiama guerra civile.
Bartali corre, più forte di tutti, nell’agonismo estremo della sua anima, sulle strade impolverate e sulle pagine di questa storia che ci restituisce un personaggio vero, lontano dai luoghi comuni che l’hanno etichettato troppo spesso solo come il rivale eterno di Coppi il Campionissimo, quasi fosse il figlio di un dio minore. «Gli è tutto da rifare» diceva; e forse il senso autentico era che sarebbe stato pronto a rifare tutto, in ogni momento, a cominciare da quelle corse clandestine. Senza dire una parola.
Un cuore in fuga, che custodisce un grande segreto.
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### Sinossi
C’è un uomo solo «al comando di se stesso» che pedala lungo la via per Assisi. Non è un pellegrino, benché abbia fede. Non è un semplice ciclista, perché il suo «naso triste come una salita» è stato per anni l’incarnazione stessa del ciclismo. Ma questa volta Gino Bartali non corre per nessuna coppa, per nessun titolo. Siamo nell’inverno del 1943 e combatte la sua guerra. Corre per salvare vite umane. Dopo i fasti del Giro e del Tour, conquistati contro il Regime, è iniziata tutta un’altra storia anche per lui. Una storia di coraggio e orrore, di eroismo e follia.
Mentre le leggi razziali vengono applicate con brutalità in Europa, circa quindicimila ebrei raggiungono l’Italia per trovare rifugio. È allora che il campione diventa una sorta di staffetta al servizio della rete clandestina Delasem. «Se ti scoprono, ti fucilano», gli dice il Cardinale Dalla Costa nell’affidargli l’incarico. Ma Gino non si ferma. Finge di allenarsi, e in realtà trasporta documenti falsi, celati nei tubi del sellino e del manubrio. Migliaia di chilometri percorsi avanti e indietro da Firenze, per consegnare nuove identità alle famiglie ricercate con feroce determinazione dai fascisti della Rsi e dai nazisti. Sono più di ottocento gli ebrei che hanno avuta salva la vita grazie al valore silenzioso di un grande del novecento.
Passano gli anni, la guerra finisce e di nuovo, in una torrida estate che si fa di ghiaccio sul leggendario Izoard, c’è un uomo solo che pedala. Per vincere il suo secondo Tour, dieci anni dopo il primo, ma anche questa volta per qualcosa d’altro, per molto di più: per scacciare un fantasma che si chiama guerra civile.
Bartali corre, più forte di tutti, nell’agonismo estremo della sua anima, sulle strade impolverate e sulle pagine di questa storia che ci restituisce un personaggio vero, lontano dai luoghi comuni che l’hanno etichettato troppo spesso solo come il rivale eterno di Coppi il Campionissimo, quasi fosse il figlio di un dio minore. «Gli è tutto da rifare» diceva; e forse il senso autentico era che sarebbe stato pronto a rifare tutto, in ogni momento, a cominciare da quelle corse clandestine. Senza dire una parola.
Un cuore in fuga, che custodisce un grande segreto.
### Dalla seconda/terza di copertina
Oliviero Beha (Firenze, 1949 – Roma, 2017), giornalista, scrittore, saggista, poeta e drammaturgo, ha scritto inizialmente per Paese sera e Tuttosport. Inviato di Repubblica per un decennio su sport, costume e società, è stato editorialista e commentatore per molte testate, tra cui Il Fatto Quotidiano, di cui è stato uno dei fondatori. È stato autore e conduttore di trasmissioni radiofoniche e tel

Cuore di ferro

Bologna, 1311. Nella notte, un giovane trascina il cadavere di un uomo fino alla porta del suo maestro Mondino de’ Liuzzi, medico e anatomista, rinomato professore dello Studium. L’uomo è stato vittima di un efferato omicidio e il suo cuore è stato trasformato in un blocco di ferro. Sedotto dalla possibilità di scoprire il segreto alchemico che ha consentito una simile trasmutazione, Mondino decide di aiutare il giovane che, proclamandosi innocente, gli rivela la sua vera identità. Il suo nome è Gerardo da Castelbretone e, come il suo confratello assassinato, è un cavaliere templare costretto a nascondersi da quando il processo al suo ordine ha avuto inizio. Per coprirlo, il medico deve mentire all’inquisitore, il feroce Uberto da Rimini che non tarda a bussare alla sua porta. Quando un secondo cadavere viene ritrovato nelle stesse condizioni, Mondino e Gerardo capiscono che arrivare all’assassino prima dei domenicani è l’unica speranza che hanno per scagionarsi da qualsiasi accusa e sfuggire alle torture con cui, una volta arrestati, Uberto saprebbe far confessare loro anche ciò che non hanno mai commesso.
(source: Bol.com)

Cuore di corvo

Sono passati ottocento anni da quando re Connavar dei Rigante e Flagello, il suo figlio illegittimo, hanno sconfitto l’esercito di Stone. Ma ormai i Rigante hanno perso la libertà e la cultura per cui un tempo molti avevano combattuto, scegliendo di sacrificare la propria vita. Solo una donna continua a seguire gli antichi costumi, la Wyrd del Bosco dei Desideri, e solo lei conosce la natura del male che è in procinto di scatenarsi. La sua speranza è riposta in due uomini: un gigantesco guerriero rigante, ossessionato dal ricordo di un amico tradito che non è riuscito a salvare, e un giovane dal talento mortale, disprezzato e temuto. Uno dei due diverrà Cuore di Corvo, un condottiero fuorilegge le cui gesta risveglieranno i Rigante dal loro torpore.
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Cuore d’inchiostro

Quando alla porta di Meggie bussa uno straniero, il padre Mo la costringe a fuggire come già tante altre volte in passato. Mo possiede una dote magica e terribile: leggendo un libro a voce alta è in grado di evocarne i personaggi. Come Capricorno, il signore dal cuore nero uscito dalle pagine di Cuore d’inchiostro per dare la caccia a Mo e impadronirsi del suo dono. Le stesse pagine in cui è stata risucchiata la madre di Meggie. Un romanzo che cancella i confini tra finzione e realtà, tra personaggio e lettore. Una storia in cui è impossibile non perdersi.

(source: Bol.com)

Un cuore audace (I Romanzi Classic)

Rutherford Hawksley si finge uno squattrinato giocatore d’azzardo allo scopo di trovare l’assassino di suo fratello. Quando pensa di averlo individuato in lord Doulton, scopre che questi ha ordinato di uccidere Miss Clara Dawson. Così Rutherford decide di rapirla per salvarla e capire perché quell’uomo la vuole morta, non escludendo eventuali legami con la morte del fratello. Nella circostanza scopre in Clara una donna non solo acuta e tenace ma anche abilissima nel decifrare messaggi segreti. Mentre insieme cercano le prove della colpevolezza di Doulton, fra loro si accende un’intensa passione, minacciata però da un mistero che rischia di mettere in pericolo le loro vite…

Il cuore a pezzi

Andrés era stato il centro del suo universo… ma quanto tempo prima? Adesso che è costretta a ricorrere a lui, suo marito, per salvare il padre da un grosso pasticcio, Rachel lo riconosce, pur con il cuore a pezzi. Perché Andrés Sánchez non è cambiato: anche dopo cinque anni è sempre l’arrogante, dominatore capo della potente famiglia Sánchez, ricca e influente nelle Bahama, colui che l’ha trattata come un oggetto di sua proprietà, colui che la fa sorvegliare da un esercito di guardie del corpo, che la vuole confinare in una isoletta. Ha avuto un bel ribellarsi e tentare di sfuggirgli, tanto tempo prima! Nonostante tutto, lei, Rachel, fa ancora parte della famiglia…
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### Sinossi
Andrés era stato il centro del suo universo… ma quanto tempo prima? Adesso che è costretta a ricorrere a lui, suo marito, per salvare il padre da un grosso pasticcio, Rachel lo riconosce, pur con il cuore a pezzi. Perché Andrés Sánchez non è cambiato: anche dopo cinque anni è sempre l’arrogante, dominatore capo della potente famiglia Sánchez, ricca e influente nelle Bahama, colui che l’ha trattata come un oggetto di sua proprietà, colui che la fa sorvegliare da un esercito di guardie del corpo, che la vuole confinare in una isoletta. Ha avuto un bel ribellarsi e tentare di sfuggirgli, tanto tempo prima! Nonostante tutto, lei, Rachel, fa ancora parte della famiglia…

La cuoca di Himmler

Quando decide che è giunto il momento di scrivere la sua storia, Rose ha quasi centocinque anni, cinque denti buoni, una faccia da gufo e un odore non propriamente di violetta. Ma lo spirito è intatto, l’appetito per il cibo e per il sesso sempre vivace, il suo ristorante a Marsiglia più pieno che mai e la memoria pronta a sfornare ricordi ancora caldi di una lunghissima e rocambolesca esistenza. Rose ha attraversato il Novecento tra la Turchia, la Provenza, Parigi, gli Stati Uniti, la Cina, e vissuto in prima persona il massacro degli armeni, la persecuzione degli ebrei, i deliri del maoismo; nelle mille tappe delle sue picaresche avventure ha servito cene spettacolari e funghi avvelenati, viaggiato con Simone de Beauvoir, premuto il grilletto della sua Glock 17 senza rimorsi, cucinato per Heinrich Himmler e per il Führer, amato senza riserve e senza preconcetti, sostenuta da un solo credo: se la Storia è l’inferno, la vita è il paradiso. Lunga e variopinta è la lista dei suoi amori, così come quella di chi le ha fatto del male, custodita gelosamente fin da quando era bambina e spuntata un nome dopo l’altro, con orgoglio e inesorabile determinazione: perché solo la vendetta gustata fino in fondo permette di risollevarsi e rinascere. La cuoca di Himmler è una cavalcata attraverso gli orrori del XX secolo e le delizie di una vita vissuta appieno e assaporata fino all’ultimo boccone, nella voce di un personaggio irresistibile che si racconta con dolcezza, umorismo e con la straordinaria leggerezza di chi sa sorridere al passato e al futuro; un romanzo che ha commosso e divertito la Francia, dove è diventato un grande successo di pubblico e di critica.
(source: Bol.com)

Cultura e realtà

”Gli anni di apprendistato continuano per tutta la vita.”Questa raccolta degli interventi critici non solo letterari ma anche teatrali, musicali, sui nuovi saperi e sull’organizzazione degli intellettuali, sulle diverse arti nell’accezione più vasta del termine – dagli anni cinquanta ai duemila – è l’opera nella quale si vede con chiarezza come in Edoardo Sanguineti sia la realtà stessa, rappresentata da incontri, dibattiti, convegni, collaborazioni con altri artisti, a dettare il ritmo del lavoro intellettuale, portando alla luce i temi decisivi e gli intrecci inestricabili della situazione concreta sui quali, per forza di cose, si deve focalizzare l’attenzione. La conseguenza di trasformare la realtà in committente principe è quella di una completa apertura e disponibilità verso ogni manifestazione della vita; si crea così una rete dove si incontrano Petronio, Dante, Petrarca, Adorno, Benjamin, Gozzi, Marx, Baj, Brecht, Celestini, per fare solo alcuni dei nomi dei compagni di viaggio. Il percorso testuale offre una mappa degli interessi privilegiati dell’autore e contemporaneamente, attraverso le sue interpretazioni, un catalogo aggiornato dei nodi capitali delle diverse epoche che Sanguineti vive intensamente e attraversa con occhio acuto e critico..

(source: Bol.com)

Il culo e lo Stivale

Un titolo provocatorio, ma neppure troppo. Non si tratta solo di una metafora. Il culo è ovunque, nel linguaggio e nella cronaca. Perché, quando e come l’Italia è precipitata nel “cul de sac di un presente e di un futuro tanto nebulosi e atterrenti”? Partendo da una domanda tale da far tremare i polsi a più generazioni, l’autore cerca risposte indietro nel tempo, dal secondo dopoguerra in poi. Il fine è quello di approntare un “manuale di deberlusconizzazione” che riguardi un po’ tutti, compresi i sedicenti avversari del Caimano e quella porzione ampia di italiani che gli ha votato contro “comportandosi come lui”. La falla colossale sembra oggi solo economica, ma il buco è culturale e va oltre il presente, nel “paese dei leccaculo”. Per uscire da quella che Beha definisce una “pace incivile”, c’è bisogno di una nuova responsabilizzazione, per “tornare avanti”, e costruire il “partito che non c’è”.

Cujo

A Castle Rock, una sonnolenta cittadina del Maine, la vita scorre sui soliti binari. Cujo, il docile San Bernardo del meccanico, scorrazza libero per la campagna, finché una notte il suo padroncino, aprendo la porta del ripostiglio, non vede emergere dalle tenebre due occhi infuocati. Chi è la creatura diabolica che da quel momento comincia a seminare ovunque terrore e desolazione? È forse Cujo che, diventato idrofobo, si è trasformato nell’incarnazione stessa del male?
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Cucito addosso

Il giudice Arrigo Accorsi non ama le donne e per questo le evita da sempre, del resto ha un cane, Sally, con cui ha edificanti conversazioni.
Quando sua nipote, però, gli prende un appuntamento dalla nota sarta Delia Toschi perché gli confezioni un abito su misura, tutte le sue certezze saltano.

– Oh no, questi erano, come dicevo, i preliminari. Adesso prendiamo le misure – affermò con calma la signora e alzandosi aggiunse – Può cominciare a spogliarsi.
– In che senso?
– Nel senso che si leva tutto a parte calzini e mutande.
– Boxer – precisò lui.
– I miei preferiti. Lo spogliatoio e di là. Io l’aspetto qui.
Arrigo si diresse senza ribattere nello spogliatoio che era spazioso e arredato con tutti i comfort: specchio, appendiabiti, mensola, orologio a muro e una poltroncina imbottita rivestita di velluto azzurro polvere. Nell’aria un’essenza alla lavanda.
Come previsto si spogliò, piegò i pantaloni seguendo la piega ben stirata e li appoggiò alla spalliera della poltrona, maglione e camicia li appese, le scarpe le accostò appaiate al muro. Prima di uscire si guardò allo specchio: boxer grigi e maglietta bianca, senza macchie né odori strani. Si passò una mano nei capelli e si appuntò mentalmente di non acconsentire mai più a nessuna delle stravaganti pensate di sua nipote Sofia.
Considerò che fosse meglio uscire con passo deciso fingendo di essere vestito da capo a piedi, il fatto che la sarta fosse in piedi a braccia conserte e che lo squadrasse con occhio clinico non agevolò per niente la recita.
– Be’ lei che fa ancora vestita? – provò a scherzare il giudice.
– Non compro niente a scatola chiusa – gli rispose.
– Mi aspettavo almeno una tutina di lattice…
– Ho il metro in lattice – e lo srotolò con l’abilità di Cat Woman proprio sotto i suoi occhi.

(source: Bol.com)