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La casa delle vergini

Nel 1871 a New York le grandi Avenue sono piene di immagini di benessere, luminose e sgargianti: case che brillano con la loro illuminazione a gas; uomini d’affari che camminano a passo svelto nei loro bei completi di ottimo taglio; venditori ambulanti che spingono i loro carretti con le merci fresche e ben ordinate anche a fine giornata. Basta, però, avventurarsi in una strada laterale per imbattersi in tutt’altra visione. A Chrystie Street, ad esempio, nei pressi della Seconda Avenue, le case sono lugubri caseggiati chiamati ‘i mattatoi’ dove vivere comporta anche avere eccellenti probabilità di morire, uccisi dalle malattie o dalla fame, dalla rabbia di un vicino, o di propria mano. I ragazzi lì sono inevitabilmente destinati a diventare dei borsaioli, e le ragazze a vendere fiammiferi e spille, fiori e pannocchie calde, prima di vendere se stesse. Moth è nata nella zona più povera di Chrystie Street, da una chiromante dei bassifondi e da un uomo scappato di casa quando lei aveva tre anni, portando con sé l’unico pezzo d’argenteria di sua madre, una zuccheriera ossidata che lei aveva trovato fra i resti di un incendio nella Terza Avenue. A dodici anni Moth viene venduta dalla madre a una donna con lo sguardo dolce, gli occhi umidi e luccicanti e alti stivaletti di cuoio nero ai piedi: Mrs Wentworth, in cerca di cameriere servizievoli e compiacenti. Il destino di Moth è, tuttavia, altrove: alla Bowery, la zona della città piena di case vistose e chiassose, sale da ballo, alberghi di terza categoria, teatri di varietà, sale da concerto, baracconi per il tiro a segno, cenciosi suonatori di organetto e ragazzi dalla faccia triste. Lì Moth incontra Miss Everett, una bruna raffinata e affascinante, che al 73 della EastHouston Street gestisce una pensione speciale che ospita ‘cinque giovani signorine il cui allegro temperamento tende a scacciare la malinconia’. È la casa delle vergini dove, come recitano i gioiosi annunci della pensione, ‘creature fatate sono devote al servizio di Cupido’. È il tempo in cui vige il mito della ‘cura delle vergini’, e gli uomini affetti da deformità o malattie incurabili sono disposti a pagare parecchio per intrattenersi con giovani donne, sperando di trarne miracoloso giovamento. Moth viene accolta al 73 della East Houston Street e istruita con eleganza da Miss Everett che le insegna a comportarsi come una Lady e a soddisfare nel modo migliore le necessità di un gentiluomo. Nella casa Moth fa, tuttavia, anche la conoscenza della dottoressa Sadie, una donna raffinata e colta, che le insegna, invece, ad avere rispetto e cura di sé e a cercare di sottrarre il proprio corpo e la propria anima a un destino forse ineluttabile.

(source: Bol.com)

La casa delle vacanze

Harvey Swick sta per essere divorato dalla Grande Noia di Febbraio. A salvarlo arriva Rictus, un tipo ossuto e ridente che sostiene di conoscere un posto dove splende sempre il sole. È vero: è la Casa delle Vacanze. Ma anche dove splende sempre il sole possono allungarsi le ombre lunghe della paura. Soprattutto quando Harvey si trova davanti ai racconti interrotti delle vite di altri ragazzini scomparsi in circostanze misteriose. Età di lettura: da 12 anni.
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La casa delle onde

Quando nel luglio del 1822 il poeta inglese Percy Bysshe Shelley, non ancora trentenne, muore in un naufragio al largo di Viareggio, nessuno pensa, nemmeno tra i suoi amici più intimi, che la causa possa non essere stata una tempesta: nessun mistero quindi, forse soltanto un po’ di imprudenza e inesperienza. Ma sulla costa ligure, solo con i suoi dubbi, c’è invece chi crede che qualcosa di misterioso possa essere davvero accaduto: è un giovane comandante di Lerici, ex ufficiale della Marina napoleonica ormai rassegnato alla Restaurazione, che non ha resistito al fascino del giovane poeta inglese. È un uomo solo e deluso, che però non riesce a mettere da parte i suoi dubbi e comincia a coltivare una propria indagine privata.
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La casa delle foglie rosse

Conni, Albert e Jim sono inseparabili fin dal primo anno di università: vivono, studiano e giocano a basket insieme, legati da un’amicizia totalizzante che ruota intorno all’anima del loro gruppo, la bellissima Kristina Kim, ma che negli ultimi tempi inizia a dare segni di cedimento. Quando il corpo di Kristina viene trovato nudo e semisepolto dalla neve nei boschi che circondano il college, tocca a Spencer O’Malley far luce sulle circostanze poco chiare di una morte che lo turba profondamente, forse per via dell’istintiva affinità che ha provato nei confronti della vittima nel momento stesso in cui l’ha conosciuta, pochi giorni prima. Com’è possibile che nessuno di quegli amici così stretti abbia denunciato la sua scomparsa? O’Malley è sicuro che la chiave di tutto sia lì, nei rapporti intricati e per certi versi inquietanti tra i quattro ragazzi, e le sue domande insistenti portano alla luce una rete di segreti, gelosie, reticenze e mezze verità che vanno ricomposti pezzo per pezzo, come un puzzle misterioso e complesso in cui ogni rivelazione è più scioccante della precedente.
Un romanzo claustrofobico e inquietante, in cui le menzogne vengono smascherate a poco a poco rivelando la fragilità della natura umana.
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### Sinossi
Conni, Albert e Jim sono inseparabili fin dal primo anno di università: vivono, studiano e giocano a basket insieme, legati da un’amicizia totalizzante che ruota intorno all’anima del loro gruppo, la bellissima Kristina Kim, ma che negli ultimi tempi inizia a dare segni di cedimento. Quando il corpo di Kristina viene trovato nudo e semisepolto dalla neve nei boschi che circondano il college, tocca a Spencer O’Malley far luce sulle circostanze poco chiare di una morte che lo turba profondamente, forse per via dell’istintiva affinità che ha provato nei confronti della vittima nel momento stesso in cui l’ha conosciuta, pochi giorni prima. Com’è possibile che nessuno di quegli amici così stretti abbia denunciato la sua scomparsa? O’Malley è sicuro che la chiave di tutto sia lì, nei rapporti intricati e per certi versi inquietanti tra i quattro ragazzi, e le sue domande insistenti portano alla luce una rete di segreti, gelosie, reticenze e mezze verità che vanno ricomposti pezzo per pezzo, come un puzzle misterioso e complesso in cui ogni rivelazione è più scioccante della precedente.
Un romanzo claustrofobico e inquietante, in cui le menzogne vengono smascherate a poco a poco rivelando la fragilità della natura umana.

La casa delle belle addormentate

Un raffinato racconto erotico centrato sulle visite del vecchio Eguchi a un inconsueto postribolo in cui gli ospiti possono passare la notte con giovanissime donne addormentate da un narcotico. Un viaggio tra i più misteriosi recessi della psiche.
Yasunari Kawabata nacque a Osake nel 1899. È ritenuto uno dei più grandi scrittori del ventesimo secolo. Membro di spicco della generazione che agli inizi del Novecento diede avvio all’operazione di svecchiamento della letteratura giapponese. Di famiglia borghese e colta, la prematura scomparsa dei suoi genitori influenzò la sua vita e la sua produzione artistica. Iscrittosi nel 1920 all’Università Imperiale di Tokyo, cominciò anche nel frattempo a pubblicare alcune novelle e racconti su varie riviste, la cui favorevole accoglienza gli permise di entrare in contatto con i circoli intellettuali del paese. Fondò con altri scrittori d’avanguardia la rivista “Bungej Jidai”.
Iniziò inoltre a interessarsi al teatro e alla danze e nel 1926 pubblicò La danzatrice di Izu, breve romanzo di formazione. Tra le sue altre opere: Il paese delle nevi (1937 e 1948), Il suono della montagna (1954), Mille gru, La casa delle belle addormentate (1961), Koto (1962), Bellezza e tristezza (1965). Nel 1968 gli venne conferito il premio Nobel per la letteratura. Nel 1972 Kawabata si tolse la vita: per anni aveva parlato della morte nei suoi scritti descrivendola come momento di pace e simbolo di bellezza…

La casa della festa

Una cena riunisce un gruppo di amici. In una casa sontuosamente arredata, nell’attesa che arrivi lo “scrittore”, invitato d’onore, si chiacchiera e si beve, mostrando il meglio, o forse il peggio, di sé. Ma non tutto procede secondo le aspettative della padrona di casa: si susseguono piccoli incidenti e più di qualcuno percepisce una presenza inquietante. Passi che provengono dal superattico, strani effetti di luce, imposte che sbattono e oscuri rintocchi alle porte.
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La casa del tuono

La giovane Susan ha conosciuto il volto della paura dentro la sinistra caverna battezzata “la casa del tuono”, quando un gruppo di ragazzi affiliati a una confraternita universitaria ha massacrato selvaggiamente il suo fidanzato. Da allora molti anni sono passati e il destino sembra aver fatto giustizia dei colpevoli. Ma d’improvviso l’equilibrio che Susan si è faticosamente ricostruita in tanto tempo, diventando una scienziata di successo, sembra sgretolarsi di fronte a un’inaccettabile realtà. Chi è morto può tornare?

La casa del silenzio

Un’antica storia persiana narra di come l’imperatore mogul Akbar il Grande, dopo una discussione con i suoi consiglieri sulle origini del linguaggio, avesse fatto costruire un palazzo per un singolare esperimento: far allevare dei neonati da balie e servitori muti. Senza stimoli esterni, i bambini non avrebbero sviluppato alcun tipo di comunicazione: il palazzo divenne noto con il nome di Gang Mahal, “la casa del silenzio”. Luke, rimasto solo dopo la morte della madre, è affascinato a livelli maniacali dal potere della parola e dalla sua natura, e decide di coltivare la sua ossessione. Quando mette un annuncio sul giornale per raccogliere testimonianze per i suoi studi, conosce Karen, la madre di un bambino che rifiuta di parlare. Ne nasce una relazione insolita e perversa, fatta di muti incontri clandestini in cui la donna si sottomette passivamente all’amante e di formali appuntamenti per parlare del figlio durante i quali i due fingono che tra loro non stia accadendo niente. Fino a quando un violento incidente allontana per sempre Luke da quella casa. Ma quello che Luke ha sempre voluto fin dall’inizio era riprodurre l’esperimento del mogul Akbar. Un pomeriggio, in biblioteca, conosce Lillian, giovane senzatetto muta in balia di uno sfruttatore alcolizzato che la picchia. Dopo averla salvata dall’uomo, la prende a vivere con sé. Luke vede nel mutismo della ragazza una conferma della strada da seguire e, quando Lillian rimane incinta, capisce che quella è l’occasione che aspettava.
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La casa dei sopravvissuti

Alla vigilia del coinvolgimento degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale, in America cominciano a nascere organizzazioni di persone desiderose di aiutare gli ebrei in fuga dall’Europa sconvolta dal nazismo, gli stessi che vengono respinti dalle coste statunitensi come migranti indesiderati. È l’estate del 1941 quando Abe Auer, un immigrato russo, accetta di accogliere nella sua proprietà una rifugiata europea, Ana Beidler. Intorno a loro, la comunità ebraica americana si divide tra chi ha scelto di ignorare le atrocità che vengono commesse oltreoceano e chi invece vorrebbe intervenire, persino creare un’armata per andare a combattere Hitler. Ma quando una popolare sinagoga di Manhattan viene incendiata, nessuno può più fingere di non vedere che la guerra è sempre più vicina. «La casa dei sopravvissuti» racconta la paura e il coraggio, la determinazione e l’angoscia di chi si è trovato a lottare per la propria vita, per il proprio diritto a fuggire la disperazione e la guerra.
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La casa dei morti

Ormai si è annullata, non è più nessuno. Ridotta a fare la badante di vecchie moribonde, vessata da una figlia drogata che deve mantenere. Senza alcun futuro. Ma un giorno, per caso, si accorge che c’è una finta parete nella sua camera da letto. Una parete che nasconde due cadaveri. Ecco che fine ha fatto il suo compagno, che l’ha vessata per anni con i suoi soprusi, prima di sparire. Ecco che fine ha fatto suo figlio, che credeva scappato di casa. Sono sempre stati lì, insieme a lei. Qualcuno li ha uccisi. Non può chiamare la polizia, sarebbe la prima sospettata. L’unica. Non può fare altro che nascondere i corpi. Vorrebbe dimenticare, ma non può. Perché nel palazzo dove abita ci sono altre finte pareti e altri cadaveri nascosti, e sono parecchie le persone scomparse all’improvviso. Non le resta che cercare di scoprire la verità, a costo di mettere in pericolo la sua stessa vita.

(source: Bol.com)

La casa dei lupi mannari

**I DUE LUPI STAVANO FIUTANDO RUMOROSAMENTE L’ARIA. RITTI SULLE ZAMPE POSTERIORI.**
Sentivano il mio odore?
Sapevano che ero nascosto da quella parte?
Si preparavano a balzare sulle siepe e a farmi a pezzi con le loro zanne acuminate e i loro tremendi artigli!

La casa degli invasati

Chiunque abbia visto qualche film del terrore con al centro una costruzione abitata da sinistre presenze si sarà trovato a chiedersi almeno una volta perché le vittime di turno non optino, prima che sia troppo tardi, per la soluzione più semplice – e cioè non escano dalla stessa porta dalla quale sono entrati, allontanandosi senza voltarsi indietro. A tale domanda, meno oziosa di quanto potrebbe parere, questo romanzo fornisce una risposta. Non è infatti la fragile e indifesa Eleanor Vance a scegliere la Casa, prolungando l’esperimento paranormale in cui l’ha coinvolta l’inquietante professor Montague. È la Casa – con le sue torrette buie, le sue porte che sembrano aprirsi da sole – a scegliere, per sempre, Eleanor Vance.

La casa degli incontri

‘Probabilmente è il romanzo migliore di Amis. Un’opera spietata e commovente: è come un treno lanciato a folle velocità nel cuore di tenebra dei gulag sovietici’.

The New York Times

Nel campo di lavoro di Norlag c’era un edificio riservato alle visite coniugali: lo chiamavano ‘la casa degli incontri’. Donne coraggiose e disperate coprivano distanze continentali, in viaggi che duravano settimane se non mesi, solo per poter passare una notte con il loro compagno internato nel gulag. Ma le conseguenze di questi incontri erano spesso fatalmente tragiche.
Sarà così anche per due fratelli innamorati della stessa donna, divisi da un conflitto che neanche la prigionia riuscirà a sanare, un risentimento che si proietta oltre la morte dei protagonisti e si riflette nel declino di un’intera nazione.

Il protagonista di questa bruciante confessione non può proprio definirsi un eroe: è un uomo istintivo e violento, che durante la Seconda Guerra Mondiale ‘si è fatto strada in quella che sarebbe stata chiamata Germania Est a suon di stupri’, ma allo stesso tempo è un individuo capace di grandi slanci emotivi e dotato di una sensibilità che può solo definirsi ‘tipicamente russa’. Ormai è vecchio e l’antica autoindulgenza ha lasciato il posto al rimorso e all’amarezza: decide di tornare in patria – da cui era fuggito vent’anni prima – e intraprendere un ultimo disperato viaggio attraverso la Siberia, nei luoghi che lo videro internato in un gulag da dopo la guerra fino al mutamento del clima politico successivo alla morte di Stalin.
Le giornate al suo interno sono scandite da un implacabile calendario di violenze: nel campo la vita nuda si rivela in tutta la sua crudeltà e quell’esperimento chiamato Unione Sovietica viene a reclamare il suo costo in vite umane.
A Norlag, un inferno artico ‘poco sopra il sessantanovesimo parallelo’, è rinchiuso anche il fratellastro del narratore, Lev. A dividerli non sono solo le inclinazioni – Lev è un poeta e un pacifista – ma anche l’amore di Zoya, una giovane ragazza ebrea, bellissima e sensuale, che con la sua scelta decide il destino dei due uomini.

La casa degli incontri è stato acclamato dalla critica inglese e americana come il romanzo migliore di Martin Amis, in cui il dettaglio della ricostruzione storica si fonde con una delle più sorprendenti e coinvolgenti immersioni nell’anima di un popolo. Una storia di risentimento e amore fraterno, di disperazione e disgusto per se stessi, di sopravvivenza ai propri tradimenti e alla morte di una nazione. Ma soprattutto la cronaca terminale di un lento e velenoso declino, perché: ‘quello che non ti uccide non ti rende più forte. Ti rende più debole, e ti uccide in un secondo momento’.

(source: Bol.com)

Casa d’altri

In gioventú, lo chiamavano Doctor Ironicus per la sua intelligenza sottile; ormai sessantenne, il protagonista di Casa d’altri non è che un ‘prete da sagre’, confinato in un paesino della provincia emiliana dove non succede mai niente e dove ‘appaiono strane anche le cose più ovvie’. Zelinda, però, una vecchia che passa le sue giornate a lavare i panni al fiume, senza avere alcun contatto con la gente, così ovvia non è; e non è ovvio neppure il tentativo di comunicazione che cerca d’instaurare con il prete, interrogandolo vagamente sulla legittimità di derogare a una ‘regola’ della Chiesa cattolica. Quale sia questa regola, lo si scoprirà soltanto alla fine: quando il Doctor Ironicus, ‘così goffamente da provare vergogna di tutte le parole del mondo’, non saprà dare alla vecchia che una risposta convenzionale e inadeguata. Intanto il lettore si trova coinvolto in una vicenda dal ritmo sempre più serrato, in un intreccio di tensioni e conflitti, in una lingua densa insieme di concretezza e di lirismo. Lo stesso clima di attesa incalzante si ritrova negli altri racconti: da Elogia alla signora Nodier, dove la protagonista, morto il marito, si chiude in una quieta infelicità, ai Due vecchi la cui serenità coniugale è turbata dal ricatto di uno studente. Nei temi comuni della solitudine, dell’isolamento, della diversità, c’è la disperazione lucida e modernissima di vivere il proprio tempo e il proprio luogo come ‘casa d’altri’.

(source: Bol.com)

La casa buia

Dorchester è uno dei quartieri più difficili di tutta Boston, un luogo dove non c’è posto per i deboli e per gli innocenti. Territori divisi tra bande ostili le cui strade sono insudiciate da rifiuti, relitti umani, famiglie spezzate e sogni infranti. Da quelle strade è scomparsa Amanda McCready, 4 anni, rapita dalla sua cameretta un sabato sera d’autunno. I notiziari diffondono ininterrottamente gli appelli disperati della madre e tutta la città segue le ricerche della piccola. Quando, dietro richiesta degli zii, gli investigatori Pat Kenzie e Angie Gennaro iniziano a indagare, si rendono conto che le cose sono molto più complicate di quanto potessero apparire. Grazie all’aiuto di Bubba, trafficante d’armi e amico da sempre di Pat e Angie, scoprono che la madre di Amanda, tossicodipendente e corriere della droga a tempo perso, è una che i guai se li va a cercare. E che per molti dei suoi amici, la vita di un bambino vale meno di una lattina di birra. E mentre Amanda rischia di essere risucchiata in un nulla senza ritorno, i due detective si trovano invischiati nel marcio di un’indagine dai contorni incerti in cui rischieranno veramente tutto, la loro relazione sentimentale, la loro incolumità e persino la loro stessa vita. E saranno costretti ad affrontare il lato più oscuro dell’umanità.
(source: Bol.com)