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Demoni e piaceri (Tale of the Demon World)

*Tre imperdibili racconti
ispirati alle tenebrose quanto sensuali atmosfere
evocate da IL DEMONE DELLA PASSIONE e IL PRINCIPE DI GHIACCIO*
Dopo un matrimonio senza sesso, Georgiana DuBarry, contessa di Ware, ha intenzione di indulgere nel piacere. E quando assiste all’esibizione del demone Sawai durante uno spettacolo, decide che sarà lui il suo primo amante…
Khira, ambiziosa scienziata Yama, ha intenzione di condurre un esperimento che può cambiare il corso del destino. Sceglie Harry, un umano, convinta di poter controllare l’attrazione che lui scatenerà in lei…
La regina Tou ha il dono dell’eterna giovinezza, e un appetito sessuale che solo un harem di uomini può soddisfare. Ma appena tocca il principe Memnon, noto per l’inesauribile vigore, non desidera altri che lui…
L’antologia DEMONI E PIACERI raccoglie tre racconti appartenenti alla serie dei Demoni ( Demon Books ) di Emma Holly, che è ambientata in una Londra vittoriana di una storia alternativa dove gli umani convivono con una razza aliena tecnologicamente avanzata.
I tre racconti sono:
– “Il piacere della contessa” ( The Countess’s Pleasure )
– “Angelico demone” ( The Demon’s Angel )
– “Regina Tou” ( Queen of All She Surveys )

Il Demone Incarnato

Al centro di questo nuovo romanzo di Anne Rice – séguito dell’*Ora delle streghe*, l’appassionante saga delle streghe Mayfair – è Rowan, l’ultima strega, la più potente, quella che è stata in grado di dare un corpo al demone Lasher, di rivestire il suo spirito evanescente di carne e di ossa. Lasher è venuto al mondo la notte di Natale: è nato già adulto e adesso vuole continuare a essere l’amante della bella Rowan, vuole fecondarla perchè si generi nel suo ventre la nuova stirpe dei Taltos, gli esseri che come lui hanno un corredo cromosomico diverso da quello degli uomini. E sulle tracce dei Taltos, Lasher parte alla ricerca delle sue origini, del suo passato, alla scoperta delle ragioni della sua esistenza. Ritorna così a Donnelaith, dove per la prima volta una donna inconsapevole lo aveva invocato, lo aveva richiamato alla vita: tra le malinconiche rovine scozzesi riviviamo i primitivi riti del paganesimo celtico con il loro inquietante erotismo, la loro religiosità arcaica e sanguinaria.

Il demone dell’Alsazia

Inghilterra, 1818 – Aristocratica e irreprensibile di giorno, Lady Sarah Hunter di notte si trasforma: percorre le strade di Londra, anche le più malfamate, in cerca di informazioni che consentano alla Compagnia del Mercoledì di ottenere giustizia per le donne che, come lei, sono state vittime di abusi. Ed è proprio nel corso di una di queste indagini notturne che si imbatte in un seducente malfattore, Ethan Travis, noto in tutta la capitale come il Demone dell’Alsazia. Sarah, che si è presentata sotto falso nome, sa che lui la considera un’anima perduta che ha bisogno di essere salvata, ma non ha intenzione di rivelargli la verità malgrado la folle attrazione che prova nei suoi confronti. Perché è convinta che nemmeno un uomo con un passato oscuro come quello di Ethan potrebbe desiderare una donna senza futuro come lei!
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### Sinossi
Inghilterra, 1818 – Aristocratica e irreprensibile di giorno, Lady Sarah Hunter di notte si trasforma: percorre le strade di Londra, anche le più malfamate, in cerca di informazioni che consentano alla Compagnia del Mercoledì di ottenere giustizia per le donne che, come lei, sono state vittime di abusi. Ed è proprio nel corso di una di queste indagini notturne che si imbatte in un seducente malfattore, Ethan Travis, noto in tutta la capitale come il Demone dell’Alsazia. Sarah, che si è presentata sotto falso nome, sa che lui la considera un’anima perduta che ha bisogno di essere salvata, ma non ha intenzione di rivelargli la verità malgrado la folle attrazione che prova nei suoi confronti. Perché è convinta che nemmeno un uomo con un passato oscuro come quello di Ethan potrebbe desiderare una donna senza futuro come lei!

Il demone del Dartmoor (Il Giallo Mondadori)

Tre ragazze morte, un anno dopo l’altro. Precipitate di notte da uno strapiombo nelle acque di un torrente. E i testimoni oculari ogni volta certi che le vittime siano state spinte nel vuoto da un essere invisibile. L’ennesimo mistero della brughiera per gli abitanti del villaggio di Stapleford, dove le superstizioni si tramandano di padre in figlio. Però a tutto c’è un limite, che viene raggiunto quando un giovane attore precipita da una finestra sotto gli occhi della moglie, di una collega e di altri presenti. Tutti concordi: è stata una mano dal nulla a spingerlo incontro alla morte. Al criminologo Alan Twist e all’ispettore Hurst di Scotland Yard, ora, l’arduo compito di discernere la realtà dalle allucinazioni. Scoprendo se davvero una creatura demoniaca infesti le lande sperdute del Dartmoor, o se piuttosto dietro agli omicidi non si celi una mente diabolica. Perché chi è convinto di avere visto un assassino invisibile potrebbe, semplicemente, non aver visto un assassino visibile.
All’interno, il racconto ”La vedova Licitra” di Vincenzo Vizzini.
(source: Bol.com)

Demon’s game

*I Signori degli Inferi: seducenti guerrieri immortali, legati da un’antica maledizione che nessuno è mai riuscito a infrangere…*
Un guerriero che non sopporta di perdere… Una donna che è una sfida continua…
Quella tra Strider, custode del demone della Sconfitta, e Kaia, scatenata Arpia dai capelli di fiamma, sembra una storia destinata al fallimento. Eppure l’attrazione che vibra tra loro è travolgente. E quando lei viene invitata a partecipare ai sanguinari Giochi delle Arpie, la presenza e l’amore dell’orgoglioso guerriero diventano fondamentali per superare la dura prova che l’aspetta: vincere o morire. Perché lui, che lo voglia o no, è la sua anima gemella e dunque l’unico che può aiutarla. Ma forse il premio in palio non è quello che loro credono…

La democrazia non esiste: Critica matematica della ragione politica

La democrazia è una religione laica che identifica le proprie basiliche nei palazzi del potere, la curia nel governo, gli ordini nei partiti, il clero nei politici, le prediche nei comizi, le messe nelle elezioni, i fedeli negli elettori, i confessionali nelle cabine elettorali e i segni della croce nel voto. Ma, come in tutte le religioni, dietro alle colorite e folcloristiche apparenze dei riti e delle cerimonie, che distraggono e attraggono i cittadini, si nascondono le fosche e losche realtà dell’uso e dell’abuso del potere, che ammaliano e corrompono i politici. Piergiorgio Odifreddi dedica questo libro a svelare le contraddizioni nascoste e le distorsioni lampanti della democrazia. Inizia sezionando con il bisturi della logica concetti come la Cittadinanza (perché mai la può avere il discendente di un coevo di Cavour, ma non chi frequenta oggi le scuole in Italia?) e lo Stato, in quanto area racchiusa in confini spesso discutibili e non democratici, nel senso di non accettati dal popolo, come ha dimostrato il recente esempio della Catalogna. Prosegue poi con la Costituzione e i tentativi di manipolarla, i Diritti e i diversi modi di intendere il “dovere” e il “volere”, e i Candidati, candidi solo nel nome, per approdare alle odiatissime Tasse imposte dallo Stato Vampiro. Il libro procede con luciferina chiarezza per parole chiave, analizzando minuziosamente la democrazia e le istituzioni. È quindi un utile strumento per imparare a ragionare politicamente e a formulare domande indiscrete, a partire da quella primordiale: siamo cittadini di un sistema democratico e palese, o sudditi di un regime totalitario e invisibile?

Democrazia

Il volume costituisce una sintetica e agile introduzione alla storia e alla teoria della democrazia. Nella prima parte viene ricostruito il lungo viaggio storico della democrazia dalle origini greche ai giorni nostri: le vicende della politica e quelle delle dottrine democratiche vengono ripercorse nel loro intreccio, con particolare attenzione a passaggi decisivi come le grandi rivoluzioni americana e francese, le lotte per il suffragio universale, l’affermazione delle democrazie costituzionali nella seconda metà del Novecento. La seconda parte del libro affronta invece i principali nodi teorici sui quali non cessa di interrogarsi il pensiero democratico: le basi filosofiche della democrazia, i diritti fondamentali, la laicità dello Stato, la “finzione” della rappresentanza, i partiti e la loro crisi, il ruolo dell’opinione pubblica e dei media, il condizionamento che i poteri economici, “domestici” e globali, esercitano sulla politica democratica. Il volume si conclude con una riflessione sulle patologie della democrazia contemporanea e sulle proposte che sono state avanzate per affrontarle.
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Il delta di Venere

Un misterioso collezionista di libri nel 1940 offrì a Henry Miller cento dollari al mese per scrivere dei racconti erotici. Miller cominciò entusiasta, ma si stancò presto e passò l’incarico all’amica Anaïs Nin che aveva bisogno di soldi. “Cominciai a scrivere ironicamente, divenendo così improbabile, bizzarra ed esagerata che pensai che il vecchio si sarebbe accorto che stavo facendo una caricatura della sessualità” ricorda Anaïs Nin. “Passavo i giorni in biblioteca a studiare il Kama Sutra, ascoltavo le avventure più spinte degli amici… Tutte le mattine, dopo colazione, mi sedevo a scrivere la mia dose di pornografia… “Solo ogni tanto riceveva una telefonata dal mandante. Una voce diceva: “Va bene. Ma lasci perdere la poesia e le descrizioni di tutto quello che non è sesso. Si concentri sul sesso”. Nacquero così questi racconti erotici che si possono meritatamente annoverare tra le opere della letteratura erotica di maggior successo.

(source: Bol.com)

Deliziosa ossessione

Dopo una notte con Alyssa Devereaux, nessun uomo avrebbe mai voluto un’altra donna.
Luc Traverson, chef di chiara fama, ha programmato il suo futuro nei minimi particolari: un lavoro soddisfacente, una moglie devota e un figlio. Ma sul suo cammino incontra un ostacolo inaspettato, una spogliarellista sexy, Alyssa Devereaux, che lo coinvolge in un vortice d’incontri erotici bollenti, misteri conturbanti e pericolosi imprevisti. Tra loro c’è stata tempo addietro una notte di passione che ha sconvolto Luc perché Alyssa ha risvegliato il suo istinto animalesco e incontrollabile, ma ha lasciato in lei la voglia di provare di nuovo quei piaceri trasgressivi…
Alyssa fa di tutto perché lui la desideri, ma Luc non è l’unico a volersi infilare nel suo letto. Quando balla intorno a un palo, la bionda spogliarellista ha gli occhi di tutti gli uomini puntati addosso… anche quelli di un misterioso ammiratore, tanto ossessionato quanto minaccioso.
Luc e Alyssa custodiscono entrambi dei segreti, oscuri e torbidi come le loro fantasie.
In “Deliziosa ossessione” ritroviamo alcuni personaggi de “I peccati della notte” e “Lezioni proibite”.

Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realtà?

Scrittura, calcolo, immagine, informazione: la storia della rappresentazione del mondo sembra arrivata al suo compimento e il mondo sta scomparendo, inghiottito dalla sua immagine riprodotta, come fosse un buco nero. E’ questo il “delitto perfetto” di cui parla il testo, la “risoluzione anticipata” del mondo per clonazione della realtà e sterminio del reale da parte del suo doppio. Che fare dunque? Bruciare la televisione o sparare a delle immagini virtuali, come fa lo sfortunato eroe di Videodrome di Cronenberg? Per fortuna, come insegna Sherlock Holmes, il delitto perfetto non esiste: in ogni crimine c’è un dettaglio che stona. Sta al lettore di Braudillard scoprirlo.
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Il Delitto Del Conte Neville

Il conte Neville, aristocratico belga decaduto, è costretto a vendere il suo magnifico castello nelle Ardenne. Prima di uscire di scena, per celebrare l’onore della famiglia, decide di organizzare una lussuosissima festa di addio. Ma nei giorni che precedono l’evento Sérieuse, la sua figlia più giovane, fugge di casa e si nasconde nella foresta. A trovarla è una misteriosa chiaroveggente e sarà costei, dopo aver avvertito il conte del ritrovamento della ragazza, a fargli una spaventosa profezia: “Durante il ricevimento, lei ucciderà un invitato.” Il conte Neville, ossessionato da queste parole, dovrà trovare un modo per sfuggire al suo tragico destino. Riprendendo Oscar Wilde e la tragedia greca Amélie Nothomb gioca con la letteratura e con l’intelligenza dei lettori, fornendo come al solito una sua personale versione dei miti.

Il delitto alla rovescia

New York, anni Trenta. Nella stanza ermeticamente chiusa dall’interno di un grande hotel viene trovato il cadavere di uno sconosciuto. L’uomo, morto con la testa fracassata da un pesante attizzatoio, non può certo essersi suicidato. E non è l’unico enigma da risolvere: sul corpo infatti gli abiti sono infilati alla rovescia, così come sono rovesciati tutti gli elementi dell’arredamento, dai quadri al mobilio… Perché?

Delitti tra nord e sud

Per il mercante d’armi Daniel Alberton lo scoppio della guerra civile americana è stato una buona notizia. Nordisti e sudisti inviano a Londra i loro emissari per ottenere da lui le forniture necessarie a vincere il conflitto e per sopraffare la concorrenza sono disposti a ricorrere anche al ricatto e all’omicidio. Infatti, Alberton e i guardiani del suo magazzino vengono assassinati e le armi contese tra nordisti e sudisti scompaiono misteriosamente. Monk e Hester indagano e seguono la pista di Breeland, l’emissario unionista ritornato troppo rapidamente in America con la bella Merrit, la figlia sedicenne di Alberton. Ma sullo sfondo di uno degli scontri più sanguinosi del conflitto, i due investigatori scopriranno una scottante verità la cui chiave giace sul fondale limaccioso del Tamigi

Delitti nella cattedrale

L’unico difetto dell’ispettore Morse è la lentezza nel prendere decisioni. Se avesse saputo organizzarsi meglio, adesso sarebbe in crociera nelle isole greche. Invece, si trova sotto il portico della chiesa di St. Frideswide, vicino a Oxford, immerso nel solito grigiore. L’ambiente meno adatto, sembrerebbe, per quello che è avvenuto: l’omicidio di un sacrestano a colpi di pugnale e l’apparente suicidio del vicario, gettandosi da un campanile.
Come al solito: Morse ha perso una vacanza, ma ha trovato un nuovo caso. Non rischia mai di annoiarsi…

Delitti in Toscana. Le verità, i misteri, le ipotesi

La Toscana è terra tranquilla e civile da tempo immemorabile, ma quando il suo *animus* criminoso si scatena è una terra che pecca con oscura, tremenda e anche misteriosa crudeltà. Il caso del mostro di Firenze ne è prova emblematica e tuttora inconclusa. Ripercorrere dunque i grandi delitti accaduti in questo dopoguerra, che vuol dire ormai mezzo secolo, significa ricostruire i contorni di una segreta vocazione criminale nelle sue espressioni più atroci e significative.
Ma i delitti ricostruiti in questo libro, con nuovi particolari e perfino nuove ipotesi, sono anche una forte pagina di costume e un capitolo della nostra storia collettiva. Per la loro singolarità e ferocia — tranne alcuni casi addirittura paradossali o tragicomici — questi delitti sono ancora vivi nell’immaginario collettivo e alcuni sono passati addirittura in forma proverbiale.
L’Autore, uno dei più noti cronisti di «nera» d’Italia, ha riaperto le cronache e gli atti giudiziari di ogni caso e ha «riletto» con inedita cura ogni particolare e ogni ipotesi. Ne risulta un racconto sempre avvincente e a volte sconcertante nelle sue conclusioni.

Nato a Sant’Angelo in Vado, presso Urbino, quarantaquattro anni fa, Mario Spezi alterna su «La Nazione» cronache giudiziarie e di costume a disegni di satira e caricatura.
Come cronista giudiziario ha scritto «il Mostro di Firenze» (edizioni Sonzogno), cioè il caso più clamoroso fra i tanti che ha seguito per il quotidiano fiorentino.
La sua splendida matita l’ha portato invece sulle pagine del Satyricon di «Repubblica», a Forte dei Marmi (una personale nel 1981 nella Rassegna della Satira Politica). Poi in Gran Bretagna (ha illustrato Tales from the tennis court), alla fiorentina Galleria Pananti per la rassegna Humour in bottiglia, a Fumettaria (in compagnia di Angese, Bonvi, Crepax, Manara, Staino e altri), alla Galleria Teorema di Firenze dove, nel 1980, mescolando i campi della sua attività, tenne con successo una mostra di caricature dedicate a personaggi del Foro fiorentino. Nel 1988 ha pubblicato il libro «Ritratti distratti», ennesima prova delle sue rare qualità di caricaturista.

Progetto grafico e copertina: Antonio Tassinari.

Delitti in Toscana: le verità, i misteri, le ipotesi

La Toscana è terra tranquilla e civile da tempo immemorabile, ma quando il suo *animus* criminoso si scatena è una terra che pecca con oscura, tremenda e anche misteriosa crudeltà. Il caso del mostro di Firenze ne è prova emblematica e tuttora inconclusa. Ripercorrere dunque i grandi delitti accaduti in questo dopoguerra, che vuol dire ormai mezzo secolo, significa ricostruire i contorni di una segreta vocazione criminale nelle sue espressioni più atroci e significative.
Ma i delitti ricostruiti in questo libro, con nuovi particolari e perfino nuove ipotesi, sono anche una forte pagina di costume e un capitolo della nostra storia collettiva. Per la loro singolarità e ferocia — tranne alcuni casi addirittura paradossali o tragicomici — questi delitti sono ancora vivi nell’immaginario collettivo e alcuni sono passati addirittura in forma proverbiale.
L’Autore, uno dei più noti cronisti di «nera» d’Italia, ha riaperto le cronache e gli atti giudiziari di ogni caso e ha «riletto» con inedita cura ogni particolare e ogni ipotesi. Ne risulta un racconto sempre avvincente e a volte sconcertante nelle sue conclusioni.

Nato a Sant’Angelo in Vado, presso Urbino, quarantaquattro anni fa, Mario Spezi alterna su «La Nazione» cronache giudiziarie e di costume a disegni di satira e caricatura.
Come cronista giudiziario ha scritto «il Mostro di Firenze» (edizioni Sonzogno), cioè il caso più clamoroso fra i tanti che ha seguito per il quotidiano fiorentino.
La sua splendida matita l’ha portato invece sulle pagine del Satyricon di «Repubblica», a Forte dei Marmi (una personale nel 1981 nella Rassegna della Satira Politica). Poi in Gran Bretagna (ha illustrato Tales from the tennis court), alla fiorentina Galleria Pananti per la rassegna Humour in bottiglia, a Fumettaria (in compagnia di Angese, Bonvi, Crepax, Manara, Staino e altri), alla Galleria Teorema di Firenze dove, nel 1980, mescolando i campi della sua attività, tenne con successo una mostra di caricature dedicate a personaggi del Foro fiorentino. Nel 1988 ha pubblicato il libro «Ritratti distratti», ennesima prova delle sue rare qualità di caricaturista.

Progetto grafico e copertina: Antonio Tassinari.