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Sissi

Sposa a diciassette anni di Francesco Giuseppe, Elisabetta di Wittlesbach («Sissi») abbandonò le foreste della Baviera per il mondo dorato e soffocante della corte di Vienna. Coraggiosa e fragile, malinconica ed eccentrica, Sissi non volle accettare nessuno dei ruoli che la tradizione e l’ambiente le assegnavano. L’intera sua vita, interrotta nel 1898 dal pugnale di un anarchico, fu un tentativo di sottrarsi al destino di «gabbiano prigioniero del castello», una fuga continua dai rituali e dal formalismo della vita di palazzo. Desiderando essere qualcosa di più della consorte di un imperatore, di affermare in ogni modo la propria individualità, Sissi fece di sé una donna speciale. Amazzone provetta, eccelse nei tornei di caccia; poetessa dilettante lasciò oltre cinquecento pagine di versi; giovane splendida, riuscì a trasformare la propria bellezza in un mito ineguagliabile. Nell’appassionata biografia della Hamann, che ha dedicato a Sissi anche un volume fotografico, rivive una donna di sensibilità e intelligenza straordinarie, una sovrana anomala e sognatrice, condannata a un destino di infelicità.Brigitte Hamann (Essen, 1940 – Vienna 2016) ha pubblicato numerose opere storiografiche sull’impero asburgico.

Sirt. La dieta del gene magro:

**MAGGIO 2017. EDIZIONE OTTIMIZZATA PER LE VERSIONI DIGITALI**
«La dieta scelta da Pippa Middleton per arrivare in forma alle nozze.»
**laRepubblica.it**
«*Il nuovo modello alimentare capace di farci dimagrire senza soffrire*».
**Dottor Nicola Sorrentino**
Perdere peso in modo sano e veloce, preservando energia, tono muscolare e soprattutto il buon umore? Impossibile? Non con questa dieta innovativa. Il principio è semplice: consumare «cibi Sirt», cioè alimenti che contengono particolari nutrienti di origine vegetale che attivano le sirtuine, un gruppo di geni che stimolano il metabolismo, fanno bruciare i grassi e favoriscono la perdita rapida di peso. Nel vasto insieme dei cibi Sirt, oltre ad alimenti come fragole, noci, grano saraceno, peperoncino, tè verde, cavolo riccio, cipolla rossa e rucola… troviamo anche alimenti che mai avremmo immaginato di poter includere in una dieta, come l’olio extravergine d’oliva, il cioccolato fondente, il vino rosso e il caffè… L’eccezionale particolarità di questa dieta – che la rende pressoché unica – è infatti che si basa sull’inclusione e non sull’esclusione di cibi. Con il programma dei due medici nutrizionisti Aidan Goggins e Glen Matten, introducendo i cibi Sirt nella nostra alimentazione, possiamo perdere oltre 3 chili in una sola settimana, senza privazioni di alcun tipo. Oltre a ciò, la «dieta del gene magro» si rivela un ottimo strumento per recuperare il benessere e migliorare le condizioni generali della propria salute. Alimenti freschi, genuini, facilmente reperibili e adatti al nostro palato (forti sono i richiami alla dieta mediterranea) che combinati fra loro o con altri ingredienti danno origine a piatti gustosi: dai gamberoni saltati in padella alle uova piccanti strapazzate, dalla pasta al salmone affumicato ai tartufi al cioccolato. Tutto così buono e semplice che vi dimenticherete persino di essere a dieta!
www.SirtDietaGeneMagro.it
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### Sinossi
**MAGGIO 2017. EDIZIONE OTTIMIZZATA PER LE VERSIONI DIGITALI**
«La dieta scelta da Pippa Middleton per arrivare in forma alle nozze.»
**laRepubblica.it**
«*Il nuovo modello alimentare capace di farci dimagrire senza soffrire*».
**Dottor Nicola Sorrentino**
Perdere peso in modo sano e veloce, preservando energia, tono muscolare e soprattutto il buon umore? Impossibile? Non con questa dieta innovativa. Il principio è semplice: consumare «cibi Sirt», cioè alimenti che contengono particolari nutrienti di origine vegetale che attivano le sirtuine, un gruppo di geni che stimolano il metabolismo, fanno bruciare i grassi e favoriscono la perdita rapida di peso. Nel vasto insieme dei cibi Sirt, oltre ad alimenti come fragole, noci, grano saraceno, peperoncino, tè verde, cavolo riccio, cipolla rossa e rucola… troviamo anche alimenti che mai avremmo immaginato di poter includere in una dieta, come l’olio extravergine d’oliva, il cioccolato fondente, il vino rosso e il caffè… L’eccezionale particolarità di questa dieta – che la rende pressoché unica – è infatti che si basa sull’inclusione e non sull’esclusione di cibi. Con il programma dei due medici nutrizionisti Aidan Goggins e Glen Matten, introducendo i cibi Sirt nella nostra alimentazione, possiamo perdere oltre 3 chili in una sola settimana, senza privazioni di alcun tipo. Oltre a ciò, la «dieta del gene magro» si rivela un ottimo strumento per recuperare il benessere e migliorare le condizioni generali della propria salute. Alimenti freschi, genuini, facilmente reperibili e adatti al nostro palato (forti sono i richiami alla dieta mediterranea) che combinati fra loro o con altri ingredienti danno origine a piatti gustosi: dai gamberoni saltati in padella alle uova piccanti strapazzate, dalla pasta al salmone affumicato ai tartufi al cioccolato. Tutto così buono e semplice che vi dimenticherete persino di essere a dieta!
www.SirtDietaGeneMagro.it

Le sintonie dell’amore

Ci sono ricordi che è pericoloso portare alla luce, cicatrici che è doloroso riaprire: ma per Holder e Sky, due ragazzi difficili con un tragico segreto alle spalle, è fondamentale affrontare quello che è stato per poter vivere quello che sarà.Holder vive perseguitato dal proprio passato, schiacciato dal senso di colpa per il suicidio di sua sorella Leslie. E poi c’è il ricordo di Hope e di quel maledetto giorno in cui ha lasciato che la sua vicina di casa di quando era bambino salisse su quella macchina e sparisse per sempre dalla sua vita. Il rimorso che incupisce la sua esistenza lo costringe a continuare a cercarla, fino a quando in un supermercato incontra Sky, che ha gli stessi occhi della sua amica di un tempo, e pensa di averla ritrovata. La vicenda di Le coincidenze dell’amore raccontata dal punto di vista di lui, per rivivere una splendida storia attraverso nuove emozioni.

(source: Bol.com)

Sinfonia Leningrado

È l’inverno del 1941 a Leningrado. La città è stretta nella morsa dell’esercito tedesco e sembra frantumarsi sotto le granate nemiche. I corpi dei caduti vengono ammassati ai lati della Prospettiva Nevskij. Le donne ridotte a stecchini arrancano ince spicando fino alla Neva, per attingere acqua attraverso le buche ricavate nel ghiaccio. Ovunque, suoni terribili: lo stridore delle slitte cariche di cadaveri, le terrificanti esplosioni dei candelotti di dinamite impiegati per scavare enormi fosse comuni, l’ululato dei cani e dei gatti randagi uccisi per sfamarsi.
Per le strade della città, dove esseri umani strisciano come spettri in mezzo a mucchi di rifiuti sperando di rimediare qualche avan zo, per poi morire lì dove si trovano, Karl Il’ič Eliasberg, il direttore dell’Orchestra Radiofonica di Leningrado, avanza a fatica. È reduce da un incontro con il direttore della radio e con i responsabili del Dipartimento delle Arti. Gli hanno trasmesso un ordine di Ždanov, il segretario del partito che guida la difesa della città, un ordine che non ammette repliche: ricostituire l’Orchestra Radiofonica, sciolta per la morte di buona parte dei suoi componenti e per l’inedia dei musicisti sopravvissuti, per eseguire la Settima Sinfonia che Dmitrij Šostakovič ha appena terminato lontano da Leningrado.
Ždanov si è già procurato la partitura, arrivata in aereo da Mosca sorvolando le linee nemiche, ed è convinto che, eseguita a Leningrado, dove è stata in gran parte scritta durante i primi mesi dell’assedio, la sinfonia può sollevare il morale non solo della città, ma anche degli uomini al fronte.
Eliasberg è paralizzato dalla paura e dal desiderio. Mai in vita sua gli è stata offerta un’opportunità del genere, e mai la posta è stata così alta. Dirigere la più grande sinfo nia che Šostakovicˇ abbia scritto! Un onore che sarebbe certamente toccato a Mravinskij, se il direttore della Filarmonica di Leningrado non avesse, grazie alle sue amicizie altolocate, scavalcato le linee nemiche a bordo di un aereo.
Tuttavia, come portare a termine quel compito così imponente con i pochi musicisti rimasti, stremati dalla fame e con le mani e i piedi tormentati dai geloni, e i volti di un pallore mortale e coperti di piaghe? Come ridestare l’entusiasmo per la grande musica in chi, durante le battute di riposo, mette la testa tra le ginocchia o posa gli strumenti quasi siano di piombo?
Magnifico romanzo che narra di un piccolo eroico gesto – il gesto di un solitario, timido direttore d’orchestra che, con l’aiuto di un violinista e di un gruppo di musicisti straziati dalla fame e dal freddo, riesce a eseguire una Sinfonia che ha avuto un’importanza enorme nella vittoriosa resistenza contro la barbarie nazista – *Sinfonia Leningrado* mostra come l’arte «possa avere un impatto enorme sugli eventi» (“Sunday Star Times”).

La sindrome di Biancaneve

Questa entusiasmante opera di divulgazione, che si legge tutta d'un fiato – spesso con emozionata partecipazione anche da parte maschile alle vicende personali e familiari della stessa Autrice – svela illuminanti retroscena su i più importanti temi dello sviluppo della personalità femminile, a partire dalla prima infanzia. Al centro della narrazione, il rapporto madre-figlia, le sue distorsioni e conseguenze negative, di generazione in generazione, in termini di conflitti (talvolta all'ultimo sangue) interpersonali ma anche intra-psichici. L'impatto sui disordini comportamentali (come depressione, narcisimo, anoressia, bulimia, furore distruttivo, dipendenze, superlavoro e molto altro) è trattato lungo tutto il corso dell'esistenza femminile, in relazione alle più importanti scelte personali, scolastiche e professionali da compiere, spesso però subite, evitate o addirittura boicottate da tutte le parti coinvolte. Un'opera che all'assoluto rigore scientifico, fatto di citazioni e abbondanti riferimenti bibliografici, abbina con stile poetico e partecipe molti pratici spunti di cambiamento e sa infondere grande fiducia nelle concrete possibilità trasformative di una ricerca di se stessi e del proprio "vero io" condotta con attenzione, e persino compassione, per noi stessi esseri umani e per coloro che ci circondano.

Il sindacato del crimine

Robert Brewer ha un chiodo fisso. E un solo, terribile avversario: il Sindacato del crimine. Questa associazione di criminali incalliti imperversa nell’intero continente senza risparmiare niente e nessuno. Sono soprattutto i membri dell’altà società il bersaglio privilegiato delle loro truffe e delle loro azioni senza scrupoli. Le Assicurazioni Riunite affideranno infine a Bob, detective-damerino unico nel suo genere, il compito di salvaguardare i patrimoni e le ricchezze dell’aristocrazia britannica. In un crescendo di colpi di scena e di fulminanti intuizioni, Robert Brewer riuscirà nell’intento di sbaragliare il “Sindacato” e di assicurare alla giustizia tutti i suoi membri. Con la solita verve e la consueta ironia, Edgar Wallace costruisce una serie di intrecci divertenti e originali, senza risparmiare frecciate velenose nei confronti delle abitudini dell’high society inglese, non dimentico di quel numeroso “gregge” parassitario che vive, quasi indisturbato, sulle sue spalle.

(source: Bol.com)

Il Sindacato Dei Poliziotti Yiddish

Sitka, in Alaska, è un Distretto federale dove il governo degli Stati Uniti ha accolto i sopravvissuti dell’Olocausto e del crollo, nel 1948, del neonato stato d’Israele sotto l’attacco dei paesi arabi. A Sitka si parla yiddish e inglese e i rabbini governano veri e propri imperi criminali. A fare i conti con le macerie della Storia e della propria vita è l’agente Meyer Landsman, impegnato a risolvere l’omicidio di un campione di scacchi eroinomane: chi cospira nell’ombra? Gli ebrei saranno di nuovo cacciati, anche da Sitka? E l’attesa del nuovo Messia sta davvero per terminare? Un romanzo geniale, un noir atipico ricco di invenzioni narrative, che racconta le mille facce dell’identità, della speranza, dell’amore.

Il Simulatore

Ai vertici dell’Ufficio Simulazione inglese c’è un uomo, Sam McCready, che in fatto di spionaggio può farla in barba a qualsiasi mezzo elettronico, anche il più sofisticato. Ma da che parte sta?

Simply Apple

”Liberatevi delle schifezze e concentratevi sulle cose buone.” Steve Jobs L’ossessione di Jobs per la semplicità è ciò che contraddistingue Apple nell’intero settore tecnologico, dal design dei prodotti a ogni singolo livello dell’organizzazione. È l’arma vincente che le ha permesso di risollevarsi dalla crisi del ’97 fino a diventare, nel 2011, l’azienda con maggior valore al mondo. L’autore – uno degli artefici di questa resurrezione, nonché strettissimo collaboratore del mitico Steve – dalla sua posizione privilegiata ha potuto cogliere per intero la portata dell’approccio e apprezzarne i risultati in tutte le applicazioni, e su qualsiasi scala: le imprese che utilizzano la forza della semplicità riescono a distinguersi dalla concorrenza e le persone che sanno come usarla diventano una risorsa imprescindibile. Leggendo questo libro, ricco di episodi inediti e affascinanti, vi sembrerà di stare accanto al genio di Cupertino in sala conferenze, di partecipare alle riunioni segrete e di ascoltare le sue telefonate nel cuore della notte. Ma soprattutto capirete come sviluppare e sfruttare anche voi questa ”ossessione” vincente, imparando a: 1) Pensare in modo minimalista. Un mare di scelte significa nessuna scelta. Più snellirete il vostro messaggio, più risulterà attraente. 2) Pensare in piccolo. Piccole squadre di menti brillanti conseguono risultati migliori, sono più efficienti e tengono alto il morale. 3) Pensare in modo dinamico. Mantenere i gruppi di lavoro costantemente all’opera orienta il pensiero creativo su obiettivi chiari, riducendo al minimo le distrazioni. 4) Pensare in modo inconfondibile. Un’immagine semplice ed efficace che esprime i vantaggi di un prodotto o di un’idea rimane più impressa nella mente dei consumatori. 5) Pensare in modo aggressivo. Se la sopravvivenza dell¿idea è a rischio, approfittate di ogni vantaggio, sfruttate ogni arma a disposizione.

(source: Bol.com)

Il silenzio di un batter d’ali

EDIZIONE SPECIALE: CONTIENE UN ESTRATTO DEL NUOVO ROMANZO Dall’autrice del caso editoriale dell’anno L’uragano di un batter d’ali Adam è un uomo di successo, bello e seducente, che conduce una vita di eccessi e privilegi. Ma dietro questa facciata c’è un’anima ferita, delusa, chiusa a chiave. Sophie è entrata nella sua vita senza bussare, come un uragano, spazzando via ogni certezza che a fatica si era costruito. Il segreto di Adam è un buco nero dentro il suo cuore che gli impedisce di lasciarsi andare ai sentimenti, anche quelli che questa relazione bollente gli provoca. Ma le perversioni sessuali, la freddezza, e il cinico distacco stanno lasciando spazio a qualcos’altro, qualcosa che potrebbe cambiare la sua vita. Sempre che sia disposto a fare i conti con il suo morboso passato… Torna Sara Tessa, il caso editoriale dell’anno con un nuovo romanzo ancora più eccitante e travolgente: la versione di Adam. L’autrice che ha sedotto migliaia di lettori italiani Ai primi posti delle classifiche per oltre 20 settimane Adam racconta la sua travolgente versione dei fatti e Sophie deve solo stare ad ascoltare ‘Non lascia scampo e attrae inesorabilmente.’ Panorama ‘Un bel romanzo carico di passione che non si dimentica facilmente.’ Io donna ‘Un successo confermato.’ ttL – La Stampa ‘Sara Tessa è il fenomeno editoriale degli ultimi mesi.’ Donna ModernaSara TessaÈ nata a Milano, dove vive tuttora. Ha passato la sua vita in attesa che qualcosa accadesse poi, improvvisamente, un uragano si è abbattuto su di lei: L’uragano di un batter d’ali, suo romanzo d’esordio inizialmente autopubblicato, è uscito con la Newton Compton all’inizio del 2014 ed è volato ai primi posti delle classifiche dei libri più venduti. Altrettanto bene è stato accolto Il silenzio di un batter d’ali. Entrambi saranno a breve tradotti in Spagna. Ha una filosofia di vita che cerca di seguire ogni giorno: ‘Se smetti di sognare, allora stai dormendo’. Nel 2014 ha pubblicato la novella Tutti i brividi di un batter d’ali, solo in versione digitale.
(source: Bol.com)

I silenzi degli innocenti

“A volte arrivo a pensare che quello che fecero durante gli anni di piombo è assai meno devastante di quello che stanno facendo oggi per occultare la verità. E quello che fa ancora più rabbia, è che lo fanno con gli strumenti di quello stesso potere che ieri volevano abbattere con le armi.”
Giovanni Berardi, figlio di Rosario, ucciso dalle Br
Le stragi nere di Piazza della Loggia e del treno Italicus. Le persone rapite, gambizzate, giustiziate dal terrorismo rosso. Il massacro alla stazione di Bologna… Tutto viene raccontato attraverso le parole di chi era lì e si è salvato per miracolo. Questo è un libro costruito sui silenzi, sulla memoria, sull’intollerabilità di certi ricordi: dà voce a chi non l’ha mai avuta. Perchè finora hanno parlato i protagonisti negativi degli anni di piombo. Le vittime e i loro familiari sono stati invece dimenticati. Leggere le loro storie e le loro verità fa male ed emoziona.
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### Sinossi
“A volte arrivo a pensare che quello che fecero durante gli anni di piombo è assai meno devastante di quello che stanno facendo oggi per occultare la verità. E quello che fa ancora più rabbia, è che lo fanno con gli strumenti di quello stesso potere che ieri volevano abbattere con le armi.”
Giovanni Berardi, figlio di Rosario, ucciso dalle Br
Le stragi nere di Piazza della Loggia e del treno Italicus. Le persone rapite, gambizzate, giustiziate dal terrorismo rosso. Il massacro alla stazione di Bologna… Tutto viene raccontato attraverso le parole di chi era lì e si è salvato per miracolo. Questo è un libro costruito sui silenzi, sulla memoria, sull’intollerabilità di certi ricordi: dà voce a chi non l’ha mai avuta. Perchè finora hanno parlato i protagonisti negativi degli anni di piombo. Le vittime e i loro familiari sono stati invece dimenticati. Leggere le loro storie e le loro verità fa male ed emoziona.

Le signorine di Concarneau

Jules Guérec – quarant’anni, celibe, proprietario di due pescherecci – è sempre vissuto nella cittadina bretone in cui è nato, nella casa adiacente all’emporio che la sua famiglia gestisce da generazioni, nello stesso odore ‘di catrame, cordami, caffè, cannella e acquavite’, insieme alle due sorelle rimaste nubili, che lo accudiscono con una sollecitudine benigna, occhiuta e possessiva. A loro Guérec deve rendere conto di come spende ogni centesimo. Persino quando gli capita di andare a Quimper, e di non resistere alla tentazione di tornare in quella certa strada dove un paio di signore ‘arrivate da Parigi’ passeggiano ‘gettando agli uomini sguardi provocanti’, il pensiero di come farà a giustificare i cinquanta franchi mancanti gli rovina il piacere. Sono loro, le sorelle, a sorvegliare tutto, a provvedere a tutto. Anche quella volta che lui, da giovanotto, ha messa incinta una ragazza, è stata Céline – che delle due è la più penetrante e la più spiccia, e che afferma di conoscere il fratello come fosse un figlio suo – a prendere in mano la situazione. Una notte, però, Guérec, senza quasi accorgersene, sarà la causa di un evento tragico, le cui paradossali conseguenze potrebbero forse spingerlo a uscire dal bozzolo soffocante, ma anche tiepido e rassicurante, dei legami familiari.
(source: Bol.com)

I signori della guerra

Il volume contiene tre romanzi inediti: “II cadetto Harrington”, di David Weber. Prima di salvare la Galassia, lei era soltanto il guardiamarina Harrington, poi l’incontro con “pirati” che erano molto più di quanto sembrassero diede inizio alla brillante carriera di “Honor” Harrington. “Isole”, di Eric Flint. Pensavate che il generale Belisarius fosse un duro? Fate ora la conoscenza con la moglie di uno dei suoi ufficiali, decisa a raggiungere il marito ferito… anche a costo di passare sui corpi smembrati dei nemici, se dovesse essere necessario. “Una questione di scelta”, di David Drake. Nello scendere dall’astronave, il tenente Huber si trovò nel bel mezzo di un’imboscata… solo che non era previsto che gli Slammers venissero fatti oggetto di imboscate. Huber sarebbe riuscito a salvare la propria carriera, sempre che fosse uscito vivo da quella missione suicida?
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I signori dell’oscurità

Prosegue la cronaca dell’epica guerra che infiamma il continente Derlavai, un mondo conquistato lentamente ma in modo inesorabile, miglio dopo miglio, dalle forze dell’impero algarviano… forze la cui più terribile magia di guerra è alimentata dal genocidio di un popolo innocente, i Kauniani, disprezzati da tutti i regni del continente. In questo quarto volume la guerra prosegue aumentando di ferocia mentre i maghi di Kuusamo, aiutati dagli ex rivali di Lagoas, lavorano disperatamente per creare una nuova forma di magia che cambierà il corso del conflitto. Ma è una storia anche di gente comune, traditori e patrioti, nobili e plebei, costretta dal destino a diventare degli eroi… o a cedere alla parte più oscura del proprio essere.

Signori Briganti: romanzo di amore e di avventure

Romanzo nero, fantasy mediterraneo, favola barocca coloratissima d’amore e d’avventura. Dalaya la bella vive con le monache, cucina dolci, provoca fame di donna in chi la sogna ma non si dà a nessuno. Mascherate, inganni, lutti, rapimenti, fughe in città, occhi strappati: il tempo delle favole è una sottile ragnatela. Basta un gesto maldestro a farla sparire per sempre.

Fu nel tempo in cui eravamo zingari. Ci piaceva girare il mondo e lasciarci bei ricordi alle spalle una volta tanto, e rubarne di altrettanto belli da metter via nel baule della nostra vecchiaia.
Accadde in un luogo che ora non esiste più. In quel giardino il nostro capo di allora, il brigante guercio, si innamorò di un fiore, Dalaya che aveva l’età del bocciolo. Cominciò così la storia, una storia che noi briganti ci siamo spartiti, un capitolo per ognuno.
Il capo che avemmo dopo si perse anch’egli nel nettare di Dalaya, e nelle notti di montagna che ci vedevano arrostire strofe attorno al fuoco, lui raccontava:

la favola della bambina che giocava con i non-morti,
quella dell’occhio strappato nel duello,
la storia dei folli d’amore che si buttarono dalla rupe,
la leggenda della donna che dalla morte tornò per vendicarsi.

Chi di noi ebbe nipoti raccontò loro questa storia come una favola, e chi trovò l’amore la raccontò come una poesia, bellissima quella poesia, perché non puoi essere poeta senza sporcarti di vita.

(source: Bol.com)