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Scambi

Due paesi “divisi da una lingua in comune”. Due città lontane. Due professori. Due mondi universitari diversi. Due progetti di vita. E due mogli, quattro figli. Due case. una simmetria perfetta o quasi. In seguito a un gemellaggio di atenei i due professori universitari, uno americano e l’altro inglese, si scambiano i posti di lavoro. Di qui il rovesciarsi delle simmetrie, lo scambio dei ruoli, delle mentalità e, in un crescendo esilarante, persino delle rispettive mogli che Lodge descrive con la sua pungente e sottile ironia.

Gli scaduti

Nell’Italia europea di un futuro prossimo, il Partito Unico, che ha preso il potere in nome dei trenta/quarantenni, stabilisce, per legge, il ritorno a una società “naturale”, in cui le generazioni, invece di accavallarsi, tornino a susseguirsi, in buon ordine. A trent’anni si coprono le postazioni di comando, a sessanta, si viene ritirati. Dove? Non è chiaro. Un mondo a parte di cui si sa poco e si cerca di immaginare il meglio. Gli anni del Grande Disordine hanno messo a dura prova la pazienza dei cittadini, le nuove regole vengono perciШ accettate come un cambiamento necessario. Anche Umberto, amministratore delegato di una azienda importante, allo scadere del suo tempo, accetta di lasciare casa amici posizione e l’amatissima moglie Elisabetta, di poco piЭ giovane di lui e altrettanto ben piazzata nel mondo del lavoro. Forse è giusto scansarsi e fare posto ai figli, come Matteo che, a 35 anni, ancora vive all’ombra di suo padre. Non è colpa di nessuno se, oggi, si muore più tardi. Se “gli scaduti” hanno ancora, davanti, 30 anni di vita attiva. Bisogna collaborare, non bisogna sentirsi defraudati. E poi Elisabetta lo raggiungerà. Peccato che le cose non siano come sembrano, come vengono rappresentate. Ribellarsi è giusto. Ma è anche possibile? Un romanzo ironico, distopico e paradossale, in cui l’antico conflitto generazionale prende la forma di un incubo totalitario. Un divertito esperimento narrativo con cui Lidia Ravera artiglia la realtà di oggi per mostrare che cosa potrebbe accadere se, ad essere rottamate, non fossero le macchine ma gli umani.

(source: Bol.com)

Scacco matto

In “Scacco matto” sono presenti estratti da tutti i libri di Gaarder (esclusi quelli per bambini). La raccolta presenta il saggio introduttivo scritto dall’autore per la Grande Enciclopedia Norvegese, dal titolo “La coscienza è una coincidenza cosmica?”. In totale, il volume presenta 64 brani, come le case di una scacchiera: testi più lunghi sono intervallati da altri più brevi, a volte solo di poche righe, come degli aforismi a volte misteriosi. Alcuni racconti sono indipendenti e finiti in sé. Altre volte i brani fanno chiaramente parte di un contesto più ampio: i personaggi si rincorrono da un punto all’altro della raccolta (per esempio il Jolly del mazzo di carte che ha preso vita dalla fantasia di un naufrago e che, così come nel racconto corre avanti e indietro nel tempo, qui ugualmente “corre” avanti e indietro nel libro) e allo stesso modo, i motivi ricorrenti rimbalzano, indipendenti dal libro da cui sono stati tratti, creando un gioco di scatole cinesi dove i testi vanno, alla fine, a creare, un’immagine completa dell'”universo gaarderiano”.

Scacco matto

Sono tornati tutti perché è tornato lui
Las Vegas, agosto 2008
Un pentacolo disegnato sulla pelle di una vittima brutalmente assassinata, un padre mai conosciuto davvero, una ragazza scomparsa. Tre eventi che non hanno nulla in comune salvo forse le luci artificiali di Las Vegas, la città nel deserto, la città del sole, del gioco e della follia.
Qualcuno trama all’ombra dei suoi leggendari hotel, pronto a servirsi di chiunque, di qualsiasi mezzo per tessere la sua ragnatela, i cui fili sembrano condurre a Forrester Mansion, solitario ritiro nell’arido paesaggio del Nevada.
Tra il nero e il carminio di macabri rituali e il glamour dei casinò, Mike Summers e Alex Newman sono di nuovo insieme per affrontare il Male. Accanto a loro, l’agente speciale Paula Wellmann e due preziose, insostituibili alleate.
Questa volta la posta in gioco è ancora più alta, questa volta, perdere la partita potrebbe significare perdere tutto…

Scacco Doppio: Corso-percorso di scacchi tra logica, creatività e fitness mentale

Questo libro è stato scritto per avvicinare più persone possibili al fantastico gioco degli scacchi, per far progredire chi non si sente soddisfatto del proprio livello e per far riassaporare la bellezza del pensiero scacchistico a tutte quelle persone che credono di non avere tempo sufficiente da dedicargli.
E’ un corso di scacchi, con un percorso anomalo dalla doppia valenza: si prefigge di insegnare al lettore una selezionata serie d’idee fondamentali per comprendere il gioco, ma anche e soprattutto di indirizzarlo a sviluppare un corretto processo di pensiero. Ciò si traduce in una serie di riflessioni sul come prendere decisioni, in diverse situazioni, ricorrendo anche ad analogie tratte dalla vita reale, dall’economia e dal management. Gli scacchi sono un gioco d’idee e di decisioni, sono l’arte che esprime la bellezza della logica. E il nostro cervello ci ringrazia, doppiamente, per il diletto e l’allenamento.
Nella seconda edizione è stata migliorata la formattazione e sono state corrette alcune imprecisioni.
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### Sinossi
Questo libro è stato scritto per avvicinare più persone possibili al fantastico gioco degli scacchi, per far progredire chi non si sente soddisfatto del proprio livello e per far riassaporare la bellezza del pensiero scacchistico a tutte quelle persone che credono di non avere tempo sufficiente da dedicargli.
E’ un corso di scacchi, con un percorso anomalo dalla doppia valenza: si prefigge di insegnare al lettore una selezionata serie d’idee fondamentali per comprendere il gioco, ma anche e soprattutto di indirizzarlo a sviluppare un corretto processo di pensiero. Ciò si traduce in una serie di riflessioni sul come prendere decisioni, in diverse situazioni, ricorrendo anche ad analogie tratte dalla vita reale, dall’economia e dal management. Gli scacchi sono un gioco d’idee e di decisioni, sono l’arte che esprime la bellezza della logica. E il nostro cervello ci ringrazia, doppiamente, per il diletto e l’allenamento.
Nella seconda edizione è stata migliorata la formattazione e sono state corrette alcune imprecisioni.

Sbucciando la cipolla

Si apre nel settembre del 1939 l’autobiografia di Günter Grass, quando l’esercito tedesco invade la Polonia e il conflitto coinvolge sin dai primi giorni la zona di Danzica, la città in cui è nato nel 1927. Come la quasi totalità dei ragazzi tedeschi dell’epoca, il dodicenne è un acceso sostenitore di Hitler; nella sua fervida immaginazione le gesta dei cavalieri medievali descritte nei romanzi d’avventura si fondono con gli audaci successi dei soldati della Wehrmacht proposti dalla propaganda nazionalsocialista. Anche per questo, a quindici anni decide di presentarsi volontario in Marina, come sommergibilista. Ma quando, negli ultimi mesi del 1944, arriva effettivamente la chiamata alle armi, si trova assegnato a un battaglione delle Waffen-SS. Un’esperienza condivisa con molti, non cercata e di breve durata, della quale tuttavia il futuro scrittore, il censore intellettuale e morale della vita pubblica tedesca, non aveva sinora mai parlato pubblicamente. In un campo di prigionia americano ha inizio il lento processo di maturazione politica e personale di un giovane nella cui mente è ben saldo il desiderio di fare l’artista. Sarà tutt’altro che facile e lineare il suo percorso in una Germania uscita annichilita dalla guerra. Un paese che nell’arco di poco più di un decennio riuscirà a ritrovare se stesso e a riconquistare anche voce letteraria. Grazie in particolare proprio a Günter Grass che oggi con *Sbucciando la cipolla*, da grande scrittore, una volta di più rende vivi e manifesti gli eventi della propria esperienza nella Storia.

Sbucato dal nulla

Francia, 1916. La Grande Guerra.

In alto, in volo sopra la carneficina nelle trincee, gli assi britannici e tedeschi si muovono come cavalieri di una giostra per il controllo dei cieli. Lo sforzo e la tensione di vivere ogni giorno con il rischio di morire porta a fare scelte pericolose e a correre grossi rischi.

In lutto per la morte del suo amante, l’asso britannico Bat Bryant uccide accidentalmente l’uomo che ha minacciato di rivelare a tutti la verità. Ma c’è un testimone: il bel pilota americano Cowboy Cooper.

A quanto sembra, però, Cowboy ha un’idea tutta sua di giustizia.
(source: Bol.com)

Sbirri e padreterni

L’abbiamo davvero combattuta la lotta alla mafia? Alcuni lo hanno creduto possibile e si sono spesi fino alla morte. Altri, molti, hanno trafficato, trescato fino a perpetuare il vizio italiano dell’accordo sotto banco. Questo libro racconta la duratura, stabile, alleanza tra un pezzo delle istituzioni e Cosa Nostra. Il permanente canale di comunicazione aperto da settori del nostro apparato di intelligence e di sicurezza e della politica con l’universo delle coppole. È la storia sottotraccia, con nomi e cognomi, della recente lotta alla mafia. Che passa per la stagione delle stragi e la loro intima ragione, tracciando il profilo di chi ha fatturato il risultato di quell’orrore.
Oltre i rigori del carcere duro, del 41 bis, e spesso grazie a quelli, una batteria di nuovi collaboratori di giustizia è stata pronta a raccontare tutto e il contrario di tutto. Diventando le pedine del gioco grande. Su questa scacchiera non il falso, ma il vero apparente, il suo doppio e il suo triplo, giocano una partita torbida che ha per posta carriere, quattrini, tanti, ma soprattutto la sopravvivenza di un sistema di potere. Che si fa beffe dell’opinione pubblica e del suo disorientamento. Che fa di Cosa Nostra e delle altre mafie un mostro fiaccato ma mai morente. In questo libro la testimonianza, inedita, di Franco Di Carlo, ex boss dei Corleonesi, che nella consuetudine al dialogo con le istituzioni ha edificato la propria carriera criminale, occupa una parte centrale. Perché nella sua esperienza, ladri e guardie, quei mondi apparentemente inconciliabili, si sono parlati e accordati. Mettendo reciprocamente sul piatto quanto avevano da offrire: piombo e morte gli uni; impunità totale che impasta il mito dell’invincibilità, gli altri.
(source: Bol.com)

Saxa Rubra

Il senatore Publio Aurelio Stazio ha deciso di mettere la testa a partito rinunciando alle sue numerose eccentricità per mostrarsi ligio alle convenzioni – o almeno per fingersi tale.
Ma i suoi buoni propositi sono subito messi in discussione. Una serie di omicidi sta insanguinando l’Urbe. E le vittime sono tutte donne con cui in passato Publio Aurelio è stato in rapporti intimi.
Non volendo ammettere alcuna responsabilità nella tragica fine delle donne uccise – diversissime per aspetto, carattere, ceto sociale e stile di vita – il patrizio reagisce cercando ostinatamente un legame capace di unire le vittime al di là della sua persona, scavando a fondo nel passato di ciascuna, fino a portare alla luce molti inconfessabili e antichi segreti.
Intanto, però, i suoi avversari approfittano della situazione e della malattia del suo vecchio amico Claudio, ora imperatore di Roma, per estrometterlo dal Senato, accusarlo dei delitti e farlo dichiarare con false prove nemico di Roma, aspettandosi che si tolga di mezzo da solo dandosi dignitosamente la morte. Ma Aurelio è risoluto a vendere cara la pelle…
Publio Aurelio Stazio, l’amatissimo personaggio creato da Danila Comastri Montanari, ritorna per risolvere un nuovo mistero. Un romanzo che, nella affascinante cornice della Roma imperiale, splendidamente ricostruita, unisce uno stile brillante e ironico a una trama gialla avvincente e perfettamente congegnata.
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### Sinossi
Il senatore Publio Aurelio Stazio ha deciso di mettere la testa a partito rinunciando alle sue numerose eccentricità per mostrarsi ligio alle convenzioni – o almeno per fingersi tale.
Ma i suoi buoni propositi sono subito messi in discussione. Una serie di omicidi sta insanguinando l’Urbe. E le vittime sono tutte donne con cui in passato Publio Aurelio è stato in rapporti intimi.
Non volendo ammettere alcuna responsabilità nella tragica fine delle donne uccise – diversissime per aspetto, carattere, ceto sociale e stile di vita – il patrizio reagisce cercando ostinatamente un legame capace di unire le vittime al di là della sua persona, scavando a fondo nel passato di ciascuna, fino a portare alla luce molti inconfessabili e antichi segreti.
Intanto, però, i suoi avversari approfittano della situazione e della malattia del suo vecchio amico Claudio, ora imperatore di Roma, per estrometterlo dal Senato, accusarlo dei delitti e farlo dichiarare con false prove nemico di Roma, aspettandosi che si tolga di mezzo da solo dandosi dignitosamente la morte. Ma Aurelio è risoluto a vendere cara la pelle…
Publio Aurelio Stazio, l’amatissimo personaggio creato da Danila Comastri Montanari, ritorna per risolvere un nuovo mistero. Un romanzo che, nella affascinante cornice della Roma imperiale, splendidamente ricostruita, unisce uno stile brillante e ironico a una trama gialla avvincente e perfettamente congegnata.
### Dalla quarta di copertina
Publio Aurelio Stazio, l’amatissimo personaggio creato da Danila Comastri Montanari, ritorna per risolvere un nuovo mistero. Un romanzo che, nella affascinante cornice della Roma imperiale, splendidamente ricostruita, unisce uno stile brillante e ironico a una trama gialla avvincente e perfettamente congegnata.

Savage calibro 300

Gli uomini dell’87° Distretto sono alle prese con un caso davvero complicato: l’assassinio di un ricattatore è sempre un crimine dalle tinte fosche e misteriose e il delitto di Sid Kramer non costituisce certo un’eccezione.
Pochi gli indizi, scarse le testimonianze, una sola certezza: Kramer è stato ucciso da un colpo di fucile, un “Savage” calibro 300, in pieno volto. Una brutta fine, anche per un essere spregevole e immorale.
Un’indagine avvincente in cui McBain riesce a fondere abilmente spunti psicologici e tecniche investigative, restituendoci con vivezza l’immagine di una società accecata dal benessere e dimentica dei valori umani.

Satelliti della morte

Settembre 1995: Varg Veum è nel suo ufficio a Bergen, quando riceve una telefonata che lo riporta indietro di venticinque anni, al tempo in cui era un operatore sociale giovane e idealista, impegnato nella difesa dell’infanzia. Un bambino separato dalla madre in circostanze tragiche spunta fuori dopo dieci anni, in relazione alla morte misteriosa di uno dei membri della famiglia che lo aveva preso in affido. Passano altri dieci anni, e il ragazzo è di nuovo coinvolto in un episodio drammatico ma oggi, divenuto adulto, sembra deciso a vendicarsi di coloro che hanno distrutto la sua vita, in particolare di un certo assistente sociale di Bergen. In lotta contro il tempo, Varg Veum dovrà risolvere vicende le cui radici affondano in un passato che non potrebbe essere più oscuro. Disincantato realista, sensibile al fascino femminile e all’ebbrezza dell’alcool, Varg Veum è un uomo solitario ugualmente a suo agio tra le montagne intorno a Bergen come nelle periferie spersonalizzate delle nuove città. Il suo impegno in difesa dell’infanzia è finito quando ha spaccato la faccia a un tizio che voleva far prostituire una bambina. Da allora Varg Veum si guadagna la vita come investigatore privato, ma la sua vocazione di eroe è rimasta intatta. Protagonista di sei film, un nuovo Philip Marlowe: scettico e compassionevole, ironico e sempre innamorato, un investigatore privato con la vocazione di eroe pronto a salvare i deboli di turno e a consolare le inevitabili delusioni con l’acquavite.

La sarta di Mary Lincoln

* Novembre. Mancano poche ore al risultato delle elezioni per il sedicesimo presidente degli Stati Uniti d’America e a Washington la tensione è altissima. Le strade brulicano di uomini che fanno la spola fra taverne e alberghi in cerca di notizie o si assiepano davanti alle porte dell’ufficio del telegrafo. Le sale dei circoli che costellano il quartiere della Casa Bianca sono già piene di passanti accorsi numerosi per approfittare del whisky offerto gratuitamente. Soltanto una donna di colore, Elizabeth Keckley, si affretta a tornare alla sua pensione di mattoni rossi stringendo al petto il suo cesto da cucito. È una sarta specializzata in eleganti abiti femminili alla moda. A Saint Louis, dopo anni di sacrifici e risparmi, è riuscita a comprare la libertà per sé e per il figlio George, studente in una lontana università dell’Ohio. Si è trasferita a Washington, la capitale federale dell’Unione, animata da un solo intento: continuare a garantire al figlio quell’istruzione che a lei è stata preclusa. Nonostante il clima teso a causa delle dispute legate all’abolizione della schiavitù e ai propositi secessionisti del Sud, Lizzie lavora alacremente. Non importa se per orlare le tende di un hotel malandato riceva soltanto due dollari e mezzo o se, per ultimare il vestito della moglie del senatore Davis, rientri così tardi da avere a malapena il tempo per un pasto e un bagno. Bravissima a confezionare i corpetti complicati e aderenti per i quali le dame del tempo impazziscono, Lizzie vede la sua fama accrescersi e farsi largo a poco a poco tra i circoli più in vista della città. Finché un giorno non si trova al cospetto di una donna sulla quarantina dai capelli scuri, con una bella carnagione e limpidi occhi azzurri che denotano acume e intelligenza: Mrs Mary Lincoln, la moglie del presidente appena eletto, la first lady nota per le sue bizze e i suoi improvvisi accessi d’ira. Lizzie le sistema magnificamente un abito rosa di moiré antico che Mary sfoggia con successo al primo grande ricevimento in onore dell’insediamento del marito. Da quel momento diviene non soltanto la sarta personale di Mrs Lincoln, colei che si occupa di vestirla e acconciarla per balli, cene e ricevimenti, ma anche la ex schiava cui l’inquieta, volubile Mary confida le sue angustie e i suoi rancori, il suo disappunto di first lady oggetto di malevolenze, invidie e gelosie. Un sodalizio che da parte della fedele Lizzie non verrà mai meno, neanche quando Mary Lincoln, sola e abbandonata da tutti, dopo aver perso il figlio Willie, a causa di una malattia, e poi il marito, vittima di un attentato, rivolgerà il suo risentimento contro di lei, scambiando un estremo gesto d’amore per un insulto alla sua dignità di ex first lady dell’Unione. Con uno stile avvincente e una trama arricchita da splendide descrizioni che restituiscono tutto il fascino dell’epoca, La sarta di Mary Lincoln, New York Times bestseller, ‘porta alla luce, con stile, grazia e rispetto, gli scatti dimenticati di un’America passata’ (Book Reviews), raccontandoci la storia vera di Elizabeth Keckley: ex schiava, sarta della Casa Bianca e autrice di un libro di memorie che scandalizzò l’intera nazione. ‘L’avvincente storia di Mary Todd Lincoln, first lady, e di Lizzie Keckley, ex schiava diventata confidente e sarta di Mrs Lincoln’. New York Post ‘Jennifer Chiaverini immagina gli eventi più privati della first lady attraverso gli occhi di una confidente’. Harper’s Bazaar ‘Un raffinato romanzo storico’. Publishers Weekly

(source: Bol.com)

Sardinia blues

Tre ragazzi, intellettuali e disoccupati, tutti piantati da una diversa indimenticabile ballerina, si aggirano nella campagna sarda, tra piccoli furti (compiuti più che altro per il gusto del crimine) e serate in discoteche di provincia, decisi a non cedere alla tentazione di una vita e di un lavoro normale: Lichen è un ex-tossico che ha bruciato parte della fortuna di famiglia in eroina; Corda ha un passato di parrucchiere improvvisato a Londra, ma è tornato a casa dopo aver rischiato di morire per mano di una rockstar lesbica cui aveva soffiato la fidanzata; Davide, la voce narrante, è un talassemico che ha vissuto a sua volta a Londra insieme alla fidanzata (naturalmente ballerina) prima di tornare dopo la fine del loro amore. I tre pirati di questa Sardegna popolare passano così la giovinezza, inseguendo amori impossibili e starlettes da discoteca, senza accorgersi che a un certo punto il gioco si fa pericoloso, forse troppo pericoloso.

Sara al tramonto

Sara non vuole esistere. Il suo dono è l’invisibilità, il talento di rubare i segreti delle persone. Capelli grigi, di una bellezza trattenuta solo dall’anonimato in cui si è chiusa, per amore ha lasciato tutto seguendo l’unico uomo capace di farla sentire viva. Ma non si è mai pentita di nulla e rivendica ogni scelta. Poliziotta in pensione, ha lavorato in un’unità legata ai Servizi, impegnata in intercettazioni non autorizzate. Il tempo le è scivolato tra le dita mentre ascoltava le storie degli altri. E adesso che Viola, la compagna del figlio morto, la sta per rendere nonna, il destino le presenta un nuovo caso. Anche se è fuori dal giro, una vecchia collega che ben conosce la sua abilità nel leggere le labbra – fin quasi i pensieri – della gente, la spinge a indagare su un omicidio già risolto. Così Sara, che non si fida mai delle verità più ovvie, torna in azione, in compagnia di Davide Pardo, uno sbirro stropicciato che si ritrova accanto per caso, e con il contributo inatteso di Viola e del suo occhio da fotografa a cui non sfugge nulla. Maurizio de Giovanni ha dato vita a un personaggio che rimarrà tra i più memorabili del noir italiano. Sara, la donna invisibile che, dal suo archivio nascosto in una Napoli periferica e lunare, ci trascina nel luogo in cui tutti vorremmo essere: in fondo al nostro cuore, anche quando è nero.
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Saper vedere il cinema

Che cos’è il cinema? Come funziona dal punto di vista tecnico ed economico, narrativo e comunicativo? Questo libro mostra come e dove trovare le risposte a queste domande: ora ripercorrendo le fasi di ideazione di una sceneggiatura, ora studiando il funzionamento degli effetti sociali del cinema “elettronico”, ora analizzando le inquadrature di un film di successo. La trattazione, corredata di molti esempi, prende sempre le mosse dall’esperienza dello spettatore, disorientato dall’eccesso di offerta di immagini da parte della televisione, ma anche avvantaggiato dall’uso di strumenti utilissimi come il videoregistratore. Questo libro, integrando la prospettiva storica con l’analisi delle componenti della comunicazione filmica, costituisce un’agile introduzione alla conoscenza dei vari assetti del linguaggio filmico nelle “diverse età del cinema” e dei complessi rapporti tra tecnica e linguaggio.