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Un rivoluzionario chiamato Pancho

La “biografia definitiva” di Pancho Villa, il rivoluzionario messicano entrato nella leggenda, scritta nello stile vibrante e intenso di Paco Taibo II, che in tanti anni di ricerche ha dipanato un groviglio di aneddoti, dicerie, falsità o mitizzazioni. Un affresco della più complessa rivoluzione – la prima del XX secolo – seguendo la vita avventurosa, temeraria e tormentata dell’uomo che si chiamava in realtà Doroteo Arango, bandito per ribellione ai soprusi dei latifondisti divenuto generale dell’invincibile División del Norte, un esercito talmente disciplinato e ben organizzato da suscitare all’epoca l’interesse di osservatori militari europei e statunitensi. Questo libro monumentale e dettagliatissimo ricostruisce le peripezie, dai particolari più stravaganti alle imprese memorabili, di un uomo sagace e imprevedibile, illetterato che fondò scuole in tutti i territori conquistati, astemio in un ambiente di forti bevitori, dallo sguardo magnetico che rimase impresso in chiunque lo avvicinò, generoso quanto spietato. Come Paco Taibo II scrive, questa biografia narrata è fedele allo spirito villista: “Si usa prima questa – diceva Pancho indicando la testa – e poi questi – prendendosi i testicoli”. Una vita all’attacco e in fuga perenne, quella del “Centauro del Nord”, anche dopo la morte, che ha lasciato il mistero di dove sia sepolto in realtà e chi si sia impossessato della sua testa.

Rivolta

Una donna affascinante, coraggiosa e di indubbio carisma, aristocratici di grande conoscenza e coscienza, orribili latifondisti, un clero retrivo, studenti che si trasformano in assassini, proletari rapiti dalla rivoluzione, proletari abbrutiti dall’ignoranza, un ammiraglio visionario, e di profonda levatura morale, alla ricerca di un’isola che c’è, Gennaro, un cuoco del Regno delle Due Sicilie, che sa come cucinare le idee, un marchese dell’epoca Meiji che deve traghettare il suo paese – cartesianamente – da un passato morto ad un futuro incerto, un feroce e sfortunato lupo a due zampe che chiede solo umanità, il piccolo Aleksej Nikolaevič Romanov, lo zarevič, che scrive una lettera, un marinaio siciliano, un contabile buriato e una sciamana del lago Bajkal sono i protagonisti di Rivolta, un’opera che si sviluppa su diversi piani narrativi, tutti intesi a spogliare i fatti dalla mistificazione per tentare di restituirli all’ordine naturale del buon senso e quindi della verità.dallo scritto di Fabrizio Catalano, regista e scrittore«Un libro che ha il merito di non ingentilire la rivoluzione bolscevica, ancora oggi troppo spesso presentata come un evento liberatorio per i ceti umili, mentre fu una terribile tragedia, dalla quale scaturì uno dei sistemi politico-sociali più oppressivi e inefficienti del Novecento».Antonio Carioti, «Corriere della Sera»
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### Sinossi
Una donna affascinante, coraggiosa e di indubbio carisma, aristocratici di grande conoscenza e coscienza, orribili latifondisti, un clero retrivo, studenti che si trasformano in assassini, proletari rapiti dalla rivoluzione, proletari abbrutiti dall’ignoranza, un ammiraglio visionario, e di profonda levatura morale, alla ricerca di un’isola che c’è, Gennaro, un cuoco del Regno delle Due Sicilie, che sa come cucinare le idee, un marchese dell’epoca Meiji che deve traghettare il suo paese – cartesianamente – da un passato morto ad un futuro incerto, un feroce e sfortunato lupo a due zampe che chiede solo umanità, il piccolo Aleksej Nikolaevič Romanov, lo zarevič, che scrive una lettera, un marinaio siciliano, un contabile buriato e una sciamana del lago Bajkal sono i protagonisti di Rivolta, un’opera che si sviluppa su diversi piani narrativi, tutti intesi a spogliare i fatti dalla mistificazione per tentare di restituirli all’ordine naturale del buon senso e quindi della verità.dallo scritto di Fabrizio Catalano, regista e scrittore«Un libro che ha il merito di non ingentilire la rivoluzione bolscevica, ancora oggi troppo spesso presentata come un evento liberatorio per i ceti umili, mentre fu una terribile tragedia, dalla quale scaturì uno dei sistemi politico-sociali più oppressivi e inefficienti del Novecento».Antonio Carioti, «Corriere della Sera»

Il rituale (eNewton Narrativa)

In una terra di magia nera, di riti voodoo, di maledizioni antiche, troppi bambini sono scomparsi misteriosamente. È tempo di fare luce sulle ombre della leggenda: chi è Mr Clarinet?
Dieci milioni di dollari per ritrovare il piccolo Charlie Carver, scomparso da tre anni. Per Max Mingus, investigatore privato a Miami, è un’offerta impossibile da rifiutare. Da quando è uscito di galera, sa che non può commettere errori. E ora deve riuscire in una ricerca che è costata ai suoi predecessori la reputazione, la ragione e anche la vita. Perché l’isola di Haiti, il luogo dove è avvenuto il rapimento, non è un paradiso tropicale ma un luogo infernale: un universo dominato dalla superstizione, dalla magia, dai riti voodoo, nel quale molti bambini spariscono misteriosamente. Qui la gente narra di Mr Clarinet, lo spirito di un ragazzo di colore, uno schiavo testimone di atroci torture, che torna sulla terra per rapire altre giovani anime al suono del suo flauto. Chi è Mr Clarinet? Solo una nera leggenda? Forse la verità dietro la sparizione di tanti bambini è ancora più scioccante… Il rituale è un thriller dalle atmosfere oscure, ritmato, nel quale suspense e colpi di scena accompagnano il lettore fino all’ultimo segreto svelato, fino all’ultima terribile, sconvolgente verità.
Dieci milioni di dollari, un buon prezzo per una discesa all’inferno
Nick Stone
nato a Cambridge nel 1966, ha vissuto a Haiti fino all’età di quattro anni, ed è tornato in Inghilterra nel 1971. Da ragazzo si è cimentato con la boxe, combattendo nella National Amateur League. Abbandonata la carriera sportiva per un posto come lettore di storia a Cambridge, si è dedicato anche alla scrittura. Oltre al romanzo Il rituale, concepito durante uno dei suoi numerosi soggiorni ad Haiti, ha pubblicato Il Re di Spade (pubblicato in Italia dalla Newton Compton) e Voodoo Eyes.
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### Sinossi
In una terra di magia nera, di riti voodoo, di maledizioni antiche, troppi bambini sono scomparsi misteriosamente. È tempo di fare luce sulle ombre della leggenda: chi è Mr Clarinet?
Dieci milioni di dollari per ritrovare il piccolo Charlie Carver, scomparso da tre anni. Per Max Mingus, investigatore privato a Miami, è un’offerta impossibile da rifiutare. Da quando è uscito di galera, sa che non può commettere errori. E ora deve riuscire in una ricerca che è costata ai suoi predecessori la reputazione, la ragione e anche la vita. Perché l’isola di Haiti, il luogo dove è avvenuto il rapimento, non è un paradiso tropicale ma un luogo infernale: un universo dominato dalla superstizione, dalla magia, dai riti voodoo, nel quale molti bambini spariscono misteriosamente. Qui la gente narra di Mr Clarinet, lo spirito di un ragazzo di colore, uno schiavo testimone di atroci torture, che torna sulla terra per rapire altre giovani anime al suono del suo flauto. Chi è Mr Clarinet? Solo una nera leggenda? Forse la verità dietro la sparizione di tanti bambini è ancora più scioccante… Il rituale è un thriller dalle atmosfere oscure, ritmato, nel quale suspense e colpi di scena accompagnano il lettore fino all’ultimo segreto svelato, fino all’ultima terribile, sconvolgente verità.
Dieci milioni di dollari, un buon prezzo per una discesa all’inferno
Nick Stone
nato a Cambridge nel 1966, ha vissuto a Haiti fino all’età di quattro anni, ed è tornato in Inghilterra nel 1971. Da ragazzo si è cimentato con la boxe, combattendo nella National Amateur League. Abbandonata la carriera sportiva per un posto come lettore di storia a Cambridge, si è dedicato anche alla scrittura. Oltre al romanzo Il rituale, concepito durante uno dei suoi numerosi soggiorni ad Haiti, ha pubblicato Il Re di Spade (pubblicato in Italia dalla Newton Compton) e Voodoo Eyes.

Ritrovarsi a Parigi

Dopo la morte della madre, Pierre Fauré lascia Parigi per trascorrere il mese d’agosto in Provenza da François, un vecchio amico ritrovato per caso. L’incontro con la foresta, i suoi sentieri, la sua luce, la sua immutabilità e il suo silenzio fa intuire a Pierre – un uomo semplice, contabile di una piccola impresa – l’esistenza di un regno insospettato dove il tempo, lo spazio e le sensazioni sembrano essersi immobilizzati in bilico fra sogno e realtà. Ma c’è un altro incontro ad attenderlo: è Marie, che un giorno appare sulla soglia della stanza che lo ospita, un ‘povero animale malato’ che François ha trovato sul ciglio della strada nell’estate del 1940 e ha salvato dall’internamento in manicomio. È lei a innescare in Pierre un moto di rivolta per l’inutilità della propria vita. Contro il parere di tutti decide di portarla con sé a Parigi, dove per mesi si ostina a cercare di far uscire la giovane donna dal limbo dell’inconsapevolezza e dell’oblio nel quale è sprofondata. Solo un miracolo potrebbe salvarla. E così accade: grazie alla dedizione a alla pazienza di Pierre, Marie riuscirà a ritrovare la sua umanità, la sua memoria, il suo passato. E a uscire dall’oblio saranno in due: Pierre scoprirà il senso della vita e deciderà di ricominciare, salvato dal suo stesso miracolo.

(source: Bol.com)

Ritratti italiani

«Dalla A di Gianni Agnelli alla Z di Federico Zeri, alcune decine di conversazioni, interviste, dialoghi, e magari anche chiacchiere, con illustri contemporanei quali Roberto Longhi, Aldo Palazzeschi, Giovanni Comisso, Mario Soldati, Cesare Brandi, Federico Fellini, Luciano Anceschi, Luchino Visconti, Alberto Moravia. E notevolissimi coetanei, o quasi – da Calvino e Testori e Pasolini, a Parise e Manganelli e Berio –, coi quali ci si ripromettevano lunghe polemiche anziane davanti a un bel camino acceso, con vino rosso e castagne e magari cognac. Invece, la storia girò diversamente. E così, oltre ad alcuni coetanei vitali e viventi, eccoci qui con care e bizzarre memorie evidentemente prenatali: Dossi, Tessa, Puccini, D’An­nun­zio, e la mia concittadina vogherese Carolina Invernizio, nonna o bisnonna di mezza Italia letteraria». Alberto Arbasino
(source: Bol.com)

Ritratti di Russia al femminile

Una raccolta di saggi, alcuni molto brevi, altri più corposi, che raccontano ciascuno un pezzo di Russia attraverso la storia di figure, sempre eccezionali, realmente vissute o immaginate dalla fantasia di uno scrittore. E così personaggi fiabeschi e letterari convivono accanto a personalità storiche del passato e del presente, in un mosaico di vicende e incarnazioni tutte diverse, ma ugualmente segnate dalla percezione di appartenere a un universo unico, complicato, fatale com’è quello del pianeta Russia. I volti di Nataša Rostova e Anna Karenina, non diversamente da quelli di Anna Achmatova, Sabina Spielrein o Anna Politkovskaja partecipano, da varie posizioni, epoche e angolature, alla rappresentazione corale della realtà russa che, nei suoi strati più profondi, rimane ostinatamente femminile…
(source: Bol.com)

Il ritorno

Nel marzo del 2012 Hisham Matar s’imbarca su un volo per la Libia. È il suo primo ritorno dopo trentatre anni nella terra color ruggine, giallo e verde intenso della sua infanzia, la terra che lo ha separato dal padre la notte del 1990 in cui Jaballa Matar venne sequestrato dal regime di Gheddafi, condotto nella terribile prigione di Abu Salim e poi fatto sparire. Il figlio Hisham ci accompagna in un viaggio lucido e struggente attraverso i luoghi di una memoria privata che è anche fardello collettivo di una nazione, alla ricerca di un padre perennemente vivo e morto al quale restituire almeno la certezza di un destino.
Hisham Matar ha diciannove anni quando suo padre Jaballa, fiero oppositore del regime di Muammar Gheddafi, viene sequestrato nel suo appartamento del Cairo, rinchiuso nella famigerata prigione libica di Abu Salim e fatto sparire per sempre. Ventidue anni piú tardi il figlio Hisham, che non ha mai smesso di cercarlo, può approfittare dello sprazzo di speranza aperto dalla rivoluzione del febbraio 2011 per fare finalmente ritorno nella terra della sua infanzia felice.
Quel viaggio verso un presente ormai sconosciuto non è che lo spunto per un itinerario storico e affettivo ben piú vasto. Visitando i luoghi e incontrando i parenti e gli amici che hanno condiviso con Jaballa decenni di prigionia nel ‘nobile palazzo’ di Abu Salim, Hisham può recuperare un passato che risuona in lui con un’eco mai sopita e ritagliare i contorni di un padre che, in assenza di un corpo, risulta privo di confini. Le tappe del viaggio privato s’intersecano con la storia libica del ventesimo secolo, dalla resistenza all’occupazione italiana al flirt di Gheddafi con l’Inghilterra di Tony Blair. Ma anche all’antro piú buio, all’orrore piú raccapricciante, segue, in queste pagine, la luce di un dipinto di Manet, la melodia di un alam: la consolazione dell’arte e della bellezza come autentica espressione dell’uomo. E anche quando della speranza di ritrovare un padre vivo ‘non rimangono che granelli sparsi’, lo sguardo di Matar continua a puntare risolutamente in avanti: ‘Mio padre è morto ed è anche vivo. Non possiedo una grammatica per lui. È nel passato, nel presente e nel futuro. Ho il sospetto che anche coloro che hanno sepolto il proprio padre provino la stessa cosa. Io non sono diverso. Vivo, come tutti viviamo, nell’indomani’.
‘La storia, che tocca il cuore e non abbassa lo sguardo, di una famiglia dilaniata dalla ferinità del nostro tempo’.
**Kazuo Ishiguro**
‘Matar è un geniale architetto della narrazione e stilista della prosa; il suo approccio piano e il passo misurato sono un efficace contrappunto al tumulto emotivo del suo materiale. Questo libro è un dono straordinario per tutti noi’.
**’The Wall Street Journal’**
‘Non si fa giustizia al nuovo straordinario libro di Hisham Matar definendolo semplicemente ”memoir”, perché è tante altre cose: riflessione sull’esilio e le consolazioni dell’arte, analisi dell’autoritarismo, storia famigliare, ritratto di un paese nelle ambasce della rivoluzione e appassionata elaborazione di un lutto’.
**’The New York Times Book Review’**
(source: Bol.com)

Il ritorno del mago (eNewton Zeroquarantanove)

Ritorna Arthur Milton, soprannominato “II Mago” per la sua abilità nei travestimenti, in una serie di racconti che hanno per protagonisti Bliss, l’ispettore capo di Scotland Yard; Mander, il vice ispettore; Michael Guild, uno stravagante miliardario; Ellroyd, “specialista in casseforti”… In queste avventure rivive la Londra anni Trenta che Wallace ha rappresentato con il consueto vigore.
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo; a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo, nonché la sceneggiatura del celeberrimo King Kong. Definito “il re del giallo”, è morto nel 1932.
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### Sinossi
Ritorna Arthur Milton, soprannominato “II Mago” per la sua abilità nei travestimenti, in una serie di racconti che hanno per protagonisti Bliss, l’ispettore capo di Scotland Yard; Mander, il vice ispettore; Michael Guild, uno stravagante miliardario; Ellroyd, “specialista in casseforti”… In queste avventure rivive la Londra anni Trenta che Wallace ha rappresentato con il consueto vigore.
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo; a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo, nonché la sceneggiatura del celeberrimo King Kong. Definito “il re del giallo”, è morto nel 1932.

Il ritorno del killer

Evaso da un carcere di massima sicurezza, Kyle Craig, alias Mastermind, ha un solo scopo: vendicarsi di Alex Cross, l’uomo che lo ha fatto rinchiudere in isolamento per tutti questi anni. Per agire indisturbato, Craig cambia letteralmente volto, assumendo un’identità insospettabile. Nel frattempo Washington è scossa da una serie di delitti efferati, firmati da un cecchino che ha deciso di eliminare la parte marcia e corrotta della società. Il Patriota, così si fa chiamare il killer, sceglie le proprie vittime tra i politici e gli esponenti dell’alta finanza che ritiene responsabili della deriva del Paese. Un eroe o un pazzo criminale, si chiedono i media. E poi, come fa quest’uomo a essere così informato sui movimenti delle sue illustri vittime? Le indagini vengono affidate a Cross, che entra subito in contrasto con l’agente inviato sul campo dall’FBI… Oltre a questa difficile indagine, Cross deve affrontare il ritorno di Mastermind che, disposto a tutto pur di eliminare lui e la sua famiglia, lo trascina in un gioco perverso, nel quale il detective ignora il volto del suo acerrimo nemico. Un piano diabolico che per Kyle Craig ha un sapore ancora più dolce, dato che per Cross si avvicina il giorno delle nozze…
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Il ritorno del guerriero

Christian d’Acri ha sposato la regina Adara quando era ancora una bambina. Dimenticate le promesse matrimoniali, l’unico obbligo che sente è partecipare alle missioni della misteriosa Confraternita della spada. Ma quando un usurpatore minaccia il regno di Adara, la regina si rende conto che solo Christian può salvarla. Partita alla sua ricerca, lo trova in una locanda e si introduce furtivamente nella sua stanza per sedurlo. Il trono ha bisogno di un erede…

Il ritorno del Duca

I quattro romanzi che hanno come protagonista Duca Lamberti, il medico detective inventato da Giorgio Scerbanenco, segnano la nascita del noir all’italiana: e sono sempre più numerosi gli scrittori che dichiarano il loro debito a Scerbanenco. Questa antologia festeggia i quarant’anni dalla nascita di Duca Lamberti. In primo luogo presenta per la prima volta in volume le tracce dei romanzi di Duca Lamberti che Scerbanenco, morto nel 1969, aveva progettato – ma non aveva potuto scrivere. In secondo luogo una folta pattuglia di giallisti reinterpreta a modo suo questo straordinario personaggio e le atmosfere “dark” evocate da Scerbanenco.
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Il ritorno del Brigante (eNewton Zeroquarantanove)

Anthony Newton, o più confidenzialmente Tony, è il Brigante, il fantasioso fuorilegge che con due fedeli amici dà battaglia ai profittatori e a quanti si sono illecitamente arricchiti. Passando da avventura ad avventura, il geniale terzetto si fa protagonista di una serie di mirabolanti imprese.
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo; a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo, nonché la sceneggiatura del celeberrimo King Kong. Definito “il re del giallo”, è morto nel 1932.
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### Sinossi
Anthony Newton, o più confidenzialmente Tony, è il Brigante, il fantasioso fuorilegge che con due fedeli amici dà battaglia ai profittatori e a quanti si sono illecitamente arricchiti. Passando da avventura ad avventura, il geniale terzetto si fa protagonista di una serie di mirabolanti imprese.
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo; a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo, nonché la sceneggiatura del celeberrimo King Kong. Definito “il re del giallo”, è morto nel 1932.

Il ritorno dei tre (eNewton Zeroquarantanove)

Ritornano i tre Giusti in una serie di eccezionali racconti. Questa volta Manfred, Gonsalez e Poiccart sono dalla parte della legge e mettono a disposizione della giustizia le loro straordinarie capacità deduttive. Il loro modo d’agire è forse poco convenzionale, ma i risultati sono come al solito eccezionali…
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.
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### Sinossi
Ritornano i tre Giusti in una serie di eccezionali racconti. Questa volta Manfred, Gonsalez e Poiccart sono dalla parte della legge e mettono a disposizione della giustizia le loro straordinarie capacità deduttive. Il loro modo d’agire è forse poco convenzionale, ma i risultati sono come al solito eccezionali…
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.

Il ritorno dei coniglietti suicidi

Quali altri modi avranno inventato i coniglietti per suicidarsi? Teneri, cinici, irresistibili. Chi ha apprezzato il primo libro dei coniglietti suicidi si è immediatamente innamorato della loro macabra fantasia, dell’espressione impassibile con cui affrontano il proprio destino, della capacità di sorprenderci, spiazzarci, farci ridere a ogni nuova vignetta. I coniglietti tornano a suicidarsi in libreria coi loro metodi sempre più ingegnosi, bizzarri, surreali: impiccati alla Coppa dei Campioni, ghigliottinati da un lettore dvd, schiacciati dalla statua di Saddam, oppure semplicemente mimetizzati in mezzo ai birilli del bowling.
(source: Bol.com)