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La chiesa della Solitudine

Maria Grazia Cosima Deledda è nata a Nuoro, penultima di sei figli, in una famiglia benestante, il 27 settembre 1871. E’ stata la seconda donna a vincere il Premio Nobel per la letteratura, nel 1926. Morirà a Roma, all’età di 64 anni, il 15 agosto 1936.
La narrativa della Deledda si basa su forti vicende d’amore, di dolore e di morte sulle quali aleggia il senso del peccato, della colpa, e la coscienza di una inevitabile fatalità. È stata ipotizzata una somiglianza con il verismo di Giovanni Verga ma, a volte, anche con il decadentismo di Gabriele D’Annunzio, oltre alla scrittura di Lev Nikolaevic Tolstoj e di Honoré de Balzac di cui tra l’altro la Deledda tradusse in italiano l’Eugenia Grandet. Tuttavia la Deledda esprime una scrittura personale che affonda le sue radici nella conoscenza della cultura e della tradizione sarda, in particolare della Barbagia.
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### Sinossi
Maria Grazia Cosima Deledda è nata a Nuoro, penultima di sei figli, in una famiglia benestante, il 27 settembre 1871. E’ stata la seconda donna a vincere il Premio Nobel per la letteratura, nel 1926. Morirà a Roma, all’età di 64 anni, il 15 agosto 1936.
La narrativa della Deledda si basa su forti vicende d’amore, di dolore e di morte sulle quali aleggia il senso del peccato, della colpa, e la coscienza di una inevitabile fatalità. È stata ipotizzata una somiglianza con il verismo di Giovanni Verga ma, a volte, anche con il decadentismo di Gabriele D’Annunzio, oltre alla scrittura di Lev Nikolaevic Tolstoj e di Honoré de Balzac di cui tra l’altro la Deledda tradusse in italiano l’Eugenia Grandet. Tuttavia la Deledda esprime una scrittura personale che affonda le sue radici nella conoscenza della cultura e della tradizione sarda, in particolare della Barbagia.
### L’autore
Grazia Maria Cosima Damiana Deledda (Nuoro, 27 settembre 1871 – Roma, 15 agosto 1936) è stata una scrittrice italiana, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 1926.

Chiedimi di amarti

Come agente della Corona, Marcus Ashford, conte di Westfield, ha combattuto numerosi duelli, gli hanno sparato ed è sopravvissuto al fuoco di un cannone. Ma niente lo ha mai eccitato di più della sua irresistibile fidanzata Elizabeth… Anni dopo, lei lo respinge per sposare il più giovane e affascinante lord Hawthorne, ma si ritrova presto vedova e al centro di un pericoloso intrigo. Entra, infatti, in possesso di un diario scritto in codice contenente il resoconto delle missioni segrete di Hawthorne che potrebbe essere collegato alla sua morte. E Marcus, che ha il compito di proteggerla, è deciso a non lasciarsi sfuggire quest’occasione per sedurla di nuovo. Ma come fidarsi dell’uomo dalla cui travolgente passione è già fuggita una volta? Forse, la cosa più sensata non sarebbe resistere alla tentazione, bensì arrendersi Chiedimi di amarti è il primo libro della serie Georgiana.

(source: Bol.com)

Chiedi al cielo

«*Carmela Scotti, con uno stile alto e lirico, apre varchi di pura poesia e introspezione.*»
**la Repubblica – Palermo – Emanuela E. Abbadessa**
«*Una lingua assieme essenziale e piena di una sua materica densità. Sicuramente siamo al cospetto di un’autrice di talento.*»
**Il Mattino**
**La verità abita nel cuore di una madre**
*Anna voleva di nuovo tornare a sentire perché adesso, fuori dal muro del silenzio, c’era qualcuno che bussava per entrare. Una madre cos’è, in fondo, se non il luogo dell’accoglienza, la casa calda dove rintanarsi quando fuori è inverno?*
Anna ha scelto di vivere in punta di piedi. Di cercare un porto sicuro nel silenzio. Un silenzio che le ha promesso di tenere lontani i rumori del mondo. Assordanti e confusi. Ora questa promessa è stata infranta: suo figlio Luca non c’è più, sparito nel nulla proprio sotto casa. E Anna, all’improvviso, ha scoperto che il dolore è il rumore più forte di tutti, capace di sconvolgere una vita intera in una manciata di istanti. Adesso, solo di una cosa ha bisogno: sapere ciò che è veramente successo quella mattina del 27 dicembre. Giorno dopo giorno, con il coraggio che solo una madre può dimostrare, suona i campanelli di tutti i vicini nella speranza che qualcuno si ricordi anche un piccolo dettaglio per arrivare alla verità. Ma c’è una porta a cui continua a bussare con insistenza: è quella del solitario Giona. Anna è convinta sappia qualcosa della scomparsa di Luca e stia facendo di tutto per nasconderlo. Eppure, nonostante i suoi sospetti, quando comincia a frequentarlo, a condividere
con lui ricordi e preoccupazioni, si stupisce di trovare conforto tra le sue braccia. E di sentirsi capita come mai prima. A poco a poco, il loro rapporto si trasforma in un legame profondo e inatteso tra due solitudini messe alla prova dalla vita. Una fonte di speranza per Giona, che riesce a leggere nel cuore di Anna senza bisogno di parole; e per Anna, che con i suoi modi gentili e delicati riporta calore e affetto nella quotidianità di Giona. Ma ben presto entrambi si troveranno a fare i conti con un passato impossibile da dimenticare e si chiederanno se sono pronti ad affrontare insieme una fitta rete di menzogne e uscirne conservando il loro amore immutato.
Dopo lo straordinario successo di *L’imperfetta*, che le è valso un posto come finalista del prestigioso premio Calvino e ha messo d’accordo la stampa e i critici più intransigenti, Carmela Scotti torna con la sua penna sottile e decisa. *Chiedi al cielo* è la storia di una madre che decide di attraversare il buio della solitudine per rialzarsi. E capire che nessuna oscurità è così grande da non poter essere rischiarata da un amore sincero, come la stella più brillante nel cielo della notte.
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### Sinossi
«*Carmela Scotti, con uno stile alto e lirico, apre varchi di pura poesia e introspezione.*»
**la Repubblica – Palermo – Emanuela E. Abbadessa**
«*Una lingua assieme essenziale e piena di una sua materica densità. Sicuramente siamo al cospetto di un’autrice di talento.*»
**Il Mattino**
**La verità abita nel cuore di una madre**
*Anna voleva di nuovo tornare a sentire perché adesso, fuori dal muro del silenzio, c’era qualcuno che bussava per entrare. Una madre cos’è, in fondo, se non il luogo dell’accoglienza, la casa calda dove rintanarsi quando fuori è inverno?*
Anna ha scelto di vivere in punta di piedi. Di cercare un porto sicuro nel silenzio. Un silenzio che le ha promesso di tenere lontani i rumori del mondo. Assordanti e confusi. Ora questa promessa è stata infranta: suo figlio Luca non c’è più, sparito nel nulla proprio sotto casa. E Anna, all’improvviso, ha scoperto che il dolore è il rumore più forte di tutti, capace di sconvolgere una vita intera in una manciata di istanti. Adesso, solo di una cosa ha bisogno: sapere ciò che è veramente successo quella mattina del 27 dicembre. Giorno dopo giorno, con il coraggio che solo una madre può dimostrare, suona i campanelli di tutti i vicini nella speranza che qualcuno si ricordi anche un piccolo dettaglio per arrivare alla verità. Ma c’è una porta a cui continua a bussare con insistenza: è quella del solitario Giona. Anna è convinta sappia qualcosa della scomparsa di Luca e stia facendo di tutto per nasconderlo. Eppure, nonostante i suoi sospetti, quando comincia a frequentarlo, a condividere
con lui ricordi e preoccupazioni, si stupisce di trovare conforto tra le sue braccia. E di sentirsi capita come mai prima. A poco a poco, il loro rapporto si trasforma in un legame profondo e inatteso tra due solitudini messe alla prova dalla vita. Una fonte di speranza per Giona, che riesce a leggere nel cuore di Anna senza bisogno di parole; e per Anna, che con i suoi modi gentili e delicati riporta calore e affetto nella quotidianità di Giona. Ma ben presto entrambi si troveranno a fare i conti con un passato impossibile da dimenticare e si chiederanno se sono pronti ad affrontare insieme una fitta rete di menzogne e uscirne conservando il loro amore immutato.
Dopo lo straordinario successo di *L’imperfetta*, che le è valso un posto come finalista del prestigioso premio Calvino e ha messo d’accordo la stampa e i critici più intransigenti, Carmela Scotti torna con la sua penna sottile e decisa. *Chiedi al cielo* è la storia di una madre che decide di attraversare il buio della solitudine per rialzarsi. E capire che nessuna oscurità è così grande da non poter essere rischiarata da un amore sincero, come la stella più brillante nel cielo della notte.

La chiave segreta per l’Universo

George vive con il suo maiale domestico Fred e due genitori ecoguerrieri che vorrebbero fare del figlio un coltivatore biologico, anche se a lui, più che a terra, piace guardare in cielo per contare le stelle.

Un giorno, grazie a una visita non autorizzata di Fred nel giardino accanto, il ragazzo conosce i suoi nuovi vicini: la fantasiosa Annie, il suo papà scienziato Eric, e anche Cosmo, il computer parlante più potente del mondo.

Cosmo è in grado di aprire, al centro del soggiorno, una finestra sulla vasta oscurità dello spazio, attraverso la quale i ragazzi scopriranno le meraviglie dell’Universo, come nasce e muore una stella, o come si formano i pianeti. George e Annie viaggeranno su una cometa ghiacciata come una grande palla di neve sporca, affronteranno tempeste di asteroidi e buchi neri, ma soprattutto dovranno proteggere Cosmo da chi vuole impadronirsi dei suoi poteri…

I concetti più astratti e apparentemente inavvicinabili sono resi percepibili attraverso immagini immediate, con la lucidità e l’originalità che solo un genio come Hawking può avere. Il lettore si trova davanti a un Universo che sorride, finalmente comprensibile.

(source: Bol.com)

La Chiave dei Desideri

L’incontro di tre ragazzi, diversissimi per temperamento ed esperienze di vita; un’amicizia sincera, che sembra non possa essere in alcun modo turbata; poi un sogno, un infausto presagio costringe i protagonisti al ricordo di un passato che invano hanno tentato di allontanare.
Una antica lingua dimenticata, gli enigmi nel labirinto di Cnosso, situazioni rocambolesche nascono dal ritrovamento di un manufatto di Atlantide; ognuno dei protagonisti si ritroverà a percorrere un viaggio a ritroso nel tempo nel tentativo di risolvere questioni lontane che hanno segnato la loro vita.
Un viaggio di scoperta e di riscoperta, guidato da quella che sembra essere la chiave dei desideri e dalla promessa fatta dall’ultimo re di Atlantide, Gadiro, apparso nei sogni di Ilene, di cancellare l’orrore presente nel mondo e di rispondere alla domanda fondamentale: “perché?”.

La chiave a stella

Faussone, detto Tino, il protagonista di questa ‘opera prima’ di Primo Levi, ovvero del suo primo romanzo d’invenzione, è un operaio specializzato che si lascia alle spalle la dura esperienza della catena di montaggio alla Lancia e gira per il mondo a montare gru, ponti sospesi, strutture metalliche, impianti petroliferi. Il romanzo racconta la sua vita e il suo lavoro: una sorta di Odissea moderna con protagonista una specie di Ulisse che dall’India alla Russia, dall’Alaska all’Africa offre agli altri la sua voglia di fare e la sua tecnica e che Levi racconta con gusto e ironia, immedesimandosi nel personaggio e nelle sue avventure.
(source: Bol.com)

Chiaro di luna a Virgin River

VIRGIN RIVER 12
La vita a Virgin River scorre quasi in un’altra dimensione, avvolta nell’abbraccio protettivo dei boschi che la circondano. Il luogo ideale per trovare rifugio e rigenerarsi.
Lontano da tutto, ecco dove vuole andare Jillian Matlock! Ingiustamente accusata di molestie da un giovane collaboratore che frequentava da qualche mese, decide di rifugiarsi in quell’angolo di paradiso dove ha trascorso qualche piacevole giorno di vacanza insieme alla sorella. Prende in affitto la splendida casa di Hope McCrea e si lascia conquistare dall’idea di coltivare un orto speciale, cercando semi di qualità rare, proprio come faceva la sua bisnonna. Be’, a dire il vero non è l’unica cosa da cui si lascia conquistare. Quando infatti incontra per caso Colin Riordan, che è a Virgin River per riprendersi da un incidente, l’attrazione è subito forte e irresistibile per entrambi. Nessuno dei due, però, ha intenzione di complicarsi la vita. Ma in fondo, che cosa c’è di più semplice dell’amore?
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### Sinossi
VIRGIN RIVER 12
La vita a Virgin River scorre quasi in un’altra dimensione, avvolta nell’abbraccio protettivo dei boschi che la circondano. Il luogo ideale per trovare rifugio e rigenerarsi.
Lontano da tutto, ecco dove vuole andare Jillian Matlock! Ingiustamente accusata di molestie da un giovane collaboratore che frequentava da qualche mese, decide di rifugiarsi in quell’angolo di paradiso dove ha trascorso qualche piacevole giorno di vacanza insieme alla sorella. Prende in affitto la splendida casa di Hope McCrea e si lascia conquistare dall’idea di coltivare un orto speciale, cercando semi di qualità rare, proprio come faceva la sua bisnonna. Be’, a dire il vero non è l’unica cosa da cui si lascia conquistare. Quando infatti incontra per caso Colin Riordan, che è a Virgin River per riprendersi da un incidente, l’attrazione è subito forte e irresistibile per entrambi. Nessuno dei due, però, ha intenzione di complicarsi la vita. Ma in fondo, che cosa c’è di più semplice dell’amore?

Chiara di Assisi (VINTAGE)

Chiara ha dodici anni appena quando vede “il matto” di Assisi spogliarsi davanti al vescovo e alla città. È bella, nobile e destinata a un ottimo matrimonio, ma quel giorno la sua vita si accende del fuoco della chiamata: seguirà lo scandaloso trentenne dalle orecchie a sventola e si ritirerà dal mondo per abbracciare, nella solitudine di un’esistenza quasi carceraria, la povertà e la libertà di non possedere. In questo racconto appassionato, segnato da sogni e continue domande, emerge il ritratto vivido di una Chiara che prima è donna, poi santa.
(source: Bol.com)

Chiamate telefoniche

I quattordici racconti che compongono questa raccolta apparsa nel 1997, agli esordi della carriera di Roberto Bolaño, distillano già quelle che saranno le ossessioni ricorrenti della sua narrativa e i temi attorno a cui si addensano: la letteratura, la violenza – appena sussurrata o quanto mai tangibile –, l’amore e il sesso. Il lettore vi incontrerà esistenze borderline, apolidi e insane, alla ricerca di un senso o che al senso hanno rinunciato, sballottate dal caso e da un’assurda quotidianità, tra amori infelici, errori evitabili e solitudini. Sono racconti aperti, imprevedibili, che non si esauriscono nella desolante constatazione dell’insensa­tezza della vita umana, ma giocano con il lettore, spingendolo a cogliere le citazioni occulte, le figure nascoste nella trama dell’ordito, a cercare di comprendere messaggi che risultano indecifrabili in primo luogo ai protagonisti stessi. Come se al fondo di ciascuna di queste storie ci fosse un enigma che sa essere, al tempo stesso, ilare, inquietante e spaventoso.
(source: Bol.com)

Chiamate la levatrice

Un bestseller, una serie televisiva della BBC, la storia di una donna che fa nascere i bambini nella Londra povera e malfamata degli anni Cinquanta. Il primo romanzo di una trilogia nota in tutto il mondo. È un ritratto esplicito e senza inibizioni di un mondo e di una vita durissimi, uno sguardo radicalmente femminile sulla società e le sue regole, un commentario brutale sull’ingiustizia e la sofferenza quotidiana. E nello stesso tempo una raffigurazione fedele di un ambiente in cui l’umanità e la ferocia, la miseria delle condizioni e la generosità d’animo, l’eroismo e la spregevolezza si alternano come in un romanzo vittoriano.

(source: Bol.com)

Chiamate a freddo

Bill Moss, ex vicepresidente del marketing alla Smythe and O’Greeley, si è ridotto al rango di modesto addetto al telemarketing presso una società di Manhattan che vende servizi telefonici. Vive in un appartamento troppo piccolo con una ragazza che guadagna più di lui. Tra crisi di rabbia repressa e sogni di una doverosa rivincita, Bill alleva la sordida ossessione di andare, almeno una volta, con donne di strada e dominarle. Ma ecco che, quando sta per essere nuovamente licenziato e tutto gli sta crollando intorno, il caso gli offre un’opportunità straordinaria, coinvolgendolo in un gioco criminale che farà esplodere una violenza cieca dalle terribili conseguenze. Jason Starr descrive con abilità un ambiente di lavoro dove la competizione detta regole spietate e favorisce rivalità pericolose: uno stile dai colori acerbi – che ricorda certi quadri di Hopper – riproduce gli ufficietti angusti dei sottoposti frustrati e le gelide fisionomie dei capisettore. Sullo sfondo, l’Upper East Side delle grandi avenues, ma anche la metropoli cupa e brutale dei sobborghi. Un’esplicita denuncia dell’american way of life, ma soprattutto un noir lucido, incalzante, seminato di colpi di scena e raccontato dallo stesso protagonista che assiste, attonito e consapevole, al procedere inarrestabile della propria perdizione. Incastrato in una città più grande delle sue illusioni.
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La Chiamata dei Tre

“La chiamata dei tre” riprende la narrazione delle gesta di Roland, l’eroe solitario deciso a raggiungere la misteriosa Torre. Nel loro definitivo confronto-scontro l’uomo in nero aveva predetto la sorte a Roland con uno strano mazzo di tarocchi. Ora il pistolero si ritrova seduto su una spiaggia del Mare Occidentale, dopo un sonno che forse è durato anni. Sa che dovrà trovare le tre porte spazio-temporali per introdursi nel nostro mondo e raggiungere così i tre predestinati. Ma come individuarle? Mentre medita sul da farsi, mostruose creature emergono dalle acque e tentano di divorarlo, mutilandolo orrendamente. Questa nuova edizione è arricchita da un’introduzione dell’autore.

Chiamami Melly

Carmela Rizza non è solo un nome, per Melly è un passato da dimenticare. Trasferendosi lontano dalla sua Sicilia sogna di ricostruire quella vita che non è riuscita ad avere nella terra d’origine. Un lavoro stabile, una routine controllata ed il forte legame con la nonna ormai lontana sembrano essere gli unici punti fermi delle sue giornate, finché un biglietto da parte di uno sconosciuto non la spinge alla ricerca di ciò che le è da sempre mancato: l’amore.
Riuscirà Melly a far pace con il suo passato ed a vivere serenamente un amore che sembra essere fatto di plastica oppure capirà che ciò che desiderava era da sempre stato intorno a lei?

Chi ti credi di essere?

‘Chi ti credi di essere?’ Troppe volte Rose si è sentita rivolgere questa domanda nel paesino di West Hanratty in cui è cresciuta. Prima fra tutti dalla sua matrigna Flo, donna pratica e un po’ volgare, meschina e generosa insieme, l’incarnazione di quella realtà provinciale da cui Rose vorrebbe e sa di non poter fuggire. Per quanto studi, per quanto si ribelli, per quanto scappi. Quarant’anni e dieci racconti in sequenza, fra lealtà e disprezzo per l’universo di Flo, perché Rose arrivi a capire chi davvero crede di essere, chi davvero è.

Come dieci capitoli di un anomalo romanzo di formazione, i racconti di questa formidabile raccolta delineano con sapienza il personaggio di Rose, privilegiando il ruolo che il rapporto con la matrigna Flo ha avuto nel complesso definirsi della sua identità.
La voce da cui riceviamo le storie è quella di un narratore provvisoriamente onnisciente il quale organizza in ordine cronologico episodi della vita di Rose lasciando che emerga dalla loro successione il conflitto tra desiderio di fuga e consapevolezza della necessità di restare.
Rose è la bambina ribelle e pensosa del primo racconto, punita a cinghiate da un padre imperscrutabile e chiuso; Rose è l’avida lettrice che tiene a bada il pensiero del padre ammalato e l’insofferenza alle meschinità di casa a furia di Shakespeare e Dickens; è l’adolescente in viaggio dalla piccola West Hanratty a Toronto, vittima e complice di una sordida iniziazione sessuale ad opera di un impassibile ministro del culto.
Ma Rose è anche la giovane innamorata del modo in cui sembra amarla Patrick Blatchford, dottorando in Storia presso la stessa università che le ha aperto le porte grazie a una borsa di studio; è la donna coinvolta in una relazione extraconiugale destinata a concludersi nell’amarezza; è la madre nervosa di una bambina piú saggia di lei, ed è infine la donna matura che torna là dove tutto era cominciato e ritrova, nel tono brusco e inclemente di Flo, ormai prossima al ricovero in casa di riposo, il filo ininterrotto di un’esistenza interiore, e il ricordo dell’unico amore mai raccontato. Non è un caso dunque che l’ultimo racconto, quello che dà il titolo alla raccolta, chiuda a cerchio il percorso e coaguli il senso delle esperienze narrate nella severa domanda retorica rivolta da una maestra arcigna a una Rose di nuovo bambina: ‘Chi ti credi di essere?’
Se, come l’autrice afferma, ‘la memoria è il modo in cui non cessiamo di raccontare a noi stessi la nostra storia e di raccontare agli altri versioni in certa misura diverse della nostra storia’, allora Alice Munro dispone del dono straordinario di attingere a un repertorio di materiale privato senza mai esaurirne la forza.

Susanna Basso

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‘Non saprei dire se Chi ti credi di essere? sia una raccolta di racconti o un nuovo genere di romanzo, ma qualunque cosa sia è meraviglioso’.

John Gardner

(source: Bol.com)

Chi soffia sul fuoco

‘Un romanzo dal ritmo vertiginoso che vi lascerà senza fiato. Intriso dell’energia e della suspense che costituiscono l’anima delle opere di Patterson, Chi soffia sul fuoco non deluderà i milioni di lettori che lo attendono.’
Daily Mail

Finalmente libero dalle minacce del passato, Michael Bennett può tornare nella sua città: New York. Grazie a lui, infatti, è stata smantellata la rete criminale guidata da Perrine, che aveva costretto Bennett ad allontanarsi dalla città e ad accettare la tutela di un programma di protezione testimoni. Di nuovo nella sua dimensione, Michael si dà da fare collaborando con una nuova unità, ma riceve quasi subito una chiamata allarmante: un tale sostiene di aver visto uomini in abiti costosi compiere una sorta di strano rituale all’interno di un edificio fatiscente. La descrizione dell’uomo, tuttavia, non contiene riferimenti chiari a infrazioni della legge e soprattutto non è sostanziata da prove. Così, in un primo momento, Bennett ignora la telefonata… ma ben presto, in seguito a una scoperta agghiacciante, verrà fatalmente attirato nei meandri di un mondo criminale oscuro e spietato. Un solo passo falso potrebbe significare la sua fine.

(source: Bol.com)