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Il Romanzo Di Excalibur Il Cuore Di Derfel

La situazione in Dumnonia è sempre più grave e Artù, dopo aver negoziato una breve tregua con il re dei sassoni Aelle, decide di rischiare le forze residue in una disperata offensiva nella Valle di Lugg, al confine del regno di Powys. La lunga e sanguinosa battaglia si conclude con il trionfo di Artù, che decide di sancire la ristabilita unità dei britanni con il matrimonio di Ceinwyn, principessa del Powys e già promessa di Artù, con Lancillotto. Ma anche questa volta il matrimonio della bella principessa non ha luogo: durante la cerimonia di fidanzamento, Ceinwyn abbandona il promesso sposo e fugge con Derfel, di cui si è innamorata. Dopo pochi giorni, la coppia si unisce a Merlino e Nimue, che con alcuni uomini armati stanno partendo per l’Isola di Mon. Scopo della spedizione è recuperare il più grande Tesoro della Britannia: il Calderone donato agli uomini dagli dei. La pericolosa missione, in territorio occupato dagli irlandesi, si risolve in un successo. Trovato il prezioso simbolo, il gruppo sfugge all’assedio dei nemici protetto da una fitta e magica nebbia evocata da Merlino…

Il romanzo della nazione

“Un’oralità istintiva e musicale avversa a ogni dettame letterario” Remo Ceserani
Siamo storie, siamo le storie a cui abbiamo appartenuto, siamo le storie che abbiamo ascoltato. E infatti Maggiani ascolta. Ascolta il fiume di voci che si leva nel canto della nazione che avremmo potuto essere e che non siamo, le voci di un popolo rifluito dentro l’immaterialità della memoria. Si insinua nelle pieghe della vita apparentemente ordinaria dei suoi personaggi e racconta. Racconta di una madre e di un padre che si spengono portando con sé, prima nella smemoratezza e poi nella morte, un mondo di certezze molto concrete: la cura delle cose, della casa, dei rapporti parentali. Rammenta la fatica giusta (e ingiusta) di procurarsi il pane e di stare appresso a sogni accesi poco più in là, nella lotta politica, nella piana assolata quando arriva la notizia della morte di Togliatti. Racconta, allestendo un maestoso teatro narrativo, della costruzione dell’Arsenale Militare: un cantiere immenso, ribollente, dove accorrono a lavorare ingegneri e manovali, medici e marinai, ergastolani e rivoluzionari, cannonieri e fonditori, inventori e profeti, cuoche e ricamatrici, per spingere avanti destini comuni, avventure comuni, speranze in comune. Racconta di come si diventa grandi e di come si fondano speranze quando le speranze sono finite. Nella mitica contea di Maurizio Maggiani ci siamo tutti, a misurare quanto siamo stati, o meno, “fondatori di nazioni”.
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### Sinossi
“Un’oralità istintiva e musicale avversa a ogni dettame letterario” Remo Ceserani
Siamo storie, siamo le storie a cui abbiamo appartenuto, siamo le storie che abbiamo ascoltato. E infatti Maggiani ascolta. Ascolta il fiume di voci che si leva nel canto della nazione che avremmo potuto essere e che non siamo, le voci di un popolo rifluito dentro l’immaterialità della memoria. Si insinua nelle pieghe della vita apparentemente ordinaria dei suoi personaggi e racconta. Racconta di una madre e di un padre che si spengono portando con sé, prima nella smemoratezza e poi nella morte, un mondo di certezze molto concrete: la cura delle cose, della casa, dei rapporti parentali. Rammenta la fatica giusta (e ingiusta) di procurarsi il pane e di stare appresso a sogni accesi poco più in là, nella lotta politica, nella piana assolata quando arriva la notizia della morte di Togliatti. Racconta, allestendo un maestoso teatro narrativo, della costruzione dell’Arsenale Militare: un cantiere immenso, ribollente, dove accorrono a lavorare ingegneri e manovali, medici e marinai, ergastolani e rivoluzionari, cannonieri e fonditori, inventori e profeti, cuoche e ricamatrici, per spingere avanti destini comuni, avventure comuni, speranze in comune. Racconta di come si diventa grandi e di come si fondano speranze quando le speranze sono finite. Nella mitica contea di Maurizio Maggiani ci siamo tutti, a misurare quanto siamo stati, o meno, “fondatori di nazioni”.

Il romanzo dell’impero romano

Un successo scritto nella storiaImperator – Gli ultimi fuochi dell’impero romano – 476 A.D. L’ultimo imperatoreLa trilogia definitiva dell’impero romano3 romanzi in 1C’è stato un tempo in cui i vessilli di Roma annunciavano al mondo un dominio immortale.Ora quel tempo è finito e i confini della città sono stati oltraggiati da torme di barbari. Ma Giulio Valerio Maggioriano, Imperator per acclamazione e quasi contro la sua volontà, è pronto a consacrare la sua intera esistenza al riscatto di Roma. Infinite battaglie si prospettano nel suo futuro: intrighi interni, spedizioni in Gallia, Spagna e Africa, distruggendo i complotti dei finti amici e affrontando a viso aperto gli eserciti avversari. Il v secolo è un’epoca di decadenza, di sangue, cospirazioni e violenza: in un impero ormai disgregato e corrotto, tra intrighi di palazzo, complotti, assedi e passioni, rivivono personaggi immortali come l’ambigua Galla Placidia, il prode Ezio, il devastatore Attila, l’astuto Genserico, il potente papa Leone Magno, la seducente Licinia Eudoxia. Con fantasia, ritmo e rigore storico, Castelli ci accompagna in un passato pieno di ombre e di gloria, fino a un’ultima, epica battaglia… In un unico volume la trilogia dedicata alla caduta dell’impero romano’Straordinario e vivace affresco capace di miscelare il rigore della ricostruzione storica, fondata su un accurato studio delle fonti, con i sapori forti dell’avventura e della fiction.’ il Messaggero’Un’epoca in cui campeggia l’immagine di una Roma decadente, ma ancora piena di fascino e mistero.’AdnKronosGiulio CastelliNarratore, saggista e giornalista professionista, è studioso di storia tardo-antica e medievale. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo il romanzo Il fascistibile, il pamphlet Il Leviatano negligente. Potere e inefficienza in Italia e Il Piccolo dizionario 2005. Con la Newton Compton ha pubblicato Imperator, Gli ultimi fuochi dell’impero romano, 476 A.D. L’ultimo imperatore e Il diario segreto di Marco Aurelio.
(source: Bol.com)

Romanzi. Peter Camenzind-Gertrud-Rosshalde-Demian

La vicenda di un giovane sognatore che, dopo aver frequentato il mondo del decadentismo parigino, trova nello spirito di san Francesco d’Assisi l’intima unione con la natura cui aspirava. La storia di un timido amore nato dalla comune passione per la musica. Il rapporto conflittuale d’un pittore con il mondo borghese, nella coscienza di una frattura non ricomponibile. L’evoluzione spirituale d’un adolescente che, attraverso la ribellione e la solitudine, giunge infine a essere se stesso. I romanzi raccolti in questo volume sono tutti percorsi dal motivo della ricerca interiore, attuata con l’acutezza e la sensibilità caratteristiche della scrittura di Hesse.

Romanzi brevi

Questo volume raccoglie quattro romanzi brevi, che hanno grande importanza nell’opera di Roth. I primi tre (*La tela di ragno*, *Hotel Savoy* e *La ribellione*) sono quelli con cui Roth si è rivelato come scrittore, fra il 1923 e il 1924, con straordinaria felicità e sicurezza nel cogliere «l’aria del tempo» e, insieme, alcuni dei propri temi essenziali. Il quarto, *Il peso falso*, che apparve nel 1937, appartiene invece all’ultima stagione di Roth e va considerato – accanto alla *Leggenda del santo bevitore* e al *Leviatano* – come uno di quegli apologhi narrativi, in certo modo testamentari, nei quali lo scrittore ha racchiuso il senso segreto della sua opera. Si sfiora dunque, in queste pagine, l’intera tastiera di Roth: c’è il romanzo politico (*La tela di ragno*, stupefacente prefigurazione non solo del nazismo, ma di tutte le trame occulte che continuano a tessersi intorno a noi); la raffigurazione di un mondo dalle molte voci (*Hotel Savoy*, dove il protagonista è l’albergo stesso con le sue 864 stanze, luogo affascinante, sordido e misterioso come la vita); la storia di un singolo (*La ribellione*, in cui troviamo il Roth più aspro, che rifiuta ogni ordine oppressivo); infine la grande visione metafisica (*Il peso falso*, storia di un verificatore dei pesi e delle misure, che si trova a vivere in un mondo dove tutti i pesi sono falsi). Nei primi romanzi prevale un timbro acido e asciutto, e sul fondo si avverte un pathos di rivolta sociale: sono testi mirabilmente intonati agli anni di Weimar, alla loro torbida caoticità, carica di risentimenti e di violenza. Nel Peso falso, invece, l’occhio di Roth si fissa sui temi perenni della giustizia, della passione e della colpa. E, soprattutto, si sofferma a evocare una sorta di primordiale scenario della sua arte: l’Osteria della Frontiera, dove si aggirano la bella zingara Euphemia e l’infido contrabbandiere Kapturak, dove la legge e il delitto giocano una interminabile partita di tarocchi. In quel luogo di continuo passaggio, che sa di fumo, di alcol e di letti sfatti, dove gli avventori portano quasi sempre nomi falsi, si consuma il destino del verificatore dei pesi e delle misure Eibenschütz. Ma si direbbe anche che a uno di quei tavoli sia stata scritta tutta l’opera narrativa di Joseph Roth, testardamente devota all’inesauribile impresa di «stabilire e verificare … misura e peso degli eventi». *La tela di ragno* fu pubblicato a puntate sul quotidiano del partito socialista austriaco. La prima edizione in volume apparve postuma, nel 1967. *Hotel Savoy* e *La ribellione* furono pubblicati a Berlino nel 1924. *Il peso falso* apparve ad Amsterdam nel 1937.

Romanzi

Luigi Di Ruscio è stato poeta e narratore. Dagli anni cinquanta è stato subito riconosciuto come un talento violento, dissacrante, che si è presto smarcato dall’etichetta sbrigativa di poeta-operaio per costruire una possente, vorticosa avventura letteraria che comincia dentro l’Italia ferita del dopoguerra. Quando Di Ruscio, nel 1957, lascia le Marche per trasferirsi in Norvegia, dove ha lavorato e costruito una famiglia, le sue prose si fanno ancora più intense e febbricitanti. La sua lingua, esiliata, si apre, si scardina, si reinventa. Il ritmo si fa convulso e netto. Non meno di scrittori come Gadda, D’Arrigo, Roversi e Pagliarani, Di Ruscio finisce per dare corpo a opere che, come dice Andrea Cortellessa, “recano su di sé le macchie, gli urti, le ferite della storia: termometri sempre in azione, segnavento che non si fermano mai; e che, così a lungo esposti all’infuriare degli eventi, si rivelano anche accumulatori, giacimenti, immensi archivi viventi d’una storia che continua a passare senza essere mai passata del tutto”. Palmiro, Cristi polverizzati, Neve nera e Apprendistato, raccolti per la prima volta insieme in questo volume, ben corrispondono a quelle che l’autore ha chiamato “memorie romanzesche” − una complessa, beffarda immagine dell’Italia degli anni cinquanta, l’unica Italia che lo scrittore ha di fatto conosciuto, una provincia che diventa mondo e che soprattutto diventa fisicità di scrittura, stordimento, illusione di tempi che non si aprono, e ulcere che non si chiudono, blasfemia e rigore demoniaco, verbale non chiuso di una rivoluzione in atto. Di Ruscio tenta strade che tutte tornano alla sua memoria “romanzesca” e a quell’enunciato che più segna i suoi Cristi polverizzati: “La mia infanzia divenne sempre più totalmente infanzia”.
(source: Bol.com)

Romanus

Quando, in una calda notte d’estate, Mason James si ferma per prestare soccorso, non sa ancora quali cambiamenti porterà quel semplice atto di gentilezza. Dopo aver dato un passaggio a casa a un uomo anziano, Mason scopre un mondo nuovo, magico e a tratti pericoloso, un mondo che non riesce a capire. Ma incontra anche Luc Toussaint, ed è passione a prima vista. Nemmeno il segreto che Luc custodisce potrà tenere Mason lontano dalla verità circa il suo passato e il loro amore.

Romantiche vacanze a Virgin River

VIRGIN RIVER 17
La vita a Virgin River scorre come in un’altra dimensione, avvolta nell’abbraccio protettivo dei boschi che la circondano. Il luogo ideale per trovare rifugio e rigenerarsi.
I fratelli Riordan hanno la reputazione di cattivi ragazzi, ma Patrick fa eccezione. Di indole gentile, in quest’ultimo periodo la sua vita è stata messa a dura prova a causa del lavoro super impegnativo come pilota della Marina. Se a questo poi si aggiunge l’incontro con Angie, l’affascinante nipote di Jack Sheridan, la situazione diventa davvero complicata e i suoi nervi rischiano davvero di saltare.
Angie Le Croix è venuta a Virgin River per trascorrere un periodo di vacanza lontana dalla presenza ingombrante di sua madre, ma invece di trovare quiete e libertà, si trova a fronteggiare il testardo zio che vuole dire la sua anche sul tipo di uomo con cui Angie dovrebbe uscire. Ovviamente il bello e carismatico Patrick non è compreso nella lista, ma Angie sa bene che tipo di uomo vuole e che tipo di Natale ha deciso di trascorrere… in pieno stile Virgin River!
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VIRGIN RIVER 17
La vita a Virgin River scorre come in un’altra dimensione, avvolta nell’abbraccio protettivo dei boschi che la circondano. Il luogo ideale per trovare rifugio e rigenerarsi.
I fratelli Riordan hanno la reputazione di cattivi ragazzi, ma Patrick fa eccezione. Di indole gentile, in quest’ultimo periodo la sua vita è stata messa a dura prova a causa del lavoro super impegnativo come pilota della Marina. Se a questo poi si aggiunge l’incontro con Angie, l’affascinante nipote di Jack Sheridan, la situazione diventa davvero complicata e i suoi nervi rischiano davvero di saltare.
Angie Le Croix è venuta a Virgin River per trascorrere un periodo di vacanza lontana dalla presenza ingombrante di sua madre, ma invece di trovare quiete e libertà, si trova a fronteggiare il testardo zio che vuole dire la sua anche sul tipo di uomo con cui Angie dovrebbe uscire. Ovviamente il bello e carismatico Patrick non è compreso nella lista, ma Angie sa bene che tipo di uomo vuole e che tipo di Natale ha deciso di trascorrere… in pieno stile Virgin River!

Romance

La morte porta soldi, vantaggi, successo? Così forse la pensano gli attori di “Romance”, un nuovo lavoro teatrale che sta per andare in scena a Broadway. La prima attrice viene aggredita, i giornalisti si scatenano e il botteghino scoppia per le prenotazioni. Ma gli anni di servizio all’87° Distretto che Steve Carella e Bert Kling hanno sulle spalle non permettono voli di fantasia.

Roma ti porterà fortuna

Samantha ha vinto la sua battaglia contro la leucemia e vuole riprendere in mano la propria vita. Decide di ricominciare da sola lontano dai luoghi che le ricordano la malattia e sceglie Roma, contro il parere dei genitori e dell’affettuoso, anche se ruvido e dispotico, fratello maggiore che la vorrebbero tenere sotto una campana di vetro.Richard, un giovane romano di buona famiglia, segnato dalla sofferenza per la perdita dell’amata compagna, è un’anima nera, volta all’autodistruzione. Si disinteressa del prossimo e del male che può fargli.Il loro incontro-scontro è surreale. Samantha è convinta che sia Luke, il suo tenero e premuroso inquilino. Richard, invece, pensa che lei sia la sua Michelle rediviva. Tra i due s’instaura all’inizio un rapporto ostile, ma quando Richard scopre la verità su Samantha, le barriere che ha eretto in passato cominciano a sgretolarsi. Per quanto diversi caratterialmente, sono proprio le cicatrici che portano nel cuore ad accomunarli. Ma quale piano ha in serbo il destino per due persone così?“Io voglio che tu sia felice, Samantha. Non desidero altro, voglio solo che tu sia felice, tremendamente felice, anche senza di me”Roma ti porterà fortuna è un romance auto-conclusivo. Una storia di rinascita, speranza, amicizia e amore. Ellah K.Drake vive in provincia di Padova, in un piccolo paesino ai piedi dei colli Euganei con il marito e cinque stupendi gatti. Laureata in lingue, è un’assidua lettrice di romanzi di ogni genere, e appassionata di saggi spirituali ed esoterici. Oltre a cimentarsi nella scrittura di romanzi spaziando tra i generi, sta anche preparando la stesura di un saggio spirituale nel quale ha raccolto le sue personali esperienze. I suoi romanzi hanno raggiunto i 10000 lettori.

Roma criminale

Tutte le strade portano a Roma, anche quelle del crimine. Dalle scene dei delitti alle aule dei tribunali, un viaggio tra i fatti di sangue che hanno segnato la storia della capitale: il rapimento e l’omicidio di Matteotti, la strage delle Fosse Ardeatine, il caso Bebawi, l’orrore del massacro del Circeo, il controverso assassinio di Pier Paolo Pasolini, l’epopea della Banda della Magliana, i fattacci del Vaticano e, ai giorni nostri, gli stupri del Quartaccio e della Caffarella insieme all’assalto alle caserme dei carabinieri e della polizia il giorno della morte di Gabriele Sandri. Il libro, aggiornato al 2009, ripercorre gli episodi di cronaca giudiziaria più clamorosi tra quelli che negli ultimi centocinquanta anni hanno avuto Roma come protagonista, alla ricerca delle forme nuove che il crimine ha assunto e assume nella capitale. Uno scenario in cui delitti apparentemente inspiegabili si intrecciano a sodalizi criminali partoriti dal ventre malvagio della capitale. Armati e Selvetella raccontano queste vicende intrecciando successione cronologica a suggestioni tematiche, e mantenendo tuttavia un punto di vista costante: l’attenzione a Roma e al suo popolo, interprete o spettatore, vittima o complice di una storia in cui il mistero è l’attore principale.
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Il rogo di Berlino

Vienna, 1971. In un appartamento nel cuore della città una giovane donna sta per incontrare sua madre. Non si vedono da trent’anni. Helga era bambina quando, in una Berlino già sventrata dalle bombe, la madre aveva abbandonato il marito e i figli per entrare volontaria nelle SS. Ora, dopo pochi formali abbracci, la conduce verso un armadio dentro al quale è riposta una perfetta uniforme nazista. Sospira, nostalgica. E Helga scappa, corre per le scale, si allontana per sempre da lei e da quella implacabile fedeltà. Passeranno altri vent’anni prima che Helga Schneider si decida a ripercorrere la sua infanzia. Ne è nato un libro diversamente implacabile, dove la memoria, anziché stendere un velo di pietà o di perdono, sembra liberare una rabbia troppo a lungo taciuta; un libro che ci fa rivivere i morsi della fame, la solitudine dei collegi, le angherie di una matrigna, la paura dei bombardamenti, la voce del Führer che echeggia nel bunker della Cancelleria, la lunga reclusione in una cantina: fino al giorno in cui i primi soldati russi avanzano in una Berlino ormai completamente distrutta.
(source: Bol.com)

Roberto Forchettoni

Fate vacanze da soli? “Siete degli sfigati”, almeno secondo Roberto Formigoni, governatore della Lombardia da più di tre lustri e indagato per corruzione: avrebbe ricevuto benefit per 9 milioni di euro, tra cui yacht, ville, viaggi dall’amico Pierangelo Daccò, faccendiere ciellino, uomo chiave dello scandalo San Raffaele e della Fondazione Maugeri. Per chi si fosse perso qualche puntata dell’abbuffata regionale, ”il Fatto Quotidiano” pubblica in un unico instant book tutte le beghe del Pirellone, da Penati alla Minetti, dai conti in rosso di don Verzé alle vacanze ai Caraibi del Celeste.
(source: Bol.com)

Le rivoluzioni del capitalismo

Gli esordi di un’economia-mondo, gli sviluppi dell’industrializzazione, il neo-capitalismo e il suo successo, la contesa fra i paesi più avanzati, l’ascesa dell’Asia e la rivalsa della Russia, i problemi del sottosviluppo e quelli di governo del mercato globale, l’avvento dell’informatica, la ricerca di un nuovo modello sociale, uno scenario geo-economico senza più frontiere. Valerio Castronovo traccia, in forma chiara e accessibile, un profilo d’insieme su scala mondiale degli eventi che hanno segnato la storia economica e sociale nel corso del tempo sino ai giorni nostri.
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Rivoluzione: istruzioni per l’uso

Come si organizza una protesta efficace? Come si riesce a trasformare il proprio dissenso, e il rifiuto per una classe politica, in un’azione organizzata che riesca a farsi sentire da chi detiene il potere, e a richiamare l’attenzione di tutti? David Graeber, antropologo di fama e teorico di Occupy Wall Street, ha racchiuso l’esperienza di una decennale militanza all’interno del movimento di protesta globale in un libro che non è soltanto una violenta denuncia delle menzogne su cui si reggono i nostri governi, ma anche un vero e proprio manuale “pratico” di reazione, nel quale ognuno di noi può trovare spunti e idee per evitare che la propria indignazione rimanga sterile e per canalizzarla in modo da riuscire, anche solo nel proprio ambito, a cambiare le cose. Un saggio di grande forza che ci apre gli occhi su molti aspetti inaccettabili della nostra democrazia, una chiamata senza appello all’azione e a non abbandonare la speranza in una società più giusta.