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Cento Sfaccettature di Mr. Diamonds vol. 9: Ardente

Amandine e Gabriel continuano a lottare per la sopravvivenza del loro amore. Insieme stanno per smascherare il misterioso messaggero che tentava così ferocemente di distruggerli e per affrontare le nuove prove che minacciano il loro ardente idillio. Mentre la giovane donna cade nel mirino del suo nuovo datore di lavoro, il focoso Ferdinand de Beauregard, Diamonds sta per fare una scoperta che rischia di cambiare tutto…
Il destino li ha fatti avvicinare, ma gli amanti maledetti riusciranno ad amarsi ancora di più di fronte a tutti questi eventi che si scatenano per separarli?
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I cento libri che rendono più ricca la nostra vita

Leggere ha ancora un senso? Cosa può insegnarci e come può cambiarci la vita? In questo libro Piero Dorfles ci accompagna in un viaggio nel magico mondo della letteratura attraverso i cento capolavori che meglio rappresentano il nostro immaginario letterario condiviso e ineludibile, e traccia un itinerario che appassionerà quanti si rivolgono ai libri per studiare, insegnare e cercare di capire meglio il mondo. Raccontandoci di utopie, di desideri, di mondi fantastici e di avventure emozionanti, ci fa rivivere la lettura come un’avventura dello spirito, un’esperienza della vita e un passaggio di maturazione. Con la consapevolezza costante che più libri si hanno in comune, più grande è il sistema di riferimenti, di esperienza e di sapere condiviso che ci permette di vivere in armonia con gli altri. Da “1984” di Orwell a “Se questo è un uomo” di Levi, dal “Conte di Montecristo di Dumas” a “Delitto e castigo” di Dostoevskij, la lettura diventa così un’esperienza in grado di arricchire le nostre vite attraverso ponti di emozioni e saperi condivisi, capace di avvicinarci al prossimo e di renderci sensibili al mondo e al destino dell’uomo.

Cento giorni di felicità

Cosa faresti se mancassero cento giorni alla tua morte? Non a tutti è concesso di sapere in anticipo il giorno della propria morte. Lucio Battistini, quarantenne ex pallanuotista con moglie e due figli piccoli, invece lo conosce esattamente. Anzi, la data l’ha fissata proprio lui, quando ha ricevuto la visita di un ospite inatteso e indesiderato, un cancro al fegato che ha soprannominato, per sdrammatizzare, «l’amico Fritz». Cento giorni di vita prima del traguardo finale. Cento giorni per lasciare un bel ricordo ai propri figli, giocare con gli amici e, soprattutto, riconquistare il cuore della moglie, ferito da un tradimento inaspettato. Cento giorni per scoprire che la vita è buffa e ti sorprende sempre. Cento giorni nei quali Lucio decide di impegnarsi nella cosa piú difficile di tutte: essere felice. Perché, come scriveva Nicolas de Chamfort, «la piú perduta delle giornate è quella in cui non si è riso».

I Cento Colori Del Blu

La sua storia è un segreto
Solo l’amore potrà svelarlo

Tutti a scuola conoscono Blue Echohawk. Abbandonata da sua madre quando aveva solo due anni, Blue non sa se quello sia il suo vero nome né quando sia davvero il suo compleanno. Ma ha imparato a fuggire il dolore con atteggiamenti da ribelle: indossa sempre vestiti attillatissimi e un trucco pesante. E soprattutto il sesso è il suo rifugio, un gioco per dimenticare tutto, per mettere sotto chiave le sue emozioni. A scuola poi è un caso disperato. Eppure il suo nuovo insegnante di storia, il giovane Darcy Wilson, non la pensa così: Darcy crede in lei, e sa che Blue ha bisogno di capire chi sia prima di trovare un posto nel mondo. E così la sprona a guardarsi dentro e a ripercorrere il passato, a scrivere la sua storia, a dar voce alle sue emozioni. Tra i due nasce una grande amicizia, e forse, a poco a poco, qualcosa di più: un sentimento forte, travolgente, a cui ciascuno dei due tenta in tutti i modi di resistere…

Bestseller del New York Times
Solo l’amore potrà salvarti.
Una storia tenera, sexy e commovente.

Attenzione, questo libro vi ruberà il cuore!
Non riuscirete a metterlo giù finché non lo avrete finito!

Amy Harmon ci consegna una storia appassionante e ben scritta, che saprà rapirvi come poche altre.

«Non mi commuovevo così da anni. Semplicemente bellissimo!»

«Sono contenta di aver dato retta alle centinaia di recensioni positive su questo romanzo, mi ha davvero colpita al cuore. Assolutamente da leggere.»

«Vi prego, vi prego, vi prego, ditemi che c’è un seguito!!!»

Amy Harmon
Statunitense, è autrice di I cento colori del blu, che ha scalato le classifiche del New York Times, e di altri cinque libri, tutti dei bestseller.

Centauri. Mito e violenza maschile

Centauri: esseri duali. Non soltanto erano insieme uomo e cavallo, avevano una doppia natura: saggi e guaritori, ma anche violenti e stupratori. L’identità maschile è scissa in animale (fecondatore) e civile (paternità) ben più di quanto lo sia quella femminile. La sua polarità sociale non è frutto di lunga evoluzione, ma recente e culturale. Quindi, più precaria. Con lo sprofondare del patriarcato riemerge, nel pieno della postmodernità, il polo “rimosso”: la natura animale, simboleggiata dal cavallo. Come nel mito, irrompono patologie quale lo stupro di gruppo, sconosciuto alle specie animali, testimone di una incapacità di relazione risolta con la violenza.
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Cent’anni di solitudine

Da José Arcadie ad Aureliano Babilonia, dalla scoperta del ghiaccio alle pergamene dello zingaro Melquíades finalmente decifrate: cent’anni di solitudine della grande famiglia Buendía, i cui componenti vengono al mondo, si accoppiano e muoiono per inseguire un destino ineluttabile. Con questo romanzo tumultuoso che usa i toni della favola, sorretto da un linguaggio portentoso e un’inarrestabile fantasia, Gabriel Garcia Màrquez ha saputo rifondare la realtà e, attraverso Macondo, il mitico villaggio sperduto fra le paludi, creare un vero e proprio paradigma dell’esistenza umana. In questo universo di solitudini incrociate, impenetrabili ed eterne, galleggia una moltitudine di eroi predestinati alla sconfitta, cui fanno da contraltare la solidità e la sensatezza dei personaggi femminili. Pubblicato nel 1967, scritto in diciotto mesi ma meditato per più di tre lustri, “Cent’anni di solitudine” rimane un capolavoro insuperato e insuperabile, un romanzo tra i più amati di sempre.

Cenere

Grazia Deledda è stata una delle maggiori scrittrici italiane, in grado di raccontare l’ambiente rurale della sua terra d’origine – la Sardegna più aspra e in particolare la città di Nuoro – e i drammi naturali della vita di ogni uomo. Nel descrivere la vicenda del servo Efix e delle tre sorelle Pintor, dame di nobili origini ormai decadute, le cui vite vengono sconvolte dal ritorno in seno alla famiglia del nipote Giacinto, Grazia Deledda ci consegna una piccola grande epica della fragilità umana e del dolore dell’esistenza, facendo della Sardegna una potentissima miniatura dell’Italia intera.
DRM: NO
Lingua: Ita
Capilettera: Si
Formattazione Kindle: si
Indice: si
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### Sinossi
Grazia Deledda è stata una delle maggiori scrittrici italiane, in grado di raccontare l’ambiente rurale della sua terra d’origine – la Sardegna più aspra e in particolare la città di Nuoro – e i drammi naturali della vita di ogni uomo. Nel descrivere la vicenda del servo Efix e delle tre sorelle Pintor, dame di nobili origini ormai decadute, le cui vite vengono sconvolte dal ritorno in seno alla famiglia del nipote Giacinto, Grazia Deledda ci consegna una piccola grande epica della fragilità umana e del dolore dell’esistenza, facendo della Sardegna una potentissima miniatura dell’Italia intera.
DRM: NO
Lingua: Ita
Capilettera: Si
Formattazione Kindle: si
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### L’autore
Grazia Maria Cosima Damiana Deledda (Nuoro, 27 settembre 1871 – Roma, 15 agosto 1936) è stata una scrittrice italiana, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 1926.

La cena degli addii

Una nonna precipita nell’oblio della vecchiaia cancellando dalla memoria dapprima la figlia e poi la nipote, e chiudendosi nel castello inattaccabile di chi si approssima alla fine. Niente sembrerebbe destarla alla vita, né il cibo né le premure dei familiari. Un giorno, però, la nipote le porta una granita gelata, un piccolo gustoso monte Fuji identico a quello assaporato qualche anno prima a un chiosco non lontano da casa, e allora la nonna ritrova un guizzo di gioia e vitalità.
Una donna gravemente ammalata decide di dedicare i suoi ultimi giorni a insegnare alla sua bambina come preparare un buon misoshiru, la zuppa di *miso*, la pasta di soia fermentata servita in una ciotola di brodo denso. Ha promesso al marito di preparargli ogni giorno l’adorato piatto e non vuole che, dopo il suo congedo dal mondo, un’altra donna, estranea alla famiglia, assolva quel compito.
Una coppia alla vigilia della separazione si reca nella penisola di Noto per un’ultima cena. Il tipico aroma speziato dei funghi *matsutake*, il *sashimi* di cernia macerata con alga *konbu* e un bel po’ di *sake* fanno dileguare per un istante rimpianti e tristezza dell’addio.
Due gay progettano un doppio suicidio a Parigi e trovano la modalità giusta per porre fine alla loro esistenza davanti a ostriche crude con composta di pesche e mousse di pesce affumicato, scampi alla brace con spuma al profumo d’arancia, zuppa di granchio fredda con sorbetto di pomodorini ciliegia e altre prelibatezze…
I personaggi del nuovo libro di Ito Ogawa celebrano quasi tutti degli addii – il congedo dal mondo, dagli affetti più intensi, da un lungo rapporto d’amore, dai luoghi più cari – in compagnia di un cibo. Per un breve fugace momento, il cibo – una cena nel ristorante preferito, la zuppa di *miso*, i funghi *matsutake*, una granita gelata – lenisce la crudeltà dell’addio e restituisce il piacere della vita e le gioie del palato.
Ito Ogawa scivola con grazia, poesia e umorismo tra le vite dei suoi personaggi e mostra come nella civiltà giapponese il culto della buona cucina attraversi ogni fase dell’esistenza, come un rito imprescindibile. L’accurata preparazione di un piatto, l’arte di deliziare il palato con una grande ricetta sono qualcosa di più di un sofisticato modo di provvedere al nutrimento: sono gesti che incidono talmente nelle emozioni e nel sentimento, da rendere persino gli addii indimenticabili.

Cellophane

Aurora non doveva nascere. È venuta al mondo per rimpiazzare la sorella inghiottita da un’onda. Una vita da sostituta. Da rifiuto. E ha una mania: setaccia i sacchetti della spazzatura per ricostruire vite di sconosciuti. È più importante quello che conserviamo o quello che gettiamo? Un dito mozzato, un grumo di sangue e segatura, la trascina in una caccia all’uomo. Un dito non si abbandona in un cassonetto: si sotterra, si distrugge, si cancella. Aurora cerca il bandolo della matassa e scopre un traffico di rifiuti nella Sicilia degli anni ’80. Le braccia di Stavros la eccitano nei vapori di una piscina termale: è più vecchio di quarant’anni, è l’amico nemico di suo padre e tutto fa capo a lui. Legata a una benna da Sebastiano o in un pick up con Salvatore, Aurora domina i suoi uomini, forte della sua solitudine e del suo singolare mestiere: caccia topi, blatte e parassiti. A salvarla saranno Tito, un cagnolino preso controvoglia, e un mazzo di rose gialle avvolto nel cellophane. “Tutto sarebbe stato più semplice se i sacchetti della spazzatura fossero stati trasparenti. Se non avessi avuto bisogno di frugare nei rifiuti delle vite degli altri per reinventarmi la mia. Se mia sorella Sofia avesse imparato a nuotare davvero non sarebbe morta. E io non sarei mai nata.”

La Cella Del Male

1. Nel buio della sua cella il professor Richard Aldiss parla davanti a una telecamera: sta tenendo un corso di letteratura che non ha precedenti nella storia. Aldiss è stato condannato all’ergastolo per duplice omicidio. Nel 1982 due studentesse della Dumant University sono state massacrate a colpi d’ascia. Sui loro corpi martoriati c’erano dei libri, sui loro volti le opere di Paul Fallows, celebre autore che nessuno però ha mai visto. L’obiettivo delle lezioni è indagare sull’identità segreta di Fallows. Alexandra Shipley, studentessa dell’ultimo anno, è tra i nove partecipanti e ha un altro obiettivo: vuole capire se Richard Aldiss sia veramente colpevole degli omicidi, e se il vero assassino sia in qualche modo collegato all’autore misterioso. Quindici anni dopo Alex insegna a Harvard, ma è ancora ossessionata da quelle lezioni che hanno cambiato la sua vita. E il passato riemerge prepotente quando è costretta a tornare al suo vecchio college: Michael Tanner, ex compagno del corso, è stato trovato morto. Il modus operandi del killer è orribilmente identico a quello di tanti anni prima: Tanner è stato massacrato con un’ascia, il corpo ricoperto di libri, sul volto le opere di Fallows. E Alex sa che solo Richard Aldiss è in grado di aiutarla a venire a capo di questo inquietante enigma…

Cell

DA QUESTO ROMANZO IL FILM DISTRIBUITO DA NOTORIOUS Boston, 1° ottobre. È un luminoso pomeriggio di sole, la gente passeggia nel parco, gli aerei atterrano quasi in orario e a Clayton Riddell sembra il più bel giorno della vita. Ma proprio quel giorno il mondo finisce. Chiunque abbia un cellulare all’orecchio – milioni e milioni di persone – impazzisce improvvisamente, regredendo allo stadio di una belva feroce. In un attimo, un misterioso impulso irradiato attraverso gli apparecchi distrugge il cervello, azzerando la mente, la personalità, migliaia di anni di evoluzione. In poche ore, la civiltà è annientata, l’homo sapiens non è mai esistito, lasciando al suo posto un branco di sanguinari subumani privi della parola. Ma questo è solo l’inizio. Poi cominciano a mutare. E poi a organizzarsi. Clayton, percorrendo di notte le città svuotate con altri scampati come lui, tra i resti di un progresso tecnologico ormai senza alcun senso, ha un unico pensiero. Anzi, due: ritrovare la moglie e il figlio, che ha lasciato nel Maine, soli, inermi, in balia di un telefonino… E riconquistare il diritto degli esseri umani di coesistere con la nuova specie dominante. Dalle storie di Matheson agli zombie di Romero fino all’angosciante scenario dei Sopravvissuti, King rielabora un tema classico per raccontare, con il suo stile inconfondibile, l’orrore primordiale da sempre in agguato dentro di noi; ma anche per metterci di fronte, attraverso una trama densa di richiami beffardi e ironici, ai falsi miti del nostro tempo.

Celeste

Celeste e una ragazza dal cuore selvaggio e impavido, con una forza emotiva talmente spiccata da riuscire a ribellarsi alla corrente ideologica di tutta la nobilta. L’inaspettato incontro con l’amore sconvolgera non poco la sua vita, ma lei combattiva e diffidente, cerchera di resistere con tutte le sue forze a quel turbine di emozioni profonde e sconosciute penetrate nel suo cuore senza chiedere il permesso. Il passato, pero, con i suoi drammi e inganni, sta per esplodere e Celeste si trova proprio al centro di tutto, perche cio che lei e dipende anche da avvenimenti accaduti quando ancora non era nata.”
(source: Bol.com)

Il cecchino paziente

Ad Alejandra Varela, detta Lex, specialista in arte urbana, piacciono le donne, e non ne fa mistero. Ma ora che ha perso la sua compagna, Lita, non le resta che il lavoro. Un incarico editoriale la mette sulle tracce di Sniper, uno dei writer più famosi al mondo, un ribelle apparentemente indomabile, protagonista di “interventi” ben oltre i limiti della legalità, con conseguenze in qualche caso fatali per i giovani che chiama all’azione. Quasi nessuno ne ha mai visto il volto, nessuno conosce la sua vera identità. Un artista? Lui dice di non esserlo, ripete che i suoi “pezzi” sono “guerriglia urbana”. Eppure, se qualcuno lo convincesse a esporre le sue opere e a farne un libro, sarebbero in molti ad arricchirsi. Almeno all’inizio, è per questo che Lex lo insegue da Madrid a Lisbona, da Verona a Napoli, immergendosi sempre più nel mondo dei “graffitari”, nei loro codici e nei loro valori. Anche qualcun altro, però, sta cercando Sniper, con tutt’altre intenzioni. E pedina Lex per arrivare fino a lui. Quello che allora si scatena è un duello di intelligenze, un gioco di specchi tra cacciatori e prede, tra schermitori che cercano il fianco debole dell’avversario. E poi colpiscono. Sempre. Perché “il Fato è un cacciatore paziente” che non perdona. Mai.
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Cavalleria Rusticana

Cavalleria rusticana è una novella appartenente alla prima raccolta di novelle di Giovanni Verga intitolata Vita dei campi, pubblicata da Treves a Milano nel 1880. È una storia d’amore e di gelosie, ambientata in un paese siciliano, Vizzini, nel secondo Ottocento.La Novella racconta la storia di Turiddu Macca, figlio di Nunzia, un bel giovane di famiglia povera appena tornato al paese natio dopo aver svolto il servizio militare. Turiddu si pavoneggia ogni domenica sfoggiando la divisa da bersagliere, ed in particolare il cappello della sua divisa diviene suo indumento abituale. Turiddu attira a sé gli sguardi curiosi e furbi dei monelli del paese e quelli di tutte le ragazze, che se lo mangiano con gli occhi. Il giovane ha però interesse solo per la bella Lola, figlia del massaio Angelo, suo interesse amoroso prima della leva. Turiddu viene a sapere che Lola si è fidanzata con compare Alfio, carrettiere di Licodia. Il giovane, dopo una serie di incontri con Lola, cerca di mettere una pietra sopra alla storia d’amore passata. Ma la gelosia riesplode dopo il matrimonio tra Lola e Alfio: Turiddu, ormai non più per amore ma per semplice ripicca, è deciso a possedere la donna. Inizia, così, a corteggiare Santa, la figlia del massaio Cola e dirimpettaia di Alfio e Lola. I due innamorati ogni sera trascorrono il tempo a chiacchierare e a dirsi parole dolci, “che tutto il vicinato non parlava d’altro”. Turiddu raggiunge presto il suo obbiettivo: Lola ascolta i due ogni sera, “nascosta dietro il vaso di basilico, e si faceva pallida e rossa”. Gelosissima, è la stessa donna a concedersi al giovane: i due ricominciano a salutarsi e a frequentarsi, ed alla fine Turiddu diviene l’amante di Lola. Quando Santa se ne accorse “gli batté la finestra sul muso”, amareggiata e soprattutto molto arrabbiata. Si avvicina intanto la Pasqua e Lola, che ha sognato dell’uva nera, dice a Turiddu che vuole andare a confessarsi, dal momento che il marito è in giro con le mule per le fiere, e s’insospettirebbe se venisse a sapere che non l’ha fatto. Specialmente Lola è preoccupata per il sogno dell’uva che, secondo la mentalità locale siciliana, significa guai per il suo innamorato.Quando compare Alfio ritorna con tanti soldi e una bella veste nuova in regalo per la moglie, Santa gli rivela il tradimento di quest’ultima, per vendicarsi di Turiddu.Turiddu, che da quando era tornato il marito di Lola, “non bazzicava più di giorno per la stradicciuola, e smaltiva l’uggia all’osteria cogli amici”, vede entrare compare Alfio che lo invita a trovarsi allo spuntare del sole sullo stradone per parlare “di quell’affare”. I due si scambiano il “bacio della sfida”. “Turiddu stringe fra i denti l’orecchio del carrettiere, e così fa la promessa solenne di non mancare”.Il giorno dopo Turiddu da l’addio a sua madre, mentre, contemporaneamente, Alfio lascia intendere quello che sta per succedere a Lola. I due si incontrano e, dopo aver percorso un tratto di strada insieme, danno il via al duello a colpi di pugnale, l’uno deciso ad ammazzare l’altro. Pare che Turiddu, sebbene ferito al braccio sinistro, abbia la meglio su Alfio. Ma il mulattiere acceca a tradimento l’avversario e lo finisce con un accoltellata alla gola “senza dargli il tempo di proferire nemmeno: – Ah, mamma mia!” e con quella coltellata vendica non solo l’onore ma anche l’amore.

I Cavalieri Della Tavola Rotonda

Le avventure di re Artù, Merlino e i Cavalieri della Tavola Rotonda trovano le proprie origini nel mondo celtico, ma furono poi d’ispirazione per autori di tutti i tempi, come Goffredo di Monmouth, Chrétien de Troyes o Thomas Malory. Le vicende dei valorosi Lancillotto, Galvano, Tristano o Galahad conservano ancora echi leggendari, tra duelli, incantesimi, spade magiche e sacre reliquie. La collana Meet Myths (Incontra i miti) si propone di far conoscere la mitologia anche al pubblico non specializzato. Questi libri vogliono essere un modo semplice e accessibile a tutti per avvicinarsi ai miti e alle leggende che animavano il mondo antico, e che ancora oggi possono esserci di grande ispirazione.
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