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Apocalisse rossa

La nube provocata dall'eruzione del vulcano islandese Laki per mesi ha avvolto l'Europa in una morsa di ghiaccio e di gelo. Dopo l'"Apocalisse bianca" la vita sta lentamente tornando alla normalità, ma altre devastanti catastrofi naturali si preparano, mentre una minaccia oscura incombe sui meteorologi europei che stanno studiando le anomalie del clima. Perché stanno uccidendo gli scienziati? Perché caldo e freddo si susseguono in modo irregolare? Ancora una volta la redazione di MeteoLive TV indaga in mezzo a eccezionali eventi meteo e contro una spietata organizzazione terroristica. Le immacolate valanghe e i fiumi di lava e fango nascondono un segreto: qualcuno sta cambiando il clima della Terra.

L’apocalisse della modernità. La Grande guerra per l’uomo nuovo

Nell’agosto 1914, allo scoppio delle ostilità, molti si erano arruolati entusiasti, immaginando di prender parte a una gloriosa avventura, convinti che il sacrificio del sangue avrebbe dato vita a un mondo e un uomo rinnovati. Dopo pochi mesi, l’entusiasmo era scomparso. Ci si rese conto che la guerra era completamente diversa da quelle fino ad allora combattute: per l’enormità delle masse mobilitate, per la potenza bellica e industriale impiegata, per l’esasperazione parossistica dell’odio ideologico, per l’ingente numero di soldati sacrificati inutilmente. La Grande Guerra rappresentava il naufragio della civiltà moderna. I combattimenti cessarono alle ore 11 dell’11 novembre 1918. E già all’orizzonte nuove tragedie si profilavano, poiché il trattato di Versailles ridisegnava l’intera geografia europea secondo la volontà dei vincitori, con conseguenze gravi e di lunga durata a livello politico e ideologico: le rivendicazioni territoriali, la corsa al riarmo e la militarizzazione di massa della società saranno alcuni dei principi cardine sui quali regimi totalitari come il fascismo e il nazismo baseranno il proprio consenso. Gentile ricostruisce il contesto sociale, culturale e antropologico entro il quale maturò quella che è ritenuta una delle più tragiche esperienze del Novecento, soffermandosi in particolare sugli artisti e gli intellettuali che, se all’inizio avevano invocato la guerra come una catarsi, si fecero poi interpreti dell’angoscia profonda da essa scatenata.

Apocalisse

Un romanzo fantahorror di progressiva inquietudine, una narrazione incantata e insieme allucinata: la sua suspense subliminale e ipnotica ricorda quella de Gli uccelli di Hitchcock. L’apocalittica avventura del romanzo è vissuta da una giovane coppia e dai loro vicini di casa mentre sono in vacanza in un paese lombardo. In questo Eden cade goccia a goccia l’angoscia, scandendo, a colpi di esplosioni e drammatiche metamorfosi, quella che potrebbe essere la fine del mondo. Tiziano Sclavi tira, come sempre, i fili del mistero e dello sconcerto metafisico con disincantata bravura: l’horror di Sclavi è insieme sociologico e onirico, disperato e romantico.

Apnea

La faccia immersa nella neve, come ovatta soffice che gli toglie il fiato. È la vertigine dell’apnea. Pochi attimi prima Lorenzo stava sciando insieme a Johanna, la sua fidanzata. Un momento spensierato come tanti, ormai irrimediabilmente ricacciato indietro, in un passato lontano. Poi la corsa in ospedale in elicottero, il coma farmacologico e un’operazione di nove ore alla colonna vertebrale. Dai capezzoli in giù la perdita completa di sensibilità e movimenti. D’ora in avanti Lorenzo e il suo corpo vivranno da separati in casa. Ma l’unica cosa che conta, adesso, sono le mani. Poter riprendere a muoverle, poter ricominciare a suonare la chitarra, perché la musica è tutta la sua vita. Dalla terapia intensiva ai lunghi mesi di riabilitazione in una clinica di Zurigo, fino al momento di lasciare il nuovo grembo materno che lo ha tenuto recluso ma lo ha accudito e protetto durante la convalescenza. E il difficile reinserimento in un mondo dove all’improvviso tutto è irraggiungibile e tutti sono diventati più alti, giganti minacciosi dalle ombre imponenti. Con coraggio e determinazione Lorenzo Amurri racconta il suo ritorno alla vita. La voglia di vedere, di toccare, di sentire. Di riprendere a far tardi la notte insieme agli amici, di abbandonarsi all’amore della sua donna e riconquistare la libertà che gli è stata rubata. Ogni tappa è una lenta risalita verso la superficie, un’apnea profonda che precede un perfetto e interminabile respiro.

L’ape e la locusta. Il futuro del capitalismo tra creatori e predatori

Le api rappresentano il capitalismo al suo meglio: sono i produttori che generano beni di valore per il prossimo, che si tratti di tecnologie ingegnose, cibo di qualità, automobili o farmaci. Veicolando questa energia costruttiva, il capitalismo ha migliorato le condizioni di vita di tutti, più di qualsiasi altro sistema economico. Le industriose api hanno però una loro controparte: sono le voraci locuste, predatrici attratte da profitti immediati che, favorite dalla negligenza di molte società e dall’assenza di adeguati organi di controllo, hanno provocato crisi e recessioni, mettendo in pericolo la sopravvivenza dell’intero sistema. La storia ci insegna che questa situazione non potrà andare avanti a lungo; ma il capitalismo, sostiene Mulgan, ha in sé tutti gli strumenti per superare la crisi, uscendone rinnovato e più umano.
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Antropologia delle religioni: Un’introduzione

Fino ad anni recenti, alcune prospettive teoriche ampiamente diffuse vedevano come prossima ed inevitabile la scomparsa delle religioni, in particolare delle piccole religioni dei popoli nativi, travolte e inglobate dalla modernità. Come molte altre profezie in auge nelle scienze sociali, anch’essa non si è realizzata. Anzi, nonostante i complessi e travolgenti fenomeni di globalizzazione e trasformazione socio-economica, le esigenze di differenziazione, di autonomia, di contrapposizione si sono moltiplicate nel mondo contemporaneo, utilizzando spesso come forma di espressione la pratica e la professione religiosa. Osservare questi fenomeni religiosi, la loro natura, il loro perpetuarsi, la loro capacità di adattamento e di trasformazione e, al tempo stesso, la loro caparbia insistenza in un radicamento nel passato, consente di considerare in una luce più ampia e differenziata la pluralità delle espressioni religiose che caratterizza il mondo contemporaneo.

Antropologia dell’uomo globale. Storia e concetti

Apertura: ecco la decisiva parola-chiave per comprendere oggi l’uomo globale. Il cambiamento che ha investito l’oggetto della vecchia antropologia normativa sta trascinando con sé gli steccati disciplinari, destabilizzando i metodi consolidati, pluralizzando i paradigmi, ridefinendo gli ambiti tematici. Lo statuto del sapere antropologico esce sostanzialmente riconfigurato da ricerche che ormai si caratterizzano come transdisciplinari, multiparadigmatiche e transnazionali. È a Christoph Wulf che si devono le riflessioni più conseguenti e lungimiranti sui recentissimi assetti dell’antropologia storico-culturale, così mutati da determinare la sua necessaria fuoriuscita dagli alvei canonici e da spingerla verso altre centralità. Il corpo umano, innanzi tutto, luogo di produzione, trasmissione e trasformazione della cultura attraverso rituali, atti linguistici, processi mimetici e performativi. E con il corpo, la temporalità e la finitezza, la nascita e la morte. In un saggio che convoglia la ricchissima ricognizione del passato verso l’autocomprensione del presente, l’unico presupposto irrinunciabile è la consapevolezza che non esiste un unico, riduttivo concetto di uomo. A questo riguardo, il gioco delle analogie e delle differenze costituisce un fondamentale correttivo nei confronti di una globalizzazione uniformatrice.

Antracite

Sono trascorsi dieci anni dalla fine della Guerra Civile, e gli Stati Uniti sono preda della cupidigia di potenti gruppi industriali. Pantera, misterioso pistolero-stregone messicano, viene assoldato come sicario da una setta terroristica operante tra i minatori irlandesi della Pennsylvania, e non tarda a rendersi conto che dietro ciò che appare un rudimentale conflitto sociale operano forze che si battono senza esclusione di colpi per la conquista dell’intero paese. Ma dovrà compiere un lungo e tortuoso itinerario prima di capire che a confronto sono due diverse anime dell’America, e che quella che vincerà lascerà la sua impronta sui secoli a venire. Davanti a tutto ciò, anche un pistolero cinico e spietato può rivelarsi agente del bene. Non è detto, però, che questa volta basti una Colt per arrestare un nemico occulto e pericoloso, l’Uomo dei Topi…

Antologia filosofica

Emanuele Severino ripropone le pagine più significative dei pensatori della filosofia occidentale in un’ampia ed esauriente antologia, ripartita cronologicamente in tre sezioni. L’antologia si snoda attraverso i brani dei filosofi antichi, moderni e contemporanei, dai presocratici a Bacone a Heidegger, con un aggiornamento dedicato a pensatori “atipici”, come Leopardi, e alla filosofia moderna, in particolare di Hobbes, Bacone, Galilei, Spinoza, Vico e dell’Illuminismo.

L’antologia erotica di SAS (Segretissimo SAS)

Lisa Park, Tania, Maureen e Latifa, Esmeralda, Isabel e Mandy Brown… queste e cento altre sono le donne che popolano l’universo di Sua Altezza Serenissima. Quelle che ha sedotto e quelle che hanno cercato di sedurre lui. Quelle che hanno usato il sesso come un’arma infallibile e quelle che del sesso sono rimaste vittime. Piene di dolcezza e sensualità, o corrotte dal lusso e dal desiderio. Innocenti e sottomesse o protagoniste delle orge più sfrenate, tra danze afrodisiache e giochi molto pericolosi. Una missione dopo l’altra, una galleria da Mille e una notte dei personaggi che hanno incrociato il cammino del Principe delle Spie e che ne porteranno il ricordo per sempre. In un montaggio serrato delle scene più bollenti, un giro del mondo con Malko Linge attraverso la lente dell’erotismo, alla riscoperta delle sue mille conquiste.
(source: Bol.com)

Gli antipatici

Pubblicato nel 1963, “Gli antipatici” torna in libreria in una collana dedicata a tutte le opere di Oriana Fallaci. Gli antipatici sono quei personaggi destinati a trovarsi sempre sulla bocca di tutti, e dei quali tutto si sa e tutto si dice. Inviata de “L’Europeo”, agli inizi degli anni Sessanta Oriana Fallaci va a intervistarli: registi da Oscar, poeti premi Nobel, dive di fama planetaria, compositori, scrittrici di alto profilo, Ingrid Bergman, don Jaime de Mora y Aragón, Nilde Iotti, Federico Fellini, Arletty, Baby Pignatari, Catherine Spaak, Gianni Rivera, Afdera Fonda Franchetti, Antonio Ordoñez, Cayetana duchessa d’Alba, Salvatore Quasimodo, Jeanne Moreau, Alfred Hitchcock, Anna Magnani, Porfirio Rubirosa, Natalia Ginzburg, Giancarlo Menotti: in un faccia a faccia implacabile e sottile, ironico e pungente, si trovano alle prese con un magnetofono e una intervistatrice alla quale, ancor più che al mezzo tecnico, nulla sfugge, neppure “uno scintillare di occhi, un agitarsi di mani”. Ogni intervista è preceduta da una breve presentazione in cui la Fallaci, con grande senso dello humor e una dote innata per il racconto, esprime il suo giudizio. Come lei stessa scrive, i suoi antipatici sono “quasi sempre simpaticissimi”.

Antipasti italiani semplici per chi non sa cucinare

Il punto forte di questo libro? La semplicità delle ricette! Si tratta infatti di antipasti italiani facili e veloci da preparare. Io non sono un cuoco esperto: se posso prepararle io, significa che anche voi, e chiunque, può farcela.

Antimanuale del sesso

Di sesso si parla troppo e male. Ogni giorno i mass media ci propinano ricette per diventare amanti migliori, ci promettono le “chiavi” per risolvere i nostri “problemi sessuali”. Il risultato, però, non è altro che un proliferare di stereotipi e schematismi che si allontanano dall’esperienza quotidiana di ognuno e con cui fatichiamo a rapportarci. Perché? La risposta di Valérie Tasso è che tutte queste voci non parlano realmente di sesso, ma ripetono a pappagallo un discorso normativo sul sesso, dettato dalla morale – scientifica, religiosa, economica, politica – allo scopo di imporci modelli omologanti, una trappola per il controllo sociale. La sessualità della persona non è riconducibile a un generico manuale d’uso e consumo. Di qui la necessità di un pratico “antimanuale”. Con rivoluzionaria spregiudicatezza e raffinata ironia, l’autrice utilizza la propria esperienza sul campo per smentire uno a uno i luoghi comuni assimilati, e per arginare la fiumana di parole intesa a reprimere la nostra natura e a soffocare la nostra individualità. Chi crede, fra le altre cose, che la prima volta è fondamentale, che con l’età cala il desiderio, che le fantasie sessuali si possono realizzare, che l’eiaculazione precoce è uno dei problemi dell’uomo, che la religione e il sesso non hanno niente in comune, che il sesso si conclude con l’orgasmo, troverà risposte sorprendenti nelle piacevoli pagine di questa analisi acuta, limpida, liberatoria, che non mira a risolvere problemi, ma piuttosto a evitare che insorgano dove, in realtà, non esistono affatto.

L’Anticristo

Le opere che, in sequenza incalzante, Nietzsche riuscì a scrivere in pochi mesi nel 1888, prima di sprofondare nella follia, si presentano innanzitutto come una sorta di fulminea chiusura dei conti: con Wagner e la musica (“Il caso Wagner”), con la filosofia (“Crepuscolo degli idoli”), con se stesso (“Ecce homo”). All’”Anticristo”, infine, spetta la funzione di chiudere i conti con il cristianesimo, oggetto sempre più ossessivo delle analisi e degli attacchi dell’ultimo Nietzsche. Il tono è ultimativo, da manifesto, preludio a un’«azione» che doveva essere un attacco radicale a tutta la nostra civiltà. Ma, al tempo stesso, Nietzsche si mostra qui ancora una volta di una sottigliezza psicologica (nel suo senso) prodigiosa, come dimostrano le parole bellissime, e profondamente amiche, sulla figura di Cristo. Mentre la condanna del cristianesimo e della morale convogliano in sé quella, più generale, contro tutte le forze nemiche della vita e capaci di camuffarsi dietro le potenze della religione e della cultura. Contro di esse Nietzsche scende definitivamente in guerra in queste pagine devastatrici, giungendo a siglare, alla fine, la sua «legge contro il cristianesimo» col nome terribile dell’Anticristo, in quanto «trasvalutatore di tutti i valori».

Le ansie carnivore del niente

Una collana che propone in una nuova veste grafica i romanzi di Alejandro Jodorowsky, ripercorrendo l’avventura letteraria di un artista totale, che non appartiene a nessuna scuola né corrente, pur avendole attraversate tutte. Tre misteriosi personaggi dal cappello nero attraversano una lunga e stretta striscia di terra affacciata sul mare e pressata dalla cordigliera (come non riconoscervi il Cile, paese di nascita di Jodorowsky?), chiedendosi chi sono, perseguitati dalla mistica e politica figura di un capo supremo – il Generale – che parla solo in poesia tramite oscuri e onnipresenti televisori disseminati ovunque. Sono Angeli forse, arrivati su quella terra devastata dalla dittatura solo per salvarla? Sono forse invece degli Assassini con l’incarico di uccidere le ultime frange insurrezionali contro il Generale, o semplicemente delle Ombre, dei Morti, dei Sogni? Titolo originale: Las ansias carnívoras de la nada (2006).